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Centro ufologico ferrarese |
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Ufo
A FERRARA |
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FENOMENI STRANI |
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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21 ottobre 2010 |
Vigarano Mainarda |
Caduta di filamenti bianchi dal cielo |
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Novembre 2008 |
Bondeno e Vigarano |
Filamenti dal cielo |
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Agosto 2005 |
Sappada (UD) |
Flotta di
Ufo |
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30.11.2003 |
Voghiera |
Pioggia di capelli d'angelo |
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Novembre 2003 |
Bondeno |
Misteriosa nube rossastra |
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Autunno 1992 |
Porto Tolle |
Due sfere arancione |
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Estate 1946 |
Ca' Tiepolo (Porto Tolle) |
Globo
luminoso |
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ARTICOLI |
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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21 ottobre 2010 |
Vigarano Mainarda |
Caduta di filamenti bianchi dal
cielo |
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Fonte
della notizia:
CUN
Ferrara
Provenienza dell'immagine:
foto originali
del fatto citato
Testimoni:
tante persone
Commenti, errori o imprecisioni:
specifica il titolo e la data di questa notizia
Verso
le 16,40 del 21 ottobre 2010, mentre in bicicletta stavo facendo
ritorno a casa dal lavoro, giunto nei pressi dell'ufficio postale di
Vigarano Mainarda, praticamente a pochissimi metri da casa mia, sono "stato investito" da
un gomitolo di almeno tre o quattro centimetri di spessore, che stavano
letteralmente cadendo
dal cielo; quella sostanza, che è risultata poi essere composto da numerosissimi filamenti bianchi,
quasi tutti raggruppati in una forma assai irregolare che aveva uno
spessore apparente di tre o quattro centimetri, non è però
stata per me una novità: ho subito pensato che fosse in atto una pioggia
di Capelli d'Angelo.
Così, sono stato velocissimo e
prima che cadesse a terra ho fatto
in tempo ad afferrare al volo quel primo preziosissimo blocco di
sostanza filamentosa,
trattenendolo fra il palmo della mano e le dita poiché se la forma era
quella descritta, come si può ben osservare nella foto di apertura
dell'articolo, ogni "blocco di filamenti" era dotato di una propria
coda, più o meno lunga; diciamo che i filamenti più corti che
ho poi potuto raccogliere erano di circa un metro mentre i più
lunghi che sono riuscito a fotografare (vedi foto dei filamenti fra
le foglie) superavano abbondantemente i cinque metri.
Dopo
essermi fermato, sono sceso dalla mia bicicletta, l'ho appoggiata sul
cavalletto ed ho iniziato a scrutare il cielo, nella speranza di
assistere per la seconda volta (leggi articolo del 30 novembre 2003, che
corrisponde alle relazione che inoltrai all'associazione ufologica alla
quale ero iscritto in quel periodo) ad un evento inspiegabile: la caduta
dal cielo di misteriosi filamenti. Quello che cercavo di osservare,
assieme alla prova che vi era una pioggia certa di capelli d'angelo, era
la presenza di qualcosa di anomalo, in volo e di passaggio in quei
momenti oppure di qualche cosa di veramente terrestre, come un aviogetto
civile o militare.
Non
notando nulla sul momento, ho provato a concentrarmi ed ho tentato di
ascoltare eventuali rumori insoliti. Purtroppo, non ho visto nulla di
anomalo e nemmeno ho udito alcunché di ufologicamente segnalabile. Di
certo, comunque, qualcosa stava veramente accadendo poiché altri
grappoli di capelli d'angelo stavano fluttuando meravigliosamente
sulla mia testa e moltissimi si fermavano sui rami dei numerosi alberi
della zona mentre altri rimanevano impigliati nei fili di corrente
dell'illuminazione stradale o nelle reti di recinzione o si depositavano
sui tetti delle case.
"Il
destino è strano" pensai tra me e me in quei minuti unici: da più di un
mese avevo in riparazione il nuovissimo telefonino appena acquistato,
dotato di potente apparecchio fotografico e di video ad alta risoluzione
ma quel pomeriggio del 21 novembre disponevo solo del vecchissimo
telefonino messo in disuso da mia moglie due anni fa, nemmeno dotato di
apparecchiatura fotografica VGA.
Così
ho afferrato la bicicletta e di corsa mi sono recato in casa, distante
praticamente una cinquantina di metri. Sono entrato sperando in una cosa
sola: trovare pronto e carico l'apparecchio fotografico Kodak, da
8 milioni di pixel. Avevo questo pensiero poiché l'esperienza mi ha più
volte dimostrato che quando hai improvvisamente bisogno
dell'apparecchiatura digitale spessissimo te la ritrovi con le batterie
scariche. Ma questa volta, fortunatamente, il destino camminava al mio
fianco e la mia macchinetta era lì, nel cassetto, apparentemente pronta
e carica, con tutte le altre quattro pile di riserva pronte per essere
usate. Sapevo di averle ricaricate una quindicina di giorni prima ma
avevo un po' di fiducia. Infatti, al primo tentativo l'apparecchio si è
acceso; ho subito afferrato le pile di riserva e sono corso fuori. Mi
sbagliava sulla reale carica delle batterie ma, comunque, sono stato
decisamente molto fortunato ho potuto subito iniziare a fare la cosa più
utile: filmare più che fotografare.
Ho così potuto effettuare ben tre
interessantissimi filmati di questi misteriosi filamenti biancastri
che stavano scendendo dal cielo ma poi, come sospettavo, ho dovuto
subito sostituire le batterie. Ero comunque felicissimo poiché avevo i
filmati che, allo stato attuale, potrebbero anche risultare come gli
unici e attendibili di questo tipo di
fenomenologia apparentemente di
natura ufologica. Per il momento,
tali filmati
non verranno resi pubblici sulla rete e saranno inviati al CUN nazionale,
nella persona di Alessandro Sacripanti, in attesa che vengano
esaminati e diffusi secondo i tempi e le modalità che verranno decise
dall'apposito comitato scientifico.
Infatti,
noi ufologi del CUN di Ferrara, pur ritenendo probabile che la
fenomenologia possa essere collegata al passaggio
di velivoli sospinti da motori e carburanti più o meno
sperimentali, e quindi che i filamenti possano essere un prodotto
diretto della combustione, siamo
comunque aperti ad ogni ipotesi e riteniamo di fondamentale
importanza il famoso principio latino del "Cum
grano salis" per cui non scartiamo a priori le possibilità
che questi filamenti biancastri, meglio conosciuti come "Capelli
d'Angelo" o "Angel's Hair" possano avere altre risposte.
Ad esempio, potrebbe essere interessante
quella dei filamenti che si dice essere prodotti da alcune specie di
ragni per le loro migrazioni; questi simpatici insetti produrrebbero,
appunto, filamenti biancastri ed appiccicosi per spostarsi "in
volo", utilizzando le tecniche del ballooning e dello sky
flying, cioè del trasporto
attraverso le correnti d'aria. In pratica, nel periodo delle migrazioni,
da ottobre a novembre, essi produrrebbero la sostanza e vi salirebbero
sopra per poi essere facilmente trasportati dal vento verso le mete
assegnate da madre Natura.
La
teoria fa riferimento ad un episodio che sembra essere realmente
accaduto e narrato addirittura da Charles Darwin nel suo
resoconto del viaggio a borgo del brigantino Beagle "The Voyage of the Beagle":
"... nel mattino l'aria era piena di
ragnatele a fiocchi ...
La nave era a sessanta miglia dalla costa ...
Un gran numero di piccoli ragni
... erano attaccati alla
tela. Dovevano essercene, suppongo, a migliaia sulla nave... Il
piccolo aeronauta appena arrivato a bordo era molto attivo ...".
Dunque, come si vede, dal passato
arriverebbe una conferma in tal senso ma noi, di quei piccoli aeronauti
non abbiamo trovata traccia alcuna pur avendo raccolto davvero tanta
sostanza bianca in ben tre occasioni: il 30 novembre 2003 a Voghiera,
tra il 5 e l'8 novembre 2008 tra Vigarano e Bondeno e, infine il 21
ottobre 2010. Nulla di nulla. Tra quei fiocchi biancastri non c'era
alcuna traccia di vita!
Sempre
dal passato abbiamo le esperienze, queste sì davvero ufologiche, dei
fatti accaduti in territorio francese tra il
17 ed il 27 ottobre 1952
ad Oloron-Saint-Marie e di quelli accaduti a Firenze il
27 ottobre 1954.
Ad Oloron si parla di qualcuno che
avrebbe riferito di aver visto un cilindro volante, color grigiastro con
del fumo ad un'estremità che, dopo essersi inclinato leggermente su di
un lato avrebbe lasciato cadere filamenti lanosi ed appiccicosi che si
dissolvevano quasi subito dopo aver toccato il suolo mentre alcune
oggetti vagamente sferoidali avrebbero assistito passivamente al
fenomeno.
A Firenze, invece, i testimoni furono
migliaia di fiorentini e pistoiesi, ovvero il pubblico dell'incontro di
calcio fra la Fiorentina e la Pistoiese che, alle 15,27 precise notò del
tutto incredulo la presenza di numerosi oggetti volanti ad alta quota,
nell'atto di sorvolare lo stadio. Uno di questi si fermò proprio sulla
verticale dello stadio e l'arbitro fu per questo costretto addirittura
ad interrompere la partita. Poi la formazione proseguì il volo e si
spostò in direzione di Fiesole ma subito dopo fece ritorno sullo stadio
lasciando cadere sopra la città un copiosissima pioggia di filamenti
bianchi, del tutto simili a quelli presentati in questa notizia e, al
tempo, definiti come "Bambagia silicea".
Riguardo a questo ultimo avvistamento
fiorentino è interessante sapere che molti spettatori erano dotati di
binocolo e macchina fotografica, che usarono a profusione e descrissero
quegli oggetti volanti tutti di forme diverse: a goccia, a cappello
cinese, a cilindro, ad ali di gabbiano e in tanti altri modi. Comunque,
già da oltre un'ora gli ufo erano sopra la città toscana: le prime
testimonianze li davano sulla verticale del Duomo già alle 14:20
rimanendo nella piena visibilità dei fiorentini per circa un buon quarto
d'ora data anche l'elevata quota a cui si trovavano.
Ora, il nostro compito in questa sede è,
per il momento, quello di riportare una fenomenologia realmente
accaduta, ovvero un'autentica pioggia di capelli d'angelo avvenuta il
pomeriggio del 21 ottobre 2010 a Vigarano Mainarda, in provincia di
Ferrara e protrattasi per almeno tre quarti d'ora davanti agli occhi di
centinaia di persone.
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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29 marzo |
Vigarano Pieve |
Filamenti dal cielo |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
foto originali
del fatto citato, tutte eseguite dal CUF
Testimoni:
due persone
Commenti:
commenta la notizia
Segnalazioni:
segnala un errore o un'imprecisione
specificando il titolo della presente news
A quasi
quattro mesi di distanza,
solo dopo aver pazientemente atteso le lunghe ed approfondite analisi
condotte nel laboratorio scientifico del CUN e curate personalmente dal
dott. Giorgio Pattera, diamo ufficialmente la notizia di questo
fantastico avvenimento accaduto
tra il 5 e l'8 novembre 2008
nella vasta area compresa fra i
Comuni di Vigarano Mainarda e Bondeno e del quale ci siamo imbattuti in
maniera del tutto casuale. Infatti, in quei giorni, essendo gran parte
di noi anche appassionati di archeologia, stavamo conducendo alcune
indagini sulle aree archeologiche di Vigarano Mainarda, Bondeno e
Scortichino in quanto, come ben sanno gli appassionati di cocci,
risultano più proficue nei giorni di pioggia o in quelli immediatamente
successivi poiché l'acqua pulisce, toglie la patina e fa risaltare
meglio fra le zolle qualunque cosa.
Tutto
ha avuto inizio il giorno mercoledì 5
novembre, allorquando il
signor S. Z.,
un nostro iscritto, ha casualmente rinvenuto diversi
filamenti biancastri
che stavano letteralmente
piovendo dal cielo sopra ad alcuni campi di
Bondeno
(FE); la loro lunghezza non
superava i 50 cm ma scendevano dal cielo in maniera decisamente copiosa,
trasportati dalle vigorose folate di vento che in quei giorni stava
martellando, unitamente alla pioggia, la nostra provincia, fermandosi
tra i rami secchi degli alberi e dei cespugli o depositandosi al suolo,
fra le zolle e le erbe rinsecchite. Egli, dopo aver raccolto quanto ha
potuto, giunto a casa ha provveduto subito ad avvisarci telefonicamente
ed insieme abbiamo concordato che il venerdì successivo, giorno di
riunione presso la nostra sede ufologica, avrebbe dovuto portare il
materiale raccolto.
Nel frattempo, a partire dal tardo
pomeriggio di giovedì 6 novembre,
anche noi abbiamo iniziato le nostre ricerche battendo diversi campi
verso Bondeno, attorno all'area segnalata ma abbiamo rinvenuto solo
alcuni filamenti
al suolo
e fra i rami dei cespugli:
erano del tutto simili a quelli segnalatici il giorno prima ma erano
decisamente pochi: praticamente una decina. Il giorno seguente,
venerdì 7 novembre,
abbiamo ripetuto lo sky watch su altri campi bondenesi ma senza alcuna
fortuna così ci siamo adeguati ad accontentarci di quanto raccolto tra
il 5 ed il 6 novembre.
Sabato
8 novembre, anziché eseguire
lo sky watch a Bondeno, verso Scortichino, abbiamo avuto l'intuizione di
spostarci verso Vigarano Pieve, in comune di Vigarano Mainarda, proprio
sulla zona di confine con le terre bondenesi. La fortuna in questo caso
ha giocato un ruolo preponderante poiché avremmo potuto battere
qualsiasi altro campo ma abbiamo puntato solo a quelli lungo i più
importanti corsi d'acqua tra il Cavo
Napoleonico ed il
Poatello,
l'antico Po di Ferrara, ricchi di storia e spesso oggetto di ricerche
archeologiche da parte nostra: infatti, se non avessimo trovato nulla
avremmo comunque seguito una nostra passione. L'intuizione è stata
giusta ma la fortuna decisamente doppia: infatti, fino alle 16.15 circa
non avevamo rinvenuto alcunché ed eravamo anche un po' delusi poiché
sapevamo di avere ancora solo un'oretta di luce a disposizione, dopo di
ché avremmo dovuto far mestamente ritorno a casa. All'improvviso però,
dopo che tenevamo continuamente controllato il cielo ed il suolo,
abbiamo notato quei
filamenti che svolazzavano
praticamente in un'unica direzione, trasportati dalle fortissime folate
di vento che anticipava la pioggia dei giorni seguenti. A questo punto,
per non rischiare di raccontare "un po' di più o un po' di meno"
rispetto a quei momenti, riportiamo il testo dell'e-mail
che abbiamo inviato al CUN il 12 novembre:
"... mentre stavamo facendo indagini storiche, abbiamo notato la
copiosità della caduta ed abbiamo iniziato a raccogliere ciò che abbiamo
potuto: filamenti che andavano dal metro circa ai tre metri circa, assai
elastici ma sottilissimi. Uno di questi, però, che sarà stato grosso
almeno un dito, lungo certamente oltre i cinque metri, ha svolazzato per
parecchio sopra di noi ma non si è mai abbassato per essere preso:
c'erano folate di vento che lo spingevano sempre su e giù poi, oltre a
fare molto freddo, noi eravamo sulla cavedagna (i sentieri ricoperti di
erba, fra un campo e l'altro) mentre la bambagia cadeva in mezzo ai
campi arati e resi fangosi dalla pioggia caduta nei tre giorni
precedenti. Ovviamente, non sappiamo se si tratti veramente di bambagia
silicea ma di certo la sua caduta è avvenuta in maniera simile a quella
del 2003, della quale puoi leggere l'articolo direttamente dalla home
page del nostro sito; in quell'occasione, però, i filamenti erano lunghi
anche venti metri... Posso confermare però che questa non si è ancora
sciolta e nemmeno schiacciata o ritirata: è rimasta nel vasetto così
come l'abbiamo messa fin dalla sera del 9 novembre. Domani mattina la
manderò a Giorgio (Pattera), sotto forma di pacchetto postale e
rimarremo in attesa delle analisi... ".
LE
ANALISI DEL CUN
Ora, finalmente, le analisi le
abbiamo e sappiamo esattamente sia "cosa non sono" che "cosa sono"
questi benedetti filamenti appiccicosi, che se metti a riposo in un
vasetto se ne rimangono inalterati nella forma, nel colore e nell'odore.
Siamo in possesso delle
analisi integrali
condotte da Giorgio Pattera
sui campioni raccolti in quei giorni a
Vigarano Pieve
(FE), Buccinasco
e Parco Nord
(MI), quartiere Lippo di
Calderara di Reno (BO), zona
industriale Forlanini di
Parma, tuttavia sappiamo che
la pioggia di filamenti ha interessato anche diverse altre zone
d'Italia: da Vercelli
ad Assago,
da Corsico
a Pavia
ed a Firenze
mentre la zona di Trento
è stata interessata dall'avvistamento di una "flotillas".
Per accordi precedentemente presi
con Simona Camiolo, segretaria amministrativa del CUN,
abbiamo atteso fino ad ora nel dare la notizia mentre, con lo stesso
Giorgio Pattera abbiamo convenuto di offrire sul nostro sito solo una
sintesi delle analisi complete, così da lasciare al CUN nazionale lo
spazio che gli spetta di diritto.
Nella
relazione scientifica del dott. Giorgio Pattera si sostiene che
non può trattarsi
né di una "produzione
industriale" attribuibile
alle ghiandole serigene di presunti ragni d'alta quota poiché ben
difficilmente si riuscirebbe a produrre una quantità tale da coprire
un'area compresa fra Vercelli, Milano, Bologna e Ferrara né di
bambagia silicea
classica, caduta nel 1952 su Oloron (Francia) e nel 1954 su Firenze:
infatti, le analisi chimiche condotte sulla bambagia portarono alla
conclusione che si trattava di una "sostanza a struttura
macromolecolare, contenente boro, silicio, calcio e magnesio.
Le analisi dei filamenti del 2008
hanno portato a considerare il fenomeno della combustione per cui
l'ipotesi sul che cosa possa essere questa sostanza è circoscritto alle
fibre naturali animali,
coma le lana e la seta. Caduta anche l'ipotesi della lana, specialmente
in seguito all'esame col reattivo di Schweitzer, è rimasta valida la
sola "Ipotesi-seta"
per cui sono state formulate alcune ipotesi; nella prima si suppone che
si sia trattato della caduta al suolo di questa sostanza in seguito al
passaggio confermato di diversi oggetti volanti non identificati; nella
seconda si suggerisce l'idea di un sottoprodotto collegato al fenomeno
delle presunte scie chimiche rilasciate da aeromobili e collegate al
progetto di modificazioni climatiche; nella terza si congettura la
possibilità che si tratti di una sostanza impiegata come supporto di
altre componenti per potenziare ed estendere la riflessione delle onde
elettromagnetiche radio, radar e satellitari.
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Data |
Luogo |
NOTIZIA |
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Agosto 2005 |
Sappada (UD) |
Flotta di Ufo |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
dall'archivio del CUF
Testimoni:
due fidanzati
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Segnalazioni:
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specificando il titolo della presente news
Lo
scorso agosto 2005 due fidanzati di
Ferrara sono stati testimoni, assieme a moltissimi turisti
italiani e stranieri, nonché a tanti diversi abitanti di Sappada
(Udine), dell'avvistamento di una vera e propria
flottiglia
di Ufo. Verso
le 10.45 di mattina essi si trovavano in auto
ed erano diretti verso il centro della famosa località turistica.
Avvicinandosi all'abitato, si sono subito accorti che tante persone
erano scese in strada e stavano osservando un curioso fenomeno
che stava accadendo in cielo, in pieno giorno. Lassù
c'erano tante luci color argento che
si muovevano in maniera lenta ma lineare: provenendo dalle cime di San
Pietro in Cadore, si stavano dirigendo verso Sappada. L'incredibile
spettacolo
è durato per circa un quarto d'ora
dopodiché le luci si sono alzate moltissimo e sono praticamente
diventate dei puntini talmente piccoli che per osservarli sarebbe
servito almeno un binocolo. Molti dei presenti hanno tentato di scattare
fotografie con le fotocamere dei telefonini ma gli UFO erano davvero
troppo alti e piccoli per essere ripresi con nitidezza.
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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30.11.2003 |
Voghiera |
Pioggia di capelli d'angelo |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza delle
immagini:
foto originali del fatto
citato
Testimoni:
tre famiglie
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Segnalazioni:
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specificando il titolo della presente news
Testimonianza diretta
"Il
pomeriggio del 30 novembre 2003, recandomi con la famiglia e gli
suoceri a far visita ai miei genitori a Voghiera
(FE), venni coinvolto in un fatto assai strano. Dopo un'ora circa
dall'arrivo, verso le 16,30 uscii di casa
con l'intenzione di andare a trovare anche mio cognato, che abita lì
vicino.
Mentre stavo attraversando la strada, notai che dal cielo stava scendendo
un'autentica pioggia di finissimi filamenti bianchi, noti come
"Capelli d'angelo". Stavo assistendo ad uno spettacolo
incredibile: quei filamenti planavano lentamente al suolo o si fermavano
fra i rami degli alberi o si intrecciavano nei fili della corrente.
Chiamai
subito tutti fuori ad assistere ciò che stava avvenendo: mia moglie, i
miei genitori, i miei suoceri e mio cognato. Correvamo da ogni parte e
cercavamo di afferrarli al volo prima che toccassero terra e fossero
contaminati col suolo. Poiché non avevamo un metro disponibile,
cominciai a misurarne alcuni di quelli che già si trovavano al suolo,
sull'asfalto o sull'erba. Si andava da quelli
lunghi un passo
circa a quelli
lunghi anche 15 passi:
ovvero circa 15 metri. Ne misurammo diversi sui
dodici passi
ma i miei suoceri ne notarono uno,
impigliato fra i fili della corrente di tre lampioni, che ci apparve
subito il più lungo di tutti: concordammo la lunghezza in circa
20 passi!
Fin dai primi campioni raccolti rimasi colpito da diversi particolari: l'elasticità,
l'inconsistenza, il colore
e l'odore. Infatti la grande elasticità
permetteva di allungarli di oltre un terzo della loro lunghezza senza
che si spezzassero;tuttavia mostravano la loro totale inconsistenza
quando venivano pressati fra le mani: una
trentina di essi producevano una pallina di circa un centimetro di
diametro; sia avvicinandoli al naso che
schiacciandoli non emanavano alcun odore
tuttavia la continua manipolazione produceva un effetto strano legato al
colore: lasciava sulle mani una specie di pattina invisibile ma
assai sporca; infatti, più tardi, lavandomi le
mani con acqua e sapone ebbi modo di verificare ciò.
Dopo questi primi esperimenti,
ne feci un altri più interessante, credo. Presi un accendino e
diedi fuoco all'estremità di un filamento per
osservare sia le modalità di combustione che quelle di emissione di odore
o di fumo. Notai tre cose:
bruciava solo nella parte a diretto
contatto con la fiamma, non c'era alcuna emissione né di odori né di
fumi e non c'era alcun tipo di arrotolamento della parte attaccata dal
fuoco. Ripetei allora la stessa operazione con un capello mio ed uno di
mia moglie: i capelli veri si arrotolavano su loro stessi ed emettevano un
odore acre. Avvertiti alcuni amici dell'accaduto, venni a sapere che un
fenomeno analogo era appena accaduto in una località della provincia di
Rovigo".
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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Novembre '03 |
Bondeno |
Misteriosa nube rossastra |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
ricostruzione del fatto, eseguita con grafica digitale
Testimoni:
una persona
Commenti:
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Segnalazioni:
segnala un errore o un'imprecisione
specificando il titolo della presente news
Alcuni giorni or sono (8 maggio 2006) avviamo ricevuto una e-mail dal
signor M.B., nella quale siamo stati informati di un misterioso fatto
avvistato da Vigarano Pieve, la principale frazione del Comune di
Vigarano Mainarda (FE), una sera di novembre del
2003. Dopo gli ulteriori contatti telefonici, abbiamo ricevuto
una seconda mail con la descrizione esatta del fenomeno di cui egli è
stato testimone assieme alla moglie. Ecco quanto accaduto.
"Come
ogni sera, verso le 22.00, mi stavo recando a fare la solita
passeggiata con il mio cane; appena uscito dal giardino di casa mia (a
Vigarano Pieve ), ho notato una stranissima ed enorme nube rossastra
in direzione di Bondeno (FE). Ho subito avvertito mia moglie che in quel
momento si trovava in casa: uscita sul balcone, ha potuto notare anche lei
quello che vedevo io. La particolarità di questo fenomeno stava nel fatto
che questa nube cambiava in continuazione forma ed
intensità luminosa: un momento sembrava dissolversi per poi
ricomparire ancora. Vorrei precisare che era una serata fresca ed il cielo
sereno. Ho potuto osservare questo fenomeno durante tutta la passeggiata
con il mio cane: circa trenta minuti. Rientrato in
casa sono andato in balcone e quella nube era
ancora lì, con il suo moto pulsante. Mia moglie ed io siamo
rimasti qualche minuto ad osservare questa affascinante quanto strana nube
poi siamo rientrati in casa. Per tutta la durata della mia passeggiata il
mio cane non sembrava particolarmente agitato, non ha mai abbaiato né ha
manifestato alcun segno di nervosismo; l'unica cosa che ho potuto notare
è che ogni tanto, di colpo, si fermava e stava immobile, con le orecchie
dritte, come se sentisse qualche rumore o ... non so cosa. Non ho foto né
disegni né materiale da me raccolto".
Di
questo avvenimento non possiamo, a priori, escludere
nulla di "ufologicamente interessante" poiché si sono
già avute testimonianze simili provenienti da varie parti del mondo e,
spesso, si è anche parlato di oggetti volanti racchiusi tra spessi banchi
di nuvole, le quali si comportavano in maniera stranissima e comunque
assai simile a quella descritta nella testimonianza.
Tuttavia, sapendo
bene com'è strutturata la nostra atmosfera terrestre, dobbiamo fare
alcune considerazioni sulla Mesosfera perché è qui che spesso si
notano "fenomeni strani". La Mesosfera è
quella parte dell'atmosfera terrestre che si
estende dai 55 ai 90 km
di quota; qui la temperatura passa da 25°C a
circa -50°C, con punte
fino a -100°C. Sul suo
limite estremo, prima dell'inizio della Mesopausa,
si assiste a due fenomeni meravigliosi: le aurore
boreali di bassa quota e le nubi di luce o "nubi
nottilucenti". Sono le nuvole che si formano più in alto
in assoluto e sono in
grado di riflettere gli ultimi raggi del sole
dopo il suo tramonto all'orizzonte, ovvero dopo che è già arrivato il
buio pieno. In virtù di tali fenomeni, il limite
estremo della Mesopausa viene ad essere un confine
naturale tra "ALTA e BASSA" atmosfera.
Dunque,
se i testimoni fossero incappati in uno dei fenomeni luminosi generati
all'interno della Mesosfera, avrebbero dovuto osservarlo in una zona molto
alta del cielo e certamente al di sopra della Stratosfera, la quale parte
da una quota di circa 10 km e si estende, appunto, fino ai 50 km circa.
Per avere un riferimento di massima, dobbiamo sapere che gli aerei
commerciali viaggiano a quote comprese fra gli 8 ed i 13 km mentre le
ultime nuvole "classiche", ovvero i cumulo-nembi, si formano attorno ai 10 km di quota.
A
questo punto, poiché abbiamo anche saputo che
l'enorme nuvola rossa non sembrava molto alta ci sentiamo di
escludere tutta la fenomenologia luminosa che può formarsi nella
mesosfera e rimaniamo in attesa di eventuali altre testimonianze che
potranno eventualmente scaturire dalla lettura di questo articolo.
Concludiamo specificando che la foto inserita non è
un originale riferito al fatto accaduto ma è solo una semplice immagine
da noi elaborata con l'ausilio della grafica digitale.
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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Autunno 1992 |
Porto Tolle |
Due sfere arancione |
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Fonte
della notizia:
CUN
Ferrara
Provenienza dell'immagine:
ricostruzione del fatto, eseguita dal CUN Ferrara con grafica digitale
Testimoni:
diverse persone
Commenti, errori o imprecisioni:
specifica il titolo e la data di questa notizia
Il
Comune di Porto Tolle si trova in provincia di Rovigo ma,
praticamente, rispetto alla provincia di
Ferrara è subito al di là del fiume Po e si trova esattamente a pochi chilometri dal Comune di Mesola.
Questo episodio, accaduto nel 1992, vede coinvolto
il marito di una signora ferrarese di nascita ma residente da tempo a Porto Tolle.
Il signor F. E.,
da pochi anni in pensione, è una persona giovanile ed intelligente, assai
preparata e con
diversi interessi culturali; egli risiede in prossimità del centro di Porto Tolle
ed è venuto sia alla conferenza di Corbola che a quella che abbiamo
tenuto in diretta radiofonica a Delta Radio Sound, rimanendone favorevolmente
impressionato tanto che ha deciso di raccontarci tutti gli episodi di cui
è stato testimone, sia da solo che con altre persone. Ce li ha narrati
tutti in
forma scritta, riportando per ognuno una minuziosa relazione ed un preciso
disegno.

Prima di iniziare il racconto di queste esperienza ufologica ci preme
sottolineare che il territorio compreso tra i comuni di Corbola, Taglio
di Po, Porto Tolle e Mesola, da noi ferraresi conosciuto
come quello del "Po di Gnocca"
ed è tra i territori ufologici più noti in Italia e nel mondo
intero. Si
deve infatti sapere che da qui passa famosa linea
ortotenica SOUPO (Southend/fiume Po)
che, partendo dalla cittadina di Southend-on-Sea, alla
periferia di Londra, prosegue in Italia andando letteralmente a tagliare
la Penisola del Po di Gnocca, dopo essere passata fra l'Isola di
Ariano e l'Isola della Donzella. Le linee ortoteniche sono il frutto degli studi ufologici
del defunto ing. Michel Aimé, resi pubblici nel suo libro del '58
"Mystérieux Objets Célestes". Egli ha aperto il fronte
dell'osservazione dei luoghi dove, più di frequente, si assiste al passaggio
dei velivoli extraterrestri ed ha chiamato questo ramo della ricerca
ufologica con la parola greca "ORTHOTENÒS", ovvero "posto
in linea retta".
Ecco
ora il racconto dell'incredibile avvistamento.
È
una sera d'autunno del 1992. La giornata sta già volgendo al
termine. Egli si trova sul balcone di casa ad osservare l'affascinante
fenomeno dell'imbrunire, quel particolare momento del giorno che precede
l'inizio vero e proprio della sera. Guardando
quasi sulla verticale di casa sua nota subito uno stranissimo oggetto che
sta volando tenendo una direzione da sud verso nord. Sembra
sbucato all'improvviso da dietro una nuvola e
mantiene una velocità assai sostenuta, valutata in 400/500 km/h circa.
Percorre un tratto di circa mezzo chilometro è poi viene nascosto da un'altra nuvola.
Il suo volo non è accompagnato da alcun tipo di rumore noto. Il giorno dopo
legge sul quotidiano "Il Gazzettino" la notizia che
diverse altre persone hanno compiuto il suo stesso avvistamento. Ora è
convinto e contento: ha finalmente visto un UFO. Aveva un colore prevalentemente arancione ed
era di forma decisamente insolita:
due grandi sfere di
color arancione vivo collegate da un
grosso tubo dello
stesso colore.
Questo
avvistamento è di un'importanza ufologica
incredibile poiché ricompare in
Italia dopo circa quarant'anni!
Il 17 settembre 1954
infatti, esso era stato osservato, presso l'Aeroporto
Forlanini, da un gruppo di persone che stavano preparando un
collaudo; fra di loro, oltre a diversi tecnici aeronautici, vi erano l'ing. L.N. e il
giornalista M.L., il quale era
anche pilota di aerei.
L'oggetto
comparve all'improvviso dall'oscurità e si presentò come lo si può
osservare nella ricostruzione grafica inserita nella foto allegata. I
testimoni ebbero come l'impressione di trovarsi di fronte ad un pezzo
di ferro incandescente, costituito da un cilindro
arancione terminante con due sfere
arroventate. L'UFO compì prima tutta una serie di manovre al di
fuori della capacità operativa di qualsiasi velivolo poi diede
l'impressione di di avvicinarsi moltissimo al gruppo di persone suddette
e, infine, si allontanò dalla scena ad una velocità
impressionante.
Gli
appassionati colleghi che si occupano dello studio delle diverse tipologie
di UFO sono quindi pregati di tenere in alta considerazione
il suddetto avvistamento e di citarlo collegandolo sempre al precedente
del 1954.
Nella
foto, che ci è stata cortesemente inviata dal carissimo amico
Nicola
Testoni, giornalista del Resto del
Carlino di Rovigo, è visibile la
ricostruzione pittorica eseguita da Walter Molino per la copertina della Domenica
del Corriere del tempo. La
somiglianza tra i due oggetti avvistati nel 1954 e nel 1992 è, a dir
poco, impressionante. |
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Data |
LUOGO |
NOTIZIA |
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Estate 1946 |
Ca' Venier |
Un globo luminoso |
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Fonte della notizia:
Centro ufologico ferrarese
Provenienza dell'immagine:
ricostruzione del fatto, eseguita con grafica digitale
Testimoni:
moltissime persone
Commenti:
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Segnalazioni:
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specificando il titolo della presente news
La località di Ca' Venier si trova nel Comune
di Porto Tolle (RO) e, come si può vedere cliccando sulla cartina
del Caso n° 2 (L'UFO di Porto Tolle), è a
pochissimi chilometri di distanza dal confine con la nostra
provincia. Allorquando
tenemmo una serie di conferenze a Corbola e
Porto Tolle venimmo in contatto con persone che avevano vissuto, nel corso
della loro vita, diverse esperienze di natura ufologica.
Fra
le diverse storie di cui venimmo a conoscenza, c'è questa accaduta al
signor
E. F., una persona giovanile, curioso ed intelligente che è in
pensione da alcuni anni. Ferrarese di nascita, come pure la moglie, si è
trasferito colà tanti anni addietro ed ora è socio
del nostro centro ufologico.
L'osservazione
si è verificata dalla parte dell'argine del Po di Ca' Tiepolo
ma il globo luminoso,
del diametro di circa 80 cm
(grandezza apparente da quella distanza), era fermo sopra la golena del
Po, dalla parte di Ca' Venier. Era di
forma circolare, aveva un
colore giallo
molto luminoso e dava l'impressione di emettere luce
da tutto il bordo esterno, con un fenomeno assai simile alla
scintillazione delle stelle.
Il
singolare fenomeno è avvenuto alla presenza di moltissime persone
che lo hanno potuto osservare per circa 60 minuti,
da una distanza di circa 600-800 m, che è poi la larghezza del fiume Po
in quel punto esatto. Al
giorno d'oggi, purtroppo, nonostante le ricerche effettuate, sembra che
tutte le persone conosciute direttamente dal signor E. F., e testimoni del
fatto, siano ormai scomparse. Egli è il solo che possa ancora raccontare
quella meravigliosa avventura accaduta verso l'imbrunire di una calda sera
d'estate del 1946, in un cielo completamente sgombro da
nubi.
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ANNO |
LUOGO |
NOTIZIA |
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Scheda
dell'avvistamento
Data
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X
Fonte
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Centro
ufologico ferrarese - CUN
Ferrara
Località
- X
Testimoni
- X
Durata
- X
Immagine
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L'immagine
proviene dall'archivio del CUN Ferrara e non
è collegata alla notizia citata
Immagine
- L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita con grafica digitale
Immagine
- Foto originale
del fatto citato
Immagine
-
L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita
dal CUF con grafica digitale
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L'immagine
proviene dall'archivio del CUN Ferrara e non
è collegata alla notizia citata
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- L'immagine proviene dal free web
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