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Centro ufologico ferrarese

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segnali alieni

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04.05.2005

Vita extraterrestre

ET ci sta cercando? 

04.05.2005

Vita extraterrestre

Dove può vivere ET?

04.05.2005

Segnali alieni

Strani segnali

04.05.2005

Segnali alieni

Che segnale aspettiamo?

04.05.2005

Ufo disclosure

"Esistono"!

 

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04.05.2005

Vita extraterrestre

ET ci sta cercando

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 Il paradosso di Fermi 

 

   Il famoso fisico italiano Enrico Fermi sosteneva che se gli alieni non si sono ancora messi in contatto con noi è solo perché non esistono; se esistessero, essendo il nostro un sistema planetario relativamente piccolo, dovrebbero essere già arrivati sulla Terra. Le ultime scoperte astronomiche parlano di oltre 200 pianeti extrasolari, alcuni dei quali con condizioni favorevoli allo sviluppo della vita. Una delle ipotesi più accreditate sostiene che quasi 50 milioni di pianeti, nella sola Via Lattea, composta da circa 200 miliardi di stelle, intese come sistemi solari, potrebbero ospitare la vita. Per molti scienziati Marte potrebbe ospitare, o almeno aver ospitato, la vita. Nel nucleo di alcune meteoriti sono stati individuati i cosiddetti "mattoni della vita" ed anche batteri fossili. 

 

 Le onde ad alta frequenza 

 

   Sono tutti segnali incoraggianti, che fanno propendere per un aumento esponenziale delle possibilità che nel cosmo esistano diverse forme di vita. E se almeno una di queste si trovasse entro un raggio di un centinaio di anni luce potrebbe benissimo aver captato le onde elettromagnetiche emesse dalle stazioni radio e tv. 

   A tal proposito è però bene chiarire che non tutte le onde radio lasciano la Terra e si tuffano nell'infinito: le uniche a riuscirci sono quelle ad alta frequenza, tipo le VHF o le UHF mentre, per le altre è un rimbalzare continuo contro la ionosfera. Ed è bene anche sapere che esiste una costante fisica ben definita: la potenza di un segnale si attenua con il quadrato della distanza; ciò significa che ad ogni raddoppio di una distanza il segnale diventa quattro volte più debole.

 

Un metodo semplice 

 

   Un metodo abbastanza semplice che potrebbe essere utilizzato dagli alieni per individuare la Terra sarebbe quello di guardare in direzione del nostro Sole in quanto noi gli passiamo periodicamente davanti e quindi ne attenuiamo la luminosità. Tuttavia, occorre anche considerare che sono praticamente messi come noi: ovvero, se osservano la debole luce riflessa dal nostro pianeta, e si trovano a 2.000 anni luce di distanza, significa che ricevono la luce della Terra di duemila anni or sono... Essi, però potrebbero anche avere una tecnologia avanzatissima, superiore a quella delle onde radio che noi utilizziamo per cercarli e quindi staremmo letteralmente brancolando nel buio. 

 

  Sonde aliene 

 

   Infine, si deve sapere che c'è una branca del Progetto SETI che non va alla ricerca di segnali radio ma di... sonde extraterrestri nel cosmo: è il progetto SETV (Search for Extra Terrestrial Visitation) che opera principalmente fra la fascia degli asteroidi che si trovano tra Marte e Giove, perché lì ci sono elementi importantissimi: idrogeno, elio e quasi tutti i tipi di minerali.

 

 

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04.05.2005

Vita extraterrestre

Dove può vivere ET?

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF

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Osservando la Terra da lontano 

 

    È credibile pensare che nella nostra galassia ci siano almeno un migliaio di civiltà intelligenti, che vivono distanti l'una dall'altre circa un miglio di anni luce. Se una qualsiasi di queste civiltà potesse osservare il nostro pianeta lo vedrebbe colorato di azzurro e capirebbe subito diverse cose: prima di tutto che è composto per il 20% da ossigeno, poi che tale elemento è stato prodotto da una lenta attività di fotosintesi di organismi viventi, quindi che c'è sia inquinamento biologico che elettromagnetico.

   Per contro, se si analizza attraverso uno spettrometro la luce proveniente da un pianeta qualsiasi di quelli al di fuori del nostro sistema solare (esopianeti), per tentare di dedurre la possibile presenza di forme di vita, è sufficiente scomporre la luce analizzata ed osservare se fra i colori presenti vi siano anche i tre colori corrispondenti a quelle che la nostra scienza ha definito come le molecole della vita: biossido di carbonio, acqua e ozono. Infatti, l'acqua è il solvente ideale per sostenere forme di vita basate sul carbonio mentre l'ossigeno è il segno evidente della loro presenza. È stata ipotizzata anche una vita basata sul silicio piuttosto che sul carbonio, come la nostra appunto; tuttavia, ci sono due fattori determinanti a favore del carbonio: il primo è che esso permette di formare un numero enormemente superiore di composti, il secondo è che, nel cosmo, esso è molto più abbondante del silicio.

 

  Vuoi partecipare anche tu alla ricerca? 

 

   Il Seti Institute, nel 1999 ha avviato il programma SETI@home, aperto a tutti (setiathome.ssl.berkeley.edu). Se sei interessato devi andare sul sito specifico e scaricare un salva schermo. Tale programma si attiva nei momenti di inutilizzo del computer, facendo avviare una connessione ad Internet che ti mette in contatto diretto con l'osservatorio del radiotelescopio di Arecibo ed inizia ad analizzare i dati immediatamente.

 

 

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I precedenti 

 

   È il 1967 e una studentessa inglese, Jocelyn Bell, scambia una sorgente radio pulsante di una pulsar per un segnale extraterrestre. Il 15 agosto 1977 il radiotelescopio "Big Ear" dell'Ohio State Radio Observatory (USA), nell'ambito del progetto SETI, impatta in uno strano segnale: è molto nitido, dura ben 72 secondi e viene subito notato dall'astronomo Jerry Ehman, il quale prende la penna e lo marca con la famosa esclamazione "Wow!". Viene così individuata la fonte di provenienza: è il Sagittario; nei mesi che seguono tantissime persone puntano i loro strumenti nella zona indicata ma invano. 

   Si arriva così a tanti altri giorni importanti, nei quali sono stati rilevati segnali "interessanti": 10 ottobre 1986 (Costellazione del Sagittario),  14 agosto 1989 (Costellazione della Vergine), 16 agosto 1989 (Costellazione dei Pesci), 9 maggio 1990 (Costellazione del Serpentario o tredicesima dello Zodiaco) e tante altre date ancora, come quelle dei giorni 1 dicembre 1996 e 19 luglio 1998, nei quali si captano strani segnali ma, dai successivi esami, si pensa che abbiano avuto un'origine terrestre. 

 

Come riconoscerlo? 

 

   A questo punto il comune mortale si chiede:"Scusate, ma come si fa a dire che quel segnale radio è ufologicamente interessante?". Noi non possiamo sapere, a priori, che tipo di messaggio potrebbe trasmettere una civiltà aliena più progredita della nostra ma siamo comunque in grado di riconoscere la natura artificiale di un segnale. Sorge allora spontanea un'altra domanda: «È possibile che riceviamo ogni giorno messaggi alieni senza riconoscerli?». Sì, è possibile in quanto il problema sta nella taratura dello strumento che li deve leggere e nella direzione verso la quale puntarlo. 

   Tuttavia, se un giorno si ricevesse un segnale alieno e lo si riconoscesse come tale si avvierebbe un protocollo comunicativo concordato a livello ONU, che prevede i seguenti passi: 1) avvisare tutti gli scienziati impegnati nella ricerca, al fine di controllare l'attendibilità del segnale; 2) informare l'Ufficio per lo Spazio esterno, che ha sede a Vienna; 3) informare il segretario dell'ONU il quale, a sua volta, darebbe l'annuncio al mondo intero; 4) concordare una risposta fra tutta la comunità internazionale.

 

 

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Il fischio puro 

 

   C'è una frequenza di ascolto che è stata individuata come la più indicata per captare segnali di origine misteriosa: è la 1.420 MHz, cioè la frequenza della luce assorbita ed emessa dagli atomi di idrogeno, l'elemento più abbondante dell'Universo e quindi adatta a diventare uno standard di comunicazione fra la civiltà terrestre ed eventuali civiltà aliene. Praticamente si cerca un fischio puro, per tre buoni motivi: innanzitutto un tale suono non esiste in natura, poi permetterebbe alla sorgente emittente di concentrare la potenza in una sola frequenza quindi consentirebbe al centro radio ricevente di individuarlo con facilità.

 

La banda larga 

 

   Un'eventuale civiltà aliena che voglia entrare in contatto con noi potrebbe utilizzare anche un segnale a banda larga, ovvero concentrato in un intervallo di frequenze pari a qualche MHz. C'è poi appositi algoritmi che consentono di analizzare la banda larga ed estrarre l'eventuale messaggio.

 

L'effetto doppler 

 

   Una volta ricevuto comunque il misterioso messaggio occorre accertarsi che abbia un'origine extraterrestre.  Una possibilità ritenuta valida dai più è quella "dell'effetto Doppler". Esso consiste in uno spostamento di frequenza che si genera quando l'ascoltatore si muove rispetto alla sorgente: ovvero, avvicinandosi alla sorgente il segnale ha una frequenza più alta, allontanandosi si ottiene l'effetto opposto. Questo tipo di esperimento di conferma è assai valido in quanto se la sorgente fosse sulla Terra essa non si muoverebbe rispetto al centro radio ricevente e non potrebbe produrre, quindi, un effetto Doppler.

   Il pericolo del possibile inganno è rappresentato solo dai satelliti terrestri, in orbita geostazionaria, ma si è trovato il modo di eluderlo attraverso l'incrocio immediato dei dati tra l'antenna di Arecibo (Puerto Rico) e quella di Jodrell Bank (Regno Unito): in tal modo, avvenendo l'operazione in tempo reale e concomitante con la durata del segnale, si è in grado di determinare l'origine terrestre o extraterrestre; finora, i tantissimi segnali strani sono stati individuati e catalogati come di origine terrestre.

 

  Il tremolio stellare 

 

   Alla ricerca scientifica extraterrestre però, non basta più ascoltarlo il presunto messaggio alieno, ora vorrebbe anche vederlo. Sarebbe sufficiente osservare un leggero tremolio di un segnale luminoso tra le stelle; si tratta del programma OSETI, ovvero: Optical Seti, sviluppato da alcune grandi università (Berkeley, Harward, Princeton) in collaborazione con l'Osservatorio Columbus Optical Seti (USA).

 

  Il segnale brevissimo 

 

     Il Seti Institute ha stretto un rapporto di collaborazione con l'Università della California per la ricerca di un segnale brevissimo, della durata di un solo milionesimo di secondo, in quanto si pensa che in Natura non possa esistere qualcosa di simile. Si pensa infatti che gli alieni potrebbero usare tale tipo di segnale, sotto forma di laser, per vari motivi: è tecnicamente evoluto, costa poco e può essere puntato in una direzione precisa. La tecnologia terrestre, al momento attuale, sarebbe già in grado di sviluppare una fonte luminosa, formata da impulsi brevissimi ma 5 mila volte più luminosi del sole.

 

 

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Ufo discosure

Esistono!

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Il politico 

 

    L'ottantaduenne Paul Hellyer è entrato in politica nel 1949, quando è stato eletto deputato nelle file del partito liberale canadese. Nel corso della sua carriera ha ricoperto l'incarico di vice-ministro della Difesa nella metà degli anni '60 (Governo Louis Saint-Laurent). Successivamente, dimessosi dalla carica, ha fondato un proprio partito: l'Action Canada Party e quindi è confluito nel Progressive Conservative Party. Quindi è confluito nei Liberals per poi rifondare il vecchio partito e chiamarlo "Canadian Action Party". Politicamente si è sempre schierato contro la politica USA soprattutto per tre motivi: a) gli americani tendono ad influenzare fortemente le scelte politiche di Ottawa; b) gran parte dei canadesi non intendono accettare la politica americana del "National Missile Defense Program"; c) gli americani stanno perseguendo da tempo l'armamento dello spazio per riaffermare la loro leadership militare su tutto il pianeta ed impedire lo sviluppo, in tale direzione, del nascente gigante giallo.  

 

La conferenza 

 

   Intervenendo al "2005 Toronto Exopolitics Symposium", Hellyer ha rilasciando dichiarazioni pubbliche che pronunciate da un politico hanno scosso tutta la stampa mondiale:"Credo che gli UFO siano reali", ha detto a chiare lettere. Ha poi dichiarato di aver partecipato a riunioni segretissime dell'Alleanza Atlantica, tenutesi tra il 1963 ed il 1967, e di essere stato quindi al corrente di numerosi operazioni di cover-up. Egli si è fatto l'idea che a Roswell sia accaduto qualcosa di misterioso e che si siano veramente raccolti i resti sia di extraterrestri che di tecnologia aliena e che siano poi stati studiati nella famosa Area 51.

 

Le convinzioni personali 

 

   Nel corso degli anni, in base anche ai vari ruoli politici da lui ricoperti, si è poi convinto che gli USA stiano sviluppando tutto un dispositivo spaziale indirizzato più ad affrontare minacce aliene che non pericoli terrestri. In quest'ottica la base USA da realizzare sulla Luna entro il 2020 altro non sarebbe che un avamposto privilegiato per meglio studiare gli andirivieni continui degli extraterrestri sul nostro pianeta; ma tale base potrebbe, al tempo stesso, essere la testa di ponte terrestre per fronteggiare direttamente la minaccia aliena.

   Noi pensiamo che tutto quanto è accaduto negli ultimi due o tre anni abbia dell'incredibile. Ci sembra di essere di fronte ad un piano preordinato dal fantomatico Majestic 12 per preparare l'umanità alla notizia che non siamo soli. Da una parte diversi governi ( messicano, inglese e italiano ) hanno già aperto abbondantemente i loro x-files mentre altre nazioni europee si stanno apprestando in tal senso. Dall'altra un grande vecchio della politica inizia ad avanzare pubblicamente pesantissimi sospetti sul cover-up internazionale e sulle tante voci sentite sussurrare qua e là riguardo gli alieni sulla Terra. In fondo al tunnel appare poi il presidente degli Stati Uniti d'America ed informa il mondo intero che, dopo 35 anni dalla conquista della Luna e dopo che nessuno aveva più pensato di ritornare lassù, dove non ci sarebbe assolutamente nulla di interessante per noi terrestri, si deve assolutamente costruire una grande base lunare entro il 2020.

 

Il sospetto 

 

   Il sospetto è davvero terribile: le civiltà aliene sono una realtà ma, purtroppo per noi, non ci sono del tutto amiche e così, in realtà, gli USA si starebbero preparando ad un eventuale guerra difensiva intergalattica.

Sarà veramente credibile il pensiero di Hellyer? In molti se lo stanno chiedendo, non perché non credano all'esistenza di altre civiltà extraterrestri assai più evolute della nostra ma perché, forse, si stanno rendendo conto che è possibile che siamo vicini come non mai alla madre di tutte le notizie e all'alba di una nuova era: loro esistono veramente e si stanno già preparando al momento del contatto ma nessun popolo della Terra è ancora stato ufficialmente messo al corrente della cruda realtà.  

   Così alcune organizzazioni canadesi hanno deciso di andare a fondo della questione e, sotto la guida dell'Istituto per la Cooperazione nello Spazio, hanno chiesto alla Commissione di Sicurezza Nazionale del Senato canadese di appurare il livello di informazioni posseduto in tal senso dal Canada. Essi, in sostanza, hanno chiesto sia l'apertura di un'inchiesta ufficiale sull'esistenza degli UFO sia la convocazione, a deporre sotto giuramento, di tutti coloro che potrebbero almeno teoricamente aver saputo qualcosa in più: dai vertici dell'intelligence legati ai servizi segreti americani (NORAD) fino ai massimi esperti militari e scientifici canadesi. Le organizzazioni suddette si sono poi spinte anche oltre ed hanno chiesto ufficialmente al premier canadese di dar avvio al progetto "Una decade di contatti", per preparare il popolo canadese alla conoscenza della verità sul fenomeno UFO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF e non collegata alla notizia citata, ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF con grafica digitale. foto originale del fatto citato, dall'archivio del CUF, dal free web,  cortesia della NASA /JPL-Caltech/Cornell University

Traduzione: free translation of the original, from American-English into Italian, by CUF

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