Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

Home
Su

Centro ufologico ferrarese

Ufo IN Italia

BASI ALIENE

 

Data

ARGOMENTO

NOTIZIA

02.01.2007 Nascondigli alieni Basi aliene in Italia?
04.01.2007 Nascondigli alieni Base aliena ad Aviano?
04.01.2007 Nascondigli alieni Base aliena nel Musinè?
09.02.2007 Nascondigli alieni Base aliena a Pescara?
Da inserire Nascondigli alieni Base aliena alla Gorgona?
Da inserire Nascondigli alieni Basi aliene minori?

 

 

ARTICOLI

Data

ARGOMENTO

NOTIZIA

02.01.2007

Nascondigli alieni

Basi aliene in Italia?

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF e dal free web

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

Presentazione

 

Perché mai, fra gli infiniti mondi celesti dispersi in questo immenso Cosmo, gli alieni dovrebbero essere venuti proprio quaggiù sulla Terra e, per di più, addirittura in Italia, a mettere su casa?

 

L'ufologia è un atto di fede? 

 

   Detta così la cosa fa certamente un po' ridere ma solo che si voglia riflettere un po' di più sul punto di vista ufficiale della scienza mondiale, riguardo al fatto che la nostra amatissima Terra rappresenta (dal loro punto di vista) forse l'unico esperimento ottimamente riuscito della Natura per far sviluppare vita intelligente, la cosa diviene assai più ingarbugliata.

La stragrande maggioranza degli astronomi è però scettica riguardo la possibilità che possano esistere altre civiltà ed ha la presunzione che l'uomo sia solo nell'Universo. Essi, anche guardando al nostro passato, affermano di non aver trovato artefatti che si possano riferire ad una possibile colonizzazione da parte di un'ipotetica civiltà aliena. E poiché non trovano tuttora nemmeno tracce chimiche o fisiche evidenti concludono altezzosamente che mancano le prove concrete per dire che non siamo soli. In questa triste ottica essi concludono i loro ragionamenti dichiarando che l'ufologia è un puro atto di fede.

 

 Un avvistamento incredibile  

 

Questo può anche essere vero per chi non ha mai avuto la ventura di vedere muoversi qualcosa di strano lassù, nel cielo diurno o in quello notturno ma per chi, invece, come me e mia moglie (astronave di Vigarano Mainarda) è stato testimone di vista, a sole poche centinaia di metri, di una tecnologia enormemente superiore a qualsiasi altra esistente a tutt'oggi, le cose stanne in maniera assai diversa e mai nessuno ci convincerà che loro non esistono e non possono essere qui.

Lassù, quell'ultimo sabato sera di settembre del 1986, abbiamo visto distintamente una astronave aliena immobile sul mobilificio Dondi di Vigarano Mainarda. Eravamo in due ad osservare quelle migliaia di tonnellate di metallo che se ne stavano sospese nel vuoto, senza emettere il benché minimo sibilo, ad una quota di soli 200 o 300 metri. Ed abbiamo anche visto bene che dietro alle grandi finestre semiovali vi erano degli esseri altissimi, che si stavano muovendo con spostamenti simili alla nostra camminata e alla nostra corsa mentre qualche altro, anziché guardare in giù e godersi il paesaggio notturno, osservava i compagni di volo in quegli strani comportamenti.

Dopo tanti anni, ripensando al fatto in generale e a questo comportamento in particolare, viene anche da pensare che quella astronave aliene avesse benissimo potuto fosse in avaria. Infatti, dopo alcuni minuti ha iniziato a girarsi orizzontalmente e dopo essersi posizionata sul corridoio di volo probabilmente più corretto, si è illuminata tutta quanta, di miliardi di puntini brillanti e in soli cinque secondi ha portato la sua velocità dallo zero assoluto a migliaia e migliaia di km orari poiché l'abbiamo vista diventare piccolissima fino a sparire. Tutto quanto sopra descritto è avvenuto nel più totale silenzio.

Poiché dopo circa un'ora abbiamo avuto l'incredibile fortuna di rivedere la stessa astronave a circa una trentina di chilometri di distanza dal luogo del primo avvistamento e all'incirca alla stessa quota, nuovamente immobile sulla campagna silenziosa di Altedo (BO), riteniamo che la "Teoria delle basi aliene", sotterranee e sottomarine, in Italia come su tutta la Terra, non sia così campata in aria e faccia davvero molto meno ridere di quanto non si possa credere!

 

   Mondi possibili  

 

Considerando il fatto che il nostro Sistema Solare, avendo un'età di circa 5 miliardi di anni è, di fatto, giovanissimo e nella sola nostra Galassia esso si trova circondato da milioni di stelle che hanno un'età doppia e quindi è possibile che noi siamo la civiltà più giovane, o una delle più giovani in mezzo a tante altre più vecchia della nostra e, perciò, assai più evolute.

Se ci perdessimo a riflettere sul principio dell'unicità delle coincidenze, osservandolo solo ed esclusivamente dal punto di vista dei detrattori della diffusione della vita nell'Universo, a prima vista sembrerebbe quasi un paradosso credere il contrario. Tuttavia, lo stesso criterio di partenza, dell'apparente unicità delle coincidenze, consente di teorizzare un ragionamento esattamente opposto: affinché si formi quella precisa sommatoria di condizioni tali da generare la nascita e lo sviluppo della vita intelligente, si deve onestamente ammettere che la Natura abbia compiuto e continui a compiere esperimenti su esperimenti.

In tal modo sarebbe veramente dimostrato che esiste un destino superiore che si deve compiere e vi è un fine ultimo a cui tutto tende poiché il modello prospettato è di ordine semplicemente matematico: ovvero, esiste la probabilità statistica che lo sviluppo della vita in forma intelligente sia semplicemente uno dei tanti casi fra gl'infiniti esperimenti tentati dalla Natura.

 

   Un evento naturale  

 

In tale ottica, noi siamo dunque uno dei tanti mondi abitabili poiché l'evento che ha determinato la nascita e lo sviluppo di vita intelligente sulla Terra non è né unico né irripetibile ma solo uno dei tanti esperimenti naturali ottimamente riusciti. Per noi, dunque, la vita nell'Universo esiste in quanto essa è semplicemente un evento naturale e non eccezionale.

La scienza ufficiale non ha però questa certezza e segue altre strade, così mentre i biologi vanno alla ricerca di forme di vita batterica sui pianeti extrasolari, gli astronomi si dedicano alla ricerca di pianeti extrasolari che presentino forme di vita almeno batteriche. Naturalmente, questi ultimi vanno anche alla ricerca di un segnale intelligente proveniente dagli spazi più profondi ma ciò sarà per noi argomento di un prossimo editoriale.

Si va, dunque, ricercando una forma di vita estremamente semplice, come quella rappresentata dai batteri estremofili che sono in grado di resistere, di svilupparsi e di riprodursi in assoluta normalità, pur in condizioni di vita proibitive per noi umani, quali: il buio assoluto, il caldo ed il freddo estremi o la pressione spropositata. Studiando queste forme viventi si è scoperto che lo spazio necessario per la vita è davvero ridottissimo: in soli 20 milionesimi di millimetro c'è racchiuso tutto il necessario per la vita e la riproduzione (DNA, enzimi, lipidi, ecc.); ma si è anche scoperto che gli aminoacidi, o "mattoni della vita", formano le proteine solo legandosi nel giusto ordine, che non si sa quanto sia casuale e nemmeno fino a che punto sia legato al sistema di istruzioni ma che, di fatto, determina la presenza di strutture ordinate le quali, seppur disposte alla rinfusa, sono in grado di combinarsi fra loro nel modo più giusto.

Un'altra scoperta importante è stata quella che la vita potrebbe anche svilupparsi sul silicio, in quanto e stato dimostrato che si possono generare reazioni simili a quelle organiche su catene di silicio in ammoniaca liquida ma l'ammoniaca pura che si trova allo stato liquido è compresa fra "meno 33° e meno 78°" e ciò crea, inevitabilmente un enorme vantaggio per la vita sul carbonio il quale, tra l'altro, può formare un numero di composti decisamente superiore. 

 

 Basi aliene  

 

In questa ricerca però, i biologi sono forse meno lontani da noi rispetto agli astronomi in quanto coltivano la segreta speranza che l'Evoluzione sia un processo universale e non un evento unico, irripetibile e casuale. E se noi, ora, dovessimo attribuire anche il 50% di ragione alla Scienza, ovvero che la Terra rappresenti un esperimento biologico ottimamente riuscito, viene da sé credere che la cosa più naturale per gli altri milioni di civiltà aliene sparse per le infinite Galassie celesti sia, avendo i mezzi tecnologici e le condizioni biologiche adatte, venire a vedere la nostra evoluzione, stabilendosi evidentemente in un qualche punto del pianeta, ben lontani da occhi indiscreti, così da poter operare con il minimo di disturbo all'interno delle cosiddette "basi aliene" sotterranee o sottomarine.

Infine, poiché l'Evoluzione ha la caratteristica di essere universale, viene a rappresentare tout-court anche il passato di questi essere appartenenti ad altre civiltà cosmiche, cioè un Passato inteso come un "tempo impossibile da rivedere altrimenti", che è indipendente dal grado di civiltà e si può solo osservare andando direttamente su di un pianeta che ha un grado di civiltà inferiore, ovvero una civiltà più avanzata non potrebbero rivedere il proprio passato se rimanesse sul proprio pianeta in quanto la fisica quotidiana ci insegna che il tempo ... ha una sola freccia.

Ammesso che questo ragionamento sia possibile, essi ci osserverebbero direttamente sulla Terra ed avrebbero così la possibilità unica di riflettere meglio, in tempo reale, su tutti i nostri progressi e, forse, di capire anche qualcosa di più di loro stessi, del loro passatoi e di questo misterioso e meraviglioso Universo.

 

 

Data

ARGOMENTO

NOTIZIA

04.01.2007

Nascondigli alieni

Base aliena ad Aviano?

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF e dal free web

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

Presentazione

 

Se la "Teoria delle basi aliene", in Italia come su tutta la Terra, non è così campata in aria e fa davvero molto meno ridere di quanto non si possa credere, è pur vero che dimostrare in quale luogo del patrio suolo se ne possa trovare una è impresa pressoché impossibile. Stando alle informazioni finora raccolte dai vari ricercatori sembra che, in base a testimonianze varie e ripetute, l'Italia possa avere una nutrita serie di presunte basi extraterrestri, equamente divise tra basi sotterranee e base subacquee.

La nostra carrellata ha inizio con quella che è ritenuta dalla comunità ufologica italiana "la base aliena per eccellenza: Aviano. Questa località si trova in provincia di Pordenone, nel Friuli e, da tempo, vi opera una base militare dell'U. S. Air Force accanto alla quale ve n'è, però, una più piccola della nostra aeronautica militare.

 

Gli investigatori  

 

Qui, nel corso degli anni, si sono succeduti episodi tali da far pensare che nelle vicinanze vi potesse essere qualcosa di misterioso. Così quasi tutti i migliori ufologi italiani si sono interessati all'argomento e alcuni fra loro (Alfredo Lissoni, Edgardo Russo e Antonio Chiumento) lo hanno anche affrontato in maniera approfondita. Essi, analizzandolo da diversi punti di vista, sono riusciti a mettere in evidenza fatti davvero inquietanti che, al di là di ogni ragionevole dubbio, dimostrano l'esistenza di qualcosa di misterioso che ha a che fare con la realtà extraterrestre.

Il loro lavoro è risultato così interessante che lo stesso servizio pubblico della RAI ha prodotto un articolo specifico e lo ha messo in rete il 13 luglio 2003 ( http://www.rai.it/news ) mentre noi, in questo articolo, ci limitiamo a condensare i fatti più importanti scaturiti dalla ricerca dei suddetti investigatori e visionabili ai seguenti indirizzi: http://www.ufo.it e http://www.edicolaweb.net .

 

  Fatti denunciati dai militari  

 

Nel 1977 il colonnello J. R., della base Nato di Aviano, avrebbe dichiarato in un'intervista pubblicata su di una rivista ufologica americana che un Ufo avrebbe sorvolato la base di Aviano il giorno 1 luglio 1977, facendo così scattare tutti gli allarmi attivi in quel momento.

Nel 1978 un alto graduato della base NATO di Aviano, da tempo in pensione, avrebbe confermato ad investigatori del CUN di Lodi di essere stato testimone di vista di una luce notturna sulla cittadina di Aviano.

 

 Fatti accaduti alla popolazione  

 

Il 10 maggio 1995, alle ore 11.13, tutta la zona venne investita da un boato di portata inaudita, che durò meno di un secondo ma provocò una marea di danni ai vetri delle finestre, agli allarmi elettronici delle case e delle auto e ... all'ordine pubblico; infatti, quel boato di origine sconosciuta, provocò un'enorme ondata di panico che costrinse le autorità locali ad organizzare un intervento di massa sulla pubblica sicurezza e sui servizi sanitari di base. Ovviamente i centralini delle due basi militari furono sommersi dalle chiamate di chiarimento e di protesta ma le risposte ottenute negarono coinvolgimenti militari ad ogni livello.

I dati raccolti dall'Osservatorio geosismico locale dimostrarono che si era trattato di rumore di IV grado della Scala Mercalli che, però, calando in maniera repentina, portò ad escludere sia la causa naturale (scossa sismica) che la causa artificiale (bomba) perché questi rumori hanno un decadimento sonoro assai più lento. Domenico Targhetta, direttore dell'osservatorio, dichiarò che l'epicentro (fonte dell'onda) proveniva dal cielo alto posto sulla verticale di Aviano e quindi ci si doveva rivolgere agli americani per avere una qualche spiegazione.

Il 16 maggio 1995, dopo soli sei giorni, la cosa ebbe a ripetersi tale e quale sui cieli della vicinissima Sacile così la vicenda prese una piega decisamente "politica", grazie al deputato della lega Nord, Edouard Ballaman, che presentò un'interrogazione parlamentare ai Ministri dei Trasporti e della Difesa. Occorre sottolineare che in quel tempo l'ONU stava bombardando i cieli della Bosnia e la base di Aviano era il luogo principale da cui partivano le incursioni. Il prof. Antonio Chiumento, intervenendo sulla vicenda, sostenne che la storia dei boati avrebbe potuto essere il frutto di una serie di vicende che legavano i fatti in Bosnia, l'attività militare americana e la presenza degli Ufo.

 

 Nasce la leggenda della base segreta  

 

A questo punto intervenne nella vicenda il giornalista inglese Robert Irving, il quale scrisse un articolo per una rivista di settore che destò un certo stupore. E per prendere appunti "on site", egli si era andato a mescolare fra la gente solita a monitorare quotidianamente la base, con l'intento chiaro di raccogliere testimonianze e voci.

Quel gesto e quell'articolo furono però determinanti per gettare le basi della leggenda di una base sotterranea segreta che ospiterebbe velivoli di forma discoidale. Irving allegò a quell'articolo una foto mostrante una parte della sagoma di un velivolo chiaramente assimilabile ad un disco volante, con tanto di cupola. Ne scaturì immediatamente un piccolo pandemonio fra i vertici militari locali coinvolti, tale da far tornare il giornalista sui suoi passi e negare pubblicamente la veridicità dell'immagine che venne definita "un fotomontaggio".

Purtroppo, la frittata era già stata fatta ed aveva creato una bella base aliena con tanto di disco volante all'interno di un hangar militare. Questo l'antefatto della leggenda di Aviano nella quale, però, come ogni leggenda che si rispetti, qualche cosa di misterioso certamente contiene. Vediamo cos'altro cela.

Facendo riferimento ad alcune riviste aeronautiche del periodo, si seppe che in zona erano possibili bang supersonici attribuibili al modello di velivolo "Aurora", un aereo sperimentale segretissimo del tipo "Experimental" o anche "X plane", che si nasconderebbe sotto la sigla "SM 11" (Nella foto a lato è visibile il disegno del velivolo "Aurora 3", ultimissima evoluzione 2006 dell'aereo segnalato dalle riviste suddette), in grado di raggiungere i 10 Mach.

x-43A.jpg (5349 byte) Un suo coevo, l'aereo ipersonico "X-43 A", senza pilota, facente parte del "Programma "IPER-X" della NASA e progettato per sperimentare motori scramjet, a propulsione supersonica, lungo 3,65 m e pesante circa 1.300 kg, nella versione A può raggiungere la velocità Mach 10 (circa 11.000 km/h) e può volare fino a 30 km di altezza. È stato testato il 16 novembre 2004 ed ha effettivamente raggiunto, per il tempo brevissimo di una decina di secondi, Mach 9,6 ma per fare ciò ha avuto bisogno di essere lanciato da un altro aereo, tipo il B-52 e, purtroppo, non ha ancora raggiunto la perfezione in quanto l'altra faccia della medaglia è che si può utilizzare una volta sola.

 

Il caso "Stealth F 117"  

 

A settembre del 1995 scoppiò il caso "Stealth F117", ovvero le autorità americane chiesero ufficialmente al governo italiano di poter dispiegare gli F 117 Stealth, più noti come "aerei invisibili", nella base militare di Aviano, con la motivazione ufficiale di poter aumentare la pressione aerea sulla Bosnia. Questa giustificata richiesta (dipende dai punti di vista) provocò, in realtà, un crisi diplomatica fra i due alleati.

Il nostro Governo, attraverso Susanna Agnelli, allora Ministro degli esteri, negò ufficialmente l'autorizzazione così, dopo alcuni giorni, il Governo USA si vide costretto a presentare il ritiro della richiesta.

Il 17 dicembre si alzò però un nuovo polverone ad opera di un articolo firmato da Francesco Dal Mas e apparso sul quotidiano "Avvenire", in cui si sostenne che questi aerei invisibili si trovavano già nella base militare di Aviano in quanto ben tre di essi erano stati visti da numerose persone che li avevano addirittura scambiati per Ufo a causa della loro forma triangolare ed del loro classico colore nero opaco. Naturalmente dovette intervenire ancora una volta il nostro governo che, tramite il Ministro della Difesa Corcione smentì ufficialmente la diceria dell'articolista.

 

"Ali su Aviano 1996"  

 

Così, di notizia in notizia, l'alone misterioso continuò a dispiegarsi sempre più attorno alla base militare suddetta e raggiunse certamente il suo apice in seguito al racconto di uno dei migliori ricercatori italiani, il prof. Alfredo Lissoni che, sul periodico bimestrale del Centro ufologico nazionale " UFO Notiziario , Nuova Serie, n° 2, Giugno 1999", narrò di un fatto inquietante accaduto il 7 luglio 1996, in occasione della manifestazione aerea denominata "Ali su Aviano".

Nell'articolo si ricordava di quando la sezione milanese del CUN ricevette un pacchetto postale anonimo, contenente una videocassetta etichettata "Ali su Aviano 1996", della durata di circa un'ora e mezza. Subito dopo averla visionata, tutti i membri del CUN presenti rimasero a bocca aperta in quanto notarono distintamente un UFO nell'atto di incrociare un aereo militare.

 

   La videocassetta  

 

Si deve infatti sapere che la nostra Aeronautica militare, ogni anno, organizza ad Aviano una manifestazione aerea, denominata "Ali su Aviano". Essa viene ripresa da una troupe televisiva dell'Arma la quale, poi, provvede a commercializzarne il prodotto finale su supporto VHS.

Quell'anno venne regolarmente prodotta la VHS ma non fu poi commercializzata. Perché? Si dice che fossero intervenuti agenti della nostra Difesa che provvidero a sequestrarla. Per fortuna, però, che qualcuno riuscì ad averne una copia e, forse, fu quella stessa persona che provvide ad inviarne una copia alla suddetta sezione milanese del CUN.

Tuttavia, Lissoni rivela che in seguito a successive indagini si riuscì ad individuare una seconda videocassetta, in possesso di un ex militare di alto grado che era stato in servizio ad Aviano. Quest'ultimo poi, dopo aver visionato il filmato ebbe a dichiarare agli inquirenti del CUN che:«... l'oggetto non è nulla di conosciuto, né un aereo né un uccello... è un vero Ufo...».

Anche l'inquirente Giuseppe Monticelli, ufologo lodigiano del CUN, che ebbe modo di visionare il filmato e di compiere un'approfondita indagine tecnica sulla pellicola, ripulita da ogni tipo di disturbo ed ingrandita nei dettagli più significativi dal punto di vista ufologico, facendo largo uso delle tecnologie di digitalizzazione, ebbe a dichiarare che: «... si vede un ovoide scuro che viaggia ad incredibile velocità e che, in meno di un secondo, effettua una curva ad angolo acuto e sfreccia nella direzione opposta all'aereo solitario».

 

L'Ufo nel filmato dell'Aeronautica Militare Italiana  

 

Un secondo particolare assai interessante contenuto nella suddetta VHS si trovava subito all'inizio del filmato, che si apriva con le immagini della base militare di Aviano e riportava la data 7 luglio 1996. Seguivano poi le immagini della presentazione ufficiale eseguita dal Colonnello Jerry Rolwes, che era quello stesso ufficiale che solo pochi mesi prima aveva dichiarato alla stampa che "ad Aviano si custodivano cose meravigliose".

Ma che cosa si vede concretamente in questa famosa videocassetta? Si vede la pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori che puntano prima verso il cielo e poi iniziano a disegnare la figura acrobatica detta "Bomba", in quanto gli aerei salgono insieme in verticale e poi ognuno prende una direzione diversa simulando, appunto, lo scoppio di una bomba. Ed è proprio in quel momento, quando l'aereo "solitario" guidato dal capo-pattuglia si abbassa di quota per andare ad incrociare la figura creata dai suoi colleghi, che arriva un Ufo rassomigliante ad un puntino nero, compie dapprima una manovra a V poi si avvicina all'aereo del comandante e quindi scompare in coda allo stesso.

Dopo aver ingrandito i vari fotogrammi si apprese che l'Ufo era a forma di disco color scuro. Per essere ulteriormente certi che quel puntino fosse veramente qualcosa di "non terrestre", il filmato fu fatto analizzare da un tecnico della RAI, in uno studio televisivo altamente specializzato, il quale ebbe a dire che "... lassù, quel giorno, c'era qualcosa di assolutamente non convenzionale".

 

La RAI si interessa della vicenda  

 

Il 13 luglio 2003 fu nientemeno che la RAI ad interessarsi della base militare di Aviano, mettendo in rete, sul proprio sito, un articolo decisamente inquietante per la maggioranza delle persone; in esso si parlava espressamente della possibilità che in zona possano esistessero addirittura due basi aliene, situate nelle vicinanze della base militare e neanche tanto distanti fra loro.

L'articolo prese spunto da una dichiarazione rilasciata dal prof. Antonio Chiumento, docente di matematica, il quale ebbe a dichiarare che nelle vicinanze della base militare di Aviano esisterebbero ben due basi aliene, non distanti fra loro e situate nella fascia pedemontana di Pordenone.

A giustificazione delle sue affermazioni, il professore aggiunse di essere in possesso di fotografie che ritrarrebbero gli extraterrestri, appartenenti alla razza dei Grigi, scattate nel 2003, addirittura all'interno della loro astronave, da un operaio trentenne residente a Pordenone, sul quale venne però steso il velo dell'anonimato. Questa persona, avrebbe anche visitato molte volte le due basi sotterranee suddette, scattando moltissime fotografie i cui negativi, analizzati da un ingegnere fotografico, sarebbero risultati autentici.

 

 

Data

ARGOMENTO

NOTIZIA

04.01.2007

Nascondigli alieni

Base aliena sul Musiné?

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF e dal free web

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

Prefazione 

 

Proviamo anche noi ad indagare in chiave ufologica l'alone di mistero che da anni ha avvolto il monte Musinè, situato ad una quindicina di chilometri da Torino, lungo la strada che porta alla Val di Susa. Questa montagna dalla forma vagamente piramidale è, in realtà, una grande collina poco più alta di mille metri.

È dai tempi di Roma imperiale che questo monte continua a fare il pieno di storie e di leggende e fra di esse vi è anche quella assai curiosa che narra la leggenda della famosissima frase, "In hoc signo vinces", che Costantino ebbe sotto forma di visione proprio alle sue pendici.

 

La vegetazione sul Monte Musinè  

 

Sulle sue pendici scarseggia la vegetazione poiché, nel corso dei secoli, la sua roccia è "letteralmente uscita dalla terra", come hanno ben chiarito i responsabili dell'Ordine dei geologi del Piemonte. Ma, ovviamente, c'è anche chi non la pensa così e crede che, in un lontano passato, questo "asinello" (Musinè significa, appunto, "asinello" in dialetto piemontese della zona) fosse un vulcano attivo e quindi le sue pendici sarebbero ricoperte di uno spesso strato di lava che, a sua volta, sarebbe stato ricoperto, nel corso dei secoli, da un piccolo strato di terra, tale da permettere solo la crescita di una vegetazione cespugliosa o di basso fusto.

I geologi suddetti sono più propensi a credere che la vegetazione non cresca semplicemente perché non è possibile ottenere risultati di crescita ... sulla roccia. A tal proposito risulta curiosa e difficile da comprendere l'iniziativa della Forestale del Piemonte di tentare un'opera di rimboschimento di fronte alla chiara dichiarazione dei geologi piemontesi: infatti, tutte le piantine messe a dimora sarebbero morte.

 

La caverna misteriosa  

 

Oltre alle visioni mitologiche, si crede anche che sotto la sua superficie esista un'importante grotta all'interno della quale si sarebbero praticate, in un lontano passato, riti magici da parte di personaggi che si ritenevano portatori di segreti ancestrali e pratiche magiche che si sarebbero meglio espletate al riparo di queste spesse mura naturali.

Naturalmente non la pensano così i responsabili dell'Ordine dei geologi suddetti i quali hanno dichiarato che il monte non presenta alcuna cavità interna e nessuna "porta segreta" dalla quale, eventualmente, penetrare.

 

Le luci e l'acqua  

 

I sostenitori della teoria del vulcano ritengono che stia ancora continuando la produzione di gas naturale il quale, come si sa, può essere determinante per la produzione di fuochi fatui: ovvero delle fiammelle che si accendono principalmente in terreni paludosi ma anche in superficie con screpolature che consentono la fuoriuscita di gas naturali dal terreno. Gli stessi notano poi che in tutta la zona vi è l'assoluta mancanza di una qualsivoglia sorgente di acqua.

I geologi credono, invece, che la storia del vulcano sia una leggenda vera e propria mentre ritengono che sia possibile la presenza residuale di piccoli depositi di gas naturale e fanno notare che, trattandosi di roccia emersa, difficilmente vi è la possibilità che possano esistere tracce di sorgenti sotterranee.

 

   Spettri e fulmini globulari  

 

Provate un po' a pensare: la forma della montagna è piramidale, la sua superficie non permette la crescita di vegetazione di alto fusto, non v'è traccia di acqua, scendono coltri nebbiose fra le gole delle pendici, si vedono le fiammelle accese dai gas naturali che, spesso, sono scambiate per fulmini globulari... a questo punto, se dovesse apparire un'ombra sarebbe certamente quella di un'anima spettrale.

I geologi credono invece che se qualcuno dovesse vedere una figura spettrale questo fenomeno sarebbe da attribuire all'effetto di Broken, consistente in una fonte luminosa alle spalle di una persona la quale ha di fronte una coltre nebbiosa: l'effetto è quello di un'ombra enigmatica che si staglia dinnanzi e presenta dimensioni allungate.

Per quanto riguarda, invece, i fulmini globulari, si tratta di un fenomeno fisico (il fulmine) che viene intrappolato per qualche secondo in due campi magnetici: uno verticale e l'altro orizzontale, che si intrecciano fra loro.

Sul numero 74 di Focus (Dicembre 1988) è stata spiegata la formazione di queste palle di fuoco magnetiche, chiamate "fulmini globulari", grazie alle sperimentazioni del prof. Antonio Ranada, dell'Università di Madrid. Ogni fulmine produce un campo magnetico che va ad avvolgere la striscia di luce (fatta di gas ionizzati, cioè plasma incandescente) con una serie di anelli orizzontali; quando, però, vengono ad incrociarsi due di queste situazioni, e la seconda si pone in maniera perpendicolare alla prima, il plasma rimane imprigionato all'interno, creando l'illusione di una sfera di luce che si sposta attraversando ogni cosa e si spegne, cioè scompare, solo quando il tutto si raffredda e vengono meno le condizioni che lo tenevano "in vita".

 

I graffiti  

 

 Di sicuro, con tutte queste situazioni di contorno, il Musinè si è creato una bella nomea nella quale entra anche, a pieno diritto, il dubbio che gli alieni vi abbiano messo lo zampino. Vediamo perché. Lungo uno dei suoi versanti è stata individuata una stele, a mo' di obelisco, sulla quale sono stati rinvenuti dei graffiti che rappresentano indubbiamente una scena assai stilizzata: 3 individui, una forma a disco volante, sospesa sulle loro teste, un sole, un oggetto in lontananza e due aviogetti fermi a terra.

Alcune persone hanno interpretato la scena in chiave ufologica e l'hanno assimilata ad una battaglia aerea "ante litteram", che avrebbe visto coinvolti esseri provenienti da altrove. Oppure potrebbe essere una battaglia condotta da oggetti volanti venuti da altrove ma i due disegni assimilabili ad aviogetti sarebbero semplicemente delle persone decedute durante l'attacco. Ovviamente, la scienza ufficiale legge una scena diversa: si tratterebbe di un sacrificio umano al Dio Sole.

In un'altra parte del Musinè, su di una pietra è stata rinvenuta una scena di caccia nella quale vi si vede un uomo nell'atto di scagliare una freccia verso due animali mentre un terzo animale giace sdraiato a terra. Secondo alcune indiscrezioni però, entrambe le scene sarebbero opera di burloni ed ascrivibili agli anni '70.

 

Gli alieni  

 

Con una serie così impressionante di situazioni misteriose, il Musinè è stato visitato da una moltitudine di persone che, durante i loro sopralluoghi hanno anche rinvenuto, neanche a farlo apposta, delle misteriose pietre bruciacchiate, che si trovavano a terra, vicino a zone a loro volta bruciacchiate.

Ciò ha contribuito ad accrescere la credenza che la zona fosse frequentata dagli extraterrestri, i quali avrebbero poi trovato riparo nelle viscere della montagna, in una introvabile grotta. Qui, però è bastata la spiegazione dei contadini locali che chiamano quelle pietre le "Pere dal tron", cioè le "Pere del Tuono", in quanto create dai fulmini che si scaricano a terra.

Purtroppo per noi ufologi, alla fine di tutto questo discorso del Musinè come base aliena rimane ben poco in quanto gli avvistamenti ufologici che avverrebbero in zona sarebbero, come qualità e quantità, gli stessi che avvengono con regolarità in ogni altro luogo d'Italia ma che qui, in virtù dell'alone di mistero che circonda la zona, assumono un valore aggiunto.

 

 

Data

ARGOMENTO

NOTIZIA

09.02.2007

Nascondigli alieni

Base aliena a Pescara?

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Commenti: commenta la notizia

Segnalazioni: segnala un errore o un'imprecisione specificando il titolo della presente news

 

Premessa  

 

La maggior parte delle notizie sulla leggenda della base aliena di Pescara sono state tratte da un articolo del dott. Roberto Pinotti, presidente del Centro ufologico nazionale, apparso sul n° 65 di UFO Notiziario (Anno XL, n° 65, Nuova Serie, Ottobre/Novembre 2006), dal titolo: "Italia 1956: contattismo di massa occulto".

In tale articolo Pinotti fa riferimento ad importanti pubblicazioni sull'argomento e precisamente al libro di Tullio Bosco "Accadeva a Pescara", a quello dell'architetto Timothy Good "Base Terra" e all'ultimissima pubblicazione  dell'ing. Stefano Breccia "Contattismo di massa".

Quest'ultimo libro, nella sua stesura primigenia, è opera delle ricerche e delle conoscenze del compianto Bruno Sammaciccia, un'importante e facoltosa persona nativa di Ancona ma vissuta in Abruzzo, attorno a cui hanno gravitato nella massima discrezione molti protagonisti e padri fondatori della scena ufologica italiana.

 

Bruno Ghibaudi  

 

La leggenda della presunta base aliena di Pescara ha inizio nell'anno 1961 ed è intimamente legata alla figura del giornalista italiano Bruno Ghibaudi che, a quel tempo, conduceva un programma televisino sulla RAI dal titolo "Modelli volanti". Nel mese di aprile del 1961 egli ebbe a dichiarare pubblicamente di aver fotografato diversi oggetti volanti, dalla forma insoliti, sulla costa pescarese, nei pressi di Montesilvano. Tali foto, però, forse furono eseguite dal compianto Giancarlo de Carlo.

Queste dichiarazioni furono, per il giornalista, il punto di arrivo di una lunga inchiesta, condotta per conto della RAI, che lo condusse ad intervistare quei moltissimi italiani che, in quegli anni, ebbero il coraggio di dichiarare di aver assistito a fatti di natura ufologica, che spaziavano dagli oggetti volanti ai loro occupanti.

Nel gennaio 1963 il settimanale "Le Ore" diede spazio ad un'intervista a Ghibaudi, nella quale egli fece conoscere al grande pubblico una vicenda sconcertante ed incredibile: gli extraterrestri erano fa noi. In tale intervista egli raccontò di essere stato invitato ad un incontro con gente dello spazio ovvero "esseri infiltrati e operanti fra noi, in collegamento con cittadini italiani responsabili di un organismo logistico di supporto a tali visitatori, non troppo dissimili da noi".

Durante tale contatto, i visitatori da altri mondi alternarono forme di telepatia e di comunicazione psichica a colloqui verbali in varie lingue compresa, ovviamente, la lingua italiana. Purtroppo, le sue dichiarazioni incisero in maniera devastante con la sua carriera di giornalista poiché "la realtà italiana del tempo non tollerava scossoni di sorta" e Ghibaudi venne prima dirottato dagli avvenimenti verso la presidenza della Società Italiana per la Protezione degli Animali quindi decise di ritirarsi nella propria privacy.

 

Descrizione degli alieni secondo Ghibaudi  

 

Secondo Ghibaudi, l'uomo sarebbe "il frutto biologico del meticciamento di vari ceppi di antichi colonizzatori extraterrestri della Terra" che verrebbero periodicamente a farci visita, mostrandosi "benevoli e desiderosi di aiutarci" in quanto enormemente avanzati rispetto a noi, sia sul piano tecnologico che su quello morale. Tuttavia, non sarebbe loro consentito di interferire più di tanto nella nostra evoluzione in quanto noi non saremmo ancora pronti (N.d.R. - in quel lontano 1963, evidentemente) ad un incontro di massa.

Questi fratelli da altrove avrebbero avuto un aspetto esteriore non troppo dissimile dal nostro che, tra l'altro, sarebbe la "realtà più diffusa e dominante nel Cosmo". I loro organi interni presenterebbero, invece, molte differenze poiché vi sarebbe stato un necessario adattamento agli ambienti planetari diversi visitati che avrebbero generato modifiche funzionali.

 

L'associazione "AMICIZIA"  

 

Gran parte delle notizie riferite da Ghibaudi provenivano dall'ambiente più ristretto che gravitava attorno al movimento denominato " Amicizia ", descritto con dovizia di particolari nel III capitolo del libro "Contattismo di Massa" del suddetto ing. Stefano Breccia e nel quale confluirono, in maniera decisamente elitaria, rappresentanti di diverse categorie sociali.

"Amicizia" era un'associazione che si era sviluppata quasi contemporaneamente in diverse zone della Terra che andavano dall'Europa alla Siberia e dall'Argentina all'Australia ma era così segreta che in molti ritenevano ai limiti della realtà e dubitavano che esistesse veramente. Per l'Italia, il movimento avrebbe iniziato i suoi primi passi nel 1965, girando attorno alla figura del suddetto Bruno Sammaciccia, una persona assai influente negli ambienti religiosi, dalla personalità coinvolgente e trascinatrice, che introdusse alle tesi dell'associazione non solo il Ghibaudi ma anche il ben più noto Console italiano Alberto Perego, vero punto di riferimento nazionale per la nascente ufologia italica.

Gli scopi di "Amicizia" erano assai semplici: i membri dell'associazione avrebbero dovuto impegnarsi nel fare da quinta colonna alle teste di ponte dei presunti fratelli cosmici, insediatisi già da tempo sul nostro pianeta. Le idee di "Amicizia" giravano attorno al concetto che un gruppo di alieni avrebbero avuto il compito di monitorare lo svolgimento della nostra evoluzione ma senza interferire direttamente con la nostra civiltà.

 

Gli alieni italici  

 

In pratica, tra i membri dell'associazione "Amicizia" si narravano le vicende di un gruppo di alieni, di aspetto umano, chiamati " W 56 ", un acronimo di fantasia semplicemente riferito all'espressione "Evviva il 1956", cioè l'anno ufficialmente ritenuto dai più come quello del "contatto". Essi sarebbero stati dei "turisti spazio-temporali", con un'organizzazione di tipo gerarchico ma democratica, che si sarebbero insediati molto tempo addietro sulla Terra e, specificatamente per l'Italia, si sarebbero inseriti in diversi strati sociali.

Per le loro attività quotidiane, essi si servivano di cloni umanoidi creati in serie, ovvero "robot biologici", impiegati sia nei prelevamenti di campioni che nella guida delle sonde aliene per monitorare dall'alto le attività umane.

Osserva argutamente Pinotti che, a tal proposito, questi esseri biologici robotizzati potrebbero essere i famosi "serventi dei Nordici" intravisti" dal Colonello Philip Corso e quindi assimilabili ai ben più famosi "GRIGI". Lo steso Pinotti poi ipotizza che queste sonde aliene abbiano potuto essere i famosi "Foo-fighters", avvistati nel dicembre del 1944 dai piloti militari durante la seconda Guerra Mondiale, che avrebbero forse avuto il compito di registrare gli avvenimenti di quel tempo.

Essi, poi, potrebbero anche essere stati i veri protagonisti della famosa "Battaglia di Los Angeles" (California), avvenuta il 25 febbraio 1942 ed assunta a simbolo del nostro Centro Ufologico Ferrarese e, come tale, trasferita sulla tessera gratuita di iscrizione.

Al giorno d'oggi, poi, queste sonde aliene potrebbero essere le famose "Balls of Light" (BOLs) o "Sfere di luce" che vengono segnalate sia al di sopra delle formazioni di agroglifi, nei campi coltivati a grano e ad altre colture, e in certe località come Sassalbo, Caronia e Hessdalen. Ma, come in ogni storia di spie, i nostri "W 56" non potevano condurre un'esistenza del tutto tranquilla poiché avrebbero avuto come fieri oppositori un altro gruppo di alieni , anch'essi di aspetto umano e organizzati in maniera piramidale, definiti sempre dalla precedente italica fantasia con il termine di "CTR", un acronimo riferito alla parola "ConTraRi".

 

La leggenda della base aliena di Pescara  

 

Secondo alcune idee circolanti fra i simpatizzanti di "AMICIZIA", il presunto gruppo di alieni "W 56" avrebbe poi artificiosamente creato un'imponente struttura sotterranea lungo la costa adriatica, nei pressi di Pescara, che si sarebbe sviluppata addirittura per centinaia di chilometri attraverso una galleria alta alcune centinaia di metri.

Ovviamente, tutte le numerose vie di accesso a tale struttura sarebbero state precluse alle umane possibilità, in quanto strutturate sotto forma di "portali spazio-temporali" che avrebbero consentito l'accesso esclusivamente attraverso la tecnica della smaterializzazione-materializzazione di astronavi e relativi occupanti. Se essi, poi, avessero dovuto rientrare sul loro pianeta, avrebbero potuto servirsi della "tecnica dell'incidente mortale" che contemplava la possibilità di sparire senza fra ritrovare il corpo.

Per coloro, invece, che avessero optato di rimanere definitivamente sulla Terra, vi sarebbe stata la possibilità di completare l'umanizzazione creandosi addirittura una famiglia con una donna terrestre, essendo quella razza aliena biologicamente compatibile con la nostra. L'inquietante quadro sin qui descritto si sarebbe potuto ultimare con la generazione di prole che, a questo punto, essendo stata di natura "aliena-terrestre", aprirebbe una possibile giustificazione alla fantastica "Teoria delle abductions" o dei rapimenti di terrestri da parte di alieni.

 

La fine di tutto  

 

Gli affiliati all'associazione "AMICIZIA" avrebbero, dunque, avuto l'altissimo onore di essere stati i "prescelti" e quindi i privilegiati. In tale veste, stando alle dichiarazione del console Perego, alcuni affiliati avrebbero addirittura avuto l'altissimo onore di guidare un velivolo alieno e di fotografarne non solo gli interni ma anche i visi ed i corpi dei piloti extraterrestri.

Questa leggenda così bella e fantasiosa termina, però, in maniera non adeguata ai contenuti sviluppati. Infatti, si narra che, col trascorrere del tempo, da una parte vi fosse stato un aumento dell'influenza dei "CTR", che sarebbe diventata la razza dominante e, dall'altro lato sarebbero state deluse le aspettative dei nostri amici superiori rispetto alle disponibilità offerte dagli affiliati ad "Amicizia". Per la concomitanza delle due vicende, si sarebbe innescata una crisi poi sfociata nello smantellamento della base aliena di Pescara, sfociato nel grande flap avvenuto in Adriatico sul finire del 1978.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANNO

LUOGO

NOTIZIA

x

x

x

 Scheda dell'avvistamento                                                                                                                                 

 Data                                - X

 Fonte                               - Centro ufologico ferrarese - CUN Ferrara

 Località                            - X

 Testimoni                         - X

 Durata                             - X

 Immagine                        - L'immagine proviene dall'archivio del CUN Ferrara e non è collegata alla notizia citata

L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita con grafica digitale

Foto originale del fatto citato

L'immagine è una ricostruzione del fatto, eseguita dal CUF con grafica digitale

L'immagine proviene dall'archivio del CUN Ferrara

L'immagine proviene dal free web

L'immagine è una cortese concessione della NASA  (http://www.nasa.gov), Università dell'Arizona (Johnson Space Center)

Photo courtesy of Johnson Space Center (http://www.nasa.gov)

Photo courtesy of JPL-Caltech/Cornell University (http://www.nasa.gov).

 Traduzione                       - Free translation of the original, from American-English into Italian, by CUN Ferrara

 Commenti                        - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Errori o imprecisioni           - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Testo della segnalazione    - Riportiamo il testo integrale della segnalazione, opportunamente corretto nella sola forma espositiva  

                                                                                                                                                                                               

 

X