Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

Home
Su

Centro ufologico ferrarese

Ufo A FERRARA

UFO IN PROVINCIA

DATA

LUOGO

NOTIZIA

     
2011    
26 giugno Vigarano Mainarda   Tre Ufo diurni
24 giugno Vigarano Mainarda   Ufo appuntito
28 gennaio Poggio Renatico Incredibili Ufo
27 gennaio Spinazzino di San Bartolomeo   Sfera argentata
2010    
04 giugno Santa Maria Codifiume (Argenta) Tre Ufo a pastiglia
2009    
16 dicembre Lido degli Scacchi Oggetto triangolare
07 ottobre S. M. Codifiume (Argenta)   Oggetto discoidale
01 aprile  Strada di Confina (FE)   Ufo trapezoidale
08 marzo Scortichino (FE)   Ufo enorme con alieni
2008    
23 maggio Madonna Boschi   Ufo stranissimo (due foto)
19 aprile Vigarano Pieve   Ufo a sigaro
2007    
31 dicembre Santa Maria Codifiume   Sfere luminose
10 dicembre Marrara   Ufo ovoidale

04 novembre

Santa Maria Codifiume

  Ufo discoidale

26 agosto

Lido delle Nazioni

Ufo a barre 

19 agosto

Comacchio

Ufo a forma di fresbee 

15 marzo

Vigarano Mainarda

  Ufo vicino ad aereo 

05 gennaio

Coronella

  Ufo a doppio coperchio 

2006    

16 giugno

Castello

  Sfera volante 

2005    

Settembre 2005

Vigarano Pieve

  Ufo a sfera 

11 giugno

Codigoro

Ufo a boomerang

2004    

05 settembre

Argenta

Ufo circolare

PRIMA DEL 2000    

Dicembre 1998

Tortiola

Formazione di luci

Giugno 1995

Casumaro

Ufo sui campi

27 settembre 1986

Vigarano Mainarda

Astronave enorme ed immobile

06 giugno 1984

Poggio Renatico

Due F-104 e un ufo

Marzo 1980

Lido delle Nazioni

Tre Ufo

30 dicembre 1978

Codigoro

Ufo lenticolare e immobile

Estate 1977

Comacchio

Atterraggio di un Ufo?

Agosto 1975

Poggio Renatico

Due Ufo

30 ottobre 1954

Francolino

Tre dischi volanti

 

 

 

ARTICOLI

ANNO

LUOGO

NOTIZIA

2011

Vigarano Mainarda

Tre Ufo diurni

Scheda della notizia

 Data                                - 26 giugno 2011

 Fonte                               - Centro ufologico ferrarese - CUN Ferrara

 Luogo                              - Vigarano Mainarda

 Durata                             - Dalle 17,00 alle 17,30 circa

 Testimoni                         - Componenti di tre famiglie, per un totale di sette persone

 Immagini                         - L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF con grafica digitale

 Commenti                        - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Errori o imprecisioni           - Specifica il titolo e la data di questa notizia

Argomenti  

 Capitolo 1                        - I primi due testimoni

 Capitolo 2                        - Altri testimoni

 

Cap. 1 - I primi due testimoni

 

Il pomeriggio del 26 giugno 2011 era una giornata di sole bellissima e solo qualche rara nuvoletta bianca macchiava il cielo in qua ed il là. Così la signora M. A., pensionata sessantaquattrenne, aveva deciso di prendersi un po' di sole distesa sul lettino del proprio giardino mentre il marito D. B., pensionato sessantaseienne si trovava a lavorare al computer all'interno dell'abitazione.

Si era da poco distesa ed aveva appena trovato la giusta posizione quando, all'improvviso, scrutando inavvertitamente il cielo limpido, ha notato che stava accadendo qualcosa di incredibile: lassù, proprio sulla verticale del suo cortile, c'erano degli oggetti completamente bianchi e altissimi che stavano compiendo manovre impressionanti. Così ha iniziato ad avvertire il marito ad alta voce, gridando: "Che cos'è quella roba là? Guarda cosa stanno facendo!".

Allertato in tal modo, e quindi assai preoccupato, il marito ha abbandonato la postazione al pc ed è corso fuori per controllare la causa della preoccupazione della moglie. Giunto all'aperto ed alzati gli occhi al cielo, nonostante la loro altezza non ha faticato ad individuare quei misteriosi oggetti bianchi che stavano girando intorno.

Forse erano due sovrapposti o forse uno ne aveva espulso un altro, fatto sta che lassù si notavano assai distintamente due oggetti volanti bianchi che sembrava giocassero fra di loro, compiendo manovre inverosimili ora rincorrendosi, ora avvicinandosi e ora allontanandosi percorrendo tutto l'arco del cielo visibile, da destra a sinistra, nell'incredibile tempo di tre, quattro, cinque secondi senza emettere al rumore chiaramente udibile.

Poi, da Nord, è arrivato il terzo oggetto volante bianco che si è prima avvicinato ai primi due e subito dopo tutti e tre hanno iniziato a "comportarsi come mosche", ovvero a compiere quegli incredibili voli in tutte le direzioni con manovre impossibili per qualsiasi aereo militare.

 

Cap. 2 - Altri testimoni

 

Ovviamente, il clamore manifestato dai coniugi ha quasi immediatamente allertato le famiglie vicine ed il signor L. B., pure pensionato, ci ha dichiarato: "Ne ho visto uno che ha percorso a velocità pazzesca tutta la volta celeste e poi non l'ho più visto. Aveva la forma a croce".

Il figlio del signor B. L., l'ing. B. R., anziché fermarsi ad osservare il fenomeno, ha pensato bene di correre in casa a prendere il binocolo, uno SKYMASTER 8x40, con zoom a 17x40 per avere un angolo di visione superiore e così ha potuto, meglio di chiunque altro presente, osservare che cosa stava realmente accadendo lassù.

Messa faticosamente a fuoco la scena, vista anche la velocità di spostamento degli oggetti volanti, egli ha notato distintamente che quelle cose erano di color bianco tutto attorno ed avevano l'incredibile forma di una croce con un'estremità allungata e non emettevano scie di condensazione di alcun tipo.

L'altro figlio del signor B. L., ovvero B. M. perito elettronico, ci ha dichiarato che quegli oggetti andavano continuamente dalla verticale di casa loro verso Ferrara e poi tornavano indietro, compivano manovre impossibili con virate strettissime e cambi di direzione improvvisi a velocità elevatissime. Egli ci ha poi descritto una delle tante manovre che lo hanno particolarmente impressionato: "Uno, il più grande dei tre, se ne stava immobile lassù mentre gli altri due percorrevano gli archi di cielo a destra a sinistra a velocità impressionati, senz'altro quantificabili in alcuni secondi".

Mentre stava compiendo l'osservazione è anche stato fortunatissimo poiché proprio in quel momento è apparso nel cielo messo a fuoco dalle lenti un aereo di linea che, come si sa, vola ad una quota normalmente compresa fra gli 8.000 ed i 10.000 metri: in quel preciso istante gli oggetti apparivano grandi un terzo rispetto a quell'aereo e quindi ha capito che si trovavano assai più in alto.

Poi, come d'incanto, si sono venuti prima a posizionare sulla sua esatta verticale e così ha deciso di staccare momentaneamente lo sguardo per continuare l'osservazione ad occhio nudo ed è stato testimone di un fatto incredibile, del tutto simile a quello osservato poco prima dal padre: "Un oggetto volante, in soli due o tre secondi, ha percorso metà arco di cielo visibile e poi è tornato indietro".

Queste manifestazioni sono state quantificate da tutti i testimoni presenti in circa una mezz'oretta piena e si sono concluse in un modo altrettanto incredibile. Lassù vi era una sola misera nuvoletta di color grigio scuro con la quale gli oggetti sembravano quasi giocarci, entrandoci per poi uscirne quasi subito ed avvolgerla velocemente a velocità pazzesca e poi, alla fine, entrandoci definitivamente senza più uscirne o senza essere più visti in maniera nitida dai testimoni.

 

 

 

ANNO

LUOGO

NOTIZIA

2011

Vigarano Mainarda

Ufo appuntito

Scheda della notizia

 Data                                - 24 giugno 2011

 Fonte                               - Centro ufologico ferrarese - CUN Ferrara

 Luogo                              - Vigarano Mainarda

 Durata                             - Una decina di secondi, circa

 Testimoni                         - Quattro soci del CUF

 Immagini                         - L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF con grafica digitale

 Commenti                        - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Errori o imprecisioni           - Specifica il titolo e la data di questa notizia

Argomenti

 Capitolo 1                        - L'avvistamento

 Capitolo 2                        - La relazione allo Stato maggiore dell'Aeronautica Militare

 Capitolo 3                        - Il modulo OVNI

 

 

Cap. 1 - L'avvistamento

 

Venerdì sera 24 giugno, durante l'incontro settimanale della nostra associazione, siamo stati testimoni di un evento di portata eccezionale e certamente di natura ufologica. Stante i clamorosi avvistamenti di luci del 4 e 5 giugno 2011, che hanno visto coinvolte diverse famiglie, nonché numerosi automobilisti di passaggio che, di fronte alle tante luci in formazione sui cieli tra Coronella e Vigarano Mainarda hanno ritenuto bene parcheggiare l'auto e godersi lo spettacolo, avevo avvisato tutti gli iscritti maggiormente interessati a prender parte alla riunione e così ci siamo ritrovati in quattro, come del resto avevamo fatto la settimana precedente per un lungo sky-watch notturno, purtroppo senza esisti ufologici.

 

La sera del 24 ci siamo così ritrovati nell'ampio cortile della nostra sede ed abbiamo iniziato subito l'osservazione del cielo, armati di tutto ciò che serve in questi momenti: apparecchi fotografici, binocolo e videocamera analogica. Eravamo in quattro: il sottoscritto Artioli Fiorenzo, insegnante di anni 58, R. G., pensionato di anni 64, Z. S., pensionato di anni 62 e G. M., operaio di anni 42.

Purtroppo, dopo circa un'ora di osservazione eravamo solo riusciti a notare il passaggio di tantissimi aerei di linea commerciale, di diversi satelliti e, ovviamente, lo spettacolo meraviglioso del cielo notturno, offuscato da qualche piccola nuvola passeggera ma lassù non avevamo ancora notato il benché minimo segno ufologico.

 

Poi, all'improvviso, alle 23,00 esatte è iniziato questo clamoroso avvistamento che ci ha indotti a segnalare la vicenda allo Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, attraverso la compilazione del Modulo di segnalazione O.V.N.I. (Oggetti Volanti Non Identificati) che abbiamo poi consegnato al Maresciallo comandante della locale stazione dei carabinieri il 5 luglio 2011.

Come dicevo, eravamo nel vasto cortile della nostra sede già da oltre un'ora ed alternavamo momenti di intensa osservazione ad altri di riposo standocene comodamente seduti nel giardino all'aperto, chiacchierando delle passate vicende e degli strumenti necessari ad osservare il cielo in chiave ufologica.

Organizzare uno sky-watch non è una cosa complicata poiché si tratta sostanzialmente di osservare ma è bene avere tutte le attrezzature necessarie, alcune utili a "misurare dei valori" altre ad "osservare con precisione". Nella strumentazione minima non dovrebbero comunque mai mancare: binocolo, macchina fotografica digitale, telefonino, torcia e pile di riserva. In particolare, il binocolo è bene che sia almeno del tipo "10X50". Di questi due valori, il "10" è il valore degli ingrandimenti che si possono ottenere mentre "50" indica il diametro della lente frontale e quindi la luminosità; è chiaro che più alto è il valore del primo numero (10) più sono elevati gli ingrandimenti che si potranno ottenere e più è alto il secondo numero (50) e maggiore sarà la luminosità del tuo binocolo; tuttavia, prima di acquistare uno strumento più potente, conviene considerare il fatto che a 10 ingrandimenti si ottiene un'immagine sufficientemente stabile in relazione al tremolio trasmesso dal tuo corpo e dalle tue mani. 

La macchina fotografica digitale è bene che disponga di una scheda di memoria aggiuntiva di almeno 128 Megabyte, di una definizione di almeno 5 milioni di pixel ed abbia la possibilità di registrare filmati audio di almeno un minuto, meglio se in HD. Ai fini dell'orientamento generale è bene disporre anche di altre cose utili come la bussola magnetica, la mappa del cielo (una per ogni stagione), riportante le costellazioni, il quadro completo dei "flares" dei satelliti Iridium, del telescopio spaziale Hubble e della stazione spaziale ISS.

 

Così, mentre si stava un po' parlando e un po' osservando le condizioni meteorologiche è arrivato un grido di uno di noi: "Guardate! Guardate là. Che cos'è quella roba?" ha gridato S. Z. con tutta la voce che aveva in gola. Il caso ha voluto che tutti noi, in quel preciso istante, stessimo guardando nella stessa identica direzione in cui si stava cacciando quel misteriosissimo oggetto volante. Quindi ci è stato sufficiente osservare il braccio di S. Z. che indicava proprio la zona di cielo davanti a noi e così, tutti insieme, abbiamo osservato uno spettacolo meraviglioso. Lassù, a poche centinaia di metri al di sopra delle nostre teste si stava tranquillamente volando, con moto lineare e costante, un apparecchio dalla forma assai strana.

Abbiamo potuto osservarlo circa dieci secondi, dopodiché è scomparso nel buio della notte, di certo aiutato anche dall'aumentata distanza. Un tempo, dunque, decisamente buono per l'osservazione di fenomeni di questo tipo ma del tutto insufficiente per essere fotografarlo o filmato.

Proveniva dalle nostre spalle, quindi da Nord/Nord-Ovest ed era diretto, con volo assai lineare, verso Est/Sud-Est, in direzione del Centro Radar di Poggio Renatico, mantenendosi su di una quota di volo assai bassa, che noi abbiamo quantificato tra i 500 ed i 1.000 metri circa, ovvero quella che normalmente viene utilizzata da tutti coloro che dalle nostre parti utilizzano i deltaplani decollando dalla locale pista di volo, per cui presumiamo che possa facilmente essere stato intercettato dagli strumenti della base militare.

Come s'è visto, avevamo con noi tutto ciò che serve in questi momenti: apparecchi fotografici, binocolo e videocamera analogica ma, incredibilmente, non ci sono serviti a nulla. Infatti, se da una parte la durata della fenomenologia non ci ha consentito di accendere la macchina fotografica o la videocamera, che hanno appunto bisogno di tutto quel tempo per essere operativi, dall'altra non siamo riusciti nemmeno a puntare l'oggetto col binocolo perché meravigliati da ciò che stavano osservando i nostri occhi.

A tutti noi, comunque, è sembrato che avesse una forma ovoidale, con le estremità notevolmente appuntite ma sostanzialmente simmetriche, sia in lunghezza che in larghezza. Non si notavano finestrini o qualcosa di assimilabile a degli oblò per cui non abbiamo notato alcun tipo di luce artificiale fuoriuscire da quella forma ma, a due di noi che indossano gli occhiali per distinguere meglio da lontano è parso di notare come una debolissima aureola, del tutto simile ad un alone, che stava come a circondare quella misteriosa forma ellissoidale in volo. I suoi contorni erano nitidissime e la superficie si mostrava del tutto liscia ed uniforme, senza sporgenze od asperità.

Sul colore siamo stati tutti in perfetto accordo: era rosa scuro in tutta la sua grandezza, senza alcuna variazione. Si tenga però presente che noi lo abbiamo osservato prima da sotto e poi da dietro, quindi non possiamo dire nulla di ciò che stava davanti e men che meno di ciò che stava sopra.

Quello stranissimo oggetto non emetteva alcun tipo di rumore che fosse da noi chiaramente distinguibile; di ciò sismo stati tutti d'accordo poiché in quel momento non stava passando alcun veicolo a motore sulla via alle nostre spalle o in quelle poste nelle immediate vicinanze.

Quale potesse essere la sua grandezza reale è certamente difficile da stabilire per cui, nel tentare di definirla in maniera del tutto empirica, dovremo utilizzare un confronto: considerando che la sua quota di volo era assimilabile a quella di un deltaplano, compresa quindi tra i 500 ed i 1.000 metri circa, e tenuto poi conto di come appaiono grandi gli aerei di linea in volo fra gli 8.000 ed i 10.000 metri, abbiamo valutato che la sua grandezza, alla quota dell'avvistamento, potesse essere di almeno tre o quattro volte quella di un aereo di linea, e quindi decisamente grande.

 

Cap. 2 - La relazione allo Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare Italiana

 

L'avvistamento è stato così nitido e clamoroso che ci ha indotti a presentare una dettagliata relazione allo Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare Italiana, utilizzando l'apposito modulo di segnalazione di O.V.N.I., ovvero Oggetti Volanti Non Identificati, così come preferiscono definirli i nostri militari, al posto del troppo americanizzante UFO.

Il nuovo modulo di segnalazione di avvistamenti, che è direttamente scaricabile dalla pagina che la nostra Aeronautica militare ha dedicato agli OVNI fin dal 2009, è una delle tre novità ufologiche presenti sul sito dell'Aeronautica militare italiana (http://www.aeronautica.difesa.it).

Questa novità non sta tanto nel contenuto offerto ma nel tipo di servizio a cui, ora, qualsiasi persona può afferire: accedendo alla pagina web suddetta, è possibile cliccare su di un link che apre, in formato Word, un modulo col quale si può compilare la relazione del presunto avvistamento di un OVNI, ovvero di un Oggetto Volante Non Identificato. 

Mentre prima, a fronte di un avvistamento ufologico, occorreva recarsi presso una qualsiasi Caserma dei Carabinieri e chiedere di stendere una denuncia scritta del fatto, con evidenti problemi di imbarazzo e di disponibilità temporale, ora è possibile aprire l'apposito modulo e seguire due strade: o compilarlo online, poi stamparlo e quindi consegnarlo ad un Comando Carabinieri o stamparlo grezzo poi compilarlo con tutta calma a casa propria e quindi consegnarlo, comunque, ad un Comando Carabinieri.

Insomma, sia la prima che la seconda soluzione lasciano il tempo di riflettere e non creano né ansia né agitazione al testimone che decide di comunicare quanto i suoi occhi hanno visto, tuttavia occorre presentarlo bene questo modulo, che proprio "nuovo nuovo" non è: secondo noi, si tratta di una rivisitazione della vecchia modulistica, di cui abbiamo parlato dell'articolo titolato "I comunicati", sempre contenuto in questa nostra pagina web.

Innanzitutto, evidenziamo un particolare che forse sarà sfuggito a qualcuno ma, certamente, non a noi ufologi: il modulo in questione parla espressamente di OVNI, ovvero Oggetti Volanti Non Identificati, cioè qualcosa che è costruito di materia solida, che si può vedere e toccare, in maniera del tutto simile ai nostri velivoli.

Par così di capire che, contrariamente alle numerosissime segnalazioni di misteriose luci diurne o notturne, singole o a coppie o in formazione, la nostra Aeronautica voglia prendere in considerazione solo qualcosa di afferibile ad oggetti volanti solidi e concreti, del tutto simili agli aerei, lasciando forse intendere che anche dietro agli avvistamenti delle luci vi sia, comunque, un oggetto vero e proprio, in grado di sostenersi in volo autonomamente.

Questa è certamente una sottigliezza non da poco in quanto, già a priori, si esclude volontariamente ogni forma di luminosità misteriosa e ci si pone di fronte alla questione ufologica considerando il solo aspetto che si possa essere trattato di un oggetto volante vero e proprio. Non male eh, cari colleghi ufologi! Ma passiamo ora ai vari punti di questo "nuovo" modulo di segnalazione.

 

Cap. 3 - Il modulo OVNI

 

Questo nuovo modulo è suddiviso in 21 parti, oltre ad un'intestazione e ad un punto finale.

 

Intestazione - Relazione su avvistamento di OVNI

Con un richiamo specificato da un asterisco, si rimanda a fondo pagina dove viene specificato che nel caso gli oggetti fossero più di uno, sarà necessario:

a) scindere ogni risposta così: oggetto ...., oggetto ...., oggetto .....;

b) se lo spazio per rispondere non fosse sufficiente, si consiglia di riportare su un foglio di carta il numero della domanda e la corrispondente risposta;

c) sempre in caso di assenza di spazio o di voce specifica, si consiglia di riportare su foglio a parte gli eventuali particolari osservati e non previsti nelle domande del presente questionario.

 

Punto 01 - Data dell'avvistamento

Rispetto al precedente modulo, che richiedeva la data esatta e, giustamente, contava le ore da mezzanotte a mezzanotte, ora si chiede, nel caso l'avvistamento sia avvenuto in ore notturne, di specificare sia il giorno iniziale che quello finale dell'avvistamento. Par di capire che nelle passate segnalazioni vi siano stati disguidi rispetto agli orari di presunti avvistamenti notturni per cui, ora, si è pensato di porre rimedio chiedendo anche la data di inizio avvistamento e quella in cui esso sia terminato. Se così fosse, condividiamo pienamente.

 

Punto 02 - Ora dell'inizio dell'avvistamento

Qui rimane tutto invariato e si ribadisce l'importanza di indicare l'ora esatta, comprensiva dei minuti. Infatti, se si controllano gli orari delle segnalazioni del 2008, si nota subito che quasi nessuno è stato in grado di fornire l'ora esatta di inizio dell'avvistamento e tutti gli orati riportano la specificazione "circa". Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo e di specificare l'ora esatta poiché, al giorno d'oggi, l'orologio ce l'abbiamo quasi tutti, come pure il telefonino.

 

Punto 03 - Condizioni meteorologiche al momento dell'avvistamento

Rimane tutto come prima e si continua a chiedere informazioni apparentemente accessorie ma utilissime, dal punto di vista meteorologico, per inquadrare meglio la fenomenologia e cercare eventualmente in quelle pieghe la ragione del presunto avvistamento. Basti pensare alla sfilza interminabile degli inganni del Sole, delle stelle, delle meteore e delle nuvole che noi abbiamo raccolto alla voce "Ufoinganni" e che sarà presto oggetto di un ulteriore corposo articolo di approfondimento.

Condividiamo pienamente l'impostazione di fondo poiché gli inganni creati dalla Natura sono una realtà che, da sola, elimina una percentuale enorme di presunti avvistamenti ma ci sentiamo anche di dare un consiglio alla nostra Aeronautica Militare, consistente nell'integrare il modulo con un riferimento preciso agli inganni creati dall'uomo come, ad esempio: i satelliti artificiali, i palloni atmosferici, i palloni-giocattolo, i piccoli velivoli radiocomandati, le mongolfiere, le lanterne cinesi, le sonde, i razzi e gli aerei militari sconosciuti.

A tal proposito, sarebbe sufficiente introdurre una serie di domande del tipo:«Ti senti di escludere la possibilità che si sia trattato di un satellite artificiale?». Ogni domanda potrebbe poi includere, oltre all'ovvia possibilità di avere una semplice e sintetica risposta chiusa (Sì, No) anche un paio di righe per avere una risposta aperta (Perché lo escludi? Perché non lo escludi?). Oppure, rendendo la cosa ancor più semplice, si potrebbe semplicemente introdurre una domanda generica ma comprendente tutti gli Ufoinganni naturali ed artificiali, del tipo: «Ti senti di escludere la possibilità che si sia trattato di un inganno creato dalla Natura (Sole, stelle, meteore, nuvole) o dall'uomo (satellite, pallone, sonda, velivolo radiocomandato, mongolfiera, lanterna cinese, razzo, aereo militare sconosciuto)?».

Evidenziamo, infine, che una voce di questo punto del modulo chiede di conoscere, in caso di vento, due voci: l'intensità e la direzione. Crediamo che sia abbastanza ovvio evidenziare la difficoltà di identificazione dell'intensità del vento che vada oltre le semplici definizioni di: "assente, debole, forte, intenso"; e ancor più difficile risulta identificare la direzione dell'oggetto rispetto ai punti cardinali poiché le capacità di orientamento, in quei momenti così particolari, sono l'ultima cosa a cui si pensa. Ad ogni buon conto, è sempre meglio avere un'informazione in più che, nel caso della "direzione" diventerebbe assai importante rispetto ad altre testimonianze che si fossero venute a trovare sulla traiettoria dell'avvistamento.

 

Punto 04 - Posizione dell'osservatore

In realtà, questo punto è stato leggermente modificato nella forma poiché nel vecchio questionario esso prendeva il titolo generico di "Luogo" ma, comunque, occorreva sempre fornire le stesse indicazioni che vengono richieste anche ora, ovvero: la regione, la città, la strada, ecc., disegnando in un apposito spazio posto sulla destra, una piantina della zona e indicando con una crocetta la posizione del testimone. Viene anche richiesto di specificare se, al momento dell'avvistamento, il testimone si trovasse su di un mezzo di trasporto, nel qual caso si dovrà fornire le relative caratteristiche del mezzo. Se, invece, si fosse trattato di un'osservazione da un aereo, si dovrà dare informazioni riguardo il tipo di velivolo, la quota, la rotta e la velocità.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare, privando così il cittadino italiano di una parte importante della notizia dell'avvistamento; non si capisce perché non si pubblichi una parte della notizia che, tra l'altro, non va nemmeno ad intaccare la privacy del testimone.

 

Punto 05 - Osservazione dell'oggetto

Nella sostanza, rimane tutto come prima ma nella forma prima si chiedeva la presenza o meno di "Eventuali filtri"; cosicché, anche ora si chiede, appunto, di indicare se l'avvistamento abbia avuto il filtro di una finestra, di un paio di occhiali, di un binocolo o di un altro strumento da indicare. Noi sappiamo bene l'importanza che assume, al momento di un presunto avvistamento, l'incidenza di una fonte luminosa esterna su di una parete vetrata o plastificata (A tal proposito consigliamo vivamente la lettura dell'articolo "La fotografia digitale" nella pagina "Fotografare Ufo"), per cui condividiamo la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 06 - Durata dell'osservazione

Anche qui, nella sostanza, tutto rimane invariato ma si è scelto di inglobare le vecchie diciture di "Inizio avvistamento" e "Durata del fenomeno" con quest'altra, appunto e così, ora si chiede di specificare per quanto tempo si sia protratto il fenomeno osservato, in ore, minuti e secondi. Ovviamente, condividiamo la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 07 - Posizione iniziale dell'oggetto

Nella sostanza, tutto rimane invariato ma si è scelto anche qui il cambiamento della dicitura che prima si chiamava "Localizzazione iniziale dell'oggetto". In pratica, occorre specificare dove si trovasse esattamente l'oggetto avvistato, rispetto ai punti cardinali o ad altri punti di riferimento, come magazzini, fabbriche, boschi, ponti, strada o altra struttura significativa. Condividiamo la necessità di attenersi al protocollo fin qui suggerito anche perché siamo ancora in una fase delle descrizione che non contempla i particolari ma solo i punti di riferimento, spaziali e temporali ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 08 - Posizione finale dell'oggetto

Questo punto viene ad inglobarne due del vecchio questionario, ovvero la"Modalità di fine avvistamento" e la "Localizzazione finale dell'oggetto" ma, alla fine, chiede semplicemente di precisare dove si trovasse esattamente l'oggetto al termine dell'avvistamento, prendendo come elementi di riferimento i classici punti cardinali o i strutture chiaramente individuabili, come, ad esempio: magazzini, fabbriche, boschi, ponti o strada.

In pratica occorre utilizzare una frase del tipo:«L'OVNI si è allontanato in direzione ...». Condividiamo la necessità di attenersi al protocollo per gli stessi motivi descritti nel precedente punto ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 09 - Altezza dell'oggetto al di sopra dell'orizzonte

Questo punto è rimasto quasi invariato e vi si chiede semplicemente di indicare l'altezza apparente tenuta dall'OVNI, con una frase del tipo: «All'inizio dell'avvistamento l'OVNI si trovava ad una quota di circa ...° (gradi) mentre alla fine dell'avvistamento è venuto a trovarsi ad una quota di circa ...° (gradi).

Ovviamente, poiché è un problema indicare in gradi, l'altezza di un oggetto rispetto alla linea dell'orizzonte, ovvero quella linea che divide idealmente il cielo dalla terra, il modulo offre il disegno di una persona che sposta il braccio dall'alto verso il basso.

La didascalia "tenta" di spiegare il funzionamento del suddetto disegno, stabilendo il rapporto "lettera A = inizio dell'avvistamento" e "lettera S = fine dell'avvistamento"; in questo modo il testimone avrà come unica difficoltà quella di scegliere l'altezza giusta rispetto alle varie linee fittizie che verrebbero a crearsi sul prolungamento delle traiettorie indicate dal dito della persona.

Diciamo subito che non condividiamo l'impostazione di questo punto poiché, oltre alla frase, viene richiesto anche un disegno che, purtroppo, se eseguito malamente, rischia di confondere le acque in quanto due spiegazioni diverse di uno stesso fatto ( grafica l'una e letteraria l'altra), possono causare errori, per cui suggeriamo di semplificare l'inizio e la fine dell'avvistamento con frasi del tipo:

1) ... all'inizio l'oggetto si trovava circa sulla nostra verticale (90° rispetto all'orizzonte);

2) ... all'inizio l'oggetto si trovava davanti a noi, circa a metà fra terra e cielo (45°);

3) ... all'inizio l'oggetto si trovava davanti a noi, appena sopra la linea dell'orizzonte (15°).

Concludiamo evidenziando che anche questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 10 - Altezza dal suolo a cui volava l'oggetto

Il punto è rimasto totalmente invariato e si chiede semplicemente di indicare a quale quota volasse l'oggetto, utilizzando una frase che potrebbe essere: « L'oggetto si trovava ad una quota apparente di circa... metri». Condividiamo la necessità di attenersi al protocollo ma evidenziamo subito il problema dell'identificazione della quota e lo facciamo ponendo una serie di domande riferite alle altezze di volo:

a) Sapete a quale quota vola normalmente un aereo militare?

b) Sapete a quale quota vola normalmente un aereo civile, di linea?

c) Sapete a quale quota vola normalmente un elicottero militare?

d) Sapete a quale quota vola normalmente un aereo da turismo?

e) Sapete a quale quota vola normalmente un ultraleggero?

f) Sapete a quale quota vola normalmente un deltaplano?

Provate a rispondere ma poi andate a leggervi, nella cartella del nostro "Lock up", l'articolo "A che altezza sarà?" e così scoprirete quanto sapete realmente delle quote di volo di tutto quanto ci gira sulla testa.

Per questo motivo suggeriamo, anche per questo punto, di introdurre domande semplici, come nel punto precedente ma che, alla fine, contribuiranno ad avere un quadro maggiormente esaustivo dell'avvistamento. Ovviamente, non possiamo tacere il fatto che anche questo punto non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 11 - Distanza dell'oggetto dal punto in cui si trovava l'osservatore

In questo punto, dove si è cambiata solo la vecchia dicitura di "Distanza dal testimone", si chiede di indicare la distanza dell'oggetto rispetto all'osservatore, esprimendola o in chilometri (Km) o in miglia nautiche (NM). È ovvio che la misura indicata sarà un "circa" poiché, come abbiamo evidenziato con le domande al punto precedente è assai arduo stabilire delle distanze in assenza di punti di riferimento noti. Ovviamente, condividiamo nel merito la necessità di attenersi al protocollo ma non possiamo tacere il fatto che anche questo punto non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 12 - Eventuali spostamenti dell'oggetto

Questo punto, nel quale nulla è cambiato, è certamente tra i più importanti del modulo poiché si chiede di descrivere tre elementi fondamentali dell'avvistamento che, tra l'altro, sono proprio quelli riportati nel modulo finale degli avvistamenti ufficiali: la direzione dell'oggetto, la velocità che ha tenuto nel muoversi e le eventuali rotazioni compiute. Condividiamo l'impostazione generale di questo punto del protocollo ma evidenziamo quanto sia difficile dare una valutazione della velocità che esuli dalle definizioni di "fermo", "movimento lento" e "forte accelerazione".

 

Punto 13 - Disegno del cielo di fronte all'osservatore

Questo è il vecchio punto del "Disegno dell'accaduto", ovvero la richiesta di misurarsi con le proprie capacità grafico-rappresentative. In pratica, dopo aver eseguito uno schizzo del paesaggio, si deve disegnare quella che potrebbe essere una parte importantissima dell'avvistamento, consistente nella modalità che l'oggetto volante ha utilizzato per spostarsi nel cielo: ovvero, il percorso che l'Ufo ha seguito.

Ovviamente, condividiamo pienamente anche questo punto, sottolineando che esso, assai più di ogni parola, è esplicativo dell'avvistamento. Tuttavia, non possiamo far a meno di evidenziare che anche questo punto non viene tenuto in alcuna considerazione al momento di fornire il quadro sinottico semestrale degli avvistamenti ufficiali.

 

Punto 14 - Rumore prodotto dall'oggetto

Su questo punto è stata eseguita una piccolissima variazione rispetto alla precedente dicitura, assai importante dal punto di vista ufologico; prima, infatti, si chiedeva solamente di specificare eventuali Rumori legati all'accaduto che, come è facile intuire, potevano facilmente essere associati ad altre fonti mentre ora si chiede di sapere se l'oggetto avvistato abbia o meno prodotto dei rumori durante la sua manifestazione.

Ovviamente, condividiamo in pieno la modifica introdotta ma non possiamo far a meno di evidenziare che, ancora una volta, un punto sostanziale non viene tenuto in alcuna considerazione al momento di fornire il quadro sinottico semestrale degli avvistamenti ufficiali. Peccato!

 

Punto 15 - Luminosità dell'oggetto

Nessuna variazione sul punto in cui viene richiesto il tipo di luminosità eventualmente espressa dall'oggetto dell'avvistamento (come una stella o come un faro di automobile oppure accecante). Nel caso poi in cui la luminosità variasse di continuo, è richiesto di specificare la durata di ogni variazione luminosa e quante volte sia avvenuto in un minuto.

Pur condividendo l'impostazione della richiesta, desideriamo sottolineare quanto sia difficile fornire serenamente una spiegazione attendibile sulle impressioni che eventuali luci potrebbero generare nei testimoni di vista di un fatto che, essendo di natura ufologica, rappresenta certamente qualcosa di eccezionale per la vita di una persona.

È chiaro che se parliamo, invece, dell'avvistamento di qualcosa che si trova alla distanza di un aereo, l'elemento "impressione" è minimo e si possono raccogliere informazioni attendibili sull'eventuale luminosità emessa.

Concludiamo sottolineando che anche questo punto non trova spazio nel quadro sinottico semestrale degli avvistamenti ufficiali. Infine, desideriamo segnalare che il modulo originale riporta un errore grammaticale importante: riferendosi alla distanza, parla di "silometro", intendendo probabilmente la parola "chilometro" poiché il silometro è uno strumento da marina, che viene utilizzato per misurare la velocità delle navi e quindi non può essere portato agevolmente in tasca da chiunque. Provvederemo (2 luglio 2009) a segnalare la svista ai nostri esperti di aeronautica.

 

Punto 16 - Forma dell'oggetto

Nessuna variazione anche per questo importantissimo punto nel quale è richiesto di eseguire un disegno dell'oggetto, mettendo in evidenza quale, a giudizio del testimone, fosse la parte anteriore. Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 17 - Colore dell'oggetto

Nessuna variazione anche per questo punto nel quale è richiesto sia di indicare la colorazione dell'oggetto che eventuali variazioni verificatesi con regolarità; in questo caso si chiede di indicare quante variazioni di colore vi siano state in un minuto.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 18 - Nitidezza dei contorni dell'oggetto

Nessuna variazione anche per questo punto nel quale è richiesto di indicare i contorni dell'oggetto che, a titolo di esempio, potrebbero corrispondere a: fiamme, vapori, fumo, aloni più o meno luminosi; ovviamente, in questi casi sarà bene specificarne la relativa colorazione.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 19 - Grandezza dell'oggetto

Nessuna variazione anche per questo importante punto nel quale è richiesto di specificare la grandezza apparente, ovviamente rispetto o al Sole o alla Luna o al faro di un'auto o ad una stella. Rispetto al vecchio questionario, qui vengono introdotte le richieste di indicare le eventuali modalità con cui variava la sua grandezza e i tempi in cui tali variazioni fossero avvenute.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 20 - Eventuali riprese fotocinematografiche dell'oggetto

Nessuna variazione anche per questo importante punto che prima aveva la dicitura di "Fotografie e filmati eseguiti". In esso viene richiesto, in caso affermativo, di accludere copia positiva del materiale realizzato, descrivendo il tipo di apparecchio usato, la lunghezza focale dell'obiettivo, l'apertura del diaframma, la durata di esposizione e il tipo di pellicola usata. È chiaro che il questionario si riferisce ad un apparecchio del tipo analogico e non alla moderne macchine fotografiche digitali. Ciò è chiaramente indice di scarsa attenzione al progresso tecnologico. Peccato, proprio dalla nostra amata Aeronautica Militare.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 21 - Altri osservatori presenti durante l'avvistamento

Nessuna variazione importante anche per questo importante punto che prima aveva la semplice dicitura di "Altri testimoni"; in esso è richiesto di specificare le generalità e gli indirizzi di eventuali altri testimoni o, almeno indicare quanti erano.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio adeguato all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare, dove vengono solo utilizzate formule del tipo "privato cittadino" o "pilota civile" o "pilota militare".

 

Punto finale - Generalità e indirizzo dell'osservatore

Nessuna variazione importante anche per questo importante punto che prima aveva la semplice dicitura di "Generalità e indirizzo del dichiarante"; ora si chiede di fornire: cognome, nome, età, professione, indirizzo, numero telefonico e data di compilazione del questionario.

 

 

 

ANNO

LUOGO

NOTIZIA

2011

Poggio Renatico

Incredibili Ufo

 Scheda della notizia           

 Data                                - 28 gennaio 2011 (Foto originale del 22 gennaio 2011, ore 14,45)

 Fonte                               - Centro ufologico ferrarese - CUN Ferrara

 Luogo                              - Poggio Renatico

 Durata                             - Alcuni secondi

 Testimoni                         - Una persona

 Immagini                         - Foto originale del fatto citato

 Commenti                        - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Errori o imprecisioni           - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Argomenti della notizia                                                                                                                                                        

 Titolo 1                            - Antefatto

 Titolo 2                            - Il Centro Radar di Poggio Renatico

 Titolo 3                            - La fotografia del testimone

 Titolo 4                            - Ufo e fotografia digitale

 Titolo 5                            - È possibile fotografare Ufo?

 Titolo 6                            - Quale macchina fotografica acquistare?

 Titolo 7                            - Il falso mito dei megapixel

 

 

01 - ANTEFATTO

 

La sera del 28 gennaio 2011, durante un'ordinaria riunione del nostro gruppo ufologico, un iscritto si è presentato in sede portandoci questa incredibile fotografia di oggetti volanti non identificati, fermati dal CCD della sua macchina fotografica sui cieli di Poggio Renatico. La zona di cielo interessata è compresa in un'area abbastanza vasta, estesa almeno venti chilometri quadrati, pur tuttavia assai ben delineata in quanto viene praticamente a circondare il Centro Radar Militare di Poggio Renatico, meglio noto come COFA (Comando operativo forze aeree) e deputato al controllo del traffico aereo su gran parte dell'Italia centro-settentrionale e dell'Europa dell'est.

Questa grande area militare, che è compresa fra i territori dei Comuni di Vigarano Mainarda, di Mirabello, di Poggio Renatico e di Ferrara, è letteralmente circondata dalle località minori di: Borgo, Madonna Boschi, Castello, Coronella e Chiesuol del Fosso nelle quali, nel corso di questi ultimi anni, si sono avuti, a più riprese, misteriosi avvistamenti che, a detta dei testimoni, si sono presentati come: luci circolari di vari colori, luci allungate e di forma conica, fasci di luce piramidale piroettanti a poche decine di metri dal suolo, sfere luminose, sfere apparentemente metalliche, oggetti a tutta ala e perfino un'enorme nave spaziale con esseri antropomorfi a bordo.

 

02 - IL CENTRO RADAR DI POGGIO RENATICO

 

La Base Aerea di Poggio Renatico si trova sull'area del vecchio campo di aviazione di Poggio Renatico, fatto costruire verso il 1918 dalla Regia Marina Militare in località Cascina Nuova, con lo scopo di ottenere una base da bombardamento organizzata in hangars per gli aerei, capannoni deputati ad officina, magazzini di deposito, caserma per l'alloggio dei militari e pista di atterraggio lunga ottocento metri. Nel 1923 la base venne dedicata al tenente bolognese Giuseppe Veronesi.

A partire dal 1931 venne qui dislocato l'8° Stormo della Prima Brigata Aerea da combattimento, più noto come "8° Stormo da combattimento notturno". Nel 1943 divenne sede operativa della Luftwafe e tale rimase fino alla sua pressoché quasi completa distruzione da parte delle forze aerea alleate.

L'area rimase così del tutto inutilizzata fino al 1972, allorquando venne qui trasferito dall'aeroporto di Ferrara l'11° Gruppo Radar, costituito negli anni Cinquanta. Da allora la base crebbe sempre più in estensione ed importanza e nel 1983 divenne uno dei perni del sistema difensivo della NATO, grazie all'installazione di moderni ed efficaci sistemi militari di controllo del traffico aereo, compresi i collegamenti diretti con gli aerei Awacs.

Dal 1988 qui venne costituito il COFA o Comando Operativo delle Forze Aeree, nato dalla fusione del 1° ROC di Monte Venda e dell'11° Gruppo Radar; esso, stando all'organigramma organizzativo delle nostre forze aeree militari, è da intendersi come un organismo basilare del sistema aereo italiano poiché è, di fatto, uno dei comandi di vertice, con il compito di coordinare e pianificare l'impiego delle forze aeree per l'adempimento delle missioni promosse dall'ONU e dalla NATO.

Nel 1999 venne qui insediato il CAOC-5 o Combined Air Operations Center Five, con il compito di difendere gli spazi aerei italiani, sloveni ed ungheresi. Nel 2003 si assistette al trasloco dell'intero comando operativo delle nostre forze aeree, da Vicenza a Poggio Renatico e nel 2006 si costituì il gruppo Riporto e Controllo Difesa Aerea con gli stessi compiti prima attribuiti al disciolto 11º Gruppo Radar di Ferrara (11° GRAM o Gruppo radar aeronautica militare), ovvero la sorveglianza dello spazio aereo di propria responsabilità, in modalità 24H, compresa la guida dei caccia intercettori della nostra difesa nazionale, in missione di comando di intervento diretto, in sinergia totale con gli altri gruppi radar italiani (21°, 22°, 32° e 34°), ognuno per i cieli di propria competenza.

Recentemente è stato dotato di un piccolo eliporto ma si può considerare un centro militare di primaria importanza tanto che risulta ufficiosamente dotato di ben tre piani interrati. Per tali ragioni si prevede un ulteriore ampliamento della base radar, sia sul piano della struttura organizzativa che dell'importanza militare, in virtù del fatto che la NATO prevede un sistema unico di comando e controllo per cui è facile immaginare che Poggio Renatico sarà destinato a diventare il più importante centro italiano di controllo militare dello spazio aereo.

 

03 - LA FOTOGRAFIA DEL TESTIMONE

 

Quella mattina del 22 gennaio il signor S. Z. si era alzato molto presto poiché doveva partecipare ad una gara di pesca organizzata in alcuni laghetti a pochi chilometri da Poggio Renatico, in territorio bolognese. Essendo un nostro iscritto, egli porta sempre con sé un apparecchio fotografico poiché è fermamente convinto che lassù, nascosti fra la radiazione elettromagnetica della luce visibile all'occhio umano e quella dell'infrarosso, non visibile dal nostro occhio ma ben visibile grazie al CCD delle moderne macchine fotografiche digitali, si possa nascondere una parte dei segreti dell'ufologia e, in modo particolare, quella relativa ai loro mezzi di spostamento, a noi più noti come dischi volanti o Ufo (Unidentified Flying Objects) e definiti correttamente dal personale militare italiano col termine di Ovni, cioè Oggetti Volanti Non Identificati.

A fine gara, subito dopo le premiazioni ed un piccolo pasto, egli è risalito sull'auto in compagnia di un conoscente e verso le 14 ha iniziato il viaggio di ritorno a casa. Lungo il percorso non ha però perso il "vizio" di fotografare continuamente il cielo, che quel giorno si presentava davvero bello e sereno: una ragione in più per scattare foto che, di fatto, non costano nulla. La tecnica che egli usa è assai semplice: viaggia a velocità moderata e tenendo il finestrino abbassato esegue in continuazione scatti automatici mantenendo il CCD dell'apparecchio rivolto o verso il cielo o semplicemente verso l'orizzonte.

Una volta a casa, dopo aver scaricato le foto sul PC, inizia ad osservare il materiale fotografico ed i risultati più frequenti di tale osservazione "digitale" consistono perlopiù in: macchie di diverse tonalità (pulviscolo davanti all'obiettivo o volatili in lontananza), strisce più o meno allungate e di diverso colore (nuvole e scie di condensazione degli aerei), luci isolate (riflessi creati dall'incidenza con fonti luminose o dalla rifrazione della luce solare sulle molecole d'acqua in sospensione nell'atmosfera ma anche volatili che riflettono il bianco delle loro penna illuminate dai raggi solari), bagliori (fenomenologia collegata a diverse situazioni quali, ad esempio: i momenti dell'alba o del tramonto, i temporali, i flares provocati dai satelliti della classe Iridium o, anche, tutte le numerose manifestazioni che noi abbiamo definito col termine di "ufoinganni"), moscerini, volatili ed aerei altissimi.

E quel giorno il Destino ha deciso che fosse "il suo giorno" perché il CCD della sua digitale aveva catturato qualcosa che andava al di là di ogni immaginazione: niente a che vedere con nessuna delle situazioni suddette ma qualcosa di completamente nuovo, mai visto o fotografato prima in nessun luogo al mondo, almeno per quello che ci è dato di sapere: autentici vortici d'aria, perfettamente circolari, provocati da uno o due oggetti in fortissima rotazione, probabilmente attorno al proprio asse, ad un'altezza certamente non superiore a qualche centinaio di metri. Per tutelare al meglio la zona di questo straordinario evento ufologico da improvvisati ufologi dell'ultima ora, da curiosi e certamente anche da scettici, pubblichiamo solo i "particolari aerei delle fenomenologia", riservando al solo CUN nazionale la possibilità di visionare l'intero paesaggio immortalato nello scatto.

Specifichiamo che la foto, oltre a contenere la testimonianza di tale evento, ne contiene un secondo non meno importante poiché quasi di fronte alla prima fenomenologia se n'è presentata una seconda non meno inquietante e consistente in un oggetto luminosissimo, dalla classica forma di disco volante, nell'atto o di emettere un fascio luminoso perfettamente lineare, addirittura dalla stessa parte in cui veniva illuminato da sole o di lasciare dietro di sé una scia, dando così l'impressione di essere in movimento dal basso verso l'alto. Guardate la foto e giudicate un po' voi.

 

04 - UFO E FOTOGRAFIA DIGITALE

 

   Con l'avvento dell'era digitale si è ottenuta una massa enorme di materiale davvero interessante dal punto di vista ufologico. Come mai? Pensate a quante persone hanno scattato fotografie in digitale ad amici o a paesaggi e si sono poi ritrovate sulle fotografie dei misteriosi oggetti volanti che non erano visibili ad occhio nudo al momento dello scatto o della ripresa. Conviene, dunque, giunti a questo punto, che tentiamo di conoscere un po' meglio il funzionamento della macchina fotografica digitale e delle sue infinite possibilità rispetto all'ufologia. Lo faremo tentando di rispondere ad alcune domande e focalizzando diversi aspetti del digitale.

 

   Che cosa percepisce l'occhio umano

 

L'iride ed il cristallino hanno lo scopo di focalizzare l'immagine sulla rètina dell'occhio. La rètina è una membrana che è sensibile alla radiazione luminosa grazie al lavoro svolto da due tipi di organi posti su di essa: 100 milioni circa di bastoncelli, che sono sensibili alla luminosità e ci permettono la visione in bianco e nero, e circa 5 milioni di coni deputati alla variazione di colori. In quest'ottica, se pensiamo a quanto succede la sera, al tramonto del sole, ovvero al momento in cui ha inizio la diminuzione naturale della luminosità, ne deduciamo che i nostri occhi sono molto sensibili alla variazione della luminosità e sono quindi meno sensibili alla variazione del colore.

 

Che cosa percepisce la macchina fotografica digitale

 

infrarosso_digitale.jpg (124586 byte)  Nella foto a lato si nota la luce emessa dal LED di un telecomando, la quale è invisibile all'occhio umano: essa è rappresentata così come la vede il CCD della macchina fotografica digitale. La luce visibile percepita dai nostri occhi è solo una fetta sottilissima di tutta quanta la radiazione contenuta nello spettro elettromagnetico e quindi non può percepire la radiazione infrarossa semplicemente perché questa si trova su di una lunghezza d'onda diversa. Invece le semplici macchine fotografiche digitali sono in grado di fotografare una buona parte della radiazione infrarossa, giungendo fin quasi all'infrarosso lontano ma, ovviamente, presentando limiti non da poco: le macchinette della fascia più economica, che sono anche le più diffuse, avendo tempi di esposizione e di messa a fuoco impostati di default, non hanno la possibilità di fotografare correttamente un cielo buio e non riescono a registrare l'infrarosso più lontano, cioè quello che sfocia nella piena "termografia o radiazione termica".

 

   La nostra macchina fotografica digitale vede l'infrarosso

 

   Per capire se sia possibile questa operazione dobbiamo eseguire la prova dei telecomandi, nel modo di seguito descritto:

1 - accendere la fotocamera digitale;

2 - prendere un telecomando di un apparecchio elettronico qualsiasi;

3 - avvicinarlo al sensore CCD tenendo premuto un tasto qualsiasi, in modo tale che il telecomando trasmetta un proprio segnale invisibile al nostro occhio;

3 - controllare se sul display LCD della fotocamera appare una luce biancastra o giallognola o verdognola proveniente dal LED del telecomando;

4 - eseguire diversi scatti digitali sia a distanze diverse sia con diversi telecomandi: così facendo vi renderete conto delle diverse lunghezze d'onda infrarossa "presenti in casa" e percepibili dal vostro CCD.

 

   La classica macchina fotografica analogica 

 

   La luce, poiché si propaga in linea retta, entra nella macchina fotografica classica o analogica attraverso un piccolo foro (obiettivo) e compie due attività assai semplici: innanzitutto riproduce le immagini in maniera capovolta quindi va ad impressionare (fissare) quelle immagini capovolte su una pellicola (striscia di materiale plastico trasparente alla quale aderisce un'emulsione sensibile alla luce) sulla quale è stato depositato uno strato di materiale fotosensibile (nitrato d'argento).

   Tale materiale fotosensibile, attraverso un procedimento noto col nome di "sviluppo" (fase che ha la caratteristica di "fissare le immagini latenti" rendendole visibili), dopo essere stato colpito dalla luce si trasforma in grani d'argento metallico opachi (negativi). Una volta ottenuta questa "pellicola sviluppata" o "negativo", la si può usare per eseguire stampe (ovviamente, dopo aver riconvertito i chiari in scuri e gli scuri in chiari) su vari tipi supporti cartacei "speciali", ovvero devono possedere la caratteristica di essere "fotosensibili".

 

   La macchina fotografica digitale, lo spettro visibile e la radiazione infrarossa 

 

   La fotocamera digitale segue un percorso diverso. Come ben si sa, utilizzando un prisma di vetro è possibile scomporre la luce bianca nello spettro visibile, ovvero in una fascia di colori proprio come avviene quando si crea naturalmente l'arcobaleno: la luce del sole passa attraverso le goccioline d'acqua e si suddivide in vari colori.

   Nello spettro visibile i vari colori rappresentano le differenti lunghezze d'onda, che vengono misurate in "millimicron", ovvero in milionesimi di millimetro. Dentro a tale spettro si hanno, pertanto, lunghezze che vanno da 400 ai 700 millimicron: dal blu al rosso. E proprio qui, dove finisce il limite dell'occhio umano, ha inizio il fantastico e meraviglioso mondo della radiazione invisibile ai nostri occhi.

   Da una parte c'è la radiazione ultravioletta e dall'altra parte c'è la radiazione infrarossa: una radiazione assai estesa ma che, riguardo alla fotografia digitale, si limita normalmente al rosso visibile più vicino, che va da 700 a 800 millimicron ma può raggiungere anche punte da 900 millicrom che è, praticamente, il mondo delle onde termiche (900-1359). Quest'ultimo è infatti il concetto generale sul quale riflettere e lavorare: la radiazione infrarossa è un fenomeno termico e non luminoso

   L'obiettivo focalizza i raggi di luce su di un componente elettronico detto CCD o Charge Coupled Device, ovvero "Dispositivo ad Accoppiamento di Carica" che trasforma la luce in tanti segnali elettrici i quali, opportunamente elaborati, vengono poi memorizzati come "dati digitali". I sensori CCD delle digitali sono assai sensibili alle radiazioni infrarosse ed è per questo che la maggior parte di tali macchinette viene dotata di un filtro in grado di bloccare la suddetta radiazione onde "evitare la degradazione della qualità dell'immagine ripresa". Tale filtro prende il nome di "Filtro anti-NIR" (acronimo di Near Infra Red) ed è costituito da un cristallo trasparente normale o al niobato di litio, che è montato fisicamente al di sopra del sensore CCD. Una volta eliminatolo si ha un aumento esponenziale della sensibilità alla luce infrarossa ma, è ovvio, si perde l'equilibrio cromatico molto legato al bilanciamento del bianco.

 

   Le azioni di una macchina fotografica digitale 

 

   La fotografia digitale all'infrarosso svolge, dunque, un'importante serie di azioni: 

1 - copre una un'ampia lunghezza dell'onda elettromagnetica, di norma non percepibile dall'occhio umano;

2 - può aumentare o diminuire la risoluzione del sensore CCD, che è una matrice contenente cellule fotosensibili le quali convertono poi la luce (cioè i segnali di tipo luminoso) in un segnale elettrico attraverso i famosi "pixel", cioè elementi fotosensibili in grado di accumulare corrente; in pratica, succede che la luce riflessa dall'oggetto inquadrato attraversa prima i sensori, poi viene assorbita in maniera diversificata, a secondo del colore che ha l'oggetto, quindi genera un flusso di elettroni (cioè una corrente elettrica) che sono assorbiti da un sottostante strato di silicio, il quale è diviso in tante cellette (pixel) che svolgono il lavoro di "sfumatura", ovvero la suddivisione diversificata dei flussi di corrente elettrica e tali diversificazioni vanno a creare il colore di fondo; è quindi assai importante avere un alto numero di pixel perché la numerosità genera nitidezza; tali cariche elettriche vengono infine riversate nella memoria della fotocamera e possono così essere trasformate in un semplice file di immagine, che, in questo modo, si trasforma in "segnale digitale", ovvero in una successione valori "0 e 1", pronto per essere visto su schermo LCD o riversato sul nostro computer;

3 - offre la possibilità di aumentare l'ingrandimento dell'immagine attraverso lo zoom digitale il quale, attraverso un apposito software gestionale interno, interviene sull'ingrandimento dello zoom ottico e va ad aumentare solo la porzione specifica dell'immagine che si desidera. Non male, vero? 

 

   L'inganno della luce incidente 

 

   Purtroppo non è tutto oro quel che luccica e occorre sapere che il digitale può essere anche tratto in inganno dalla luce incidente! Infatti, facendo fotografia in digitale nei pressi di fonti luminose, è possibile che si crei il cosiddetto "angolo di incidenza", ovvero un particolare effetto che si viene a formare quando una fonte luminosa cade più o meno perpendicolarmente sulla superficie del CCD della digitale.

   In pratica, l'angolo d'incidenza luminosa perpendicolare e l'angolo di incidenza luminosa obliquo sono, nei loro principi generali, assai simili al funzionamento di due semplici linee geometriche incidenti fra di loro che, appunto per questo, possono essere o perpendicolari o oblique.

  Per essere più chiari, se noi fotografiamo una fonte luminosa qualsiasi, indipendentemente dalla sua magnitudo (sole, luna, lampadina, lampione o superfici riflettenti indirettamente una luce, come potrebbe essere il vetro di un'auto o di una finestra) il raggio emesso da quest'ultima si può comportare in uno dei due modi di seguito descritti:

   a) se il mirino CCD è perpendicolare alla fonte luminosa il raggio di incidenza cade perpendicolarmente sulla stessa fonte luminosa, venendone così totalmente assorbito e non generando alcun riflesso;

   b) se il mirino CCD non è perpendicolare alla fonte luminosa, essa interagisce con la futura foto poiché l'angolo di incidenza si trova ad essere o maggiore o inferiore a 90°; in pratica, la fonte luminosa entra nel campo visivo del CCD e produce un riflesso esattamente rovesciato di se stessa e tale riflesso può assumere o la forma sferica (angolo di incidenza inferiore o superiore a 90°) o la forma ellittica (angolo di incidenza di molti gradi inferiore o superiore a 90°). 

   Tuttavia, è bene sapere che esiste un modo assai semplice per aggirare il problema dell'incidenza. Grazie al fatto che prima di scattare la foto è possibile vedere sullo schermo LCD l'eventuale angolo di incidenza venutosi a creare a causa di una fonte luminosa che agisce direttamente nell'inquadratura, è sufficiente uscire "fisicamente" dalla suddetta inquadratura, eseguendo una piccola manovra di spostamento dell'apparecchio digitale stesso, verso l'alto o verso il basso, fino a quando non scompare il riflesso assorbito dal CCD e visualizzato a schermo.

 

Esempi di incidenza luminosa 

 

incidenza1.jpg (75106 byte)

incidenza2.jpg (12182 byte)

incidenza3.jpg (91345 byte)

incidenza4.jpg (118988 byte)

incidenza5_no.jpg (206578 byte)

incidenza6_no.jpg (38407 byte)

Incidenza 

uguale a 90°

Riflesso assorbito

al centro

Incidenza 

diversa da 90°

Riflesso di 

sfera perfetta

Incidenza

diversa da 90°

Riflesso di 

forma circolare

Incidenza

diversa da 90°

Riflesso di 

forma ellittica

Assenza 

di incidenza

Nessun

riflesso

Assenza 

di incidenza

Nessun

riflesso

 

05 - È POSSIBILE FOTOGRAFARE UFO?

 

   Crediamo che la risposta possa essere affermativa. Seguiteci nelle riflessioni! Lo spettro elettromagnetico è l'insieme di tutte le radiazioni elettromagnetiche emesse da un corpo e ogni corpo naturale od artificiale, che abbia una temperatura superiore a zero gradi, emette radiazioni elettromagnetiche su diverse lunghezze d'onda. Queste radiazioni sono delle cariche elettriche in movimento incessante, che vibrano e oscillano con una certa frequenza, misurata in Hertz (numero di oscillazioni in un secondo) e generano due campi: uno elettrico ed uno magnetico, perpendicolari ed associati fra loro, che si propagano sotto forma di onda. 

   Durante il loro percorso di propagazione, provocano un effetto termico visibile e misurabile (l'energia dei raggi del sole produce calore) ed un effetto termico non visibile ma misurabile, cioè i nostri sensi non lo percepiscono ma gli studi su di esso hanno dimostrato che può generare danni (mutazioni genetiche e modificazioni della struttura cellulare e, quindi, possibili tumori).

Ora che sappiamo di che cosa sia capace la nostra macchina fotografica digitale, non ci rimane altro da fare che compiere l'ultimo passo: ovvero iniziare a scattare delle fotografie. Certo non possiamo uscire di casa ed iniziare a fotografare a casaccio anche se, assai spesso, è proprio in momenti come questi che accade l'incredibile poiché gli Ufo si fanno "catturare" quando lo decidono loro e non quando desidereremmo noi. Pur tuttavia è bene sempre avere una certa organizzazione per cui si suggeriscono alcune regole comportamentali.

 

1 - Impostare la risoluzione della macchina ad almeno 1.600 x 1.200 pixel, in quanto con questa definizione possiamo innanzitutto stampare su carta una foto grande 15 x 21 cm senza perdere di qualità, possiamo caricare velocemente la foto in memoria ed essere subito pronti per la successiva e possiamo, infine, dare l'opportunità di fotografare al 95% delle macchinette digitali in commercio, compresi i telefonini di ultima generazione; per capire che valore abbia una foto di questa grandezza si deve pensare che un normale foglio di risma è circa 21 x 29,5 cm.

 

2 - Eseguire alcuni scatti in rapida successione, su 180° rispetto agli orizzonti disponibili in quel momento e in quel luogo; ovvero, si deve eseguire la tecnica delle foto ad arco.

 

3 - Con la prima e con l'ultima foto sui due orizzonti visivi si devono sempre inquadrare dei paesaggi (case, alberi, colline, montagne, magazzini, fabbriche, strade, ecc.) perché è molto importante avere punti di riferimento nel caso la sorte ci fosse favorevole.

 

4 - Se possibile, inquadrare zone di cielo con almeno qualche nuvola quando si procede con le foto di mezzo, perché le nuvole offrono comunque un punto di riferimento abbastanza attendibile.

 

5 - Evitare di perdere tempo ad eseguire scatti al buio, di sera o di notte, perché il sensore digitale è sensibile alla luce emessa dagli oggetti e può raccogliere radiazioni fino alla gamma dell'infrarosso vicino e medio ma non può mai arrivare nell'infrarosso lontano, quello per intenderci che è totalmente dentro al termico. Tuttavia, è bene sapere che maggiore è la dimensione del nostro sensore (CCD) e meglio è per noi (ma non per il nostro portafogli); infatti, i sensori hanno bisogno di un tempo di esposizione che è necessario ai suoi elementi sensibili per misurare la luce dell'oggetto da fotografare e trasformarla in un flusso di elettroni pronto per essere memorizzato.

Da questo consiglio è chiaramente escluso il caso in cui l'UFO sia visibile ad occhio nudo e si trovi ad una distanza accettabile per la nostra macchinetta. In questo caso, se possibile, cercare di riprenderlo facendo entrare nello schermo qualche particolare utile ad individuare lo sfondo.

 

6 - Controllare immediatamente il risultato dei nostri scatti per verificare che cosa abbiamo fotografato. Questa azione ci sarà utilissima nel caso si sia inquadrato qualcosa di assai visibile e valga la pena di tentare di avere il tempo di eseguire altre foto impostando la risoluzione al massimo disponibile. 

 

06 - QUALE MACCHINA FOTOGRAFICA ACQUISTARE?

Se ancora non possedete la macchina fotografica digitale e questo articolo vi ha sufficientemente stimolati ad acquistarla, non correte assolutamente dietro ad apparecchi da 10 e passa megapixel poiché sono costosissimi, del tutto inutili ai fini ufologici e inadatti al 90% dei computer attuali, poiché la loro elaborazione oltre a richiedere una potenza esagerata di RAM, necessita di un processore assai potente e di una non indifferente quantità di memoria. Puntate su uno strumento anche usato, ma comunque non inferiore ai 3 milioni di pixel e controllate che abbia alcune funzioni utilissime:

1 - lo zoom ottico e lo zoom digitale insieme, in quanto quest'ultimo interviene su quello ottico, sceglie una particolare anche piccolissimo dell'immagine ingrandita e, a sua volta, la ingrandisce fino al massimo consentito ma senza perdere eccessivamente di qualità;

2 - la funzione di rivedere subito lo scatto sullo schermo LCD, anche con l'aiuto dello zoom digitale;

3 - una scheda di memoria di almeno 16 MB, più che sufficienti a gestire una ventina di buoni scatti ad una risoluzione orizzontale di 2048 x 1536, corrispondenti a 3 milioni di pixel (Mpix), appunto;

4 - la funzione che permette di eseguire brevi filmati video, di almeno 15 o 20 secondi; non è indispensabile l'audio in quanto il 99% di chi ha dichiarato di aver avvistato un UFO ha poi confermato che questi non emettevano alcun tipo di rumore e, solo in sporadici casi, qualcuno ha testimoniato di aver udito un flebile sibilo di fondo, tuttavia è meglio averlo per registrare i rumori di sottofondo (utilissimi per tentare di comprendere meglio l'ambiente della registrazione del presunto avvistamento) e la propria voce;

5 - la funzione dello scatto automatico, di 3 foto per secondo, assai utile per fermare i movimenti e le evoluzioni degli oggetti non identificati eventualmente entrati nel campo visivo del vostro CCD.

 

07 - IL FALSO MITO DEI MEGAPIXEL

Quando decidiamo di recarci ad acquistare un apparecchio fotografico digitale, dopo aver a lungo consultato riviste e cataloghi promozionali e visitato negozi specializzati, siamo inevitabilmente attratti da ciò che, rispetto ad un prezzo abbordabile per le nostre finanze, offre la possibilità di utilizzare un numero di pixels sempre maggiore, che viene venduto sotto la pomposa denominazione di "risoluzione".

Questa definizione è però leggermente fuorviante poiché lascia intendere che all'aumentare del suo valore assoluto aumenti effettivamente il grado di nitidezza degli scatti digitali. Facciamo allora un po' di chiarezza!

Si crede che con l'aumento dei pixels che compongono il sensore del nostro apparecchio (da 1 milione e 300.000 pixels del 2003 il mercato si è ormai orientato stabilmente verso i 12 milioni e mezzo di pixels ma pare viaggi tranquillamente già verso i 14 milioni di pixels, noti anche come Megapixels), si riesca ad ottenere fotografie digitali sempre più nitide.

Da un certo punto di vista, sembra proprio che il termine "risoluzione" lasci intendere che le nostre macchinette siano sempre più propense ad offrirci la possibilità di mettere meglio in evidenza certi piccoli particolari (tanto cari a noi ufologi), proprio in funzione dell'aumentato numero di pixels del sensore di cui è dotato l'apparecchio digitale e, contemporaneamente, sembra addirittura che ne venga alzato non di poco il lignaggio delle prestazione ottiche effettive dell'obiettivo. Sarà vero? Mah! Il novello acquirente dovrebbe infatti conoscere a memoria la seguente regola: "Raddoppiare il numero di pixels non significa raddoppiare la risoluzione".

Proviamo a spiegarci meglio con un esempio, confrontando due apparecchi digitali: uno moderno da 8 Megapixels e uno un po' datato da 4 Megapixels. Mentre quello da 8 Megapixels può produrre un'immagine da 3.200 x 2.400 pixels, quello da 4 Megapixels può arrivare al massimo al formato 2.400 x 1.800 pixels che, appunto, non si può definire "la metà" dell'altro!

Ovvero, applicando la proprietà commutativa, un sensore da 8 Megapixels, rispetto ad uno di 4 Megapixels, produce un aumento effettivo del 50% (cinquanta per cento) e non del 100% (cento per cento) poiché il raffronto sulla risoluzione deve essere fatto solo su una delle due dimensioni: o quella orizzontale o quella verticale. Perciò, a conti fatti, se desideriamo passare al raddoppio effettivo della risoluzione partendo dalla nostra vecchia digitale da 4 Megapixels del 2003, non dobbiamo fermarci all'apparenza degli 8 Megapixels del 2009 ma aspettare i 16 Megapixels che arriveranno, forse, nel 2012, poiché il doppio ha offerto la metà quindi, per avere l'intero abbiamo bisogno del quadruplo! Chiaro, ora?

Sappiate poi che, anche quando avrete la disponibilità del tanto desiderato raddoppio della definizione si potrebbe creare un ulteriore problema, questo sì davvero di non poco conto se non si interverrà drasticamente sull'aumento del sensore, anche qui legato ad una semplice regola matematica: se si quadruplicano i pixels e si compie la scelta di non aumentare la superficie complessiva del sensore, deputato alla determinante funzione della raccolta della luce, si deve necessariamente ridurre la superficie di ogni singolo fotosito il quale, a questo punto, si troverà ad essere quattro volte più piccolo rispetto a prima!

In pratica, si diminuirà la superficie deputata alla raccolta della luce, che è la base della fotografia. Che cosa pensate che possa accadere? Semplice: la vostra macchinetta, superarcistraultramoderna avrà una sensibilità diminuita rispetto a prima, e non di poco!

Qualcuno potrebbe anche obiettare che sarebbe tecnologicamente possibile aumentare l'amplificazione del segnale (ed il costo, ovviamente) attraverso un aumento del valore della sensibilità ISO ma credo che, per un ufologo, ciò sarebbe un danno enorme poiché si avrebbe anche un aumento esponenziale del rumore di fondo o rumore determinato dalle fluttuazioni casuali dei segnali elettrici, che provoca una sorta di "rugosità o granulosità" di aree di colore simile.

Ovviamente non trattiamo l'argomento della grandezza complessiva del file che si verrebbe a generare con apparecchi superiori ai 10 milioni di pixels poiché dovremmo parlare di una quantità enorme di memoria necessaria ad immagazzinare una semplice fotografia. Chi desideri ulteriori approfondimenti al riguardo, in modo particolare per il sensore e le focali, potrà leggersi l'ottimo articolo di Mauro Baldacci, pubblicato su PC Magazine di Giugno 2007, da cui si è preso lo spunto per approfondire questa sezione.

Dunque, meditate se valga ancora la pena cambiare quella macchinetta che credevate ormai obsoleta e rallegratevi, invece, del tesoretto che avete ancora fra le mani.

 

 

 

ANNO

LUOGO

NOTIZIA

2010

Spinazzino

Sfera argentata

 Scheda della notizia           

 Data                                - 27 gennaio 2010

 Fonte                               - Centro ufologico ferrarese - CUN Ferrara

 Luogo                              - San Bartolomeo in Bosco, località Spinazzino (FE)

 Durata                             - Alcuni secondi

 Testimoni                         - Alcune persone

 Immagini                         - L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF con grafica digitale

 Commenti                        - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Errori o imprecisioni           - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 

 

Il giorno 27 gennaio, a pochissimi minuti dall'accaduto, abbiamo ricevuto la telefonata da una delle persone che sono state testimoni di un avvistamento che potrebbe essere di natura ufologica. Verso le 15,30 la principale testimone se ne stava davanti alla porta di casa a confabulare con due persone: un'amica ed un dipendente di una locale società di servizi pubblici, il quale era appena giunto per controllare il corretto funzionamento delle apparecchiature.

Mentre il tecnico era intento nel proprio lavoro, una delle due donne, la signora I. L., ha alzato lo sguardo con l'intento di osservare lo spettacolo che offriva il cielo in quel pomeriggio di gennaio poiché era di uno stupendo colore celeste ed era quasi del tutto privo di nuvole, tranne una qualche striatura biancastra in qua ed in là. Ed è stato proprio osservano una di quelle pochissime striature biancastre che ha potuto osservare lo stranissimo fenomeno: all'incirca all'altezza della linea di volo degli aerei commerciali, è apparso un oggetto sferoidale, di colore fortemente argentato.

Colpita da quella visione del tutto inattesa, ha subito pensato ad un aereo ma la forma non era per nulla affusolata; non si vedevano nemmeno una parvenza di ali, non emetteva rumori chiaramente udibili e né scie di condensazione. Inoltre, la velocità di spostamento e la vistosa variazione di luminosità l'ha indotta a ritenere che avrebbe dovuto trattarsi di qualcosa di decisamente diverso ma non chiaramente identificabile. Infatti, nel breve spazio di alcuni secondi, forse quattro o cinque, il misterioso oggetto è volato in direzione di Ferrara, entrando in una nuvoletta e da lì non è stato più possibile vederlo fuoriuscire dalla parte opposta nonostante che i testimoni siano rimasti col naso all'insù ancora diversi minuti.

Nessuno è in grado di affermare di che cosa possa essersi trattato ma, di certo, quelle persone hanno osservato un fenomeno decisamente anomalo ed in pieno giorno. Noi sappiamo molto bene che lassù vi sono alcune decine di satelliti della classe Iridium, i quali avevano il compito, quando funzionavano regolarmente, di provvedere alla trasmissione dei dati per i telefonini della Motorola. Ora, però, sono del tutto desueti ma continuano ad orbitarci attorno creando non pochi bagliori allorquando i pannelli solari che forniscono loro energia vengono a trovarsi incidenti incidenti rispetto alla luce del Sole. Così facendo, creano bagliori fortissimi, nettamente distinguibili da Terra, che durano lo spazio di pochi secondi e si ha come l'impressione di un vistoso spostamento in avanti.

Era il 5 maggio 1997 quando venne messo in orbita il primo satellite della classe IRIDIUM e quel giorno avrebbe potuto cambiare la storia della comunicazione. Non è successo perché il progetto della Motorola è fallito, tuttavia ha contribuito a dare il via allo sviluppo senza limite della telefonia mobile. 

Il nome IRIDIUM fa riferito al numero atomico dell'elemento IRIDIO, cioè il numero 77 della tavola degli elementi: ed erano infatti ben 77 i satelliti che avrebbero dovuto essere messi in orbita. Lassù, però, ora ce ne sono solo 65 (anche se ne sono stati lanciati 66) in quanto si era dimostrato che tale numero sarebbe stato sufficiente a coprire i servizi di telefonia mondiale. Purtroppo questi satelliti non sono riusciti a battere la concorrenza già dettata dalla GLOBALSTAR, che aveva già in orbita tanti altri satelliti; inoltre il sistema Iridium aveva due difetti insuperabili: un costo telefonico superiore ed una copertura inferiore rispetto, appunto, alla concorrenza. Essi sono operativi su un'orbita polare ad un'altezza di circa 780 km, hanno una particolarità importantissima per noi ufologi: possiedono una superficie alare che è costituita da enormi pannelli solari, rivestiti di alluminio e ricoperti da uno strato di teflon argentato, che serve per ottimizzare il controllo della variazione termica. Il risultato è che essi si trovano in orbita, rispetto al sole, come uno specchio riflettente che provoca un flash con un bagliore fino a 40 volte superiore alla luce trasmessa dal luminosissimo Venere! Siamo su di una magnitudine di -8,5! Questo bagliore spettacolare può durare fino a 20 secondi ma, di norma, si esaurisce fra i cinque ed i dieci secondi.

Ovvero, un ipotetico osservatore terrestre, concretamente che cosa può arrivare a vedere? Vede che in cielo c'è un puntino che si muove lentamente, in un tempo compreso fra un minimo di 5 secondi ad un massimo di 20, che aumenta gradualmente la sua luminosità in maniera spettacolare, poi ritorna alla normalità e scompare dalla vista. Per avere un paragone sulla magnitudo espressa dai pannelli solari degli Iridium si consideri il seguente valore: il limite dell'occhio umano è uguale a + 7.

Così, solo conoscendo le coordinate e l'inizio dell'illuminazione si ha la certezza di non sbagliare mai. E come fare, allora? Semplice, c'è già qualcuno che ha pensato ai nostri problemi.

1 - Collegatevi al sito "http://heavens-above.com" e registratevi;

2 - inserite la variabile di "Ferrara" alla voce "Your observing site", in tal modo vi saranno fornite le coordinate della latitudine (FE: 44.833° N ) e della longitudine (FE: 11.583° E); 

3 - cliccate alla voce "Ferrara" dell'Emilia-Romagna";

4 - entrerete così alla pagina successiva del "vostro punto di osservazione" (Your observing site) in cui dovrete individuare la voce "Main predictions page"; 

5 - cliccando su di essa passerete alla pagina delle opzioni:trovate la voce "Satellites" e nella colonna sottostante individuate la voce "Iridium flare" e la sottocategoria "next 7 days"; 

6 - cliccando su tale voce sarete immessi direttamente alla pagina degli IRIDIUM FLARES dove troverete nell'ordine: data, ora in cui inizierà a brillare, il valore della luminosità (magnitudo)... e, infine il numero del satellite; cliccando su di esso otterrete informazioni aggiuntive sull'identificazione del satellite (identification), su particolari dell'orbita e della magnitudo (details) nonché sulla data e sul luogo del lancio (launch). Questo bellissimo sito è mantenuto da Chris Peat.

Ribadiamo, comunque, che il fatto della presenza certa dei satelliti Iridium non significa affatto che i testimoni debbano per forza vedere sempre e solo quelli: noi siamo certi, in quanto testimoni di vista, che lassù c'è ben altro e con ciò intendiamo un'aviazione che non ha nulla a che fare con quelle appartenenti alle potenze militari di questa Terra.

 

 

 

Data

LUOGO

NOTIZIA

04.06.2010

S. Maria Codifiume

Tre Ufo a pastiglia

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF con grafica digitale. f

Testimoni: diverse persone

Commenti, errori o imprecisioni: specifica il titolo e la data della presente notizia

 

 

Il giorno 11 giugno abbiamo ricevuto la segnalazione di un eccezionale avvistamento di ben tre Ufo mentre erano in perfetta formazione di volo. Alla scena hanno forse assistito anche tutti gli automobilisti che si sono trovati a passare in zona poiché la testimone ha dichiarato che è probabile che anche gli altri abbiano guardato verso l'orizzonte come è capitato a lei. Ecco il testo completo dell'avvistamento.

"Venerdì 4 giugno, mentre stavo guidando lungo la strada che da Mondonuovo (BO) porta a Santa Maria Codifiume (FE), verso le ore 18 vedo in cielo, per circa dieci minuti, un oggetto a forma di pastiglia. Ne avvisto un altro e un altro ancora. Gli oggetti sono tre, a distanza ravvicinata. Da San Bartolomeo in Bosco si dirigono a velocità di crociera verso la Romagna. Verifico che non sia (il primo Ufo, evidentemente, essendo quello più vicino) un aereo di linea. No, non ha le ali né la coda e nemmeno le luci; inoltre non vola così in alto. Non è nemmeno un caccia perché è chiaro (bianco), non fa rumore e non è così veloce. Non è nemmeno un uccello perché non ha le ali e non è neanche un ultraleggero. È compatto."

In pratica, la testimone stava provenendo da Mondonuovo, diretta verso Santa Maria Codifiume quando ha notato che dal cielo di San Bartolomeo in Bosco stavano giungendo ben tre oggetti volanti non identificati, di colore bianco che, evidentemente, gli sono transitati quasi davanti poiché erano diretti verso la Romagna, ovvero Consandolo e Argenta con tutta probabilità. Ella ci ha dichiarato che l'avvistamento è durato circa dieci minuti, che è un tempo enorme per questo tipo di accadimenti improvvisi ma di certo a suo favore gioca l'eccezionalità del fatto: gli eventi ufologici sono così al di fuori della normalità che il tempo perde ogni significato e le valutazioni ad esso riferite sono del tutto inattendibili. Ad ogni modo, ha certamente avuto il tempo di osservare bene e riflettere sul fatto che quegli oggetti potessero essere o meno degli aerei o degli uccelli; quindi, è certo che il fatto non si è concluso in pochi secondi.

Ringraziamo la signorina M. L. per la preziosissima segnalazione inviataci, proveniente da una delle principali zone ufologiche di tutto il Ferrarese, ovvero l'area che partendo da Santa Maria Codifiume si estende fra Poggio Renatico (Centro radar militare), San Bartolomeo in Bosco e San Nicolò, con penetrazione verso Mondonuovo (nord-ovest) ed il corso del fiume Reno (sud-ovest).

 

 

 

Data

LUOGO

NOTIZIA

16.12.2009

Lido degli Scacchi

Oggetto triangolare

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF con grafica digitale

Testimoni: una persona

Commenti, errori o imprecisioni: specifica il titolo e la data della presente notizia

 

 

Quando abbiamo ricevuto la telefonata, l'evento di presumibile natura ufologica si era concluso solo da pochi minuti e la testimone, la signorina B. E. che risiede nelle vicinanze, era ancora assai scossa da quanto aveva osservato. Con la voce tesa e frequentemente rotta dalla forte emozione per ciò a cui ci ha detto di aver assistito, ha riferito che verso le 19, al termine della giornata lavorativa, dopo essersi recata a casa a prendere il proprio cane, un mansueto pastore tedesco, si era recata a fare due passi verso la vicina spiaggia del Lido degli Scacchi, nei pressi del Vassello D'oro.

Già durante il cammino di avvicinamento aveva notato che c'era qualcosa, nel suo cane, che non quadrava: era assai più irrequieto del solito ed aveva assunto una forma di difesa, fermandosi davanti alla padrona, guardando innanzi a sé ed impedendole quasi di procedere.

Essendo già buio, ella aveva dato alcune occhiate a destra e a manca ma non essendo riuscita a notare alcunché di strano o, almeno, di afferibile alla misteriosa irrequietezza dell'animale, pensò che la causa di tutto ciò fosse assai meno misteriosa di quanto dava ad intendere: forse un altro cane o un gatto.

Così, mentre da una parte tentò di avvicinarsi alla spiaggia, dall'altra dovette vincere la riluttanza del proprio cane che, di fatto, la proteggeva impedendole il cammino e provocandole un aumento continuo della tensione. Poiché non si vedeva nulla di nulla all'intorno, ella pensò di lasciar perdere ma poi, trovandosi a passare nei pressi di alcuni filari di viti e di alberi, ebbe finalmente una risposta a tanti interrogativi: l'impressione fu quella di vedere delle "luci che saltellavano tra un filare e l'altro". Insomma, un evento del tutto incredibile.

Se si fosse stati in estate, la causa sarebbe stata facilmente attribuibile ma quasi alle porte dell'inverno era davvero tutto molto strano. Così B. E. si fermò, rimanendo immobile, quasi incredula di ciò che i suoi occhi stavano osservando. In quegli istanti ebbe l'impressione che ogni rumore fosse scomparso, che il freddo fosse aumentato di molto e che la stessa Natura si fosse fermata: quasi una situazione da "missing in time".

Ovviamente, fece subito dopo la prima azione che vien da fare di fronte ad avvenimenti di tale portata, letteralmente incomprensibili e al di fuori della ragione: mise in atto una prima forma di arretramento, seguita dal movimento dello sguardo verso tutte le direzioni.

Ed fu proprio in seguito a quel tentativo di sfuggire all'incredibile situazione che, alzando lo sguardo al cielo, notò davanti a sé, sull'orizzonte marino, a circa ottocento o mille metri di quota, un oggetto dall'apparente forma triangolare, circondato da luci  tra il bianco ed il giallastro che, data la loro disposizione facevano intuirne la forma complessiva. In quei concitati istanti ebbe l'impressione che l'oggetto luminoso si stesse spostando verso Nord, ovvero in direzione del Lido delle Nazioni ma con una lunga virata che indicava un suo avvicinamento alla spiaggia del Vassello D'oro. Si mise ad osservarlo e notò che la disposizione delle luci al centro, nella parte sottostante, creava il curioso effetto di una specie di croce.

In effetti, la manovra compiuta portò l'oggetto ad avvicinarsi davvero tanto, quasi da darle l'impressione di passare sopra la sua testa con un movimento di fluttuazione. Ella ebbe così modo di osservare più da vicino quella strana protuberanza centrale, a forma di croce, notata alcuni istanti prima: era solo un effetto ottico causato da una serie di piccolissime luci disposte in una certa maniera.

Così, nel momento clou, era già quasi tutto finito e ad E. B. non era rimasto altro da fare che osservare quella stranissima cosa volante allontanarsi fortunatamente sempre più da lei, lasciandola però attonita ed allibita per quanto aveva vissuto. Quando ci ha chiamati, era ancora assai agitata ma da quello che abbiamo capito si trattava di un'agitazione dovuta esclusivamente all'enorme felicità per aver avuto l'occasione di vivere un'avventura ai confini della realtà.

 

 

 

Data

LUOGO

NOTIZIA

07.10.2009

S. M. Codifiume

Oggetto discoidale

Fonte della notizia: CUN Ferrara

Provenienza dell'immagine: foto originale del fatto citato ma ridotta a dimensioni minime

Testimoni: una persona

Commenti: specifica il titolo e la data della presente notizia

Errori o imprecisioni: specifica il titolo e la data della presente notizia

 

Siamo nuovamente a raccontarvi l'avventura di una foto eseguita con uno scatto digitale: nessun oggetto chiaramente distinguibile o notato nella luce visibile del cielo delle 11 ed un meraviglioso oggetto volante, di natura chiaramente non identificabile, apparso sullo schermo del pc subito dopo aver scaricato le foto.

Gli apparecchi fotografici digitali hanno, infatti, la non indifferente capacità di catturare una parte della radiazione elettromagnetica che va oltre la luce visibile e che, proprio per questo motivo, non si può vedere ad occhio nudo, ovvero nella finestra detta anche "dell'ottico". La radiazione catturabile riguarda la zona dell'infrarosso vicinissimo (fra 750 nm ed i 900 nm), sul cui argomento abbiamo impostato l'articolo "Fotografare Ufo", raggiungibile con l'apposito link.

In pratica è accaduto che il signor C. M., residente a Santa Maria Codifiume (Argenta), nel giro di un mesetto, è riuscito a scattare quasi un migliaio di foto al cielo sopra la località dove risiede, con l'intento dichiarato di verificare la possibilità di catturare qualcosa di strano, afferibile ad un Ufo.

 Egli, venuto nella nostra sede a comunicarci l'iniziativa, ha dichiarato di non aver notato alcunché di strano e misterioso ad occhio nudo mentre eseguiva gli scatti ma poi, a casa, ogni volta che ne aveva tempo scaricava le foto e conservava quelle più dubbie, che poi ci ha successivamente consegnato: in tutto poco più di 160 immagini, che noi abbiamo esaminato con attenzione e, dopo averne scartate 158 poiché riferite chiaramente ad immagini di uccelli in volo o di aerei lontanissimi, ne abbiamo prese in considerazione solo due, la seconda delle quali riguarda questo misterioso oggetto volante. Ricordiamo che tutta la zona che va da Poggio Renatico Santa Maria Codifiume è, da almeno un paio di anni, la "più calda" di tutto il Ferrarese ed è stata teatro di numerosi ed importanti avvistamenti alla presenza di più testimoni.

 

 

 

Data

LUOGO

NOTIZIA

01.04.2009

Strada di Confina

Ufo trapezoidale

Fonte della notizia: CUN Ferrara e La Provincia (Il Resto del Carlino)

Provenienza dell'immagine: foto originale del fatto citato, gentilmente concessa dall'autrice

Testimoni: tre persone

Commenti: commenta la notizia specificando il titolo e la data della presente news

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo e la data della presente news

 

 

Domenica 05 aprile 2009, sul giornale "La provincia", magazine locale edito dal Resto del Carlino, è apparsa la notizia, a cura di Matteo Radogna, dell'avvistamento di un insolito Ufo di luce che sarebbe avvenuto mercoledì 01 aprile 2009, all'inizio della strada di Confina, proprio all'incrocio fra i territori di Gallo, San Martino, Santa Maria Codifiume e San Bartolomeo in Bosco. I testimoni del fatto sono stati una madre con le sue due giovani figlie e, fortunatamente, sono anche riusciti a fermare la scena con due bellissime fotografie grazie all'accortezza della figlia maggiore. Nella prima foto, eseguita con un telefonino Samsung, si nota una grande massa luminosa, circondata da un vistosissimo alone blu, nel momento esatto in cui, a detta delle testimoni, stava transitando proprio sulla loro verticale, appena al di sopra delle fronde degli alberi.

Le testimoni hanno riferito al giornalista che attorno alle 20:00, dopo aver lasciato l'incrocio per Gallo e Poggio Renatico, ed aver imboccato la Strada di Confina provenendo dalla Via Ferrarese, avevano iniziato a percorrere il lunghissimo rettilineo, dirette prima a San Pietro Capofiume, quindi a Molinella (BO), dove hanno la residenza.

 Ma appena superato l'incrocio, le due figlie della signora L. Z. hanno subito notato in cielo quelle luci arancioni fisse, che si spostavano a bassa velocità ed avevano rallentato sopra di loro. A quel punto la figlia maggiore non ci ha pensato due volte: ha preso il proprio telefonino ed ha eseguito due scatti a quell'oggetto dalla sagoma non ben definita, tanto da sembrare in un primo tempo "incorporea" ma che poi, quando hanno provato a descriverne la forma al giornalista, è stata descritta con queste parole:"... se dovessimo descriverlo possiamo ipotizzare che assomigliasse ad un trapezio luminoso".

Noi, alcuni giorni dopo aver letto la notizia, abbiamo chiamato la famiglia chiedendo se fossero disponibili a concederci un'intervista telefonica. Le testimoni si sono subito mostrate gentili, serene e desiderose di fornirci ogni particolare su quanto realmente accaduto quella sera, mentre se ne stavano facendo tranquillamente ritorno dall'Ipercoop di Ferrara, dove si erano recate per fare la spesa ed un po' di shopping, ed abbiamo così potuto apprendere alcuni particolari del tutto nuovi rispetto a quanto riportato sul giornale "La Provincia".

Dunque, stando a quanto ci hanno riferito, non appena imboccata la strada di Confina, le due figlie hanno notato due grandi luci che, a prima vista, sembravano essere molto più basse di un aereo. Ce le hanno descritte come "due sagome vagamente ovali, unite fra di loro in modo tale da ricordare il corpo di una grande formica". Quella grande forma luminosissima, che in un primo tempo sembrava trovarsi alla loro destra, se la sono poi immediatamente ritrovata proprio sopra le loro teste.

Così, un po' eccitate ma sicuramente impaurite, hanno pensato di fermarsi per controllare meglio ciò che stava realmente accadendo, ma non hanno potuto farlo in maniera repentina poiché dietro di loro viaggiava un'altra auto con alcune persone a bordo. Perciò hanno rallentato gradualmente la velocità ed hanno accostato l'auto al ciglio della strada, senza però mai abbandonare con lo sguardo la scena che si stava svolgendo proprio sopra di loro. Purtroppo, una volta ferme, non hanno avuto il coraggio di scendere a terra e si sono limitate ad abbassare i finestrini. Comunque, anche così, hanno potuto notare assai distintamente che quella massa luminosa aveva la forma di un trapezio, circondato da tre ordini di luci: in alto erano lampeggianti e di color bianco mentre sotto vi erano due file fisse, una di color giallo e l'altra di color arancione. Quell'oggetto volante non identificato (O.V.N.I. li definisce la nostra aeronautica militare) si trovava proprio sopra le loro teste, ad una quota bassissima, tanto da dare l'impressione di essere non solo sotto le nuvole, come era apparso loro nel momento iniziale dell'avvistamento, ma non molto al di sopra degli alberi, forse ad una quota di "una cinquantina di metri". Se pensiamo che l'altezza media di un campanile è attorno ai 35 metri c'è di che farsi venire i brividi! Certo che il momento dell'imbrunire e sicuramente il peggiore per i nostri occhi, che hanno trascorso già diverse ore nel chiarore giornaliero e non si sono ancora pienamente abituati all'oscurità della notte, per cui i punti di riferimento nel cielo risultano assai poco chiari. Le testimoni hanno dichiarato che per tutta la durata dell'avvistamento le apparecchiature elettriche ed elettroniche della loro autovettura hanno continuato a funzionare regolarmente e, nel momento in cui i finestrini erano abbassati, non hanno nemmeno udito alcun rumore chiaramente riferibile a quella massa luminosa.

Infine quell'Ufo, come possiamo ormai definirlo, ha loro mostrato che non era assolutamente fermo e, dopo aver spento le luci fisse, arancione e gialle, che si trovavano nella parte sottostante, ha virato in direzione di Ferrara e mantenendo le sole luci bianche accese si è lentamente allontanato, lasciando sbigottite le testimoni dell'incredibile avvenimento ma, a questo punto, considerando la zona dell'accaduto, situata a circa cinque chilometri dal centro Radar militare di Poggio Renatico, forse il più grande d'Italia, e la direzione intrapresa dal presunto Ufo, sarebbe interessante sapere se sugli schermi del radar sia apparso un qualche plot di segnalazione.

 

 

 

Data

LUOGO

NOTIZIA

08.03.2008

Scortichino (FE)

Ufo enorme con alieni

Fonte della notizia: CUN Ferrara

Provenienza delle immagini: la foto principale è una ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF con grafica digitale.

Tutte le altre foto sono di piena proprietà del CUN Ferrara.

Testimoni: una famiglia di tre persone

Commenti: commenta la notizia specificando il titolo e la data della presente news

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo e la data della presente news

 

INDICE

01 - Prefazione

02 - Da Stonehenge a Scortichino

03 - Antichi fiumi ferraresi

04 - Primi insediamenti umani nel Ferrarese

05 - Premessa all'avvistamento di Scortichino

06 - Inizio della vicenda

07 - La signora L. viene a casa mia

08 - Il racconto della signora L.

09 - Il racconto del marito

10 - Dubbi e specificazioni

11 - Il seguito del racconto: solo un sogno?

12 - Una manifestazione di levitazione magnetica?

13 - La nostra indagine: dal nulla alla sfera di luce

14 - Altre storie di Scortichino: la luce rossa lungo il fiume Panaro

15 - Strane tracce al suolo

 

01 - Prefazione

 

La vicenda che stiamo per iniziare a raccontavi è accaduta alla fine di aprile di un anno che, per ora, non siamo in grado di precisare ma che, alla fine della narrazione, quando tutto vi apparirà un po' più chiaro, siamo certi che anche voi, come noi, vi farete un'idea ben precisa del tempo più probabile di questa incredibile storia.

Ora, a distanza di otto mesi dal nostro primo contatto diretto con tutti i testimoni, dopo aver intervistato una quarta persona della famiglia che, di fatto, ha confermato quanto accaduto ai genitori ed al fratello, dopo aver eseguito diversi sky-watches della vasta area interessata dal fenomeno e, soprattutto, dopo aver vissuto e fotografato, durante il nostro penultimo sky watch, un avvenimento ai limiti dell'assolutamente incredibile, mentre ci trovavamo ad osservare il cielo soprastante la località denominata "Il Cagnetto", poco a nord-ovest di Scortichino, una frazione del Comune di Bondeno (FE), ci apprestiamo a dare la notizia a tutta la comunità ufologica italiana.

Dopo la vicenda dell'enorme astronave avvistata da marito e moglie sabato 27 settembre 1986 a Vigarano Mainarda (visibile in questa stessa pagina), e dell'Ufo-nuvola avvistato da padre e figlio il 26 febbraio 2003, lungo la circonvallazione a nord di Ferrara, subito dopo il Palazzo degli Specchi, questa vicenda di Scortichino, di un Ufo enorme, descritto "grande come la piazza di un paese e con esseri alti almeno quattro metri e forse anche di più", è indubbiamente la più clamorosa mai accaduta, poiché vede coinvolta un'intera famiglia e ben due investigatori del nostro centro ufologico, i quali hanno avuto tutto il tempo per eseguire una splendida fotografia di una sfera di luce discesa dal cielo ed avvicinatasi fino a pochissime decine di metri, tanto da dare addirittura loro l'impressione di essere investiti frontalmente da un momento all'altro.

 

02 - Da Stonehenge a Scortichino?

 

Per poter meglio far comprendere la valenza del luogo in cui sono accaduti i fatti che fra poco vi narreremo, tenteremo di inquadrare il tutto nelle vicende storiche che hanno avvolto questo luogo fin dall'Età del Bronzo poiché il nostro obiettivo è quello di riuscire a dimostrare che tutta la zona dell'Alto-Ferrarese, da Vigarano Mainarda a Pilastri ed a Gavello di Bondeno, passando ovviamente per Scortichino, è assai simile, ovviamente con tutti i distinguo e le dovute proporzioni , alla mitica Stonehenge, ai piedi della Piana di Salisbury, nel Wiltshire inglese, località simbolo dell'ufologia mondiale.

Per dimostrare ciò, citiamo l'insediamento pluristratificato di Fornace Grandi di Bondeno e le Terramare di Pilastri (Neolitico ed Età del Bronzo), che si trovano agli antipodi di Scortichino, ad una distanza di una decina di chilometri circa. Ad onor del vero, le Terremare sono concentrate praticamente in tutta l'Emilia centro-occidentale, compresa la zona Transpadana e si sono sviluppate fra il Bronzo-Medio ed il Bronzo-Recente, dal XVI al XVIII secolo prima di Cristo, per poi scomparire nel Bronzo-Finale.

 

Stonehenge è un sito neolitico, composto da un insieme circolare di grosse pietre posizionate verticalmente nel terreno e sormontate da altre sospese a mo' di architrave. Nessuno ha ancora scoperto la sua datazione più probabile ma si parla, almeno per il terrapieno circolare ed il fossato, del 3100 a. C. mentre per il sito archeologico vero e proprio gli esperti convergono su di un periodo compreso fra 2.500 e 2.000 anni prima di Cristo. Gli stessi archeologi sono poi tutti concordi nel sostenere che pochissime di tutte quelle pietre si trovano ora nella posizione originaria di millenni or sono poiché gran parte di esse era caduta all'inizio dell'Ottocento e colà sono poi state riposizionate negli anni successivi.

All'interno della periodizzazione tipica della Preistoria, ovvero Età della Pietra, Età del Bronzo ed Età del Ferro, il Neolitico si trova nel terzo periodo dell'Età della Pietra, (è preceduto dal Paleolitico, da circa 600.000 a circa 10.000 anni fa e dal Mesolitico, da circa 10.000 a circa 6.ooo anni fa) in quanto esso rappresenta quel gradino qualitativamente superiore delle innovazioni riferite alla litotecnica (dal greco lithos, cioè pietra), ovvero alla capacità dell'uomo di levigare la pietra.

Tuttavia, per meglio inquadrare Stonehenge, vista la differenza temporale fra le tesi degli archeologi ed i tempi classici della Preistoria, occorre sapere che il neolitico si completa, in realtà, col periodo denominato Calcolitico, situato fra 4.000 e 3.000 anni fa circa, nel quale l'uomo iniziò la lavorazione dei metalli (rame, bronzo e ferro) finalizzata alla costruzione di nuovi utensili. E 3.000 anni fa circa l'uomo imparò a fabbricare le leghe, ottenendo il bronzo, che è la lega di riferimento per quanto attiene i primi abitanti degli antichissimi territori ferraresi di nord ovest, nei quali si trova, appunto, Scortichino.

 

03 - Antichi fiumi ferraresi

 

Anticamente, verso il 1.000 a.C. , il fiume Po, nel tratto tra Guastalla e Sermide, si divideva in due corsi che scorrevano pressoché paralleli fino all'altezza di Bondeno ma qui il loro cammino si separava ed entrambi, dopo aver attraversato quell'immensa laguna che Plinio definì "Septem Maria", ovvero "Sette lagune", si gettavano nell'Adriatico mare. Il corso più a nord, detto Po di Adria, già alla fine del VI secolo a.C. era in fase di avanzata senenza e dopo essere stato travolto dai dissesti idrogeologici dei secoli successivi oggi è un fiume del tutto fossile. Il corso più a sud, detto nel suo primo tratto ferrarese Po di Bondeno, giunto in questa località da Suzzara e Gonzaga, puntava su Vigarano Mainarda e, dopo essere passato a sud di Ferrara, si dirigeva verso l'antichissimo insediamento estrusco-romano di Voghiera-Voghenza e da qui portava le sue acque verso la città etrusca di Spina, da cui l'omonimo nome di Po di Spina o Po Spinetico ma, oggigiorno, anche di esso possiamo dire che sia quasi del tutto scomparso in quanto dell'antico corso non rimangono che modesti tratti, più simili a rigagnoli e canali di scolo che a veri fiumi.

Da Plinio (Naturalis Historiae, Volume III) sappiamo che il Po di Bondeno aveva tre importanti affluenti appenninici: il Gabellum o Gavello, lo Scutennam o Scultenna-Panaro e il Rhenum o Reno. Ai fini di questo racconto, gli affluenti più importanti erano il Gabellum (oggigiorno rilevato solo allo stato fossile) che, dopo aver ripiegato per le località archeologiche di Redena e Gavello, si gettava nel Po all'altezza di Bondeno, e lo Scutennam che raggiungeva sempre il Po nei pressi di Bondeno provenendo però da Finale Emilia, quindi a sud di Gavello.

 

04 - Primi insediamenti umani nel Ferrarese

 

Tra questi ambienti lacustri e paludosi, il paesaggio alternava dossi di poco emergenti dalle acque lagunari, sui quali si estendevano vaste zone boschive abitate da una ricchissima fauna composta da: cinghiali, cervi, caprioli, volpi, tassi, lontre, castori e tartarughe. Grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici nei luoghi compresi attorno a Scortichino ( Bondeno, Gavello, Burana e Pilastri), per i tempi antichissimi abbiamo notizie precise di insediamenti terramaricoli e dell'Età del Bronzo, per i tempi a noi più prossimi ma pur sempre lontanissimi, di insediamenti celtici (Galli Aenoni), etruschi e romani.

L'uomo, infatti, nonostante la Natura del tutto contraria, trovò il modo di stabilirsi fin dai tempi più remoti lungo gli spalti fluviali dei fiumi, sfruttando le sottili lingue di terra golenali ed i dossi (polesini) emergenti qua e là. Fu favorito in ciò dalla stessa Natura che, seppur ostile per certi versi, per altri offrì la parte migliore di sé offrendosi con dapprima con un gran numero di corsi d'acqua, che agevolarono indubbiamente sia la navigazione interna che la comunicazione ed il commercio, poi con le estese distese boschive, dalle quali quei primi abitanti ricavarono il legname per il riscaldamento, le costruzioni, le arginature e le imbarcazioni e, infine, con l'oro grigio presente nel sottosuolo e rappresentato dall'argilla formatasi con le continue alluvioni, con la quale fu possibile sviluppare una vera e propria attività del vasellame e dei laterizi.

 

05 - Premessa all'avvistamento di Scortichino

 

Tutta l'area attorno a Scortichino è, dunque, una vastissima zona archeologica che, non senza un pizzico di vanteria la si potrebbe paragonare, con tutti i distinguo e le dovute proporzioni, come abbiamo già avuto modo di specificare, ad una Stonehenge nostrana. E noi ufologi ben sappiamo quanto, presso i siti archeologici vi siano stati, nel corso degli anni, frequenti avvistamenti.

Scortichino, che aveva già un'importante storia ufologica, con vicende delle quali riferiremo al termine dell'incredibile avvistamento di cui stiamo per narrarvi le trame, ora si arricchisce di un fatto del tutto nuovo e scomoderà indubbiamente i cacciatori di alieni, i quali si vedranno costretti ad aggiungere una nuova tipologia aliena alla lista dei loro studi.

 

06 - Inizio della vicenda

 

Il pomeriggio di sabato 17 maggio 2008, mentre mi trovo seduto in cucina, intento alla lettura del giornale quotidiano, verso le 15:00 odo il rumore di un motorino che si ferma dinnanzi all'entrata di casa mia. Rimango per un po' in ascolto ed odo una voce forte e stridula di una donna che, dopo aver salutato mia moglie da poco uscita in cortile per controllare le prime fioriture del nostro giardino, inizia a chiedere di me con insistenza: «C'è Fiorenzo in casa?». Sentendomi chiamato direttamente in causa, esco e riconosco immediatamente la signora L. R.: è una mia compaesana, da poco in pensione, della quale ho avuto in classe il figlio L. R. , ora più che trentenne, con cui sono sempre rimasto in ottimi rapporti anche perché la vita, purtroppo, non gli ha offerto le stesse opportunità che normalmente offre alla maggior parte delle persone. Conosco bene anche il marito, il signor E. R., col quale ho allacciato rapporti di conoscenza e di amicizia.

Queste tre persone, almeno fino ad inizio di aprile 2oo8, non sapevano nulla della mia passione per l'ufologia fino a quando, leggendo le cronache ferraresi sulla stampa locale, non hanno appreso della conferenza che avevamo tenuto proprio qui a Vigarano Mainarda, il 16 maggio 2008, solo pochi giorni dopo, almeno così crediamo noi, della data in cui questa vicenda ufologica potrebbe aver avuto luogo.

 

07 - La signora L. viene a casa mia

 

Così, dopo aver appreso chi era la persona del suo paese che si interessava di ufologia, la signora L. prende in fretta la propria decisione e viene a casa mia, praticamente il giorno successivo alla nostra prima conferenza a Vigarano Mainarda. Non appena mi avvicino per salutarla e chiederle informazioni sullo suo stato generale di salute e quello della famiglia, ho modo di osservarla da vicino e noto una sua grande tensione: la voce è intensa, stridula ma tremula, con tonalità che cambiano di continuo, gli occhi sono vistosamente arrossati e spalancati oltre la norma, mentre la tensione che cova nell'animo traspare sia sotto forma di goccioline di sudorazione che le solcano il viso sia con continui sguardi rivolti tutto all'intorno, come se si sentisse osservata o cercasse la presenza di altre persone.

Pur tuttavia, dopo brevi convenevoli, la signora L. viene subito al sodo e, pur in presenza della giovanissima nipotina, mi chiede: «Sei tu che fai l'ufologo, vero?». Annuisco col capo e le specifico che quello è ancora tra i miei interessi preminenti, ovviamente dopo la professione di insegnante. Avuta la risposta positiva che si attendeva, la signora L. fa scendere la nipotina di sette anni dal seggiolino posto sul sellino posteriore del motorino e mi chiede: «Posso raccontare la storia incredibile che mi è accaduta? Ho visto un Ufo vero!».

 

08 - Il racconto della signora L.

 

«Innanzitutto, quando sarebbe avvenuto questo fatto?», le chiedo. Quindi la invito prima ad aspettare un attimo, affinché possa prendere un quaderno per appuntare le cose più importanti, quindi ad accomodarsi in casa. Ma poiché la bambina sta ancora gustando un gelato in cono, acquistato da poco presso la gelateria vicino a casa mia, la signora L. mi dice che preferisce rimanere lì fuori, appoggiata al muretto del confine di casa, vista anche la splendida giornata di sole primaverile.

È una donna semplice ed immediata, credo anche assai sincera per i ricordi che conservavo dai tempi in cui ebbi suo figlio in classe, ed inizia subito a raccontare ciò che accadde quella notte di fine aprile di un tempo che ha così definito: «È accaduto tempo fa, non so precisare la data esatta. Ricordo solo che era una domenica sera di fine aprile.», lasciando così intendere che quel tempo avesse anche potuto essere "appena ieri", quindi o domenica 20 aprile o domenica 27 aprile, poiché eravamo al 17 maggio, ma nulla toglie che il riferimento avesse anche potuto essere ad una primavera di qualche anno fa ma non oltre, di certo.

La signora L. continua il proprio racconto, che ascolto decidendo di non interromperla mai, per non svilire la genuinità delle espressioni, spesso in dialetto ferrarese, legate ai ricordi che però non sono sempre chiari e nitidi. Ad ogni modo, il mio atteggiamento mi torna assai utile perché mentre lei parla riesco a trascrivere la maggior parte delle sue dichiarazioni spontanee, ma non tutte ovviamente, anche perché si esprime assai velocemente e li ripete sovente, anteponendo la domanda :«Hai capito quel che ti voglio dire?» ed aggiungendo o togliendo sempre qualche particolare. Per tale motivo, il racconto che segue non è tutto quello che lei mi ha riferito ma solo una sommatoria delle cose più importanti che sono riuscito ad ascoltare, capire e mettere per iscritto, spesso trasformate in lingua italiana, cambiate dal punto di vista sintattico e, non raramente, sintetizzate per evidenti necessità.

«Una domenica sera di fine aprile, circa verso l'una e mezza di notte, stavo tornando dal Modenese, in compagnia di mio figlio L. e di mio marito E., che era alla guida della nostra auto. Eravamo stati a trovare mio fratello, che gestisce una riserva di pesca e ne abbiamo approfittato per pescare poi, verso sera, ci siamo anche fermati colà per la cena. Trascorsa abbondantemente la mezzanotte, siamo partiti per il viaggio di rientro. Superato Finale Emilia, abbiamo preso la direzione di Bondeno (Da Finale Emilia è possibile prendere per Bondeno, per poi giungere a Vigarano Mainarda, seguendo almeno altre due direzioni. N.d.R.).

Appena superato l'incrocio di Scortichino, siamo andati diritti per Burana e giunti all'altezza della località denominata "Il Cagnetto", siamo rimasti a bocca aperta dallo spettacolo che si è parato innanzi a noi: una stella, di color bianco accecante, ha iniziato a scendere verso terra, ed è diventata sempre più grande e luminosa. Poi, dopo aver illuminato tutto attorno a giorno pieno, con un effetto simile a quello di una pioggia composta da milioni di piccolissime luci, si è espansa quasi all'infinito, fermandosi davanti a noi, proprio sul grande campo che stava alla nostra destra, appena giù dall'argine stradale, chiamato "La Prospera" (Trattasi di uno dei più importanti siti archeologici romani di tutto l'alto Ferrarese. N.d.R.)

Il fenomeno sarà durato dieci o venti secondi. La quantità di luce emessa da quella fonte luminosa era così tanta che non abbiamo capito se fosse appoggiata al suolo o appena sollevata da esso. Nel frattempo, dal momento dell'inizio dell'avvistamento, avremmo forse fatto altri trecento metri, tutti percorsi sempre più lentamente in un lunghissima curva disegnata dalla strada proprio in quel punto, poco prima dell'incrocio per Gavello, in una luce piena.

Man mano che ci siamo avvicinati, il bagliore è diminuito sempre più e quella luce ha iniziato a mostrarsi per quel che era: un Ufo enorme, grande come la piazza di un paese. Abbiamo così subito notato un'immensa cupola, come di vetro trasparente, illuminata dal di dentro da una luce che forse proveniva da sotto, dal pavimento. La cupola era appoggiata su di una struttura apparentemente rotonda che, a sua volta, era assai simile ad un metallo scuro e non lucido. La cupola di vetro era divisa dalla struttura inferiore come da una fila di oggetti luminosi, simili a tante luci tutte uguali fra loro, ma di colore assai meno intenso rispetto a quello che c'era dentro.

A quel punto, abbiamo dapprima fermato l'auto a bordo strada ed abbiamo abbassato il finestrino anteriore destro, quello che stava dalla parte dell'Ufo. Non abbiamo udito alcun rumore o sibilo e nessun altro veicolo è passato in quei lunghissimi istanti. Eravamo davvero vicinissimi e così abbiamo visto distintamente tutto quello che si notava distintamente al suo interno. C'erano tre esseri altissimi, quattro metri o anche più, che stavano guardando verso di noi mentre si trovavano dietro a delle apparecchiature. Erano tutti uguali e quello al centro se ne stava seduto, come se fosse ai comandi di un'auto. Erano di struttura esile ma simile alla nostra: avevano la testa, il busto, le spalle, le braccia e le gambe. La parte del loro corpo che sono riuscita a vedere dava l'impressione di essere come ricoperto da una tuta di metallo scuro, aderente e lucidissima. Nel viso, all'altezza dei nostri occhi, si vedeva solo una striscia scura e,  pur essendo ad una distanza di poche decine di metri, non sono riuscita a distinguere né il naso né la bocca. Nessuno di quei tre si è mosso da dove si trovava al momento in cui li ho visti, almeno credo, né mi ha dato l'impressione di muovere una qualche parte del corpo. Inoltre, non solo erano uguali nella struttura ma anche sul capo indossavano lo stesso cappello o, forse, lo stesso casco, del tutto simile alla tuta: aveva la forma di un trapezio isoscele rovesciato, molto grande.

Poi, non ricordo bene come sia ripartito quel "coso", ma di sicuro non ho udito alcun rumore né ho visto aumentare o diminuire la luce, come quando è arrivato, una cinquantina di secondi prima. Ho avuto come l'impressione che si sia sollevato solo da una parte e poi sia partito così, quasi di traverso: in un niente era già altissimo».

Al termine della narrazione, chiesto diversi chiarimenti ma le risposte che ottengo non danno sostanza ulteriore alla traccia iniziale e anzi, in alcuni casi, come per la descrizione dell'inizio e della fine dell'avvistamento, la signora L. aggiunge o toglie particolari, cambiando un po' i tempi (10-15 secondi), le distanze (300-400 metri) e le altezze (almeno quattro metri).

Su mie precise domande, aggiunge di non aver subito sensazioni termiche, di non aver avuto vuoti di memoria, di non aver percepito odori strani o udito rumori misteriosi e chiarisce che il motore dell'auto è ripartito immediatamente e tutte le luci risultavano funzionanti. Concludendo definitivamente l'intervista, risponde alla mia ultima domanda riguardante il controllo dell'ora, prima e dopo l'avvistamento, in quanto voglio verificare se si sia mai verificata una situazione di "missing time". La signora L. mi riferisce di aver controllato l'orologio una prima volta all'incrocio per Scortichino, notando che era l'una e trenta circa e una seconda volta non appena arrivata a casa, dove l'orologio a muro segnava circa due di notte, ovvero un tempo decisamente compatibile con la distanza fra il luogo dell'avvistamento e la loro abitazione.

 

09 - Il racconto del marito

 

A questo punto, la vicenda mi incuriosisce parecchio, così le chiedo il numero di telefono e l'orario migliore per poter parlare col marito, non ancora pensionato, e col figlio. Ci accordiamo per telefonare il pomeriggio tardi del lunedì successivo, poiché avevano già programmato per la domenica, ma il giorno dopo è di nuovo a casa mia per confermarmi l'appuntamento: mercoledì 28 maggio, alle 18.

Mi reco all'appuntamento e vengo accolto dalla moglie e dalla figlia maggiore, la quale mi spiega brevemente che l'avventura vissuta dai genitori è una cosa terribile, veramente accaduta secondo lei, almeno per la parte iniziale, ovvero quella relativa alla grande luce che ha illuminato a giorno la notte, evento questo che però potrebbe benissimo essere assimilato al passaggio di un meteorite o anche ad una sua caduta sulla Terra.

Mi presento dunque in cucina, dove trovo il solo marito: è seduto in attesa ma manca il figlio L., assente per motivi di lavoro mi dicono. Dopo esserci salutati e scambiati alcuni convenevoli, mi offre qualcosa da bere ed un caffè. Scambiano qualche altra frase di circostanza e poi il signor E. entra subito nel merito della vicenda, in maniera assai determinata ma assai concisa.

«Non so che cosa ti abbia raccontato mia moglie ma ciò che ho visto è questo. Giunti all'altezza del Cagnetto, subito dopo l'incrocio per Scortichino, verso l'una e mezza di notte, dal cielo è scesa una luce fortissima, che è diventata sempre più grande e si è fatto quasi subito giorno. In quella luce piena abbiamo fatto altri trecento metri in auto e il tutto è durato forse una cinquantina di secondi: meno di un minuto. Ci siamo fermati ad ammirare quello spettacolo unico: si vedeva come in pieno giorno ed il cielo era ricoperto da milioni di piccole luci bianche, tutte uguali e piccolissime. Poi il fenomeno è finito e siamo ripartiti verso casa. Tutto qui».

 

10 - Dubbi e specificazioni

 

Anche in questo caso, non interrompo il racconto e mi riservo le domande alla fine. Sono assai perplesso: da una parte la moglie che parla di Ufo ed alieni, con la concitazione tipica di chi ha visto indubbiamente qualcosa di insolito, dall'altra il marito che riferisce solo di un fenomeno astronomico delle meteore luminose. Tuttavia, decido di mantenere una linea di basso profilo, confinata nella sola curiosità. Così non gli riferisco quanto narratomi dalla moglie e sottolineo quanto sia bella ed interessante, da un punto di vista astronomico, anche la sua versione dei fatti ma praticamente priva di valore ufologico: delle stelle cadenti o dei bolidi è sufficiente che un ufologo ne conosca bene la sola manifestazione fenomenologica.

Così il signor E., ridacchiando in maniera vistosa sotto ai baffi, inizia da uscire un po' di più allo scoperto e arricchisce finalmente la sua narrazione di particolari assai più interessanti, anche perché non è una persona sprovveduta: ha ricoperto importanti incarichi politici, seppur a livello locale e, forse, si è solo mostrato titubante nel riferire in maniera veritiera un'esperienza che potrebbe essere davvero ufologica. D'altronde, anche noi ufologi, che prima degli altri ci siamo esposti pubblicamente, lo sappiamo bene quanto sia stato difficile superare l'ostacolo della diffidenza iniziale verso coloro che sono confinati nella mancata esperienza ufologica.

 

11 - Il seguito del racconto: solo un sogno?

 

Il seguito dell'esperienza del marito si rivela, dunque, davvero interessante e, se anche confinato in un sogno, rivela impressionanti analogie col racconto fattomi dalla moglie che, come si è visto, non ho voluto rivelargli, per non influenzarlo e per avere almeno un metro di paragone.

«Quella sera, dopo l'esperienza della luce che ha illuminato tutto il paesaggio a giorno, sono andato a letto assai scosso ed ho fatto un sogno inquietante. nel sogno mi trovavo nel luogo in cui avevo visto quella luce la sera precedente. Poi, all'improvviso, ho visto una luce enorme scendere a terra, per poi diradarsi e lasciare al suo posto un Ufo enorme: sembrava grande come un paese poiché prendeva tutti i campi di fronte a me. Era sormontato da un'immensa cupola trasparente, simile ad una campana di vetro e se ne stava sollevato qualche metro da terra quando, all'improvviso, ho visto discendere una scala di luce dalla parte inferiore ed ho iniziato, con un po' di timore, a salirla.

Giunto alla sommità, mi sono trovato in un'area a forma di tunnel, completamente illuminata da una luce assai chiara, che sembra va uscire da ogni poro delle pareti circolari. Ho udito allora, assai distintamente, un ronzio sottile ma continuo che, unito alla luminosità insolita mi ha provocato un forte senso di inquietudine, accompagnato dal desiderio di scappare ma, allo stesso tempo, dalla curiosità di sapere. Così mi sono girato di lato ed ho iniziato ad osservare meglio l'ambiente interno della stanza di quell'Ufo: ho visto distintamente che tutto all'intorno vi erano solo tanti pannelli multicolori e il tutto dava l'dea di essere assai simile ad una sala-comandi di un centro radar.

Poi, quasi avvertendone prima la loro presenza, mi sono girato un altro po' ed ho notato che due esseri altissimi e silenziosi, che se ne stavano in piedi, a poca distanza da me, ad osservarmi. Un terzo essere, del tutto simile agli altri due, se ne stava seduto fra di loro, dandomi l'impressione che fosse il comandate poiché ho pensato, data la posizione, che fosse ai comandi. Credo anche di aver parlato con loro ma non ne sono certo poiché più che udire la loro voce pronunciata, ho avuto l'impressione che mi risuonasse nella mente: ora penso che nel sogno mi parlassero mentalmente. Ricordo che mi hanno riferito di diverse loro basi segrete sparse per il nostro Sistema Solare e ben tre di esse si trovavano quaggiù, sul nostro pianeta: una in mare e due sulla terra ferma».

Del seguito del sogno ho ricordi confusi e non so come ma mi sono ritrovato a discendere la scala di luce che avevo salito per entrare all'interno dell'Ufo che, subito dopo, è ripartito repentinamente, scomparendo nel buio della notte in un battibaleno».

 

12 - Una manifestazione di levitazione magnetica?

 

Qui ha termine il racconto del sogno del signor E. ma le cose che deve narrarci, riguardo questa esperienza che lo ha visto coinvolto con la moglie ed il figlio, non sono ancora terminate per cui desidera aggiungere un particolare che, davvero, non è di poco conto. Così prolunga la sua dichiarazione facendomi sapere che nel periodo di fine aprile vi sono dei lavori agricoli fissi per chi abbia delle coltivazioni di barbabietole, in quanto occorre diradarle.

E sua madre, assieme ad altre donne, il lunedì mattina successivo alla vicenda, andando nei campi a zappare proprio nel luogo interessato dalla "luce enorme", ovvero nella località "La Prospera", posta al limite destro della località "Il Cagnetto", ha vissuto un'esperienza irripetibile e sconvolgente. Una delle donne in sua compagnia, dopo un po' che aveva iniziato i lavori di diradamento delle piantine, ha sentito il bisogno di levarsi il largo cappello di paglia e di appoggiarlo a terra, sul prato a lato del fossato. Ma anziché appoggiarsi al suolo in orizzontale od obliquamente, il cappello se ne stava letteralmente sollevato dal suolo. Immediatamente tutte le altre donne che indossavano il cappello hanno provato ad eseguire la stessa mossa e per tutte si è avuto il medesimo comportamento, che poi sarebbe durato per tutta la giornata lavorativa e si sarebbe protratto ancora per diversi giorni.

Siamo chiaramente di fronte ad un fenomeno di levitazione di oggetti, che rimangono sollevati o si sollevano in aria senza mezzi naturali apparenti, grazie ad una forza che contrasta la gravità senza che siano intervenute forze fisiche evidenti, in quanto l'azione della forza o della spinta sui cappelli era evidente nell'effetto ma non nella modalità esecutiva. Potrebbe, però, anche essersi trattato di levitazione magnetica, sempre per la stessa ragione, in quanto il cappello era sospeso sul terreno senza un supporto evidente oltre ad un campo magnetico evidentemente assai forte.

Ora, poiché la forza elettromagnetica viene usata per contrastare gli effetti della forza gravitazionale, verrebbe da supporre che laggiù, in un luogo sperduto e sconosciuto ai più, ma ricco di storia e di reperti archeologici, in un giorno qualsiasi e in una notte senza significato, qualcosa di misterioso sia sceso dal cielo per un motivo a noi ignoto e, dopo aver illuminato il paesaggio a giorno, se ne sia ripartito in meno di un minuto, sconvolgendo la vita di due tranquilli pensionati che stavano facendo ritorno alla loro abitazione in compagnia del figlio e lasciando sul terreno una forza misteriosa, forse di natura magnetica.

 

13 La nostra indagine: dal nulla alla sfera di luce

 

   Già il giorno seguente, ovvero domenica 18 maggio 2008, sono già sul luogo dell’avvistamento ma le indicazioni ricevute si mostrano subito carenti: la località “Il Cagnetto” si mostra assai estesa ed i curvoni subito dopo l’incrocio per Scortichino sono due, per cui mi limito a scattare foto panoramiche di tutta la zona ed a scrutarmi in giro nella speranza di trovare qualcuno che abiti nelle vicinanze. C’è un’unica abitazione: “La Prospera”, situata nell’omonimo sito archeologico ma i proprietari non abitano qui e demandano i lavori ed il controllo generale della tenuta al proprio fattore che, in quel momento è assente. Inizio allora ad avvicinarmi ai vari campi, posti sulla destra rispetto alla direzione Burana-Bondeno, con l’obiettivo di verificare la presenza o meno di campo, segnalata dalla scritta “Ricerca rete”, sia a livello del terreno che ad altezza di persona e anche per verificare il perdurare o meno di fenomeni elettromagnetici; ma non accade nulla ed il telefonino riceve regolarmente la mia rete Vofafone, sia a livello del suolo che ad altezza di persona.

   Al venerdì sera 25 maggio 2008, anziché fare la consueta riunione settimanale nella nostra sede, mi reco nella zona del Cagnetto in compagnia di Sante Zanella, un ottimo collaboratore, sempre disponibile ed esperto di rilevazioni e fotografia all’infrarosso, essendo stato questo uno dei suoi ambiti lavorativi prima di andare in pensione qualche anno fa, per effettuare uno sky-watch notturno informale, di pura osservazione.

   Abbiamo con noi un binocolo a testa, tre apparecchi fotografici digitali ed una telecamera ma, ovviamente, il nostro obiettivo primario è quello di verificare la presenza di traffico nella fascia oraria 24.00 – 13.00, onde poter fare un paragone tra la domenica sera indicata dai testimoni ed il venerdì sera, giornata di massimo traffico settimanale nelle nostre zone.

   La notte è bellissima ma decisamente freddina e, in quei luoghi così di aperta campagna, anche molto ventosa. Trascorriamo il tempo ripassando a memoria tutta la vicenda, per tentare di trovare appigli o anche “buchi” nella narrazione della famiglia R. e ci soffermiamo sulla versione del signor E., il quale ci ha fornito una versione sostanzialmente simile a quella della moglie ma ha voluto distinguere la vicenda in due momenti: uno possibile ed inattaccabile (l’illuminazione a giorno, forse causata da un meteorite, ma del quale nessun giornale locale ha dato notizia nel periodo da noi ipotizzato) ed uno ufologico (per lui si è trattato del sogno dell’Ufo ma per la moglie, invece, dell’atterraggio vero e proprio di un enorme Ufo).

   Tra una riflessione e l’altra, la nottata trascorre abbastanza in fretta, senza che nulla di interessante accada, per cui ne approfittiamo per scattare diverse foto, con e senza il flash, ma che poi, alla successiva analisi al computer, non mostrano alcunché di interesse ufologico. La nostra verifica sul traffico locale in quella fascia oraria mostra, invece, che nel momento di massimo traffico (22,30 – 23,30) si ha il passaggio di un veicolo ogni 10 minuti circa mentre dalle 23,30 alle 00,30 sono transitate solo tre vetture ed una motocicletta. Il fatto non è strano ma logico poiché questo luogo si trova in una posizione abbastanza defilata e di lì transitano solo coloro che hanno interessi o su Burana o su Gavello, due piccole comunità ferraresi. Così poco prima dell’una di notte, vista la diminuzione progressiva di traffico, decidiamo di far rientro. Non avendo avuto riscontri di alcun tipo, decidiamo di soprassedere con gli sky-watches e di iniziare a mettere su carta i dati fino ad allora raccolti.

   Domenica mattina 7 settembre 2008, riprendiamo l’attività di sky-watch e mi reco sul luogo sempre in compagnia di Sante, per una nuova attività di indagine mirata su eventuali testimoni. Ne incontriamo due: il custode della possessione “La Prospera” ed il proprietario dell’unica abitazione posta proprio di fronte al sito dove, secondo i testimoni, sarebbe avvenuto il fatto. Entrambi, però, non ci sono di minimo aiuto per tentare di ricostruire la vicenda sotto altra luce e dichiarano di non aver avuto alcuna notizia al riguardo. Pur rimanendo una attimo perplessi, poiché le loro risposte sono immediate e senza quell’attimo di riflessione che viene di solito speso, rileviamo un generale senso di titubanza nell’esporsi più di tanto e la sola notizia positiva che ricaviamo dalle interviste, ma che già avevamo da tempo in quanto moltissimi iscritti al CUF sono grandi appassionati di archeologia locale, riguarda il fatto che tutta la zona, essendo di natura archeologica, è frequentata principalmente da cercatori di monete e di monili di epoca romana, che si recano colà muniti di metal detector. Non è molto, ma sappiamo che qualche altra persona, oltre ai residenti, potrebbe portare interessanti testimonianze qualora leggesse questo articolo.

  Decidiamo così di concludere l’indagine facendo un ultimo tentativo e fissiamo venerdì 12 settembre 2008 la data dello sky-watch a Scortichino. Questa volta, però, la fortuna ci arride. E che fortuna! Arriviamo sul luogo attorno alle 22,30 ed iniziamo a posizionare le attrezzature. La notte è stupenda ed in quel momento il cielo sopra di noi appare decisamente sereno; solo sulla linea dell’orizzonte, verso ovest-sud-ovest, notiamo nuvole importanti che sembra si stiano lentamente avvicinando. Abbiamo con noi i soliti binocoli, le solite macchine digitali e la solita telecamera. Tutto è pronto ma, per ogni scrupolo, controlliamo ancora una volta la macchina fotografica posizionata sul tetto dell’auto, per verificarne la stabilità sul cavalletto: è una Kodak con zoom ottico da 5x e con estensione della definizione fino ad 8 milioni di pixel.

   Dopo aver preparato il tutto ed esserci ben sistemati, iniziamo ad osservare con attenzione il cielo tutto intorno. Lo spettacolo è esaltante e la scintillazione di molte stelle, pur non avendo nulla a che fare con l’ufologia, è davvero un fenomeno meraviglioso. Vediamo anche alcuni fari di aerei, sbucare dalla linea dell’orizzonte e prendere diverse direzioni.

  Poi, all’improvviso, verso le 23,15 accade l’incredibile. Sante, che sta scrutando il cielo girato nella direzione opposta alla mia (siamo messi di spalle l’un l’altro, cosicché da coprire il massimo di cielo), mi urla con tutta la voce che ha in corpo:«Guarda! Guarda! Guarda lassù! Cos’è quella cosa che si muove?». Mi giro e cerco di seguire la direzione che egli mi indica con l’indice della mano destra. All’inizio fatico un poco ad inquadrare subito la zona di cielo indicata ma poi, dato il vistoso fenomeno che sta accadendo, noto anch’io ciò che sta svolgendo davanti ai nostri occhi.

   Ciò che vediamo dà l’impressione di essere indubbiamente qualcosa di artificiale che si sta muovendo all’impazzata, seguendo movimenti diversi ed incredibili: vediamo una luce sola, di una luminosità inferiore a quella delle stelle, che si sta muovendo velocissima, con un movimento decisamente zigzagante, assai simile alla dentatura di una sega da legno. Pensiamo subito ad un aereo ma sappiamo bene che l’ipotesi non tiene poiché esso presenta solitamente luci intermittenti, di vari colori ed un moto che si può sostanzialmente definire rettilineo. Inoltre, proprio in quel momento vediamo giungere dalla stessa direzione della luce un vero aereo, probabilmente di linea o commerciale, che raggiunge e supera la luce che sta continuando a muoversi nella maniera suddetta; e proprio nel momento del superamento, vedendo il piano del cielo, quello delle stelle e quello dell’aereo, capiamo che la luce si trova al di sotto di esso, il quale sta verosimilmente volando ad una quota compresa fra gli 8.000 ed i 12.000 metri. Facciamo così un’importante deduzione: quella luce si trova ad una quota che è decisamente inferiore agli 8.000 metri ma non possiamo dire di quanto poiché manca ancora un termine di paragone più attendibile.

   Scartiamo dunque subito l’ipotesi della I.S.S. (International Space Station), data la valutazione che abbiamo fatto della quota ma prendiamo in considerazione la possibilità che si possa trattare di un satellite impazzito, in fase di caduta durante il rientro in atmosfera. Così pensiamo all’ipotesi-satellite in quanto essi appaiono, anche in virtù della loro colorazione, di varie tonalità: la principale è certamente bianca ma non è raro osservarne giallognole e rossastre. Noi sappiamo che lassù ci sono “satelliti-flashing” che ruotando su più assi, a causa o di campi magnetici o di gas espulsi o di semplice interazioni atmosferiche, generando veri e propri bagliori che assumono pertanto la caratteristica dell’irregolarità.

   Sappiamo poi che vi sono i loro cugini più prossimi, ovvero i “satelliti-flaring”, assimilabili alla classe degli Iridium della Motorola, già deputati alla comunicazione ma oggi praticamente quasi tutti obsoleti; essi sono dotati di tre antenne riflessive e di due grandi pannelli solari e se ne rimangono in assetto verticale rispetto alla superficie terrestre per cui, rispetto al punto di osservazione, ogni volta che si crea un’angolazione favorevole fra chi osserva il cielo in quel momento, il satellite che sta transitando e l’incidenza dei raggi solari, viene a determinarsi un flare che, spesso, è luminosissimo e si può prolungare anche venti secondi sotto forma di importante bagliore centrale e lunga striscia luminosa che lo taglia al centro, fuoriuscendo ai lati anche per diversi chilometri. Ovviamente, date le caratteristiche della manifestazione luminosa, la cosa viene immediatamente scartata.

   A questo punto prendiamo in considerazione i “satelliti-militari” e fra i tanti (Lacrosse, SDS o Satellite Data System, Cosmos) pensiamo principalmente ai N.O.S.S. (Naval Ocean Surveillance System), solitamente in formazione di tre ma anche di due, accompagnati da un satellite più piccolo, sono spinti da veri e propri razzi direzionali ed operando su orbite molto alte, fortemente ellittiche, sono deputati alla localizzazione ed al tracciamento delle imbarcazioni in mare aperto. Anch’essi, dunque, non rientrano nella tipologia di luce che stiamo osservando.

   Alla fine, dunque, non ci resta che pensare a qualcosa che sta precipitando a terra e pensiamo, ovviamente, alla spazzatura spaziale, ovvero detriti o satelliti fuori controllo che hanno come unica peculiarità quella di cadere un po’ dove capita, seguendo una traiettoria di caduta decisamente affidata al caso. Ora, di tale spazzatura non si può, ovviamente, sapere molto tuttavia qualcosa di importante, almeno ai nostri fini ufologici, si sa; ad esempio, sappiamo che molti satelliti sono fatti ammarare in maniera controllata e si sa anche che per quelli fuori controllo, al momento del loro rientro in atmosfera si genera comunque, quasi sempre, una scia inonizzata, assai simile alla scia di condensazione lasciata dagli aerei. Dunque, per le cose che sappiamo, siamo portati ad escludere anche quest’ultima possibilità poiché il rientro della spazzatura satellitare dovrebbe avvenire certamente a velocità assai sostenuta ma con moto decisamente rettilineo.

   A questo punto ne siamo pressoché quasi certi: il fenomeno che stiamo osservando non ha nulla a che vedere con gli aerei e con i satelliti artificiali in quanto ciò che sta accadendo davanti ai nostri occhi, ma sarebbe meglio dire “davanti ai nostri binocoli” 10 x 50 (dieci ingrandimenti per 50 millimetri di apertura), non rientra tra i canoni delle cose normali che si possono osservare in cielo. Vediamo assai bene che quella luce si comporta in maniera del tutto anomala e comprendiamo benissimo che forse siamo di fronte ad un fenomeno che potrebbe avere una natura ufologica; così la nostra agitazione si mescola in egual misura all’emozione di chi sta, forse, per vivere un evento unico.

  Abbiamo escluso, dunque, ogni tipo di satellite artificiale e perfino la spazzatura spaziale in fase di rientro incontrollato sulla Terra: lassù stiamo osservando una luce che ha già compiuto almeno una ventina, se non di più, di salite e discese repentine: sempre più in alto e  sempre più in basso, percorrendo distanze sempre maggiori in tempi brevissimi; distanze che, se quantificate, dovrebbero essere di almeno alcuni chilometri per ogni “tratto seghettato”, sia di discesa che di risalita. Quella luce, poi, osservata dietro alle lenti dei nostri binocoli, non emette scintille, né brillamenti, né fuochi, né scie luminose e nemmeno si odono in maniera distinta fischi o rumori più o meno cupi.

   Essa si muove semplicemente in maniera autonoma e seghettante poi, all’improvviso, inizia una lunga manovra semicircolare di discesa, da destra a sinistra rispetto al nostro punto di osservazione, quindi da est verso ovest. Per un bel po’ smettiamo di vederla e se ne scompare del buio della notte per alcuni secondi: forse quattro o cinque, data la velocità di caduta, o anche di più. O forse smettiamo di vederla poiché continuiamo ad osservare la zona di cielo in cui si stava muovendo. Infatti, poco dopo, girandoci entrambi verso ovest, notiamo una luce davvero impressionante e vicinissima, che si trova di fronte a noi all’altezza 15-20° sulla linea dell’orizzonte visivo; è pressoché appena al di sopra della linea delle cime degli alberi, per cui ipotizziamo che si trovi ad una distanza non superiore ai 5 chilometri poiché sappiamo che l’orizzonte visivo, per una persona di altezza media attorno al metro e settanta, si trova ad una distanza di circa 4,5 km.

   Certo, a questo punto, potrebbe anche trattarsi di un aereo di linea in fase di decollo ma l’ipotesi cade miseramente nel vuoto allorché la luce, divenuta a questo punto assai più grande, ci trasmette l’impressione di alzarsi sulla nostra verticale per poi ridiscendere di nuovo verso di noi. Siamo eccitatissimi per l’incredibile fenomeno che stiamo osservando e ci urliamo l’un l’altro nelle orecchie, parole e frasi che sono più dei versi di stupore che altro, spesso ai limiti della comprensione tanto vengono gridate con forza, consci entrambi che la luce potrebbe davvero anche essere una di quelle sfere di luce di cui leggiamo i resoconti.

  Gli istanti si susseguono emozionanti e terribili ad un tempo e solo quando mi rendo conto che potrebbe nascere un pericolo per la mia incolumità fisica mi riparo dietro l’auto e, così facendo, mi ricordo di aver posizionato la Kodak sul tetto dell’auto. Mi ravvedo un attimo, mi alzo e controllo: c’è ancora ma non so se farò in tempo ad attivarla. Quella notte, però, la fortuna è con noi perché quella luce, che appare ormai più simile ad una sfera luminosa che non ad un apparecchio illuminato, giunta nei nostri pressi rallenta vistosamente, fin quasi a darci l’impressione di fermarsi. Non pulsa più di tanto come si legge spesso nei racconti dei testimoni e, comunque, la sue eventuale pulsazione non va oltre l’impressione dettata dall’emozione di quei magici istanti; non aumenta nemmeno di intensità luminosa e non emana nessun tipo di radiazione chiaramente distinguibile: è semplicemente una luce sferica color arancio cupo, che emana una luminosità diversa nella parte più centrale e che, più tardi, grazie allo zoom digitale 25x della nostra Kodak, scopriamo essere una zona a forma romboidale irregolare, più scura ma non nera.

   Non riusciamo a valutare la distanza ma concordiamo che sia vicinissima: sempre in preda all’emozione, prima ipotizziamo la distanza in alcune decine di metri ma poi, confrontandoci a mente più serena e a fenomenologia conclusa, entrambi concordiamo che sarà stata ad un centinaio di metri ma non oltre: il quei momenti è comunque dannatamente vicina e la vicenda ci trasmette molta più paura ed angoscia che gioia ed entusiasmo.

  Fatto sta che, finalmente, ma con grande tensione, provo ad accendere la Kodak e, neanche a farlo apposta, non ci riesco poiché l’agitazione altissima mi fa posizionare per ben tre volte il selettore su altre posizioni diverse dall’accensione. Così mi accuccio con la schiena allo sportello dell’auto per tentare di risolvere il mio problema mentre Sante se ne sta in piedi, di fianco alla stessa auto e tiene sotto controllo il movimento della sfera di luce. Alcuni istanti dopo, ritrovata la calma, riesco finalmente nel tentativo. Non provo nemmeno ad agire sul menù della definizione e decido di accettare quello che la macchina fotografica aveva impostato in quel momento di default, che avevo già preparato prima di posizionarla sul tetto e che ognuno potrà agevolmente leggersi sul file exif.

   Finalmente mi rialzo, appoggio il cavalletto con la macchina fotografica sul tetto ed inquadro per bene la luce che sembra quasi ferma dinnanzi a noi, questa volta ad almeno 45 o 50° rispetto alla linea dell’orizzonte. Sto già per scattare la prima foto quando, sudato come poche altre volte, mi ricordo che se lo facessi rischierei di fare una “foto mossa”, a causa del movimento di pressione che il dito esercita sul pulsante. Sono attimi concitatissimi ma spingo sul selettore del menù di scatto e, con due brevi pressioni, riesco ad impostare la posa ritardata di due secondi: è fatta. Tutto avviene con semplicità ma, miracolosamente, dentro al tempo di attesa che quella sfera luminosa ha deciso di concederci. Purtroppo, eseguito il primo scatto, non c’è più tempo per scattare un’altra foto in quanto abbiamo l’impressione che essa si defili di parecchi metri, forse decine o anche centinaia, tanto che se ne scompare repentinamente, inghiottita certamente dal buio della notte.

   Riaccendo la Kodak, nel frattempo spentasi automaticamente e rivedo l’ultimo scatto: c’è una sfera luminosa vera e propria e l’emozione va alle stelle. L’immagine è bellissima e nitida. Abbiamo immortalato una sfera luminosa, di color arancio cupo e pressoché immobile. Ora sembra tutto finito. Siamo agitati e tesi come non mai. Entrambi abbiamo il respiro in maniera concitata e, pur grondando sudore, siamo felicissimi. Continuiamo ad osservare il cielo tutto attorno, nella speranza, almeno questa volta, che non ci sia più nulla di altrettanto sconvolgente. Ci rigiriamo di continuo e ci parliamo a distanza. Non siamo più sicuri di nulla. Poi, gradualmente, ritorniamo alla normalità e ci riprendiamo. Apparentemente siamo calmi e sereni ma di dentro, almeno per me, è un inferno di gioia e paura per quel che avrebbe potuto accaderci. In quegli attimi non si pensa ad essere tecnici della ripresa, a scattare in serie o a filmare con tranquillità. Si pensa solo a fare la cosa più semplice ed immediata: una sola fotografia, ma anche quel semplicissimo gesto, come si è visto, può rivelarsi un’autentica impresa.

   Ora sono sereno e so che esistono oggetti volanti e luminosi, di forma sferica, che si muovono liberamente nella nostra atmosfera, forse guidati fisicamente da qualcuno o autonomi nel loro comportamento o controllati a distanza in maniera simile alle nostre sonde spaziali. Credo, inoltre, che questi oggetti volanti simili a sfere luminose appartengano ad un’aviazione non terrestre poiché la velocità spaventosa usata da quella sfera nel coprire le distanze che abbiamo visto con i nostri occhi non è ancora una variabile aeronautica in possesso della tecnologia spaziale di cui la gente comune sia venuta a conoscenza.

 

 

13 - Altre storie di Scortichino: la luce rossa lungo il fiume Panaro

 

Grazie alle ricerche di Gianfranco degli Esposti ed alla catalogazione di Alfredo Lissoni (Documenti catalogati al n° 4096, al n° 4096/A e al n° 4096/B), in quanto noi del CUF all'epoca non eravamo ancora operativi, sappiamo che il quotidiano ferrarese "La Nuova Ferrara", in data 3 aprile 1990, riportava la notizia di seguito riferita in sintesi.

Il 22 marzo 1990, a Scortichino, frazione di Bondeno (FE), verso le 19:15, uno studente udì un fortissimo rumore che lo indusse ad urlare, facendo così accorrere la madre e la nonna che si trovavano al piano superiore della casa, a guardare la televisione regolata a volume altissimo.

Affacciatesi alla finestra, esse ebbero modo di notare subito una luce rossa, procedente a mezz'aria, in direzione sud, verso il Panaro, con un moto assai lento. Più tardi una quarta testimone dichiarò di essere stata scossa, alle 20:55, da un assordante fragore che fece tremare i vetri delle finestre e la costrinse ad uscire all'aperto per accertarsi di che cosa si trattasse. Dal cortile di casa poté agevolmente scorgere "una palla rossa, praticamente ferma a poche centinaia di metri dalle cime degli alberi, che stava emanando un'intensa luce. Nel frattempo la vibrazione continuava ad aumentare, producendo un fracasso simile a quello di un'auto in accelerazione su forte pendenza. Il fenomeno ebbe una durata di circa dieci minuti e si concluse con l'allontanamento definitivo di quella palla rossa verso il Panaro. Infine, un quinto testimone riferì di aver visto, attorno alle 21:30, una luce molto brillante, in movimento a bassa quota, con moto lento ed uniforme, in direzione di Bondeno (FE), lungo il corso del Panaro.

 

14 - Strane tracce al suolo

 

Su Notiziario Ufo di novembre 2008 (Anno XLII, n° 162, Acacia Edizioni srl) è apparso un interessantissimo articolo a firma del prof. Gianfranco degli Esposti e del dott. Giorgio Pattera, riguardante il rinvenimento a Scortichino di Bondeno (FE), in un fondo agricolo di proprietà della signora G. C., di strane tracce al suolo, seminascoste fra le piante di un appezzamento di frumento.

Il fenomeno, segnalato al prof. Degli Esposti il 15 maggio 2008 (da notare la singolare concomitanza con la data del 17 maggio 2008, in cui ricevetti la visita della signora L., la quale mi narrò della vicenda dell'enorme Ufo notturno), era rappresentato da una zona di terra ellittica, del diametro di circa 2 m, posta alla distanza di circa 3 m dalla carraia che costeggiava la coltivazione. Tutta la parte interna di questa modesta area di terra, che si presentava come "cotta e più indurita della terra circostante, mostrava una piccola depressione ed era del tutto priva di piantine.

Ma la cosa più strana era rappresentata dal fatto che risultavano ben visibili cinque fori tubolari, profondi dai 60 ai 70 cm e con diametro variabile dai 5 ai 10 cm. In alcuni di essi era ben visibile, lungo tutta la parete interna, una scanalatura elicoidale destrorsa, ovvero in senso orario, paragonabile a quella lasciata dalla punta di una trivella.

Eseguita una prima analisi generale della zona appena circostante, non furono rinvenute né tracce di camminate, né tracce di steli eventualmente asportati e né tracce di terreno rimosso dalla zona interessata dai fori. Nella zona più prossima, inoltre, non furono rinvenute nemmeno tracce recenti di pneumatici o di piante erbacee allettate dall'eventuale calpestio.

Il prof. Gianfranco degli Esposti, attenendosi al protocollo indicato dal dott. Giorgio Pattera, eseguì tre tipi di prelievi: un primo campione di terreno della zona interessata dai fori, un campione di steli di grano posto nella più immediata vicinanza al terreno privo di piantine ed un secondo campione di di terreno della zona non interessata dal fenomeno, in un'area lontana ed integra. Tali campioni furono affidati alla proprietaria del campo, la quale li custodì fino al 19 maggio 2008, data in cui li consegnò al signor D. A., maresciallo in congedo dell'Aeronautica Militare Italiana nonché membro dell'associazione "Galileo", il quale provvedeva a trasportarli al dottor Giorgio Pattera, rappresentante del CUN di Parma e responsabile scientifico del CUN nazionale.

Nel frattempo, il dott. Degli Esposti, dopo aver appreso dalla proprietaria del fondo che tutta la zona risultava scarsamente abitata, fece due deduzioni logiche: doveva essere assai bassa la probabilità che qualcuno avesse potuto notare qualcosa per cui sarebbe stato praticamente impossibile tentare di dare una data esatta a quelle strane tracce. Seppe, comunque, due particolari interessanti: a fine marzo, in occasione del trattamento alle coltivazioni, nessuno notò nulla di strano ma attorno al 10 aprile l'addetto allo sfalcio dell'erba dalla carraia, deputata al transito dei mezzi agricoli, riferì dello strano evento.

Gli esami condotti sui campioni prelevati non hanno fornito indicazioni particolari che lascino supporre un collegamento con qualcosa di "non terrestre" per cui non si è riusciti a dare una spiegazione logica ed esaustiva del fenomeno. Per tale motivo, non si può andare oltre l'ipotesi che una fonte assai modesta e circoscritta di energia termica possa prima aver colpito dall'alto la zona interessata, dissecando prima la vegetazione e poi disidratando il terreno che le ospitava, lasciando tuttavia un punto interrogativo almeno su alcuni dei cinque fori tubolari.

 

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

23.05.2008

Madonna Boschi

Un Ufo e una sfera

Fonte della notizia: CUN Ferrara

Provenienza delle immagini: dall'archivio del CUN Ferrara

Testimoni: una persona

Commenti: commenta la notizia specificando il titolo della presente news

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

Prefazione

Durante uno sky-watch diurno, effettuato nella campagna di Madonna Boschi (FE), ad un paio di chilometri dal C.O.F.A. di Poggio Renatico (Comando Operativo Forze Aeree), si è riusciti ad osservare in pieno giorno le incredibili e velocissime evoluzioni di uno stranissimo oggetto volante, la cui forma non ricordiamo di aver mai visto né nei testi classici di ufologia né fra i prototipi degli x-planes conosciuti.

 

La forma dell'Ufo

Sembrava come se fosse composto composto di due parti, a forma di ali di insetto, staccate nella parte posteriore e riunificate in quella anteriore. Come si può osservare dai particolari ingranditi, sembra anche di notare una specie di fusoliera (carlinga) nella parte inferiore poiché si nota distintamente un'ombreggiatura; tuttavia, avrebbe anche potuto trattarsi del risultato della luce solare che, provenendo da destra (ovest) all'inizio del tramonto, andava ad impattare contro le "ali" del presunto Ufo.

 

La modalità di volo dell'Ufo

Ora, desideriamo illustrare un interessante particolare dell'avvistamento, riguardante il modo decisamente inusuale che aveva di volare quello strano oggetto: non procedeva in avanti, come un normale aereo o un missile o un razzo, ma si spostava lateralmente, muovendo assai velocemente nella mia direzione, con una manovra che solo gli elicotteri dovrebbero essere in grado di eseguire.

 

La zona dell'avvistamento

A dir il vero, lo sky-watch non era ancora iniziato e mi stavo semplicemente dirigendo in una zona dove, da tempo, continuiamo a registrare e a pubblicare, con tanto di foto, le segnalazioni sia di strani oggetti fusiformi o sigariformi sia di oggetti luminosi, a forma di sfere singole o a coppie o in autentiche formazioni: la campagna di Santa Maria Codifiume, ultimo lembo di terra ferrarese ai confini con la provincia di Bologna, direttamente sulle sponde del fiume Reno. Di questa vastissima area sappiamo anche di recentissime manovre militari aeree, compiute a più riprese da ottobre ad oggi, sia diurne che notturne, nel corso delle quali sarebbero stati testati nuovi tipi di flares luminosi, forse da impiegare sui teatri di guerra.

 

Le modalità dell'avvistamento

   Dunque, è avvenuto che mentre mi stavo dirigendo nel luogo suddetto, tenevo di continuo monitorato il cielo dinnanzi a me poiché mi stavo avvicinando ad una zona della campagna di Madonna Boschi (Vigarano Mainarda) dove, il 7 agosto 2005 avevamo avuto la segnalazione da parte di due intere famiglie, per un totale di sei persone, di un'enorme ammasso luminoso, composta da centinaia di luci, a forma trapezoidale rovesciata, che aveva roteato per oltre mezz'ora attorno al proprio ipotetico asse, ad una quota. All'improvviso, quasi dinnanzi a me, leggermente spostato verso sinistra, ad un'altezza apparente di alcuni chilometri al di sotto delle ordinarie linee di volo degli aerei commerciali (8.000 - 10.000 metri), ho notato un oggetto dalla forma e dal colore insoliti che, anziché procedere in maniera lineare "procedeva di traverso", ovvero lateralmente ed era diretto nella mia direzione, provenendo da Sud-Est; a causa di tale movimento, la prima impressione è stata quella che si stesse ingrandendo sempre più. Forse è stato proprio quest'ultimo particolare che più di ogni cosa ha attirato la mia curiosità e, pur non avendo capito subito di che cosa si trattasse, ho avuto la netta sensazione che fossi davanti a qualcosa che era certamente singolare. A dir il vero, ho anche sospettato di un gigantesco aquilone poiché, dalle nostre parti, il 25 aprile organizziamo la festa degli aquiloni e prima e dopo di quella data se ne vedono davvero di ogni forma e di ogni colore.

 

L'apparecchio fotografico

Ad ogni modo ho pensato che fosse bene bloccare l'auto sul ciglio della strada e dare una controllata. Ovviamente l'agitazione stava crescendo e mentre compivo la manovra di parcheggio ho trovato sia il tempo di accendere le luci lampeggianti sia di aprire il vano portaoggetti dell'auto, che si trova sotto al sedile di guida (Fiat Stilo). L'ho estratto verso l'esterno e, dopo aver frugato velocemente al suo interno, ho afferrato in tutta fretta la prima macchina fotografica digitale che ho toccato: era la cara, vecchia Trust 750 LCD PowerC @M zoom, da 3 milioni di pixel. Sempre con una sola mano, poiché non avevo ancora concluso il parcheggio, l'ho sfilata dalla custodia ed ho subito fatto per accenderla. Purtroppo, la concitazione del momento, unita ai bruschi movimenti e alla manovra con una mano sola, ha provocato l'apertura dello sportello laterale contenente le due pile dell'alimentazione e la loro fuoriuscita dalla sede.

Per quanto possa sembrare ai limiti del credibile è andata proprio così: una delle due pile si è infilata sotto al sedile del passeggero e per trovarla sono dovuto scendere dalla mia parte, andare dalla parte del fosso, aprire la porta dei passeggeri e cercare quella benedetta pila. Dopo pochi secondi di ricerca l'ho individuata e l'ho subito inserita nell'apparecchio che si è immediatamente acceso (Meno male, un po' di fortuna!).

 

Due riflessioni sulla "facilità" degli altri

A volte, leggo di persone che mentre stanno girando tranquillamente per strada, in auto o in moto o in camion, con la macchina fotografica ben a portata di mano, notano uno strano oggetto in cielo e, come se niente fosse, dopo che magari anche anche esclamato:«Toh, un Ufo! Aspetta che me lo fotografo!» lo fotografano serenamente, lo controllano al più presto al computer e dopo uno o due giorni ci ritroviamo la notizia e la foto segnalate ad un quotidiano o ad un sito Internet. Altri ancora che girano come se niente fosse con la telecamera a portata di mano, sempre ben carica e pronta all'uso; poi, all'improvviso, arrivano delle luci o degli oggetti misteriosi e loro filmano il tutto come se niente fosse e poi inoltrano la segnalazione a siti come il nostro e anche di più famosi.

 

Due riflessioni sui nostri "impedimenti"

 Per me, invece, e per noi del centro in genere, la realtà è ben diversa. Tante volte mi ritrovo le due macchine fotografiche digitali assolutamente scariche: eseguo il primo scatto ma non viene registrato e caricato in memoria perché la macchinetta si spegne: era scarica. Mi viene da dire qualche parolina ... ma tant'è, non risolvo nulla.

  Altre volte, credendo di vedere qualcosa di interessante, corro in casa se sono nei pressi o corro verso casa se mi trovo a poca distanza ma quando prendo la telecamera me la ritrovo con la batteria del tutto scarica. Così, pur avendo preso la buona abitudine di tenerla fuori dalla custodia, spesse volte, la sera, mentre guardo la TV o lavoro al computer o sto con la famiglia, metto l'apparecchio in carica. Beh, volete saperlo? Nonostante tutto ciò, quando ne hai bisogno immediato è rarissimo che non mi trovi in una situazione di KO totale.

 

Le due foto

  Ad ogni modo, ritornando all'avvistamento, pur nell'apparente sfortuna iniziale, dopo aver acceso l'apparecchio mi sono accorto che era già impostato sulla massima definizione. Così ho ritrovato una fiducia enorme perché ho pensato che la sfortuna fosse davvero solo apparente. Infatti, ho eseguito il primo scatto. Servono almeno cinque o sei secondi perché esso venga registrato, immagazzinato in memoria e la macchina sia di nuovo operativa per un secondo scatto. D'altronde, la macchinetta è del 2003 e fa quello che può.

   Se penso che avevo anche una nuovissima Kodak C875, da 8 milioni di pixel, dotata di zoom ottico 5x e obiettivo Schneider 37-185, sempre in quel benedetto cassetto, sotto al sedile di guida, mi mangio quasi le mani dalla rabbia di non averla afferrata. Mentre scattavo con la Trust ho pensato che avrei anche potuto prendere la Kodak ma poi la paura di perdere quegli attimi così preziosi mi ha indotto a continuare così.

Comunque ce l'ho fatta: quando la macchinetta è stata pronta per la seconda foto, lo strano oggetto, che non emetteva alcun tipo di rumore, aveva di poco superato il cielo di fronte a me, in quanto si spostava in avanti ma, come specificato, con un movimento laterale. Così ho avuto il tempo di inquadrarlo e di eseguire un secondo scatto alle condizioni temporali precedenti.

 

Il tentativo di filmato

Mentre attendevo il tempo di carica e di memorizzazione, dopo aver controllato la situazione delle pile sullo schermo, ho pensato che due fotografie fossero sufficienti per documentare il fatto ed ho deciso di passare alla modalità video, per effettuare un tentativo di filmato. Purtroppo, quando ero pronto per girare, mi sono trovato completamente contro il sole che, in quel momento, pur essendo nella fase del tramonto era ancora abbastanza alto; così non sono più riuscito ad inquadrare quello stranissimo velivolo: in pratica, non l'ho più visto.

mentre scrivo queste righe, non riesco nemmeno ad immaginare che cosa avesse potuto essere ma, di certo, ora vi sono due foto che stanno a testimoniare l'avvistamento... e sembrano anche abbastanza nitide. Infatti, le ho interpolate a quattro milioni di pixel ed il risultato è visibile nei particolari pubblicati.

 

C'era anche una sfera?

In più, dopo aver scaricato le foto a computer, mi sono accorto che dietro al misterioso oggetto, in una zona di cielo molto più alta, stava volando in linea retta anche una macchia biancastra, dalla forma apparentemente sferica. Come si può osservare dalle due foto iniziali, pubblicate volontariamente a bassa definizione per coloro che non hanno l'ADSL, si nota facilmente questo particolare della forma biancastra e vagamente sferica, che si muove più alta del presunto Ufo ed in direzione opposta.

   Ovviamente, non abbiamo la presunzione di sostenere a spada tratta la tesi della sfera sia perché potrebbe essersi trattato di un aereo in volo su di una quota superiore ai diecimila metri, sia perché il modello di Trust in mio possesso ha un problema: se sta per più di una decina di secondi privo delle pile, manda i valori della data in default. In pratica, avviene che la data corrente scompare e ritorna la data di fabbricazione che, in questo caso, è il 12 gennaio 2003, ore 19:32. Una bella frittata, direi! Non vi pare?

  Tuttavia, come si può notare dalla foto a lato, la Trust li fotografa così gli aerei di linea che si trovano a quote comprese fra gli 8.000 ed i 10.000 metri e c'è sicuramente una bella differenza dalla macchia bianca in compagnia del nostro Ufo. Inoltre, poiché dal file exif delle prime due foto è facilmente controllabile la durata del tempo di esposizione, quantificato in 1/792°, (un valore decisamente interessante), dopo aver lasciato trascorrere un po' di giorni assai indeciso sul da farsi, mi sono consultato con le altre persone che frequentano con regolarità il nostro centro (ci riuniamo una volta alla settimana), e insieme si è deciso di raccontare con semplicità tutto quello che è avvenuto e come sia avvenuto. Se non altro, ora le foto sono a disposizione di tutti i ricercatori e a noi, sinceramente, il particolare della data non preoccupa più di tanto. Così, ora ce ne rimaniamo in attesa, sperando di ricevere altre testimonianze di persone che, a loro volta, siano incappate in questo stranissimo oggetto.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

19.04.2008

Vigarano Pieve

Ufo a sigaro

Fonte della notizia: CUN Ferrara

Provenienza delle immagini: foto originali dall'autore degli scatti

Testimoni: una persona

Commenti: commenta la notizia specificando il titolo e la data della presente news

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo e la data della presente news

 

 

  Il signor Z. S. è un appassionato fotografo in pensione ed è anche un nostro iscritto. Una delle sue grandi passioni è lo sky-watch, ovvero il monitoraggio del cielo diurno e notturno. Durante questa attività, che spesso eseguiamo insieme ogni volta che riceviamo una segnalazione, egli esegue tantissimi scatti digitali con la sua Nikon E 5600, da 6 Mpixels.

 

  La sera del 19 aprile 2008, dopo le ore 21, ha scattato tantissime foto al di sopra di una casa, in direzione di Diamantina (FE), a distanza di pochissimi secondi l'una dall'altra, mantenendo l'apparecchio fermo sul cavalletto. Sul momento, egli non si è accorto di nulla, poiché non ha visto luci e non ha sentito rumori, eppure proprio là, appena sopra il tetto, ed assai vicino, c'era un oggetto stranissimo che, come si può notare fina dalla prima foto è chiaramente assimilabile ad un Ufo a sigaro.

Allorquando ha potuto rivedere gli scatti al computer si è reso conto di quanto era rimasto impresso nella memoria digitale. Contentissimo è corso nella nostra sede ed insieme abbiamo analizzato tutti gli scatti: aveva fatto quattro foto identiche, tutte nella stessa posizione ma solo nell'ultima, a distanza di due secondi dalla terza, era rimasto impresso l'Ufo a sigaro, in posizione verticale.

Accanto all'antenna della TV, poco spostato sulla destra, lo stranissimo oggetto sta emanando distintamente quattro diverse luminosità: verde smeraldo, arancio, giallognolo e rosa.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

31.12.2007

Santa Maria Codifiume

Sfere luminose

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza delle immagini: scatti originali dell'autore ed archivio del CUF

Testimoni: una persona

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

 A distanza di un mese, pubblichiamo una delle numerosissime foto scattate dal signor G.Z. il giorno 1 dicembre 2007, alle ore 13:41, in località Santa Maria Codifiume, una grossa frazione del Comune di Argenta e, di fatto, paese confinante con il territorio bolognese poiché si trova proprio a ridosso del fiume Reno.

 

  Come nostra abitudine, prima di pubblicare una qualsiasi foto delle molte che riceviamo dal ferrarese e da tutta Italia, svolgiamo un'indagine preliminare cercando di raccogliere, in ogni senso, il maggior numero di informazioni possibili. Per questo, ci rechiamo sovente ad incontrare fisicamente coloro che si rivolgono al nostro centro ufologico poiché abbiamo necessità sia di conoscere la persona che di capire il contesto nel quale è stato possibile realizzare quel determinato scatto.

Svolta questa indagine preliminare, affrontiamo l'analisi tecnica del materiale consegnatoci per tentare di capire se vi sia stato un qualche tentativo di fotomontaggio o si possa essere trattato, invece, di un "ufoinganno" diurno, dovuto a varie cause quali, ad esempio: bagliori di satelliti, riflesso di velivoli, flares di esercitazioni militari, riflesso del sole sulle penne di volatili.

Per fare ciò ci troviamo nella nostra sede operativa di Vigarano Mainarda dove, assieme agli amici del 45° GRU del Polesine di Rovigo, specializzati nell'analisi delle immagini su pellicola e su supporto elettromagnetico, esaminiamo le immagini con le idonee apparecchiature (PC e programmi per la grafica digitale). Non sempre si riesce a fare tutto in poco tempo e certe analisi richiedono diversi incontri ed il confronto fra tutti noi.

Per questo motivo abbiamo tardato circa un mese, anche perché il signor G.Z., come abbiamo già avuto modo di dire, di foto ne ha scattate davvero tantissime da quando, il 9 ottobre scorso, si è accorto che sul cielo di Codifiume avevano iniziato a volare strani velivoli che egli, puntualmente, utilizzando un apparecchio fotografico digitale modello Fusjfilm, FinePix E510, ha fotografato in centinaia di scatti, alcuni dei quali sono stati già pubblicati sul nostro sito: in gergo ufologico, allorquando si hanno così tanti avvistamenti in una zona ristretta e ben delimitata, si parla di "flap ufologico" o ondata di avvistamenti.

Noi stessi, non appena saputo dell'accaduto, ci siamo recati diverse volte a Santa Maria Codifiume, svolgendo un'intensa attività di sky-watch diurno, serale e notturno e con risultati davvero apprezzabili, che comunicheremo al più presto.

Per il momento ci limitiamo alle due sfere diurne, fotografate in digitale, alle ore 13:41 e con un tempo di esposizione ad 1/90: infatti, il signor G.Z. ha deciso di monitorare tutto il cielo sopra di lui in maniera scientifica, ovvero posizionando la macchina fotografica sul cavalletto e mettendola nella posizione di scatto automatico che consente di eseguire diverse foto ogni secondo.

Nella prima foto, che è un particolare della foto naturale, si vedono le due sfere quasi appaiate. Nella seconda foto si vedono le due sfere ingrandite e si può agevolmente notare che stavano procedendo assai vicine: gli aloni verticali sono dovuti al basso tempo di esposizione ma sono anche rivelatori di un movimento verticale delle stesse. Nella terza foto abbiamo realizzato un'immagine in falsi colori, così da mettere in evidenza la distribuzione omogenea della luminosità, davvero notevole se si considera l'ora dello scatto. Nella quarta e nella quinta foto, abbiamo realizzato un'immagine PSF che consente di stabilire se un fenomeno luminoso assorba od emetta luce: in questo caso è evidentissima l'emissione luminosa e ciò consente di affermare che le due sfere emettevano luce propria e non riflettevano la luce solare che, a quell'ora, era quasi sulla loro verticale.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

10.12.2007

Marrara

Ufo ovoidale

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF

Testimoni: famiglia di tre persone adulte

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

 Il giorno 25 novembre 2007, alle ore 21:42, abbiamo ricevuto dal signor P. B. una segnalazione via internet dell'avvistamento di un Ufo a forma di disco volante che, per diversi minuti, ha compiuto stranissime evoluzioni sopra i cieli di Marrara, in direzione di Santa Maria Codifiume (FE).

Il giorno 14 ottobre 2007, poco dopo le 17:00, tornando a casa dal lavoro a bordo della propria auto, la figlia ci ha riferito di aver improvvisamente notato uno strano oggetto nel cielo dinnanzi a lei, ad un'altezza di circa 60° sull'orizzonte. Era pressoché giunta a casa propria quando ha notato quella cosa metallica che stava evoluendo con movimenti a spirale, dall'alto verso il basso. Così, spingendo un po' sull'acceleratore, ha finalmente raggiunto l'abitazione e qui ha trovato i propri genitori intenti ad osservare la stessa incredibile scena. La mamma, in modo particolare, se ne stava già sul balcone da alcuni minuti ad osservare col binocolo quell'oggetto mentre il papà lo osservava dal cortile di casa. Così lo hanno potuto descrivere con dovizia di particolari: era di forma ovoidale, aveva la zona perimetrale di tonalità tenue mentre il centro era marcatamente scuro; dalla parte posteriore fuoriuscivano delle scie arancio e verdi; teneva una traiettoria lenta e rettilinea ma, di tanto in tanto compiva movimenti a spirale verticale.

La cosa è andata avanti così per circa dieci minuti fino a quando non sono arrivati sul luogo sei aerei militari, tre provenienti da nord e tre da sud, che hanno compiuto diverse evoluzioni per circa cinque minuti, senza però mai avvicinarsi troppo attorno a quella cosa metallica ed apparentemente allontanandosi nelle direzioni dalle quali erano arrivati. Poi, a causa sia del moto dell'oggetto in direzione di allontanamento verso Santa Maria Codifiume sia del sole che stava tramontando, i tre testimoni hanno perso di vista l'Ufo.

La figlia e la madre ci hanno infine riferito che nei giorni precedenti avevano osservato altre strane forme in cielo, sempre all'imbrunire: erano "bastoncini metallici bianchi", simili a "matite".

 

Considerazioni finali

La foto che abbiamo inserito in questo avvistamento è stata scattata dal signor G. Z., di Santa Maria Codifiume, il 12 novembre 2007 e l'abbiamo inserita nella notizia poiché essa è del tutto simile all'oggetto visto e descritto dai tre testimoni.

Il signor G. Z. è anche l'autore di decine di scatti eseguiti nel periodo dal 9 ottobre al 30 novembre, parte dei quali sono già stati pubblicati nella precedente notizia del 4 novembre mentre i rimanenti verranno messi in rete al più presto. Indubbiamente, siamo di fronte ad un flap di dimensioni talmente importanti da annoverarlo tra i maggiori avvenimenti ufologici accaduti in Italia dopo il grande flap adriatico del 1978.

Questa importantissima manifestazione ufologica si è protratto per circa due mesi ed ancora non è terminata viste le continue segnalazioni che provengono da quelle parti, non ultima quella di una sfera apparentemente metallica, inseguita dal cane di due donne, anch'esse madre e figlia, che stavano facendo una tranquilla passeggiata ai bordi della campagna. All'improvviso hanno notato che il cane ha iniziato ad abbaiare furiosamente, correndo all'impazzata e saltando continuamente verso l'alto. Così hanno osservato meglio la scena ed hanno notato una scena inverosimile: il loro cagnolino stava inseguendo una sfera metallica, grande circa come una boccia, che stava evoluendo appena al di sopra dei rami di un vicino frutteto. L'inseguimento è durato alcuni minuti fino a quando la sfera non si è persa alla vista.

Noi stessi, in occasione di uno sky watch mirato in zona, abbiamo filmato alle 11,47 esatte uno splendido oggetto volante non identificato che se ne stava quasi immobile appena al di sotto di una nuvola; non appena avremo convertito il filmato, da analogico a digitale, metteremo in rete tutti i frames.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

04.11.2007

S. M. Codifiume

Ufo discoidale

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza delle immagini: scatti originali dell'autore

Testimoni: una persona

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

Il giorno 1 novembre 2007, alle ore 10:56, abbiamo ricevuto una segnalazione via internet dell'avvistamento di un Ufo a forma di disco volante che ha evoluito per diverso tempo al di sopra di Santa Maria Codifiume, un'importante frazione del Comune di Argenta (FE) posta ai confini del territorio ferrarese, in direzione di Bologna. Il signor G. Z. in quel primo pomeriggio del 9 ottobre 2007 stava tranquillamente lavorando al suo computer quando la sua attenzione è stata carpita da uno strano oggetto tubolare, di apparente struttura metallica.

  Il caso ha voluto che egli avesse la sua macchina fotografica digitale disponibile nelle vicinanze e pronta all'uso; così l'ha prontamente afferrato ed ha iniziato a scattare moltissime fotografie. Purtroppo, quell'oggetto volante non identificato era presente solo su di una decina di esse poiché si spostava continuamente in ogni direzione; inoltre, il suo movimento era così repentino da non poter essere notato distintamente: a volte, l'Ufo dava l'impressione di essere improvvisamente sparito ma poi veniva notato in una posizione diversa del cielo, più alta o più bassa, più a destra oppure più a sinistra.

In una situazione così caotica la tensione del testimone era al massimo tanto che ha scattato centinaia di foto in automatico, una dietro all'altra ma, purtroppo, in molte di esse non si nota altro che cielo e nuvole. Esaminando il materiale che il signor G. Z. ci ha portato, abbiamo verificato che nelle prime due foto pubblicate il file Exif riporta la data sbagliata: il 2008. Questo della data è un fatto assai frequente in molte digitali: capita spesso, ad esempio, che quando l'apparecchio necessita della sostituzione delle pile si rischi di far andare tutto il sistema in default.

Chi desiderasse approfondire questo argomento della data sulla fotografia digitale potrà leggere l'apposito paragrafo (Conoscenza - La fotografia digitale) nella sezione "Fotografare Ufo". Nei giorni seguenti, esamineremo con calma anche le altre foto interessanti pervenuteci e non mancheremo di pubblicarle anche perché si notano distintamente tutti gli altri movimenti dell'Ufo.

 

Il testo della segnalazione 

 

" Martedì 9 ottobre 2007 ero seduto al computer situato al primo piano della mia abitazione. Alla mia sinistra ho la finestra che si affaccia sulla zona residenziale dove vivo. Guardando fuori ho notato in cielo un oggetto che compiva evoluzioni stranissime a una velocità incredibile, cambi di direzione sia verticali che in diagonale per poi fermarsi di colpo e rimanere immobile in una frazione di secondo. Ad un certo punto ha cominciato a salire lentamente quasi sparendo alla mia vista. La digitale era a portata di mano e immediatamente ho cominciato a scattare dal terrazzo molte foto a caso dato che non riuscivo più a vedere l'oggetto; lo zoom era al massimo e a un certo punto ho avuto l'impressione di intravedere ancora l'oggetto e ho concentrato le foto in quel settore di cielo. Riguardando le foto sul monitor del computer ho notato che in due scatti era rimasto lo stesso oggetto che avevo osservato decidendo così di farle avere al signor Artioli del CUF. Gli scatti sono stati fatti alle ore 15 circa nel centro di Santa Maria Codifiume. P.S. Ho qualche dubbio sul giorno degli scatti però ricordo di avere scritto la data sul cd che vi ho consegnato il giorno stesso dell'accaduto, quindi fate riferimento a quanto scritto sul cd ".

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

26.08.2007

Lido delle Nazioni

Ufo a barre

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF

Testimoni: marito e moglie

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

 La foto a lato è una ricostruzione, con grafica digitale, della segnalazione ricevuta. Essa non ha alcuna attinenza con l'avvistamento in oggetto e fa parte dell'archivio personale del CUF.

 

 Il giorno 28 agosto 2007, alle ore 22.36, abbiamo ricevuto una segnalazione via internet di uno stranissimo avvistamento di un oggetto di tipo assolutamente nuovo nel panorama dell'ampia casistica ferrarese: si tratta, infatti, di un qualcosa che richiama alla mente quegli stranissimi oggetti volanti chiamati "droni" che sono stati fotografati in questi ultimi mesi in diverse località statunitensi.

Il 26 agosto 2007 marito e moglie si trovavano sulla spiaggia del Lido delle Nazioni ad osservare il mare. All'improvviso, verso le 19:15, la loro attenzione è stata attratta da un fenomeno stranissimo che si stava svolgendo davanti ai loro occhi: "al largo della costa, in quota", essi hanno osservato un misterioso oggetto volante che "ha marciato parallelo alla costa" per pochi minuti ed è quindi sparito in pochi secondi dopo aver virato verso Est/Sud-Est.

Sul momento, i coniugi non sono stati in grado di capire di che cosa si trattasse veramente ma, di certo, pur presentandosi di dimensioni difficilmente apprezzabili, data la distanza e la totale mancanza di punti di riferimento, quell'oggetto appariva davvero come insolito: sembrava infatti costituito da "tre barre verticali ed una orizzontale". Essi non avevano alcunché al seguito per immortalare l'oggetto e così noi abbiamo dovuto ricostruire l'avvistamento utilizzando la grafica digitale.

Speriamo che questa segnalazione venga ora letta da qualche altra persona che, trovandosi in quel momento sulla spiaggia dei nostri Lidi, è stata anch'essa testimone dello stesso splendido avvistamento e, oltre a vederlo ed osservarlo, è stata anche così brava e fortunata da fotografarlo.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

19.08.2007

Comacchio

Ufo a freesbee

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: la foto riportata non ha alcun riferimento con la testimonianza ricevuta da Comacchio;

essa si riferisce ad una delle tante misteriose foto contenute nel nostro archivio personale, accumulate nel corso

degli anni a partire da gennaio 2003.

Testimoni: una persona

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

Domenica 19 agosto 2007, nel primo pomeriggio, abbiamo ricevuto due SMS da Comacchio, provenienti dal cellulare di una ragazza ( B. E.) che in quel momento si trovava a casa propria (la zona esatta non è stata specificata) e se ne stava ad osservare il cielo limpidissimo e del tutto privo di nuvole. La giornata si era presentata stupenda fin dalle prime ore del mattino ed è rimasta tale fino a pomeriggio inoltrato. Qualunque cosa fosse transitata in cielo, nella regione del visibile, sarebbe quindi stata notata assai facilmente da chi aveva lo sguardo rivolto al cielo.

Così, alle ore 14:37, abbiamo ricevuto un primo SMS riportante il seguente testo: "...Ufo Comacchio... Ciao... Proprio ora, alle ore 14:05, ho visto qualcosa che assomigliava ad un frisbi (non so l'inglese)... veniva da nord-est, proseguiva verso nord-ovest... non posso darti nessuna prova... non ho il videocellulare...".

Assai incuriositi dalla notizia, abbiamo risposto ringraziando la la testimone della segnalazione ed invitandola ad essere più esplicita, fornendoci ulteriori particolari di quanto aveva osservato. Così, alle ore 13:52, abbiamo ricevuto un secondo SMS riportante la seguente integrazione: "... Orizzonte 700 m circa, altezza 1000 m circa, m 3 circa, nessun rumore neppure di automobili... presumo argento chiaro ma veniva illuminato dal Sole a sud, nessun testimone che io sappia...".

Riepiloghiamo la notizia mettendola in forma discorsiva. Il giorno 19 agosto 2007, alle ore 14:05, una ragazza di Comacchio, che si trovava a casa propria e se ne stava ad osservare il cielo terso di una stupenda giornata estiva, ha notato che sull'orizzonte vicinissimo (ricordiamo che una persona alta m 1,70, che se ne sta in piedi ad osservare l'orizzonte libero, riesce a spingere il suo sguardo fino a 4,5 km circa), ad una distanza valuta attorno ai 700 m, c'era un oggetto lungo circa 3 metri, a forma di fresbee, color argento chiaro, totalmente illuminato dal sole, che si spostava in maniera rettilinea, volando ad una quota di circa 1.000 m, provenendo da nord-ovest e dirigendosi verso nord-est nel più assoluto silenzio. Purtroppo l'avvistamento non ha avuto, fino ad ora, altri testimoni ma speriamo che questa notizia venga letta anche da altre persone che quel giorno e a quell'ora si trovavano in zona ad osservare il cielo e che, avendo avuto la fortuna di avere lo stesso avvistamento, abbiano anche la cortesia di darcene segnalazione.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

15.03.2007

Vigarano Mainarda

Ufo vicino ad aereo

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF

Testimoni: una persona

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

A distanza di poco più di due mesi, siamo di nuovo qui a presentare la foto di un Ufo in volo al di sopra di un aereo di linea. La foto è stata scattata il 15 marzo 2007, verso mezzogiorno, a Vigarano Mainarda, utilizzando il solito modello di apparecchio digitale, ovvero una semplice Trust 750 LCD Power C a 3 Mpix ma con software di risoluzione per p.c. interpolato fino a 4 Mpix. Se osserviamo la prima foto, vediamo distintamente che in alto a sinistra, situato ad alcune centinaia di metri al di sopra di un aereo da turismo in volo a circa 1.500-2.000 metri di quota, c'è un Oggetto Volante Non Identificato o Ufo.

L'obiettivo lo ha immortalato in una posizione quasi verticale, del tutto anomala per gli Ufo che si è soliti vedere  nell'iconografia classica delle foto e dei filmati di ogni tempo. La ricerca degli Ufo nella regione dell'infrarosso vicino, che abbiamo teorizzato lo scorso anno e che stiamo portando avanti con impegno e perseveranza è, di fatto, soli agli inizi ma come è possibile vedere dai risultati conseguiti e regolarmente pubblicati è decisamente esaltante.

A tal proposito, stiamo predisponendo un apposito editoriale che, partendo dagli avvenimenti dei foo-fighters avvistati da centinaia di piloti militari, americani e britannici, durante il II conflitto mondiale, tra novembre e dicembre del 1944, passando poi per il volo inaugurale del Concorde e per i voli spaziali delle varie navette Apollo, arriva fino ai nostri giorni e si integra con la nostra teoria della possibilità di fotografare veramente gli Ufo utilizzando anche una economicissima macchina digitale di pochi milioni di pixels.

Come tutti i giorni, ogni volta che passa un aereo civile, commerciale o militare, lo fotografiamo poiché siamo fermamente convinti della nostra teoria: fotografare gli Ufo con la macchina fotografica digitale è possibile... e anche assi divertente. Certo che serve costanza ed impegno perché occorre avere sempre l'apparecchio digitale a portata di mano e soprattutto... ben carico.

La prima foto che abbiamo caricato in rete è stata, ovviamente, preparata per essere inserita, ovvero l'abbiamo ridimensionata e rimpicciolita. Purtroppo, il file Exif riporta la data del 2003 che è, ovviamente, quella di default del nostro apparecchio digitale: infatti, è successo che quando abbiamo acceso l'apparecchio per iniziare a fotografare ci siamo accorti che le pile si erano scaricate e, durante l'operazione del cambio con quelle nuove la data è andata in default, cioè è ritornata ad essere quella di quando è stato inserito il software per la prima volta. Questo inconveniente è abbastanza frequente e, del perché esso avvenga, ne abbiamo parlato diffusamente nell'aggiornamento alla teoria della fotografia degli Ufo.

La seconda foto è, invece, la controprova della presenza di un Ufo vero e proprio, non visibile al momento dello scatto ma fermato dal sensore CCD nella scheda di memoria per le ragioni esposte nella teoria secondo cui è possibile fotografare gli Ufo.

Per arrivare alla conclusione che l'immagine scura è un Ufo abbiamo abbiamo dovuto utilizzare due software specifici: ArcSoft Photo base 3 e Nero Photo Snap. Con il primo abbiamo visualizzato e ridimensionato l'immagine per preparala ad essere inserita in Internet. Con il secondo abbiamo sfruttato le potenzialità dei plug-in speciali che ci hanno consentito i seguenti interventi:

1 - eliminazione totale ogni tipo di artefatto JPEG;

2 - eliminazione del rumore di fondo, tipico del digitale;

3 - correzione automatica di eventuali errori di esposizione e di colore;

4 - applicazione della funzione "Rilievo" su di un'immagine così ripulita da eventuali ombre o riflessi o proiezioni, più o meno incidenti, di fonti luminose di vario tipo.

Non è stato utilizzato nessun altro software specifico per le immagini ed il risultato è più che evidente a chiunque: lassù, quel mezzogiorno, c'era un Ufo vero e proprio.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

05.01.2007

Coronella

Ufo a doppio coperchio

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF

Testimoni: una persona

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 A volte non succede nulla per anni e poi, all'improvviso, in poco tempo accade l'impensabile e si ottengono risultati che hanno dell'incredibile. Ci siamo riusciti anche questa volta, utilizzando una semplice macchina fotografica digitale a 3 milioni di pixel, espandibili fino a quattro con l'apposito programma di interpolazione in dotazione.

Il 5 gennaio 2007, dalle nostre parti vi erano condizioni del cielo assolutamente splendide e così ne abbiamo approfittato per uscire e fare uno sky-watch diurno a Coronella, località famosissima in quanto confinante con l'area del radar militare di Poggio Renatico. Qui abbiamo eseguito tantissimi scatti, sia agli aerei commerciali in volo che a tutto il cielo sopra di noi.

In un primo momento, riguardo alla foto pubblicata, non ci siamo accorti di nulla, in quanto l'oggetto era assai piccolo nell'anteprima e, anche volendo, non l'avremmo potuto notare. Solo dopo aver scaricato le foto sul pc ed averle osservate a tutto schermo, ci siamo resi conto che avevamo catturato qualcosa di assai interessante. Infatti, ingrandendo l'oggetto ed aumentando la definizione (ovviamente aumentando i pixels sull'originale), abbiamo notato una  forma a doppio coperchio , assai simile, nelle sue linee generali, all'oggetto immortalato da due polacchi, un sessantenne ed un sessantacinquenne, lungo l'autostrada E30, dieci km dopo la città di Sliedge, vicino ai paesi di Zdany e di Zbuczyn Poduchownyfra (fonti: Area 51, n° 15, dicembre 2006 e www.ufoevidence.org ). Ovviamente, siamo felicissimi del risultato ottenuto poiché dimostra, senza ombra di dubbio, se ancora ce ne fosse bisogno, la fondatezza della nostra teoria: con la macchina fotografica digitale è possibile fotografare gli UFO, ovvero oggetti misteriosi, sfere di luce e forme concrete di varie grandezze.  

Con l'avvento dell'era digitale si è ottenuta una massa enorme di materiale ufologico falsificato ma è anche grazie al digitale stesso che moltissime immagini sono assolutamente verePensate a quante persone hanno scattato fotografie in digitale, ad amici o a paesaggi, e  si sono poi ritrovate sulle fotografie dei misteriosi oggetti volanti  che non erano visibili ad occhio nudo al momento dello scatto o della ripresa. Tali foto sono state quindi o distrutte o spedite a qualche centro ufologico o denigrate apertamente da amici, conoscenti e scettici di mestiere. Emblematico il caso riferito dal team di Ufoitalia.net nel loro notiziario sul portale di LIBERO del 16 dicembre 2005. Essi hanno raccontato quanto accaduto al signor E.C., abitante a Domusnovas, in provincia di Cagliari. Appassionato di fotografia digitale, E.C. faceva scatti a tutto e riguardando le immagini digitalizzate, su di una poté notare che al di sopra di un nuraghe del suo paese stazionava tranquillamente uno strano oggetto, che non era né un aereo né una nuvola.

Un'altra foto scattata allo scalo portuale di Ancona (http://www.gomarche.it), in aprile del 2005, da due ragazze, ma comunicata solo il 16 gennaio 2006, sta ampiamente a dimostrare questa tesi. Qui si vedono addirittura, in maniera molto chiara, due UFO mentre un terzo se ne sta un po' più defilato. Tutte le dettagliate analisi di questo caso sono reperibili sul sito www.mysterymir.orgOra, però, che si conosce il funzionamento della macchina fotografica digitale e delle sue infinite possibilità, noi investigatori dobbiamo essere i primi ad annunciarne la straordinaria portata, in chiave ufologica, e ad innalzarla a "primo strumento del novello ufologo".

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

16.06.2006

Castello

Una sfera volante

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza delle immagini: dall'archivio del CUF

Testimoni: una persona

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

Per quanto possa sembrare incredibile, dopo decine di tentativi andati a vuoto, finalmente siamo riusciti a fotografare un sfera volante accanto ad un aereo di linea. La si può agevolmente vedere nella foto a lato: essa si trova in alto a destra. Dalle nostre parti (Comuni di Vigarano Mainarda, Mirabello, Poggio Renatico, Sant'Agostino e Bondeno) passano tantissimi aerei commerciali e militari. Mentre gli aerei commerciali viaggiano sempre sugli stessi corridoi aerei, compresi fra le quote di 8.000 e 13.000 metri, gli aerei militari non hanno una quota di riferimento e, assai spesso, passano a quote bassissime, anche di poche centinaia di metri, compiendo manovre bellissime che simulano, forse, tattiche da battaglia in quanto siamo a soli quattro chilometri dal grande Centro Radar di Poggio Renatico, deputato al controllo del traffico aereo su gran parte dell'Italia centro-settentrionale e dell'Europa dell'est.

A dir il vero, la teoria che accanto agli aerei potessero volare anche Ufo o oggetti volanti non identificati (Ovni) non è nostra ma l'avevamo appresa partecipando ad una conferenza ufologica alcuni anni or sono e, rimanendone impressionati, avevamo ricercato gli opportuni approfondimenti in Internet e sulla stampa specializzata. Tale teoria richiamava in causa, in maniera specifica, quanto era avvenuto in occasione del volo inaugurale del Concorde, del quale esiste un filmato industriale prodotto in Francia dalla Aérospatiale, nel 1976.

filmato_31.jpg (2352 byte) Mentre si stava riprendendo il volo inaugurale dell'aereo supersonico Concorde, improvvisamente arrivò una sfera metallica volante, color grigiastro e grande poco più di un oblò. Si avvicinò tranquillamente all'aereo ed iniziò a sbirciare con curiosità all'interno, osservando attraverso i vetri della cabina e degli oblò, seguendo senza difficoltà la sua rotta. Poi, così all'improvviso come era arrivata, partì ad una velocità stupefacente e scomparve nell'azzurro cielo dopo aver tenuto la scena per circa un minuto. Il tutto fu possibile registrarlo grazie ad un secondo aereo che stava volando parallelamente al Concorde ma ad una quota di poco più alta. E questa è soltanto una delle molte prove dell'esistenza di una realtà ben conosciuta da noi investigatori ma del tutto "ignorata" dalla scienza ufficiale nonostante l'evidenza del filmato e la presenza di migliaia di testimoni. 

La foto che pubblichiamo è stata scattata il 16 giugno 2006  e se il caso lo presentiamo solo ora è per i seguenti due motivi: il primo attribuibile al fatto abbiamo desiderato compiere tutte le indagini possibili, facendola vedere anche a diversi nostri colleghi per sapere che cosa ne pensassero alla luce anche della nostra teoria della possibilità di fotografare questi Ufo o oggetti volanti non identificati (Ovni), di natura quindi totalmente sconosciuta e quasi sempre non osservabili ad occhio nudo, ovvero all'interno della luce visibile; il secondo motivo è, invece, assi più materiale ed è dovuto a quel famoso virus - dialer, di cui abbiamo parlato anche in altra sede, che ci ha costretti prima a formattare il PC e quindi a ripristinare tutto il sito partendo, praticamente da zero poiché la nuova versione di Front Page era assi diversa dalla vecchia edizione del 2000. In pratica, stiamo ancora caricando dati ed articoli del precedente sito.

 

 

 

 

Ritornando alla nostra foto vi chiederete  come siamo riusciti ad ottenerle. La risposta è assai semplice: scattando centinaia di foto ad aerei civili, commerciali e militari, utilizzando un apparecchio fotografico digitale, modello " Trust 750 LCD PowerC " nella modalità consentita dallo zoom ottico a 4X. Come si potrà notare dalle fotografie allegate che, per ragioni di spazio, sono state assai ridotte nelle dimensioni (1/4) che nella definizione (da diverse centinaia a circa una trentina di bites), e nel numero (riteniamo che cinque siano esaustive del tipo di ricerca condotta) così da essere più agevolmente visionato in rete, abbiamo inquadrato soggetti diversi, in momenti diversi e a quote e velocità diverse. Tutte le foto di cui disponiamo nel nostro data base sono state scattate da quando abbiamo iniziato a credere a questa possibilità, ovvero negli ultimi tre anni ma, essendo state rielaborate per consentire le operazioni suddette, portano sul file (tasto destro / proprietà) la data della rielaborazione anziché quella dello scatto che vi è stata impressa sopra.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

Settembre '05

Vigarano Pieve

Un Ufo a sfera

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza delle immagini: dal video originale del filmato

Testimoni: una persona

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

Solo in data 20 novembre 2006 ci siamo decisi a mettere in rete questa notizia, pur essendo in possesso del filmato già da diversi mesi. Eravamo, infatti, in attesa dell'esito della perizia tecnica eseguita da due tecnici professionisti che hanno escluso l'assenza di manipolazioni di qualsiasi sorta.

 

Ma ora, però, ci sono delle novità, grazie anche ad una nuova perizia eseguita da un tecnico privato il quale, utilizzando un modernissimo software in grado di analizzare "il campo ed il fondo della ripresa", ci ha fatto notare che il filmato è originale e non ha subito alcuna manipolazione ma presenta  un'anomalia  che non era stata notata durante la prima indagine, per mancanza, appunto, di quel software. Egli, grazie all'applicazione del filtro "embossed negativo" ha chiaramente individuato la presenza di un secondo fondo del tutto piatto che viene a trovarsi proprio dietro al primo piano della ripresa che, a sua volta, ... è anch'esso piatto.

A questo punto, si potrebbe anche dire che è semplicemente un vero mistero, in quanto tutto il sistema funziona: c'è un oggetto volante che, nel buio assoluto, sta emettendo energia e fiamme e si sta innalzando assai lentamente sulla linea dell'orizzonte. Ma anche se si è individuata questa importante anomalia, forse attribuibile al buio della notte, non c'è ancora il destro per affermare che possa trattarsi di un falso filmato, anche perché quell'oggetto aveva un moto ascensionale regolarissimo. Noi continuiamo quindi a manifestare il massimo di fiducia nel testimone di questa inquietante vicenda e vi illustriamo l'intero accaduto.

 

Una sera di fine settembre del 2005, poco prima delle 22.00, il signor M. B. era uscito di casa per andare a far sgambettare il proprio cane nell'appezzamento di terreno agricolo posto di fronte a casa sua. Mentre l'animale aveva iniziato a girare per il prato, egli aveva iniziato ad osservare le stelle, così come fanno molti altri proprietari di cani per ingannare il tempo necessario all'espletamento delle funzioni fisiologiche dei loro animali.

 

  Egli stava distrattamente osservando il cielo notturno quando, all'improvviso, la sua attenzione venne catturata da una luce che era apparsa in lontananza, in direzione Ferrara, a circa 15° sull'orizzonte visivo. In quel primo istante, essa si trovava appena al di sopra della cima degli alberi di un bosco distante solo alcune centinaia di metri dal punto della ripresa e situato nei pressi di un importante collettore; essa teneva un direzione di spostamento da est verso ovest e stava compiendo un movimento ascensionale, lento ma continuo, da sinistra verso destra. Incuriosito dal fatto, egli prese ad osservare la scena con sempre maggior attenzione poiché quella strana luce, che sembrava variare continuamente di colore, stava aumentando troppo vistosamente il proprio diametro, tanto che in poco tempo era già diventata assai più grande di una stella.

All'iniziò egli cercò di dare una risposta logica al fatto, così pensò che potesse trattarsi di un aereo o di un elicottero in avvicinamento poiché ciò che osservava era, appunto, un aumento progressivo di diametro ed un lento e continuo moto ascensionale, da destra verso sinistra, privo di qualsiasi rallentamento o interruzione. Dopo un po' questa ipotesi venne però a cadere poiché non si udiva alcun rumore. L'ipotesi del velivolo era, dalle nostre parti, la più accreditata. Si deve infatti sapere che il Comune di Vigarano Mainarda, che contiene la frazione di Vigarano Pieve, è confinante con il Comune di Poggio Renatico, nel quale sorge il famosissimo centro Radar più importante d'Italia, che dirige e coordina il traffico aereo militare del centro-sud Europa, in ambito di operatività NATO.

 

 A quel punto, data la mancanza di rumore ed il variare continuo della luminosità, venne quasi logico ipotizzare qualcosa di non convenzionale; così decise di correre a casa, per poter prendere la telecamera digitale e filmare la scena. Corse con quanta forza aveva in corpo poiché temeva di giungere in ritardo. Giunto a casa, sistemò il cane all'interno della proprietà, salì dal garage fino al salotto, prese la telecamera che, per fortuna, aveva ancora una certa carica, e continuò a salire fino alla camera da letto. Uscì sul balcone e controllò con ansia la porzione di cielo dove, fino a poco prima, stava accadendo quel fenomeno stranissimo: la luce era ancora là e si comportava esattamente allo stesso identico modo, con un aumento progressivo del diametro, una variazione continua del colore ed un ininterrotto movimento ascensionale.

Dalla fretta di riprendere non pensò di inserire una nuova VHS di registrazione così il filmato si posizionò esattamente in mezzo ad altri due precedenti riprese, cancellandole un po' entrambe: la prima riguardava alcune scene del proprio figlio più piccolo di soli 14 mesi mentre la seconda riprendeva un show della nostra pattuglia acrobatica, le Frecce tricolori. Come spesso accade nella concitazione del momento decisamente particolare, non prese nemmeno il cavalletto fisso in dotazione ma iniziò ad inquadrare l'oggetto tenendo semplicemente appoggiata la telecamera sulla ringhiera del balcone, con grave danno per la qualità complessiva del filmato.

Ben presto si accorse che questa posizione non era del tutto idonea in quanto quella luce continuava nel suo moto ascensionale e tendeva ad uscire dall'inquadratura. Inoltre, sempre a causa del movimento suddetto, incontrò notevoli difficoltà nel mantenere l'inclinazione corretta della ripresa. Così ebbe la disastrosa idea di collocare un pacchetto di sigarette sotto l'apparecchio che, naturalmente, si schiacciò a più riprese e scivolò da tutte le parti.

Pur tuttavia, in mezzo a tante cose storte, il risultato ufologico fu eccezionale ed avrebbe potuto essere ancora migliore se M.B. non avesse dovuto accompagnare a casa la mamma, abitante in città, che già lo stava aspettando da subito dopo che egli era uscito col cane.

Come si può ben notare dai pochi frames che abbiamo inserito nel testo, presi dal filmato della durata complessiva di quasi quattro minuti, si nota distintamente l'aumento delle dimensione, la variazione di colore e la variazione di forma; infatti, riguardo a quest'ultimo aspetto, allorquando egli ha azionato il dispositivo "night-shoot" ha probabilmente provocato una sovraesposizione della primitiva semisfera (figure 1,2,3) ed ha realizzato le incredibili immagini 4 e 5, dove si nota distintamente una semisfera (fig. 4), sormontata da una cupola di diverso colore e da una specie di finestratura che gira tutto attorno. Qui, a dir il vero, sorge un piccolo problema tecnico poiché il dispositivo suddetto, se attivato, ha una funzione illuminatrice assai limitata e quindi la sola soluzione possibile è che, in realtà, quella sfera che si muoveva con moto ascensionale regolarissimo fosse assai vicina all'VHS.

Nel video originale, c'è da dire che si ha come l'impressione che dalla parte superiore esca una grande forma energetica, sotto forma di calore o di qualcosa che si avvicina ad una fiamma. Purtroppo per noi, mancano sia un "fondo" di cielo sia una casa o un albero o una fabbricato di riferimento. La cosa è ovvia dato che la scena si svolgeva di notte e l'oggetto continuava a salire ma, purtroppo, non aiuta ad identificare la scena del fatto. Per contro, se pensiamo alle migliaia di foto di presunti Ufo notturni, assimilabili a minuscoli puntini luminosi in uno scenario completamente buio, non possiamo che essere soddisfatti di questo risultato.

 

  Ipotesi "pianeta" 

 

Ci siamo anche chiesti se l'oggetto avesse potuto essere un pianeta, così siamo andati a consultare la situazione del nostro Sistema Solare in quel periodo di settembre del 2005, nel sito http://scis.uai.it ed abbiamo facilmente verificato l'inconsistenza dell'ipotesi.

Infatti, Mercurio era in avvicinamento al Sole e quindi non si poteva osservare. Venere era osservabile per poco più di un'ora dopo il tramonto del Sole. Marte era entrato nel Toro fin dal 23 settembre e la sua orbita lo portava ad essere in fase di rapido avvicinamento alla Terra; avrebbe però raggiunto la sua distanza minima solo all'inizio di novembre, periodo in cui sarebbe stato luminosissimo e facilmente individuabile ad occhio nudo. Giove era praticamente inosservabile, in quanto interamente immerso nella luce del crepuscolo. Saturno sorgeva ad est ma solo nelle ultime ore della notte, ovvero poco prima dell'alba. Urano, Nettuno e Plutone erano osservabile tutta la notte...  ma non ad occhio nudo, naturalmente. Non poniamo limiti alla Provvidenza e siamo pronti ad accogliere le spiegazioni di chiunque si voglia cimentare nell'impresa di spiegare questo caso in una chiave diversa da quella ufologica. Siamo altresì disponibili a far visionare il video a chiunque ce lo richieda, dopo gli opportuni accordi con il proprietario il quale, oltretutto, è disponibilissimo a conferire con chiunque.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

11.06.2005

Codigoro

Un Ufo a boomerang

Fonte della notizia: http://www.ufologia.net

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, facendo uso della grafica digitale

Testimoni: una persona

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

codigoro_2005.jpg (135117 byte) La sera dell'11 giugno 2005 il signor V.G., abitante a Codigoro (FE) decide di chiamare gli esperti del sito suddetto poiché gli è accaduto qualcosa di strano. Chiarisce che ha sempre pensato agli UFO come a credenze popolari ma specifica che nel suo comune diverse persona hanno dichiarato, in passato, di aver visto delle luci misteriose. Egli abita alla periferia del comune e quella sera, alzando gli occhi al cielo, nota che c'è un oggetto a forma di boomerang che emana una luce assai intensa.

In un primo momento pensa che possa trattarsi di una stella cadente ma poi, continuando ad osservarlo, vede bene che quella luce è molto grande; così continua nella sua osservazione fino a quando la luce non scompare.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

05.09.2004

Argenta

Un Ufo circolare

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, facendo uso della grafica digitale

Testimoni: una famiglia di tre persone

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

Argenta_2004.jpg (24228 byte) Il giorno 5 settembre 2004 il signor F.B. di Bondeno (FE), era in auto con i genitori e stava percorrendo la lungo la strada che da Argenta conduce a Ferrara. Il tempo atmosferico stava peggiorando, il cielo era già parzialmente nuvoloso e si stava facendo buio. Verso le 20,30 circa la loro attenzione è stata catturata da uno strano oggetto di forma circolare, di colore giallo e grande circa come la luna, apparso quasi all'improvviso alto nel cielo. Tutti e tre hanno potuto osservarlo attentamente per circa tre minuti prima che se ne scomparisse così come era apparso.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

??:12.1998

Tortiola

Formazione di luci

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, facendo uso della grafica digitale

Testimoni: marito e moglie

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

Forse sono stati i protagonisti di un avvistamento in piena regola i coniugi, da tanto tempo nostri conoscenti che, nel lontano dicembre 1998, si sono imbattuti in una misteriosa formazione di luci colorate che, dopo aver compiuto un vistoso movimento a zig-zag è partito a velocità incredibile e si è perso nel cielo notturno. Ecco il resoconto integrale della lettera che i protagonisti ci hanno inviato verso la metà di febbraio del 2007.

«Sono M., ho 41 anni, abito in una località del Comune di Vigarano Mainarda (FE) e quello che sto per raccontare è ciò che è accaduto a me e a mia moglie, nove anni fa, una sera di dicembre del 1988. Chi ha dei figli in età scolare sa benissimo che il periodo di dicembre è ricco di appuntamenti natalizi: recite, saggi, ecc. e fu proprio al ritorno da una recita di nostro figlio più piccolo che io e mia moglie notammo qualcosa di strano. Al ritorno dalla festa all'asilo nido, erano circa le 18.30, ognuno con la propria macchina, stavamo percorrendo la via Frattina (una strada comunale, priva di illuminazione pubblica, che divide la campagna in due e collega Borgo a Tortiola). Eravamo in direzione di Tortiola, quindi con le due auto rivolte verso nord, nord-est. Ad un certo punto, entrambi rallentammo, attratti da qualcosa nel cielo. Istintivamente tutti e due venimmo attratti da qualcosa che non avevamo mai visto. La cosa strana è che pur essendo su due macchine diverse, la reazione è stata la stessa per entrambi. Si trattava di qualcosa di spettacolare, tante luci rosse e blu vicine, così da formare un qualcosa di forma sferica, posizionato sicuramente sopra la linea dell'orizzonte, fermo immobile. Arrivati all'incrocio con Tortiola, ci siamo fermati come incantati, guardando sempre in alto, quando, all'improvviso ci siamo accorti che con un lieve movimento zigzagante l'oggetto da noi visto si annientò nel cielo stellato di quella sera di dicembre».

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

??.06:1995

Casumaro

Un Ufo sui campi

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, facendo uso della grafica digitale

Testimoni: quattro persone

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

Gianluca2.jpg (50676 byte)Una mattina di giugno del 1995 il signor G.M. stava recandosi al lavoro come al solito e tutto sembrava tranquillo. Egli non immaginava certo che cosa sarebbe accaduto di lì a poco. Era partito da casa solo pochi minuti prima e giunto in prossimità del ponte sul Cavo Napoleonico, nel tratto compreso fra Mirabello e Casumaro, decise di rallentare un po' perché, com'era solito fare ogni mattina, diede un'occhiata lungo le sponde per vedere se ci fossero dei pescatori: era una sua passione. Guardò anche l'orologio per rendersi conto dell'ora: erano le 7.30 esatte.

Così alzò lo sguardo, lo rivolge verso sinistra e vide qualcosa di inatteso e sconvolgente: là sui campi già col frumento tagliato, ad una distanza di meno di un chilometro e ad una quota di circa 150 metri, c'era uno strano oggetto volante, di color grigio chiaro, che si stava spostando assai lentamente, seguendo un moto ascensionale.

Fortuna che G. M. non era solo: a quell'ora stavano passando anche altre tre persone, a bordo delle loro auto, ed anche loro, attratte da quell'inconsueto fenomeno, decisero di fermarsi. È incredibile raccontare quello che è accaduto in questa sperduta località della campagna ferrarese: quattro persone del tutto sconosciute fra loro, hanno osservando da una distanza assai ravvicinata un vero e proprio Ufo. Hanno anche avuto il tempo di scambiare alcune impressioni, ma solo dopo che è l'oggetto è volato via ad una velocità impressionante e senza produrre alcun rumore. Quell'Ufo è infatti rimasto visibile solo per pochi secondi: dopo aver raggiunto lentamente la quota di volo è infatti scattato seguendo un volo perfettamente orizzontale, in direzione di Casumaro.

Il signor G. M., che nel frattempo sceso dal suo scavatore, ha anche tentato di dare una dimensione a quella sfera metallica, sormontata da una evidentissima cupola: fa letteralmente impressione sapere che ha quantificato la grandezza in soli 30 cm. Supponendo che non fosse né una sonda militare terrestre né, tanto meno, un aliena, viene spontaneo, a questo punto, chiedersi quanto saranno mai stati grandi gli eventuali alieni che si trovavano al suo interno visto che quell'oggetto era chiaramente mosso da una forma di vita intelligente.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

27.09.1986

Vigarano Mainarda

Astronave enorme

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: disegni originali dei testimoni

Testimoni: marito e moglie

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

Dichiarazione ufficiale dei testimoni 

 

ufovigarano1.jpg (45692 byte)"Era il 27 settembre 1986 e mia moglie era incinta di sei mesi del nostro primo figlio. Quel sabato sera avevamo deciso di trascorrerla con i nostri amici di Ferrara, con i quali avevano programmato una visita al centro storico di Bologna. Ci eravamo così preparati per tempo e poco dopo le 21,00 eravamo già in strada poiché avevamo l'appuntamento verso le 21,30. La sera era serena ed il cielo luccicava di stelle ma della luna non ricordo nulla. Giunti all'altezza del piezometro di Vigarano Mainarda, situato ad una cinquantina di metri dal vecchio Mobilificio Mobili Dondi, rimanemmo senza fiato. 

 Davanti a noi, al di sopra di qualche centinaio di metri del tetto del mobilificio suddetto, c'era un'autentica astronave aliena: sembrava che se ne stesse immobile (vedi disegno). Guardando dall'interno dell'auto, subito ci impressionarono le mastodontiche ali che, viste dal di fronte, sembravano due enormi antenne che si restringevano alla sommità. L'edificio nel disegno rappresenta in maniera proporzionale la realtà di quella sera: esso è lungo poco più di cento metri ed è largo circa venti e quelle ali erano di gran lunga superiori alla lunghezza del mobilificio. Fui poi colpito dal gran chiarore che l'ufo emetteva tutto attorno alla sua superficie: era come se essa risplendesse di luce propria. 

Negli anni che seguirono, io e mia moglie dibattemmo a lungo di quale avesse potuto essere l'effettiva altezza e, alla fine, il compromesso fu che stimammo un'altezza compresa fra i 200 ed i 300 metri. Ora, osservando attentamente il disegno, si dovrà fare un calcolo: le dimensioni reali andranno rapportate all'altezza stimata e questo perché, pur da lassù, dava l'idea di essere assai più lungo del mobilificio sottostante!  

A quel tempo avevo 34 anni e, da tempo, facevo l'insegnante di ruolo. Mia moglie aveva 25 anni e si era laureata da circa un anno. Ricordo ancora distintamente quei momenti, terribili e bellissimi ad un tempo. Gridai a mia moglie:«Guarda là. Vedi anche tu quello che sto vedendo io?» E mia moglie mi rispose:«Sì, lo vedo! Andiamo via subito, ti prego!». «Ma è un disco volante enorme! Esistono veramente!», dissi di rimando. E così lei iniziò a piangere a dirotto. Subito dopo accostai l'auto al ciglio della strada ed uscii.

Attesi qualche secondo, come per prendere coraggio, poi mi guardai intorno sperando che passasse qualcuno, ma invano. Entrambi eravamo perfettamente coscienti che di fronte a noi c'era la certezza dell'esistenza degli Ufo, degli OVNI, dei dischi volanti..., chiamateli un po' come volete ma il concetto rimane sempre quello: lassù esistono veramente altre civiltà assai più progredite della nostra.

Pur piangendo, anche mia moglie accennò a scendere dall'auto; uscì ma si fermò accanto alla porta e continuò a piangere intensamente anche perché in grembo aveva nostro figlio. Io, invece, non avevo certo intenzione di perdermi uno spettacolo del genere e continuai ad osservare; l'ufo sembrava pressoché immobile ed iniziai ad avvicinarmi con molta cautela. Non sapevo che cosa pensare di preciso in quegli attimi ma avevo il terrore che qualcuno, da lassù mi vedesse e che mi potesse capitare qualcosa di strano. Il pensiero che però mi girava più di frequente nella mente era il seguente: «Stiamo vivendo un momento unico nella storia dell'uomo; proprio noi due abbiamo avuto il dono immenso di vedere un ufo vero e non una lucina notturna o un velocissimo bagliore diurno!

 

ufovigarano2.jpg (35800 byte) Quando fui quasi sotto la verticale dell'ufo ebbi una serie di sorprese: dapprima mi resi conto che non emetteva alcun rumore e poi vidi che quella massa enorme iniziò lentamente a girare su se stessa ad una velocità quasi impercettibile. Quando fu quasi a metà di quella "manovra di assestamento" osservai che quelle due protuberanze che all'inizio mi sembravano antenne enormi ora si rivelarono due immense ali, assolutamente lisce e di un'altezza decisamente superiore a quella della lunghezza complessiva del velivolo alieno.

 

ufovigarano3.jpg (61870 byte) Infine, rimasi colpito dai tantissimi semioblò laterali: nel disegno ne ho rappresentati solo otto ma, forse, erano anche il doppio. Dall'interno di ogni semioblò proveniva una luce biancastra potentissima e c'erano tantissime figure umanoidi: una quarantina o, forse, una cinquantina; dietro ad ogni semioblò se ne contavano dai quattro ai sette e, ovviamente, erano tutte nere; sembravano anche assai simili fra loro. Il loro corpo dava l'impressione di essere assai esile e filiforme, con testa rotondeggiante, braccia lunghe e sottili. Alcune figure se ne stavano ferme, come sedute, mentre altre correvano da tutte le parti ad una velocità incredibile; quello che si poteva capire era o che avevano fretta o erano assai preoccupati per qualcosa che era accaduto.

 

ufovigarano4.jpg (40534 byte) Dopo un tempo indescrivibile, che sembrò letteralmente essersi fermato tanta fu l'emozione, l'enorme astronave terminò la rotazione di 90° e si ritrovò rivolta verso il centro Radar Militare di Poggio Renatico, distante circa quattro km in linea d'aria e chiaramente visibile dal paese di Vigarano Mainarda. Così osservammo la parte retrostante dell'astronave: si vedevano molto bene dei fori giganteschi, in numero superiore a quelli disegnati. Purtroppo non avemmo il tempo per osservarli con più attenzione poiché, dopo alcuni istanti, iniziò lo spettacolo finale. Ciò che fino ad allora era stato sospeso in aria e immobile o si era mosso in maniera lentissima, quasi impercettibile, ora stava per scomparire nel breve spazio di cinque secondi circa. 

Ciò che vedemmo fu esattamente questo: si accesero tantissime luci in ogni direzione, poi l'astronave iniziò ad avanzare ad una velocità via via superiore ed in maniera esponenziale fino ad arrivare, nel giro di qualche secondo, ad una velocità praticamente indescrivibile, scomparendo nel silenzio più assoluto. Riuscimmo ad avere l'esatta percezione sia dell'aumento costante ed impressionante della velocità sia della presenza di qualcosa di fortemente energetico che fuoriuscì dalla parte retrostante del velivolo alieno. 

 

Con la scomparsa dell'ufo sembrava che la storia fosse finita lì... ma questo tempo non era ancora giunto. Infatti, pur sconvolti ci recammo a Ferrara, dai nostri amici che ci stavano aspettando; e così, seppur in ritardo rispetto ai tempi prefissati, partimmo immediatamente verso Bologna.

Giunti all'altezza di Altedo (BO), guardammo casualmente verso sinistra e notammo ciò che un'ora prima era a Vigarano Mainarda: ancora una volta quell'enorme velivolo era fermo sopra la campagna e ad un'altezza simile alla precedente. Capimmo così che entrambi non avevamo sognato la stessa cosa e fummo certi, nella maniera più assoluta, che tanti altri fortunati come noi avevano potuto assistere alla "prova dell'esistenza degli extraterrestri.

Quella sera decidemmo di non raccontare nulla a nessuno, per paura di essere scambiati per dei visionari, e ci tenemmo il nostro segreto per alcuni anni. Nei giorni che seguirono l'avvistamento, passammo diverso tempo a perlustrare la zona interessata dal fenomeno, nella speranza di trovare qualcosa di anomalo... ma invano.

Negli anni successivi ebbi l'occasione di ricoprire un importante incarico pubblico ed iniziai, così, a raccontare l'accaduto a diverse persone... ma sembrava non interessare a nessuno.

Dal giorno dell'avvistamento trascorsero 17 anni senza che altri fenomeni extraterrestri accadessero nella nostra vita; poi, all'improvviso, il 26 febbraio 2003, mentre stavo rientrando a casa da Ferrara, in compagnia di mio figlio più piccolo che, a quel tempo, aveva dieci anni, accadde un episodio ancor più sconcertante: un'astronave aliena, enormemente superiore alla prima, stava facendo... rifornimento di energia. Io non mi ero assolutamente accorto di nulla e fu mio figlio ad avvisarmi dello spettacolo meraviglioso che stava accadendo dinnanzi a noi...

 

Leggi l'articolo: Ufo sulla città.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

02.06.1984

Poggio Renatico

Due F-104 e un Ufo

Fonte della notizia: quotidiano "La Nuova Ferrara" del 16 ottobre 1989

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, facendo uso della grafica digitale

Testimoni: una persona

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

poggio_renatico_1984.jpg (23613 byte) Il 2 giugno 1984 il signor G.M. è in viaggio da Poggio Renatico verso Ferrara. Quando è quasi alla periferia della città vede un oggetto fermo in cielo. Si ferma ad osservarlo per circa mezz'ora ma l'oggetto non si muove. Ad un certo punto arrivano due F-104 dell'aeronautica militare italiana e incredibilmente... l'oggetto si allontana ad una velocità elevatissima e scompare mentre i due aerei militari presidiano la zona ancora per un po' compiendo alcune virate poi si allontanano definitivamente.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

Marzo 1980

Lido delle Nazioni

Tre Ufo

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine:

ricostruzione del fatto, facendo uso della grafica digitale

Testimoni: famiglia di quattro persone

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

Nazioni1980.jpg (97258 byte)Ci troviamo verso l'inizio di marzo del 1980 ed è un mercoledì pomeriggio. La giornata è un po' nuvolosa ma poiché non ci sono né vento né pioggia una famiglia di ferrarese, composta da padre, madre e dalle loro figlie di 5 e di 2 anni, dopo aver fatto visita ai genitori che risiedono a Ferrara, decide di far ritorno nella loro casa ai lidi ferraresi, dove gestiscono un bar.

Verso le 17.00 imboccano la superstrada e subito si rendono conto che non sono molti coloro che si stanno recando ai lidi. Tutto comunque procede tranquillo per circa un quarto d'ora, fino all'altezza del cavalcavia di Masi San Giacomo, una frazione del Comune di Masi Torello (FE). Subito dopo essere transitati sotto di esso, la moglie si accorge che lassù, di fronte a loro ma leggermente spostato sulla destra, c'è un oggetto a forma di sigaro che proviene verosimilmente dalla direzione di Comacchio; ha una forte luce lampeggiante sul davanti e ogni volta che essa si accende, provoca l'accensione di una miriade di altre lucine tutto intorno al velivolo.

Allarmati, rallentano ed iniziano ad osservare meglio ciò che sta accadendo. Il marito nota allora un secondo oggetto a forma di sigaro, identico al primo ma con una sola luce anteriore lampeggiante e proveniente dal lato sinistro. Notano distintamente i due oggetti lunghissimi; sono così bassi che riescono ad osservarli assai bene: sono uno davanti all'altro, hanno un color argento vivo e, apparentemente, sono entrambi lunghi un centinaio di metri

Quello dietro continua a mostrare una sola luce chiara nella parte anteriore; quello davanti ha invece una luce rossa intermittente nella parte anteriore e quando questa si accende fa illuminare tutto il velivolo con una luminosità dalla tonalità chiara ma intensissima. Rimangono esterrefatti e senza parole, rallentano fin quasi a fermarsi ma decidono di rimanere in auto perché hanno paura. A loro sembra che i due sigari stiano tenendo la direzione verso la città.

Proseguono così il loro viaggio di ritorno verso i Lidi ma continuano ad osservarli negli specchietti retrovisori. All'improvviso incrociano un terzo Ufo: ha un colore scuro e la forma di un disco; provenendo da dietro i due precedenti oggetti, dimostra di avere una velocità maggiore; si avvicina velocemente ai due UFO e li supera agevolmente.

Ma osservando questa manovra da terra, i testimoni hanno come l'impressione di assistere ad un "quasi incidente di volo" tra velivoli alieni, poiché il terzo UFO passa vicinissimo ai due sigari. Rimangono impietriti ad osservare la scena e poi, finalmente, si rendono conto che i tre i velivoli alieni si allontanano in direzione di Ferrara.. Li vedono distintamente allontanarsi e poi hanno come l'impressione di... vederli scomparire! Sono letteralmente sconvolti dalla scena che li ha visti come testimoni indiretti e che, incredibilmente, non ha avuto altri spettatori di passaggio nemmeno nella direzione opposta.

Arrivati al termine della superstrada, imboccano direttamente la statale Romea che conduce al Lido delle Nazioni, ma prima di raggiungere la loro abitazione, decidono di fare una sosta ad un bar di passaggio che conoscono assai bene perché sono soliti fare una sosta durante i viaggi di rientro a casa. Così fermano l'auto ma si accorgono che il locale ha tutte le luci interne accese ma non vi sono persone all'interno. Dopo aver atteso e provato anche a chiamare il proprietario, decidono di ripartire. 

Risalgono in auto e provano ad avviarla: sarà stata la tensione per i due fatti accaduti o, forse, sarà stato un acciacco passeggero delle candele, fatto sta che hanno dovuto fare l'avviamento per ben venti volte prima di sentir ripartire il motore. Ripartono e dopo poco girano a destra per prendere la strada Acciaioli ma, percorso qualche centinaio di metri, si accorgono con loro gran dispiacere che i tre UFO sono ancora in zona e sembra che anch'essi si stiano dirigendo verso il Lago delle Nazioni, presso l'omonimo lido.

I genitori sono assai preoccupati di ciò che sta loro accadendo, anche perché hanno come l'impressione di essere sempre da soli nei momenti più critici, così pensano a raggiungere più in fretta possibile la loro casa. Purtroppo, quando arrivano alla meta e fanno per scendere si accorgono di avere i tre velivoli alieni proprio esattamente sulla loro verticale... 

Poiché ora sono fuori dall'auto, oltre ai colori precedentemente notati, sentono distintamente anche un sibilo fortissimo come se si trattasse del rumore di una turbina e pensano che possa provenire dagli UFO. Anzi, il capofamiglia ha letteralmente pensato:«Ho come avuto l'impressione che quel sibilo corrispondesse ad un saluto». Fortunatamente, proprio quando decidono di entrare in casa più in fretta possibile, si accorgono che tutti e tre i velivoli iniziano a prendere quota ad una velocità impressionante e, nel giro di qualche secondo, notano solo tre piccoli puntini in cielo, ormai altissimi.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

30.12.1978

Codigoro

Un Ufo lenticolare

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, facendo uso della grafica digitale

Testimoni: numerose persone

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

codigoro_30_12_1978.jpg (28648 byte)È il penultimo giorno dell'anno 1978. Per l'ufologia italiana è da ricordare fra gli "anni d'oro" in quanto si è vissuto un vero e proprio flap: gli Ufo hanno volato sui cieli italiani per quasi un mese e Ferrara è stata toccata assai da vicino in quanto entrambi gli avvistamenti (globo di luce su Codrea) si sono protratti per tantissimi minuti cosicché i testimoni sono stati a centinaia.

Il 30 dicembre, verso le 7 di mattina, tra Codigoro e Mezzogoro, numerose persone hanno potuto osservare un Ufo di forma lenticolare, fermo in cielo, al di sopra delle nuvole, mentre emanava una luce pulsante ed emetteva strisce luminose. Dopo aver deliziato per circa tre quarti d'ora un foltissimo pubblico è repentinamente scomparso.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

Estate 1977

Comacchio

Atterraggio di un Ufo?

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, facendo uso della grafica digitale

Testimoni: diversi testimoni

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

comacchio_1977.jpg (52610 byte)Nell'estate del 1977, Ferrara è stata al centro delle cronache nazionali perché, non solo è apparso un Ufo ma, addirittura, diversi testimoni di Comacchio hanno avuto la netta sensazione che esso sia atterrato a Comacchio, in un campo di cipolle. Sono stati subito avvisati i militari dell'arma dei carabinieri i quali hanno verificato che, effettivamente, in quel campo qualcosa era accaduto poiché ancora permanevano evidenti segni di bruciature.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

Agosto 1975

Poggio Renatico

Due Ufo

Fonte della notizia: quotidiano "La Nuova Ferrara" del 16 ottobre 1989

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, facendo uso della grafica digitale

Testimoni: quattro persone

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

poggio_renatico_1975.jpg (37894 byte) Il signor G. M. ha dichiara che in una notte d'agosto del 1975, mentre era insieme al padre A. M. e ad una coppia di amici ferraresi, hanno visto nei cieli di Poggio Renatico due oggetti volanti, di forma ovoidale e del diametro apparente di 15-20 metri, transitare sopra le loro teste. Subito dopo uno si è staccato e si è avvicinato alla comitiva: appariva di colore rosso acceso e la parte sottostante, perfettamente rotonda, era color della ruggine ed evidenziava i segni tipici di portelloni. Durante le manovre di volo e di avvicinamento G.M. ha dichiara che nessuno di loro ha udito alcun tipo di rumore: tutto è avvenuto nel silenzio più assoluto.

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

30.10.1954

Francolino

Tre dischi volanti

Fonte della notizia: quotidiano"Il Giornale dell'Emilia", del 31 ottobre 1954 

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, facendo uso della grafica digitale

Testimoni: sei persone

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

francolino2006_2.jpg (68690 byte)Il giorno 30 ottobre 1954, alle ore 21.00 circa, tre giovani del luogo: G. B., F. D. B. e D. F., hanno dichiarato di avere avvistato tre dischi volanti al di sopra della chiesa parrocchiale di Francolino, ad una quota di circa 200 metri. Gli oggetti volanti avevano la forma di disco, terminante con una breve coda e con un diametro apparente di circa 6 metri. Mantenendo l'altezza costante, si sarebbero aggirati lentamente su tutta la zona, emanando strani bagliori rosso-giallastri.

Dopo circa tre quarti d'ora, alle 21.45, si sarebbero allontanati dalla zona della chiesa, andandosi a spostare su di una tenuta del luogo, di proprietà dell'agricoltore Tieghi; qui, dopo aver sostato sostato per alcuni minuti, sarebbero scomparsi a forte velocità verso Sud-Est, ma sarebbero stati visti da altre persone: i fratelli A. e L. S. e M. M., tutti del luogo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANNO

LUOGO

NOTIZIA

x

x

x

Scheda della notizia

 Data                                - X

 Fonte                               - Centro ufologico ferrarese - CUN Ferrara

 Luogo                              - X

 Durata                             - X

 Testimoni                         - X

 Immagini                         - L'immagine proviene dall'archivio del CUN Ferrara e non è collegata alla notizia citata

 Immagini                         - L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF con grafica digitale

 Immagini                         - L'immagine proviene dal free web

 Immagini                         - L'immagine è una cortese concessione della NASA  (http://www.nasa.gov), Johnson Space Center

 Immagini                         - Foto originale del fatto citato

 Immagini                         - Photo courtesy of Johnson Space Center (http://www.nasa.gov)

 Immagini                         - Photo courtesy of JPL-Caltech/Cornell University (http://www.nasa.gov)

 Traduzione                       - Free translation of the original, from American-English into Italian, by CUN Ferrara

 Commenti                        - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Errori o imprecisioni           - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Testo della segnalazione    - Riportiamo il testo integrale della segnalazione, opportunamente corretto nella sola forma espositiva

Argomenti  

 Capitolo 1                        - X

 Capitolo 2                        - X

 Capitolo 3                        - X

 Capitolo 4                        - X

 Capitolo 5                        - X

 Capitolo 6                        - X

 Capitolo 7                        - X

 Capitolo 8                        - X

 Capitolo 9                        - X

 Capitolo 10                      - X

 

 

Cap. 1 - A

 

A

 

To be continued ...