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Centro ufologico ferrarese

Ufo A FERRARA

FENOMENI STRANI

Data

LUOGO

NOTIZIA

21 ottobre 2010 Vigarano Mainarda Caduta di filamenti bianchi dal cielo
Novembre 2008 Bondeno e Vigarano Filamenti dal cielo

Agosto 2005

Sappada (UD)

Flotta di Ufo

30.11.2003

Voghiera

Pioggia di capelli d'angelo 

Novembre 2003

Bondeno

Misteriosa nube rossastra

Autunno 1992

Porto Tolle

Due sfere arancione

Estate 1946

Ca' Tiepolo (Porto Tolle)

Globo luminoso

 

 

ARTICOLI

Data

LUOGO

NOTIZIA

21 ottobre 2010

Vigarano Mainarda

Caduta di filamenti bianchi dal cielo

Fonte della notizia: CUN Ferrara

Provenienza dell'immagine: foto originali del fatto citato

Testimoni: tante persone

Commenti, errori o imprecisioni: specifica il titolo e la data di questa notizia

 

Verso le 16,40 del 21 ottobre 2010, mentre in bicicletta stavo facendo ritorno a casa dal lavoro, giunto nei pressi dell'ufficio postale di Vigarano Mainarda, praticamente a pochissimi metri da casa mia, sono "stato investito" da un gomitolo di almeno tre o quattro centimetri di spessore, che stavano letteralmente cadendo dal cielo; quella sostanza, che è risultata poi essere composto da numerosissimi filamenti bianchi, quasi tutti raggruppati in una forma assai irregolare che aveva uno spessore apparente di tre o quattro centimetri, non è però stata per me una novità: ho subito pensato che fosse in atto una pioggia di Capelli d'Angelo.

Così, sono stato velocissimo e prima che cadesse a terra ho fatto in tempo ad afferrare al volo quel primo preziosissimo blocco di sostanza filamentosa, trattenendolo fra il palmo della mano e le dita poiché se la forma era quella descritta, come si può ben osservare nella foto di apertura dell'articolo, ogni "blocco di filamenti" era dotato di una propria coda, più o meno lunga; diciamo che i filamenti più corti che ho poi potuto raccogliere erano di circa un metro mentre i più lunghi che sono riuscito a fotografare (vedi foto dei filamenti fra le foglie) superavano abbondantemente i cinque metri.

 

Dopo essermi fermato, sono sceso dalla mia bicicletta, l'ho appoggiata sul cavalletto ed ho iniziato a scrutare il cielo, nella speranza di assistere per la seconda volta (leggi articolo del 30 novembre 2003, che corrisponde alle relazione che inoltrai all'associazione ufologica alla quale ero iscritto in quel periodo) ad un evento inspiegabile: la caduta dal cielo di misteriosi filamenti. Quello che cercavo di osservare, assieme alla prova che vi era una pioggia certa di capelli d'angelo, era la presenza di qualcosa di anomalo, in volo e di passaggio in quei momenti oppure di qualche cosa di veramente terrestre, come un aviogetto civile o militare.

 

Non notando nulla sul momento, ho provato a concentrarmi ed ho tentato di ascoltare eventuali rumori insoliti. Purtroppo, non ho visto nulla di anomalo e nemmeno ho udito alcunché di ufologicamente segnalabile. Di certo, comunque, qualcosa stava veramente accadendo poiché altri grappoli di capelli d'angelo stavano fluttuando meravigliosamente sulla mia testa e moltissimi si fermavano sui rami dei numerosi alberi della zona mentre altri rimanevano impigliati nei fili di corrente dell'illuminazione stradale o nelle reti di recinzione o si depositavano sui tetti delle case.

 

"Il destino è strano" pensai tra me e me in quei minuti unici: da più di un mese avevo in riparazione il nuovissimo telefonino appena acquistato, dotato di potente apparecchio fotografico e di video ad alta risoluzione ma quel pomeriggio del 21 novembre disponevo solo del vecchissimo telefonino messo in disuso da mia moglie due anni fa, nemmeno dotato di apparecchiatura fotografica VGA.

 

Così ho afferrato la bicicletta e di corsa mi sono recato in casa, distante praticamente una cinquantina di metri. Sono entrato sperando in una cosa sola: trovare pronto e carico l'apparecchio fotografico Kodak, da 8 milioni di pixel. Avevo questo pensiero poiché l'esperienza mi ha più volte dimostrato che quando hai improvvisamente bisogno dell'apparecchiatura digitale spessissimo te la ritrovi con le batterie scariche. Ma questa volta, fortunatamente, il destino camminava al mio fianco e la mia macchinetta era lì, nel cassetto, apparentemente pronta e carica, con tutte le altre quattro pile di riserva pronte per essere usate. Sapevo di averle ricaricate una quindicina di giorni prima ma avevo un po' di fiducia. Infatti, al primo tentativo l'apparecchio si è acceso; ho subito afferrato le pile di riserva e sono corso fuori. Mi sbagliava sulla reale carica delle batterie ma, comunque, sono stato decisamente molto fortunato ho potuto subito iniziare a fare la cosa più utile: filmare più che fotografare.

 

Ho così potuto effettuare ben tre interessantissimi filmati di questi misteriosi filamenti biancastri che stavano scendendo dal cielo ma poi, come sospettavo, ho dovuto subito sostituire le batterie. Ero comunque felicissimo poiché avevo i filmati che, allo stato attuale, potrebbero anche risultare come gli unici e attendibili di questo tipo di fenomenologia apparentemente di natura ufologica. Per il momento, tali filmati non verranno resi pubblici sulla rete e saranno inviati al CUN nazionale, nella persona di Alessandro Sacripanti, in attesa che vengano esaminati e diffusi secondo i tempi e le modalità che verranno decise dall'apposito comitato scientifico.

 

Infatti, noi ufologi del CUN di Ferrara, pur ritenendo probabile che la fenomenologia possa essere collegata al passaggio di velivoli sospinti da motori e carburanti più o meno sperimentali, e quindi che i filamenti possano essere un prodotto diretto della combustione, siamo comunque aperti ad ogni ipotesi e riteniamo di fondamentale importanza il famoso principio latino del "Cum grano salis" per cui non scartiamo a priori le possibilità che questi filamenti biancastri, meglio conosciuti come "Capelli d'Angelo" o "Angel's Hair" possano avere altre risposte.

Ad esempio, potrebbe essere interessante quella dei filamenti che si dice essere prodotti da alcune specie di ragni per le loro migrazioni; questi simpatici insetti produrrebbero, appunto, filamenti biancastri ed appiccicosi per spostarsi "in volo", utilizzando le tecniche del ballooning e dello sky flying, cioè del trasporto attraverso le correnti d'aria. In pratica, nel periodo delle migrazioni, da ottobre a novembre, essi produrrebbero la sostanza e vi salirebbero sopra per poi essere facilmente trasportati dal vento verso le mete assegnate da madre Natura.

 

La teoria fa riferimento ad un episodio che sembra essere realmente accaduto e narrato addirittura da Charles Darwin nel suo resoconto del viaggio a borgo del brigantino Beagle "The Voyage of the Beagle": "... nel mattino l'aria era piena di ragnatele a fiocchi ... La nave era a sessanta miglia dalla costa ... Un gran numero di piccoli ragni ... erano attaccati alla tela. Dovevano essercene, suppongo, a migliaia sulla nave... Il piccolo aeronauta appena arrivato a bordo era molto attivo ...".

Dunque, come si vede, dal passato arriverebbe una conferma in tal senso ma noi, di quei piccoli aeronauti non abbiamo trovata traccia alcuna pur avendo raccolto davvero tanta sostanza bianca in ben tre occasioni: il 30 novembre 2003 a Voghiera, tra il 5 e l'8 novembre 2008 tra Vigarano e Bondeno e, infine il 21 ottobre 2010. Nulla di nulla. Tra quei fiocchi biancastri non c'era alcuna traccia di vita!

 

Sempre dal passato abbiamo le esperienze, queste sì davvero ufologiche, dei fatti accaduti in territorio francese tra il 17 ed il 27 ottobre 1952 ad Oloron-Saint-Marie e di quelli accaduti a Firenze il 27 ottobre 1954.

Ad Oloron si parla di qualcuno che avrebbe riferito di aver visto un cilindro volante, color grigiastro con del fumo ad un'estremità che, dopo essersi inclinato leggermente su di un lato avrebbe lasciato cadere filamenti lanosi ed appiccicosi che si dissolvevano quasi subito dopo aver toccato il suolo mentre alcune oggetti vagamente sferoidali avrebbero assistito passivamente al fenomeno.

A Firenze, invece, i testimoni furono migliaia di fiorentini e pistoiesi, ovvero il pubblico dell'incontro di calcio fra la Fiorentina e la Pistoiese che, alle 15,27 precise notò del tutto incredulo la presenza di numerosi oggetti volanti ad alta quota, nell'atto di sorvolare lo stadio. Uno di questi si fermò proprio sulla verticale dello stadio e l'arbitro fu per questo costretto addirittura ad interrompere la partita. Poi la formazione proseguì il volo e si spostò in direzione di Fiesole ma subito dopo fece ritorno sullo stadio lasciando cadere sopra la città un copiosissima pioggia di filamenti bianchi, del tutto simili a quelli presentati in questa notizia e, al tempo, definiti come "Bambagia silicea".

Riguardo a questo ultimo avvistamento fiorentino è interessante sapere che molti spettatori erano dotati di binocolo e macchina fotografica, che usarono a profusione e descrissero quegli oggetti volanti tutti di forme diverse: a goccia, a cappello cinese, a cilindro, ad ali di gabbiano e in tanti altri modi. Comunque, già da oltre un'ora gli ufo erano sopra la città toscana: le prime testimonianze li davano sulla verticale del Duomo già alle 14:20 rimanendo nella piena visibilità dei fiorentini per circa un buon quarto d'ora data anche l'elevata quota a cui si trovavano.

Ora, il nostro compito in questa sede è, per il momento, quello di riportare una fenomenologia realmente accaduta, ovvero un'autentica pioggia di capelli d'angelo avvenuta il pomeriggio del 21 ottobre 2010 a Vigarano Mainarda, in provincia di Ferrara e protrattasi per almeno tre quarti d'ora davanti agli occhi di centinaia di persone.

 

 

 

Data

LUOGO

NOTIZIA

29 marzo

Vigarano Pieve

Filamenti dal cielo

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: foto originali del fatto citato, tutte eseguite dal CUF

Testimoni: due persone

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

A quasi quattro mesi di distanza, solo dopo aver pazientemente atteso le lunghe ed approfondite analisi condotte nel laboratorio scientifico del CUN e curate personalmente dal dott. Giorgio Pattera, diamo ufficialmente la notizia di questo fantastico avvenimento accaduto tra il 5 e l'8 novembre 2008 nella vasta area compresa fra i Comuni di Vigarano Mainarda e Bondeno e del quale ci siamo imbattuti in maniera del tutto casuale. Infatti, in quei giorni, essendo gran parte di noi anche appassionati di archeologia, stavamo conducendo alcune indagini sulle aree archeologiche di Vigarano Mainarda, Bondeno e Scortichino in quanto, come ben sanno gli appassionati di cocci, risultano più proficue nei giorni di pioggia o in quelli immediatamente successivi poiché l'acqua pulisce, toglie la patina e fa risaltare meglio fra le zolle qualunque cosa.

Tutto ha avuto inizio il giorno mercoledì 5 novembre, allorquando il signor S. Z., un nostro iscritto, ha casualmente rinvenuto diversi filamenti biancastri che stavano letteralmente piovendo dal cielo sopra ad alcuni campi di Bondeno (FE); la loro lunghezza non superava i 50 cm ma scendevano dal cielo in maniera decisamente copiosa, trasportati dalle vigorose folate di vento che in quei giorni stava martellando, unitamente alla pioggia, la nostra provincia, fermandosi tra i rami secchi degli alberi e dei cespugli o depositandosi al suolo, fra le zolle e le erbe rinsecchite. Egli, dopo aver raccolto quanto ha potuto, giunto a casa ha provveduto subito ad avvisarci telefonicamente ed insieme abbiamo concordato che il venerdì successivo, giorno di riunione presso la nostra sede ufologica, avrebbe dovuto portare il materiale raccolto.

Nel frattempo, a partire dal tardo pomeriggio di giovedì 6 novembre, anche noi abbiamo iniziato le nostre ricerche battendo diversi campi verso Bondeno, attorno all'area segnalata ma abbiamo rinvenuto solo alcuni filamenti al suolo e fra i rami dei cespugli: erano del tutto simili a quelli segnalatici il giorno prima ma erano decisamente pochi: praticamente una decina. Il giorno seguente, venerdì 7 novembre, abbiamo ripetuto lo sky watch su altri campi bondenesi ma senza alcuna fortuna così ci siamo adeguati ad accontentarci di quanto raccolto tra il 5 ed il 6 novembre.

Sabato 8 novembre, anziché eseguire lo sky watch a Bondeno, verso Scortichino, abbiamo avuto l'intuizione di spostarci verso Vigarano Pieve, in comune di Vigarano Mainarda, proprio sulla zona di confine con le terre bondenesi. La fortuna in questo caso ha giocato un ruolo preponderante poiché avremmo potuto battere qualsiasi altro campo ma abbiamo puntato solo a quelli lungo i più importanti corsi d'acqua tra il Cavo Napoleonico ed il Poatello, l'antico Po di Ferrara, ricchi di storia e spesso oggetto di ricerche archeologiche da parte nostra: infatti, se non avessimo trovato nulla avremmo comunque seguito una nostra passione. L'intuizione è stata giusta ma la fortuna decisamente doppia: infatti, fino alle 16.15 circa non avevamo rinvenuto alcunché ed eravamo anche un po' delusi poiché sapevamo di avere ancora solo un'oretta di luce a disposizione, dopo di ché avremmo dovuto far mestamente ritorno a casa. All'improvviso però, dopo che tenevamo continuamente controllato il cielo ed il suolo, abbiamo notato quei filamenti che svolazzavano praticamente in un'unica direzione, trasportati dalle fortissime folate di vento che anticipava la pioggia dei giorni seguenti. A questo punto, per non rischiare di raccontare "un po' di più o un po' di meno" rispetto a quei momenti, riportiamo il testo dell'e-mail che abbiamo inviato al CUN il 12 novembre: "... mentre stavamo facendo indagini storiche, abbiamo notato la copiosità della caduta ed abbiamo iniziato a raccogliere ciò che abbiamo potuto: filamenti che andavano dal metro circa ai tre metri circa, assai elastici ma sottilissimi. Uno di questi, però, che sarà stato grosso almeno un dito, lungo certamente oltre i cinque metri, ha svolazzato per parecchio sopra di noi ma non si è mai abbassato per essere preso: c'erano folate di vento che lo spingevano sempre su e giù poi, oltre a fare molto freddo, noi eravamo sulla cavedagna (i sentieri ricoperti di erba, fra un campo e l'altro) mentre la bambagia cadeva in mezzo ai campi arati e resi fangosi dalla pioggia caduta nei tre giorni precedenti. Ovviamente, non sappiamo se si tratti veramente di bambagia silicea ma di certo la sua caduta è avvenuta in maniera simile a quella del 2003, della quale puoi leggere l'articolo direttamente dalla home page del nostro sito; in quell'occasione, però, i filamenti erano lunghi anche venti metri... Posso confermare però che questa non si è ancora sciolta e nemmeno schiacciata o ritirata: è rimasta nel vasetto così come l'abbiamo messa fin dalla sera del 9 novembre. Domani mattina la manderò a Giorgio (Pattera), sotto forma di pacchetto postale e rimarremo in attesa delle analisi... ".

 

LE ANALISI DEL CUN

Ora, finalmente, le analisi le abbiamo e sappiamo esattamente sia "cosa non sono" che "cosa sono" questi benedetti filamenti appiccicosi, che se metti a riposo in un vasetto se ne rimangono inalterati nella forma, nel colore e nell'odore.

Siamo in possesso delle analisi integrali condotte da Giorgio Pattera sui campioni raccolti in quei giorni a Vigarano Pieve (FE), Buccinasco e Parco Nord (MI), quartiere Lippo di Calderara di Reno (BO), zona industriale Forlanini di Parma, tuttavia sappiamo che la pioggia di filamenti ha interessato anche diverse altre zone d'Italia: da Vercelli ad Assago, da Corsico a Pavia ed a Firenze mentre la zona di Trento è stata interessata dall'avvistamento di una "flotillas".

Per accordi precedentemente presi con Simona Camiolo, segretaria amministrativa del CUN, abbiamo atteso fino ad ora nel dare la notizia mentre, con lo stesso Giorgio Pattera abbiamo convenuto di offrire sul nostro sito solo una sintesi delle analisi complete, così da lasciare al CUN nazionale lo spazio che gli spetta di diritto.

Nella relazione scientifica del dott. Giorgio Pattera si sostiene che non può trattarsi né di una "produzione industriale" attribuibile alle ghiandole serigene di presunti ragni d'alta quota poiché ben difficilmente si riuscirebbe a produrre una quantità tale da coprire un'area compresa fra Vercelli, Milano, Bologna e Ferrara né di bambagia silicea classica, caduta nel 1952 su Oloron (Francia) e nel 1954 su Firenze: infatti, le analisi chimiche condotte sulla bambagia portarono alla conclusione che si trattava di una "sostanza a struttura macromolecolare, contenente boro, silicio, calcio e magnesio.

Le analisi dei filamenti del 2008 hanno portato a considerare il fenomeno della combustione per cui l'ipotesi sul che cosa possa essere questa sostanza è circoscritto alle fibre naturali animali, coma le lana e la seta. Caduta anche l'ipotesi della lana, specialmente in seguito all'esame col reattivo di Schweitzer, è rimasta valida la sola "Ipotesi-seta" per cui sono state formulate alcune ipotesi; nella prima si suppone che si sia trattato della caduta al suolo di questa sostanza in seguito al passaggio confermato di diversi oggetti volanti non identificati; nella seconda si suggerisce l'idea di un sottoprodotto collegato al fenomeno delle presunte scie chimiche rilasciate da aeromobili e collegate al progetto di modificazioni climatiche; nella terza si congettura la possibilità che si tratti di una sostanza impiegata come supporto di altre componenti per potenziare ed estendere la riflessione delle onde elettromagnetiche radio, radar e satellitari.

 

 

 

Data

Luogo

NOTIZIA

Agosto 2005

Sappada (UD)

Flotta di Ufo

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF

Testimoni: due fidanzati

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Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

Lo scorso agosto 2005 due fidanzati di Ferrara sono stati testimoni, assieme a moltissimi turisti italiani e stranieri, nonché a tanti diversi abitanti di Sappada (Udine), dell'avvistamento di una vera e propria flottiglia di Ufo. Verso le 10.45 di mattina essi si trovavano in auto ed erano diretti verso il centro della famosa località turistica. Avvicinandosi all'abitato, si sono subito accorti che tante persone erano scese in strada e stavano osservando un curioso fenomeno che stava accadendo in cielo, in pieno giorno. Lassù c'erano tante luci color argento che si muovevano in maniera lenta ma lineare: provenendo dalle cime di San Pietro in Cadore, si stavano dirigendo verso Sappada. L'incredibile spettacolo è durato per circa un quarto d'ora dopodiché le luci si sono alzate moltissimo e sono praticamente diventate dei puntini talmente piccoli che per osservarli sarebbe servito almeno un binocolo. Molti dei presenti hanno tentato di scattare fotografie con le fotocamere dei telefonini ma gli UFO erano davvero troppo alti e piccoli per essere ripresi con nitidezza.

 

 

Data

LUOGO

NOTIZIA

30.11.2003

Voghiera

Pioggia di capelli d'angelo

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza delle immagini: foto originali del fatto citato

Testimoni: tre famiglie

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Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

  Testimonianza diretta 

 

capelli001.jpg (318449 byte) "Il pomeriggio del 30 novembre 2003, recandomi con la famiglia e gli suoceri a far visita ai miei genitori a Voghiera (FE), venni coinvolto in un fatto assai strano. Dopo un'ora circa dall'arrivo, verso le 16,30 uscii di casa con l'intenzione di andare a trovare anche mio cognato, che abita lì vicino.

 Mentre stavo attraversando la strada, notai che dal cielo stava scendendo un'autentica pioggia di finissimi filamenti bianchi, noti come "Capelli d'angelo". Stavo assistendo ad uno spettacolo incredibile: quei filamenti planavano lentamente al suolo o si fermavano fra i rami degli alberi o si intrecciavano nei fili della corrente.

angelo3_voghiera.JPG (48128 byte)Chiamai subito tutti fuori ad assistere ciò che stava avvenendo: mia moglie, i miei genitori, i miei suoceri e mio cognato. Correvamo da ogni parte e cercavamo di afferrarli al volo prima che toccassero terra e fossero contaminati col suolo. Poiché non avevamo un metro disponibile, cominciai a misurarne alcuni di quelli che già si trovavano al suolo, sull'asfalto o sull'erba. Si andava da quelli lunghi un passo circa a quelli lunghi anche 15 passi: ovvero circa 15 metri. Ne misurammo diversi sui dodici passi ma i miei suoceri ne notarono uno, impigliato fra i fili della corrente di tre lampioni, che ci apparve subito il più lungo di tutti: concordammo la lunghezza in circa 20 passi!

angelo2_voghiera.JPG (177216 byte) Fin dai primi campioni raccolti rimasi colpito da diversi particolari: l'elasticità, l'inconsistenza, il colore e l'odore. Infatti la grande elasticità permetteva di allungarli di oltre un terzo della loro lunghezza senza che si spezzassero;tuttavia mostravano la loro totale inconsistenza quando venivano pressati fra le mani: una trentina di essi producevano una pallina di circa un centimetro di diametro; sia avvicinandoli al naso che schiacciandoli non emanavano alcun odore tuttavia la continua manipolazione produceva un effetto strano legato al colore: lasciava sulle mani una specie di pattina invisibile ma assai sporca; infatti, più tardi, lavandomi le mani con acqua e sapone ebbi modo di verificare ciò.

Dopo questi primi esperimenti, ne feci un altri più interessante, credo. Presi un accendino e diedi fuoco all'estremità di un filamento per osservare sia le modalità di combustione che quelle di emissione di odore o di fumo. Notai tre cose: bruciava solo nella parte a diretto contatto con la fiamma, non c'era alcuna emissione né di odori né di fumi e non c'era alcun tipo di arrotolamento della parte attaccata dal fuoco. Ripetei allora la stessa operazione con un capello mio ed uno di mia moglie: i capelli veri si arrotolavano su loro stessi ed emettevano un odore acre. Avvertiti alcuni amici dell'accaduto, venni a sapere che un fenomeno analogo era appena accaduto in una località della provincia di Rovigo".

 

 

Data

LUOGO

NOTIZIA

Novembre '03

Bondeno

Misteriosa nube rossastra

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, eseguita con grafica digitale

Testimoni: una persona

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Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

 

nuvolerosse.JPG (28134 byte)Alcuni giorni or sono (8 maggio 2006) avviamo ricevuto una e-mail dal signor M.B., nella quale siamo stati informati di un misterioso fatto avvistato da Vigarano Pieve, la principale frazione del Comune di Vigarano Mainarda (FE), una sera di novembre del 2003. Dopo gli ulteriori contatti telefonici, abbiamo ricevuto una seconda mail con la descrizione esatta del fenomeno di cui egli è stato testimone assieme alla moglie. Ecco quanto accaduto.

"Come ogni sera, verso le 22.00, mi stavo recando a fare la solita passeggiata con il mio cane; appena uscito dal giardino di casa mia (a Vigarano Pieve ), ho notato una stranissima ed enorme nube rossastra in direzione di Bondeno (FE). Ho subito avvertito mia moglie che in quel momento si trovava in casa: uscita sul balcone, ha potuto notare anche lei quello che vedevo io. La particolarità di questo fenomeno stava nel fatto che questa nube cambiava in continuazione forma ed intensità luminosa: un momento sembrava dissolversi per poi ricomparire ancora. Vorrei precisare che era una serata fresca ed il cielo sereno. Ho potuto osservare questo fenomeno durante tutta la passeggiata con il mio cane: circa trenta minuti. Rientrato in casa sono andato in balcone e quella nube era ancora lì, con il suo moto pulsante. Mia moglie ed io siamo rimasti qualche minuto ad osservare questa affascinante quanto strana nube poi siamo rientrati in casa. Per tutta la durata della mia passeggiata il mio cane non sembrava particolarmente agitato, non ha mai abbaiato né ha manifestato alcun segno di nervosismo; l'unica cosa che ho potuto notare è che ogni tanto, di colpo, si fermava e stava immobile, con le orecchie dritte, come se sentisse qualche rumore o ... non so cosa. Non ho foto né disegni né materiale da me raccolto".

Di questo avvenimento non possiamo, a priori, escludere nulla di "ufologicamente interessante" poiché si sono già avute testimonianze simili provenienti da varie parti del mondo e, spesso, si è anche parlato di oggetti volanti racchiusi tra spessi banchi di nuvole, le quali si comportavano in maniera stranissima e comunque assai simile a quella descritta nella testimonianza.

Tuttavia, sapendo bene com'è strutturata la nostra atmosfera terrestre, dobbiamo fare alcune considerazioni sulla Mesosfera perché è qui che spesso si notano "fenomeni strani". La Mesosfera è quella parte dell'atmosfera terrestre che si estende dai 55 ai 90 km di quota; qui la temperatura passa da 25°C a circa -50°C, con punte fino a -100°C. Sul suo limite estremo, prima dell'inizio della Mesopausa, si assiste a due fenomeni meravigliosi: le aurore boreali di bassa quota e le nubi di luce o "nubi nottilucenti". Sono le nuvole che si formano più in alto in assoluto e sono in grado di riflettere gli ultimi raggi del sole dopo il suo tramonto all'orizzonte, ovvero dopo che è già arrivato il buio pieno. In virtù di tali fenomeni, il limite estremo della Mesopausa viene ad essere un confine naturale tra "ALTA e BASSA" atmosfera. 

Dunque, se i testimoni fossero incappati in uno dei fenomeni luminosi generati all'interno della Mesosfera, avrebbero dovuto osservarlo in una zona molto alta del cielo e certamente al di sopra della Stratosfera, la quale parte da una quota di circa 10 km e si estende, appunto, fino ai 50 km circa. Per avere un riferimento di massima, dobbiamo sapere che gli aerei commerciali viaggiano a quote comprese fra gli 8 ed i 13 km mentre le ultime nuvole "classiche", ovvero i cumulo-nembi, si formano attorno ai 10 km di quota. 

A questo punto, poiché abbiamo anche saputo che l'enorme nuvola rossa non sembrava molto alta ci sentiamo di escludere tutta la fenomenologia luminosa che può formarsi nella mesosfera e rimaniamo in attesa di eventuali altre testimonianze che potranno eventualmente scaturire dalla lettura di questo articolo. Concludiamo specificando che la foto inserita non è un originale riferito al fatto accaduto ma è solo una semplice immagine da noi elaborata con l'ausilio della grafica digitale.

 

 

Data

LUOGO

NOTIZIA

Autunno 1992

Porto Tolle

Due sfere arancione

Porto_Tolle1.JPG (191356 byte)Fonte della notizia: CUN Ferrara

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, eseguita dal CUN Ferrara con grafica digitale

Testimoni: diverse persone

Commenti, errori o imprecisioni: specifica il titolo e la data di questa notizia

 

 

Il Comune di Porto Tolle si trova in provincia di Rovigo ma, praticamente, rispetto alla provincia di Ferrara è subito al di là del fiume Po e si trova esattamente a pochi chilometri dal Comune di Mesola. Questo episodio, accaduto nel 1992, vede coinvolto il marito di una signora ferrarese di nascita ma residente da tempo a Porto Tolle.

Il signor F. E., da pochi anni in pensione, è una persona giovanile ed intelligente, assai preparata e con diversi interessi culturali; egli risiede in prossimità del centro di Porto Tolle ed è venuto sia alla conferenza di Corbola che a quella che abbiamo tenuto in diretta radiofonica a Delta Radio Sound, rimanendone favorevolmente impressionato tanto che ha deciso di raccontarci tutti gli episodi di cui è stato testimone, sia da solo che con altre persone. Ce li ha narrati tutti in forma scritta, riportando per ognuno una minuziosa relazione ed un preciso disegno.

 

Gnocca2.jpg (237287 byte)Southend.gif (29430 byte) Prima di iniziare il racconto di queste esperienza ufologica ci preme sottolineare che il territorio compreso tra i comuni di Corbola, Taglio di Po, Porto Tolle e Mesola, da noi ferraresi conosciuto come quello del "Po di Gnocca" ed è tra i territori ufologici più noti in Italia e nel mondo intero. Si deve infatti sapere che da qui passa famosa linea ortotenica SOUPO (Southend/fiume Po) che, partendo dalla cittadina di Southend-on-Sea, alla periferia di Londra, prosegue in Italia andando letteralmente a tagliare la Penisola del Po di Gnocca, dopo essere passata fra l'Isola di Ariano e l'Isola della Donzella. Le linee ortoteniche sono il frutto degli studi ufologici del defunto ing. Michel Aimé, resi pubblici nel suo libro del '58 "Mystérieux Objets Célestes". Egli ha aperto il fronte dell'osservazione dei luoghi dove, più di frequente, si assiste al passaggio dei velivoli extraterrestri ed ha chiamato questo ramo della ricerca ufologica con la parola greca "ORTHOTENÒS", ovvero "posto in linea retta". 

 

Ecco ora il racconto dell'incredibile avvistamento.

 

È una sera d'autunno del 1992. La giornata sta già volgendo al termine. Egli si trova sul balcone di casa ad osservare l'affascinante fenomeno dell'imbrunire, quel particolare momento del giorno che precede l'inizio vero e proprio della sera. Guardando quasi sulla verticale di casa sua nota subito uno stranissimo oggetto che sta volando tenendo una direzione da sud verso nord. Sembra sbucato all'improvviso da dietro una nuvola e mantiene una velocità assai sostenuta, valutata in 400/500 km/h circa.

 Percorre un tratto di circa mezzo chilometro è poi viene nascosto da un'altra nuvola. Il suo volo non è accompagnato da alcun tipo di rumore noto. Il giorno dopo legge sul quotidiano "Il Gazzettino" la notizia che diverse altre persone hanno compiuto il suo stesso avvistamento. Ora è convinto e contento: ha finalmente visto un UFO. Aveva un colore prevalentemente arancione ed era di forma decisamente insolita: due grandi sfere di color arancione vivo collegate da un grosso tubo dello stesso colore. Questo avvistamento è di un'importanza ufologica incredibile poiché ricompare in Italia dopo circa quarant'anni

 

Aeroporto_1954.jpg (98071 byte) Il 17 settembre 1954 infatti, esso era stato osservato, presso l'Aeroporto Forlanini, da un gruppo di persone che stavano preparando un collaudo; fra di loro, oltre a diversi tecnici aeronautici, vi erano l'ing. L.N. e il giornalista M.L., il quale era anche pilota di aerei.

  L'oggetto comparve all'improvviso dall'oscurità e si presentò come lo si può osservare nella ricostruzione grafica inserita nella foto allegata. I testimoni ebbero come l'impressione di trovarsi di fronte ad un pezzo di ferro incandescente, costituito da un cilindro arancione terminante con due sfere arroventate. L'UFO compì prima tutta una serie di manovre al di fuori della capacità operativa di qualsiasi velivolo poi diede l'impressione di di avvicinarsi moltissimo al gruppo di persone suddette e, infine, si allontanò dalla scena ad una velocità impressionante.

Gli appassionati colleghi che si occupano dello studio delle diverse tipologie di UFO sono quindi pregati di tenere in alta considerazione il suddetto avvistamento e di citarlo collegandolo sempre al precedente del 1954.

Nella foto, che ci è stata cortesemente inviata dal carissimo amico Nicola Testoni, giornalista del Resto del Carlino di Rovigo, è visibile la ricostruzione pittorica eseguita da Walter Molino per la copertina della Domenica del Corriere del tempo. La somiglianza tra i due oggetti avvistati nel 1954 e nel 1992 è, a dir poco, impressionante.

 

 

 

Data

LUOGO

NOTIZIA

Estate 1946

Ca' Venier

Un globo luminoso

CaVenier_1946.JPG (48199 byte)Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: ricostruzione del fatto, eseguita con grafica digitale

Testimoni: moltissime persone

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 La località di Ca' Venier si trova nel Comune di Porto Tolle (RO) e, come si può vedere cliccando sulla cartina del Caso n° 2 (L'UFO di Porto Tolle), è a pochissimi chilometri di distanza dal confine con la nostra provincia. Allorquando tenemmo una serie di conferenze a Corbola e Porto Tolle venimmo in contatto con persone che avevano vissuto, nel corso della loro vita, diverse esperienze di natura ufologica. 

Fra le diverse storie di cui venimmo a conoscenza, c'è questa accaduta al signor E. F., una persona giovanile, curioso ed intelligente che è in pensione da alcuni anni. Ferrarese di nascita, come pure la moglie, si è trasferito colà tanti anni addietro ed ora è socio del nostro centro ufologico.

L'osservazione si è verificata dalla parte dell'argine del Po di Ca' Tiepolo ma il globo luminoso, del diametro di circa 80 cm (grandezza apparente da quella distanza), era fermo sopra la golena del Po, dalla parte di Ca' Venier. Era di forma circolare, aveva un colore giallo molto luminoso e dava l'impressione di emettere luce da tutto il bordo esterno, con un fenomeno assai simile alla scintillazione delle stelle.

Il singolare fenomeno è avvenuto alla presenza di moltissime persone che lo hanno potuto osservare per circa 60 minuti, da una distanza di circa 600-800 m, che è poi la larghezza del fiume Po in quel punto esatto. Al giorno d'oggi, purtroppo, nonostante le ricerche effettuate, sembra che tutte le persone conosciute direttamente dal signor E. F., e testimoni del fatto, siano ormai scomparse. Egli è il solo che possa ancora raccontare quella meravigliosa avventura accaduta verso l'imbrunire di una calda sera d'estate del 1946, in un cielo completamente sgombro da nubi. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 Scheda dell'avvistamento                                                                                                                                 

 Data                                - X

 Fonte                               - Centro ufologico ferrarese - CUN Ferrara

 Località                            - X

 Testimoni                         - X

 Durata                             - X

 Immagine                        - L'immagine proviene dall'archivio del CUN Ferrara e non è collegata alla notizia citata

 Immagine                        - L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita con grafica digitale

 Immagine                        - Foto originale del fatto citato

 Immagine                        - L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF con grafica digitale

 Immagine                        - L'immagine proviene dall'archivio del CUN Ferrara e non è collegata alla notizia citata

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