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Centro ufologico ferrarese |
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Ufo
A FERRARA |
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UFO IN PROVINCIA |
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DATA |
LUOGO |
NOTIZIA |
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2011 |
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26 giugno |
Vigarano Mainarda |
Tre Ufo diurni |
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24 giugno |
Vigarano Mainarda |
Ufo appuntito |
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28 gennaio |
Poggio Renatico |
Incredibili Ufo |
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27 gennaio |
Spinazzino di San Bartolomeo |
Sfera argentata |
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2010 |
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04 giugno |
Santa Maria Codifiume (Argenta) |
Tre Ufo a pastiglia |
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2009 |
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16 dicembre |
Lido degli Scacchi |
Oggetto triangolare |
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07 ottobre |
S. M. Codifiume (Argenta) |
Oggetto discoidale |
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01 aprile |
Strada di Confina (FE) |
Ufo trapezoidale |
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08 marzo |
Scortichino (FE) |
Ufo enorme con alieni |
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2008 |
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23 maggio |
Madonna Boschi |
Ufo stranissimo
(due foto) |
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19 aprile |
Vigarano Pieve |
Ufo a sigaro |
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2007 |
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31 dicembre |
Santa Maria Codifiume |
Sfere luminose |
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10 dicembre |
Marrara |
Ufo ovoidale |
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04 novembre |
Santa Maria Codifiume |
Ufo discoidale |
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26 agosto |
Lido delle Nazioni |
Ufo a
barre |
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19 agosto |
Comacchio |
Ufo a forma di fresbee |
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15 marzo |
Vigarano Mainarda |
Ufo vicino ad aereo
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05 gennaio |
Coronella |
Ufo a doppio coperchio
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2006 |
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16 giugno |
Castello |
Sfera volante
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2005 |
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Settembre 2005 |
Vigarano Pieve |
Ufo a sfera
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11 giugno |
Codigoro |
Ufo a boomerang |
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2004 |
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05 settembre |
Argenta |
Ufo circolare |
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PRIMA DEL 2000 |
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Dicembre 1998 |
Tortiola |
Formazione di luci |
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Giugno 1995 |
Casumaro |
Ufo sui campi |
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27 settembre 1986 |
Vigarano Mainarda |
Astronave enorme ed immobile |
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06 giugno 1984 |
Poggio Renatico |
Due F-104 e un ufo |
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Marzo 1980 |
Lido delle Nazioni |
Tre Ufo |
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30 dicembre 1978 |
Codigoro |
Ufo lenticolare e immobile |
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Estate 1977 |
Comacchio |
Atterraggio di un Ufo? |
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Agosto 1975 |
Poggio Renatico |
Due Ufo |
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30 ottobre 1954 |
Francolino |
Tre dischi volanti |
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ARTICOLI |
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ANNO |
LUOGO |
NOTIZIA |
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2011 |
Vigarano Mainarda |
Tre Ufo diurni |
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Scheda della notizia
Data
-
26 giugno 2011
Fonte
-
Centro
ufologico ferrarese - CUN
Ferrara
Luogo
- Vigarano Mainarda
Durata
- Dalle 17,00 alle 17,30 circa
Testimoni
- Componenti di tre famiglie, per un totale di sette persone
Immagini
-
L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita
dal CUF con grafica digitale
Commenti
-
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Argomenti
Capitolo 1
-
I primi due testimoni
Capitolo
2
-
Altri testimoni
Cap. 1 - I primi due
testimoni
Il
pomeriggio del 26 giugno 2011 era una giornata di sole bellissima e solo
qualche rara nuvoletta bianca macchiava il cielo in qua ed il là. Così
la signora M. A., pensionata sessantaquattrenne, aveva deciso di
prendersi un po' di sole distesa sul lettino del proprio giardino mentre
il marito D. B., pensionato sessantaseienne si trovava a lavorare al
computer all'interno dell'abitazione.
Si
era da poco distesa ed aveva appena trovato la giusta posizione quando,
all'improvviso, scrutando inavvertitamente il cielo limpido, ha notato
che stava accadendo qualcosa di incredibile: lassù, proprio sulla
verticale del suo cortile, c'erano degli
oggetti
completamente
bianchi
e altissimi che stavano compiendo manovre impressionanti. Così ha
iniziato ad avvertire il marito ad alta voce, gridando: "Che
cos'è quella roba là? Guarda cosa stanno facendo!".
Allertato in tal modo, e quindi assai
preoccupato, il marito ha abbandonato la postazione al pc ed è corso
fuori per controllare la causa della preoccupazione della moglie. Giunto
all'aperto ed alzati gli occhi al cielo, nonostante la loro altezza non
ha faticato ad individuare quei misteriosi oggetti bianchi che stavano
girando intorno.
Forse erano due sovrapposti o forse uno
ne aveva espulso un altro, fatto sta che lassù si notavano assai
distintamente due oggetti volanti
bianchi che sembrava giocassero
fra di loro, compiendo manovre inverosimili ora rincorrendosi,
ora avvicinandosi e ora allontanandosi percorrendo tutto l'arco del
cielo visibile, da destra a sinistra, nell'incredibile tempo di tre,
quattro, cinque secondi senza emettere al rumore chiaramente
udibile.
Poi, da Nord, è arrivato il
terzo oggetto volante bianco
che si è prima avvicinato ai primi due e subito dopo tutti e tre hanno
iniziato a "comportarsi come
mosche", ovvero a compiere quegli
incredibili voli in tutte le direzioni con manovre impossibili per
qualsiasi aereo militare.
Cap. 2 - Altri
testimoni
Ovviamente, il clamore manifestato dai
coniugi ha quasi immediatamente allertato le famiglie vicine ed il
signor L. B., pure pensionato, ci ha dichiarato: "Ne
ho visto uno che ha percorso a velocità pazzesca tutta la volta celeste
e poi non l'ho più visto. Aveva la forma a croce".
Il figlio del signor B. L., l'ing. B. R.,
anziché fermarsi ad osservare il fenomeno, ha pensato bene di correre in
casa a prendere il binocolo, uno SKYMASTER 8x40, con zoom a 17x40 per
avere un angolo di visione superiore e così ha potuto, meglio di
chiunque altro presente, osservare che cosa stava realmente accadendo
lassù.
Messa faticosamente a fuoco la scena,
vista anche la velocità di spostamento degli oggetti volanti, egli ha
notato distintamente che quelle cose erano di color bianco tutto
attorno ed avevano l'incredibile
forma di una croce con un'estremità allungata
e non emettevano scie di condensazione di alcun tipo.
L'altro figlio del signor B. L., ovvero
B. M. perito elettronico, ci ha dichiarato che quegli oggetti andavano
continuamente dalla verticale di casa loro verso Ferrara e poi tornavano
indietro, compivano manovre impossibili con virate strettissime e
cambi di direzione improvvisi a velocità elevatissime. Egli ci ha poi
descritto una delle tante manovre che lo hanno particolarmente
impressionato: "Uno, il più grande
dei tre, se ne stava immobile lassù mentre gli altri due percorrevano
gli archi di cielo a destra a sinistra a velocità impressionati,
senz'altro quantificabili in alcuni secondi".
Mentre stava compiendo l'osservazione è
anche stato fortunatissimo poiché proprio in quel momento è apparso nel
cielo messo a fuoco dalle lenti un aereo di linea che, come si sa, vola
ad una quota normalmente compresa fra gli 8.000 ed i 10.000 metri: in
quel preciso istante gli oggetti apparivano grandi un terzo rispetto
a quell'aereo e quindi ha capito che si trovavano assai più in alto.
Poi, come d'incanto, si sono venuti prima
a posizionare sulla sua esatta verticale e così ha deciso di staccare
momentaneamente lo sguardo per continuare l'osservazione ad occhio nudo
ed è stato testimone di un fatto incredibile, del tutto simile a quello
osservato poco prima dal padre: "Un
oggetto volante, in soli due o tre secondi, ha percorso metà arco di
cielo visibile e poi è tornato indietro".
Queste manifestazioni sono state
quantificate da tutti i testimoni presenti in circa una mezz'oretta
piena e si sono concluse in un modo altrettanto incredibile. Lassù vi
era una sola misera nuvoletta di color grigio scuro con la quale
gli oggetti sembravano quasi giocarci, entrandoci per poi uscirne quasi
subito ed avvolgerla velocemente a velocità pazzesca e poi, alla fine,
entrandoci definitivamente senza più uscirne o senza essere più visti in
maniera nitida dai testimoni.
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ANNO |
LUOGO |
NOTIZIA |
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2011 |
Vigarano Mainarda |
Ufo appuntito |
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Scheda della notizia
Data
-
24 giugno 2011
Fonte
-
Centro
ufologico ferrarese - CUN
Ferrara
Luogo
- Vigarano Mainarda
Durata
- Una decina di secondi, circa
Testimoni
- Quattro soci del CUF
Immagini
-
L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita
dal CUF con grafica digitale
Commenti
-
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Argomenti
Capitolo 1
-
L'avvistamento
Capitolo
2
-
La
relazione allo Stato maggiore dell'Aeronautica Militare
Capitolo
3
-
Il modulo OVNI
Cap. 1 -
L'avvistamento
Venerdì
sera 24 giugno, durante l'incontro settimanale della nostra
associazione, siamo stati testimoni di un evento di portata eccezionale
e certamente di natura ufologica. Stante i clamorosi
avvistamenti di luci del 4 e 5 giugno
2011, che hanno visto coinvolte diverse famiglie, nonché
numerosi automobilisti di passaggio che, di fronte alle tante luci in
formazione sui cieli tra Coronella e Vigarano Mainarda hanno ritenuto bene
parcheggiare l'auto e godersi lo spettacolo, avevo avvisato tutti gli
iscritti maggiormente interessati a prender parte alla riunione e così
ci siamo ritrovati in quattro, come del resto avevamo fatto la settimana
precedente per un lungo sky-watch notturno,
purtroppo senza esisti ufologici.
 La
sera del 24 ci siamo così ritrovati nell'ampio cortile della nostra sede
ed abbiamo iniziato subito l'osservazione del cielo, armati di tutto ciò
che serve in questi momenti: apparecchi fotografici, binocolo e
videocamera analogica. Eravamo in quattro: il sottoscritto
Artioli Fiorenzo, insegnante di anni 58, R. G., pensionato di anni 64,
Z. S., pensionato di anni 62 e G. M., operaio di anni 42.
Purtroppo, dopo circa un'ora di osservazione
eravamo solo riusciti a notare il passaggio di tantissimi aerei di linea
commerciale, di diversi satelliti e, ovviamente, lo spettacolo
meraviglioso del cielo notturno, offuscato da qualche piccola nuvola
passeggera ma lassù non avevamo ancora notato il benché minimo segno
ufologico.
Poi, all'improvviso, alle 23,00 esatte è
iniziato questo clamoroso avvistamento che ci ha indotti a
segnalare la
vicenda
allo
Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, attraverso
la compilazione del Modulo di segnalazione O.V.N.I. (Oggetti
Volanti Non Identificati) che abbiamo poi consegnato al Maresciallo
comandante della locale stazione dei carabinieri il 5 luglio 2011.
Come dicevo, eravamo nel vasto cortile
della nostra sede già da oltre un'ora ed alternavamo momenti di intensa
osservazione ad altri di riposo standocene comodamente seduti nel
giardino all'aperto, chiacchierando delle passate vicende e degli
strumenti necessari ad osservare il cielo in chiave ufologica.
Organizzare
uno sky-watch non è una cosa complicata poiché si tratta
sostanzialmente di osservare ma è bene avere tutte le attrezzature necessarie,
alcune utili a
"misurare dei valori" altre ad "osservare con precisione". Nella
strumentazione
minima non dovrebbero comunque mai mancare: binocolo,
macchina fotografica digitale, telefonino, torcia e pile di riserva.
In
particolare, il
binocolo è bene che
sia almeno del tipo "10X50". Di
questi due valori, il "10" è il
valore degli ingrandimenti che si possono
ottenere mentre "50" indica il
diametro della lente frontale e quindi la luminosità;
è chiaro che più alto è il valore del primo numero (10) più sono
elevati gli ingrandimenti che si potranno ottenere e più è alto il secondo
numero (50) e maggiore sarà la luminosità del tuo binocolo; tuttavia,
prima di acquistare uno strumento più potente, conviene considerare il
fatto che a 10 ingrandimenti si ottiene un'immagine sufficientemente
stabile in relazione al tremolio trasmesso dal tuo corpo e dalle tue
mani.
La
macchina fotografica digitale è bene che disponga di una scheda di memoria aggiuntiva di almeno 128
Megabyte, di una definizione di almeno 5 milioni di pixel ed abbia la possibilità di
registrare filmati
audio di almeno un minuto, meglio se in HD. Ai fini dell'orientamento
generale è bene disporre anche di altre cose utili come la bussola magnetica,
la mappa del cielo (una per ogni stagione), riportante le costellazioni,
il quadro completo dei "flares" dei satelliti Iridium, del
telescopio spaziale Hubble e della stazione spaziale ISS.
Così, mentre si stava un po' parlando e
un po' osservando le condizioni meteorologiche è arrivato un grido di
uno di noi: "Guardate! Guardate là. Che cos'è quella roba?" ha
gridato S. Z. con tutta la voce che aveva in gola. Il caso ha voluto che
tutti noi, in quel preciso istante, stessimo guardando nella stessa
identica direzione in cui si stava cacciando quel misteriosissimo
oggetto volante. Quindi ci è stato sufficiente osservare il braccio di
S. Z. che indicava proprio la zona di cielo davanti a noi e così, tutti
insieme, abbiamo osservato uno spettacolo meraviglioso. Lassù, a poche
centinaia di metri al di sopra delle nostre teste si stava
tranquillamente volando, con moto lineare e costante, un
apparecchio dalla forma assai strana.
Abbiamo potuto osservarlo circa dieci
secondi, dopodiché è scomparso nel buio della notte, di certo
aiutato anche dall'aumentata distanza. Un tempo, dunque, decisamente
buono per l'osservazione di fenomeni di questo tipo ma del tutto
insufficiente per essere fotografarlo o filmato.
Proveniva dalle nostre spalle, quindi da
Nord/Nord-Ovest ed era diretto, con volo assai lineare,
verso Est/Sud-Est, in direzione del Centro Radar di Poggio Renatico,
mantenendosi su di una quota di volo assai bassa, che noi abbiamo
quantificato tra i 500 ed i 1.000 metri circa, ovvero quella che
normalmente viene utilizzata da tutti coloro che dalle nostre parti
utilizzano i deltaplani decollando dalla locale pista di volo, per cui
presumiamo che possa facilmente
essere stato intercettato dagli strumenti della base militare.
Come s'è visto, avevamo con noi tutto ciò
che serve in questi momenti: apparecchi fotografici, binocolo e
videocamera analogica ma, incredibilmente, non ci sono serviti a
nulla. Infatti, se da una parte la durata della fenomenologia non ci ha
consentito di accendere la macchina fotografica o la videocamera, che
hanno appunto bisogno di tutto quel tempo per essere operativi,
dall'altra non siamo riusciti nemmeno a puntare l'oggetto col binocolo
perché meravigliati da ciò che stavano osservando i nostri occhi.
A tutti noi, comunque, è sembrato che
avesse una forma ovoidale, con le estremità notevolmente
appuntite ma sostanzialmente simmetriche, sia in lunghezza
che in larghezza. Non si notavano finestrini o qualcosa di
assimilabile a degli oblò per cui non abbiamo notato alcun tipo di
luce artificiale fuoriuscire da quella forma ma, a due di noi che
indossano gli occhiali per distinguere meglio da lontano è parso di
notare come una debolissima aureola, del tutto simile ad un
alone, che stava come a circondare quella misteriosa forma ellissoidale
in volo. I suoi contorni erano nitidissime e la superficie si mostrava
del tutto liscia ed uniforme, senza sporgenze od asperità.
Sul colore siamo stati tutti in perfetto
accordo: era rosa scuro in tutta la sua grandezza, senza alcuna
variazione. Si tenga però presente che noi lo abbiamo osservato prima da
sotto e poi da dietro, quindi non possiamo dire nulla di ciò che stava
davanti e men che meno di ciò che stava sopra.
Quello stranissimo oggetto non
emetteva alcun tipo di rumore che fosse da noi chiaramente
distinguibile; di ciò sismo stati tutti d'accordo poiché in quel momento
non stava passando alcun veicolo a motore sulla via alle nostre spalle o
in quelle poste nelle immediate vicinanze.
Quale potesse essere la sua grandezza
reale è certamente difficile da stabilire per cui, nel tentare di
definirla in maniera del tutto empirica, dovremo utilizzare un
confronto: considerando che la sua quota di volo era assimilabile a
quella di un deltaplano, compresa quindi tra i 500 ed i 1.000 metri
circa, e tenuto poi conto di come appaiono grandi gli aerei di linea in
volo fra gli 8.000 ed i 10.000 metri, abbiamo valutato che la sua
grandezza, alla quota dell'avvistamento, potesse essere di almeno tre
o quattro volte quella di un aereo di linea, e quindi decisamente
grande.
Cap. 2 -
La relazione allo Stato Maggiore dell'Aeronautica
Militare Italiana
L'avvistamento
è stato così nitido e clamoroso che ci ha indotti a presentare una
dettagliata relazione
allo Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare Italiana,
utilizzando l'apposito modulo di segnalazione di O.V.N.I.,
ovvero Oggetti Volanti Non Identificati, così come preferiscono
definirli i nostri militari, al posto del troppo americanizzante UFO.
Il
nuovo modulo di segnalazione di avvistamenti,
che è direttamente scaricabile dalla pagina che la nostra Aeronautica
militare ha dedicato agli OVNI fin dal 2009,
è una delle tre novità ufologiche presenti sul sito dell'Aeronautica
militare italiana (http://www.aeronautica.difesa.it).
Questa novità non sta tanto nel contenuto offerto ma nel
tipo di servizio a cui, ora, qualsiasi persona può afferire: accedendo
alla pagina web suddetta, è possibile cliccare su di un
link che apre, in
formato Word, un modulo col quale
si può compilare la relazione del presunto
avvistamento di un OVNI, ovvero di un Oggetto Volante Non
Identificato.
Mentre prima, a fronte di un avvistamento ufologico,
occorreva recarsi presso una qualsiasi Caserma dei Carabinieri e
chiedere di stendere una denuncia scritta del fatto, con evidenti
problemi di imbarazzo e di disponibilità temporale, ora è possibile
aprire l'apposito modulo e seguire due
strade: o compilarlo online, poi stamparlo e quindi consegnarlo ad un
Comando Carabinieri o stamparlo grezzo poi compilarlo con tutta calma
a casa propria e
quindi consegnarlo, comunque, ad un Comando Carabinieri.
Insomma, sia la prima che la seconda soluzione lasciano il tempo di
riflettere e non creano né ansia né agitazione al testimone che decide
di comunicare quanto i suoi occhi hanno visto, tuttavia
occorre presentarlo bene questo modulo, che
proprio "nuovo nuovo" non è: secondo noi, si
tratta di una rivisitazione della vecchia modulistica, di cui abbiamo parlato dell'articolo titolato "I comunicati",
sempre contenuto in questa nostra pagina web.
Innanzitutto, evidenziamo un particolare che forse sarà sfuggito a
qualcuno ma, certamente,
non a noi ufologi: il modulo in questione parla
espressamente di OVNI, ovvero Oggetti Volanti Non Identificati,
cioè qualcosa che è costruito di materia solida, che si può vedere e toccare, in maniera
del tutto simile ai nostri velivoli.
Par così di capire che, contrariamente alle
numerosissime segnalazioni di misteriose luci diurne o notturne, singole
o a coppie o in formazione, la nostra Aeronautica voglia prendere in
considerazione solo qualcosa di afferibile ad
oggetti volanti solidi e
concreti, del tutto simili agli aerei,
lasciando forse intendere che
anche dietro agli avvistamenti
delle luci vi sia, comunque,
un oggetto vero e
proprio, in grado di sostenersi in volo autonomamente.
Questa è
certamente una sottigliezza non da poco in quanto, già a priori, si
esclude volontariamente ogni forma di luminosità misteriosa e ci si pone
di fronte alla questione ufologica considerando il solo aspetto che si
possa essere trattato di un oggetto volante vero e proprio. Non male eh,
cari colleghi ufologi! Ma passiamo
ora ai vari punti di questo "nuovo" modulo di segnalazione.
Cap. 3 -
Il modulo OVNI
Questo nuovo modulo è suddiviso in 21
parti, oltre ad un'intestazione e ad un punto finale.
Intestazione
- Relazione su
avvistamento di OVNI
Con un richiamo specificato da un asterisco, si rimanda a fondo pagina
dove viene specificato che nel caso gli oggetti
fossero più di uno, sarà necessario:
a) scindere ogni risposta così: 1° oggetto ...., 2° oggetto ....,
3°
oggetto .....;
b) se lo spazio per rispondere
non fosse sufficiente, si consiglia di
riportare su un foglio di carta il numero della domanda e la
corrispondente risposta;
c) sempre in caso di assenza di spazio o di
voce specifica, si consiglia
di riportare su foglio a parte gli eventuali particolari osservati e non
previsti nelle domande del presente questionario.
Punto 01 -
Data
dell'avvistamento
Rispetto al precedente modulo, che richiedeva la data esatta e,
giustamente, contava le ore da mezzanotte a mezzanotte,
ora si chiede, nel caso l'avvistamento sia
avvenuto in ore notturne, di specificare sia il
giorno iniziale che quello
finale dell'avvistamento. Par di
capire che nelle passate segnalazioni vi siano stati disguidi rispetto
agli orari di presunti avvistamenti notturni per cui, ora, si è pensato
di porre rimedio chiedendo anche la data di inizio avvistamento e quella
in cui esso sia terminato. Se così fosse, condividiamo pienamente.
Punto 02 -
Ora
dell'inizio dell'avvistamento
Qui rimane tutto invariato e si ribadisce l'importanza di
indicare l'ora esatta, comprensiva dei minuti. Infatti, se si
controllano gli orari delle segnalazioni del 2008, si nota subito che
quasi nessuno è stato in grado di fornire l'ora esatta di inizio
dell'avvistamento e tutti gli orati riportano la specificazione "circa".
Condividiamo pienamente la necessità di
attenersi al protocollo e di specificare l'ora esatta poiché, al giorno
d'oggi, l'orologio ce l'abbiamo quasi tutti, come pure il telefonino.
Punto 03 -
Condizioni
meteorologiche al momento dell'avvistamento
Rimane tutto come prima e si continua a chiedere informazioni
apparentemente accessorie ma utilissime, dal punto di vista
meteorologico, per inquadrare meglio la fenomenologia e cercare
eventualmente in quelle pieghe la ragione del presunto avvistamento.
Basti pensare alla sfilza interminabile degli inganni del
Sole, delle stelle,
delle meteore e delle
nuvole che noi abbiamo raccolto alla voce "Ufoinganni"
e che sarà presto oggetto di un ulteriore corposo articolo di
approfondimento.
Condividiamo pienamente l'impostazione di
fondo poiché gli inganni creati dalla Natura sono una realtà che,
da sola, elimina una percentuale enorme di presunti avvistamenti ma ci
sentiamo anche di dare un consiglio alla nostra Aeronautica Militare,
consistente nell'integrare il modulo con un riferimento preciso
agli inganni creati dall'uomo come, ad esempio: i satelliti artificiali, i
palloni atmosferici, i
palloni-giocattolo, i piccoli
velivoli radiocomandati, le
mongolfiere, le lanterne cinesi, le sonde, i
razzi e gli aerei militari
sconosciuti.
A tal proposito, sarebbe sufficiente introdurre una serie di domande
del tipo:«Ti senti di escludere la possibilità
che si sia trattato di un satellite artificiale?». Ogni
domanda potrebbe poi includere, oltre all'ovvia possibilità di avere una
semplice e sintetica risposta chiusa (Sì,
No) anche un paio di righe per avere una risposta
aperta (Perché lo escludi? Perché non lo escludi?).
Oppure, rendendo la cosa ancor più semplice, si potrebbe semplicemente
introdurre una domanda generica ma comprendente tutti gli Ufoinganni
naturali ed artificiali, del tipo: «Ti senti di
escludere la possibilità che si sia trattato di un inganno creato
dalla Natura (Sole, stelle, meteore, nuvole)
o dall'uomo (satellite, pallone, sonda, velivolo radiocomandato,
mongolfiera, lanterna cinese, razzo, aereo militare sconosciuto)?».
Evidenziamo, infine, che una voce di questo punto del modulo chiede di
conoscere, in caso di vento, due voci: l'intensità
e la direzione. Crediamo che sia abbastanza
ovvio evidenziare la difficoltà di identificazione dell'intensità del
vento che vada oltre le semplici definizioni di: "assente, debole,
forte, intenso"; e ancor più difficile risulta identificare la direzione
dell'oggetto rispetto ai punti cardinali poiché le capacità di
orientamento, in quei momenti così particolari, sono l'ultima cosa a cui
si pensa. Ad ogni buon conto, è sempre meglio avere un'informazione in
più che, nel caso della "direzione" diventerebbe assai importante
rispetto ad altre testimonianze che si fossero venute a trovare sulla
traiettoria dell'avvistamento.
Punto 04 -
Posizione
dell'osservatore
In realtà, questo punto è stato leggermente modificato nella forma
poiché nel vecchio questionario esso prendeva il titolo generico di "Luogo"
ma, comunque, occorreva sempre fornire le stesse indicazioni che vengono
richieste anche ora, ovvero: la regione, la
città, la strada, ecc., disegnando in un apposito spazio
posto sulla destra, una piantina della zona e indicando con una crocetta
la posizione del testimone. Viene anche richiesto di specificare se, al
momento dell'avvistamento, il testimone si trovasse su di un mezzo di trasporto, nel qual caso si
dovrà fornire le relative caratteristiche del mezzo. Se, invece, si
fosse trattato di un'osservazione da un aereo,
si dovrà dare informazioni riguardo il tipo di velivolo, la quota, la
rotta e la velocità.
Condividiamo pienamente la necessità di
attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni
non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali"
pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare, privando così il
cittadino italiano di una parte importante della notizia
dell'avvistamento; non si capisce perché non si pubblichi una parte
della notizia che, tra l'altro, non va nemmeno ad intaccare la privacy
del testimone.
Punto 05 -
Osservazione dell'oggetto
Nella sostanza, rimane tutto come prima ma nella forma prima si chiedeva
la presenza o meno di "Eventuali filtri";
cosicché, anche ora si chiede, appunto, di indicare se l'avvistamento
abbia avuto il filtro di una finestra, di un paio di
occhiali, di un binocolo o di un altro strumento da indicare. Noi sappiamo bene
l'importanza che assume, al momento di un presunto avvistamento,
l'incidenza di una fonte luminosa esterna su di una parete vetrata o
plastificata (A tal proposito consigliamo vivamente la lettura
dell'articolo "La fotografia digitale"
nella pagina "Fotografare Ufo"), per cui condividiamo
la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma
evidenziamo che questa richiesta di informazioni
non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali"
pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.
Punto 06 -
Durata
dell'osservazione
Anche qui, nella sostanza, tutto rimane invariato ma si è scelto di
inglobare le vecchie diciture di "Inizio avvistamento"
e "Durata del fenomeno" con quest'altra,
appunto e così, ora si chiede di specificare per quanto tempo si sia
protratto il fenomeno osservato, in ore, minuti e secondi.
Ovviamente, condividiamo la necessità di
attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che
questa richiesta di informazioni non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali"
pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.
P unto
07 -
Posizione
iniziale dell'oggetto
Nella sostanza, tutto rimane invariato ma si è scelto anche qui il
cambiamento della dicitura che prima si chiamava "Localizzazione
iniziale dell'oggetto". In pratica, occorre specificare
dove si trovasse esattamente l'oggetto avvistato,
rispetto ai punti cardinali o ad altri punti di riferimento, come
magazzini, fabbriche, boschi, ponti, strada o altra struttura
significativa. Condividiamo la necessità di
attenersi al protocollo fin qui suggerito anche perché siamo ancora in
una fase delle descrizione che non contempla i particolari ma solo i
punti di riferimento, spaziali e temporali ma evidenziamo che
questa richiesta di informazioni non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali"
pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.
Punto 08 -
Posizione
finale dell'oggetto
Questo punto viene ad inglobarne due del vecchio questionario, ovvero
la"Modalità di fine avvistamento" e la "Localizzazione
finale dell'oggetto" ma, alla fine, chiede semplicemente di
precisare
dove si trovasse esattamente l'oggetto al termine
dell'avvistamento, prendendo come elementi di riferimento i
classici punti cardinali o i strutture chiaramente individuabili, come,
ad esempio:
magazzini, fabbriche, boschi, ponti o strada.
In pratica occorre
utilizzare una frase del tipo:«L'OVNI si è allontanato in direzione
...». Condividiamo la necessità di
attenersi al protocollo per gli stessi motivi descritti nel precedente
punto ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni
non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali"
pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.
Punto 09 -
Altezza
dell'oggetto al di sopra dell'orizzonte
Questo punto è rimasto quasi invariato e vi si chiede semplicemente di
indicare l'altezza apparente tenuta
dall'OVNI, con una frase del tipo: «All'inizio dell'avvistamento l'OVNI
si trovava ad una quota di circa ...° (gradi) mentre alla fine
dell'avvistamento è venuto a trovarsi ad una quota di circa ...°
(gradi).
Ovviamente, poiché è un problema indicare
in gradi, l'altezza di un oggetto rispetto alla linea dell'orizzonte,
ovvero quella linea che divide idealmente il cielo dalla terra, il
modulo offre il disegno di una persona che sposta il braccio dall'alto
verso il basso.
La didascalia "tenta" di spiegare il funzionamento del
suddetto disegno, stabilendo il rapporto "lettera
A = inizio dell'avvistamento" e "lettera S = fine dell'avvistamento"; in questo modo
il testimone avrà come unica difficoltà quella di scegliere l'altezza
giusta rispetto alle varie linee fittizie che verrebbero a crearsi sul
prolungamento delle traiettorie indicate dal dito della persona.
Diciamo subito che non condividiamo l'impostazione
di questo punto poiché, oltre alla frase, viene richiesto anche un
disegno che, purtroppo, se eseguito malamente, rischia di confondere le
acque in quanto due spiegazioni diverse di uno stesso fatto ( grafica l'una e letteraria
l'altra), possono causare errori, per cui suggeriamo
di semplificare l'inizio e la fine dell'avvistamento con frasi del tipo:
1) ... all'inizio l'oggetto si trovava circa sulla
nostra verticale (90° rispetto all'orizzonte);
2) ... all'inizio l'oggetto si trovava davanti a
noi, circa a metà fra terra e cielo (45°);
3) ... all'inizio l'oggetto si trovava davanti a
noi, appena sopra la linea dell'orizzonte (15°).
Concludiamo evidenziando
che
anche questa richiesta di informazioni non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali"
pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.
Punto 10 -
Altezza
dal suolo a cui volava l'oggetto
Il punto è rimasto totalmente invariato e si chiede semplicemente di
indicare a quale quota volasse l'oggetto, utilizzando una frase che
potrebbe essere: « L'oggetto si trovava ad una
quota apparente di circa... metri». Condividiamo
la necessità di attenersi al protocollo ma
evidenziamo subito il
problema dell'identificazione della quota e lo facciamo ponendo una
serie di domande riferite alle altezze di volo:
a) Sapete a quale quota vola normalmente un
aereo militare?
b) Sapete a quale quota vola normalmente un
aereo civile, di linea?
c) Sapete a quale quota vola normalmente un
elicottero militare?
d) Sapete a quale quota vola normalmente un
aereo da turismo?
e) Sapete a quale quota vola normalmente un
ultraleggero?
f) Sapete a quale quota vola
normalmente un deltaplano?
Provate a rispondere ma poi andate a
leggervi, nella cartella del nostro "Lock up",
l'articolo "A che altezza sarà?" e così
scoprirete quanto sapete realmente delle quote di volo di tutto quanto
ci gira sulla testa.
Per questo motivo suggeriamo, anche per questo punto, di
introdurre
domande semplici, come nel punto precedente ma che, alla fine,
contribuiranno ad avere un quadro maggiormente esaustivo
dell'avvistamento. Ovviamente, non possiamo tacere il fatto che anche
questo punto non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali"
pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.
Punto 11 -
Distanza
dell'oggetto dal punto in cui si trovava l'osservatore
In questo punto, dove si è cambiata solo la vecchia dicitura di "Distanza
dal testimone", si chiede di
indicare la distanza dell'oggetto rispetto all'osservatore, esprimendola
o in chilometri (Km) o in
miglia nautiche (NM). È ovvio che la misura
indicata sarà un "circa" poiché, come abbiamo evidenziato con le domande
al punto precedente è assai arduo stabilire delle distanze in assenza di
punti di riferimento noti. Ovviamente, condividiamo nel merito la necessità di attenersi al protocollo
ma non possiamo tacere il fatto che anche questo punto
non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali"
pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.
Punto 12 -
Eventuali spostamenti dell'oggetto
Questo punto, nel quale nulla è cambiato, è certamente tra i più
importanti del modulo poiché si chiede di descrivere tre elementi
fondamentali dell'avvistamento che, tra l'altro, sono proprio quelli
riportati nel modulo finale degli avvistamenti ufficiali: la
direzione dell'oggetto, la
velocità
che ha tenuto nel muoversi e le eventuali rotazioni compiute. Condividiamo l'impostazione generale
di questo punto del protocollo ma evidenziamo quanto sia difficile dare
una valutazione della velocità che esuli dalle definizioni di "fermo",
"movimento lento" e "forte accelerazione".
Punto 13 -
Disegno
del cielo di fronte all'osservatore
Questo è il vecchio punto del "Disegno
dell'accaduto", ovvero la richiesta di misurarsi con le
proprie capacità grafico-rappresentative. In pratica, dopo aver eseguito
uno schizzo del paesaggio, si deve
disegnare quella che potrebbe essere una parte importantissima
dell'avvistamento, consistente nella modalità che l'oggetto volante ha
utilizzato per spostarsi nel cielo: ovvero, il percorso che l'Ufo ha seguito.
Ovviamente, condividiamo pienamente anche questo punto,
sottolineando che esso, assai più di ogni parola, è esplicativo
dell'avvistamento. Tuttavia, non possiamo far a meno di evidenziare che
anche questo punto non viene tenuto in alcuna
considerazione al momento di fornire il quadro sinottico
semestrale degli avvistamenti ufficiali.
Punto 14 -
Rumore
prodotto dall'oggetto
Su questo punto è stata eseguita una piccolissima variazione rispetto
alla precedente dicitura, assai importante dal punto di vista ufologico;
prima, infatti, si chiedeva solamente di specificare eventuali
Rumori
legati all'accaduto che, come è facile intuire, potevano
facilmente essere associati ad altre fonti mentre
ora si chiede di sapere se l'oggetto avvistato abbia o meno prodotto dei
rumori durante la sua manifestazione.
Ovviamente, condividiamo in pieno la modifica introdotta ma non possiamo far a meno di evidenziare che,
ancora una volta, un punto sostanziale non viene tenuto in alcuna
considerazione al momento di fornire il quadro sinottico
semestrale degli avvistamenti ufficiali. Peccato!
Punto 15 -
Luminosità
dell'oggetto
Nessuna variazione sul punto in cui viene richiesto il
tipo di luminosità eventualmente
espressa dall'oggetto dell'avvistamento (come una stella o come un faro
di automobile oppure accecante). Nel caso poi in cui la luminosità
variasse di continuo, è richiesto di specificare la
durata di ogni variazione luminosa e quante
volte sia avvenuto in un minuto.
Pur condividendo l'impostazione
della richiesta, desideriamo sottolineare quanto sia
difficile fornire
serenamente una spiegazione attendibile sulle impressioni che eventuali
luci potrebbero generare nei testimoni di vista di un fatto che, essendo
di natura ufologica, rappresenta certamente qualcosa di eccezionale per
la vita di una persona.
È chiaro che se parliamo, invece,
dell'avvistamento di qualcosa che si trova alla distanza di un aereo,
l'elemento "impressione" è minimo e si possono raccogliere informazioni
attendibili sull'eventuale luminosità emessa.
Concludiamo sottolineando
che anche questo punto non trova spazio nel
quadro sinottico semestrale degli avvistamenti ufficiali. Infine,
desideriamo segnalare che il modulo originale riporta un errore
grammaticale importante: riferendosi alla distanza, parla di "silometro",
intendendo probabilmente la parola "chilometro" poiché il silometro è
uno strumento da marina, che viene utilizzato per misurare la
velocità delle navi e quindi non può essere portato agevolmente in
tasca da chiunque. Provvederemo (2 luglio 2009) a segnalare la svista ai
nostri esperti di aeronautica.
Punto 16 -
Forma
dell'oggetto
Nessuna variazione anche per questo importantissimo punto nel quale è
richiesto di eseguire un disegno dell'oggetto,
mettendo in evidenza quale, a giudizio del testimone, fosse la parte
anteriore.
Condividiamo pienamente la necessità di
attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni
non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate
sul sito della nostra Aeronautica Militare.
Punto 17 -
Colore
dell'oggetto
Nessuna variazione anche per questo punto nel quale è richiesto sia di
indicare la colorazione dell'oggetto che
eventuali variazioni verificatesi con regolarità; in questo caso si
chiede di indicare quante variazioni di colore vi siano state in un
minuto.
Condividiamo pienamente la necessità di
attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni
non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate
sul sito della nostra Aeronautica Militare.
Punto 18 -
Nitidezza
dei contorni dell'oggetto
Nessuna variazione anche per questo punto nel quale è richiesto di
indicare i contorni dell'oggetto che, a
titolo di esempio, potrebbero corrispondere a:
fiamme, vapori,
fumo, aloni
più o meno luminosi; ovviamente, in questi casi sarà bene specificarne
la relativa colorazione.
Condividiamo pienamente la necessità di
attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni
non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate
sul sito della nostra Aeronautica Militare.
Punto 19 -
Grandezza
dell'oggetto
Nessuna variazione anche per questo importante punto nel quale è
richiesto di specificare la grandezza apparente,
ovviamente rispetto o al Sole o alla Luna o al faro di un'auto o ad una
stella. Rispetto al vecchio questionario, qui vengono introdotte le
richieste di indicare le eventuali modalità con
cui variava la sua grandezza e i tempi in cui tali variazioni fossero
avvenute.
Condividiamo pienamente la necessità di
attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni
non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate
sul sito della nostra Aeronautica Militare.
Punto 20 -
Eventuali
riprese fotocinematografiche dell'oggetto
Nessuna variazione anche per questo importante punto che prima aveva la
dicitura di "Fotografie e filmati eseguiti". In esso viene
richiesto, in caso affermativo, di accludere copia
positiva del materiale realizzato, descrivendo il tipo di
apparecchio usato, la lunghezza focale dell'obiettivo, l'apertura
del diaframma, la durata di esposizione e il tipo di
pellicola usata. È chiaro che il questionario si riferisce ad un
apparecchio del tipo analogico e non alla moderne macchine
fotografiche digitali. Ciò è chiaramente indice di
scarsa attenzione al progresso tecnologico.
Peccato, proprio dalla nostra amata
Aeronautica Militare.
Condividiamo pienamente la necessità di
attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni
non trova poi
spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate
sul sito della nostra Aeronautica Militare.
Punto 21 -
Altri
osservatori presenti durante l'avvistamento
Nessuna variazione importante anche per questo importante punto che
prima aveva la semplice dicitura di "Altri testimoni"; in esso è
richiesto di specificare le generalità e gli indirizzi di eventuali
altri testimoni o, almeno indicare quanti erano.
Condividiamo pienamente la necessità di
attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni
non trova poi
spazio adeguato all'interno delle "Segnalazioni ufficiali"
pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare, dove vengono solo
utilizzate formule del tipo "privato cittadino"
o "pilota civile" o "pilota
militare".
Punto finale -
Generalità e indirizzo
dell'osservatore
Nessuna variazione importante anche per questo importante punto che
prima aveva la semplice dicitura di "Generalità e indirizzo del
dichiarante"; ora si chiede di fornire: cognome, nome, età,
professione, indirizzo, numero telefonico e data di compilazione del
questionario.
|
|
ANNO |
LUOGO |
NOTIZIA |
|
2011 |
Poggio Renatico |
Incredibili Ufo |
|
Scheda della notizia
Data
-
28 gennaio 2011 (Foto originale del 22 gennaio 2011, ore 14,45)
Fonte
-
Centro
ufologico ferrarese - CUN
Ferrara
Luogo
- Poggio Renatico
Durata
- Alcuni secondi
Testimoni
- Una persona
Immagini
- Foto originale
del fatto citato
Commenti
-
Specifica il titolo e la data di questa
notizia
Errori o imprecisioni
-
Specifica il titolo e la data di questa
notizia
Argomenti della notizia
Titolo 1
-
Antefatto
Titolo 2
-
Il Centro Radar di Poggio Renatico
Titolo 3
-
La fotografia del testimone
Titolo 4
-
Ufo e fotografia digitale
Titolo 5
- È possibile fotografare Ufo?
Titolo 6
-
Quale macchina fotografica acquistare?
Titolo 7
-
Il falso mito dei megapixel
01 -
ANTEFATTO

La sera del 28 gennaio 2011, durante un'ordinaria riunione del
nostro gruppo ufologico, un iscritto si è presentato in sede portandoci
questa incredibile fotografia di oggetti volanti non identificati,
fermati dal CCD della sua macchina fotografica sui cieli di Poggio
Renatico. La zona di cielo interessata è compresa in un'area abbastanza
vasta, estesa almeno venti chilometri quadrati, pur tuttavia assai ben delineata in
quanto viene praticamente a circondare il Centro Radar Militare
di Poggio Renatico, meglio noto come COFA (Comando operativo
forze aeree) e deputato al controllo del traffico aereo su gran parte
dell'Italia centro-settentrionale e dell'Europa dell'est.
Questa grande
area militare, che è compresa fra i territori dei Comuni di Vigarano
Mainarda, di Mirabello, di Poggio Renatico e di Ferrara, è letteralmente
circondata dalle località minori di: Borgo, Madonna Boschi, Castello,
Coronella e Chiesuol del Fosso nelle quali, nel corso di questi ultimi
anni, si sono avuti, a più riprese, misteriosi avvistamenti che, a detta
dei testimoni, si sono presentati come: luci circolari di vari colori,
luci allungate e di forma conica, fasci di luce piramidale piroettanti a
poche decine di metri dal suolo, sfere luminose, sfere apparentemente
metalliche, oggetti a tutta ala e perfino un'enorme nave spaziale
con
esseri antropomorfi a bordo.
02 -
IL CENTRO RADAR DI POGGIO
RENATICO
La Base Aerea di Poggio Renatico si trova
sull'area del vecchio campo di aviazione di Poggio Renatico, fatto
costruire verso il 1918 dalla Regia Marina Militare in località
Cascina Nuova, con lo scopo di ottenere una base da bombardamento
organizzata in hangars per gli aerei, capannoni deputati ad officina,
magazzini di deposito, caserma per l'alloggio dei militari e pista di
atterraggio lunga ottocento metri. Nel 1923 la base venne dedicata al
tenente bolognese Giuseppe Veronesi.
A partire dal 1931 venne qui
dislocato l'8° Stormo della Prima Brigata Aerea da combattimento, più
noto come "8° Stormo da combattimento notturno". Nel 1943 divenne
sede operativa della Luftwafe e tale rimase fino alla sua pressoché
quasi completa distruzione da parte delle forze aerea alleate.
L'area rimase così del tutto inutilizzata
fino al 1972, allorquando venne qui trasferito dall'aeroporto di
Ferrara l'11° Gruppo Radar, costituito negli anni Cinquanta. Da allora
la base crebbe sempre più in estensione ed importanza e nel 1983
divenne uno dei perni del sistema difensivo della NATO, grazie
all'installazione di moderni ed efficaci sistemi militari di controllo
del traffico aereo, compresi i collegamenti diretti con gli aerei Awacs.
Dal 1988 qui venne costituito il
COFA o
Comando Operativo delle Forze Aeree, nato dalla fusione
del 1° ROC di Monte Venda e dell'11° Gruppo Radar; esso, stando
all'organigramma organizzativo delle nostre forze aeree militari, è da
intendersi come un organismo basilare del sistema aereo italiano poiché
è, di fatto, uno dei comandi di vertice, con il compito di coordinare e
pianificare l'impiego delle forze aeree per l'adempimento delle missioni
promosse dall'ONU e dalla NATO.
Nel 1999 venne qui insediato il
CAOC-5 o
Combined Air Operations Center Five, con il compito di
difendere gli spazi aerei
italiani, sloveni ed ungheresi. Nel
2003 si assistette al trasloco
dell'intero comando operativo delle nostre forze aeree, da Vicenza a
Poggio Renatico e nel 2006 si costituì il gruppo Riporto e
Controllo Difesa Aerea con gli stessi compiti prima attribuiti al
disciolto 11º Gruppo Radar di Ferrara (11° GRAM o Gruppo radar
aeronautica militare), ovvero la sorveglianza dello spazio aereo di
propria responsabilità, in modalità 24H, compresa la guida dei caccia
intercettori della nostra difesa nazionale, in missione di comando di
intervento diretto, in sinergia totale con gli altri gruppi radar
italiani (21°, 22°, 32° e 34°), ognuno per i cieli di propria
competenza.
Recentemente è stato dotato di un piccolo
eliporto ma si può considerare un centro militare di primaria
importanza tanto che risulta ufficiosamente dotato di ben tre piani
interrati. Per tali ragioni si prevede un ulteriore ampliamento
della base radar, sia sul piano della struttura organizzativa che
dell'importanza militare, in virtù del fatto che la NATO prevede un
sistema unico di comando e controllo per cui è facile immaginare che
Poggio Renatico sarà destinato a diventare il più importante centro
italiano di controllo militare dello spazio aereo.
03 -
LA FOTOGRAFIA DEL
TESTIMONE
Quella mattina del 22 gennaio il
signor S. Z. si era alzato molto presto poiché doveva partecipare ad
una gara di pesca organizzata in alcuni laghetti a pochi chilometri da
Poggio Renatico, in territorio bolognese. Essendo un nostro iscritto,
egli porta sempre con sé un apparecchio fotografico poiché è fermamente
convinto che lassù, nascosti fra la radiazione elettromagnetica della
luce visibile all'occhio umano e quella dell'infrarosso, non visibile
dal nostro occhio ma ben visibile grazie al CCD delle moderne macchine
fotografiche digitali, si possa nascondere una parte dei segreti
dell'ufologia e, in modo particolare, quella relativa ai loro mezzi di
spostamento, a noi più noti come dischi volanti o Ufo (Unidentified
Flying Objects) e definiti correttamente dal personale militare italiano
col termine di Ovni, cioè Oggetti Volanti Non Identificati.
A fine gara, subito dopo le premiazioni
ed un piccolo pasto, egli è risalito sull'auto in compagnia di un
conoscente e verso le 14 ha iniziato il viaggio di ritorno a casa. Lungo
il percorso non ha però perso il "vizio" di fotografare continuamente il
cielo, che quel giorno si presentava davvero bello e sereno: una ragione
in più per scattare foto che, di fatto, non costano nulla. La tecnica
che egli usa è assai semplice: viaggia a velocità moderata e tenendo il
finestrino abbassato esegue in continuazione scatti automatici
mantenendo il
CCD dell'apparecchio rivolto o verso il cielo o semplicemente verso l'orizzonte.
Una
volta a casa, dopo aver scaricato le foto sul PC,
inizia ad osservare il materiale
fotografico ed i risultati più
frequenti di tale osservazione "digitale"
consistono perlopiù in:
macchie di diverse tonalità (pulviscolo davanti all'obiettivo o
volatili in lontananza), strisce più o meno allungate e di
diverso colore (nuvole e scie di condensazione degli aerei), luci
isolate (riflessi creati dall'incidenza con fonti luminose o dalla
rifrazione della luce solare sulle molecole d'acqua in sospensione
nell'atmosfera ma anche volatili che riflettono il bianco delle loro
penna illuminate dai raggi solari), bagliori (fenomenologia
collegata a diverse situazioni quali, ad esempio: i momenti dell'alba o del tramonto,
i
temporali, i flares provocati dai satelliti della classe Iridium o,
anche, tutte le numerose manifestazioni che noi abbiamo definito col
termine di "ufoinganni"), moscerini, volatili ed aerei
altissimi.
E
quel giorno il Destino ha deciso che fosse "il suo giorno" perché
il CCD della sua digitale aveva catturato qualcosa che andava al di là
di ogni immaginazione: niente a che vedere con nessuna delle situazioni
suddette ma qualcosa di completamente nuovo, mai visto o fotografato
prima in nessun luogo al mondo, almeno per quello che ci è dato di
sapere: autentici vortici
d'aria, perfettamente
circolari, provocati da uno o due oggetti in fortissima
rotazione, probabilmente attorno al proprio asse, ad un'altezza
certamente non superiore a qualche centinaio di metri. Per tutelare al
meglio la zona di questo straordinario evento ufologico da improvvisati
ufologi dell'ultima ora, da curiosi e certamente anche da scettici,
pubblichiamo solo i "particolari aerei delle fenomenologia", riservando
al solo CUN nazionale la possibilità di visionare l'intero paesaggio
immortalato nello scatto.
  Specifichiamo
che la foto, oltre a contenere la testimonianza di tale evento, ne
contiene un secondo non meno importante poiché quasi di fronte alla
prima fenomenologia se n'è presentata una seconda non meno inquietante e
consistente in un oggetto
luminosissimo, dalla classica
forma di disco volante, nell'atto o di emettere un fascio luminoso
perfettamente lineare, addirittura dalla stessa parte in cui veniva
illuminato da sole o di lasciare dietro di sé una scia, dando così
l'impressione di essere in movimento dal basso verso l'alto. Guardate la
foto e giudicate un po' voi.
04 -
UFO E FOTOGRAFIA DIGITALE
Con
l'avvento dell'era digitale si è ottenuta una
massa
enorme di materiale davvero interessante dal punto di vista ufologico.
Come mai? Pensate a quante persone hanno scattato
fotografie in digitale
ad amici o a paesaggi e si sono poi ritrovate sulle
fotografie dei misteriosi oggetti volanti che non erano visibili ad occhio
nudo
al momento dello scatto o della ripresa. Conviene, dunque, giunti a
questo punto, che tentiamo di conoscere un po' meglio il funzionamento della
macchina fotografica digitale e delle sue infinite possibilità
rispetto all'ufologia. Lo faremo tentando
di rispondere ad alcune domande e focalizzando diversi aspetti del
digitale.
Che
cosa percepisce l'occhio umano?
L'iride
ed il cristallino
hanno lo scopo di
focalizzare l'immagine sulla rètina dell'occhio. La rètina è una membrana che è sensibile alla radiazione
luminosa
grazie al lavoro svolto da due tipi di organi posti su di essa:
100 milioni circa di bastoncelli,
che sono sensibili alla luminosità e ci permettono la visione in
bianco
e nero, e circa 5 milioni di coni
deputati alla variazione di colori. In
quest'ottica, se pensiamo a quanto succede la sera, al tramonto del sole,
ovvero al momento in cui ha inizio la diminuzione naturale della luminosità,
ne deduciamo che i nostri occhi
sono molto sensibili alla variazione della luminosità e sono
quindi meno sensibili alla variazione del colore.
Che
cosa percepisce la macchina fotografica digitale?
Nella foto a lato si nota la
luce emessa dal
LED di un
telecomando,
la quale
è invisibile
all'occhio umano:
essa è rappresentata
così come la vede il CCD della macchina fotografica
digitale. La
luce visibile percepita dai nostri occhi
è solo una
fetta sottilissima di tutta quanta la radiazione
contenuta nello spettro elettromagnetico e
quindi
non può percepire la radiazione
infrarossa
semplicemente perché questa
si trova su di una lunghezza
d'onda diversa. Invece
le semplici
macchine fotografiche digitali
sono in grado di fotografare una buona
parte della
radiazione infrarossa, giungendo fin quasi
all'infrarosso lontano ma, ovviamente, presentando
limiti non da poco:
le macchinette della fascia più economica,
che sono anche le più diffuse, avendo tempi di esposizione e di messa a
fuoco impostati di default, non hanno la possibilità di fotografare
correttamente un cielo buio
e non riescono a registrare l'infrarosso più lontano, cioè
quello che sfocia nella piena "termografia o radiazione
termica".
La
nostra macchina fotografica digitale vede l'infrarosso?
Per
capire se sia possibile questa operazione dobbiamo eseguire la
prova dei telecomandi, nel modo di seguito descritto:
1
- accendere la
fotocamera digitale;
2
- prendere un
telecomando di un apparecchio elettronico qualsiasi;
3
- avvicinarlo al
sensore CCD
tenendo
premuto un tasto qualsiasi, in modo tale che il telecomando trasmetta
un proprio segnale invisibile al nostro occhio;
3
- controllare se
sul display LCD della fotocamera appare una luce
biancastra o giallognola o verdognola proveniente dal LED del telecomando;
4
- eseguire diversi
scatti digitali sia a
distanze diverse sia con diversi telecomandi: così facendo vi renderete
conto delle diverse lunghezze d'onda infrarossa "presenti in
casa" e percepibili dal vostro CCD.
La
classica macchina fotografica analogica
La luce, poiché
si propaga in linea retta,
entra nella macchina fotografica classica o analogica attraverso un
piccolo foro (obiettivo)
e compie due attività assai semplici: innanzitutto
riproduce le immagini in maniera
capovolta quindi va ad impressionare
(fissare) quelle immagini capovolte su una pellicola
(striscia di materiale plastico trasparente alla quale aderisce
un'emulsione sensibile alla luce) sulla quale è
stato depositato uno strato di
materiale fotosensibile (nitrato
d'argento).
Tale materiale
fotosensibile, attraverso un procedimento noto col nome di "sviluppo"
(fase che ha la caratteristica di "fissare le immagini latenti"
rendendole visibili), dopo essere stato colpito dalla luce
si trasforma in grani d'argento metallico
opachi (negativi). Una volta
ottenuta questa "pellicola sviluppata" o "negativo", la si
può usare per eseguire stampe
(ovviamente, dopo aver riconvertito i chiari in scuri e gli scuri in
chiari) su vari tipi supporti cartacei "speciali", ovvero devono
possedere la caratteristica di essere
"fotosensibili".
La
macchina fotografica digitale, lo spettro visibile e la radiazione infrarossa
La fotocamera digitale segue un percorso
diverso. Come ben si sa, utilizzando un
prisma di vetro
è possibile scomporre la luce bianca nello
spettro visibile, ovvero in una fascia di
colori proprio
come avviene quando si crea naturalmente l'arcobaleno:
la luce del sole passa attraverso le goccioline d'acqua e si suddivide in
vari colori.
Nello spettro visibile i vari colori rappresentano le
differenti lunghezze d'onda, che vengono misurate in "millimicron", ovvero in
milionesimi
di millimetro. Dentro a tale spettro
si hanno, pertanto, lunghezze che vanno da 400 ai 700 millimicron: dal blu
al rosso. E
proprio qui, dove finisce il limite
dell'occhio umano, ha inizio
il fantastico e meraviglioso mondo della
radiazione invisibile ai nostri occhi.
Da una parte c'è la
radiazione ultravioletta e dall'altra parte
c'è la radiazione infrarossa: una radiazione assai estesa ma che,
riguardo alla fotografia digitale, si
limita normalmente al rosso visibile più vicino,
che va da 700 a 800 millimicron
ma può raggiungere anche punte da 900 millicrom che è, praticamente,
il mondo delle onde termiche (900-1359).
Quest'ultimo è infatti il concetto generale sul quale riflettere e
lavorare: la radiazione infrarossa
è un
fenomeno termico
e
non luminoso!
L'obiettivo
focalizza i raggi di luce su di un componente elettronico detto CCD o
Charge Coupled Device, ovvero
"Dispositivo ad Accoppiamento di Carica"
che
trasforma
la luce in tanti segnali elettrici i
quali, opportunamente elaborati, vengono poi memorizzati come "dati
digitali". I
sensori
CCD delle digitali sono
assai
sensibili alle radiazioni infrarosse
ed è per questo che la maggior parte di tali macchinette viene dotata di un
filtro
in grado di bloccare la suddetta radiazione
onde "evitare la degradazione della qualità dell'immagine
ripresa".
Tale filtro prende il
nome di "Filtro anti-NIR" (acronimo di
Near
Infra Red) ed è
costituito da un cristallo
trasparente normale o al niobato di
litio, che è montato
fisicamente al di sopra del sensore
CCD. Una volta eliminatolo si ha un
aumento
esponenziale della sensibilità alla luce infrarossa
ma, è ovvio, si perde l'equilibrio cromatico molto legato al
bilanciamento del bianco.
Le azioni di una macchina fotografica digitale
La fotografia digitale
all'infrarosso
svolge,
dunque,
un'importante serie di azioni:
1
- copre una
un'ampia lunghezza dell'onda elettromagnetica, di norma non percepibile dall'occhio umano;
2
- può aumentare
o diminuire la risoluzione del sensore CCD, che è una matrice contenente cellule fotosensibili
le quali convertono poi la luce
(cioè i segnali di tipo luminoso)
in un segnale elettrico attraverso i famosi "pixel",
cioè elementi fotosensibili in grado di
accumulare corrente; in
pratica, succede che la luce
riflessa dall'oggetto inquadrato
attraversa
prima i sensori, poi
viene
assorbita in maniera
diversificata, a secondo del colore che ha l'oggetto, quindi
genera
un flusso di elettroni
(cioè una corrente elettrica) che sono assorbiti da un sottostante strato
di silicio, il quale è diviso in tante cellette (pixel)
che svolgono il
lavoro di "sfumatura", ovvero la suddivisione diversificata
dei flussi di corrente elettrica e tali diversificazioni vanno a creare il
colore di fondo; è
quindi assai importante avere un
alto numero di pixel perché
la numerosità genera nitidezza; tali cariche elettriche vengono infine
riversate nella memoria della fotocamera e possono così essere
trasformate in un semplice file di immagine, che,
in questo modo, si trasforma in "segnale digitale", ovvero
in una successione valori "0 e 1", pronto per essere visto su schermo
LCD o riversato sul nostro computer;
3
- offre la
possibilità di aumentare l'ingrandimento dell'immagine attraverso lo zoom digitale il quale, attraverso un apposito
software gestionale interno, interviene sull'ingrandimento dello zoom
ottico e va ad
aumentare solo la porzione specifica dell'immagine che
si desidera.
Non male, vero?
L'inganno della luce incidente
Purtroppo non è tutto oro quel che
luccica e occorre sapere che
il
digitale può essere anche tratto in inganno dalla luce
incidente! Infatti, facendo
fotografia in digitale nei pressi di fonti luminose, è possibile che si
crei il cosiddetto "angolo di
incidenza", ovvero un
particolare
effetto che si viene a formare quando una fonte luminosa cade più o meno
perpendicolarmente sulla superficie del CCD della digitale.
In pratica,
l'angolo d'incidenza luminosa perpendicolare e l'angolo di incidenza
luminosa obliquo sono, nei loro principi generali, assai simili al
funzionamento di due semplici linee geometriche incidenti fra di loro che,
appunto per questo, possono essere o perpendicolari o oblique.
Per essere più chiari, se noi
fotografiamo una fonte luminosa qualsiasi, indipendentemente dalla sua
magnitudo (sole,
luna, lampadina, lampione o superfici riflettenti indirettamente una luce,
come potrebbe essere il vetro di un'auto o di una finestra)
il raggio emesso da quest'ultima si può comportare in uno dei
due
modi di seguito descritti:
a) se il mirino CCD è perpendicolare
alla fonte luminosa il raggio di incidenza cade perpendicolarmente sulla stessa fonte
luminosa, venendone così totalmente assorbito e non
generando alcun riflesso;
b) se il mirino CCD
non è perpendicolare
alla fonte luminosa, essa
interagisce con la futura foto poiché l'angolo di
incidenza si trova ad essere o maggiore o inferiore a 90°; in pratica, la fonte luminosa entra nel campo
visivo del CCD e produce un riflesso
esattamente rovesciato di se stessa e tale riflesso può assumere o la
forma sferica (angolo di incidenza
inferiore o superiore a 90°) o la forma ellittica (angolo di incidenza di
molti gradi
inferiore o superiore a 90°).
Tuttavia, è bene sapere che esiste un modo assai semplice per
aggirare il problema
dell'incidenza. Grazie al fatto che
prima
di scattare la foto è possibile vedere
sullo schermo LCD l'eventuale angolo
di incidenza venutosi a creare a
causa di una fonte luminosa che agisce direttamente nell'inquadratura, è
sufficiente uscire "fisicamente"
dalla
suddetta inquadratura,
eseguendo una piccola manovra di
spostamento dell'apparecchio digitale
stesso, verso l'alto o verso il basso,
fino a quando non scompare il riflesso
assorbito dal CCD e visualizzato a
schermo.
Esempi di incidenza luminosa
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Incidenza
uguale
a 90°
Riflesso assorbito
al centro |
Incidenza
diversa
da 90°
Riflesso
di
sfera
perfetta |
Incidenza
diversa
da 90°
Riflesso
di
forma
circolare |
Incidenza
diversa
da 90°
Riflesso
di
forma
ellittica |
Assenza
di
incidenza
Nessun
riflesso |
Assenza
di
incidenza
Nessun
riflesso
|
05 -
È POSSIBILE
FOTOGRAFARE UFO?
Crediamo che la risposta
possa essere affermativa. Seguiteci nelle riflessioni! Lo spettro elettromagnetico è l'insieme di tutte le
radiazioni elettromagnetiche emesse da un corpo e
ogni corpo naturale od
artificiale, che abbia una temperatura superiore a
zero gradi,
emette
radiazioni elettromagnetiche su diverse lunghezze d'onda. Queste
radiazioni sono delle cariche
elettriche in movimento incessante, che vibrano e oscillano
con una certa frequenza, misurata in Hertz
(numero di oscillazioni in un secondo) e generano
due campi: uno elettrico
ed uno magnetico, perpendicolari ed associati fra loro, che si
propagano sotto forma di onda.
Durante
il loro percorso di propagazione, provocano
un effetto termico visibile e misurabile (l'energia
dei raggi del sole produce calore) ed un effetto termico non visibile
ma misurabile, cioè i nostri sensi non lo percepiscono ma gli studi su di
esso hanno dimostrato che può generare danni (mutazioni
genetiche e modificazioni della struttura cellulare e, quindi, possibili
tumori).
Ora che sappiamo di che cosa sia capace la
nostra macchina fotografica digitale, non
ci rimane altro da fare che compiere l'ultimo passo: ovvero
iniziare a scattare delle fotografie. Certo non possiamo uscire di
casa ed iniziare a fotografare a casaccio anche se, assai spesso, è
proprio in momenti come questi che accade l'incredibile poiché gli Ufo
si fanno "catturare" quando
lo decidono loro e non quando desidereremmo
noi. Pur tuttavia è bene sempre avere una certa organizzazione per cui
si suggeriscono alcune regole comportamentali.
1
- Impostare la risoluzione della
macchina ad almeno 1.600 x 1.200 pixel, in quanto con questa
definizione possiamo innanzitutto stampare su carta una
foto grande 15
x 21 cm senza perdere di qualità, possiamo caricare velocemente la foto in
memoria ed essere subito pronti per la successiva e possiamo, infine,
dare l'opportunità di fotografare al 95% delle macchinette digitali in commercio,
compresi i telefonini di ultima generazione;
per capire che valore abbia una foto di questa grandezza si deve pensare
che un normale foglio di risma è circa 21 x 29,5 cm.
2
- Eseguire alcuni scatti in rapida successione,
su 180° rispetto agli orizzonti disponibili in quel momento e in
quel luogo; ovvero, si deve eseguire la tecnica delle foto ad arco.
3
- Con la
prima e con l'ultima foto sui due orizzonti visivi si devono sempre inquadrare
dei paesaggi (case, alberi, colline, montagne, magazzini,
fabbriche, strade, ecc.) perché è molto importante avere
punti di
riferimento nel caso la sorte ci fosse favorevole.
4
- Se possibile, inquadrare zone di cielo con almeno
qualche nuvola quando si procede con le foto di mezzo,
perché le nuvole offrono comunque un punto di riferimento abbastanza
attendibile.
5
- Evitare di perdere tempo ad eseguire scatti al
buio, di sera o di notte, perché il
sensore digitale è sensibile alla luce emessa dagli oggetti e può
raccogliere radiazioni fino alla gamma dell'infrarosso vicino e medio ma
non può mai arrivare nell'infrarosso lontano, quello per intenderci che
è totalmente dentro al termico. Tuttavia, è bene sapere che maggiore
è la dimensione del nostro sensore (CCD) e meglio è per noi
(ma non per il nostro portafogli); infatti, i sensori hanno bisogno di un
tempo di esposizione che è necessario ai suoi elementi sensibili per
misurare la luce dell'oggetto da fotografare
e trasformarla in un flusso di elettroni
pronto per essere memorizzato.
Da questo consiglio è chiaramente escluso
il caso in cui l'UFO sia visibile ad occhio nudo
e si trovi ad una distanza accettabile
per la nostra macchinetta. In questo caso, se possibile, cercare di
riprenderlo facendo entrare nello schermo qualche particolare utile ad
individuare lo sfondo.
6
- Controllare
immediatamente il risultato dei nostri scatti per
verificare che cosa abbiamo fotografato. Questa azione ci sarà utilissima
nel caso si sia inquadrato qualcosa di assai visibile e valga la pena di
tentare di avere il tempo di eseguire altre foto impostando la risoluzione
al massimo disponibile.
06 -
QUALE MACCHINA
FOTOGRAFICA ACQUISTARE?
Se
ancora non possedete la macchina fotografica digitale e questo articolo
vi ha sufficientemente stimolati ad acquistarla, non
correte assolutamente dietro ad apparecchi da 10 e passa megapixel poiché
sono
costosissimi, del tutto inutili ai fini ufologici e inadatti al 90% dei computer
attuali, poiché la loro elaborazione oltre a richiedere una potenza esagerata di
RAM, necessita di un processore assai potente e di una non indifferente quantità di
memoria. Puntate su uno strumento
anche usato, ma comunque non
inferiore ai 3 milioni di pixel e
controllate che abbia alcune funzioni utilissime:
1 - lo
zoom ottico
e
lo zoom digitale
insieme,
in quanto quest'ultimo interviene su quello ottico, sceglie una
particolare anche piccolissimo dell'immagine ingrandita e, a sua volta, la
ingrandisce fino al massimo consentito ma senza perdere eccessivamente di
qualità;
2 - la
funzione di
rivedere subito lo scatto sullo schermo LCD, anche con
l'aiuto dello zoom digitale;
3
- una
scheda di
memoria di almeno 16 MB,
più che sufficienti a gestire una ventina di buoni scatti ad una
risoluzione orizzontale di 2048 x 1536, corrispondenti a 3 milioni di
pixel (Mpix), appunto;
4 - la
funzione che
permette di eseguire brevi filmati video,
di almeno 15 o 20 secondi; non è indispensabile l'audio in quanto
il 99% di chi ha dichiarato di aver avvistato un UFO ha poi confermato
che questi non emettevano alcun tipo di rumore e, solo in sporadici
casi, qualcuno ha testimoniato di aver udito un flebile sibilo di fondo,
tuttavia è meglio averlo per
registrare i rumori di sottofondo
(utilissimi per tentare di comprendere meglio l'ambiente della
registrazione del presunto avvistamento) e
la propria voce;
5 - la
funzione dello scatto automatico, di 3 foto per secondo,
assai utile per fermare i movimenti e le evoluzioni degli oggetti non
identificati eventualmente entrati nel campo visivo del vostro CCD.
07 -
IL FALSO MITO DEI MEGAPIXEL
Quando
decidiamo di recarci ad acquistare un apparecchio fotografico digitale,
dopo aver a lungo consultato riviste e cataloghi promozionali e visitato
negozi specializzati, siamo inevitabilmente attratti da ciò che, rispetto ad un prezzo
abbordabile per le nostre finanze, offre la possibilità di utilizzare un numero di pixels
sempre maggiore, che viene venduto sotto la pomposa denominazione di "risoluzione".
Questa definizione è però leggermente
fuorviante poiché lascia
intendere che all'aumentare del suo valore assoluto aumenti
effettivamente il grado di nitidezza degli scatti digitali.
Facciamo allora un po' di chiarezza!
Si crede che con l'aumento dei
pixels che compongono il sensore del nostro apparecchio
(da 1 milione e 300.000 pixels
del 2003 il mercato si è ormai orientato stabilmente verso i
12 milioni e mezzo di pixels ma pare viaggi tranquillamente già verso
i 14 milioni di pixels, noti
anche come Megapixels), si riesca ad ottenere
fotografie digitali sempre più nitide.
Da
un certo punto di vista, sembra proprio che
il termine "risoluzione" lasci intendere
che le nostre macchinette siano sempre più propense ad offrirci la
possibilità di mettere meglio in evidenza certi
piccoli particolari (tanto cari a noi ufologi), proprio in
funzione dell'aumentato numero di pixels del sensore di cui è dotato
l'apparecchio digitale e, contemporaneamente, sembra addirittura che ne
venga alzato non di poco il lignaggio delle prestazione ottiche
effettive dell'obiettivo.
Sarà vero?
Mah!
Il novello acquirente dovrebbe infatti
conoscere a memoria la seguente
regola: "Raddoppiare il
numero di pixels
non significa raddoppiare la
risoluzione".
Proviamo a spiegarci
meglio con un esempio, confrontando due apparecchi digitali: uno moderno
da 8 Megapixels e uno un po' datato da 4 Megapixels. Mentre quello da 8 Megapixels può produrre un'immagine da
3.200 x 2.400
pixels, quello da 4 Megapixels può arrivare al massimo al formato 2.400 x 1.800
pixels che, appunto,
non si può definire "la metà" dell'altro!
Ovvero, applicando la proprietà commutativa, un
sensore da 8 Megapixels,
rispetto ad uno di 4 Megapixels, produce un
aumento effettivo del 50% (cinquanta per cento) e non del
100% (cento per cento) poiché il raffronto sulla
risoluzione deve essere fatto solo su una delle due dimensioni: o
quella orizzontale o quella verticale. Perciò, a conti fatti, se
desideriamo passare al raddoppio effettivo della risoluzione partendo
dalla nostra vecchia digitale da 4 Megapixels del 2003, non dobbiamo
fermarci all'apparenza degli 8 Megapixels del 2009 ma aspettare i 16 Megapixels
che arriveranno, forse, nel 2012, poiché il doppio ha offerto la metà
quindi, per avere l'intero abbiamo
bisogno del quadruplo! Chiaro, ora?
Sappiate poi che, anche quando avrete la disponibilità del tanto
desiderato raddoppio della definizione si potrebbe creare un ulteriore problema, questo sì davvero di
non poco conto se non si interverrà drasticamente sull'aumento del
sensore, anche qui legato ad una semplice regola matematica:
se si quadruplicano i pixels
e si compie la scelta di
non aumentare la superficie complessiva
del sensore, deputato alla determinante funzione
della raccolta della luce, si deve necessariamente ridurre la superficie
di ogni singolo fotosito il quale, a questo punto,
si troverà ad essere
quattro volte più piccolo rispetto a prima!
In pratica, si diminuirà la
superficie deputata alla raccolta della luce, che è la base della
fotografia. Che cosa pensate che possa accadere? Semplice:
la vostra
macchinetta, superarcistraultramoderna
avrà una sensibilità diminuita rispetto a prima,
e non di poco!
Qualcuno potrebbe anche obiettare che sarebbe tecnologicamente possibile
aumentare l'amplificazione del segnale (ed il costo, ovviamente)
attraverso un aumento del valore della sensibilità ISO ma credo
che,
per un ufologo, ciò sarebbe un danno
enorme poiché si avrebbe anche un
aumento esponenziale del
rumore di fondo o rumore determinato dalle
fluttuazioni casuali dei segnali elettrici, che provoca una sorta di
"rugosità o granulosità" di aree di colore simile.
Ovviamente non
trattiamo l'argomento della grandezza complessiva del file che si
verrebbe a generare con apparecchi superiori ai 10 milioni di pixels poiché
dovremmo parlare di una quantità enorme di memoria necessaria ad
immagazzinare una semplice fotografia. Chi desideri ulteriori
approfondimenti al riguardo, in modo particolare per il sensore e le
focali, potrà leggersi l'ottimo articolo di Mauro Baldacci,
pubblicato su PC Magazine
di Giugno 2007, da cui si è preso lo spunto per approfondire questa
sezione.
Dunque, meditate se valga ancora la pena
cambiare quella macchinetta che credevate ormai obsoleta e rallegratevi,
invece,
del tesoretto che avete ancora fra le mani.
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ANNO |
LUOGO |
NOTIZIA |
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2010 |
Spinazzino |
Sfera argentata |
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Scheda della notizia
Data
-
27 gennaio 2010
Fonte
-
Centro
ufologico ferrarese - CUN
Ferrara
Luogo
- San Bartolomeo in Bosco, località Spinazzino (FE)
Durata
- Alcuni secondi
Testimoni
- Alcune persone
Immagini
-
L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita
dal CUF con grafica digitale
Commenti
-
Specifica il titolo e la data di questa
notizia
Errori o imprecisioni
-
Specifica il titolo e la data di questa
notizia
Il
giorno 27 gennaio, a pochissimi minuti dall'accaduto, abbiamo ricevuto
la telefonata da una delle persone che sono state testimoni di un
avvistamento che potrebbe essere di natura ufologica. Verso le 15,30
la principale testimone se ne stava davanti alla porta di casa a
confabulare con due persone: un'amica ed un dipendente di una locale
società di servizi pubblici, il quale era appena giunto per controllare
il corretto funzionamento delle apparecchiature.
Mentre
il tecnico era intento nel proprio lavoro, una delle due donne, la
signora I. L., ha alzato lo sguardo con l'intento di osservare lo
spettacolo che offriva il cielo in quel pomeriggio di gennaio poiché era
di uno stupendo colore celeste ed era quasi del tutto privo di nuvole,
tranne una qualche striatura biancastra in qua ed in là. Ed è stato
proprio osservano una di quelle pochissime striature biancastre che ha
potuto osservare lo stranissimo fenomeno: all'incirca all'altezza della
linea di volo degli aerei commerciali, è apparso un
oggetto sferoidale,
di colore fortemente argentato.
Colpita da quella visione del tutto
inattesa, ha subito pensato ad un aereo ma la forma non era per nulla
affusolata; non si vedevano nemmeno una parvenza di ali, non emetteva
rumori chiaramente udibili e né scie di condensazione. Inoltre, la
velocità di spostamento e la vistosa variazione di luminosità
l'ha indotta a ritenere che avrebbe dovuto trattarsi di qualcosa di
decisamente diverso ma non chiaramente identificabile. Infatti, nel
breve spazio di alcuni secondi, forse quattro o cinque, il misterioso
oggetto è volato in direzione di Ferrara, entrando in una nuvoletta e da
lì non è stato più possibile vederlo fuoriuscire dalla parte opposta
nonostante che i testimoni siano rimasti col naso all'insù ancora
diversi minuti.
Nessuno è in grado di affermare di che
cosa possa essersi trattato ma, di certo, quelle persone hanno osservato
un fenomeno decisamente anomalo ed in pieno giorno. Noi sappiamo molto
bene che lassù vi sono alcune decine di satelliti della classe
Iridium, i quali avevano il compito, quando funzionavano
regolarmente, di provvedere alla trasmissione dei dati per i telefonini
della Motorola. Ora, però, sono del tutto desueti ma continuano ad
orbitarci attorno creando non pochi bagliori allorquando i pannelli
solari che forniscono loro energia vengono a trovarsi incidenti
incidenti rispetto alla luce del Sole. Così facendo, creano bagliori
fortissimi, nettamente distinguibili da Terra, che durano lo spazio di
pochi secondi e si ha come l'impressione di un vistoso spostamento in
avanti.
Era
il 5 maggio 1997 quando venne messo in orbita il primo satellite
della classe IRIDIUM e quel giorno avrebbe potuto cambiare la storia
della comunicazione. Non è successo perché il progetto della
Motorola
è fallito, tuttavia ha contribuito a dare il via allo sviluppo
senza limite della telefonia mobile.
Il
nome IRIDIUM fa riferito al numero
atomico dell'elemento IRIDIO, cioè il numero 77 della tavola degli
elementi: ed erano infatti ben 77 i satelliti che avrebbero dovuto essere
messi in orbita. Lassù, però, ora ce ne sono solo 65 (anche se ne
sono stati lanciati 66) in quanto si era dimostrato che tale numero
sarebbe stato sufficiente a coprire i servizi di telefonia mondiale. Purtroppo
questi satelliti non sono riusciti a battere la
concorrenza già dettata dalla GLOBALSTAR, che aveva già in orbita
tanti altri satelliti; inoltre il sistema Iridium aveva due
difetti insuperabili: un costo telefonico superiore ed una
copertura inferiore rispetto, appunto, alla concorrenza. Essi
sono operativi su un'orbita polare ad un'altezza
di circa 780 km, hanno una particolarità importantissima
per noi ufologi: possiedono una superficie
alare che è costituita da enormi pannelli solari,
rivestiti
di alluminio e ricoperti da uno strato di
teflon argentato, che serve per ottimizzare il controllo della
variazione termica. Il
risultato è che essi si trovano in orbita, rispetto al sole,
come uno specchio
riflettente che provoca un flash
con un bagliore fino a 40 volte superiore alla luce trasmessa dal
luminosissimo Venere! Siamo su di una
magnitudine
di -8,5! Questo bagliore spettacolare può durare fino a
20 secondi ma, di norma, si esaurisce fra i cinque ed i dieci secondi.
Ovvero,
un ipotetico osservatore terrestre, concretamente che
cosa può arrivare a vedere? Vede che in cielo c'è
un puntino
che si muove lentamente, in un tempo compreso fra un minimo
di 5 secondi ad un massimo di 20, che
aumenta gradualmente la sua luminosità
in maniera spettacolare, poi ritorna alla
normalità e scompare dalla vista. Per avere un paragone
sulla magnitudo espressa dai pannelli solari degli Iridium si
consideri il seguente valore: il limite dell'occhio
umano è uguale a + 7.
Così,
solo conoscendo le coordinate e l'inizio
dell'illuminazione si ha la certezza di non sbagliare mai. E come
fare, allora? Semplice, c'è già qualcuno che ha pensato ai nostri problemi.
1
- Collegatevi al sito "http://heavens-above.com"
e registratevi;
2
- inserite la variabile di "Ferrara"
alla voce "Your
observing site", in tal modo vi saranno fornite le coordinate
della latitudine (FE: 44.833°
N ) e della
longitudine (FE: 11.583° E);
3
- cliccate alla voce "Ferrara"
dell'Emilia-Romagna";
4
- entrerete così alla pagina successiva del "vostro
punto di osservazione" (Your
observing site) in cui dovrete individuare la voce "Main
predictions page";
5
- cliccando su di essa passerete alla pagina delle opzioni:trovate la voce "Satellites" e nella colonna sottostante individuate la voce "Iridium
flare" e la sottocategoria "next
7 days";
6
- cliccando su tale voce sarete immessi direttamente alla pagina degli IRIDIUM
FLARES dove troverete nell'ordine: data,
ora in cui inizierà a brillare, il valore
della luminosità (magnitudo)... e, infine il numero
del satellite; cliccando su di esso otterrete informazioni
aggiuntive sull'identificazione del satellite (identification),
su particolari dell'orbita e della magnitudo (details) nonché sulla data
e sul luogo del lancio (launch).
Questo bellissimo sito è mantenuto da Chris Peat.
Ribadiamo, comunque, che il fatto della
presenza certa dei satelliti Iridium non significa affatto che i
testimoni debbano per forza vedere sempre e solo quelli: noi siamo
certi, in quanto testimoni di vista, che lassù c'è ben altro e con ciò
intendiamo un'aviazione che non ha nulla a che fare con quelle
appartenenti alle potenze militari di questa Terra.
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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04.06.2010 |
S. Maria Codifiume |
Tre Ufo a pastiglia |
|
Fonte
della notizia: Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF
con grafica digitale. f
Testimoni:
diverse persone
Commenti, errori o imprecisioni:
specifica il titolo e la data della
presente notizia
Il
giorno 11 giugno abbiamo ricevuto la segnalazione di un eccezionale
avvistamento di ben tre Ufo mentre erano in
perfetta formazione di volo.
Alla scena hanno forse assistito anche tutti gli automobilisti che si
sono trovati a passare in zona poiché
la testimone
ha dichiarato che è probabile che anche gli altri abbiano guardato verso
l'orizzonte come è capitato a lei. Ecco il testo completo
dell'avvistamento.
"Venerdì 4 giugno, mentre
stavo guidando lungo la strada che da
Mondonuovo
(BO) porta a Santa Maria
Codifiume (FE), verso le
ore 18
vedo in cielo, per circa
dieci minuti, un oggetto
a forma di pastiglia. Ne avvisto un altro e un altro
ancora. Gli oggetti sono tre, a distanza ravvicinata. Da San Bartolomeo
in Bosco si dirigono a velocità di crociera verso la Romagna. Verifico
che non sia (il primo Ufo,
evidentemente, essendo quello più vicino)
un aereo di linea. No, non ha le ali né la coda e nemmeno le luci;
inoltre non vola così in alto. Non è nemmeno un caccia perché è chiaro
(bianco), non fa rumore e non è così veloce. Non è nemmeno un uccello
perché non ha le ali e non è neanche un ultraleggero. È compatto."
In pratica, la testimone stava
provenendo da Mondonuovo,
diretta verso Santa Maria
Codifiume quando ha notato
che dal cielo di San
Bartolomeo in Bosco stavano
giungendo ben tre oggetti volanti non identificati, di colore bianco
che, evidentemente, gli sono transitati quasi davanti poiché erano
diretti verso la Romagna,
ovvero Consandolo e Argenta con tutta probabilità. Ella ci ha dichiarato
che l'avvistamento è durato circa dieci minuti, che è un tempo enorme
per questo tipo di accadimenti improvvisi ma di certo a suo favore gioca
l'eccezionalità del fatto: gli eventi ufologici sono così al di fuori
della normalità che il tempo perde ogni significato e le valutazioni ad
esso riferite sono del tutto inattendibili. Ad ogni modo, ha certamente
avuto il tempo di osservare bene e riflettere sul fatto che quegli
oggetti potessero essere o meno degli aerei o degli uccelli; quindi, è
certo che il fatto non si è concluso in pochi secondi.
Ringraziamo la signorina M. L.
per la preziosissima segnalazione inviataci, proveniente da una delle
principali zone ufologiche di tutto il Ferrarese, ovvero l'area che
partendo da Santa Maria
Codifiume si estende fra
Poggio Renatico
(Centro radar militare), San
Bartolomeo in Bosco e San
Nicolò, con penetrazione verso
Mondonuovo
(nord-ovest) ed il corso del fiume Reno (sud-ovest).
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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16.12.2009 |
Lido degli Scacchi |
Oggetto triangolare |
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Fonte
della notizia: Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF
con grafica digitale
Testimoni:
una persona
Commenti, errori o imprecisioni:
specifica il titolo e la data della
presente notizia
Quando abbiamo ricevuto la
telefonata, l'evento di presumibile natura ufologica si era concluso
solo da pochi minuti e la testimone, la signorina B. E. che
risiede nelle vicinanze, era ancora assai scossa da quanto aveva
osservato. Con la voce tesa e frequentemente rotta dalla forte emozione
per ciò a cui ci ha detto di aver assistito, ha riferito che verso le
19, al termine della giornata lavorativa, dopo essersi recata a casa a
prendere il proprio cane, un mansueto pastore tedesco, si era recata a
fare due passi verso la vicina spiaggia del Lido degli Scacchi, nei
pressi del Vassello D'oro.
Già durante il cammino di
avvicinamento aveva notato che c'era qualcosa, nel suo cane, che
non quadrava: era assai più irrequieto del solito ed aveva assunto una
forma di difesa, fermandosi davanti alla padrona, guardando innanzi a sé
ed impedendole quasi di procedere.
Essendo già buio, ella aveva dato
alcune occhiate a destra e a manca ma non essendo riuscita a notare
alcunché di strano o, almeno, di afferibile alla misteriosa
irrequietezza dell'animale, pensò che la causa di tutto ciò fosse assai
meno misteriosa di quanto dava ad intendere: forse un altro cane o un
gatto.
Così, mentre da una parte tentò di
avvicinarsi alla spiaggia, dall'altra dovette vincere la riluttanza del
proprio cane che, di fatto, la proteggeva impedendole il cammino e
provocandole un aumento continuo della tensione. Poiché non si vedeva
nulla di nulla all'intorno, ella pensò di lasciar perdere ma poi,
trovandosi a passare nei pressi di alcuni filari di viti e di alberi,
ebbe finalmente una risposta a tanti interrogativi: l'impressione fu
quella di vedere delle "luci che saltellavano tra un filare e l'altro".
Insomma, un evento del tutto incredibile.
Se si fosse stati in estate, la
causa sarebbe stata facilmente attribuibile ma quasi alle porte
dell'inverno era davvero tutto molto strano. Così B. E. si fermò,
rimanendo immobile, quasi incredula di ciò che i suoi occhi stavano
osservando. In quegli istanti ebbe l'impressione che ogni rumore fosse
scomparso, che il freddo fosse aumentato di molto e che la stessa Natura
si fosse fermata: quasi una situazione da "missing in time".
Ovviamente, fece subito dopo la
prima azione che vien da fare di fronte ad avvenimenti di tale portata,
letteralmente incomprensibili e al di fuori della ragione: mise in atto
una prima forma di arretramento, seguita dal movimento dello sguardo
verso tutte le direzioni.
Ed fu proprio in seguito a quel
tentativo di sfuggire all'incredibile situazione che, alzando lo sguardo
al cielo, notò davanti a sé, sull'orizzonte marino, a circa ottocento o
mille metri di quota, un oggetto dall'apparente forma
triangolare, circondato da luci tra il bianco ed il
giallastro che, data la loro disposizione facevano intuirne la forma
complessiva. In quei concitati istanti ebbe l'impressione che l'oggetto
luminoso si stesse spostando verso Nord, ovvero in direzione del Lido
delle Nazioni ma con una lunga virata che indicava un suo avvicinamento
alla spiaggia del Vassello D'oro. Si mise ad osservarlo e notò che la
disposizione delle luci al centro, nella parte sottostante, creava il
curioso effetto di una specie di croce.
In effetti, la manovra compiuta
portò l'oggetto ad avvicinarsi davvero tanto, quasi da darle
l'impressione di passare sopra la sua testa con un movimento di
fluttuazione. Ella ebbe così modo di osservare più da vicino quella
strana protuberanza centrale, a forma di croce, notata alcuni istanti
prima: era solo un effetto ottico causato da una serie di piccolissime
luci disposte in una certa maniera.
Così, nel momento clou, era già
quasi tutto finito e ad E. B. non era rimasto altro da fare che
osservare quella stranissima cosa volante allontanarsi fortunatamente
sempre più da lei, lasciandola però attonita ed allibita per quanto
aveva vissuto. Quando ci ha chiamati, era ancora assai agitata ma da
quello che abbiamo capito si trattava di un'agitazione dovuta
esclusivamente all'enorme felicità per aver avuto l'occasione di vivere
un'avventura ai confini della realtà.
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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07.10.2009 |
S. M. Codifiume |
Oggetto discoidale |
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Fonte
della notizia:
CUN Ferrara
Provenienza dell'immagine:
foto originale
del fatto citato ma ridotta a dimensioni minime
Testimoni:
una persona
Commenti:
specifica il titolo e la data della
presente notizia
Errori o imprecisioni:
specifica il titolo e la data della
presente notizia
Siamo nuovamente a raccontarvi l'avventura di una foto eseguita con uno
scatto digitale: nessun oggetto chiaramente distinguibile o notato nella
luce visibile del cielo delle 11 ed un meraviglioso oggetto volante,
di natura chiaramente non identificabile, apparso sullo schermo del pc
subito dopo aver scaricato le foto.
Gli
apparecchi fotografici digitali hanno, infatti, la non indifferente capacità di
catturare una parte della radiazione elettromagnetica
che va oltre
la luce visibile e che, proprio per questo motivo, non si può vedere ad occhio nudo,
ovvero nella finestra detta anche "dell'ottico". La radiazione
catturabile riguarda la zona dell'infrarosso
vicinissimo (fra 750 nm ed i 900 nm), sul cui argomento abbiamo
impostato l'articolo "Fotografare Ufo", raggiungibile con l'apposito
link.
In pratica è accaduto che il signor
C. M., residente a Santa Maria Codifiume (Argenta), nel giro di
un mesetto, è riuscito a scattare quasi un migliaio di foto al cielo
sopra la località dove risiede, con l'intento dichiarato di verificare
la possibilità di catturare qualcosa di strano, afferibile ad un
Ufo.
Egli, venuto nella nostra sede a comunicarci l'iniziativa, ha
dichiarato di non aver notato alcunché di strano e
misterioso ad occhio nudo mentre eseguiva gli scatti ma poi, a casa,
ogni volta che ne aveva tempo scaricava le foto e conservava quelle più
dubbie, che poi ci ha successivamente consegnato: in tutto poco più di
160 immagini, che noi abbiamo esaminato con attenzione e, dopo averne
scartate 158 poiché riferite chiaramente ad immagini di uccelli in volo
o di aerei lontanissimi, ne abbiamo prese in considerazione solo due, la
seconda delle quali riguarda questo misterioso oggetto volante. Ricordiamo che tutta la zona che va da
Poggio Renatico Santa Maria Codifiume è, da almeno un paio di anni, la
"più calda" di tutto il Ferrarese ed è stata teatro di numerosi ed
importanti avvistamenti alla presenza di più testimoni.
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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01.04.2009 |
Strada di Confina |
Ufo trapezoidale |
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Fonte della notizia:
CUN Ferrara e La Provincia (Il Resto del Carlino)
Provenienza dell'immagine:
foto originale
del fatto citato, gentilmente concessa dall'autrice
Testimoni:
tre persone
Commenti:
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Segnalazioni:
segnala un errore o un'imprecisione
specificando il titolo e la data della presente news
Domenica 05 aprile 2009, sul giornale "La
provincia", magazine locale edito dal Resto del Carlino, è apparsa
la notizia, a cura di Matteo Radogna, dell'avvistamento di un
insolito
Ufo di luce che sarebbe avvenuto
mercoledì 01 aprile 2009, all'inizio della
strada di Confina, proprio all'incrocio fra
i territori di Gallo, San Martino, Santa Maria Codifiume e San
Bartolomeo in Bosco. I testimoni del fatto sono stati una madre con le
sue due giovani figlie e, fortunatamente, sono anche riusciti a fermare
la scena con due bellissime fotografie grazie all'accortezza della
figlia maggiore. Nella prima foto, eseguita con un telefonino
Samsung, si nota una grande massa luminosa, circondata da un
vistosissimo alone blu, nel momento esatto in cui, a detta delle
testimoni, stava transitando proprio sulla loro verticale, appena al di
sopra delle fronde degli
alberi.
Le testimoni hanno riferito al giornalista che
attorno alle 20:00, dopo aver lasciato l'incrocio
per Gallo e Poggio Renatico, ed aver imboccato la Strada di Confina
provenendo dalla Via Ferrarese, avevano iniziato a percorrere il
lunghissimo rettilineo, dirette prima a San Pietro Capofiume, quindi a
Molinella (BO), dove hanno la residenza.
Ma appena superato l'incrocio, le due figlie
della signora L. Z. hanno subito notato in cielo quelle
luci arancioni fisse, che
si spostavano a bassa velocità ed avevano
rallentato sopra di loro. A quel punto la figlia maggiore non ci ha
pensato due volte: ha preso il proprio telefonino ed ha eseguito due
scatti a quell'oggetto dalla sagoma non ben definita, tanto da sembrare
in un primo tempo "incorporea" ma che poi, quando hanno provato a
descriverne la forma al giornalista, è stata descritta con queste parole:"...
se dovessimo descriverlo possiamo ipotizzare che assomigliasse ad un
trapezio luminoso".
Noi,
alcuni giorni dopo aver letto la notizia, abbiamo chiamato la
famiglia chiedendo se fossero disponibili a concederci un'intervista
telefonica. Le testimoni si sono subito mostrate gentili, serene e
desiderose di fornirci ogni particolare su quanto realmente accaduto
quella sera, mentre se ne stavano facendo tranquillamente ritorno dall'Ipercoop
di Ferrara, dove si erano recate per fare la spesa ed un po'
di shopping, ed abbiamo così potuto apprendere alcuni particolari del
tutto nuovi rispetto a quanto riportato sul giornale "La
Provincia".
Dunque, stando a quanto ci hanno riferito, non
appena imboccata la strada di Confina, le due figlie hanno notato
due grandi luci che, a prima vista,
sembravano essere molto più basse di un aereo. Ce le hanno descritte
come "due sagome vagamente ovali, unite fra di
loro in modo tale da ricordare il corpo di una grande formica".
Quella grande forma luminosissima, che in un primo tempo sembrava
trovarsi alla loro destra, se la sono poi immediatamente ritrovata
proprio sopra le loro teste.
Così, un po' eccitate ma sicuramente
impaurite, hanno pensato di fermarsi per controllare meglio ciò che
stava realmente accadendo, ma non hanno potuto farlo in maniera
repentina poiché dietro di loro viaggiava un'altra auto con alcune
persone a bordo. Perciò hanno rallentato gradualmente la velocità ed
hanno accostato l'auto al ciglio della strada, senza però mai
abbandonare con lo sguardo la scena che si stava svolgendo proprio sopra
di loro. Purtroppo, una volta ferme, non hanno avuto il coraggio di
scendere a terra e si sono limitate ad abbassare i finestrini. Comunque,
anche così, hanno potuto notare assai distintamente che quella
massa luminosa aveva la
forma di un trapezio, circondato da
tre ordini di luci: in alto erano
lampeggianti e di
color bianco mentre sotto vi erano due file fisse, una di
color giallo e l'altra di
color arancione. Quell'oggetto volante non
identificato (O.V.N.I. li definisce la nostra
aeronautica militare) si trovava proprio sopra le loro teste, ad
una quota bassissima, tanto da dare l'impressione di essere non solo
sotto le nuvole, come era apparso loro nel momento iniziale
dell'avvistamento, ma non molto al di sopra degli alberi, forse ad una
quota di "una cinquantina di metri". Se
pensiamo che l'altezza media di un campanile è attorno ai 35 metri c'è
di che farsi venire i brividi! Certo che il momento dell'imbrunire e
sicuramente il peggiore per i nostri occhi, che hanno trascorso già
diverse ore nel chiarore giornaliero e non si sono ancora pienamente
abituati all'oscurità della notte, per cui i punti di riferimento nel
cielo risultano assai poco chiari. Le testimoni hanno dichiarato che per
tutta la durata dell'avvistamento le apparecchiature elettriche ed
elettroniche della loro autovettura hanno continuato a funzionare
regolarmente e, nel momento in cui i finestrini erano abbassati, non
hanno nemmeno udito alcun rumore chiaramente riferibile a quella massa
luminosa.
Infine quell'Ufo, come possiamo ormai definirlo, ha
loro mostrato che non era assolutamente fermo e, dopo aver spento le
luci fisse, arancione e gialle, che si trovavano nella parte
sottostante, ha virato in direzione di Ferrara
e mantenendo le sole luci bianche accese si è lentamente
allontanato, lasciando sbigottite le testimoni dell'incredibile
avvenimento ma, a questo punto, considerando la zona
dell'accaduto, situata a circa cinque chilometri dal centro Radar
militare di Poggio Renatico, forse il più grande d'Italia, e la
direzione intrapresa dal presunto Ufo, sarebbe interessante sapere se
sugli schermi del radar sia apparso un qualche plot di segnalazione.
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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08.03.2008 |
Scortichino (FE) |
Ufo enorme con alieni |
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Fonte della notizia:
CUN Ferrara
Provenienza delle
immagini:
la foto principale è una ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF con
grafica digitale.
Tutte le altre foto sono di piena proprietà del
CUN Ferrara.
Testimoni:
una famiglia di tre persone
Commenti:
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Segnalazioni:
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specificando il titolo e la data della presente news
INDICE
01 - Prefazione
02 - Da Stonehenge a Scortichino
03 - Antichi fiumi ferraresi
04 - Primi insediamenti umani
nel Ferrarese
05 - Premessa all'avvistamento
di Scortichino
06 - Inizio della vicenda
07 - La signora L. viene a casa
mia
08 - Il racconto della signora
L.
09 - Il racconto del marito
10 - Dubbi e specificazioni
11 - Il seguito del racconto:
solo un sogno?
12 - Una manifestazione di levitazione magnetica?
13 - La nostra indagine: dal
nulla alla sfera di luce
14 - Altre storie di
Scortichino: la luce rossa lungo il fiume Panaro
15 - Strane tracce al suolo
01 - Prefazione
La vicenda che stiamo per iniziare a raccontavi è
accaduta alla fine di aprile di un anno
che, per ora, non siamo in grado di precisare ma che, alla fine della
narrazione, quando tutto vi apparirà un po' più chiaro, siamo certi che anche
voi, come noi, vi farete un'idea ben precisa del tempo più probabile di questa
incredibile storia.
Ora,
a distanza di otto mesi dal nostro primo
contatto diretto con tutti i testimoni, dopo aver intervistato una
quarta persona della famiglia che, di fatto, ha confermato quanto
accaduto ai genitori ed al fratello, dopo aver eseguito diversi sky-watches della vasta area interessata dal fenomeno
e, soprattutto, dopo aver vissuto e fotografato, durante il nostro
penultimo sky watch, un avvenimento ai limiti dell'assolutamente
incredibile, mentre ci trovavamo ad osservare il cielo soprastante la
località denominata "Il Cagnetto", poco a
nord-ovest di Scortichino, una frazione del
Comune di Bondeno (FE), ci apprestiamo a dare la notizia a tutta la
comunità ufologica italiana.
Dopo la vicenda dell'enorme
astronave avvistata da marito e moglie sabato 27 settembre 1986 a
Vigarano Mainarda (visibile in questa stessa pagina), e dell'Ufo-nuvola
avvistato da padre e figlio il 26 febbraio 2003, lungo la
circonvallazione a nord di Ferrara, subito dopo il
Palazzo degli Specchi, questa vicenda di
Scortichino, di un Ufo enorme, descritto "grande
come la piazza di un paese e con esseri alti almeno quattro metri e
forse anche di più", è indubbiamente la più clamorosa mai accaduta, poiché vede
coinvolta un'intera famiglia e ben due investigatori del nostro
centro ufologico, i quali hanno avuto tutto il tempo per eseguire
una splendida fotografia di una sfera di luce
discesa dal cielo ed avvicinatasi fino a pochissime decine di metri,
tanto da dare addirittura loro l'impressione di essere investiti
frontalmente da un momento all'altro.
02 - Da Stonehenge a Scortichino?
Per
poter meglio far comprendere la valenza del luogo in cui sono accaduti i
fatti che fra poco vi narreremo, tenteremo di inquadrare il tutto nelle
vicende storiche che hanno avvolto questo luogo fin dall'Età del
Bronzo poiché il nostro obiettivo è quello di riuscire a
dimostrare che tutta la zona dell'Alto-Ferrarese, da Vigarano
Mainarda a Pilastri ed a Gavello di Bondeno, passando ovviamente per Scortichino,
è assai simile,
ovviamente con tutti i distinguo e le dovute proporzioni , alla mitica
Stonehenge, ai piedi della Piana di Salisbury, nel Wiltshire
inglese, località simbolo dell'ufologia mondiale.
Per dimostrare ciò,
citiamo l'insediamento pluristratificato di Fornace Grandi
di
Bondeno e le Terramare di Pilastri
(Neolitico ed Età del Bronzo), che si trovano agli antipodi di
Scortichino, ad una distanza di una decina di chilometri circa.
Ad onor del vero, le Terremare sono concentrate praticamente in tutta l'Emilia
centro-occidentale, compresa la zona Transpadana e si sono sviluppate
fra il Bronzo-Medio ed il Bronzo-Recente, dal XVI al XVIII secolo prima
di Cristo, per poi scomparire nel Bronzo-Finale.
Stonehenge è un sito neolitico, composto da
un insieme circolare di grosse pietre posizionate verticalmente nel
terreno e sormontate da altre sospese a mo' di architrave. Nessuno ha
ancora scoperto la sua datazione più probabile ma si parla, almeno per il
terrapieno circolare ed il fossato, del 3100 a. C. mentre per il sito
archeologico vero e proprio gli esperti convergono su di un periodo
compreso fra 2.500 e 2.000 anni prima di Cristo. Gli stessi archeologi
sono poi tutti concordi nel sostenere che pochissime di tutte quelle
pietre si trovano ora nella posizione originaria di millenni or sono poiché
gran parte di esse era caduta all'inizio dell'Ottocento e colà sono poi
state riposizionate negli anni successivi.
All'interno della periodizzazione tipica della
Preistoria, ovvero Età della Pietra,
Età del Bronzo ed Età
del Ferro, il Neolitico si trova nel
terzo periodo dell'Età della Pietra, (è preceduto dal Paleolitico,
da circa 600.000 a circa 10.000 anni fa e dal Mesolitico, da
circa 10.000 a circa 6.ooo anni fa) in quanto esso rappresenta quel
gradino qualitativamente superiore delle innovazioni riferite alla
litotecnica (dal greco lithos,
cioè pietra), ovvero alla capacità dell'uomo di levigare la
pietra.
Tuttavia, per meglio inquadrare Stonehenge, vista
la differenza temporale fra le tesi degli archeologi ed i tempi classici della
Preistoria, occorre sapere che il neolitico si completa, in realtà, col
periodo denominato Calcolitico, situato
fra 4.000 e 3.000 anni fa circa, nel quale l'uomo iniziò la
lavorazione dei metalli (rame, bronzo e
ferro) finalizzata alla costruzione di nuovi utensili. E 3.000 anni fa circa l'uomo imparò a fabbricare le
leghe, ottenendo il bronzo, che è la lega
di riferimento per quanto attiene i primi abitanti degli antichissimi
territori ferraresi di nord ovest, nei quali si trova, appunto,
Scortichino.
03 - Antichi fiumi ferraresi
Anticamente, verso il 1.000 a.C. , il
fiume Po, nel
tratto tra Guastalla e Sermide, si divideva in due corsi che scorrevano
pressoché paralleli fino all'altezza di Bondeno ma qui il loro cammino
si separava ed entrambi, dopo aver attraversato quell'immensa laguna che
Plinio definì "Septem Maria", ovvero "Sette lagune", si gettavano
nell'Adriatico mare. Il corso più a nord, detto Po
di Adria, già alla fine del VI secolo a.C. era in fase di
avanzata senenza e dopo essere stato travolto dai dissesti idrogeologici
dei secoli successivi oggi è un fiume del tutto fossile. Il corso più a sud, detto nel suo primo tratto
ferrarese Po di Bondeno, giunto in questa
località da Suzzara e Gonzaga, puntava su Vigarano Mainarda e, dopo
essere passato a sud di Ferrara, si dirigeva verso l'antichissimo
insediamento estrusco-romano di Voghiera-Voghenza e da qui portava le
sue acque verso la città etrusca di Spina, da cui l'omonimo nome di
Po di Spina o Po Spinetico ma,
oggigiorno, anche di esso possiamo dire che sia quasi del tutto
scomparso in quanto dell'antico corso non rimangono che modesti tratti,
più simili a rigagnoli e canali di scolo che a veri fiumi.
Da Plinio (Naturalis Historiae, Volume III)
sappiamo che il Po di Bondeno aveva
tre importanti affluenti appenninici: il
Gabellum o Gavello, lo Scutennam o Scultenna-Panaro e il
Rhenum o Reno. Ai fini di questo racconto, gli affluenti più
importanti erano il Gabellum (oggigiorno
rilevato solo allo stato fossile) che, dopo aver ripiegato per le
località archeologiche di Redena e Gavello, si gettava nel Po
all'altezza di Bondeno, e lo Scutennam che raggiungeva sempre il Po nei
pressi di Bondeno provenendo però da Finale Emilia, quindi a sud di
Gavello.
04 - Primi insediamenti umani nel Ferrarese
Tra questi ambienti lacustri e paludosi, il
paesaggio alternava dossi di poco emergenti
dalle acque lagunari, sui quali si estendevano vaste zone boschive
abitate da una ricchissima fauna composta da: cinghiali, cervi,
caprioli, volpi, tassi, lontre, castori e tartarughe. Grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici nei
luoghi compresi attorno a Scortichino (
Bondeno, Gavello, Burana e Pilastri), per i tempi antichissimi abbiamo
notizie precise di insediamenti terramaricoli
e dell'Età del Bronzo, per i tempi a noi
più prossimi ma pur sempre lontanissimi, di insediamenti
celtici (Galli Aenoni),
etruschi e romani.
L'uomo, infatti, nonostante la Natura del
tutto contraria, trovò il modo di stabilirsi fin dai tempi più remoti
lungo gli spalti fluviali dei fiumi,
sfruttando le sottili lingue di terra golenali
ed i dossi (polesini) emergenti qua e là.
Fu favorito in ciò dalla stessa Natura che, seppur ostile per
certi versi, per altri offrì la parte migliore di sé offrendosi con
dapprima con un gran numero di corsi d'acqua,
che agevolarono indubbiamente sia la navigazione interna che la
comunicazione ed il commercio, poi con le estese
distese boschive, dalle quali quei primi abitanti ricavarono il
legname per il riscaldamento, le costruzioni, le arginature e le
imbarcazioni e, infine, con l'oro grigio presente nel sottosuolo e
rappresentato dall'argilla formatasi con le
continue alluvioni, con la quale fu possibile sviluppare una vera e
propria attività del vasellame e dei laterizi.
05 - Premessa all'avvistamento di Scortichino
Tutta l'area attorno a Scortichino è, dunque, una
vastissima zona archeologica che, non senza un pizzico di vanteria la si
potrebbe paragonare, con tutti i distinguo e le dovute proporzioni, come abbiamo già avuto modo di specificare, ad una Stonehenge
nostrana. E noi ufologi ben sappiamo quanto, presso i siti archeologici
vi siano
stati, nel corso degli anni, frequenti
avvistamenti.
Scortichino, che aveva già un'importante storia
ufologica, con vicende delle quali riferiremo al termine
dell'incredibile avvistamento di cui stiamo per narrarvi le trame, ora si
arricchisce di un fatto del tutto nuovo e scomoderà indubbiamente i
cacciatori di alieni, i quali si vedranno costretti ad aggiungere una nuova tipologia aliena alla lista
dei loro studi.
06 - Inizio della vicenda
Il pomeriggio di sabato 17
maggio 2008,
mentre mi trovo seduto in cucina, intento alla lettura del giornale
quotidiano, verso le 15:00 odo il rumore di un motorino che si ferma dinnanzi all'entrata di casa
mia. Rimango per un po' in ascolto ed odo una voce forte e stridula di una donna che, dopo aver salutato mia moglie
da poco uscita in cortile per controllare le prime fioriture del nostro
giardino, inizia a chiedere di me con insistenza: «C'è Fiorenzo in casa?». Sentendomi chiamato direttamente in causa, esco
e riconosco immediatamente
la
signora L. R.: è una mia
compaesana, da poco in pensione, della quale ho avuto in classe il figlio
L. R. , ora più che trentenne, con cui sono sempre rimasto in ottimi
rapporti anche perché la vita, purtroppo, non gli ha offerto le stesse
opportunità che normalmente offre alla maggior parte delle persone.
Conosco bene anche il marito, il
signor E. R., col quale ho allacciato rapporti di conoscenza
e di amicizia.
Queste tre persone, almeno fino ad inizio di aprile
2oo8, non sapevano nulla della mia passione per l'ufologia fino a
quando, leggendo le cronache ferraresi sulla stampa locale, non hanno
appreso della conferenza che avevamo tenuto proprio qui a Vigarano
Mainarda, il 16 maggio 2008, solo pochi giorni dopo, almeno così crediamo
noi, della data in cui questa vicenda ufologica potrebbe aver avuto
luogo.
07 - La signora L. viene a casa mia
Così, dopo aver appreso chi era la persona del suo
paese che si interessava di ufologia, la signora
L. prende in
fretta la propria decisione e viene a casa mia, praticamente il giorno
successivo alla nostra prima conferenza a Vigarano Mainarda. Non appena mi avvicino per salutarla e
chiederle informazioni sullo suo stato generale di salute e quello della famiglia,
ho modo di osservarla da vicino e noto una sua grande
tensione: la voce è intensa, stridula ma tremula, con tonalità che cambiano di
continuo, gli occhi sono vistosamente arrossati e spalancati oltre la
norma, mentre la tensione che cova nell'animo traspare sia sotto forma
di goccioline di sudorazione che le solcano il viso sia con continui
sguardi rivolti tutto all'intorno, come se si sentisse osservata o
cercasse la presenza di altre persone.
Pur tuttavia, dopo brevi convenevoli, la signora L.
viene subito
al sodo e, pur in presenza della giovanissima nipotina, mi chiede: «Sei
tu che fai l'ufologo, vero?».
Annuisco col capo e le specifico che quello è ancora tra i miei interessi
preminenti, ovviamente dopo la professione di insegnante. Avuta la
risposta positiva che si attendeva, la signora L. fa scendere la
nipotina di sette anni dal seggiolino posto sul sellino posteriore del
motorino e mi chiede: «Posso raccontare la storia incredibile che
mi è accaduta? Ho visto un Ufo vero!».
08 - Il racconto della signora L.
«Innanzitutto, quando sarebbe avvenuto questo
fatto?», le chiedo. Quindi la invito prima ad aspettare un attimo,
affinché possa prendere un quaderno per appuntare le cose più
importanti, quindi ad accomodarsi in casa. Ma
poiché la bambina sta ancora gustando un gelato in cono, acquistato da
poco presso la gelateria vicino a casa mia, la signora L. mi dice che
preferisce rimanere lì fuori, appoggiata al
muretto del confine di casa, vista anche la splendida giornata di sole
primaverile.
È una donna semplice ed immediata, credo anche
assai sincera per i ricordi che conservavo dai tempi in cui ebbi suo
figlio in classe, ed inizia subito a raccontare ciò che accadde quella
notte di fine aprile di un tempo che ha
così definito: «È accaduto tempo fa, non so
precisare la data esatta. Ricordo solo che era
una domenica sera di fine aprile.»,
lasciando così intendere che quel tempo avesse anche potuto essere "appena
ieri", quindi o domenica 20 aprile o
domenica 27 aprile, poiché eravamo al 17 maggio, ma
nulla toglie che il riferimento avesse anche potuto essere ad
una primavera di qualche anno fa ma non oltre, di certo.
La signora L. continua
il proprio racconto, che ascolto decidendo di non interromperla mai, per
non svilire la genuinità delle espressioni, spesso in dialetto
ferrarese, legate ai ricordi che però non sono sempre chiari e nitidi.
Ad ogni modo, il mio atteggiamento mi torna assai utile perché mentre
lei parla riesco a trascrivere la maggior parte delle sue dichiarazioni
spontanee, ma non
tutte ovviamente, anche perché si esprime assai velocemente e li ripete
sovente, anteponendo la domanda :«Hai capito
quel che ti voglio dire?» ed aggiungendo o togliendo sempre
qualche particolare. Per tale motivo, il
racconto che segue non è tutto quello che lei mi ha riferito ma solo una
sommatoria delle cose più importanti che sono riuscito ad ascoltare,
capire e mettere per iscritto, spesso trasformate in lingua italiana,
cambiate dal punto di vista sintattico e, non raramente, sintetizzate
per evidenti necessità.
«Una domenica sera di
fine aprile, circa verso l'una e mezza di notte, stavo tornando dal
Modenese, in compagnia di mio figlio L.
e di mio marito E., che era alla guida della nostra auto. Eravamo stati
a trovare mio fratello, che gestisce una riserva di pesca e ne abbiamo
approfittato per pescare poi, verso sera, ci siamo anche fermati colà
per la cena. Trascorsa abbondantemente la mezzanotte, siamo partiti per
il viaggio di rientro. Superato Finale Emilia, abbiamo preso la
direzione di Bondeno (Da Finale Emilia è
possibile prendere per Bondeno, per poi giungere a Vigarano Mainarda,
seguendo almeno altre due direzioni. N.d.R.).
Appena superato l'incrocio di
Scortichino, siamo andati diritti per Burana e giunti all'altezza della
località denominata "Il Cagnetto",
siamo rimasti a bocca aperta dallo spettacolo che si è parato innanzi a
noi: una stella,
di color bianco accecante, ha iniziato a
scendere verso terra, ed è
diventata sempre più grande e luminosa. Poi, dopo aver
illuminato tutto attorno a giorno pieno,
con un effetto simile a quello di una pioggia composta da milioni di
piccolissime luci, si è espansa quasi all'infinito, fermandosi davanti a
noi, proprio sul grande campo che stava alla nostra destra, appena giù
dall'argine stradale, chiamato "La Prospera" (Trattasi
di uno dei più importanti siti archeologici romani di tutto l'alto
Ferrarese. N.d.R.)
Il fenomeno sarà durato dieci o venti secondi.
La quantità di luce emessa da quella fonte luminosa era così tanta che
non abbiamo capito se fosse appoggiata al suolo o appena sollevata da
esso. Nel frattempo, dal momento dell'inizio dell'avvistamento, avremmo
forse fatto altri trecento metri, tutti percorsi sempre più lentamente
in un lunghissima curva disegnata dalla strada proprio in quel punto,
poco prima dell'incrocio per Gavello, in una luce piena.
Man mano che ci siamo
avvicinati, il bagliore è diminuito sempre più e quella luce ha iniziato
a mostrarsi per quel che era: un
Ufo enorme,
grande come la piazza di un paese. Abbiamo così subito notato un'immensa
cupola, come di
vetro trasparente,
illuminata dal di dentro
da una luce che forse proveniva da sotto, dal pavimento. La cupola era
appoggiata su di una struttura apparentemente rotonda che, a sua volta,
era assai simile ad un metallo scuro e non lucido. La cupola di vetro
era divisa dalla struttura inferiore come da una
fila di oggetti luminosi,
simili a tante luci tutte uguali fra loro, ma di colore assai meno
intenso rispetto a quello che c'era dentro.
A quel punto, abbiamo dapprima
fermato l'auto a bordo strada ed abbiamo abbassato il finestrino
anteriore destro, quello che stava dalla parte dell'Ufo. Non abbiamo
udito alcun rumore o sibilo e nessun altro veicolo è passato in quei
lunghissimi istanti. Eravamo davvero vicinissimi e così abbiamo visto
distintamente tutto quello che si notava distintamente al suo interno.
C'erano tre esseri
altissimi, quattro metri o anche più,
che stavano guardando verso di noi mentre si trovavano dietro a delle
apparecchiature. Erano tutti
uguali e quello al centro se
ne stava seduto, come se fosse ai comandi di un'auto. Erano di
struttura esile ma simile alla
nostra: avevano la testa, il
busto, le spalle, le braccia e le gambe. La parte del loro corpo che
sono riuscita a vedere dava l'impressione di essere come ricoperto da
una tuta di metallo scuro,
aderente e lucidissima. Nel viso, all'altezza dei nostri occhi, si
vedeva solo una striscia
scura e, pur essendo
ad una distanza di poche decine di metri, non sono riuscita a
distinguere né il naso né la bocca. Nessuno di quei tre si è mosso da
dove si trovava al momento in cui li ho visti, almeno credo, né mi ha
dato l'impressione di muovere una qualche parte del corpo. Inoltre, non
solo erano uguali nella struttura ma anche sul capo
indossavano lo stesso cappello
o, forse, lo stesso casco, del tutto simile alla tuta: aveva la forma di
un trapezio isoscele
rovesciato, molto grande.
Poi, non ricordo bene come sia
ripartito quel "coso", ma di sicuro non ho udito alcun rumore né ho
visto aumentare o diminuire la luce, come quando è arrivato,
una cinquantina di secondi prima.
Ho avuto come l'impressione che si sia sollevato solo da una parte e poi
sia partito così, quasi di traverso: in un niente era già altissimo».
Al termine della narrazione,
chiesto diversi chiarimenti ma le risposte che ottengo non danno
sostanza ulteriore alla traccia iniziale e anzi, in alcuni casi, come
per la descrizione dell'inizio e della fine dell'avvistamento, la
signora L.
aggiunge o toglie particolari, cambiando un po' i tempi (10-15 secondi),
le distanze (300-400 metri) e le altezze (almeno quattro metri).
Su mie
precise domande, aggiunge di non aver subito sensazioni termiche,
di non aver avuto vuoti di memoria, di non aver percepito
odori strani o
udito rumori misteriosi e chiarisce che il motore dell'auto è ripartito immediatamente e tutte
le luci risultavano funzionanti. Concludendo definitivamente
l'intervista, risponde alla mia ultima domanda riguardante il controllo
dell'ora, prima e dopo l'avvistamento, in quanto voglio verificare se si
sia mai verificata una situazione di "missing time".
La signora L. mi riferisce di aver controllato l'orologio una prima
volta all'incrocio per Scortichino, notando che era l'una e trenta circa
e una seconda volta non appena arrivata a casa, dove l'orologio a muro
segnava circa due di notte, ovvero un tempo decisamente compatibile con
la distanza fra il luogo dell'avvistamento e la loro abitazione.
09 - Il racconto del marito
A questo punto, la vicenda mi incuriosisce parecchio, così le chiedo il numero di telefono e l'orario migliore per
poter parlare col marito, non ancora pensionato, e col figlio. Ci accordiamo per telefonare il
pomeriggio tardi del lunedì successivo, poiché avevano già programmato
per la domenica, ma il giorno dopo è di nuovo a casa mia per confermarmi
l'appuntamento: mercoledì 28 maggio, alle 18.
Mi reco all'appuntamento e vengo accolto dalla moglie e
dalla figlia maggiore, la
quale mi spiega brevemente che l'avventura vissuta dai genitori è una
cosa terribile, veramente accaduta secondo lei, almeno per la parte iniziale, ovvero quella
relativa alla grande luce che ha illuminato a giorno la notte, evento
questo che però potrebbe benissimo essere assimilato al passaggio di un
meteorite o anche ad una sua caduta sulla Terra.
Mi presento dunque in cucina, dove trovo il solo marito:
è
seduto in attesa ma manca il figlio L., assente per motivi di lavoro mi
dicono. Dopo esserci salutati e scambiati alcuni convenevoli, mi offre qualcosa da bere ed un caffè.
Scambiano qualche altra frase di circostanza e poi il signor E. entra subito nel
merito della vicenda, in maniera assai determinata ma assai concisa.
«Non so che cosa ti abbia
raccontato mia moglie ma ciò che ho visto è questo. Giunti all'altezza
del Cagnetto, subito dopo l'incrocio per Scortichino, verso l'una e
mezza di notte, dal cielo è scesa una luce fortissima,
che è diventata sempre più grande e si è fatto quasi subito
giorno. In quella luce piena abbiamo fatto altri
trecento metri in auto e il tutto è durato forse una cinquantina di
secondi: meno di un minuto. Ci siamo fermati ad ammirare quello
spettacolo unico: si vedeva come in pieno giorno ed il cielo era
ricoperto da milioni di piccole luci bianche,
tutte uguali e piccolissime. Poi il fenomeno è finito e siamo ripartiti
verso casa. Tutto qui».
10 - Dubbi e specificazioni
Anche in questo caso, non interrompo il racconto
e mi riservo le domande alla fine. Sono assai perplesso: da una parte la
moglie che parla di Ufo ed alieni, con la concitazione tipica di chi ha
visto indubbiamente qualcosa di insolito, dall'altra il marito che riferisce
solo di un fenomeno astronomico delle meteore luminose. Tuttavia, decido
di mantenere una linea di basso profilo, confinata nella sola curiosità.
Così non gli riferisco quanto narratomi dalla moglie e sottolineo quanto
sia bella ed interessante, da un punto di vista astronomico, anche la
sua versione dei fatti ma
praticamente priva di valore ufologico: delle stelle cadenti o dei bolidi è sufficiente che
un ufologo ne conosca bene la sola manifestazione fenomenologica.
Così il signor E., ridacchiando in maniera vistosa
sotto ai baffi, inizia da uscire un po' di più
allo scoperto e arricchisce finalmente la sua narrazione
di particolari assai più interessanti, anche perché non è una persona
sprovveduta: ha ricoperto importanti incarichi politici, seppur a
livello locale e, forse, si è solo mostrato titubante nel riferire in
maniera veritiera un'esperienza che potrebbe essere davvero
ufologica. D'altronde, anche noi ufologi, che prima degli altri ci
siamo esposti pubblicamente, lo sappiamo bene quanto sia stato
difficile superare l'ostacolo della diffidenza iniziale verso coloro che
sono confinati nella mancata esperienza ufologica.
11 - Il seguito del racconto: solo un sogno?
Il seguito
dell'esperienza del marito si rivela, dunque, davvero interessante e, se
anche confinato in un sogno, rivela impressionanti analogie col
racconto fattomi dalla moglie che, come si è visto, non ho voluto rivelargli,
per non influenzarlo e per avere almeno un metro di paragone.
«Quella sera, dopo
l'esperienza della luce che ha illuminato tutto il paesaggio a giorno,
sono andato a letto assai scosso ed ho fatto un sogno
inquietante. nel sogno mi trovavo nel luogo in cui avevo visto quella
luce la sera precedente. Poi, all'improvviso, ho visto una luce enorme
scendere a terra, per poi diradarsi e lasciare al suo posto un Ufo
enorme: sembrava
grande come un paese poiché prendeva tutti i campi di fronte a me.
Era sormontato da un'immensa cupola
trasparente, simile ad una campana di
vetro e se ne stava sollevato qualche metro da terra quando,
all'improvviso, ho visto discendere una
scala di luce dalla parte inferiore ed ho
iniziato, con un po' di timore, a salirla.
Giunto alla sommità, mi sono
trovato in un'area a forma di tunnel,
completamente illuminata da una luce assai chiara, che sembra va uscire
da ogni poro delle pareti circolari. Ho udito allora, assai
distintamente, un
ronzio
sottile ma continuo che, unito alla luminosità insolita mi ha provocato
un forte senso di inquietudine, accompagnato dal desiderio di scappare
ma, allo stesso tempo, dalla curiosità di sapere. Così mi sono girato di
lato ed ho iniziato ad osservare meglio l'ambiente interno della stanza
di quell'Ufo: ho visto distintamente che tutto all'intorno vi erano solo
tanti pannelli multicolori e il tutto dava l'dea di essere
assai simile ad una sala-comandi di un centro radar.
Poi, quasi avvertendone prima la loro
presenza, mi sono girato un altro po' ed ho notato che
due esseri altissimi
e silenziosi, che
se ne stavano in piedi, a poca distanza da me, ad osservarmi. Un
terzo essere,
del tutto simile agli altri due, se ne stava seduto fra di loro, dandomi
l'impressione che fosse il comandate poiché ho pensato, data la
posizione, che fosse ai comandi. Credo anche di aver parlato con loro ma
non ne sono certo poiché più che udire la loro voce pronunciata, ho
avuto l'impressione che mi risuonasse nella mente: ora
penso che nel sogno mi parlassero mentalmente.
Ricordo che mi hanno riferito di diverse loro
basi segrete
sparse per il nostro Sistema Solare e ben tre di esse si trovavano
quaggiù, sul nostro pianeta:
una in mare
e
due sulla terra ferma».
Del seguito del sogno ho ricordi
confusi e non so come ma mi sono ritrovato a discendere la scala di luce
che avevo salito per entrare all'interno dell'Ufo che, subito dopo, è
ripartito repentinamente, scomparendo nel buio della notte in un
battibaleno».
12 - Una manifestazione
di levitazione
magnetica?
Qui ha termine il racconto del sogno del signor E.
ma le cose che deve narrarci, riguardo questa esperienza che lo ha visto
coinvolto con la moglie ed il figlio, non sono ancora terminate per cui
desidera aggiungere un particolare che, davvero, non è di poco conto.
Così prolunga la sua dichiarazione facendomi sapere che nel periodo di fine aprile vi
sono dei lavori agricoli fissi per chi abbia
delle coltivazioni di
barbabietole, in quanto occorre diradarle.
E sua madre, assieme ad altre
donne, il lunedì mattina successivo alla
vicenda, andando nei campi a zappare proprio nel luogo interessato dalla
"luce enorme", ovvero nella località "La Prospera",
posta al limite destro della località "Il Cagnetto",
ha vissuto un'esperienza irripetibile e sconvolgente. Una delle donne in
sua compagnia, dopo un po' che aveva iniziato i lavori di diradamento
delle piantine, ha sentito il bisogno di levarsi il largo cappello di
paglia e di appoggiarlo a terra, sul prato
a lato del fossato. Ma anziché appoggiarsi al suolo in orizzontale od
obliquamente, il cappello
se ne stava letteralmente sollevato dal suolo.
Immediatamente tutte le altre donne che indossavano il cappello hanno provato ad
eseguire la stessa mossa e per tutte si è avuto il medesimo
comportamento, che poi sarebbe durato per tutta la giornata lavorativa e
si sarebbe protratto ancora per diversi giorni.
Siamo chiaramente di fronte ad un
fenomeno di levitazione di oggetti, che
rimangono sollevati o si sollevano in aria senza mezzi naturali
apparenti, grazie ad una forza che contrasta la gravità senza che siano
intervenute forze fisiche evidenti, in quanto l'azione della forza o
della spinta sui cappelli era evidente nell'effetto ma non nella
modalità esecutiva. Potrebbe, però, anche essersi trattato di
levitazione magnetica, sempre per la stessa
ragione, in quanto il cappello era sospeso sul terreno senza un supporto
evidente oltre ad un campo magnetico evidentemente assai forte.
Ora, poiché la forza elettromagnetica viene usata
per contrastare gli effetti della forza gravitazionale, verrebbe da
supporre che laggiù, in un luogo sperduto e sconosciuto ai più, ma ricco
di storia e di reperti archeologici, in un giorno qualsiasi e in una
notte senza significato, qualcosa di misterioso sia sceso dal cielo per
un motivo a noi ignoto e, dopo aver illuminato il paesaggio a giorno, se
ne sia ripartito in meno di un minuto, sconvolgendo la vita di due
tranquilli pensionati che stavano facendo ritorno alla loro abitazione
in compagnia del figlio e lasciando sul terreno una forza misteriosa,
forse di natura magnetica.
13
La nostra indagine: dal nulla alla sfera di luce
Già il giorno seguente, ovvero domenica
18 maggio 2008,
sono già sul luogo dell’avvistamento ma le indicazioni ricevute si
mostrano subito carenti: la località “Il
Cagnetto” si mostra
assai estesa ed i curvoni subito dopo l’incrocio per Scortichino sono
due, per cui mi limito a scattare foto panoramiche di tutta la zona ed a
scrutarmi in giro nella speranza di trovare qualcuno che abiti nelle
vicinanze. C’è un’unica abitazione: “La
Prospera”, situata
nell’omonimo sito archeologico ma i proprietari non abitano qui e
demandano i lavori ed il controllo generale della tenuta al proprio
fattore che, in quel momento è assente. Inizio allora ad avvicinarmi ai
vari campi, posti sulla destra rispetto alla direzione Burana-Bondeno,
con l’obiettivo di
verificare la presenza o meno di campo,
segnalata dalla scritta “Ricerca rete”, sia a livello del terreno
che ad altezza di persona e anche per
verificare il perdurare
o meno di fenomeni elettromagnetici;
ma non accade nulla ed il telefonino riceve regolarmente la mia rete
Vofafone, sia a livello del suolo che ad altezza di persona.
Al venerdì sera
25 maggio 2008,
anziché fare la consueta riunione settimanale nella nostra sede,
mi reco
nella zona del Cagnetto in compagnia di
Sante Zanella,
un ottimo collaboratore, sempre disponibile ed esperto di rilevazioni e
fotografia all’infrarosso, essendo stato questo uno dei suoi ambiti
lavorativi prima di andare in pensione qualche anno fa, per effettuare
uno sky-watch notturno informale, di pura osservazione.
Abbiamo con noi un binocolo a testa, tre apparecchi fotografici
digitali ed una telecamera ma, ovviamente, il nostro
obiettivo
primario è quello di
verificare la presenza
di traffico nella fascia oraria 24.00 – 13.00, onde poter fare un paragone tra la domenica sera indicata dai
testimoni ed il venerdì sera, giornata di massimo traffico settimanale
nelle nostre zone.
La notte è bellissima ma decisamente freddina e, in quei luoghi
così di aperta campagna, anche molto ventosa. Trascorriamo il tempo
ripassando a memoria tutta la vicenda, per tentare di trovare appigli o
anche “buchi” nella narrazione della famiglia R. e ci soffermiamo sulla
versione del signor E., il quale ci ha fornito una versione
sostanzialmente simile a quella della moglie ma ha voluto distinguere la
vicenda in due momenti: uno possibile ed inattaccabile (l’illuminazione
a giorno, forse causata da un meteorite, ma del quale nessun giornale
locale ha dato notizia nel periodo da noi ipotizzato) ed uno ufologico
(per lui si è trattato del sogno dell’Ufo ma per la moglie, invece,
dell’atterraggio vero e proprio di un enorme Ufo).
Tra una riflessione e l’altra, la nottata trascorre abbastanza
in fretta, senza
che nulla di interessante accada,
per cui ne approfittiamo per scattare diverse foto, con e senza il
flash, ma che poi, alla successiva analisi al computer, non mostrano
alcunché di interesse ufologico. La nostra
verifica sul traffico locale
in quella fascia oraria mostra, invece, che nel momento di massimo
traffico (22,30 – 23,30) si ha il
passaggio di un veicolo
ogni 10 minuti circa mentre dalle 23,30 alle 00,30 sono transitate solo tre vetture ed
una motocicletta. Il fatto non è strano ma logico poiché questo luogo si
trova in una posizione abbastanza defilata e di lì transitano solo
coloro che hanno interessi o su Burana o su Gavello, due piccole
comunità ferraresi. Così poco prima dell’una di notte, vista la
diminuzione progressiva di traffico, decidiamo di far rientro.
Non avendo avuto
riscontri di alcun tipo, decidiamo di soprassedere con gli sky-watches e di iniziare a
mettere su carta i dati fino ad allora raccolti.
Domenica mattina
7 settembre 2008,
riprendiamo l’attività di sky-watch e mi reco sul luogo sempre in
compagnia di Sante, per una nuova attività di
indagine mirata su
eventuali testimoni.
Ne incontriamo due:
il custode della
possessione “La
Prospera” ed il
proprietario dell’unica abitazione posta proprio di fronte al sito dove, secondo i testimoni, sarebbe avvenuto il fatto. Entrambi,
però, non ci sono di minimo aiuto per tentare di ricostruire la vicenda
sotto altra luce e dichiarano di non aver avuto alcuna notizia al
riguardo. Pur rimanendo una attimo perplessi, poiché le loro risposte
sono immediate e senza quell’attimo di riflessione che viene di solito
speso, rileviamo un generale senso di titubanza nell’esporsi più di
tanto e la sola notizia positiva che ricaviamo dalle interviste, ma che
già avevamo da tempo in quanto moltissimi iscritti al CUF sono grandi
appassionati di archeologia locale, riguarda il fatto che tutta la zona,
essendo di natura archeologica, è frequentata principalmente da
cercatori di monete e di monili di epoca romana, che si recano colà
muniti di metal detector. Non è molto, ma sappiamo che qualche altra
persona, oltre ai residenti, potrebbe portare interessanti testimonianze
qualora leggesse questo articolo.
Decidiamo così di concludere l’indagine facendo un ultimo
tentativo e fissiamo
venerdì 12 settembre 2008
la data dello sky-watch a Scortichino. Questa volta, però,
la fortuna ci arride.
E che fortuna! Arriviamo sul luogo attorno alle 22,30 ed iniziamo a
posizionare le attrezzature. La notte è stupenda ed in quel momento il
cielo sopra di noi appare decisamente sereno; solo sulla linea
dell’orizzonte, verso ovest-sud-ovest, notiamo nuvole importanti che
sembra si stiano lentamente avvicinando. Abbiamo con noi i soliti
binocoli, le solite macchine digitali e la solita telecamera. Tutto è
pronto ma, per ogni scrupolo, controlliamo ancora una volta la macchina
fotografica posizionata sul tetto dell’auto, per verificarne la
stabilità sul cavalletto: è una Kodak con zoom ottico da 5x e con
estensione della definizione fino ad 8 milioni di pixel.
Dopo aver preparato il tutto ed esserci ben sistemati, iniziamo
ad osservare con attenzione il cielo tutto intorno. Lo spettacolo è
esaltante e la scintillazione di molte stelle, pur non avendo nulla a
che fare con l’ufologia, è davvero un fenomeno meraviglioso. Vediamo
anche alcuni fari di aerei, sbucare dalla linea dell’orizzonte e
prendere diverse direzioni.
Poi, all’improvviso,
verso le 23,15 accade
l’incredibile.
Sante, che sta scrutando il cielo girato nella direzione opposta alla
mia (siamo messi di spalle l’un l’altro, cosicché da coprire il massimo
di cielo), mi urla con tutta la voce che ha in corpo:«Guarda!
Guarda! Guarda lassù! Cos’è quella cosa che si muove?».
Mi giro e cerco di seguire la direzione che egli mi indica con l’indice
della mano destra. All’inizio fatico un poco ad inquadrare subito la
zona di cielo indicata ma poi, dato il vistoso fenomeno che sta
accadendo, noto anch’io ciò che sta svolgendo davanti ai nostri occhi.
Ciò che vediamo dà l’impressione di essere indubbiamente
qualcosa di artificiale che si sta muovendo all’impazzata,
seguendo movimenti diversi ed incredibili: vediamo
una luce sola,
di una luminosità inferiore a quella delle stelle, che
si sta muovendo
velocissima, con un
movimento decisamente
zigzagante, assai
simile alla dentatura di una sega da legno. Pensiamo subito ad un
aereo ma sappiamo bene che l’ipotesi non tiene poiché esso
presenta solitamente luci intermittenti, di vari colori ed un moto che
si può sostanzialmente definire rettilineo. Inoltre, proprio in quel
momento vediamo giungere dalla stessa direzione della luce un vero
aereo, probabilmente di linea o commerciale, che raggiunge e supera la
luce che sta continuando a muoversi nella maniera suddetta; e proprio
nel momento del superamento, vedendo il piano del cielo, quello delle
stelle e quello dell’aereo, capiamo che la luce si trova al di sotto di
esso, il quale sta verosimilmente volando ad una quota compresa fra gli
8.000 ed i 12.000 metri. Facciamo così un’importante deduzione: quella
luce si trova ad una quota che è decisamente inferiore agli 8.000 metri
ma non possiamo dire di quanto poiché manca ancora un termine di
paragone più attendibile.
Scartiamo dunque subito l’ipotesi della
I.S.S.
(International Space Station), data la valutazione che abbiamo
fatto della quota ma prendiamo in considerazione la possibilità che si
possa trattare di un
satellite
impazzito, in fase di caduta durante il rientro in atmosfera. Così
pensiamo all’ipotesi-satellite in quanto essi appaiono, anche in virtù
della loro colorazione, di varie tonalità: la principale è certamente
bianca ma non è raro osservarne giallognole e rossastre. Noi sappiamo
che lassù ci sono “satelliti-flashing”
che ruotando su più assi, a causa o di campi magnetici o di gas espulsi
o di semplice interazioni atmosferiche, generando veri e propri
bagliori
che assumono pertanto la caratteristica dell’irregolarità.
Sappiamo poi che vi sono i loro cugini più prossimi, ovvero i “satelliti-flaring”, assimilabili alla classe degli Iridium della Motorola, già
deputati alla comunicazione ma oggi praticamente quasi tutti obsoleti;
essi sono dotati di tre antenne riflessive e di due grandi pannelli
solari e se ne rimangono in assetto verticale rispetto alla superficie
terrestre per cui, rispetto al punto di osservazione, ogni volta che si
crea un’angolazione favorevole fra chi osserva il cielo in quel momento,
il satellite che sta transitando e l’incidenza dei raggi solari, viene a
determinarsi un flare che, spesso, è luminosissimo e si può prolungare
anche venti secondi sotto forma di importante bagliore centrale e lunga
striscia luminosa che lo taglia al centro, fuoriuscendo ai lati anche
per diversi chilometri. Ovviamente, date le caratteristiche della
manifestazione luminosa, la cosa viene immediatamente scartata.
A questo punto prendiamo in considerazione i “satelliti-militari”
e fra i tanti (Lacrosse, SDS o Satellite Data System, Cosmos)
pensiamo principalmente ai
N.O.S.S.
(Naval Ocean Surveillance System), solitamente in formazione di
tre ma anche di due, accompagnati da un satellite più piccolo, sono
spinti da veri e propri razzi direzionali ed operando su orbite molto
alte, fortemente ellittiche, sono deputati alla localizzazione ed al
tracciamento delle imbarcazioni in mare aperto. Anch’essi, dunque, non
rientrano nella tipologia di luce che stiamo osservando.
Alla fine, dunque, non ci resta che pensare a qualcosa che sta
precipitando a terra e pensiamo, ovviamente, alla
spazzatura spaziale,
ovvero detriti o satelliti fuori controllo che hanno come unica
peculiarità quella di cadere un po’ dove capita, seguendo una
traiettoria di caduta decisamente affidata al caso. Ora, di tale
spazzatura non si può, ovviamente, sapere molto tuttavia qualcosa di
importante, almeno ai nostri fini ufologici, si sa; ad esempio, sappiamo
che molti satelliti sono fatti ammarare in maniera controllata e si sa
anche che per quelli fuori controllo, al momento del loro rientro in
atmosfera si genera comunque, quasi sempre, una scia inonizzata, assai
simile alla scia di condensazione lasciata dagli aerei. Dunque, per le
cose che sappiamo, siamo portati ad escludere anche quest’ultima
possibilità poiché il rientro della spazzatura satellitare dovrebbe
avvenire certamente a velocità assai sostenuta ma con moto decisamente
rettilineo.
A questo punto ne siamo pressoché quasi certi:
il fenomeno che stiamo
osservando non ha nulla a che vedere con gli aerei e con i satelliti
artificiali in quanto ciò che sta accadendo davanti ai nostri occhi, ma
sarebbe meglio dire “davanti ai nostri binocoli” 10 x 50 (dieci
ingrandimenti per 50 millimetri di apertura),
non
rientra tra i canoni delle cose normali che si possono osservare in
cielo. Vediamo
assai bene che quella luce si comporta in maniera del tutto anomala e
comprendiamo benissimo che
forse siamo di fronte ad
un fenomeno che potrebbe avere una natura ufologica; così la nostra agitazione si mescola in egual misura all’emozione
di chi sta, forse, per vivere un evento unico.
Abbiamo escluso, dunque, ogni tipo di satellite artificiale e
perfino la spazzatura spaziale in fase di rientro incontrollato sulla
Terra: lassù stiamo osservando una luce che
ha già compiuto almeno
una ventina, se non di più,
di salite e discese repentine: sempre più in alto e sempre più in basso, percorrendo distanze
sempre maggiori in tempi brevissimi; distanze che, se quantificate,
dovrebbero essere di almeno alcuni chilometri per ogni “tratto
seghettato”, sia di discesa che di risalita. Quella luce, poi, osservata
dietro alle lenti dei nostri binocoli,
non emette scintille, né
brillamenti, né fuochi, né scie luminose e nemmeno si odono in maniera
distinta fischi o rumori più o meno cupi.
Essa si
muove semplicemente in maniera autonoma e seghettante poi,
all’improvviso, inizia una
lunga manovra
semicircolare di discesa,
da destra a sinistra rispetto al nostro punto di osservazione, quindi da
est verso ovest. Per un bel po’ smettiamo di vederla e se ne scompare
del buio della notte per alcuni secondi: forse quattro o cinque, data la
velocità di caduta, o anche di più. O forse smettiamo di vederla poiché
continuiamo ad osservare la zona di cielo in cui si stava muovendo.
Infatti, poco dopo, girandoci entrambi verso ovest, notiamo una luce
davvero impressionante e vicinissima, che si trova di fronte a noi
all’altezza 15-20° sulla linea dell’orizzonte visivo; è pressoché appena
al di sopra della linea delle cime degli alberi, per cui ipotizziamo che
si trovi ad una distanza non superiore ai 5 chilometri poiché sappiamo
che l’orizzonte visivo, per una persona di altezza media attorno al
metro e settanta, si trova ad una distanza di circa 4,5 km.
Certo, a questo punto, potrebbe
anche trattarsi di un
aereo di linea in
fase di decollo ma l’ipotesi cade miseramente nel vuoto allorché la
luce, divenuta a
questo punto assai più grande,
ci trasmette l’impressione di alzarsi sulla nostra verticale per poi
ridiscendere di
nuovo verso di noi.
Siamo eccitatissimi per l’incredibile fenomeno che stiamo osservando e
ci urliamo l’un l’altro nelle orecchie, parole e frasi che sono più dei
versi di stupore che altro, spesso ai limiti della comprensione tanto
vengono gridate con forza, consci entrambi che la luce potrebbe davvero
anche essere una di quelle sfere di luce di cui leggiamo i resoconti.
Gli istanti si susseguono emozionanti e terribili ad un tempo e
solo quando mi rendo conto che potrebbe nascere un pericolo per la mia
incolumità fisica mi riparo dietro l’auto e, così facendo,
mi ricordo di aver
posizionato la Kodak sul tetto dell’auto.
Mi ravvedo un attimo, mi alzo e controllo: c’è ancora ma non so se farò
in tempo ad attivarla. Quella notte, però, la fortuna è con noi perché
quella luce, che
appare ormai più simile ad una sfera luminosa che non ad un apparecchio
illuminato, giunta nei nostri pressi rallenta
vistosamente, fin quasi a
darci l’impressione di fermarsi.
Non pulsa più di
tanto come si legge
spesso nei racconti dei testimoni e, comunque, la sue eventuale
pulsazione non va oltre l’impressione dettata dall’emozione di quei
magici istanti;
non aumenta nemmeno di intensità luminosa
e non emana nessun tipo di radiazione chiaramente
distinguibile: è
semplicemente una
luce sferica color
arancio cupo, che emana una
luminosità diversa nella parte più centrale
e che, più tardi, grazie allo zoom digitale 25x della nostra Kodak,
scopriamo essere una zona a forma romboidale irregolare, più scura ma
non nera.
Non riusciamo a valutare la distanza ma
concordiamo che sia
vicinissima: sempre
in preda all’emozione, prima ipotizziamo la distanza in alcune decine di
metri ma poi, confrontandoci a mente più serena e a fenomenologia
conclusa, entrambi concordiamo che sarà stata ad un centinaio di metri
ma non oltre: il quei momenti è comunque dannatamente vicina e la
vicenda ci trasmette molta più paura ed angoscia che gioia ed
entusiasmo.
Fatto sta che, finalmente, ma con grande tensione,
provo ad accendere la
Kodak e, neanche a
farlo apposta, non ci riesco poiché l’agitazione altissima mi fa
posizionare per ben tre volte il selettore su altre posizioni diverse
dall’accensione. Così mi accuccio con la schiena allo sportello
dell’auto per tentare di risolvere il mio problema mentre Sante se ne
sta in piedi, di fianco alla stessa auto e tiene sotto controllo il
movimento della sfera di luce. Alcuni istanti dopo, ritrovata la calma,
riesco finalmente nel tentativo. Non provo nemmeno ad agire sul menù
della definizione e decido di accettare quello che la macchina
fotografica aveva impostato in quel momento di default, che avevo già
preparato prima di posizionarla sul tetto e che ognuno potrà agevolmente
leggersi sul file exif.
Finalmente mi rialzo, appoggio il cavalletto con la macchina
fotografica sul tetto ed inquadro per bene la luce che sembra quasi
ferma dinnanzi a noi, questa volta ad almeno 45 o 50° rispetto alla
linea dell’orizzonte. Sto già per scattare la prima foto quando, sudato
come poche altre volte, mi ricordo che se lo facessi rischierei di fare
una “foto mossa”, a causa del movimento di pressione che il dito
esercita sul pulsante. Sono attimi concitatissimi ma spingo sul
selettore del menù di scatto e, con due brevi pressioni, riesco ad
impostare la posa ritardata di due secondi: è fatta. Tutto avviene con
semplicità ma, miracolosamente, dentro al tempo di attesa che quella
sfera luminosa ha deciso di concederci. Purtroppo, eseguito il primo
scatto, non c’è più tempo per scattare un’altra foto in quanto abbiamo
l’impressione che essa si defili di parecchi metri, forse decine o anche
centinaia, tanto che se ne scompare repentinamente, inghiottita
certamente dal buio della notte.
Riaccendo la Kodak, nel frattempo spentasi automaticamente e
rivedo l’ultimo scatto:
c’è una sfera luminosa vera
e propria e
l’emozione va alle stelle. L’immagine è bellissima e nitida. Abbiamo
immortalato una sfera luminosa, di
color arancio cupo
e pressoché immobile. Ora sembra tutto finito. Siamo agitati e tesi come
non mai. Entrambi abbiamo il respiro in maniera concitata e, pur
grondando sudore, siamo felicissimi. Continuiamo ad osservare il cielo
tutto attorno, nella speranza, almeno questa volta, che non ci sia più
nulla di altrettanto sconvolgente. Ci rigiriamo di continuo e ci
parliamo a distanza. Non siamo più sicuri di nulla. Poi, gradualmente,
ritorniamo alla normalità e ci riprendiamo. Apparentemente siamo calmi e
sereni ma di dentro, almeno per me, è un inferno di gioia e paura per
quel che avrebbe potuto accaderci. In quegli attimi non si pensa ad
essere tecnici della ripresa, a scattare in serie o a filmare con
tranquillità. Si pensa solo a fare la cosa più semplice ed immediata:
una sola fotografia, ma anche quel semplicissimo gesto, come si è visto,
può rivelarsi un’autentica impresa.
Ora sono sereno e so che esistono oggetti volanti e luminosi, di
forma sferica, che si muovono liberamente nella nostra atmosfera, forse
guidati fisicamente da qualcuno o autonomi nel loro comportamento o
controllati a distanza in maniera simile alle nostre sonde spaziali.
Credo, inoltre, che questi oggetti volanti simili a sfere luminose
appartengano ad un’aviazione non terrestre poiché la
velocità spaventosa
usata da quella sfera nel coprire le distanze che abbiamo visto con i
nostri occhi non è ancora una variabile aeronautica in possesso della
tecnologia spaziale di cui la gente comune sia venuta a conoscenza.
13 - Altre storie di Scortichino: la luce rossa
lungo il fiume Panaro
Grazie alle ricerche di
Gianfranco degli Esposti ed alla catalogazione di
Alfredo Lissoni (Documenti catalogati al n°
4096, al n° 4096/A e al n° 4096/B), in quanto noi del CUF all'epoca non
eravamo ancora operativi, sappiamo che il quotidiano ferrarese "La
Nuova Ferrara", in data 3 aprile 1990, riportava la notizia di
seguito riferita in sintesi.
Il 22 marzo 1990,
a Scortichino, frazione di Bondeno (FE), verso le 19:15, uno
studente udì un fortissimo rumore
che lo indusse ad urlare, facendo così accorrere la
madre e la nonna che si trovavano
al piano superiore della casa, a guardare la televisione regolata a
volume altissimo.
Affacciatesi alla finestra, esse ebbero modo di
notare subito una luce rossa, procedente a
mezz'aria, in direzione sud, verso il Panaro, con un moto assai lento.
Più tardi una quarta testimone dichiarò di
essere stata scossa, alle 20:55, da un assordante
fragore che fece tremare i vetri delle finestre e la costrinse ad
uscire all'aperto per accertarsi di che cosa si trattasse. Dal cortile
di casa poté agevolmente scorgere "una palla rossa,
praticamente ferma a poche centinaia di metri dalle cime degli alberi,
che stava emanando un'intensa luce. Nel frattempo la vibrazione
continuava ad aumentare, producendo un fracasso simile a quello di
un'auto in accelerazione su forte pendenza. Il fenomeno ebbe una durata
di circa dieci minuti e si concluse con l'allontanamento definitivo di
quella palla rossa verso il Panaro. Infine, un
quinto testimone riferì di aver visto, attorno alle 21:30, una
luce molto brillante, in movimento a bassa
quota, con moto lento ed uniforme, in direzione di Bondeno (FE), lungo
il corso del Panaro.
14 - Strane tracce al suolo
Su Notiziario Ufo di novembre 2008 (Anno XLII, n°
162, Acacia Edizioni srl) è apparso un interessantissimo articolo a
firma del prof. Gianfranco degli Esposti e del dott. Giorgio
Pattera, riguardante il rinvenimento a Scortichino di Bondeno (FE),
in un fondo agricolo di proprietà della signora G. C., di strane tracce
al suolo, seminascoste fra le piante di un appezzamento di frumento.
Il fenomeno, segnalato al prof. Degli Esposti il
15 maggio 2008
(da notare la singolare concomitanza con la data del
17 maggio 2008, in cui ricevetti la visita
della signora L., la quale mi narrò della vicenda dell'enorme Ufo
notturno), era rappresentato da una zona di terra ellittica, del
diametro di circa 2 m, posta alla distanza di circa 3 m dalla carraia
che costeggiava la coltivazione. Tutta la parte interna di questa
modesta area di terra, che si presentava come "cotta e più indurita
della terra circostante, mostrava una piccola depressione ed era del
tutto priva di piantine.
Ma la cosa più strana era rappresentata dal fatto
che risultavano ben visibili cinque fori tubolari,
profondi dai 60 ai 70 cm e con diametro variabile dai 5 ai 10 cm. In
alcuni di essi era ben visibile, lungo tutta la parete interna, una
scanalatura elicoidale destrorsa, ovvero in senso orario, paragonabile a
quella lasciata dalla punta di una trivella.
Eseguita una prima analisi generale della zona
appena circostante, non furono rinvenute né tracce di camminate, né
tracce di steli eventualmente asportati e né tracce di terreno rimosso
dalla zona interessata dai fori. Nella zona più prossima, inoltre, non
furono rinvenute nemmeno tracce recenti di pneumatici o di piante
erbacee allettate dall'eventuale calpestio.
Il prof. Gianfranco degli Esposti, attenendosi al
protocollo indicato dal dott. Giorgio Pattera, eseguì tre tipi di
prelievi: un primo campione di terreno
della zona interessata dai fori, un campione di
steli di grano posto nella più immediata vicinanza al terreno
privo di piantine ed un secondo campione di di
terreno della zona non interessata dal fenomeno, in un'area
lontana ed integra. Tali campioni furono affidati alla proprietaria del
campo, la quale li custodì fino al 19 maggio 2008, data in cui li
consegnò al signor D. A., maresciallo in congedo dell'Aeronautica
Militare Italiana nonché membro dell'associazione "Galileo", il quale
provvedeva a trasportarli al dottor Giorgio Pattera, rappresentante del
CUN di Parma e responsabile scientifico del CUN nazionale.
Nel frattempo, il dott. Degli Esposti, dopo aver
appreso dalla proprietaria del fondo che tutta la zona risultava
scarsamente abitata, fece due deduzioni logiche:
doveva essere assai bassa la probabilità che qualcuno avesse potuto
notare qualcosa per cui sarebbe stato praticamente impossibile tentare
di dare una data esatta a quelle strane tracce. Seppe, comunque, due
particolari interessanti: a fine marzo, in occasione del trattamento
alle coltivazioni, nessuno notò nulla di strano ma attorno al 10 aprile
l'addetto allo sfalcio dell'erba dalla carraia, deputata al transito dei
mezzi agricoli, riferì dello strano evento.
Gli esami condotti sui campioni prelevati non hanno
fornito indicazioni particolari che lascino supporre un collegamento con
qualcosa di "non terrestre" per cui non si è riusciti a dare una
spiegazione logica ed esaustiva del fenomeno. Per tale motivo, non si
può andare oltre l'ipotesi che una
fonte assai modesta e circoscritta di energia
termica possa prima aver colpito dall'alto la zona interessata,
dissecando prima la vegetazione e poi disidratando il terreno che le
ospitava, lasciando tuttavia un punto interrogativo almeno su alcuni dei
cinque fori tubolari.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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23.05.2008 |
Madonna Boschi |
Un Ufo e una sfera |
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Fonte della notizia:
CUN Ferrara
Provenienza delle
immagini:
dall'archivio del CUN Ferrara
Testimoni:
una persona
Commenti:
commenta la notizia
specificando il titolo della presente
news
Segnalazioni:
segnala un errore o un'imprecisione
specificando il titolo della presente news
Prefazione
Durante uno sky-watch diurno, effettuato nella campagna di Madonna
Boschi (FE), ad un paio di chilometri dal C.O.F.A. di
Poggio Renatico (Comando Operativo Forze
Aeree), si è riusciti ad osservare in pieno giorno le incredibili
e velocissime evoluzioni di uno stranissimo
oggetto volante, la cui forma non ricordiamo di aver mai visto né nei testi
classici di ufologia né fra i
prototipi
degli x-planes conosciuti.
La forma dell'Ufo
Sembrava come se fosse composto composto di due parti,
a forma di ali di insetto,
staccate nella parte posteriore e riunificate in
quella anteriore. Come si può osservare dai particolari
ingranditi, sembra anche di notare una specie di
fusoliera (carlinga) nella parte inferiore poiché si nota
distintamente un'ombreggiatura; tuttavia, avrebbe anche potuto trattarsi
del risultato della luce solare che, provenendo da destra (ovest)
all'inizio del tramonto, andava ad impattare contro le "ali" del
presunto Ufo.
La modalità di volo dell'Ufo
Ora, desideriamo illustrare un interessante particolare
dell'avvistamento, riguardante il modo decisamente inusuale che aveva di
volare quello strano oggetto: non procedeva in
avanti, come un normale aereo o un missile o un razzo, ma
si spostava lateralmente,
muovendo assai velocemente nella mia
direzione, con una manovra che solo gli elicotteri dovrebbero essere in
grado di eseguire.
La zona dell'avvistamento
A dir il vero, lo sky-watch non era ancora
iniziato e mi stavo semplicemente dirigendo in una zona dove, da
tempo, continuiamo a registrare e a pubblicare, con tanto di foto, le
segnalazioni sia di strani oggetti fusiformi
o sigariformi sia di
oggetti luminosi, a forma di
sfere singole o a coppie o in autentiche
formazioni: la campagna di Santa Maria Codifiume,
ultimo lembo di terra ferrarese ai confini con la provincia di Bologna,
direttamente sulle sponde del fiume Reno. Di questa vastissima area sappiamo anche di recentissime manovre
militari aeree, compiute a più riprese da ottobre ad oggi, sia diurne
che notturne, nel corso delle quali sarebbero stati testati nuovi tipi
di flares luminosi, forse da impiegare sui teatri di guerra.
Le modalità dell'avvistamento
Dunque, è avvenuto che mentre mi stavo dirigendo nel luogo suddetto, tenevo
di continuo monitorato il cielo dinnanzi a me poiché mi stavo
avvicinando ad una zona della campagna di Madonna
Boschi (Vigarano Mainarda) dove, il 7 agosto 2005 avevamo avuto la
segnalazione da parte di due intere famiglie, per un totale di sei
persone, di un'enorme ammasso luminoso,
composta da centinaia di luci, a forma trapezoidale rovesciata, che
aveva roteato per oltre mezz'ora attorno al
proprio
ipotetico asse, ad una quota. All'improvviso, quasi dinnanzi a me, leggermente
spostato verso sinistra, ad un'altezza apparente di alcuni chilometri al
di sotto delle ordinarie linee di volo degli aerei commerciali (8.000 -
10.000 metri), ho notato un oggetto dalla forma e
dal colore insoliti che, anziché procedere in maniera lineare "procedeva
di traverso", ovvero lateralmente ed era diretto nella mia
direzione, provenendo da Sud-Est; a causa di tale movimento, la prima
impressione è stata quella che si stesse ingrandendo sempre più. Forse è stato proprio quest'ultimo particolare che più di
ogni cosa ha attirato la mia curiosità e, pur non avendo capito subito di che
cosa si trattasse, ho avuto la netta sensazione che fossi davanti a qualcosa
che era certamente singolare. A dir il vero, ho anche sospettato di un
gigantesco aquilone poiché, dalle nostre parti, il 25 aprile organizziamo
la festa degli aquiloni e prima e dopo di quella data se ne vedono davvero di ogni forma e di ogni
colore.
L'apparecchio fotografico
Ad ogni modo ho pensato che fosse bene bloccare l'auto sul ciglio della strada
e dare una controllata. Ovviamente l'agitazione stava crescendo e mentre
compivo la manovra di parcheggio ho trovato sia il tempo di accendere le
luci lampeggianti sia di aprire il vano portaoggetti dell'auto, che si
trova sotto al sedile di guida (Fiat Stilo). L'ho estratto verso
l'esterno e, dopo aver frugato velocemente al suo interno, ho afferrato in
tutta fretta la prima macchina fotografica digitale che ho toccato: era
la cara, vecchia Trust 750
LCD PowerC @M zoom, da 3 milioni di pixel. Sempre con una sola
mano, poiché non avevo ancora concluso il parcheggio, l'ho sfilata dalla
custodia ed ho subito fatto per accenderla. Purtroppo, la concitazione
del momento, unita ai bruschi movimenti e alla manovra con una mano
sola, ha provocato l'apertura dello sportello laterale contenente le due
pile dell'alimentazione e la loro fuoriuscita dalla sede.
Per quanto
possa sembrare ai limiti del credibile è andata proprio così: una delle
due pile si è infilata sotto al sedile del passeggero e per trovarla
sono dovuto scendere dalla mia parte, andare dalla parte del fosso,
aprire la porta dei passeggeri e cercare quella benedetta pila. Dopo pochi secondi di ricerca l'ho individuata e
l'ho subito inserita nell'apparecchio che si è immediatamente acceso
(Meno male, un po' di fortuna!).
Due riflessioni sulla "facilità" degli altri
A volte, leggo di persone che mentre stanno girando
tranquillamente per strada, in auto o in moto o in camion, con la macchina fotografica
ben a portata di
mano, notano uno strano oggetto in cielo e, come se niente fosse, dopo
che magari anche anche esclamato:«Toh, un Ufo! Aspetta che me lo
fotografo!» lo fotografano serenamente, lo
controllano al più presto al computer e dopo uno o due giorni ci
ritroviamo la notizia e la foto segnalate ad un quotidiano o ad un sito Internet. Altri
ancora che girano
come se niente fosse con la telecamera a portata di mano, sempre ben
carica e pronta all'uso; poi, all'improvviso, arrivano delle luci o degli oggetti
misteriosi e loro filmano
il tutto come se niente fosse e poi inoltrano la segnalazione a siti
come il nostro e anche di più famosi.
Due riflessioni sui nostri "impedimenti"
Per me, invece, e per noi del centro in genere, la realtà è
ben diversa. Tante volte mi ritrovo le due
macchine fotografiche digitali assolutamente scariche: eseguo il
primo scatto ma non viene registrato e caricato in memoria perché la
macchinetta si spegne: era scarica. Mi viene da dire qualche parolina
... ma tant'è, non risolvo nulla.
Altre volte, credendo di vedere qualcosa di interessante, corro
in casa se sono nei pressi o corro verso casa se mi trovo a poca
distanza ma quando prendo la telecamera me la
ritrovo con la batteria del tutto scarica. Così, pur avendo preso
la buona abitudine di tenerla fuori dalla custodia, spesse volte, la
sera, mentre guardo la TV o lavoro al computer o sto con la famiglia,
metto l'apparecchio in carica. Beh, volete saperlo? Nonostante tutto
ciò, quando ne hai bisogno immediato è rarissimo che non mi trovi in una
situazione di KO totale.
Le due foto
Ad ogni modo, ritornando all'avvistamento, pur
nell'apparente sfortuna iniziale, dopo aver acceso l'apparecchio
mi sono accorto che era già impostato
sulla massima definizione. Così ho ritrovato una fiducia enorme
perché ho pensato che la sfortuna fosse davvero solo apparente. Infatti,
ho eseguito il primo scatto.
Servono almeno cinque o sei secondi perché esso venga registrato,
immagazzinato in memoria e la macchina sia di nuovo operativa per un
secondo scatto. D'altronde, la macchinetta è del 2003 e fa quello che
può.
Se penso che avevo anche una nuovissima
Kodak C875, da 8
milioni di pixel, dotata di zoom ottico 5x e obiettivo Schneider 37-185, sempre in quel benedetto
cassetto, sotto al sedile di guida, mi mangio quasi le mani dalla rabbia
di non averla afferrata. Mentre scattavo con la Trust ho pensato che
avrei anche potuto prendere la Kodak ma poi la paura di perdere quegli
attimi così preziosi mi ha indotto a continuare così.
Comunque ce l'ho fatta: quando la macchinetta è stata pronta
per la seconda foto, lo strano oggetto, che non emetteva alcun tipo
di rumore, aveva di poco superato il cielo di fronte a me, in quanto si
spostava in avanti ma, come specificato, con un movimento laterale. Così
ho avuto il tempo di inquadrarlo e di eseguire un secondo scatto alle
condizioni temporali precedenti.
Il tentativo di filmato
Mentre attendevo il tempo di carica e
di memorizzazione, dopo aver controllato la situazione delle pile sullo
schermo,
ho pensato che due fotografie fossero sufficienti per documentare il
fatto ed ho deciso di passare alla modalità video, per effettuare un
tentativo di filmato. Purtroppo, quando ero
pronto per girare, mi sono trovato completamente contro il sole che, in
quel momento, pur essendo nella fase del
tramonto era ancora abbastanza alto; così non sono più riuscito ad inquadrare quello
stranissimo velivolo: in pratica, non l'ho più visto.
mentre scrivo queste righe, non riesco nemmeno ad immaginare che cosa
avesse potuto essere ma, di certo, ora vi sono due foto che stanno a
testimoniare l'avvistamento... e sembrano anche abbastanza nitide.
Infatti, le ho interpolate a quattro milioni di pixel ed il risultato è
visibile nei particolari pubblicati.
C'era anche una sfera?
In più, dopo aver scaricato le foto a computer, mi sono accorto che
dietro al misterioso oggetto, in una zona di cielo molto più alta, stava
volando in linea retta anche una macchia
biancastra, dalla forma apparentemente
sferica. Come si può osservare dalle due foto iniziali,
pubblicate volontariamente a bassa definizione per coloro che non hanno
l'ADSL, si nota facilmente questo particolare della forma biancastra e
vagamente sferica, che si muove più alta del presunto Ufo ed in
direzione opposta.
Ovviamente, non abbiamo la presunzione di sostenere a spada
tratta la tesi della sfera sia perché
potrebbe essersi trattato di un aereo in volo su di una quota superiore
ai diecimila metri, sia perché il modello di Trust in mio possesso ha un
problema: se sta per più di una decina di secondi privo delle pile,
manda i valori della data in default. In pratica, avviene che la data
corrente scompare e ritorna la data di fabbricazione che, in questo
caso, è il 12 gennaio 2003, ore 19:32. Una
bella frittata, direi! Non vi pare?
Tuttavia, come si può notare dalla foto a lato, la
Trust li fotografa
così gli aerei di linea che si trovano a quote comprese fra gli 8.000 ed
i 10.000 metri e c'è sicuramente una bella differenza dalla macchia
bianca in compagnia del nostro Ufo. Inoltre, poiché dal
file exif delle prime due foto è facilmente
controllabile la durata del tempo di esposizione, quantificato in
1/792°, (un valore decisamente interessante), dopo aver lasciato
trascorrere un po' di giorni assai indeciso sul da farsi, mi sono
consultato con le altre persone che frequentano con regolarità il nostro
centro (ci riuniamo una volta alla settimana), e insieme si è deciso di
raccontare con semplicità tutto quello che è avvenuto e come sia
avvenuto. Se non altro, ora le foto sono a
disposizione di tutti i ricercatori e a noi, sinceramente, il
particolare della data non preoccupa più di tanto. Così, ora ce ne
rimaniamo in attesa, sperando di ricevere altre testimonianze di persone
che, a loro volta, siano incappate in questo stranissimo oggetto.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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19.04.2008 |
Vigarano Pieve |
Ufo a sigaro |
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Fonte della notizia:
CUN Ferrara
Provenienza delle
immagini:
foto originali
dall'autore degli scatti
Testimoni:
una persona
Commenti:
commenta la notizia specificando il titolo e la data della presente news
Segnalazioni:
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specificando il titolo e la data della presente news
Il signor Z. S. è un appassionato fotografo in pensione ed è anche un
nostro iscritto. Una delle sue grandi passioni è lo sky-watch, ovvero il
monitoraggio del cielo diurno e notturno. Durante questa attività, che
spesso eseguiamo insieme ogni volta che riceviamo una segnalazione, egli
esegue tantissimi scatti digitali con la sua Nikon E 5600, da 6 Mpixels.
La sera del 19 aprile 2008,
dopo le ore 21, ha scattato tantissime foto al di sopra di una casa, in
direzione di Diamantina (FE), a distanza di pochissimi secondi l'una
dall'altra, mantenendo l'apparecchio fermo sul cavalletto. Sul momento,
egli non si è accorto di nulla, poiché non ha visto luci e non ha
sentito rumori, eppure proprio là, appena sopra il tetto,
ed assai vicino, c'era un oggetto stranissimo
che, come si può notare fina dalla
prima foto è chiaramente assimilabile ad un
Ufo a sigaro.
Allorquando ha potuto rivedere gli scatti al computer si è reso conto di
quanto era rimasto impresso nella memoria digitale. Contentissimo è
corso nella nostra sede ed insieme abbiamo analizzato tutti gli scatti:
aveva fatto quattro foto identiche, tutte nella stessa posizione ma solo
nell'ultima, a distanza di due secondi dalla terza, era rimasto impresso
l'Ufo a sigaro, in posizione verticale.
Accanto all'antenna della TV, poco spostato sulla destra, lo
stranissimo oggetto sta emanando
distintamente quattro diverse luminosità:
verde smeraldo,
arancio, giallognolo e
rosa.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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31.12.2007 |
Santa Maria Codifiume |
Sfere luminose |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza delle
immagini:
scatti originali dell'autore ed archivio del CUF
Testimoni:
una persona
Commenti:
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Segnalazioni:
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specificando il titolo della presente news
A distanza di un mese, pubblichiamo una
delle numerosissime foto scattate dal signor G.Z.
il giorno
1 dicembre 2007, alle ore 13:41, in località
Santa Maria Codifiume, una grossa frazione
del Comune di Argenta e, di fatto, paese confinante con il territorio
bolognese poiché si trova proprio a ridosso del fiume Reno.
Come nostra abitudine, prima di pubblicare una
qualsiasi foto delle molte che riceviamo dal ferrarese e da tutta
Italia, svolgiamo un'indagine
preliminare cercando di raccogliere, in ogni senso, il
maggior numero di informazioni possibili. Per questo, ci rechiamo
sovente ad incontrare fisicamente coloro che si rivolgono al nostro
centro ufologico poiché abbiamo necessità sia di conoscere la persona
che di capire il contesto nel quale è stato possibile realizzare quel
determinato scatto.
Svolta questa indagine preliminare, affrontiamo l'analisi
tecnica del materiale consegnatoci per tentare di capire
se vi sia stato un qualche tentativo di
fotomontaggio o si possa essere trattato, invece, di un "ufoinganno"
diurno, dovuto a varie cause quali, ad esempio: bagliori di satelliti,
riflesso di velivoli, flares di esercitazioni militari, riflesso del
sole sulle penne di volatili.
Per fare ciò ci troviamo nella nostra sede operativa di Vigarano
Mainarda dove, assieme agli amici del
45° GRU del Polesine di Rovigo,
specializzati nell'analisi delle
immagini su pellicola e su supporto elettromagnetico, esaminiamo
le immagini con le idonee apparecchiature (PC e programmi per la grafica
digitale). Non sempre si riesce a fare tutto in poco tempo e certe
analisi richiedono diversi incontri ed il confronto fra tutti noi.
Per
questo motivo abbiamo tardato circa un mese, anche perché il signor G.Z.,
come abbiamo già avuto modo di dire, di foto ne ha scattate davvero
tantissime da quando, il 9 ottobre scorso, si è accorto che sul cielo di
Codifiume avevano iniziato a volare strani velivoli che egli,
puntualmente, utilizzando un apparecchio
fotografico digitale modello
Fusjfilm, FinePix E510,
ha fotografato in centinaia di scatti, alcuni dei quali sono stati già
pubblicati sul nostro sito: in gergo ufologico, allorquando si hanno
così tanti avvistamenti in una zona ristretta e ben delimitata, si parla
di "flap ufologico" o
ondata di avvistamenti.
Noi stessi, non appena saputo dell'accaduto, ci
siamo recati diverse volte a Santa Maria Codifiume, svolgendo un'intensa
attività di sky-watch diurno, serale e notturno e con risultati davvero
apprezzabili, che comunicheremo al più presto.
Per il momento ci limitiamo alle
due sfere diurne,
fotografate in digitale, alle ore 13:41 e
con un tempo di esposizione ad 1/90: infatti, il signor G.Z. ha deciso
di monitorare tutto il cielo sopra di lui in maniera scientifica, ovvero
posizionando la macchina fotografica sul cavalletto e mettendola nella
posizione di scatto automatico che consente
di eseguire diverse foto ogni secondo.
Nella prima foto, che è un
particolare della foto naturale, si vedono le due sfere quasi appaiate.
Nella seconda foto si
vedono le due sfere ingrandite e si può agevolmente notare che stavano
procedendo assai vicine: gli aloni verticali sono dovuti al basso tempo
di esposizione ma sono anche rivelatori di un movimento verticale delle
stesse. Nella terza foto
abbiamo realizzato un'immagine in falsi colori, così da mettere in
evidenza la distribuzione omogenea della luminosità, davvero notevole se
si considera l'ora dello scatto. Nella
quarta e nella quinta foto,
abbiamo realizzato un'immagine PSF che
consente di stabilire se un fenomeno luminoso assorba od emetta luce: in
questo caso è evidentissima l'emissione
luminosa e ciò consente di affermare che
le due sfere emettevano luce propria e non
riflettevano la luce solare che, a quell'ora, era quasi sulla loro
verticale.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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10.12.2007 |
Marrara |
Ufo ovoidale |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
dall'archivio del CUF
Testimoni:
famiglia di tre persone adulte
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Segnalazioni:
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specificando il titolo della presente news
Il giorno
25 novembre 2007, alle ore 21:42, abbiamo ricevuto dal
signor P. B. una
segnalazione via internet dell'avvistamento di un
Ufo a forma di disco volante
che, per diversi minuti, ha compiuto stranissime evoluzioni
sopra i
cieli di Marrara, in direzione di
Santa Maria Codifiume (FE).
Il giorno
14 ottobre 2007, poco dopo le 17:00,
tornando a casa dal lavoro a bordo della propria auto,
la figlia ci ha riferito di aver
improvvisamente notato uno strano oggetto nel cielo dinnanzi a lei, ad
un'altezza di circa 60° sull'orizzonte. Era pressoché giunta a casa
propria quando ha notato quella
cosa metallica che stava evoluendo con movimenti a spirale,
dall'alto verso il basso. Così, spingendo un po' sull'acceleratore, ha
finalmente raggiunto l'abitazione e qui ha trovato i propri genitori
intenti ad osservare la stessa incredibile scena.
La mamma, in modo particolare, se ne stava
già sul balcone da alcuni minuti ad osservare col binocolo quell'oggetto
mentre il papà lo osservava dal cortile di
casa. Così lo hanno potuto descrivere con dovizia di particolari: era di
forma ovoidale, aveva la
zona perimetrale
di tonalità tenue mentre
il centro era marcatamente scuro;
dalla parte posteriore
fuoriuscivano delle scie arancio e verdi;
teneva una traiettoria lenta e rettilinea ma, di tanto in tanto
compiva movimenti a spirale verticale.
La cosa è
andata avanti così per circa dieci minuti fino a quando non sono arrivati sul luogo
sei aerei militari, tre
provenienti da nord e tre da sud, che hanno compiuto diverse evoluzioni
per circa cinque minuti, senza però mai
avvicinarsi troppo attorno a quella cosa metallica ed
apparentemente allontanandosi nelle direzioni dalle quali erano
arrivati. Poi, a causa sia del moto dell'oggetto in direzione di
allontanamento verso Santa Maria Codifiume sia del sole che stava
tramontando, i tre testimoni hanno perso di vista l'Ufo.
La figlia e la madre ci hanno infine riferito che nei giorni precedenti
avevano osservato altre strane forme in cielo, sempre all'imbrunire:
erano "bastoncini metallici
bianchi", simili a "matite".
Considerazioni finali
La foto che abbiamo inserito in questo avvistamento è stata scattata dal
signor G. Z., di Santa Maria Codifiume, il 12
novembre 2007 e l'abbiamo inserita nella notizia poiché essa
è del tutto simile all'oggetto
visto e descritto dai tre testimoni.
Il signor G. Z. è anche l'autore di decine di
scatti eseguiti nel periodo dal 9 ottobre
al 30 novembre, parte dei quali sono già stati pubblicati nella
precedente notizia del 4 novembre mentre i rimanenti verranno messi in
rete al più presto. Indubbiamente,
siamo di fronte ad un flap di
dimensioni talmente importanti da annoverarlo tra i maggiori
avvenimenti ufologici accaduti in Italia dopo il grande flap adriatico del
1978.
Questa importantissima manifestazione ufologica si è protratto per circa due mesi
ed ancora non è terminata viste le continue segnalazioni che provengono
da quelle parti, non ultima quella di una
sfera apparentemente metallica,
inseguita
dal cane di due donne, anch'esse madre e figlia, che
stavano facendo una tranquilla passeggiata ai bordi della campagna.
All'improvviso hanno notato che il cane ha iniziato ad abbaiare
furiosamente, correndo all'impazzata e saltando continuamente verso
l'alto. Così hanno osservato meglio la scena ed hanno notato una scena
inverosimile: il loro cagnolino stava inseguendo
una sfera metallica,
grande circa come una boccia, che stava evoluendo appena al di
sopra dei rami di un vicino frutteto. L'inseguimento è durato alcuni
minuti fino a quando la sfera non si è persa alla vista.
Noi stessi, in occasione di uno sky watch mirato in zona, abbiamo
filmato alle 11,47 esatte uno splendido oggetto volante non identificato
che se ne stava quasi immobile appena al di sotto di una nuvola; non
appena avremo convertito il filmato, da analogico a digitale, metteremo
in rete tutti i frames.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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04.11.2007 |
S. M. Codifiume |
Ufo discoidale |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza delle
immagini:
scatti originali dell'autore
Testimoni:
una persona
Commenti:
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Segnalazioni:
segnala un errore o un'imprecisione
specificando il titolo della presente news
Il giorno 1 novembre 2007, alle ore 10:56, abbiamo ricevuto una
segnalazione via internet dell'avvistamento di un
Ufo a forma di disco volante
che ha evoluito per diverso tempo al di sopra di
Santa Maria Codifiume, un'importante frazione del Comune di
Argenta (FE) posta ai confini del territorio ferrarese, in direzione di
Bologna. Il signor G. Z. in quel primo
pomeriggio del 9 ottobre 2007 stava
tranquillamente lavorando al suo computer quando la sua attenzione è
stata carpita da uno strano oggetto tubolare,
di apparente struttura metallica.
Il caso ha voluto che egli avesse la sua macchina
fotografica digitale disponibile nelle vicinanze e pronta
all'uso; così l'ha prontamente afferrato ed ha iniziato a scattare
moltissime
fotografie. Purtroppo, quell'oggetto
volante non identificato era presente solo su di una decina di
esse poiché si spostava continuamente in ogni direzione; inoltre,
il suo
movimento era così repentino da non poter essere notato distintamente:
a volte, l'Ufo dava l'impressione di essere improvvisamente sparito ma
poi veniva notato in una posizione diversa del cielo, più alta o più
bassa, più a destra oppure più a sinistra.
In una situazione così
caotica la tensione del testimone era al massimo tanto che
ha scattato centinaia di foto in
automatico, una dietro all'altra ma, purtroppo, in molte di esse
non si nota altro che cielo e nuvole. Esaminando il materiale che il
signor G. Z. ci ha portato, abbiamo verificato che nelle prime due foto
pubblicate il file Exif riporta la data sbagliata: il 2008. Questo della
data è un fatto assai frequente in molte digitali: capita spesso, ad
esempio, che quando l'apparecchio necessita della sostituzione delle
pile si rischi di far andare tutto il sistema in default.
Chi
desiderasse approfondire questo argomento della data sulla fotografia
digitale potrà leggere l'apposito paragrafo (Conoscenza
- La fotografia digitale) nella sezione "Fotografare
Ufo". Nei giorni
seguenti, esamineremo con calma anche le altre foto interessanti
pervenuteci e non mancheremo di pubblicarle anche perché si notano
distintamente tutti gli altri movimenti dell'Ufo.
Il testo
della segnalazione
" Martedì 9 ottobre 2007 ero seduto al computer
situato al primo piano della mia abitazione. Alla mia sinistra ho la
finestra che si affaccia sulla zona residenziale dove vivo. Guardando
fuori ho notato in cielo un oggetto che
compiva evoluzioni stranissime a una
velocità incredibile, cambi di direzione sia verticali che in diagonale
per poi fermarsi di colpo e rimanere immobile in una frazione di
secondo. Ad un certo punto ha cominciato a salire lentamente quasi
sparendo alla mia vista. La digitale era a portata di mano e
immediatamente ho cominciato a scattare dal terrazzo molte foto a caso
dato che non riuscivo più a vedere l'oggetto; lo zoom era al massimo e a
un certo punto ho avuto l'impressione di intravedere ancora l'oggetto e
ho concentrato le foto in quel settore di cielo. Riguardando le foto sul
monitor del computer ho notato che in due scatti era rimasto lo stesso
oggetto che avevo osservato decidendo così di farle avere al signor
Artioli del CUF. Gli scatti sono stati fatti alle ore 15 circa nel
centro di Santa Maria Codifiume. P.S.
Ho qualche dubbio sul giorno degli scatti però ricordo di avere scritto
la data sul cd che vi ho consegnato il giorno stesso dell'accaduto,
quindi fate riferimento a quanto scritto sul cd ".
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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26.08.2007 |
Lido delle Nazioni |
Ufo a barre |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
dall'archivio del CUF
Testimoni:
marito e moglie
Commenti:
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Segnalazioni:
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specificando il titolo della presente news
La
foto a lato è una ricostruzione, con grafica digitale, della
segnalazione ricevuta. Essa non ha alcuna attinenza con l'avvistamento
in oggetto e fa parte dell'archivio personale del CUF.
Il giorno 28 agosto 2007, alle ore 22.36, abbiamo ricevuto una
segnalazione via internet di uno stranissimo avvistamento di un
oggetto di tipo assolutamente nuovo nel panorama dell'ampia
casistica ferrarese: si tratta, infatti, di un qualcosa che richiama
alla mente quegli stranissimi oggetti volanti chiamati "droni"
che sono stati fotografati in questi ultimi mesi in diverse località
statunitensi.
Il 26 agosto 2007 marito e moglie si
trovavano sulla spiaggia del Lido delle Nazioni
ad osservare il mare. All'improvviso, verso le 19:15, la loro attenzione
è stata attratta da un fenomeno stranissimo che si stava svolgendo
davanti ai loro occhi: "al largo della costa, in
quota", essi hanno osservato un
misterioso oggetto volante
che "ha marciato parallelo alla costa" per
pochi minuti ed è quindi sparito in pochi secondi dopo aver virato verso
Est/Sud-Est.
Sul momento, i coniugi non sono stati in grado di capire di
che cosa si trattasse veramente ma, di certo, pur presentandosi di
dimensioni difficilmente apprezzabili, data la distanza e la totale
mancanza di punti di riferimento, quell'oggetto
appariva davvero come insolito: sembrava infatti costituito da "tre
barre verticali ed una orizzontale". Essi non avevano alcunché al
seguito per immortalare l'oggetto e così noi
abbiamo dovuto ricostruire l'avvistamento utilizzando la grafica
digitale.
Speriamo che questa segnalazione venga ora letta da
qualche altra persona che, trovandosi in quel momento sulla spiaggia dei
nostri Lidi, è stata anch'essa testimone dello stesso splendido
avvistamento e, oltre a vederlo ed osservarlo, è stata anche così brava
e fortunata da fotografarlo. |
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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19.08.2007 |
Comacchio |
Ufo a freesbee |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
la foto riportata non ha alcun riferimento con la testimonianza
ricevuta da Comacchio;
essa si riferisce ad una delle tante
misteriose foto contenute nel nostro archivio personale,
accumulate nel corso
degli anni a partire da gennaio 2003.
Testimoni:
una persona
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Domenica
19 agosto 2007, nel primo pomeriggio,
abbiamo ricevuto due SMS da
Comacchio, provenienti dal cellulare di una
ragazza ( B. E.) che in quel momento si trovava a casa propria (la zona
esatta non è stata specificata) e se ne stava ad osservare il cielo
limpidissimo e del tutto privo di nuvole. La giornata si era presentata
stupenda fin dalle prime ore del mattino ed è rimasta tale fino a
pomeriggio inoltrato. Qualunque cosa fosse transitata in cielo, nella
regione del visibile, sarebbe quindi stata notata assai facilmente da
chi aveva lo sguardo rivolto al cielo.
Così, alle
ore 14:37, abbiamo ricevuto un
primo SMS
riportante il seguente testo: "...Ufo Comacchio...
Ciao... Proprio ora, alle ore 14:05, ho visto qualcosa
che assomigliava ad un frisbi
(non so l'inglese)... veniva da nord-est, proseguiva verso nord-ovest...
non posso darti nessuna prova... non ho il videocellulare...".
Assai
incuriositi dalla notizia, abbiamo risposto ringraziando la la testimone
della segnalazione ed invitandola ad essere più esplicita, fornendoci
ulteriori particolari di quanto aveva osservato. Così, alle
ore 13:52, abbiamo ricevuto un secondo SMS
riportante la seguente integrazione: "...
Orizzonte 700 m circa, altezza 1000 m circa, m 3 circa, nessun rumore
neppure di automobili... presumo argento chiaro ma veniva illuminato dal
Sole a sud, nessun testimone che io sappia...".
Riepiloghiamo la notizia mettendola in forma discorsiva. Il giorno 19
agosto 2007, alle ore 14:05, una ragazza di Comacchio, che si trovava a
casa propria e se ne stava ad osservare il cielo terso di una stupenda
giornata estiva, ha notato che sull'orizzonte vicinissimo (ricordiamo
che una persona alta m 1,70, che se ne sta in piedi ad osservare
l'orizzonte libero, riesce a spingere il suo sguardo fino a 4,5 km circa),
ad una distanza valuta attorno ai 700 m, c'era un oggetto lungo circa 3 metri,
a forma di fresbee,
color argento chiaro,
totalmente illuminato dal sole, che si spostava in maniera rettilinea,
volando ad una quota di
circa 1.000 m, provenendo da
nord-ovest e dirigendosi verso nord-est nel più assoluto silenzio. Purtroppo
l'avvistamento non ha avuto, fino ad ora, altri testimoni
ma speriamo che questa notizia venga letta anche da altre persone che
quel giorno e a quell'ora si trovavano in zona ad osservare il cielo e
che, avendo avuto la fortuna di avere lo stesso avvistamento, abbiano
anche la cortesia di darcene segnalazione. |
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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15.03.2007 |
Vigarano Mainarda |
Ufo vicino ad aereo |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
dall'archivio del CUF
Testimoni:
una persona
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A distanza di poco più di due mesi, siamo di nuovo qui a presentare la
foto di un Ufo in volo
al di sopra di un aereo di linea.
La foto è stata scattata il
15 marzo 2007,
verso mezzogiorno, a
Vigarano Mainarda, utilizzando il solito
modello di apparecchio digitale, ovvero una semplice
Trust 750 LCD Power C a 3 Mpix ma con
software di risoluzione per p.c. interpolato fino a 4 Mpix.
Se osserviamo la prima foto, vediamo distintamente che in alto a sinistra,
situato ad alcune centinaia di metri al di
sopra di un aereo da turismo
in volo a circa 1.500-2.000
metri di quota, c'è un Oggetto Volante Non Identificato o
Ufo.
L'obiettivo lo ha immortalato in una posizione quasi verticale,
del tutto anomala per gli Ufo che si è soliti vedere
nell'iconografia classica delle foto e dei filmati di ogni tempo. La
ricerca degli Ufo nella regione
dell'infrarosso vicino,
che abbiamo teorizzato lo scorso anno e che stiamo portando avanti con
impegno e perseveranza è, di fatto, soli agli inizi ma come è
possibile vedere dai risultati conseguiti e regolarmente pubblicati è decisamente
esaltante.
A tal proposito, stiamo predisponendo un apposito editoriale che, partendo dagli
avvenimenti dei foo-fighters
avvistati da centinaia di piloti militari,
americani e britannici, durante il II conflitto mondiale, tra novembre e
dicembre del 1944, passando poi per il volo inaugurale del Concorde e per i
voli spaziali delle
varie navette Apollo, arriva fino ai nostri giorni e si integra
con la nostra teoria della possibilità di fotografare veramente gli Ufo
utilizzando anche una economicissima macchina digitale di pochi milioni
di pixels.
Come tutti i giorni, ogni volta che passa un aereo civile, commerciale o
militare, lo fotografiamo poiché siamo fermamente convinti della nostra
teoria: fotografare gli Ufo con la
macchina fotografica digitale è possibile... e anche assi divertente. Certo
che serve costanza ed impegno perché occorre avere sempre l'apparecchio
digitale a portata di mano e soprattutto... ben carico.
La prima foto
che abbiamo caricato in rete è stata, ovviamente, preparata per essere
inserita, ovvero l'abbiamo ridimensionata e rimpicciolita. Purtroppo, il
file Exif riporta la data del 2003 che è, ovviamente, quella di default
del nostro apparecchio digitale: infatti, è successo che quando abbiamo
acceso l'apparecchio per iniziare a fotografare ci siamo accorti che le
pile si erano scaricate e, durante l'operazione del cambio
con quelle nuove la data è andata in default, cioè è ritornata ad essere
quella di quando è stato inserito il software per la prima volta. Questo
inconveniente è abbastanza frequente e, del perché esso avvenga, ne abbiamo parlato
diffusamente nell'aggiornamento alla teoria della fotografia degli Ufo.
La seconda foto è,
invece, la controprova della
presenza di un Ufo vero e proprio, non
visibile al momento dello scatto ma fermato dal sensore CCD nella
scheda di memoria per le ragioni esposte nella teoria secondo cui è
possibile fotografare gli Ufo.
Per arrivare alla conclusione che l'immagine scura è un Ufo abbiamo
abbiamo dovuto utilizzare due software specifici:
ArcSoft Photo base 3 e Nero Photo Snap.
Con il primo abbiamo visualizzato e ridimensionato l'immagine per
preparala ad essere inserita in Internet. Con il secondo abbiamo
sfruttato le potenzialità dei plug-in speciali che ci hanno consentito i
seguenti interventi:
1 -
eliminazione totale ogni tipo di artefatto
JPEG;
2 -
eliminazione del rumore di fondo,
tipico del digitale;
3 -
correzione automatica di eventuali errori di esposizione e di
colore;
4 - applicazione della
funzione "Rilievo" su di un'immagine così
ripulita da eventuali ombre o riflessi o proiezioni, più o meno
incidenti, di fonti luminose di vario tipo.
Non è stato utilizzato nessun
altro software specifico per le immagini ed il risultato è più che
evidente a chiunque: lassù, quel mezzogiorno, c'era un Ufo vero e
proprio.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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05.01.2007 |
Coronella |
Ufo a doppio coperchio |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
dall'archivio del CUF
Testimoni:
una persona
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specificando il titolo della presente news
A volte non succede nulla per anni e poi, all'improvviso, in poco tempo
accade l'impensabile e si ottengono risultati che hanno
dell'incredibile. Ci siamo riusciti anche questa volta, utilizzando una
semplice macchina fotografica digitale a 3 milioni di pixel, espandibili
fino a quattro con l'apposito programma di interpolazione in dotazione.
Il
5 gennaio 2007,
dalle nostre parti vi erano condizioni del cielo assolutamente splendide
e così ne abbiamo approfittato per uscire e fare uno sky-watch diurno a Coronella, località
famosissima in quanto confinante con l'area del radar militare di Poggio
Renatico. Qui abbiamo eseguito tantissimi scatti,
sia agli aerei commerciali in volo che a tutto il cielo sopra di noi.
In un primo
momento, riguardo alla foto pubblicata, non ci siamo accorti di nulla, in quanto
l'oggetto era assai piccolo nell'anteprima e, anche volendo, non
l'avremmo potuto notare. Solo dopo aver scaricato le foto sul pc ed
averle osservate a tutto schermo, ci siamo resi conto che avevamo
catturato qualcosa di assai interessante. Infatti, ingrandendo l'oggetto
ed aumentando la definizione (ovviamente aumentando i pixels
sull'originale), abbiamo notato una forma a doppio coperchio
, assai simile, nelle sue linee
generali, all'oggetto immortalato da due polacchi,
un sessantenne ed un sessantacinquenne, lungo
l'autostrada E30, dieci km dopo la città di Sliedge, vicino ai
paesi di Zdany e di Zbuczyn Poduchownyfra (fonti:
Area 51, n° 15, dicembre 2006 e
www.ufoevidence.org ).
Ovviamente, siamo felicissimi del risultato ottenuto poiché dimostra,
senza ombra di dubbio, se ancora ce ne fosse bisogno, la fondatezza
della nostra teoria: con la macchina fotografica
digitale è possibile fotografare
gli UFO,
ovvero oggetti misteriosi, sfere di luce e forme concrete di varie
grandezze.
Con
l'avvento dell'era digitale si è ottenuta una
massa
enorme di materiale ufologico falsificato
ma è anche grazie al digitale stesso che moltissime immagini sono
assolutamente vere. Pensate a quante persone hanno scattato
fotografie in digitale,
ad amici o a paesaggi, e si sono poi ritrovate sulle
fotografie dei misteriosi oggetti volanti
che
non erano visibili ad occhio nudo
al momento dello scatto o della ripresa. Tali foto sono state quindi o
distrutte o spedite a qualche centro ufologico o denigrate apertamente
da amici, conoscenti e scettici di mestiere. Emblematico il
caso riferito dal team di Ufoitalia.net
nel loro notiziario sul portale di
LIBERO del 16 dicembre 2005. Essi hanno raccontato quanto accaduto al
signor E.C., abitante a Domusnovas, in provincia di Cagliari. Appassionato
di fotografia digitale, E.C. faceva scatti a tutto e riguardando le immagini
digitalizzate, su di una poté notare che al di
sopra di un nuraghe del suo paese stazionava tranquillamente uno strano
oggetto, che non era né un aereo né una nuvola.
Un'altra
foto scattata allo scalo portuale di Ancona (http://www.gomarche.it),
in aprile del 2005, da due ragazze, ma comunicata solo il 16 gennaio 2006,
sta ampiamente a dimostrare questa tesi. Qui si vedono addirittura, in
maniera molto chiara, due UFO mentre un terzo se ne sta un po' più
defilato. Tutte le dettagliate analisi di questo caso sono reperibili sul
sito www.mysterymir.org. Ora,
però, che si conosce il funzionamento della macchina fotografica digitale
e delle sue infinite possibilità, noi investigatori dobbiamo essere i
primi ad annunciarne la straordinaria portata, in chiave ufologica, e ad
innalzarla a "primo
strumento del novello ufologo".
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
|
16.06.2006 |
Castello |
Una sfera volante |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza delle
immagini:
dall'archivio del CUF
Testimoni:
una persona
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specificando il titolo della presente news
Per quanto possa sembrare incredibile, dopo decine di tentativi andati a
vuoto, finalmente siamo riusciti
a fotografare un sfera volante accanto ad un aereo di linea.
La si può agevolmente vedere nella foto a lato: essa
si trova in alto a destra.
Dalle nostre
parti (Comuni di Vigarano Mainarda, Mirabello, Poggio Renatico, Sant'Agostino
e Bondeno) passano tantissimi aerei commerciali e militari. Mentre gli
aerei commerciali viaggiano sempre sugli stessi corridoi aerei, compresi
fra le quote di 8.000 e 13.000 metri, gli aerei militari non hanno una
quota di riferimento e, assai spesso, passano a quote bassissime, anche
di poche centinaia di metri, compiendo manovre bellissime che simulano,
forse, tattiche da battaglia in quanto siamo a soli quattro chilometri
dal grande Centro Radar di Poggio Renatico, deputato al controllo del
traffico aereo su gran parte dell'Italia centro-settentrionale e
dell'Europa dell'est.
A dir il vero, la teoria che
accanto
agli aerei potessero volare anche Ufo o oggetti volanti non identificati
(Ovni) non è nostra ma l'avevamo appresa
partecipando ad una conferenza ufologica alcuni anni or sono e,
rimanendone impressionati, avevamo
ricercato gli opportuni approfondimenti in Internet e sulla stampa
specializzata. Tale teoria richiamava in causa, in maniera specifica,
quanto era avvenuto in occasione del
volo inaugurale del Concorde, del
quale esiste un filmato industriale prodotto in Francia dalla Aérospatiale,
nel 1976.
Mentre si stava riprendendo il volo inaugurale dell'aereo
supersonico Concorde, improvvisamente
arrivò una sfera metallica volante,
color grigiastro e grande poco più di un oblò. Si avvicinò
tranquillamente all'aereo ed iniziò a sbirciare con curiosità
all'interno, osservando attraverso i vetri della cabina e degli oblò,
seguendo senza difficoltà la sua rotta. Poi, così all'improvviso come
era arrivata, partì ad una velocità stupefacente e scomparve
nell'azzurro cielo dopo aver tenuto la scena per circa un minuto. Il tutto
fu possibile registrarlo grazie ad un secondo aereo che stava volando
parallelamente al Concorde ma ad una quota di poco più alta. E questa è
soltanto una delle molte prove dell'esistenza di una realtà ben
conosciuta da noi investigatori ma del tutto "ignorata" dalla
scienza ufficiale nonostante l'evidenza del filmato e la presenza di
migliaia di testimoni.
La
foto che pubblichiamo è stata
scattata
il 16 giugno 2006 e se il caso lo presentiamo
solo ora è per i seguenti due motivi: il primo attribuibile al fatto abbiamo desiderato compiere tutte le indagini
possibili, facendola vedere anche a diversi nostri colleghi per sapere che
cosa ne pensassero alla luce anche della nostra
teoria della possibilità di
fotografare questi Ufo o oggetti
volanti non identificati (Ovni), di natura quindi totalmente sconosciuta
e quasi sempre non osservabili ad occhio nudo, ovvero all'interno della
luce visibile; il secondo motivo è, invece, assi più materiale ed è
dovuto a quel famoso virus - dialer, di cui abbiamo parlato anche in
altra sede, che ci ha costretti prima a formattare il PC e quindi a
ripristinare tutto il sito partendo, praticamente da zero poiché la
nuova versione di Front Page era assi diversa dalla vecchia edizione del
2000. In pratica, stiamo ancora caricando dati ed articoli del
precedente sito.
  
Ritornando alla nostra foto
vi chiederete come siamo
riusciti ad ottenerle. La risposta è assai semplice: scattando centinaia di
foto ad aerei civili, commerciali e militari,
utilizzando un apparecchio fotografico digitale, modello " Trust 750 LCD PowerC " nella modalità consentita dallo
zoom ottico a 4X.
Come si
potrà notare dalle fotografie allegate che, per ragioni di spazio,
sono state assai ridotte nelle
dimensioni
(1/4) che nella definizione (da diverse
centinaia a circa una trentina di bites), e nel
numero (riteniamo che cinque siano esaustive del tipo di ricerca
condotta) così da essere più agevolmente visionato in rete,
abbiamo
inquadrato soggetti diversi, in momenti diversi e a quote e velocità
diverse. Tutte le foto di cui disponiamo nel nostro data base sono state scattate
da quando abbiamo iniziato a credere a questa possibilità, ovvero negli ultimi tre anni
ma, essendo state rielaborate per consentire le operazioni suddette,
portano sul file (tasto destro / proprietà)
la data della rielaborazione anziché quella dello scatto che vi è stata
impressa sopra. |
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
|
Settembre '05 |
Vigarano Pieve |
Un Ufo a sfera |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza delle
immagini:
dal video originale del filmato
Testimoni:
una persona
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Segnalazioni:
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specificando il titolo della presente news
Solo
in data 20 novembre 2006 ci siamo decisi a
mettere in rete questa notizia, pur essendo in possesso del filmato già
da diversi mesi. Eravamo, infatti, in attesa dell'esito della perizia tecnica eseguita da due tecnici professionisti che
hanno escluso l'assenza di manipolazioni di
qualsiasi sorta.
Ma ora, però, ci sono delle novità, grazie anche ad una
nuova perizia
eseguita da un tecnico privato il quale, utilizzando un modernissimo
software in grado di analizzare "il campo ed il fondo
della ripresa", ci ha fatto notare che
il filmato è originale e non ha
subito alcuna manipolazione ma
presenta
un'anomalia
che non era stata notata durante la prima indagine, per
mancanza, appunto, di quel software. Egli, grazie all'applicazione del
filtro "embossed negativo" ha chiaramente individuato la presenza di un secondo fondo del tutto piatto
che viene a trovarsi
proprio dietro al primo piano della ripresa che, a sua volta, ... è
anch'esso piatto.
A questo punto, si potrebbe anche dire che è semplicemente un vero
mistero, in quanto tutto il sistema funziona: c'è un oggetto
volante che, nel buio assoluto, sta emettendo energia e fiamme e si
sta innalzando assai lentamente sulla linea dell'orizzonte. Ma anche se si è individuata questa importante
anomalia, forse
attribuibile al buio della notte, non c'è ancora il destro per affermare che possa trattarsi di
un falso filmato, anche perché quell'oggetto aveva un moto ascensionale
regolarissimo. Noi continuiamo quindi a manifestare il massimo di
fiducia nel testimone di questa inquietante vicenda e vi illustriamo
l'intero accaduto.
Una
sera di
fine settembre del
2005, poco prima delle 22.00, il
signor M. B. era uscito di casa per andare a far sgambettare il
proprio cane nell'appezzamento di terreno agricolo posto di fronte a
casa sua. Mentre l'animale aveva iniziato a girare per il prato, egli
aveva iniziato ad osservare le stelle, così come fanno molti altri proprietari
di cani per ingannare il tempo necessario all'espletamento delle
funzioni fisiologiche dei loro animali.
Egli stava distrattamente
osservando il cielo notturno quando, all'improvviso, la sua attenzione
venne catturata da una luce che
era apparsa in lontananza, in
direzione Ferrara, a circa 15° sull'orizzonte visivo.
In quel primo istante, essa si trovava appena
al di sopra della cima
degli alberi di un bosco distante solo alcune centinaia di
metri dal punto della ripresa e situato nei pressi di un importante
collettore; essa teneva un direzione di spostamento da est verso ovest
e stava compiendo un movimento ascensionale,
lento ma continuo, da sinistra verso destra.
Incuriosito dal
fatto, egli prese ad osservare la scena con sempre maggior attenzione
poiché quella strana luce, che sembrava variare
continuamente di colore, stava
aumentando troppo vistosamente il proprio diametro, tanto
che in poco tempo era già diventata assai più grande di una stella.
All'iniziò egli cercò di dare una risposta logica al fatto, così pensò
che potesse trattarsi di un aereo o di un
elicottero in avvicinamento poiché ciò che osservava era,
appunto, un aumento progressivo di diametro ed un lento e continuo moto
ascensionale, da destra verso sinistra, privo di qualsiasi rallentamento
o interruzione. Dopo un po' questa ipotesi venne però a cadere poiché
non si udiva alcun rumore. L'ipotesi del velivolo era, dalle nostre
parti, la più accreditata. Si deve infatti sapere che il Comune di
Vigarano Mainarda, che contiene la frazione di Vigarano Pieve, è
confinante con il Comune di Poggio Renatico, nel quale sorge il
famosissimo centro Radar più importante d'Italia, che dirige e coordina
il traffico aereo militare del centro-sud Europa, in ambito di
operatività NATO.
A quel punto,
data la mancanza di rumore ed il
variare continuo della
luminosità, venne quasi logico ipotizzare qualcosa di non convenzionale;
così decise di correre a casa, per poter prendere la telecamera digitale
e filmare la scena. Corse con quanta forza aveva in corpo poiché temeva
di giungere in ritardo. Giunto a casa, sistemò il cane all'interno della
proprietà, salì dal garage fino al salotto, prese la telecamera che, per
fortuna, aveva ancora una certa carica, e continuò a salire fino alla
camera da letto. Uscì sul balcone e controllò con ansia la porzione di
cielo dove, fino a poco prima, stava accadendo quel fenomeno
stranissimo: la luce era ancora
là e si comportava esattamente allo stesso identico modo, con un
aumento progressivo del diametro, una variazione continua del colore ed
un ininterrotto movimento ascensionale.
Dalla fretta di riprendere non pensò di inserire una nuova VHS di
registrazione così il filmato si posizionò esattamente in mezzo ad altri
due precedenti riprese, cancellandole un po' entrambe: la prima
riguardava alcune scene del proprio figlio più piccolo di soli 14 mesi
mentre la seconda riprendeva un show della nostra pattuglia acrobatica,
le Frecce tricolori. Come spesso accade nella concitazione del momento
decisamente particolare, non prese nemmeno il cavalletto fisso in
dotazione ma iniziò ad inquadrare l'oggetto tenendo semplicemente
appoggiata la telecamera sulla ringhiera del balcone, con grave danno
per la qualità complessiva del filmato.
Ben presto si accorse che questa
posizione non era del tutto idonea in quanto quella luce continuava nel
suo moto ascensionale e tendeva ad uscire dall'inquadratura. Inoltre,
sempre a causa del movimento suddetto, incontrò notevoli difficoltà nel
mantenere l'inclinazione corretta della ripresa. Così ebbe la disastrosa
idea di collocare un pacchetto di sigarette sotto l'apparecchio che,
naturalmente, si schiacciò a più riprese e scivolò da tutte le parti.
Pur tuttavia, in mezzo a tante cose storte, il risultato ufologico fu
eccezionale ed avrebbe potuto essere ancora migliore se M.B. non
avesse dovuto accompagnare a casa la mamma, abitante in città, che già
lo stava aspettando da subito dopo che egli era uscito col cane.
Come si può ben notare dai pochi
frames che abbiamo
inserito nel testo, presi dal filmato della durata complessiva di quasi
quattro minuti, si nota distintamente l'aumento delle dimensione,
la variazione di colore e la variazione di forma; infatti, riguardo a
quest'ultimo aspetto, allorquando egli ha azionato il dispositivo "night-shoot"
ha probabilmente provocato una sovraesposizione della primitiva
semisfera (figure 1,2,3) ed ha realizzato le incredibili immagini 4 e 5,
dove si nota distintamente una semisfera (fig. 4), sormontata da una
cupola di diverso colore e da una specie di
finestratura che gira tutto
attorno. Qui, a dir il vero, sorge un piccolo problema tecnico
poiché il dispositivo suddetto, se attivato, ha una funzione
illuminatrice assai limitata e quindi la sola soluzione possibile è che,
in realtà, quella sfera che si muoveva con moto ascensionale
regolarissimo fosse assai vicina all'VHS.
Nel video originale, c'è da dire che si ha come l'impressione
che dalla parte superiore esca una grande forma energetica, sotto
forma di calore o di qualcosa che si avvicina ad una fiamma. Purtroppo
per noi, mancano sia un "fondo" di cielo sia una casa o un albero o una
fabbricato di riferimento. La cosa è ovvia dato che la scena si svolgeva
di notte e l'oggetto continuava a salire ma, purtroppo, non aiuta ad
identificare la scena del fatto.
Per contro, se pensiamo alle
migliaia di foto di presunti Ufo notturni, assimilabili a minuscoli
puntini luminosi in uno scenario completamente buio, non possiamo che
essere soddisfatti di questo risultato.
Ipotesi "pianeta"
Ci siamo anche
chiesti se l'oggetto avesse potuto essere un pianeta, così
siamo andati a consultare la situazione del nostro Sistema Solare in
quel periodo di settembre del 2005, nel sito
http://scis.uai.it ed abbiamo
facilmente verificato l'inconsistenza dell'ipotesi.
Infatti,
Mercurio era in
avvicinamento al Sole e quindi non si poteva osservare.
Venere era
osservabile per poco più di un'ora dopo il tramonto del Sole.
Marte era entrato
nel Toro fin dal 23 settembre e la sua orbita lo portava ad essere in
fase di rapido avvicinamento alla Terra; avrebbe però raggiunto la sua
distanza minima solo all'inizio di novembre, periodo in cui sarebbe
stato luminosissimo e facilmente individuabile ad occhio nudo.
Giove era
praticamente inosservabile, in quanto interamente immerso nella luce del
crepuscolo. Saturno
sorgeva ad est ma solo nelle ultime ore della notte, ovvero poco prima
dell'alba. Urano, Nettuno
e
Plutone erano osservabile tutta la notte... ma non ad
occhio nudo, naturalmente. Non poniamo limiti
alla Provvidenza e siamo pronti ad accogliere le spiegazioni di chiunque
si voglia cimentare nell'impresa di spiegare questo caso in una chiave
diversa da quella ufologica.
Siamo altresì disponibili a far
visionare il video a chiunque ce lo richieda, dopo gli opportuni accordi
con il proprietario il quale, oltretutto, è disponibilissimo a conferire
con chiunque.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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11.06.2005 |
Codigoro |
Un Ufo a boomerang |
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Fonte della notizia:
http://www.ufologia.net
Provenienza dell'immagine:
ricostruzione del fatto,
facendo uso della grafica digitale
Testimoni:
una persona
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specificando il titolo della presente news
La
sera dell'11 giugno 2005 il signor V.G.,
abitante a Codigoro (FE) decide di chiamare gli esperti del sito suddetto
poiché gli è accaduto qualcosa di strano. Chiarisce che ha sempre
pensato agli UFO come a credenze popolari ma specifica che nel suo comune
diverse persona hanno dichiarato, in passato, di aver visto delle luci
misteriose. Egli abita
alla periferia del comune e quella sera, alzando gli occhi al cielo, nota
che c'è un oggetto a forma di boomerang
che emana una luce assai intensa.
In un primo momento pensa che
possa trattarsi di una stella cadente ma poi, continuando ad osservarlo,
vede bene che quella luce è molto grande; così continua nella sua
osservazione fino a quando la luce non scompare.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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05.09.2004 |
Argenta |
Un Ufo circolare |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
ricostruzione del fatto,
facendo uso della grafica digitale
Testimoni:
una famiglia di tre persone
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Il
giorno 5 settembre 2004 il signor F.B. di Bondeno (FE), era in auto con i
genitori e stava percorrendo la lungo la strada che da Argenta conduce a Ferrara. Il tempo
atmosferico stava peggiorando, il cielo era già parzialmente nuvoloso e si stava facendo buio. Verso le 20,30 circa
la loro attenzione è stata catturata da uno strano
oggetto
di forma circolare, di colore giallo e grande
circa come la luna, apparso quasi all'improvviso alto nel cielo.
Tutti e tre hanno potuto osservarlo attentamente per circa tre minuti
prima che se ne scomparisse così come era apparso. |
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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??:12.1998 |
Tortiola |
Formazione di luci |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
ricostruzione del fatto,
facendo uso della grafica digitale
Testimoni:
marito e moglie
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specificando il titolo della presente news
Forse sono stati i protagonisti di un avvistamento in piena regola i
coniugi, da tanto tempo nostri conoscenti che, nel lontano
dicembre 1998, si sono imbattuti in una
misteriosa formazione di luci
colorate che, dopo aver compiuto un vistoso movimento a zig-zag è
partito a velocità incredibile e si è perso nel cielo notturno. Ecco il
resoconto integrale della lettera che i protagonisti ci hanno inviato
verso la metà di febbraio del 2007.
«Sono M.,
ho 41 anni, abito in una località del Comune di Vigarano Mainarda (FE) e
quello che sto per raccontare è ciò che è accaduto
a me e a mia moglie, nove anni fa, una
sera di dicembre del 1988.
Chi ha dei
figli in età scolare sa benissimo che il periodo di dicembre è ricco di
appuntamenti natalizi: recite, saggi, ecc. e fu proprio al ritorno da
una recita di nostro figlio più piccolo che io e mia moglie notammo
qualcosa di strano. Al ritorno dalla festa all'asilo nido,
erano circa le 18.30,
ognuno con la propria macchina, stavamo percorrendo la via Frattina (una
strada comunale, priva di illuminazione pubblica,
che divide la campagna in due e collega Borgo a Tortiola). Eravamo in
direzione di Tortiola, quindi con le due auto rivolte verso nord,
nord-est.
Ad un
certo punto, entrambi rallentammo, attratti da qualcosa nel cielo.
Istintivamente tutti e due venimmo attratti da qualcosa che non avevamo
mai visto. La cosa strana è che pur essendo su due macchine diverse, la
reazione è stata la stessa per entrambi. Si trattava di qualcosa di
spettacolare, tante luci
rosse e blu vicine, così da formare
un qualcosa di forma sferica, posizionato sicuramente sopra la
linea dell'orizzonte, fermo immobile.
Arrivati all'incrocio con Tortiola, ci siamo fermati come incantati,
guardando sempre in alto, quando, all'improvviso ci siamo accorti che
con un lieve movimento zigzagante l'oggetto da noi visto si annientò nel
cielo stellato di quella sera di dicembre». |
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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??.06:1995 |
Casumaro |
Un Ufo sui campi |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
ricostruzione del fatto,
facendo uso della grafica digitale
Testimoni:
quattro persone
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specificando il titolo della presente news
Una
mattina di giugno del 1995 il signor G.M. stava recandosi al lavoro
come al solito e tutto sembrava tranquillo. Egli non immaginava certo che
cosa sarebbe accaduto di lì a poco. Era partito da casa solo pochi minuti
prima e giunto in prossimità del ponte sul Cavo Napoleonico, nel
tratto compreso fra Mirabello e Casumaro, decise di rallentare un po'
perché, com'era solito fare ogni mattina, diede un'occhiata lungo le sponde
per vedere se ci fossero dei pescatori: era una sua passione. Guardò anche
l'orologio per rendersi conto dell'ora: erano le 7.30
esatte.
Così alzò lo sguardo, lo rivolge verso sinistra e vide
qualcosa di inatteso e sconvolgente: là sui campi già col frumento
tagliato, ad una distanza di meno di un chilometro e ad una
quota
di circa 150 metri, c'era uno strano oggetto volante, di
color grigio chiaro, che si stava spostando
assai lentamente, seguendo un moto ascensionale.
Fortuna che G. M. non era solo: a quell'ora stavano
passando anche altre tre persone, a
bordo delle loro auto, ed anche loro, attratte da quell'inconsueto fenomeno, decisero
di fermarsi. È incredibile raccontare quello che è accaduto in questa
sperduta località della campagna ferrarese: quattro persone del tutto sconosciute fra loro,
hanno osservando da una distanza assai ravvicinata
un vero e proprio Ufo. Hanno anche avuto il tempo di scambiare alcune
impressioni, ma solo dopo che è l'oggetto è volato
via ad una velocità impressionante e senza
produrre alcun rumore. Quell'Ufo è infatti rimasto
visibile solo per pochi secondi: dopo aver raggiunto lentamente la
quota di volo è infatti scattato seguendo un volo perfettamente
orizzontale, in direzione di Casumaro.
Il signor G. M., che nel frattempo
sceso dal suo scavatore, ha anche tentato di dare una dimensione a
quella sfera metallica, sormontata da una evidentissima cupola: fa
letteralmente impressione sapere che ha quantificato la
grandezza
in soli 30 cm. Supponendo che non fosse né una sonda militare
terrestre né, tanto meno, un aliena, viene spontaneo, a questo punto, chiedersi quanto
saranno mai stati grandi gli eventuali alieni che si trovavano al suo
interno visto che quell'oggetto era
chiaramente mosso da una forma di vita intelligente.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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27.09.1986 |
Vigarano Mainarda |
Astronave enorme |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
disegni originali dei
testimoni
Testimoni:
marito e moglie
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Dichiarazione ufficiale dei testimoni
"Era il
27 settembre 1986 e mia
moglie era incinta di sei mesi
del nostro primo figlio. Quel sabato sera avevamo deciso di trascorrerla con i nostri amici
di Ferrara, con i quali avevano programmato una visita al centro storico di
Bologna. Ci
eravamo così preparati per tempo e poco dopo le 21,00
eravamo già
in strada poiché avevamo l'appuntamento verso le 21,30. La sera era
serena ed il cielo luccicava di stelle ma della luna non ricordo nulla.
Giunti all'altezza del piezometro di Vigarano Mainarda, situato ad una
cinquantina di metri dal vecchio Mobilificio Mobili Dondi,
rimanemmo
senza fiato.
Davanti a noi, al di sopra di qualche centinaio di metri del tetto del
mobilificio suddetto, c'era un'autentica astronave aliena:
sembrava
che se ne stesse immobile (vedi disegno). Guardando
dall'interno dell'auto, subito ci impressionarono
le mastodontiche ali
che,
viste dal di fronte, sembravano due enormi
antenne che si restringevano alla sommità.
L'edificio
nel disegno rappresenta in maniera proporzionale la realtà di quella
sera: esso è lungo poco più di cento metri ed è
largo circa venti e quelle ali erano di gran lunga superiori alla
lunghezza del mobilificio. Fui poi colpito dal gran chiarore che l'ufo
emetteva tutto attorno alla sua superficie: era come se essa risplendesse
di luce propria.
Negli
anni che seguirono, io e mia moglie dibattemmo a lungo di quale avesse
potuto essere l'effettiva altezza e, alla fine, il compromesso fu che
stimammo un'altezza compresa fra i 200 ed i 300 metri. Ora,
osservando attentamente il disegno, si dovrà fare un calcolo: le
dimensioni reali andranno rapportate all'altezza stimata e questo perché,
pur da lassù, dava l'idea di essere assai più lungo del mobilificio
sottostante!
A
quel tempo avevo 34 anni e, da tempo, facevo l'insegnante di ruolo. Mia
moglie aveva 25 anni e si era laureata da circa un anno. Ricordo ancora
distintamente quei momenti, terribili e bellissimi ad un tempo. Gridai a
mia moglie:«Guarda là. Vedi anche tu quello che
sto vedendo io?» E mia moglie mi rispose:«Sì,
lo vedo! Andiamo via subito, ti prego!». «Ma
è un disco volante enorme! Esistono veramente!», dissi di
rimando. E
così lei iniziò a piangere a dirotto. Subito dopo accostai l'auto al
ciglio della strada ed uscii.
Attesi qualche secondo, come per prendere
coraggio, poi mi guardai intorno sperando che passasse qualcuno, ma
invano. Entrambi eravamo perfettamente coscienti che
di fronte a noi
c'era la certezza dell'esistenza degli Ufo, degli OVNI, dei
dischi volanti..., chiamateli un po' come volete ma il concetto rimane sempre quello:
lassù
esistono veramente altre civiltà assai più progredite della nostra.
Pur
piangendo, anche mia moglie accennò a scendere dall'auto; uscì ma si
fermò accanto alla porta e continuò a piangere intensamente anche perché
in grembo aveva nostro figlio. Io, invece, non avevo certo intenzione di
perdermi uno spettacolo del genere e continuai ad osservare; l'ufo
sembrava pressoché immobile ed iniziai ad avvicinarmi con molta cautela.
Non sapevo che cosa pensare di preciso in quegli attimi ma avevo il
terrore che qualcuno, da lassù mi vedesse e che mi potesse capitare
qualcosa di strano. Il pensiero che però mi girava più di frequente
nella mente era il seguente: «Stiamo vivendo un
momento unico nella storia dell'uomo; proprio noi due abbiamo avuto il
dono immenso di vedere un ufo vero e non una lucina notturna o un
velocissimo bagliore diurno!
Quando fui quasi sotto la verticale dell'ufo ebbi
una serie di sorprese: dapprima mi resi conto
che non emetteva alcun rumore e poi vidi che quella massa enorme
iniziò
lentamente a girare su se stessa ad una velocità
quasi impercettibile.
Quando
fu quasi a metà di quella "manovra di assestamento" osservai
che quelle due protuberanze che all'inizio mi sembravano antenne enormi
ora si rivelarono due immense ali,
assolutamente lisce e di un'altezza decisamente superiore a quella
della lunghezza complessiva del velivolo alieno.
Infine, rimasi colpito dai tantissimi semioblò laterali: nel
disegno ne ho rappresentati solo otto ma, forse, erano anche il doppio. Dall'interno
di ogni semioblò proveniva una luce biancastra potentissima e
c'erano tantissime figure umanoidi: una
quarantina o, forse, una cinquantina;
dietro ad ogni semioblò se ne contavano dai quattro ai sette e,
ovviamente, erano tutte nere; sembravano anche assai simili fra loro. Il
loro corpo dava l'impressione di
essere assai esile e filiforme, con testa
rotondeggiante, braccia lunghe e
sottili. Alcune figure se ne stavano ferme,
come sedute, mentre altre correvano da
tutte le parti ad una velocità incredibile;
quello che si poteva capire era o che avevano fretta o erano assai
preoccupati per qualcosa che era accaduto.
Dopo un tempo indescrivibile, che sembrò letteralmente essersi fermato
tanta fu l'emozione, l'enorme astronave terminò la rotazione di 90° e si
ritrovò rivolta verso il centro Radar Militare di Poggio Renatico,
distante circa quattro km in linea d'aria e chiaramente visibile dal paese
di Vigarano Mainarda. Così
osservammo la parte retrostante dell'astronave:
si vedevano molto bene dei fori giganteschi, in numero superiore a
quelli disegnati. Purtroppo non avemmo il tempo per osservarli con più
attenzione poiché, dopo alcuni istanti, iniziò lo spettacolo finale.
Ciò che fino ad allora era stato sospeso in aria e immobile o si era
mosso in maniera lentissima, quasi impercettibile, ora stava per
scomparire nel breve spazio di cinque secondi circa.
Ciò
che vedemmo fu esattamente questo: si accesero
tantissime
luci in ogni direzione, poi l'astronave iniziò ad
avanzare ad una
velocità via via superiore ed in maniera esponenziale fino ad
arrivare, nel giro di qualche secondo, ad una velocità praticamente
indescrivibile, scomparendo nel silenzio più assoluto. Riuscimmo
ad avere l'esatta percezione sia dell'aumento costante ed impressionante
della velocità sia della presenza di qualcosa di fortemente energetico
che fuoriuscì dalla parte retrostante del velivolo alieno.
Con
la scomparsa dell'ufo sembrava
che la storia fosse finita lì... ma questo tempo non era ancora giunto. Infatti, pur
sconvolti ci recammo a Ferrara, dai nostri amici che ci stavano
aspettando; e così, seppur in ritardo rispetto ai tempi prefissati,
partimmo immediatamente verso Bologna.
Giunti all'altezza di Altedo
(BO), guardammo casualmente verso sinistra e notammo
ciò che un'ora prima era a Vigarano Mainarda: ancora una volta
quell'enorme velivolo era fermo sopra la campagna e ad un'altezza simile alla precedente.
Capimmo così che entrambi non avevamo sognato la stessa cosa e fummo
certi, nella maniera più assoluta, che tanti altri fortunati come noi
avevano potuto assistere alla "prova
dell'esistenza degli extraterrestri.
Quella
sera decidemmo di non raccontare nulla a nessuno, per paura di essere
scambiati per dei visionari, e ci tenemmo il nostro segreto per alcuni
anni. Nei
giorni che seguirono l'avvistamento, passammo diverso tempo a
perlustrare la zona interessata dal fenomeno, nella speranza di trovare
qualcosa di anomalo... ma invano.
Negli
anni successivi ebbi l'occasione di ricoprire un importante incarico
pubblico ed iniziai, così, a raccontare l'accaduto a diverse persone...
ma sembrava non interessare a nessuno.
Dal
giorno dell'avvistamento trascorsero 17 anni
senza che altri fenomeni extraterrestri accadessero nella nostra vita;
poi, all'improvviso, il 26 febbraio 2003,
mentre stavo rientrando a casa da Ferrara, in compagnia di mio figlio più
piccolo che, a quel tempo, aveva dieci anni, accadde un episodio ancor
più sconcertante: un'astronave aliena,
enormemente superiore alla prima, stava facendo... rifornimento di energia.
Io non mi ero assolutamente accorto di nulla e fu mio figlio ad avvisarmi
dello spettacolo meraviglioso che stava accadendo dinnanzi a noi...
Leggi
l'articolo: Ufo sulla città.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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02.06.1984 |
Poggio Renatico |
Due F-104 e un Ufo |
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Fonte della notizia:
quotidiano "La Nuova Ferrara" del 16 ottobre 1989
Provenienza dell'immagine:
ricostruzione del fatto,
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Testimoni:
una persona
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Il
2 giugno 1984 il signor G.M. è in viaggio da
Poggio Renatico verso Ferrara. Quando è quasi alla periferia della
città vede un oggetto fermo in cielo. Si ferma ad osservarlo per
circa mezz'ora ma l'oggetto non si muove. Ad un certo punto arrivano due
F-104 dell'aeronautica militare italiana e incredibilmente... l'oggetto
si allontana ad una velocità elevatissima e scompare mentre i due
aerei militari presidiano la zona ancora per un po' compiendo alcune virate poi si
allontanano definitivamente.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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Marzo 1980 |
Lido delle Nazioni |
Tre Ufo |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
ricostruzione del fatto,
facendo uso della grafica digitale
Testimoni:
famiglia di quattro persone
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Ci
troviamo verso l'inizio di marzo del 1980 ed è un mercoledì pomeriggio. La giornata è un po' nuvolosa ma poiché non ci sono né
vento né pioggia una famiglia di ferrarese, composta da padre,
madre e dalle loro figlie di 5 e di 2 anni, dopo aver fatto visita ai
genitori che risiedono a Ferrara, decide di far ritorno nella loro casa ai lidi
ferraresi, dove gestiscono un bar.
Verso le 17.00 imboccano la superstrada e subito si rendono conto
che non sono molti coloro che si stanno recando ai lidi. Tutto
comunque procede tranquillo per circa un quarto d'ora, fino all'altezza
del cavalcavia di
Masi San Giacomo,
una frazione del Comune di Masi Torello (FE). Subito dopo essere transitati
sotto di esso, la moglie si accorge che lassù, di fronte a loro ma
leggermente spostato sulla destra, c'è un
oggetto
a forma di sigaro che proviene verosimilmente dalla direzione
di Comacchio; ha una forte luce lampeggiante
sul davanti e ogni volta che essa si accende, provoca l'accensione di una
miriade di altre lucine tutto intorno al velivolo.
Allarmati, rallentano
ed iniziano ad osservare meglio ciò che sta accadendo. Il marito nota
allora un secondo oggetto a forma di sigaro,
identico al primo ma con una sola luce anteriore lampeggiante e
proveniente dal lato sinistro. Notano distintamente i due oggetti
lunghissimi; sono così
bassi che riescono ad osservarli assai bene: sono uno davanti all'altro,
hanno un color argento vivo e, apparentemente, sono entrambi lunghi
un centinaio di metri.
Quello
dietro continua a mostrare una sola luce chiara nella
parte anteriore; quello davanti ha invece una
luce
rossa intermittente nella parte anteriore e quando questa si
accende fa illuminare tutto il velivolo con una luminosità dalla tonalità
chiara ma intensissima. Rimangono esterrefatti e senza parole, rallentano
fin quasi a fermarsi ma decidono di rimanere in auto perché hanno paura.
A loro sembra che i due sigari stiano tenendo la direzione
verso la città.
Proseguono così il
loro viaggio di ritorno verso i Lidi ma continuano ad osservarli negli
specchietti retrovisori. All'improvviso
incrociano un
terzo Ufo: ha un colore scuro
e la forma di un disco; provenendo da dietro
i due precedenti oggetti, dimostra di avere una velocità maggiore; si avvicina velocemente ai
due UFO e li
supera agevolmente.
Ma osservando questa manovra da terra, i testimoni hanno
come l'impressione di assistere ad un "quasi incidente di volo"
tra velivoli alieni, poiché il terzo UFO passa vicinissimo ai due sigari. Rimangono
impietriti ad osservare la scena e poi, finalmente, si rendono conto che i
tre i velivoli alieni si allontanano in direzione di Ferrara.. Li vedono
distintamente allontanarsi e poi hanno come l'impressione
di... vederli scomparire! Sono
letteralmente sconvolti dalla scena che li ha visti come testimoni
indiretti e che, incredibilmente, non ha avuto altri spettatori di
passaggio nemmeno nella direzione opposta.
Arrivati al termine della
superstrada, imboccano direttamente la statale Romea che conduce al
Lido delle Nazioni,
ma prima di
raggiungere la loro abitazione, decidono di fare una sosta ad un bar di
passaggio che conoscono assai bene perché sono soliti fare una sosta
durante i viaggi di rientro a casa. Così fermano l'auto ma si accorgono
che il locale ha tutte le luci interne accese ma non vi sono persone
all'interno. Dopo aver atteso e
provato anche a chiamare il proprietario, decidono di ripartire.
Risalgono
in auto e provano ad avviarla: sarà stata la tensione per i due fatti
accaduti o, forse, sarà stato un acciacco passeggero delle candele, fatto
sta che hanno dovuto fare l'avviamento per ben venti volte prima di sentir
ripartire il motore. Ripartono e dopo poco girano a destra per prendere la
strada Acciaioli ma, percorso qualche centinaio di metri, si accorgono con
loro gran dispiacere che i tre UFO sono ancora in zona e sembra che
anch'essi si stiano dirigendo verso il Lago delle Nazioni, presso l'omonimo lido.
I genitori sono assai preoccupati di ciò che sta loro accadendo, anche
perché hanno come l'impressione di essere sempre da soli nei momenti più
critici, così pensano a raggiungere più in fretta possibile la loro
casa. Purtroppo,
quando arrivano alla meta e fanno per scendere si accorgono di avere i
tre velivoli alieni proprio esattamente sulla loro verticale...
Poiché ora sono fuori
dall'auto, oltre ai colori precedentemente notati, sentono distintamente
anche un sibilo fortissimo come se si
trattasse del rumore di una turbina e
pensano che possa provenire dagli UFO. Anzi, il capofamiglia ha
letteralmente pensato:«Ho come avuto l'impressione
che quel sibilo corrispondesse ad un saluto». Fortunatamente, proprio quando
decidono di entrare in casa più in fretta possibile, si accorgono che tutti
e tre i velivoli iniziano a prendere quota ad una velocità
impressionante e, nel giro di qualche secondo, notano solo tre piccoli
puntini in cielo, ormai altissimi.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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30.12.1978 |
Codigoro |
Un Ufo lenticolare |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
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ricostruzione del fatto,
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Testimoni:
numerose persone
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È il penultimo giorno dell'anno 1978. Per l'ufologia italiana è da
ricordare fra gli "anni d'oro" in quanto si è vissuto un vero e
proprio flap: gli Ufo hanno volato sui cieli italiani per quasi un mese e
Ferrara è stata toccata assai da vicino in quanto entrambi gli
avvistamenti (globo di luce su Codrea) si sono protratti per tantissimi
minuti cosicché i testimoni sono stati a centinaia.
Il
30 dicembre, verso le 7 di mattina, tra Codigoro
e Mezzogoro, numerose persone hanno potuto osservare
un
Ufo di forma lenticolare,
fermo in cielo, al di sopra
delle nuvole, mentre emanava una luce pulsante ed emetteva
strisce luminose. Dopo aver
deliziato per circa tre quarti d'ora un
foltissimo pubblico è repentinamente scomparso. |
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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Estate 1977 |
Comacchio |
Atterraggio di un Ufo? |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
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Testimoni:
diversi testimoni
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Nell'estate del 1977, Ferrara
è stata al centro delle cronache nazionali perché, non solo
è
apparso un Ufo ma, addirittura, diversi testimoni di Comacchio
hanno avuto la
netta sensazione che esso sia atterrato a
Comacchio, in un campo di cipolle. Sono
stati subito avvisati i militari
dell'arma dei carabinieri i quali hanno verificato che, effettivamente, in quel
campo qualcosa era accaduto poiché ancora permanevano evidenti segni di
bruciature.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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Agosto 1975 |
Poggio Renatico |
Due Ufo |
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Fonte della notizia:
quotidiano "La Nuova Ferrara" del 16 ottobre 1989
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facendo uso della grafica digitale
Testimoni:
quattro persone
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Il
signor G. M. ha dichiara che in una notte
d'agosto del 1975, mentre era insieme al padre A. M. e
ad una coppia di amici ferraresi, hanno visto nei cieli di Poggio
Renatico due oggetti volanti, di forma
ovoidale e del diametro apparente di 15-20
metri, transitare sopra le loro teste. Subito
dopo uno si è staccato e si è avvicinato alla
comitiva: appariva di colore rosso acceso e la parte
sottostante, perfettamente rotonda, era color
della ruggine ed evidenziava i segni tipici
di portelloni. Durante
le manovre di volo e di avvicinamento G.M. ha dichiara che nessuno di
loro ha udito alcun tipo di rumore: tutto è avvenuto nel silenzio più
assoluto. |
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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30.10.1954 |
Francolino |
Tre dischi volanti |
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Fonte della notizia:
quotidiano"Il Giornale dell'Emilia", del 31 ottobre 1954
Provenienza dell'immagine:
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Testimoni:
sei persone
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Il
giorno 30 ottobre 1954, alle ore 21.00
circa, tre giovani del luogo: G. B.,
F. D. B. e D.
F., hanno dichiarato di avere avvistato tre dischi volanti
al di sopra della chiesa parrocchiale di Francolino, ad una quota di circa
200 metri. Gli oggetti volanti avevano la forma di disco, terminante con una breve coda e
con un diametro apparente di circa 6 metri. Mantenendo l'altezza costante,
si sarebbero aggirati lentamente su tutta la zona, emanando strani bagliori
rosso-giallastri.
Dopo
circa tre quarti d'ora, alle 21.45, si sarebbero allontanati dalla zona della
chiesa, andandosi a spostare su di una tenuta del luogo,
di proprietà dell'agricoltore Tieghi; qui, dopo aver sostato sostato per
alcuni minuti, sarebbero scomparsi a forte velocità verso Sud-Est, ma
sarebbero stati visti da altre persone: i fratelli A. e L. S. e M. M., tutti del
luogo.
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ANNO |
LUOGO |
NOTIZIA |
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x |
x |
x |
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Scheda della notizia
Data
- X
Fonte
-
Centro
ufologico ferrarese - CUN
Ferrara
Luogo
- X
Durata
- X
Testimoni
- X
Immagini
-
L'immagine
proviene dall'archivio del CUN Ferrara e non
è collegata alla notizia citata
Immagini
-
L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita
dal CUF con grafica digitale
Immagini
- L'immagine proviene dal free web
Immagini
- L'immagine è una cortese concessione della NASA (http://www.nasa.gov),
Johnson Space Center
Immagini
- Foto originale
del fatto citato
Immagini
-
Photo courtesy of Johnson
Space Center (http://www.nasa.gov)
Immagini
- Photo courtesy of JPL-Caltech/Cornell
University (http://www.nasa.gov)
Traduzione
- Free translation of the original, from
American-English into Italian, by CUN Ferrara
Commenti
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Specifica il titolo e la data di questa
notizia
Errori o imprecisioni
-
Specifica il titolo e la data di questa
notizia
Testo
della segnalazione - Riportiamo il testo integrale della segnalazione, opportunamente
corretto nella sola forma espositiva
Argomenti
Capitolo 1
-
X
Capitolo
2
-
X
Capitolo
3
-
X
Capitolo
4
-
X
Capitolo
5
-
X
Capitolo
6
-
X
Capitolo
7
-
X
Capitolo
8
-
X
Capitolo
9
-
X
Capitolo
10
-
X
Cap. 1 -
A
A
To be continued ...
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