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Centro ufologico ferrarese

Ufo NEL MONDO

AVVISTAMENTI

Usoinganni (Inganni degli USO)

Data

Argomento

notizia

04.07.2007

Mezzi navali Sottomarini e sommergibili
11.07.2007 Relitti Relitti sommersi
12.07.2007 Materiali Materiale militare sommerso

13.07.2007

Mezzi aerei

Aerei segreti

14.07.2007

Mezzi navali

Hovercraft e hoverwing

15.07.2007

Pesci

Grossi cetacei

 

 

ARTICOLI

Data

ARGOMENTO

Notizia

04.07.2007

Mezzi navali

Sottomarini e sommergibili

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza delle immagini: archivio del CUF

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Introduzione 

 

   Così come i falsi avvistamenti di UFO sono stati trattati in uno speciale capitolo denominato "Ufoinganni", anche i falsi avvistamenti di USO saranno qui trattati utilizzando la medesima terminologia, ovvero "Usoinganni". I falsi avvistamenti di Uso possono sostanzialmente essere riconducibili a: fenomeni artificiali (sottomarini, relitti e materiale militare abbandonato, aerei segreti, hovercrafts ), fenomeni naturali (grossi cetacei), fenomeni celesti (bolidi, frammenti di satelliti).

 

Cause artificiali degli Usoinganni:  sottomarini e sommergibili

 

 I  sottomarini  sono mezzi navali progettati per navigare prevalentemente in immersione e solo eccezionalmente in superficie. Nel corso degli anni sono stati creati vari tipi di sottomarini e quelli costruiti in questi ultimi decenni hanno avuto il solo scopo di fungere sia da basi mobili di lancio per missili a lunga gittata, balistici (nucleari) e antinave, sia da rampe per missili terra-aria. Normalmente, però, le armi convenzionali di un sottomarino sono il siluro ed il missile antinave. La massima profondità mai raggiunta da un sottomarino è detenuta dallo scafo italiano "TRIESTE I" che il 23 gennaio 1963 scese alla profondità di ben 10.916 metri, grazie all'incredibile resistenza dello scafo; tuttavia, la profondità media raggiunta durante le immersioni si aggira fra i 300 ed i 400 metri circa.

   Una delle caratteristiche fondamentali dei sottomarini è il tempo di permanenza in immersione, che si può quantificare in due modi: o una distanza compresa fra 150.000 e 300.000 miglia o un tempo compreso fra i 30 ed i 60 giorni. Nella realtà, questi numeri non vengono mai raggiunti poiché laggiù esiste il problema delle possibili turbe psico-fisiche delle persone che induce i comandanti a risalire non appena possibile.

   L'architettura dello scafo è realizzata sia per offrire il minimo di resistenza all'attrito provocato dall'acqua sia per sopportare le elevatissime pressioni delle grandi profondità.

   I sottomarini nucleari sono dotati di un reattore ad acqua pressurizzata e un apparato motore composto da turbine a vapore che, trasmettendo il moto ad un'elica costruita per essere silenziosissima, consentono di raggiungere una media di 30 nodi in immersione.

   I sottomarini moderni sono dotati di motori Diesel-elettrici supplementari, nonché di batterie di accumulatori ausiliari da usare esclusivamente in caso di emergenza.

   Tutto ciò che è militare è, ovviamente oggetto di scarse conoscenze da parte della popolazione, tuttavia si sa il sottomarino nucleare d'attacco, della classe "Los Angeles", varata nel 1974, lungo 110 metri, alto 10 e largo altrettanti, con oltre un centinaio di persone a bordo, si può immergere fino a 3.000 metri e riesce a sviluppare una velocità di 32 nodi, corrispondenti a 32 miglia marine all'ora (un miglio marino equivale a 1.852 metri) che, a loro volta, corrispondono alla "pazzesca" velocità massima di quasi... 60 km all'ora su terra.

   Si sa poi che i sottomarini nucleari di ultima generazione sono in grado di raggiungere i 45 nodi, cioè la velocità di quasi 85 km/h; questa velocità, tuttavia, se rapportata agli USO segnalati a Porto Rico e nel Mare del Nord nel lontanissimo 1963, ci da un'idea approssimativa del differenza tecnologica tra noi e i nostri fratelli superiori.

   Il prof. Marko Princevac, dell'Università californiana di Riverside, ha dimostrato in forma sperimentale che è possibile la propulsione supersonica subacquea. Egli è poi riuscito a dimostrare che un oggetto dalla linea aerodinamica potrebbe muoversi sottacqua meglio che un oggetto spigoloso o rassomigliante vagamente ad un cubo. I suoi esperimenti hanno poi dimostrato che mentre un aereo che viaggia a Mach 1 richiede 15.000 cavalli-vapore di energia, un sottomarino che viaggiasse alla stessa velocità avrebbe bisogno di una potenza settanta volte superiore, ovvero oltre un milione di cavalli-vapore, che è un valore davvero enorme da raggiungere. Attualmente, i sottomarini nucleari strategici più potenti e numerosi sono quelli americani (Classi Poseidon, Trident, Seawolf, Ohio e Virginia) e sovietici (Classi Hotel, Yankee, Delta e Typhoon).

 

  I  sommergibili  sono imbarcazioni che possono navigare in immersione e sono generalmente usati per scopi bellici o scientifici.

Si possono spingere a profondità medie di circa 300 metri e possono raggiungere la velocità massima, in immersione, di circa 25 nodi mentre quella di superficie supera di poco i 10 nodi.

Sono costituiti da un robusto scafo che, di norma, è a sezione circolare, affusolato alle estremità e in grado di resistere alle enormi pressioni delle profondità marine. Esternamente ed internamente, lo scafo presenta doppi fondi o casse di zavorra, adibiti all'allagamento per l'immersione o allo svuotamento per la riemersione, ha una lunghezza variabile dai 60 ai 90 metri ed un diametro di circa 7-8 metri.

   L'apparato motore convenzionale è di tipo Diesel-elettrico: il motore diesel viene utilizzato per la navigazione in superficie mentre quello elettrico (gruppi di accumulatori) lo si utilizza per la navigazione in immersione.

   La navigazione in immersione, ad una quota leggermente superiore a quella periscopica (4-6 metri dal bordo della vela), avviene tramite l'utilizzo di una "cappa" che consente sia di aspirare aria che espellere i gas di scarico. 

   L'armamento principale di un sommergibile militare convenzionale è costituito da tubi lanciasiluri sistemati nei due locali estremi, da rampe per missili terra-aria, da mitragliere antiaeree e da un cannone di medio calibro. Nella parte superiore esiste una torretta che si trova esattamente al di sopra della camera di manovra, all'interno della quale sono sistemati i comandi e gli oculari dei periscopi.

   Per tutte queste ragioni possiamo affermare che, al momento in cui scriviamo l'articolo, non esiste una tecnologia terrestre in grado di far lavorare sotto la superficie marina un mezzo che possa raggiungere la velocità anche solo di un modesto aereo commerciale.

 

 

Data

ARGOMENTO

Notizia

11.07.2007

Relitti

Relitti sommersi

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza delle immagini: archivio del CUF

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  Tra le cause artificiali è da annoverare il rinvenimento di relitti sommersi, imputabile a cause diverse ma assimilabili principalmente ad affondamenti causati:

1 - dal maltempo;

2 - dallo scontro con un'altra imbarcazione;

3 - dall'impatto con scogli sommersi;

4 - dall'impatto con relitti sommersi;

5 - dal cedimento di qualche struttura portante.

 

 Cause artificiali degli Usoinganni:  relitti sommersi

 

 

 

 

 

 

 

Data

ARGOMENTO

Notizia

12.07.2007

Materiale

Materiale militare sommerso

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza delle immagini: archivio del CUF

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Sempre tra le cause artificiali è da tenere in altissima considerazione il materiale militare abbandonato nella acque marine, nei fiumi e nei laghi. Questo aspetto è certamente un fatto del tutto normale, imputabile alle numerose guerre che si sono succedute nel corso degli anni. Non esiste, infatti, mare o fiume o lago che non siano stati teatro di guerre o, almeno, di esercitazioni ed esperimenti militari. Per tali ragioni, si può tranquillamente affermare che tutte le acque sono delle autentiche discariche di materiale militare, a volte segretissimo, di cui solo le alte sfere militari ne sono a conoscenza.

Fra il materiale militare più facilmente oggetto di Usoinganni, dovuti ad un'improvvisa riemersione fra i flutti, a causa di forte correnti marine o di maremoti, sono da considerare:

1 - i missili lanciati o persi o abbandonati dalle navi militari;

2 - i siluri lanciati o persi o abbandonati dai sottomarini militari;

3 - le bombe inesplose lanciati o perse o abbandonate da aerei ed elicotteri militari.

 

A tal proposito, si rifletta un attimo sul problema della Guerra Fredda e sulla questione degli ICBM sovietici ed americani. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale è enormemente aumentato, dal punto di vista tecnologico, l'impegno delle due superpotenze nella corsa agli armamenti strategici. In quest'ottica, il missile ed il siluro hanno assunto un'importanza considerevole.

Fin dal 1957 gli strateghi russi hanno iniziato a produrre missili intercontinentali immensi e mai visti prima: tecnicamente chiamati ICBM, erano più noti a tutti come i famigerati "SS". Essi avevano delle dimensioni incredibili ed il loro modello tipo, più semplice per intenderci ed anche più noto, per capirci, in quanto era il modello ufficiale delle parate sulla Piazza Rossa, era il missile balistico intercontinentale "SS-4 SANDAL", il quale aveva i seguenti numeri: 22 metri di lunghezza, 1,60 metri di diametro, 28 tonnellate di peso e 2.000 km di gittata utile. All'estremo opposto c'era (e, forse, c'è ancora e se anche non ci fosse più ci sarà, di certo, qualcosa di più terribile) il modello "SS-10 SCRAG" che, essendo la derivazione naturale ed ultima del programma spaziale sovietico, ha una lunghezza di 38 metri, ha un diametro di 2,5 metri, un peso di 160 tonnellate ed una gittata utile di 12.000 km. Ovviamente, vi erano anche i missili dalle dimensioni più contenute, come il modello "SS-N-6", con i suoi 9 metri di lunghezza ed i 3.000 km di gittata (modello 3, versione 2 MIRV), imbarcato sui sottomarini nucleari russi della classe "Yankee", o missili dalle dimensioni notevoli, come i modelli "SS-18", vere e proprie punte di diamante di quell'industria bellica, con una lunghezza di 32 metri, un carico di quattro testate nucleari ed una gittata massima di 16.000 km. Dall'altra parte c'erano i missili intercontinentali imbarcati sui sottomarini nucleari strategici americani, i quali avevano praticamente dimensioni, potenza e gittata identiche: si andava dal modello "MINUTEMAN II", lungo 18 metri e con una gittata di 12.500 metri fino al modello "TITAN II", lungo 32 metri e con gittata di 12.000 km.

 

Cause artificiali degli Usoinganni:  materiale militare sommerso

 

 

 

  

 

 

 

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ARGOMENTO

Notizia

13.07.2007

Mezzi aerei

Cormorant Project

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: free web

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   All'inizio di novembre del 2006 la Lockheed Martin ha completato la Fase 1 del progetto denominato  CORMORANT PROJECT (Fonti: JP4, n° 396, gennaio 2007 e Focus, n° 164, giugno 2006), con una dimostrazione della fase di recupero di un MPUAV o Multipurpose Unmanned Air Vehicle (pr. multipà*pés anmà:nd è:* vìacól) o "Veicolo aereo automatizzato multiruolo".

   Dotato di un'apertura alare di 5,2 metri, può raggiungere una velocità massima di circa 850 km/h (800 km/h al momento dell'uscita dall'acqua), un'altezza di circa 12 km ed un'autonomia operativa di circa 1850 km; nell'ipotesi dei progettisti si pensa che il Cormorant possa essere operativo per il 2010.

   Il programma, che è stato condotto dalla DARPA, prevede un "MPUAV eiettabile dai tubi di lancio dei missili balistici dei sottomarini" durante la fase in immersione. Una volta uscito in superficie, sotto la spinta dei tubi di lancio suddetti, il Cormorant avvierà il proprio motore a turbogetto di flussi e dispiegherà le ali.   Questo esperimento è stato pensato per le sole unità SSGN della classe Ohio ma è prevedibile che venga esteso a tutti i futuri sottomarini.

   A tal proposito, si è utilizzato un modello del tutto simile all'originale, per dimensioni, peso e comportamento in acqua. La prova era strutturata in due fasi: caduta in acqua, da un'altezza di 8 metri, del modello suddetto e suo recupero immediato attraverso l'utilizzo di un ROV o Remotely Operated Vehicle (pr. ruìméutli òperuéitid vìacól) o "Veicolo azionato a distanza" che, di fatto, ha il compito di agganciarlo.

   Nella stessa dimostrazione è stata anche illustrata la fase di avviamento del turbofan (pr. tè:béfan) o turbogetto a flussi del Cormorant, con aria ad alta pressione durante la fase di funzionamento del razzo sovralimentatore o booster (pr. bùsta:). Il Cormorant sarà destinato a missioni CAS o Close Air Support (pr. clós è:* sépò:t), ovvero missioni di "Supporto aereo segreto" contro sommergibili, sottomarini e navi.  Compiuta la propria missione, il Cormorant spegne il motore, chiude la presa d'aria e lo scarico attraverso appositi pannelli che li rendono stagni, quindi scende in acqua con il muso rivolto in basso e galleggia fino a quando non viene recuperato da un ROV che, a sua volta, lo aggancia ad uno dei tubi di lancio suddetti e lì rimane fino a quando non verrà reinserito per la missione successiva.

   Questo incredibile mezzo aereo segretissimo ha tutti i suoi componenti in lega di titanio in quanto deve superare il momento traumatico dello splashdown o rientro in acqua che potrebbe causare un vero e proprio accartocciamento. La stessa lega lo difende poi dalla pressione di circa 5 atmosfere allorquando il sottomarino si trova ad una cinquantina di metri di profondità ma, da sola, non sarebbe comunque sufficiente; così, tutta la parte interna viene riempita di gas, in modo da aumentarne la pressione e andare a bilanciare quella esterna.

 

 

 

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Notizia

14.07.2007

Mezzi navali

Hovercraft e hoverwings

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza delle immagini: free web

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  Con il termine "hovercraft" (pr. hóvercruàft) si intende qualunque veicolo sorretto da un cuscino d'aria, che si possa indifferentemente spostare sulla terra che sull'acqua. Ovviamente, i progressi tecnologici in questo campo sono stati compiuti solo nel corso di diversi decenni. Infatti, c'era da superare almeno un paio di problemi non proprio da poco, ovvero: come riuscire a mantenere il cuscino d'aria e come fargli riuscire a far superare gli ostacoli moderatamente accidentati.

   Il primo problema venne risolto con l'applicazione del principio del "getto periferico", consistente nell'incanalamento forzato di un getto d'aria, poi mantenuto a pressione costante. Il secondo problema venne risolto sistemando sul fondo una "gonna flessibile" che, di fatto, andando a contenere il getto periferico, aumentò anche lo spessore del cuscino d'aria fino a dieci volte e contribuì a diminuire il numero dei getti d'aria complessivi. Al giorno d'oggi, il cuscino d'aria viene prodotto da uno o più ventilatori mentre le principali forme di propulsione riguardano le eliche ad aria, quelle ad acqua e gli idrogetti. Questi incredibili mezzi possono così viaggiare su terreni assai accidentati, deserti, paludosi, ghiacciati o innevati.

 

Cause artificiali degli Usoinganni:  gli hovercrafts con le ali

 

I tecnici della Universal Hovercraft di Haward (USA), sono andati anche oltre le caratterisstiche tecnologiche di un mezzo che già di per sé era stupefacente. Essi hanno sviluppato gli "Overwings", ovvero mini modelli di hovercrafts ad elica, a cui sono state aggiunte un paio di ali. Ciò ha permesso di creare un veicolo dalle incredibili prestazioni, in grado di viaggiare ad oltre 100 km/h mantenendosi sollevato anche 1,5 m al di sopra della superficie dell'acqua e dando così l'idea di qualcosa che stia letteralmente volando sul mare, a pelo d'acqua.

 

 

 

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15.07.2007

Pesci

Grossi cetacei

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza delle immagini: free web

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   Ed infine, anche i grossi cetacei possono essere una delle cause dei falsi avvistamenti di USO, sia in virtù della loro forma che della loro enorme grandezza: si pensi che la balenottera azzurra è più grande perfino dei più grandi dinosauri e può raggiungere tranquillamente i 30 metri di lunghezza mentre le balene comuni si attestano attorno ai 20 metri.

   I cetacei si spostano nell'acqua a velocità incredibili, anche perché hanno un modo del tutto diverso di nuotare rispetto ai pesci: essi, infatti, nuotano sollevando ed abbassando la coda, al contrario dei pesci che la spostano lateralmente. Per questo motivo, il loro procedere è del tutto anomalo: ondulante e scattante ad un tempo e gli consente di raggiungere le seguenti velocità: la balena grigia nuota a 12 km/h, il capodoglio raggiunge i 18 km/h, la balenottera azzurra viaggia a 35 km/h, come un normale sottomarino non nucleare ma ben più veloce di un sommergibile, il delfino si sposta a 46 km/h e l'orca, invece, viaggia all'incredibile velocità di 75 km/h, corrispondenti ad un 25% in più di un modernissimo sottomarino nucleare d'attacco.

   I cetacei non sono pesci ma mammiferi che vivevano sulla terraferma oltre 50 milioni di anni fa: gli arti inferiori hanno assunto la forma di pagaie mentre quelli posteriori li hanno persi nel corso dell'adattamento evolutivo alla vita acquatica.

  Essi si suddividono in due sottordini: i misticeti e gli odontoceti. I misticeti posseggono i fanoni, collocati nella mascella superiore, con cui filtrano il plancton o il crill (gamberetti piccolissimi) presenti nell'acqua; a questo gruppo appartengono le balene. Gli odontoceti posseggono invece i denti che usano per nutrirsi di pesce, calamari e crostacei; a questo gruppo appartengono il delfini, il capodoglio e l'orca.

   Tutti i cetacei, prima di immergersi, riempiono d'aria i polmoni; in seguito, quest'aria viene sottoposta alla pressione delle profondità per cui i loro polmoni vengono compressi e l'aria viene sospinta nella trachea e nel naso, consentendo loro di rimanere sott'acqua anche più di due ore. Una volta riemersi, emettono aria e vapore attraverso gli sfiatatoi, situati nella parte superiore della testa: i misticeti possiedono due orifizi mentre gli odontoceti ne possiedono uno solo. I cetacei si trovano in gran numero in Norvegia, in Islanda, in Giappone, in Alaska e nel Canada del Nord.

   Fra tutti i cetacei una segnalazione particolare va rivolta alle megattere, ovvero le balene migratorie, perché;

1- sono assai veloci, in quanto dotate di potentissime pinne pettorali;

2- sono molto agili e riescono a portare completamente fuori dall'acqua un corpo di una quindicina di metri ed un peso di una quarantina di tonnellate;

3- hanno sviluppato diversi tipi di vocalizzazioni, costituite da suoni a bassa frequenza, così interessanti che, secondo alcuni, se gli alieni venissero a visitare la Terra probabilmente sarebbero assai attratti dal loro linguaggio tanto articolato e complesso.

   Esse trascorrono l'inverno nelle acque calde delle Hawaii, dei Caraibi, dell'Australia e della California mentre passano l'estate principalmente in Antartide e in Alaska.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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LUOGO

NOTIZIA

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Fonte della notizia: CUN Ferrara

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUN Ferrara e non collegata alla notizia citata, ricostruzione del fatto, eseguita dal CUN Ferrara con grafica digitale. foto originale del fatto citato, dall'archivio del CUN Ferrara, dal free web, cortese concessione della NASA  (http://www.nasa.gov), Università dell'Arizona (Johnson Space Center), photo courtesy of Johnson Space Center, (http://www.nasa.gov)

Traduzione: free translation of the original, from American-English into Italian, by CUN Ferrara

Testimoni: X

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