Scheda della notizia
Argomenti
trattati
Capitolo 1
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Civiltà aliene
Capitolo 2
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Siamo la civiltà più giovane
Capitolo 3
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La scintilla che crea
Capitolo 4
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La vita da altrove
Capitolo 5
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Cambia il pensiero scientifico
Capitolo 6
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I pianeti extrasolari
Capitolo 7
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Condizioni per lo sviluppo della vita non intelligente
Capitolo 8
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È possibile ch esistano davvero?
Capitolo 9
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La vita sulla Terra
Capitolo 10
-
I dubbi
Capitolo 11
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La speranza
Fra gl'infiniti spazi cosmici della sola
nostra Galassia esistono miliardi di stelle, ovvero miliardi di Soli.
Grazie alle scoperte avvenute in questi ultimi anni, si sa che milioni
di essi hanno un'età almeno doppia di quella del nostro Sole e diversi
possiedono anche un proprio sistema planetario.
Cap. 1 -
Civiltà aliene
In virtù di ciò, possiamo ritenere possibile che in molte parti della Via Lattea si siano
sviluppate delle civiltà aliene: un'ipotesi affascinante ma
ancora difficile da dimostrare. Poiché, allo
stato attuale delle conoscenze scientifiche, essa è però abbastanza credibile
nella sua impostazione di fondo, ci dà il destro per affermare che
se tali civiltà extraterrestri
dovessero veramente esistere, dovrebbero necessariamente o essere
a noi coeve o essersi semplicemente
sviluppate prima di noi.
Se fosse vera la
prima ipotesi, esse potrebbero
anche aver raggiunto un livello tecnologico inferiore o simile o leggermente superiore al nostro ma se
fosse vera la seconda ipotesi
esse potrebbero anche aver raggiunto un livello enormemente superiore al
nostro; ovvero, ai nostri occhi, essi potrebbero esseri visti come dei "fratelli
cosmici" superiori o uguali o inferiori a noi.
Cap. 2 -
Siamo la civiltà più giovane
Poiché il nostro Sistema Solare si è formato in questi ultimi cinque miliardi di anni, mentre la
Via Lattea è venuta a
formarsi circa dieci miliardi di anni fa e la formazione dell'Universo è
partita verosimilmente quindici miliardi di anni or sono,
possiamo ritenere la nostra
civiltà la più giovane che esista nel Cosmo.
Quindi, se si
fossero formate altre civiltà aliene potrebbero solo essere o coeve
o più vecchie della nostra. E se fosse vera questa
seconda ipotesi, ci sarebbero molte possibilità che il loro
livello tecnologico fosse enormemente superiore al nostro,
vista la velocità con la quale, una volta raggiunta una conoscenza
scientifica, si approda ad un livello superiore.
A giustificazione di tale affermazione, basti riflettere
sul fatto che in questo ultimo secolo la nostra
società terrestre è passata da un'economia prettamente agricola e
manuale ad una economia totalmente industrializzata e robotizzata
mentre, mentre nel solo ultimo decennio
l'introduzione di massa di Internet e delle fibre ottiche ha reso
altamente tecnologica l'intera struttura della società, veicolando
l'informazione su scala mondiale in tempo assolutamente reale.
Cap. 3 -
La scintilla che crea
Da tempo sappiamo che la meccanica
quantistica è riuscita a dimostrare che "il vuoto", così come lo intendiamo nella fisica quotidiana,
non esiste ma
c'è una energia
in continua fluttuazione, capace
di generare particelle elementari di materia se viene sottoposto ad
un'azione di una qualche intensissima fonte di energia. Ovvero,
date certe condizioni, nel vuoto sarebbero possibile far scaturire la
scintilla in grado di "creare" materia.
Cap. 4 -
La vita da altrove
L'astronomo statunitense Edward Harrison ha
ritenuto possibile che la vita
intelligente sul nostro pianeta possa essere stata
dovuta all'opera abbastanza consapevole
di "esseri intelligenti" provenienti da un
altro pianeta.
Un'ipotesi affascinante che, se collegata a quanto
accadde in Antartide nel
1984, lascia
credere possibile che la vita sia arrivata sulla Terra provenendo da
altrove. Qui, infatti, venne rinvenuto un
meteorite proveniente da Marte,
il quale trasportava al suo interno dei microrganismi fossili lunghi da 20 a 100 milionesimi di millimetro,
nati e cresciuti lassù fra le stelle, in un ambiente non certo
accogliente così come lo intendiamo sulla Terra.
A tal proposito, è utile sapere che alcuni
scienziati dell'università australiana del Queensland
hanno dimostrato che in appena
20 milionesimi di millimetro è contenuto
tutto quanto serve alla Natura per far nascere la vita: DNA,
ribosomi, lipidi, enzimi e tutto il resto.
E che dire delle dichiarazioni rilasciate da
Edgard
Mitchell, astronauta dell'Apollo 14, che risuonano come
musica nelle nostre orecchie (Focus Extra,
n°4/2001): «... una buona percentuale degli
avvistamenti di Ufo, dal 1947 ad oggi, penso riguardi velivoli
provenienti dallo spazio...».
Ma egli va anche oltre, spalancando le porte ai veri
cavalli di battaglia dell'ufologia, cioè gli
Ufo, gli
Uso e le
basi aliene sulla Terra:
«... Credo che sulla Terra agisca un'aviazione
aliena, con mezzi molto superiori a quelli di qualsiasi nazione
...».
Cap. 5 -
Cambia il pensiero scientifico
Era il 6 ottobre
1995 quando accadde qualcosa di fondamentale per la storia del
pensiero scientifico e filosofico. Quel giorno, nel corso di un convegno
svoltosi a Firenze, gli
astronomi svizzeri Michel Mayor e Didier Queloz, in servizio presso
l'osservatorio di Ginevra, annunciarono che lassù, attorno alla
stella 51 Pegasi, ad una
distanza di soli cinquanta anni luce dalla
Terra, stava orbitando un
pianeta con una massa superiore di
centocinquanta volte quella terrestre. La stupenda scoperta poté
essere compiuta grazie al metodo di indagine delle lievi perturbazioni
che accompagnano i moti orbitali dei pianeti attorno ad una stella.
Cap. 6 -
I pianeti extrasolari
Oggi, grazie a quella scoperta e alla conseguente nuova
metodologia di osservazione, si annoverano ben
altri 208 pianeti extrasolari.
Inoltre, sappiamo che essi si formano in maniera
assolutamente naturale, pressoché
concomitante alla formazione della stella.
Ovviamente, data la relativa vicinanza e l'illuminazione
diretta che ne ricevono dal Sole, ad occhio nudo
riusciamo a vedere i pianeti del nostro Sistema Solare. Però, se
ci mettessimo ad osservare il cielo stellato
oltre il nostro Sistema Solare,
anche utilizzando un potente telescopio amatoriale non riusciremmo a
vedere quei pianeti orbitanti attorno alle stelle ferme sulla volta
celeste (che sarebbe poi meglio chiamare "Soli").
A questo punto, potendo,
si potrebbe tentare
l'esperimento opposto, così da cercare di verificare questa
ipotesi. Spostandoci sul più vicino Sistema Solare
(Alpha Centauri), posto a circa 4,3 anni luce, e guardando verso il
nostro Sistema Solare, che cosa si vedrebbe? Vedremmo semplicemente un
puntino luminoso, cioè il nostro Sole, il quale soverchierebbe
con la sua luminosità quella riflessa da tutti i suoi pianeti.
Cap. 7 -
Condizioni per lo sviluppo
della vita non intelligente
Diversi
scienziati (vedi le teorie espresse da Exell, Miller o Urey), in
seguito a precise sperimentazioni, si sono convinti che
la vita possa svilupparsi ovunque nell'Universo,
in maniera del tutto naturale, a patto che quel pianeta
soddisfi tre condizioni:
1-
avere le giuste condizioni
(densità ben precisa dell'atmosfera, una certa inclinazione dell'asse
terrestre ed una distanza della stella contenuta entro certi limiti);
2-
aver concluso la propria
evoluzione geologica (durata di tempo sufficiente ovvero un'età
minima di tre miliardi di anni);
3-
avere disponibili al 100% tutte
quelle sostanze chimiche elementari normalmente presenti
nell'Universo.
Cap. 8 -
È possibile che esistano davvero?
Ma è veramente
sostenibile l'idea che lassù, fra le più
remote regioni cosmiche,
possa esistere una qualche forma di vita intelligente?
Se lo chiesero, nell'estate del 1970, un
gruppo di scienziati riunitisi presso la
NASA (National Aeronautics and Space
Administration). Essi andarono anche oltre, chiedendosi anche
in quali zone del Cosmo
avessero dovuto condurre le loro ricerche e come si sarebbe poi potuto
risolvere il problema
della comunicazione fra
civiltà. Al termine del loro simposio, essi
se ne vennero fuori con le seguenti ipotesi:
1- lassù, fra le stelle, "potrebbero
esistere milioni di civiltà molto più avanzate della nostra";
2-
alcune civiltà aliene potrebbe essere, già da molto tempo, alla ricerca di un modo per comunicare con noi;
3- la vita ha inizio non
appena le condizioni divengono favorevoli e quindi,
nel rispetto delle variabili
suddette, si passa automaticamente dall'inerte
al vivente, ovvero dalla materia alla vita.
Ma se fosse vera questa ipotesi, cioè che la vita emerge
non appena vengono a crearsi le condizioni idonee minime (Teoria
dell'origine chimica) viene a prendere piede il
ragionamento che propone l'ufologia:
la cosa più normale
nell'Universo è la vita.
Cap. 9 -
Vita sulla Terra
Come abbiamo già visto, il nostro
Universo ha un'età che si aggira all'incirca sui 15 miliardi di
anni, la nostra Galassia si è formata circa
10 miliardi di anni fa mentre il nostro Sistema
Solare è venuto a formarsi all'incirca 5 miliardi di anni
addietro.
Dalle indagini geologiche sappiamo che durante i
primi 500-600 milioni di anni
quaggiù è stato un inferno allo stato puro. Poi, all'improvviso,
nelle profondità oceaniche
apparvero le prime forme viventi. Sappiamo che prima che ciò
accedesse, la Terra venne letteralmente bombardata
da sciami meteorici che, forse,
contribuirono a creare il completamento di quelle condizioni minime
necessarie suddette. Tuttavia, prima che quelle
elementari forme di vita si trasformassero
in qualcosa di pluricellulare un po' più complesso e in grado di
trasferirsi sulla terraferma,
dovettero trascorrere la
bellezza di circa 3,5 miliardi di anni.
Riguardo alla morfologia terrestre, si sa che
250 milioni di anni or sono gli attuali
continenti erano riuniti nell'immensa distesa detta Pangea, la
quale era circondata interamente dalla massa acquatica detta Panthalassa. Nel giro di 50 milioni di anni
la Pangea si divise nella Laurasia e nella Gondwana e
subito fecero la loro comparsa i dinosauri, che dominarono il pianeta
per oltre 160 milioni di anni. Infine, sappiamo che circa
150 milioni di anni fa apparvero sulla
Terra i Mammiferi ma per trovare la prima traccia di ominidi
dobbiamo considerare solo gli ultimi 5 milioni
di anni.
Se sapessimo veramente come è nata la vita nelle
profondità marine e come da organismi unicellulari si sia sviluppato
l'essere umano, faremmo volentieri nostre le parole di Carl Sagan:« Ecco di che cosa sono capaci gli atomi di
idrogeno, purché abbiano a disposizione 15 miliardi di anni di
evoluzione cosmica».
Cap. 10 -
I dubbi
Giunti a questo punto della riflessione, tenuto conto del
nostro livello scientifico e tecnologico, possiamo anche ipotizzare che
esistano milioni di forme viventi su altri pianeti ma
non siamo poi in grado di
individuare i limiti entro i quali esse potrebbero essersi sviluppate:
dai microrganismi unicellulari a quelli pluricellulari, dalla vita
vegetale a quella animale per arrivare fino alle forme di vita
intelligente.
E anche nel caso che si fosse sviluppato l'ultimo
livello, quello della vita intelligente, diventerebbe arduo anche il
pensare a quale livello tecnologico potessero poi trovarsi.
E arduo sarebbe pure sostenere l'incontro di due civiltà
( che in questo caso dovrebbero essere circa coeve ) poiché avendo
l'unico esempio della nostra civiltà non sappiamo quanto tempo possa
durare una qualsiasi civiltà una volta raggiunto il livello tecnologico
più alto.
Cap. 11 -
La eperanza
In mezzo a tanti dubbi rimane comunque una grande
speranza, indirettamente lanciata nelle sue linee generali dal famoso "Gruppo
NASA 1970" suddetto. Essi hanno terminato i loro lavori con la
certezza che poiché il ritmo di crescita di una
galassia è di circa dieci Soli all'anno
è verosimile credere che nel Cosmo esistano milioni di civiltà
extraterrestri.
Infatti, se è vero che i pianeti sono pressoché coevi dei
loro Soli, abbiamo la bellezza di ben
10 Sistemi Solari "Cash
and Carry" completi ogni
anno, per ognuna dei miliardi di Galassie che compongono questo
infinito Universo. Si tratta, dunque, di una notizia meravigliosa che ci
trasmette la speranza di avere una moltitudine di
fratelli cosmici superiori.
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