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Centro ufologico ferrarese

Ufo nel mondo

luci strane

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16.02.2007 Nuove teorie Teoria delle luci sui muri
21.05.2006 Luci messicane Le luci sul Golfo del Messico 
04.05.2005 Fenomeni atmosferici I fulmini globulari
04.05.2005 Hessdalen Le luci di Hessdalen

 

 

 

ARTICOLI

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16.02.2007

Nuove teorie

teoria delle luci sui muri

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF

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Premessa 

 

   La presente teoria è stata elaborata dal Centro ufologico ferrarese ed è, in assoluto, la prima ad essere stata presentata in maniera completa ed esaustiva in Italia. È, infatti, comprensiva di disegno tecnico, di spiegazioni, di sperimentazione e di cinque fotografie che ne testimoniano la piena validità. Se applicata, come da condizioni indicate, in un qualsiasi luogo della Terra ed in un qualsiasi giorno dell'anno che sia almeno un po' soleggiato, darà sempre gli stessi risultati.

   Essa è stata, pertanto, segnalata al mensile on line "FOCUS" ( http://www.focus.it ), i cui responsabili di settore, dopo averla esaminata con attenzione, l'hanno ritenuta degna di essere accettata come "contributo" ed esposta all'attenzione generale, così da poter raccogliere pareri, suggerimenti e critiche. Il giorno 21 marzo 2007 essa è stata regolarmente inserita nella sezione "Community", alla voce "Avvistamenti & Misteri", ed i visitatori regolarmente registrati al sito di Focus potranno leggerla, votarla e commentarla.

 

Teoria

 

   Oramai da alcuni anni strane luci di forma quadrata o circolare, spesso con una "X" al centro, hanno iniziato ad apparire sui muri esterni di case e di palazzi di tutto il mondo. A dir il vero, però, sarebbe meglio dire che "si è cominciato ad osservare con un occhio diverso" una manifestazione ottica che qualcuno, ora, tenta di collegare agli alieni.

   Infatti, dopo i crop circles, si è arrivati ad ipotizzare che si possa trattare di un altro tentativo di comunicazione attivato da una civiltà extraterrestre estremamente evoluta.

   Di certo c'è comunque un "fenomeno luminoso" che interessa ad una vasta schiera di persone che si danno da fare per trovare la loro spiegazione: vi sono giornalisti scientifici, ufologi, fisici, movimenti religiosi e, ovviamente, anche coloro che pensano alla più classica delle burle.

   Alcuni movimenti religiosi danno una doppia lettura di queste "luci": per via della croce, vi leggono un disegno "superiore", ovvero un segnale di preparazione all'avvento di un qualche inviato celeste; per via della tipologia del messaggio credono che vi sia una qualche attinenza con la stessa natura dei crop circles o cerchi nel grano (ovviamente, in senso lato poiché gli agroglifi compaiono su campi di colture diverse e, addirittura sulla neve e sul ghiaccio) e quindi riportano il tutto ad un criptico disegno mistico di qualche cosa che dovrebbe accadere.

   Noi ufologi, invece, siamo schierati per la maggior parte con fisici e giornalisti scientifici e siamo propensi a credere che la causa del fenomeno luminoso debba ricercarsi nella riflessione della luce solare in quanto le luci rimangono visibili per qualche minuto e poi, lentamente, si dissolvono fino a scomparire del tutto ma con un movimento o verso l'alto o verso il basso.

   Fino ad ora, però, nonostante la maggior parte degli investigatori abbia intuito la causa delle formazioni luminose, nessuno è ancora riuscito a formulare una teoria attendibile che spieghi, oltretutto, la tipica formazione delle croci interne. Noi abbiamo formulato la teoria che di seguito andiamo ad illustrare.

 

1 - La luce solare entra in casa attraverso un vetro riparato da una tenda ricamata.

 2 - Se la luce trova un ambiente semibuio, può creare una specie di camera oscura naturale.

3 - Infatti, i ricami della tenda prenderebbero il posto del forellino che lascia entrare la luce nella camera oscura.

 4 - Come si sa, la luce si propaga in linea retta e, uscendo da questa camera oscura venutasi a creare, può riprodurre sulla parete opposta i disegni capovolti dei ricami della tenda a patto che la parete suddetta sia ben distanziata e ben orientata.

 

5 - Ciò accade sia perché la parete esterna è diventata la parte posteriore della camera oscura,  ovvero lo schermo vero e proprio  sia perché la luce ha attraversato un vetro che, a sua volta, era ben orientato rispetto all'angolo di entrata della luce stessa.

 

6 - La grandezza dei disegni è in funzione di tre fattori: il primo è dato dalla distanza della tenda dalla fonte di entrata, il secondo è dato dalla distanza della parete della suddetta camera oscura naturale, il terzo è ovviamente riferito all'eventuale angolo di apertura del vetro che lascia entrare la luce.

 

7 - Un fenomeno simile lo si può ottenere con le lastre di vetro lavorato (vetro stampato) o con le lastre di vetro temprato (vetri delle auto): mentre nel primo caso si ricade indirettamente nella tipologia della "tenda ricamata" testé descritta, nel secondo caso si deve pensare ai disegni causati dalle ventose durante le fasi della lavorazione del vetro, disegni che diventano assai visibili allorquando le lastre sono appena lavate ed asciugate.

 

8 - Naturalmente, il suddetto fenomeno luminoso lo si può ottenere anche utilizzando una luce artificiale che viene proiettata dal di dentro di un edificio e fatta passare attraverso disegni qualsiasi (ricami di tende o vetri stampati o pannelli divisori trasparenti lavorati con disegni, appunto) posti nelle vicinanze di un vetro, proprio come il puntatore laser usato nelle conferenze. Secondo quest'ultima tecnica, più è lontana la zona d'impatto tanto maggiore sarà il disegno ottenuto.

 

 

 

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21.05.2006

Luci misteriose

Le luci sul Golfo del Messico

messico.gif (5080 byte)Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dal free web

Testimoni: piloti militari

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Scienziati della Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) hanno negato che gli oggetti avvistati nei giorni scorsi dall'aviazione militare messicana siano degli oggetti volanti non identificati, degli Ufo, insomma. Si tratta, hanno spiegato, di un fenomeno molto più semplice e cioè di bolle di gas ionizzato, ad altissima temperatura, una specie di fulmini globulari.

 

my21_076.jpg (130457 byte)

La segreteria del Ministero della Difesa del Messico (SEDENA) ha affidato ad un laboratorio specializzato le analisi del video realizzato il 5 marzo 2004 dai piloti militari a bordo del Merlin C26A. Essi, mentre erano in volo di missione sui cieli di Carmen e Copalar, utilizzando il sistema termico avevano ripreso delle misteriosi luci che sembravano muoversi fra le nuvole. Ora la novità è che tale laboratorio ha confermato che il video è autentico ed esente da manipolazioni e quindi questa è certamente la miglior prova dell'esistenza di civiltà extraterrestri".

 

 Nostro precedente articolo

(5 agosto 2005, sez. Avvistamenti)

 

my21_093.jpg (128424 byte)   Il giorno 5 marzo 2004 tre ufficiali dell'esercito messicano hanno vissuto un'esperienza pressoché irripetibile: mentre erano in volo a bordo del loro aereo militare, un Merlin C 26A, sopra i cieli delle città di Carmen e di Copalar, in Messico, hanno incrociato un'intera formazione di UFOs e li hanno filmati.

   Il Maggiore Magdaleno Castañón Núñez, comandante dell'equipaggio, il Tenente Mario Adrián Vásquez, operatore al sistema di avvistamento FLIR,  e il Tenente Germán Marín Ramirez, operatore al radar, si trovavano in volo ad un'altezza di circa 10.500 piedi quando, alle 17,00 esatte hanno avvistato la squadriglia di UFOs e l'hanno tenuta sotto controllo fino alle 17,30. 

  Erano undici oggetti volanti che se ne stavano tranquillamente viaggiando in formazione "invisibile ad occhio nudo" quando sono stati intercettati dal sistema FLIR di bordo (Forward-Looking Infrared): una particolare tecnologia di visione termica inventata nel 1964.

 

Ma che cos'è il sistema FLIR? 

 

   Ogni corpo che non abbia una temperatura di zero gradi emette radiazioni elettromagnetiche su molte lunghezze d'onda. Più l'oggetto è caldo e più radiazioni infrarosse emette; ciò dipende chiaramente dall'agitazione termica delle sue molecole. La sua distribuzione spettrale (lunghezza d'onda) dipende quindi da due fattori: la natura del corpo e la sua temperatura.

   L'occhio umano rileva radiazioni elettromagnetiche solo su una banda limitata di lunghezza d'onda, chiamata "spettro visibile" ed è pressoché cieco al di sotto di 0,4 o al di sopra di 0,7 micrometri. La termocamera montata sugli aerei militari della classe Merlin C 26A è del tipo FLIR STAR ZAFIRO II e lavora sia nel medio (da 3 a 5 micrometri) che nel lontano infrarosso (da 8 a 12 micrometri) generando un'immagine in tempo reale e fornendo una traccia termica della scena. Ovvero, la sua ottica è in grado di mettere a fuoco l'energia infrarossa emessa dagli oggetti, rilevandola grazie al DETECTOR IR il quale, poi, converte i dati via via rilevati in un formato video standard. 

   Ed ora riflettiamo su tre particolari fondamentali per noi investigatori ufologi privati:

1) la termocamera può essere usata sia di giorno che di notte perché percepisce il calore e non la luce; 

2) gli Ufo si sono resi visibili ad occhio nudo dopo essere stati intercettati dagli strumenti termici militari;

3) il normale radar di bordo (AN/PS 143 Bravo VICTOR 3) li ha potuti rilevare subito dopo il sistema FLIR.

Questo avvistamento è quindi sconvolgente in tutti i sensi ma, soprattutto, ha aperto una porta sulle bugie dei militari di tutto il mondo allorquando mistificano le nostre osservazioni sottolineando come i radar ed i telescopi più potenti non abbiano rilevato nulla di nulla. La tecnologia aliena è perfettamente in grado di mimetizzarsi sia alla nostra vista che alle nostre apparecchiature radar standard ma nulla può contro i termovisori. 

   Infine, una novità per tanti che si sono interessati alla cosa ma, forse, non l'hanno approfondita bene: dopo l'intercettamento termico, le apparecchiature di bordo hanno fatto il miracolo vero e proprio procedendo anche con il rilevamento acustico emesso dai velivoli alieni sotto forma di frequenze sonore che sono state regolarmente registrate dagli strumenti ma che... ci si è dimenticati di comunicare subito alla stampa.

 

  Nuove considerazioni 

 

Alejandro_Franz.jpg (10466 byte)   Il fenomeno accaduto il 5 marzo 2004 sopra i cieli di Ciudad del Carmen, in Messico, potrebbe avere una spiegazione non ufologica ( www.alcione.org, www.cetiscismoaberto.com e http://www.forumfree.net ).

   A sostenere tale ipotesi è principalmente il capitano Alejandro Franz (vedi foto), un ex pilota che ha volato per anni sui cieli del Golfo del Messico, che fa parte del gruppo di ricerca denominato "Alcione" e che si definisce un "ufologo scettico", ovvero una persona che non sposa automaticamente il fatto ufologico e va ad indagarlo in ogni suo aspetto prima di prendere una qualsiasi posizione. La piattaforma televisiva SKY, attraverso il proprio canale National Geographic Channel, ha iniziato a programmare un documentario sugli Ufo (Is it real?) in cui viene illustrata l'ipotesi di Franz. Egli, in questo documentario, vuole dimostrare che quelle luci hanno un'origine terrestre. 

   L'ipotesi ufologica era già stato negato dagli scienziati della Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM) ma poi era intervenuto un nuovo elemento a creare scompiglio: la segreteria del Ministero della Difesa del Messico (SEDENA) aveva infatti dato incarico ad un laboratorio specializzato di analizzare il filmato al fine di decretarne l'autenticità o meno. Tale laboratorio, dopo diversi mesi, aveva stabilito quanto segue: quel video era autentico ed esente da manipolazioni.

   Per tali ragioni si era giunti alla conclusione, forse troppo frettolosa, che quelle immagini potessero essere una prova dell'esistenza di civiltà extraterrestri. In realtà, si era solo dichiarato che le immagini impresse all'infrarosso su supporto elettromagnetico erano autentiche e non avevano subito interventi esterni. Forse, nella fretta di far partire la news, si è dato "troppo credito al fatto che il video fosse vero" e non si è adeguatamente soppesato il fatto che questo potesse sì essere vero ma che, non necessariamente, fossero poi stati ripresi degli Ufo veri. Insomma, si è fatto "1+1" troppo in fretta. 

   Sarebbe un po' come dire che è sufficiente che vi sia presenza di acqua su di un pianeta per formulare l'ipotesi della vita extraterrestre mentre, in realtà, è l'azoto che rappresenta l'elemento essenziale che sta alla base di organismi viventi (questo argomento sarà, presto, oggetto di un nuovo articolo sulle possibilità di vita extraterrestre al di fuori della Terra) in quanto, non facendo parte di rocce e di minerali, se venisse rinvenuto anche in piccole quantità starebbe chiaramente a dimostrare che c'è stata vita biologica.   Insomma, è sicuramente difficile, almeno per noi terrestri, immaginare lo sviluppo della vita senza l'acqua ma "è certamente meno difficile immaginare la presenza di acqua senza lo sviluppo della vita". 

 

villahermosa3.jpg (68473 byte)    Ritornando al nostro Franz, egli decide di "ricostruire quel giorno" e così, in compagnia di due piloti militari, si imbarca su di aereo che decolla dallo stesso aeroporto di Villahermosa, sale prima a 3.000 m e poi a 4.500, ovvero alla quota esatta dell'avvistamento.

   Da qui l'aereo si dirige verso Est per posizionarsi ad una longitudine di 89° esatti, corrispondenti all'ufo contact del 5 marzo 2004 perché si vuole filmare esattamente ciò che si vede da lassù. Stranamente, Franz fa deviare la rotta in direzione Nord-Est, che era la direzione tenuta dalle telecamere del sistema FLIRT montato sull'aereo militare Merlin C26A, e l'aereo si sposta così di molto dal punto di contatto precedente: il nuovo punto in cui si viene a trovare si trova ora esattamente a 100 km dalla costa e a 150 dal punto del contatto vero avuto dai piloti militari. Da qui si vedono delle luci e Franz dichiara di sapere da dove provengono: sono le gigantesche piattaforme petrolifere di Cantarell, nel Golfo del Messico.

 

villahermosa7.jpg (67245 byte)    Esse sono alte circa 120 metri e quando viene bruciato il gas in eccesso (operazione necessaria per ridurre la pressione) le fiamme che si sprigionano salgono di alcune centinaia di metri. Tutti i piloti che volano al di sopra di questa zona conoscono l'effetto di queste piattaforme in quanto, se il cielo è sereno, si possono distinguere le luci ad occhio nudo fino a 200 km di distanza.

   Ma perché, secondo Franz, queste fiamme sono state rilevate dal sistema Flir all'infrarosso? La risposta che egli fornisce è la seguente: «Pur trovandoci a circa 150 km di distanza dal punto reale del contatto, gli strumenti all'infrarosso svolsero ottimamente il loro lavoro e rilevarono l'enorme fonte di calore che si sprigionava verso l'alto ed era praticamente doppia in quanto si rifletteva anche sulla superficie della sottostante acqua del Golfo».

   E alla domanda di come mai sembrava che quelle luci volassero, egli fa spiegare all'amico Jim Certelin, addestratore di tecnici nell'uso dell'infrarosso ed esperto della tecnologia infrarossa per esaminare le piattaforme petrolifere, che «ciò che si vede è un'illusione ottica: non sono gli oggetti luminosi che volano ma sono le nuvole a muoversi».

   Ovvero, muovendosi le nuvole in direzione opposta all'aereo Merlin, si sarebbe avuta la somma delle rispettive velocità e ciò avrebbe determinato un'apparente elevata velocità totale di spostamento di tutta la scena, creando la falsa impressione che fossero le luci a spostarsi.

   A questo punto non è quasi più possibile screditare un'ipotesi cosi ben strutturata, realizzata da un ufologo di professione e già sposata da famosi fisici di fama mondiale. Tuttavia, alcuni dubbi rimangono e non sono dubbi da poco.

   Innanzitutto viene da chiedersi come mai si siano spesi così tanti soldi e si sia perso così tanto tempo per dimostrare che quelle non erano le luci di Ufo ma semplici scarichi in atmosfera di gas sotto pressione. Si sarebbe potuta risolvere quell'ipotesi standosene seduti dietro un tavolino a confrontare le due mappature: quella creata dalla piattaforme petrolifere e quella delle luci del filmato. E anche senza fare un confronto di cifre sarebbe bastato il semplice raffronto dei disegni delle mappe.

 

villahermosa5.jpg (48945 byte)    Poi viene da chiedersi, visto che il 5 marzo 2004 il tempo atmosferico era quasi pessimo, con un cielo quasi interamente solcato da nuvole, come avrà mai fatto a crearsi un buco improvviso nella foschia generata dal maltempo (e chi è stato in mare, con tempo incerto, sa bene cosa vuol dire questa frase), tale da permettere ai piloti di osservare ad occhio nudo oggetti che si trovavano a 150 e passa km di distanza quando, stando alle stesse dichiarazioni di Franz, le piattaforme sono visibili ad occhio nudo anche fino a 200 km di distanza ma a patto che vi sia bel tempo ed il cielo sia bello terso e sgombro da nuvole (vedi foto della piattaforma di Cantarell ripresa a bassa quota).

   Ci si chiede anche perché mai Franz si sia fatto portare ad oltre 150 km dal punto originario di contatto, cambiando addirittura direzione di volo rispetto al Merlin: da Est a Nord-Est.

Ci si chiede infine, come mai il sistema Flirt, che è un sistema militare difensivo, vada a cercare oggetti che non si trovano né davanti né ai lati né nelle immediate vicinanze di alcune decine di miglia ma si spinga a cercare qualcosa che dista oltre 150 km e per giunta al di sotto dell'aereo Merlin.

villahermosa9.jpg (89381 byte)   Infine, sarebbe interessante approfondire alcuni fotogrammi del filmato di SKY in quanto, ad un certo punto, la telecamera inquadra una piattaforma petrolifera proprio nel momento in cui compare un oggetto volante non ben identificato: forse un Ufo.

   La foto inserita in questo articolo è stata prelevata dal filmato originale attraverso la TV e fotocamera digitale e non rende bene l'idea. Tuttavia nel video si nota distintamente l'apparire di un oggetto bianco e ovoidale che compie, nello spazio di appena sei secondi, ben quattro strane manovre: attraversando la scena da destra a sinistra e dall'alto in basso, si abbassa per ben tre volte con scatti secchi e negli ultimi due secondi cambia addirittura direzione di volo e viene verso la telecamera. Quest'ultima manovra è impressionante perché dà l'idea della profondità di campo e della grandezza reale dell'oggetto: un aereo o un elicottero, in soli 6 secondi, non avrebbero potuto mai compiere manovre di quel tipo.

 

 

 

Data

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04.05.2005

Fenomeni atmosferici

I fulmini globulari

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

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Che cos'è il fulmine globulare?

 

   Il fulmine globulare, detto anche ball lightning, è una piccola sfera di luce che appare all'improvviso un po' dovunque, aerei compresi, ma è più facile osservarla all'interno degli edifici o lungo le strade. Spesso, però, la sua forma è solo vagamente sferica, e mostra una piccola coda con dei bagliori diffusi e un'illuminazione che si attenua con gradualità.

 

Qual è il diametro medio di un fulmine globulare?   

 

Il suo diametro è assai variabile ma sempre molto piccolo e quasi mai superiore al metro; la casistica, legata principalmente alle sensazioni di coloro che hanno potuto osservare il fenomeno, dice che per un terzo circa non si superano i 10 cm, per un terzo non si superano i 20 cm e per un altro terzo non si supera i 50 cm di diametro; solo in rarissimi casi sono state osservate sfere di luce superiori al metro di diametro.

 

Con quali colori si presenta?

 

Dal punto di vista cromatico il fenomeno si presenta assai vario: non c'è un colore che prevalga decisamente sugli altri, tuttavia alcuni colori risultano con una frequenza leggermente superiore; essi sono: bianco, giallo, arancio e rosso e c'è anche una piccola tendenza ad un miscuglio di colori multipli.

 

Come si comporta?  

 

Innanzitutto si libra in ogni direzione, anche a dispetto del vento, ed ha la proprietà di entrare negli edifici passando letteralmente "attraverso i vetri delle finestre" oppure scegliendo la più comoda corrente d'aria creata da un eventuale camino. È difficilissimo vederlo compiere movimenti ascensionali.

 

Che rumori produce?

 

Il rumore più tipico indicato dai testimoni è sicuramente quello di un leggero e continuo sfrigolio, simile alla sonorità che si produce accendendo un fiammifero. In diversi casi è stato notato che, al momento della scomparsa, hanno prodotto un vero scoppio.

 

Che odori produce?

 

Non c'è un odore tipicamente riconoscibile, tuttavia le testimonianze raccontano di odore simile a quello dello zolfo.

 

Che luce produce?

 

Solitamente produce una luminosità debole, difficilmente superiore a quella emessa da una piccola lampadina.

 

Quanto tempo dura il fenomeno?

 

Non esiste un tempo medio di riferimento: si parla di un tempo che è variabile da pochi secondi ad alcuni minuti e, in rarissimi casi si arriva ad una mezz'ora.

 

Quanti fulmini globulari si possono presentare tutti insieme?

 

Anche in questo caso non esiste un numero di riferimento; di solito, si pensa che il fulmine globulare si presenti da solo ma si hanno testimonianze di apparizioni contemporanee di decine di sfere di luce di ognuna delle dimensioni citate (Casumaro, FE), che sono rimaste attive per una mezz'ora.

 

Che danni può provocare alle persone?

 

Nonostante la loro apparente pericolosità, queste sfere di luce che sfrigolano o scoppiano e svolazzano senza sosta in ogni direzione possono al massimo provocare delle insignificanti ustioni se toccate con una parte scoperta del corpo.

 

Come si forma?

 

Ci sono solo ipotesi sulla formazione di fulmini globulari. 

PRIMA IPOTESI

 Leonidovic Kapitza, premio nobel per la fisica nel 1978, pensa che l'origine del fenomeno possa ricercarsi nel sistema di onde elettromagnetiche originate dai temporali e stazionanti fra le nubi ed il suolo; dal differenziale fra le maggiori e minori intensità delle onde verrebbe a generarsi una "regione ionizzata" o "regione di plasma", ovvero un'area atmosferica in cui gli elettroni si separano dagli atomi ma continuano ad assorbire l'energia delle onde elettromagnetiche e generano in tal modo il fulmine globulare.

SECONDA IPOTESI

John Abrahamson e James Dinniss pensano invece ad una reazione chimica che nasce dall'impatto di un fulmine al suolo: si formerebbero dei filamenti di microparticelle di silicio e carbonato di silicio, in grado di bruciare a contatto con l'ossigeno ed emettere così l'energia visibile sotto forma di fulmine globulare. Probabilmente, però, le due teorie sono vere solo in parte perché i fulmini globulari si presentano anche in assenza di temporali e con tempo totalmente sereno, tuttavia è molto facile vederli subito dopo un fulmine.

 

Con che cosa non vanno confusi?

 

Non si devono confondere con i "Fuochi di Sant'Elmo", in quanto qui si ha l'effetto corona di una scarica elettrica alla sommità del pennone delle imbarcazioni, con tanto di scoppiettio. 

Non si devono confondere nemmeno con gli "Elfi", cioè effetti cromatici che si formano al di sopra delle nuvole durante i temporali, né con altri fenomeni sempre collegati ai temporali, ma che si manifestano al di sotto delle nuvole: i getti di luce blu e gli spettri di luce rossa.

 

 

 

Data

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Notizia

04.05.2005

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Le luci di Hessdalen

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF, dal free web, dalla NASA

Testimoni: moltissime persone

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   È da tempo immemorabile che nella piccolissima valle norvegese di Hessdalen, sfrecciano nel cielo centinaia di palle di luce, di tutte le dimensioni: possono anche raggiungere i 30 metri di diametro e pulsano come se avessero un organismo interno. 

   A Hessdalen accade un fenomeno simile a quello che avviene in decine di altri luoghi della Terra: sfere di luce di tutti i colori che appaiono all'improvviso, si accendono emettendo potenze luminose fino a 15.000 - 20.000 watt e si spengono, si spostano e si abbassano ma, difficilmente si alzano, si fondono l'un l'altra oppure si sdoppiano, rallentano ed accelerano, scompaiono all'improvviso o si adagiano a terra lasciando, a volte, misteriosi cerchi concentrici.

   E tutto ciò accade a pochi chilometri dall'osservatore. Gli avvistamenti sono continui ma sembra che procedano ad ondate: ne sono state osservate in quantità enormi nel 1981 e nel 1985. Nel corso degli anni, in questa valle si sono addentrati diversi studiosi da tutto il mondo, i quali hanno tentato di monitorare il fenomeno in maniera continuativa, utilizzando tutte le loro conoscenze e le migliori strumentazioni possibili; dall'analisi dei dati raccolti sembra emergere che quasi tutto quanto accada nella vallata sia ascrivibile ai fulmini globulari. 

Le modalità attraverso cui si generano tali fulmini globulari potrebbero essere le seguenti:

1    il terreno deve possedere forti quantità di rame, ferro ( ottimi conduttori ) e quarzo ( generatore di piezoelettricità );

2    in presenza di movimenti della crosta terrestre ( movimenti tettonici ), i quarzi iniziano uno sfregamento che genera  piezoelettricità, liberando così cariche elettriche ed onde elettromagnetiche;

3    queste fonti energetiche creano un vortice di plasma ( gas infuocato o energia autoalimentante ).

 

Purtroppo ci sono ancora tre aspetti misteriosi, che sfuggono alla scienza: 

1    nessuno ha capito come facciano quelle luci ad assumere forme geometriche perfette;

2    quando compaiono i fulmini globulari si rilevano segnali radio a bassa frequenza, che producono vertigini ed allucinazioni in chi si trova nelle vicinanze;  

3    molti testimoni hanno asserito di aver visto, contemporaneamente alle luci, anche alieni o manifestazioni ufologiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fonte della notizia: CUN Ferrara

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUN Ferrara e non collegata alla notizia citata, ricostruzione del fatto, eseguita dal CUN Ferrara con grafica digitale. foto originale del fatto citato, dall'archivio del CUN Ferrara, dal free web, cortese concessione della NASA  (http://www.nasa.gov), Università dell'Arizona, photo courtesy of JSP (Johnson Space Center)

Traduzione: free translation of the original, from American-English into Italian, by CUN Ferrara

Testimoni: X

Commenti, errori o imprecisioni: specifica il titolo e la data di questa notizia

 

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