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AERONAUTICA MILITARE ITALIANA

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02.07.2009 Sede Aeronautica Militare   Il modulo di segnalazione
30.06.2009 Sede Aeronautica Militare   Il sito degli OVNI
16.09.2005 Sede Aeronautica Militare Le segnalazioni
16.09.2005 Sede Aeronautica Militare I comunicati
04.05.2005 Aerei militari Le sigle degli aerei
04.05.2005 Prototipi Aerei sperimentali
04.05.2005 Prototipi Aerei sperimentali puri

 

 

ARTICOLI

ANNO

ARGOMENTO

NOTIZIA

2009

Aeronautica Militare

Il modulo di segnalazione

Scheda della notizia

 Data                                - 2 giugno 2009

 Fonte                               - Centro ufologico ferrarese, CUN Ferrara

 Immagini                         - L'immagine proviene dall'archivio del http://www.aeronautica.difesa.it

 Commenti                        - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Errori o imprecisioni           - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Testo della segnalazione    - Riportiamo il testo integrale della segnalazione, opportunamente corretto nella sola forma espositiva

 Argomenti  

 Capitolo 1                        - Il nuovo modulo di segnalazione

 Capitolo 2                        - Le parti del modulo

 Capitolo 3                        - Osservazioni finali sul modulo-qustionario

 Capitolo 4                        - Modulistica riassuntiva e modulo 39-bis

 

Cap. 1 - Il nuovo modulo di segnalazione

 

Il nuovo modulo di segnalazione di avvistamenti, che ora è direttamente scaricabile dalla pagina che la nostra Aeronautica militare ha dedicato agli OVNI (vedi articolo precedente), è una delle tre novità ufologiche presenti sul sito dell'Aeronautica militare italiana (http://www.aeronautica.difesa.it). Questa terza novità non sta tanto nel contenuto offerto ma nel tipo di servizio a cui, ora, qualsiasi persona può afferire: accedendo alla pagina web suddetta, è possibile cliccare su di un link che apre, in formato Word, un modulo col quale si può compilare la relazione del presunto avvistamento di un OVNI, ovvero di un Oggetto Volante Non Identificato. 

Mentre prima, a fronte di un avvistamento ufologico, occorreva recarsi presso una qualsiasi Caserma dei Carabinieri e chiedere di stendere una denuncia scritta del fatto, con evidenti problemi di imbarazzo e di disponibilità temporale, ora è possibile aprire l'apposito modulo e seguire due strade: o compilarlo online, poi stamparlo e quindi consegnarlo ad un Comando Carabinieri o stamparlo grezzo poi compilarlo con tutta calma a casa propria e quindi consegnarlo, comunque, ad un Comando Carabinieri.

Insomma, sia la prima che la seconda soluzione lasciano il tempo di riflettere e non creano né ansia né agitazione al testimone che decide di comunicare quanto i suoi occhi hanno visto, tuttavia occorre presentarlo bene questo modulo, che proprio "nuovo nuovo" non è: secondo noi, si tratta di una rivisitazione della vecchia modulistica, di cui abbiamo parlato dell'articolo titolato "I comunicati", sempre contenuto in questa nostra pagina web.

Innanzitutto, evidenziamo un particolare che forse sarà sfuggito a qualcuno ma, certamente, non a noi ufologi: il modulo in questione parla espressamente di OVNI, ovvero Oggetti Volanti Non Identificati, cioè qualcosa che è costruito di materia solida, che si può vedere e toccare, in maniera del tutto simile ai nostri velivoli. Par così di capire che, contrariamente alle numerosissime segnalazioni di misteriose luci diurne o notturne, singole o a coppie o in formazione, la nostra Aeronautica voglia prendere in considerazione solo qualcosa di afferibile ad oggetti volanti solidi e concreti, del tutto simili agli aerei, lasciando forse intendere che anche dietro agli avvistamenti delle luci vi sia, comunque, un oggetto vero e proprio, in grado di sostenersi in volo autonomamente.

Questa è certamente una sottigliezza non da poco in quanto, già a priori, si esclude volontariamente ogni forma di luminosità misteriosa e ci si pone di fronte alla questione ufologica considerando il solo aspetto che si possa essere trattato di un oggetto volante vero e proprio. Non male eh, cari colleghi ufologi! Ma passiamo ora ai vari punti di questo "nuovo" modulo di segnalazione.

 

Cap. 2 - Le parti del modulo

 

Intestazione - Relazione su avvistamento di OVNI

Con un richiamo specificato da un asterisco, si rimanda a fondo pagina dove viene specificato che nel caso gli oggetti fossero più di uno, sarà necessario:

a) scindere ogni risposta così: oggetto ...., oggetto ...., oggetto .....;

b) se lo spazio per rispondere non fosse sufficiente, si consiglia di riportare su un foglio di carta il numero della domanda e la corrispondente risposta;

c) sempre in caso di assenza di spazio o di voce specifica, si consiglia di riportare su foglio a parte gli eventuali particolari osservati e non previsti nelle domande del presente questionario.

 

Punto 01 - Data dell'avvistamento

Rispetto al precedente modulo, che richiedeva la data esatta e, giustamente, contava le ore da mezzanotte a mezzanotte, ora si chiede, nel caso l'avvistamento sia avvenuto in ore notturne, di specificare sia il giorno iniziale che quello finale dell'avvistamento. Par di capire che nelle passate segnalazioni vi siano stati disguidi rispetto agli orari di presunti avvistamenti notturni per cui, ora, si è pensato di porre rimedio chiedendo anche la data di inizio avvistamento e quella in cui esso sia terminato. Se così fosse, condividiamo pienamente.

 

Punto 02 - Ora dell'inizio dell'avvistamento

Qui rimane tutto invariato e si ribadisce l'importanza di indicare l'ora esatta, comprensiva dei minuti. Infatti, se si controllano gli orari delle segnalazioni del 2008, si nota subito che quasi nessuno è stato in grado di fornire l'ora esatta di inizio dell'avvistamento e tutti gli orati riportano la specificazione "circa". Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo e di specificare l'ora esatta poiché, al giorno d'oggi, l'orologio ce l'abbiamo quasi tutti, come pure il telefonino.

 

Punto 03 - Condizioni meteorologiche al momento dell'avvistamento

Rimane tutto come prima e si continua a chiedere informazioni apparentemente accessorie ma utilissime, dal punto di vista meteorologico, per inquadrare meglio la fenomenologia e cercare eventualmente in quelle pieghe la ragione del presunto avvistamento. Basti pensare alla sfilza interminabile degli inganni del Sole, delle stelle, delle meteore e delle nuvole che noi abbiamo raccolto alla voce "Ufoinganni" e che sarà presto oggetto di un ulteriore corposo articolo di approfondimento.

Condividiamo pienamente l'impostazione di fondo poiché gli inganni creati dalla Natura sono una realtà che, da sola, elimina una percentuale enorme di presunti avvistamenti ma ci sentiamo anche di dare un consiglio alla nostra Aeronautica Militare, consistente nell'integrare il modulo con un riferimento preciso agli inganni creati dall'uomo come, ad esempio: i satelliti artificiali, i palloni atmosferici, i palloni-giocattolo, i piccoli velivoli radiocomandati, le mongolfiere, le lanterne cinesi, le sonde, i razzi e gli aerei militari sconosciuti.

A tal proposito, sarebbe sufficiente introdurre una serie di domande del tipo:«Ti senti di escludere la possibilità che si sia trattato di un satellite artificiale?». Ogni domanda potrebbe poi includere, oltre all'ovvia possibilità di avere una semplice e sintetica risposta chiusa (Sì, No) anche un paio di righe per avere una risposta aperta (Perché lo escludi? Perché non lo escludi?). Oppure, rendendo la cosa ancor più semplice, si potrebbe semplicemente introdurre una domanda generica ma comprendente tutti gli Ufoinganni naturali ed artificiali, del tipo: «Ti senti di escludere la possibilità che si sia trattato di un inganno creato dalla Natura (Sole, stelle, meteore, nuvole) o dall'uomo (satellite, pallone, sonda, velivolo radiocomandato, mongolfiera, lanterna cinese, razzo, aereo militare sconosciuto)?».

Evidenziamo, infine, che una voce di questo punto del modulo chiede di conoscere, in caso di vento, due voci: l'intensità e la direzione. Crediamo che sia abbastanza ovvio evidenziare la difficoltà di identificazione dell'intensità del vento che vada oltre le semplici definizioni di: "assente, debole, forte, intenso"; e ancor più difficile risulta identificare la direzione dell'oggetto rispetto ai punti cardinali poiché le capacità di orientamento, in quei momenti così particolari, sono l'ultima cosa a cui si pensa. Ad ogni buon conto, è sempre meglio avere un'informazione in più che, nel caso della "direzione" diventerebbe assai importante rispetto ad altre testimonianze che si fossero venute a trovare sulla traiettoria dell'avvistamento.

 

Punto 04 - Posizione dell'osservatore

In realtà, questo punto è stato leggermente modificato nella forma poiché nel vecchio questionario esso prendeva il titolo generico di "Luogo" ma, comunque, occorreva sempre fornire le stesse indicazioni che vengono richieste anche ora, ovvero: la regione, la città, la strada, ecc., disegnando in un apposito spazio posto sulla destra, una piantina della zona e indicando con una crocetta la posizione del testimone. Viene anche richiesto di specificare se, al momento dell'avvistamento, il testimone si trovasse su di un mezzo di trasporto, nel qual caso si dovrà fornire le relative caratteristiche del mezzo. Se, invece, si fosse trattato di un'osservazione da un aereo, si dovrà dare informazioni riguardo il tipo di velivolo, la quota, la rotta e la velocità.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare, privando così il cittadino italiano di una parte importante della notizia dell'avvistamento; non si capisce perché non si pubblichi una parte della notizia che, tra l'altro, non va nemmeno ad intaccare la privacy del testimone.

 

Punto 05 - Osservazione dell'oggetto

Nella sostanza, rimane tutto come prima ma nella forma prima si chiedeva la presenza o meno di "Eventuali filtri"; cosicché, anche ora si chiede, appunto, di indicare se l'avvistamento abbia avuto il filtro di una finestra, di un paio di occhiali, di un binocolo o di un altro strumento da indicare. Noi sappiamo bene l'importanza che assume, al momento di un presunto avvistamento, l'incidenza di una fonte luminosa esterna su di una parete vetrata o plastificata (A tal proposito consigliamo vivamente la lettura dell'articolo "La fotografia digitale" nella pagina "Fotografare Ufo"), per cui condividiamo la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 06 - Durata dell'osservazione

Anche qui, nella sostanza, tutto rimane invariato ma si è scelto di inglobare le vecchie diciture di "Inizio avvistamento" e "Durata del fenomeno" con quest'altra, appunto e così, ora si chiede di specificare per quanto tempo si sia protratto il fenomeno osservato, in ore, minuti e secondi. Ovviamente, condividiamo la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 07 - Posizione iniziale dell'oggetto

Nella sostanza, tutto rimane invariato ma si è scelto anche qui il cambiamento della dicitura che prima si chiamava "Localizzazione iniziale dell'oggetto". In pratica, occorre specificare dove si trovasse esattamente l'oggetto avvistato, rispetto ai punti cardinali o ad altri punti di riferimento, come magazzini, fabbriche, boschi, ponti, strada o altra struttura significativa. Condividiamo la necessità di attenersi al protocollo fin qui suggerito anche perché siamo ancora in una fase delle descrizione che non contempla i particolari ma solo i punti di riferimento, spaziali e temporali ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 08 - Posizione finale dell'oggetto

Questo punto viene ad inglobarne due del vecchio questionario, ovvero la"Modalità di fine avvistamento" e la "Localizzazione finale dell'oggetto" ma, alla fine, chiede semplicemente di precisare dove si trovasse esattamente l'oggetto al termine dell'avvistamento, prendendo come elementi di riferimento i classici punti cardinali o i strutture chiaramente individuabili, come, ad esempio: magazzini, fabbriche, boschi, ponti o strada.

In pratica occorre utilizzare una frase del tipo:«L'OVNI si è allontanato in direzione ...». Condividiamo la necessità di attenersi al protocollo per gli stessi motivi descritti nel precedente punto ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 09 - Altezza dell'oggetto al di sopra dell'orizzonte

Questo punto è rimasto quasi invariato e vi si chiede semplicemente di indicare l'altezza apparente tenuta dall'OVNI, con una frase del tipo: «All'inizio dell'avvistamento l'OVNI si trovava ad una quota di circa ...° (gradi) mentre alla fine dell'avvistamento è venuto a trovarsi ad una quota di circa ...° (gradi).

Ovviamente, poiché è un problema indicare in gradi, l'altezza di un oggetto rispetto alla linea dell'orizzonte, ovvero quella linea che divide idealmente il cielo dalla terra, il modulo offre il disegno di una persona che sposta il braccio dall'alto verso il basso.

La didascalia "tenta" di spiegare il funzionamento del suddetto disegno, stabilendo il rapporto "lettera A = inizio dell'avvistamento" e "lettera S = fine dell'avvistamento"; in questo modo il testimone avrà come unica difficoltà quella di scegliere l'altezza giusta rispetto alle varie linee fittizie che verrebbero a crearsi sul prolungamento delle traiettorie indicate dal dito della persona.

Diciamo subito che non condividiamo l'impostazione di questo punto poiché, oltre alla frase, viene richiesto anche un disegno che, purtroppo, se eseguito malamente, rischia di confondere le acque in quanto due spiegazioni diverse di uno stesso fatto ( grafica l'una e letteraria l'altra), possono causare errori, per cui suggeriamo di semplificare l'inizio e la fine dell'avvistamento con frasi del tipo:

1) ... all'inizio l'oggetto si trovava circa sulla nostra verticale (90° rispetto all'orizzonte);

2) ... all'inizio l'oggetto si trovava davanti a noi, circa a metà fra terra e cielo (45°);

3) ... all'inizio l'oggetto si trovava davanti a noi, appena sopra la linea dell'orizzonte (15°).

Concludiamo evidenziando che anche questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 10 - Altezza dal suolo a cui volava l'oggetto

Il punto è rimasto totalmente invariato e si chiede semplicemente di indicare a quale quota volasse l'oggetto, utilizzando una frase che potrebbe essere: « L'oggetto si trovava ad una quota apparente di circa... metri». Condividiamo la necessità di attenersi al protocollo ma evidenziamo subito il problema dell'identificazione della quota e lo facciamo ponendo una serie di domande riferite alle altezze di volo:

a) Sapete a quale quota vola normalmente un aereo militare?

b) Sapete a quale quota vola normalmente un aereo civile, di linea?

c) Sapete a quale quota vola normalmente un elicottero militare?

d) Sapete a quale quota vola normalmente un aereo da turismo?

e) Sapete a quale quota vola normalmente un ultraleggero?

f) Sapete a quale quota vola normalmente un deltaplano?

Provate a rispondere ma poi andate a leggervi, nella cartella del nostro "Lock up", l'articolo "A che altezza sarà?" e così scoprirete quanto sapete realmente delle quote di volo di tutto quanto ci gira sulla testa.

Per questo motivo suggeriamo, anche per questo punto, di introdurre domande semplici, come nel punto precedente ma che, alla fine, contribuiranno ad avere un quadro maggiormente esaustivo dell'avvistamento. Ovviamente, non possiamo tacere il fatto che anche questo punto non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 11 - Distanza dell'oggetto dal punto in cui si trovava l'osservatore

In questo punto, dove si è cambiata solo la vecchia dicitura di "Distanza dal testimone", si chiede di indicare la distanza dell'oggetto rispetto all'osservatore, esprimendola o in chilometri (Km) o in miglia nautiche (NM). È ovvio che la misura indicata sarà un "circa" poiché, come abbiamo evidenziato con le domande al punto precedente è assai arduo stabilire delle distanze in assenza di punti di riferimento noti. Ovviamente, condividiamo nel merito la necessità di attenersi al protocollo ma non possiamo tacere il fatto che anche questo punto non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 12 - Eventuali spostamenti dell'oggetto

Questo punto, nel quale nulla è cambiato, è certamente tra i più importanti del modulo poiché si chiede di descrivere tre elementi fondamentali dell'avvistamento che, tra l'altro, sono proprio quelli riportati nel modulo finale degli avvistamenti ufficiali: la direzione dell'oggetto, la velocità che ha tenuto nel muoversi e le eventuali rotazioni compiute. Condividiamo l'impostazione generale di questo punto del protocollo ma evidenziamo quanto sia difficile dare una valutazione della velocità che esuli dalle definizioni di "fermo", "movimento lento" e "forte accelerazione".

 

Punto 13 - Disegno del cielo di fronte all'osservatore

Questo è il vecchio punto del "Disegno dell'accaduto", ovvero la richiesta di misurarsi con le proprie capacità grafico-rappresentative. In pratica, dopo aver eseguito uno schizzo del paesaggio, si deve disegnare quella che potrebbe essere una parte importantissima dell'avvistamento, consistente nella modalità che l'oggetto volante ha utilizzato per spostarsi nel cielo: ovvero, il percorso che l'Ufo ha seguito.

Ovviamente, condividiamo pienamente anche questo punto, sottolineando che esso, assai più di ogni parola, è esplicativo dell'avvistamento. Tuttavia, non possiamo far a meno di evidenziare che anche questo punto non viene tenuto in alcuna considerazione al momento di fornire il quadro sinottico semestrale degli avvistamenti ufficiali.

 

Punto 14 - Rumore prodotto dall'oggetto

Su questo punto è stata eseguita una piccolissima variazione rispetto alla precedente dicitura, assai importante dal punto di vista ufologico; prima, infatti, si chiedeva solamente di specificare eventuali Rumori legati all'accaduto che, come è facile intuire, potevano facilmente essere associati ad altre fonti mentre ora si chiede di sapere se l'oggetto avvistato abbia o meno prodotto dei rumori durante la sua manifestazione.

Ovviamente, condividiamo in pieno la modifica introdotta ma non possiamo far a meno di evidenziare che, ancora una volta, un punto sostanziale non viene tenuto in alcuna considerazione al momento di fornire il quadro sinottico semestrale degli avvistamenti ufficiali. Peccato!

 

Punto 15 - Luminosità dell'oggetto

Nessuna variazione sul punto in cui viene richiesto il tipo di luminosità eventualmente espressa dall'oggetto dell'avvistamento (come una stella o come un faro di automobile oppure accecante). Nel caso poi in cui la luminosità variasse di continuo, è richiesto di specificare la durata di ogni variazione luminosa e quante volte sia avvenuto in un minuto.

Pur condividendo l'impostazione della richiesta, desideriamo sottolineare quanto sia difficile fornire serenamente una spiegazione attendibile sulle impressioni che eventuali luci potrebbero generare nei testimoni di vista di un fatto che, essendo di natura ufologica, rappresenta certamente qualcosa di eccezionale per la vita di una persona.

È chiaro che se parliamo, invece, dell'avvistamento di qualcosa che si trova alla distanza di un aereo, l'elemento "impressione" è minimo e si possono raccogliere informazioni attendibili sull'eventuale luminosità emessa.

Concludiamo sottolineando che anche questo punto non trova spazio nel quadro sinottico semestrale degli avvistamenti ufficiali. Infine, desideriamo segnalare che il modulo originale riporta un errore grammaticale importante: riferendosi alla distanza, parla di "silometro", intendendo probabilmente la parola "chilometro" poiché il silometro è uno strumento da marina, che viene utilizzato per misurare la velocità delle navi e quindi non può essere portato agevolmente in tasca da chiunque. Provvederemo (2 luglio 2009) a segnalare la svista ai nostri esperti di aeronautica.

 

Punto 16 - Forma dell'oggetto

Nessuna variazione anche per questo importantissimo punto nel quale è richiesto di eseguire un disegno dell'oggetto, mettendo in evidenza quale, a giudizio del testimone, fosse la parte anteriore. Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 17 - Colore dell'oggetto

Nessuna variazione anche per questo punto nel quale è richiesto sia di indicare la colorazione dell'oggetto che eventuali variazioni verificatesi con regolarità; in questo caso si chiede di indicare quante variazioni di colore vi siano state in un minuto.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 18 - Nitidezza dei contorni dell'oggetto

Nessuna variazione anche per questo punto nel quale è richiesto di indicare i contorni dell'oggetto che, a titolo di esempio, potrebbero corrispondere a: fiamme, vapori, fumo, aloni più o meno luminosi; ovviamente, in questi casi sarà bene specificarne la relativa colorazione.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 19 - Grandezza dell'oggetto

Nessuna variazione anche per questo importante punto nel quale è richiesto di specificare la grandezza apparente, ovviamente rispetto o al Sole o alla Luna o al faro di un'auto o ad una stella. Rispetto al vecchio questionario, qui vengono introdotte le richieste di indicare le eventuali modalità con cui variava la sua grandezza e i tempi in cui tali variazioni fossero avvenute.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 20 - Eventuali riprese fotocinematografiche dell'oggetto

Nessuna variazione anche per questo importante punto che prima aveva la dicitura di "Fotografie e filmati eseguiti". In esso viene richiesto, in caso affermativo, di accludere copia positiva del materiale realizzato, descrivendo il tipo di apparecchio usato, la lunghezza focale dell'obiettivo, l'apertura del diaframma, la durata di esposizione e il tipo di pellicola usata. È chiaro che il questionario si riferisce ad un apparecchio del tipo analogico e non alla moderne macchine fotografiche digitali. Ciò è chiaramente indice di scarsa attenzione al progresso tecnologico. Peccato, proprio dalla nostra amata Aeronautica Militare.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio alcuno all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare.

 

Punto 21 - Altri osservatori presenti durante l'avvistamento

Nessuna variazione importante anche per questo importante punto che prima aveva la semplice dicitura di "Altri testimoni"; in esso è richiesto di specificare le generalità e gli indirizzi di eventuali altri testimoni o, almeno indicare quanti erano.

Condividiamo pienamente la necessità di attenersi al protocollo suggerito ma evidenziamo che questa richiesta di informazioni non trova poi spazio adeguato all'interno delle "Segnalazioni ufficiali" pubblicate sul sito della nostra Aeronautica Militare, dove vengono solo utilizzate formule del tipo "privato cittadino" o "pilota civile" o "pilota militare".

 

Punto finale - Generalità e indirizzo dell'osservatore

Nessuna variazione importante anche per questo importante punto che prima aveva la semplice dicitura di "Generalità e indirizzo del dichiarante"; ora si chiede di fornire: cognome, nome, età, professione, indirizzo, numero telefonico e data di compilazione del questionario.

 

Cap. 3 - Osservazioni finali sul modulo-questionario

 

Potremmo dire un'infinità di cose, riprendendo ed allargando tutte le riflessioni evidenziate nei vari punti ma, prima di fare alcune domande finali, vi invitiamo a riflettere su quanto, nella realtà, appare ogni sei mesi nel sito dell'Aeronautica Militare Italiana:

01  data

02  ora

03  forma dell'oggetto

04  colore dell'oggetto

05  velocità dell'oggetto

06  quota stimata

07  direzione del moto

08  situazione meteorologica

09  identificazione generica del testimone

 

Ed ora le domande

01  Perché chiedere tante cose, così ricche di particolari se poi, all'atto pratico, si considerano solo i parametri suddetti, tra l'altro espressi in forma ultrasintetica?

 

02  Perché chiedere tante cose se poi si conclude l'analisi con una generica frase preimpostata, del tipo:«Dai dati raccolti presso gli enti preposti della Forza Armata, non è stato possibile associare l'evento ad attività di volo o di radiosondaggio conosciuta.

 

03  se anche voi, come noi, avete l'impressione che ci stiano prendendo in giro, che ne pensate dell'idea di costituire un movimento politico trasversale? Fateci sapere qualcosa.

 

 

Cap. 4 - Modulistica riassuntiva e modulo "39-bis"

 

Ovviamente, poiché sul sito dell'Aeronautica Militare non se ne fa cenno, rimane sempre la questione di cui abbiamo parlato nell'articolo precedente "I comunicati", sempre contenuto in questa pagina, e riguardante l'eventuale ulteriore compito dell'Arma dei Carabinieri.

Noi sapevamo che quando si doveva fare denuncia in una Caserma dei Carabinieri, prima dell'archiviazione essi erano chiamati ad integrare la denuncia con un'altra modulistica riassuntiva, costituita di quattro parti:

- "Parte A" (rilevamento);

- "Parte B" (ente preposto);

- "Parte C" (rappresentazione grafica);

- "Parte D" (caratteristiche ed altre informazioni).

Oltre a ciò, vie era poi la spinosa questione conosciuta come "39 bis", che era un documento obbligatorio per l'ente preposto alla stesura della documentazione. Tale "39 bis" doveva poi essere inviato a tutta una serie di altri Enti:

01  al Ministero dell'Interno

02  allo Stato Maggiore della Difesa

03  al Comando Generale Carabinieri

04  al Comando di Corpo d'Armata

05  al Comando Regione Aerea

06  al Comando Divisione Carabinieri

07  al Comando Brigata Carabinieri

08  al Comando Legione Carabinieri

09  al Comando Carabinieri per l'Aeronautica

10  al Comando Presidio Militare

11  al Comando Gruppo Carabinieri

12  alla Prefettura.

Insomma, se tante persone così importanti dovevano sapere, per legge, che cos'era accaduto nei nostri cieli, non vi pare che tutto ciò abbia un significato molto importante per noi ufologi?

Il rapporto inviato consisteva in una "sintesi degli elementi essenziali" dell'avvistamento, legata al questionario famoso, ma integrata da una serie di voci del tutto nuove, quali: 

01   fenomeni riscontrati in coincidenza dell'avvistamento (Es. disturbi radioelettrici);

02   fenomenologia di eventuale atterraggio dell'Ufo (Es. località, durata, natura delle tracce);

03   grado presumibile di attendibilità della notizia.

Questo significa che prima c'era una parte importante dell'avvistamento (interferenze con apparecchiature terrestri, contatto diretto e considerazioni personali sui testimoni) che è di stretta competenza dell'autorità militare e ha il carattere della riservatezza. Perché tutto ciò?

Quando così tanti militari vogliono sapere che cosa è accaduto di ufologicamente interessante significa solo una cosa. Non credete?

 

 

ANNO

ARGOMENTO

NOTIZIA

2009

Aeronautica militare

Il sito degli OVNI

Scheda della notizia

 Data                                - 30 giugno 2009

 Fonte                               - http://www.aeronautica.difesa.it

 Immagini                         - L'immagine proviene dall'archivio del CUN Ferrara e non è collegata alla notizia citata

 Commenti                        - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Errori o imprecisioni           - Specifica il titolo e la data di questa notizia

 Testo della segnalazione    - Riportiamo il testo integrale della segnalazione, opportunamente corretto nella sola forma espositiva

 Argomenti  

 Capitolo 1                        - Il nuovo sito dell'Aeronautica Militare Italiana

 Capitolo 2                        - Le novità del sito

 

 

Cap. 1 - Il nuovo sito dell'Aeronautica Militare Italiana

 

Finalmente qualcosa s'è mosso fra le alte sfere militari a cui è affidato il compito di vegliare sulla sicurezza degl'italici cieli: coloro che gestiscono il sito della nostra Aeronautica Militare hanno avuto il permesso di rivisitarlo quel tanto che basta da rendere più trasparente la questione degli Ufo, da loro definiti O.V.N.I., in gergo prettamente militare, ovvero Oggetti Volanti Non Identificati.

Nel nuovo sito, parzialmente rivisto anche dal punto di vista tecnico e grafico, vi sono tre piccole novità che a noi ufologi appaiono abbastanza importanti e significative:

1) una strada un po' più breve per raggiungere la pagina degli avvistamenti di O.V.N.I.;

2) una pagina appositamente dedicata allo scopo, segno di riconoscimento della "questione Ufo";

3) un nuovo modulo di segnalazione di avvistamenti, direttamente scaricabile dalla pagina suddetta.

Ma ora vediamo nel dettaglio queste novità.

 

Cap. 2 - le novità del sito

 

Prima novità - La strada un po' più breve

Una volta entrati nella home page del sito (http://www.aeronautica.difesa.it) sembra che sia cambiato poco o nulla rispetto a prima per una persona che desideri visitare la pagina dedicata agli avvistamenti di Oggetti Volanti non Identificati.

Infatti, mentre prima risultava pressoché impossibile raggiungere la pagina contenente le segnalazioni di avvistamenti accaduti in Italia, tanto la cartella risultava collocata in altre sottocartelle di cartelle, ora si ha la sottostante assurda situazione, aggiornata al 25 luglio 2011:

01) Home Page

02) Organizzazione

03) Stato Maggiore AM

04) Enti dipendenti

05) Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)

06) Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI)

07) Modulo di segnalazione (stampa)

 

In pratica, per arrivare alla pagina O.V.N.I., si devono incredibilmente superare almeno sette livelli, del tutto sconosciuti al 99,99% delle persone. Ehi, dite la verità! Se non vi avessimo suggerito il percorso, ci sareste mai arrivati? Ovviamente, crediamo anche di intuire la vostra risposta negativa, comunque sappiate che prima era anche più difficile arrivarci per cui, ora, possiamo affermare che vi è stato un piccolo progresso, poiché è stato tolto un passaggio. Ma non sarebbe stato assai più semplice, nel regno del Web, cioè dei collegamenti diretti attraverso la tecnologia del link, mettere in home page la vocina "Ovni" visto che la nostra Aeronautica Militare ha l'obbligo di riportare queste segnalazioni, come si può leggere nell'articolo "I comunicati", che è contenuto proprio all'interno di questa pagina?

 

Seconda novità - La pagina dedicata agli OVNI

Una volta entrati nella pagina dedicata agli O.V.N.I. ci si accorge che essa è stata interamente ridisegnata e riscritta. Al centro riporta la seguente dicitura: "A seguito dell'ondata di avvistamenti di Oggetti Volanti Non Identificati (OVNI) del 1978, l'allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti designò l'Aeronautica Militare quale Organismo Istituzionale deputato a raccogliere, verificare e monitorizzare le segnalazioni inerenti gli OVNI. Attualmente, tale attività viene svolta dal Reparto Generale Sicurezza dello Stato Maggiore Aeronautica. Chiunque desideri segnalare un evento correlabile ad un OVNI può farlo utilizzando la modulistica scaricabile a lato. Dopo averla compilata, dovrà consegnarla alla più vicina stazione dei Carabinieri. Questa azione consente all'Aeronautica Militare di avviare un'indagine tecnica per identificare l'esistenza di una correlazione con eventi umani e/o fenomeni naturali che, se necessario, coinvolge anche altri organi competenti presenti sul territorio nazionale. Tale attività ha lo scopo di garantire la sicurezza del volo e nazionale. Una volta terminati gli accertamenti, gli episodi vengono pubblicati alla voce Avvistamenti di questa pagina e, se non è stato possibile individuare una giustificazione tecnica o naturale, si classifica l'episodio come avvistamento di Oggetto Volante Non Identificato. Per quanto riguarda gli avvenimenti antecedenti il 2001, è in corso, ad opera del Reparto Generale Sicurezza, un riordino dei dati al fine di una prossima pubblicazione".

In alto, a sinistra è stata introdotta la "Sezione Video", in formato wmv e lettore impostato su Totalplayer, da cui par di capire che la volontà sia quella di pubblicare i servizi televisivi ai quali abbia partecipato personale aeronautico di alto livello.

Attualmente (26 giugno 2009), sono presenti due video che noi, però, non siamo riusciti a visionare in streaming (ADSL 7 mega), dopo averli aperti su apposito lettore "Totalvideoplayer": il primo, infatti, partiva con voce ed audio ma poi si fermava ripetendo all'infinito la stessa frase mentre il secondo non accennava nemmeno a partire.

Il primo video, comunque, si riferisce alla trasmissione televisiva "Voyager" del 14 gennaio 2009 mentre il secondo si riferisce alla trasmissione televisiva "Top secret", del 2 luglio 2008, appositamente caricati dal Centro di produzione Audiovisivi dello Stato Maggiore Aeronautico.

In basso, a sinistra, sono invece presenti i links alle cartelle degli avvistamenti che vanno dal 2001 al 2008 e che, come si sa, vengono aggiornati con cadenza semestrale. Da quanto letto nella dicitura riportata a centro pagina, si sa però che l'Aeronautica metterà in rete, non appena li avrà riordinati, anche i dati riferiti a prima del 2001. E questa è certamente la notizia più importante della seconda novità.

 

Terza novità - Il modulo di segnlazione

Questa terza novità non sta tanto nel contenuto offerto ma nel tipo di servizio a cui, ora, qualsiasi persona può afferire: accedendo alla pagina web suddetta, è possibile cliccare su di un link che apre in formato Word un modulo col quale si può stendere la relazione del presunto avvistamento di un OVNI ovvero di un Oggetto Volante Non Identificato.

Mentre prima, a fronte di un avvistamento ufologico, occorreva recarsi presso una qualsiasi Caserma dei Carabinieri e chiedere di stendere una denuncia scritta del fatto, con evidenti problemi di imbarazzo e di disponibilità temporale, ora è possibile aprire l'apposito modulo e seguire due strade: o compilarlo on line, poi stamparlo e quindi consegnarlo ad un Comando carabinieri o stamparlo grezzo poi compilarlo con tutta calma e quindi consegnarlo ad un Comando Carabinieri.

Insomma, sia la prima che la seconda soluzione lasciano il tempo di riflettere e non creano né ansia né agitazione al testimone che decide di comunicare quanto i suoi occhi hanno visto, tuttavia occorre presentarlo bene questo modulo, che proprio "nuovo nuovo" non è: secondo noi, si tratta di una rivisitazione della vecchia modulistica, di cui abbiamo parlato dell'articolo titolato "I comunicati", sempre contenuto in questa nostra pagina web.

Gli interventi di snellimento effettuati sulla vecchia modulistica riguardano aspetti formali e, in modo particolare, le seguenti voci, che ora non ci sono più:

1) la vecchia voce al punto 3, riferita al momento esatto della giornata in cui era avvenuto l'avvistamento, e identificabile con le voci "alba, pieno giorno, crepuscolo, notte";

2) la vecchia voce al punto 23, riferita al rapporto di grandezza dell'oggetto o della luce avvistati rispetto al Sole o alla Luna o al faro di un'auto;

3) la vecchia voce al punto 26, riferita ad avvistamenti passati accaduti alla stessa persona, da compilare segnando l'opzione "negativo" oppure specificando la data, il luogo ed una descrizione del fatto.

È chiaro che, giunti a questo punto, conviene presentare adeguatamente la nuova modulistica che gli italiani hanno a disposizione, non in quanto ci vada più o meno bene, essendo troppo diversi i punti di vista, ma solo in quanto essa è, appunto, l'unica modulistica ufficiale che esiste in Italia riguardo a presunti avvistamenti di Ufo. Illustrando i vari punti, che nella nuova modulistica sono numerati da 1 a 21, esporremo anche il nostro punto di vista se diverso dall'impostazione di quel determinato argomento, intendendo così offrire un contributo ed un suggerimento ai vertici aeronautici preposti.

 

 

 

ANNO

ARGOMENTO

NOTIZIA

2005

Archivi aeronautici

Le segnalazioni

Scheda della notizia

 Data                                - 16 settembre 2005

 Fonte                               - http://www.aeronautica.difesa.it

 Immagini                         - L'immagine proviene dall'archivio del CUN Ferrara e non è collegata alla notizia citata

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 Testo della segnalazione    - Riportiamo il testo integrale della segnalazione, opportunamente corretto nella sola forma espositiva

 

Il 15 settembre 2005 rimarrà una giornata storica per l'ufologia italiana in quanto la nostra aeronautica militare, attraverso le parole del Col. Giuliano De Carlo, capo del Reparto Generale Sicurezza, ha aperto i suoi archivi.

De Carlo ha affermato: "Le segnalazioni che riceviamo provengono dai piloti civili e militari e, in caso di avvistamento di privati, dai moduli redatti dalle forze dell'ordine. Vengono raccolti a fini statistici e di divulgazione. Un tempo gli avvistamenti erano rilegati in volumi, oggi i dati sono accessibili anche su Internet, nel sito delle forze armate. Il nostro reparto si interessa a quella materia perché le segnalazioni possono avere la loro importanza ai fini della valutazione di eventuali rischi per la sicurezza del volo".

Finalmente qualcosa si è mosso per davvero, dando credito all'ufologia ed ammettendo che qualcuno ha visto, qualcuno molto attendibile... ed un pilota militare o un pilota civile sono certamente assai attendibili come figure di riferimento.

La nostra gioia è dunque grande ma la gioia di chi ha visto gli Ufo lo è ora ancor di più perché, da oggi in poi, la coperta non sarà mai più corta; da oggi in poi anche le forze armate sono ufficialmente convinte che qualcosa esista davvero da qualche parte dell'Universo. 

Da oggi in poi noi investigatori, da sempre in prima linea contro gli scettici e i denigratori dell'ufologia, spesso definiti in senso spregiativo col termine di "ufologi", ci sentiamo di rivolgere il nostro più sincero ringraziamento ai vertici delle forze armate italiane per il grande coraggio mostrato nel compiere questo difficile passo, uno sforzo enorme che ora ci infonde sicurezza e serenità nel divulgare le nostre notizie e ci trasmette motivazioni ulteriori per continuare su di una strada che ora non è più pionieristica ma è la strada ufficiale per rendere rendere conto a tutti che "essi sono già qui".

 

 

 

ANNO

ARGOMENTO

NOTIZIA

2005

Aeronautica militare

I comunicati

Scheda della notizia

 Data                                - 16 settembre 2005

 Fonte                               - http://www.aeronautica.difesa.it

 Immagini                         - L'immagine proviene dall'archivio del CUN Ferrara e non è collegata alla notizia citata

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 Testo della segnalazione    - Riportiamo il testo integrale della segnalazione, opportunamente corretto nella sola forma espositiva

 Argomenti  

 Capitolo 1                        - Le segnalazioni

 Capitolo 2                        - Roberto Pinotti ed il CUN

 Capitolo 3                        - Il questionario

 Capitolo 4                        - Il riservatissimo "39 bis"

 Capitolo 5                        - Il sito dell'Aeronautica militare

 Capitolo 6                        - Il grande Lissoni

 Capitolo 7                        - Alcune osservazioni

 

 

Cap. 1 - Le segnalazioni

 

In Italia il fenomeno ufologico è di stretta competenza del Settore Difesa dell'Aeronautica Militare, facente riferimento al Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, il quale demanda la materia allo specifico Reparto Generale per la Sicurezza che ha l'obbligo (a partire dal 1979), di conservare il materiale specifico proveniente principalmente dalle segnalazioni raccolte dai carabinieri o eseguite direttamente dai militari e dai piloti.

Naturalmente, tutto questo non ci è caduto dalle nuvole ma è stato il frutto di una lunga battaglia, condotta in prima persona dal bravissimo Roberto Pinotti, fondatore negli anni '60 del Centro Ufologico Nazionale (CUN) e da una certa schiera di parlamentari della Repubblica, desiderosi di far luce su inquietanti episodi. 

 

Cap. 2 - Roberto Pinotti ed il CUN

 

Nel 1978 il CUN diviene l'associazione ufologica di riferimento per la nostra aeronautica militare ed ottiene di visionare la casistica degli avvistamenti dell'anno precedente.

Il 31 marzo 1978 Roberto Pinotti riceve finalmente il primo dossier sugli avvistamenti UFO verificatisi nel 1977 ("Ufo: visitatori da altrove", Roberto Pinotti, Ed. Bompiani 1996).

Tuttavia, è dal 1960 che l'aeronautica tiene una propria "Relazione sugli Oggetti Volanti Non Identificati", detti anche OVNI e, a quel tempo, definiti solamente "Aeromobili Non Identificati".

 

Cap. 3 - Il questionario

 

Questa relazione sugli Oggetti Volanti Non Identificati consiste in un questionario, per noi assai importante per l'analisi che faremo successivamente, suddiviso nei seguenti 27 punti:

01  data (Esempio: 4 maggio 1953);

02  orario locale di inizio avvistamento (Esempio: 21,45 locali); 

03  momento esatto della giornata (Esempio: alba, pieno giorno, crepuscolo, notte);

04  situazione meteo (Esempio: nuvole, Luna, pioggia, neve, nebbia, vento...); 

05  luogo (Regione e città, in strada, in casa o su un mezzo di trasporto, disegno di una piantina della zona);  

06  eventuali "filtri" (Esempio: vetro di finestra, occhiali, binocolo, tettuccio di veicolo...);

07  inizio avvistamento (Esempio: Stavo recandomi a ...);

08  durata del fenomeno (Esempio: dalle 21,45 alle 21,50);

09  localizzazione iniziale dell'oggetto (Esempio: Nord-Ovest, al di sopra del paese di...);

10  modalità di fine avvistamento (Esempio: L'oggetto si è allontanato sparendo in direzione di...);

11  localizzazione finale dell'oggetto (Esempio: Si trovava in direzione Sud-Ovest);

12  altezza apparente sopra l'orizzonte (Esempio: altezza iniziale e altezza finale);

13  altezza dal suolo (Esempio: altezza in chilometri/km o in piedi/feet);

14  distanza dal testimone (Esempio: distanza in chilometri/Km o in miglia nautiche/NM);

15  spostamenti dell'oggetto (Direzione, velocità, percorso, manovre, tempo impiegato per ogni azione);

16  disegno dell'accaduto (Esempio: disegno del cielo, del paesaggio e dei percorsi dell'UFO);

17  rumori legati all'accaduto (Esempio: tipo di rumore, momento iniziale del rumore e sue eventuali variazioni);

18  luminosità dell'oggetto (Accecante o costante o regolare o come una stella o come il faro di un'auto);  

19  forma dell'oggetto (Esempio: disegno dell'oggetto, con indicazione della parte anteriore);

20  colore dell'oggetto (Esempio:colore esatto, variazioni in itinere, ripetizioni in un minuto);

21  nitidezza dell'oggetto (Esempio: contorni, alone luminoso, forma e colore di fiamme, di vapori o di fumo);

22  grandezza apparente dell'oggetto (Esempio: rispetto ad una stella, ad un faro d'auto, alla Luna o al Sole);

23  rapporto di grandezza (Quante volte più grande o più piccolo della Luna, del Sole, di un faro d'auto...);

24  fotografie o filmati eseguiti (Tipo di strumento, focale, diaframma, esposizione ed esame dei negativi);

25  altri testimoni (Esempio: numero dei presenti, generalità ed indirizzo);

26  altri avvistamenti passati (Esempio: "negativo" oppure "data, luogo e breve relazione");

27  generalità ed indirizzo del dichiarante. 

 

Questo questionario offre la possibilità di descrivere con dovizia di particolari l'avvistamento di un Oggetto Volante Non Identificato. Esso, però, prima di essere archiviato, deve essere integrato da un'altra modulistica riassuntiva, costituita di una "Parte A" (rilevamento), "Parte B" (ente preposto), "Parte C" (rappresentazione grafica) e "Parte D" (caratteristiche ed altre informazioni).

 

Cap. 4 - Il riservatissimo "39 bis"

 

A ciò si aggiunge, per l'ente che effettua la stesura della documentazione, il documento obbligatorio "Esempio N. 39 bis", il quale viene inviato a tutta una serie di altri Enti: al Ministero dell'Interno, allo Stato Maggiore della Difesa, a diversi Comandi: Generale Carabinieri, Corpo d'Armata, Regione Aerea, Divisione Carabinieri, Brigata Carabinieri, Legione carabinieri, Carabinieri per l'aeronautica, Presidio Militare, Gruppo Carabinieri e, anche, alla Prefettura.

Tale rapporto consiste in una "sintesi degli elementi essenziali" dell'avvistamento, legata al questionario famoso, ma integrata da una serie di voci del tutto nuove, quali: 

1   fenomeni riscontrati in coincidenza dell'avvistamento (Es. disturbi radioelettrici);

2   fenomenologia di eventuale atterraggio dell'Ufo (Es. località, durata, natura delle tracce);

3   grado presumibile di attendibilità della notizia.

 

Questo significa che c'è una parte importante dell'avvistamento (interferenze con apparecchiature terrestri, contatto diretto e considerazioni personali sui testimoni) che è di stretta competenza dell'autorità militare e ha il carattere della riservatezza. 

 

Cap. 5 - Il sito dell'Aeronautica militare

 

Ogni anno, viene inviato al CUN il famoso rapporto annuale sugli avvistamenti ma, da quando esiste il sito Internet dell'Aeronautica (http://www.aeronautica.difesa.it/csma/rgs), la lettura di tale rapporto, nella sua forma più sintetica, è accessibile a chiunque.

Se tutto ciò è stato possibile bisogna ringraziare, come già evidenziato, la caparbietà e l'intelligenza di Roberto Pinotti, il quale ha certamente gettato le basi dell'ufologia italiana ma è anche grazie alle critiche costruttive dell'acuto investigatore Alfredo Lissoni che, forse, la nostra ufologia farà ulteriori passi in avanti. 

 

Cap. 6 - Il grande Lissoni

 

Egli, osservando i comunicati annuali, si pone delle domande interessanti ed evidenzia la sua delusione di fronte alla povertà della notizia data in pasto all'opinione pubblica.

Fa notare come le sole cose interessanti siano: la suddivisione mensile, la ripetizione pedante delle diciture e la schedatura di "banali luci nel cielo"; poi sottolinea che non c'è più nient'altro da osservare: non ci sono ufo-crashes, né alieni catturati, né battaglie tra aerei militari e dischi volanti; evidenzia la "povertà dei dettagli" e dichiara, con delusione, come un semplice "aggettivo per ogni voce della tabella renda impossibile qualsiasi verifica ravvicinata".

Passa poi analizzare la segnalazione dell'avvistamento di alcuni alieni (gli umanoidi avvistati nelle località avellinesi di Atripalada (19.01.1984) e di Pratola Serra (8.10.1984) e il robot-umanoide avvistato a Lirio, nel pavese), anch'esse registrate nel modo classico e si chiede se tutto ciò sia voluto. 

Conclude quindi la sua analisi in maniera assai interessante: «Nel complesso, i militari hanno divulgato dati troppo scarni per ricavarne qualcosa. Ma ciò che maggiormente stupisce è la franchezza di queste segnalazioni nell'ammettere l'esistenza di umanoidi descritti secondo i più schietti e banali cliché della fantascienza anni '50, con tanto di casco ed antenne». 

 

Cap. 7 - Alcune osservazioni

 

Non si possono che condividere in pieno le osservazioni di Lissoni. Sarebbe però anche opportuno sottolineare che l'utilizzo pubblico di soli dieci parametri (luogo, data, ora, forma, colore, velocità, direzione, quota, condizioni meteo e testimoni) per descrivere un fatto allucinante accaduto ad uno o più cittadini italiani, che potrebbe anche aver cambiato la vita di quella persona, è ben poca cosa.

Ma che rapporto c'è mai tra soli 10 definizioni sintetiche e la denuncia di una persona coraggiosa che ha scommesso sulla sua serietà di cittadino, ha messo a rischio le proprie amicizie, ha messo nel conto la pubblica gogna e che, forse, ha anche pensato di avere qualcosa che non va? 

In fondo, egli ha avuto la sola colpa di essere stato testimone dell'avvistamento di una cosa sconosciuta e trova la sua denuncia pubblicamente liquidata (seppur in maniera riservata) con dieci definizioni! 

No. Crediamo che così proprio non vada per niente bene. Ognuno di noi ha diritto di sapere che cosa stia succedendo attorno a sé. Ognuno di noi ha diritto di vedere più rispettata la sua dignità personale. Ognuno di noi ha diritto di avere una risposta che porti chiarezza.

 

 

 

 

Data

ARGOMENTO

notizia

04.05.2005

Aerei militari

Le sigle degli aerei

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

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Normalmente, ogni aereo militare viene "siglato", ovvero gli viene attribuito un nome ed un cognome. Ad esempio, se guardi nell'articolo precedente, il penultimo aereo sperimentale puro è il modello "X-47A Pegasus"; questa sigla sta a significare che si tratta di un aereo sperimentale (X = Experimental), modello n° 47, versione A, nome di battesimo "Pegasus". Tutto questo perché, come logica vuole, ogni aereo nasce con uno scopo preciso ed è destinato solo a quello. Vi sono tante lettere per identificare un aereo e, tra queste, le più frequenti sono le seguenti: 

 A  =  Attacker , ovvero "aereo da attacco al suolo" (A 10 Intruder);

 B  =  Bomber , ovvero "bombardiere" (B 52);

 C  =  Cargo , ovvero "aereo da trasporto " (C 110);

 F  =  Fighter , ovvero "aereo caccia " (F 104);

 K  =  Tanker , ovvero "cisterna";

 T  =  Trainer , ovvero "aereo da addestramento";

 X  =  Experimental , ovvero "aereo sperimentale"; 

 

Dopo le lettere arrivano i numeri, che corrispondono al modello; ricominciano quindi le lettere, che alla versione di quel modello e, infine, arriva anche il nome di battesimo vero e proprio.

 

 

 

Data

ARGOMENTO

notizia

04.05.2005

Prototipi

Aerei sperimentali

Spaceliner_100.jpg (2302 byte)Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF e dal free web

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 Space_express.jpg (2435 byte)

A sinistra lo Space Liner 100 e, a destra, lo Space Express

 

Per chi si occupa di ufologia è assai importante conoscere, almeno a grandi linee, ciò che l'ingegno umano e riuscito a creare e a far volare sulle nostre teste. Lassù vola di tutto! Ci sono aerei che conosciamo da sempre e aerei che devono fare tante ore di collaudo: sono i cosiddetti prototipi. Partiamo dalla categoria di velivoli sperimentali più semplici, ovvero gli aerei civili supersonici. I progetti e le illusioni viaggiano quasi di pari passo: si pensa a superaerei da trasporto che, al tempo stesso, possano aumentare la sicurezza e diminuire i consumi, con velocità fino a 3,5 Mach.

Prima c'era il Concorde e domani ci sarà, forse, lo Spazioplano. Concettualmente, quest'ultimo dovrebbe essere un velivolo a metà fra l'aereo civile e la navetta spaziale Shuttle; dovrebbe avere le ali a forma triangolare; dovrebbe utilizzare materiali e strutture leggerissime ma assai resistenti; dovrebbe decollare normalmente per poi alzarsi verticalmente con una spinta ascensionale pari a Mach 5 e, con una velocità prossima a 30 mila Km/h, dovrebbe raggiungere quota 90.000 km; infine, da questa altezza, spegnerebbe i motori e, per inerzia, continuerebbe a salire: viene teorizzata un'altezza prossima ai 300 km. Infine, dopo aver spento i motori, volerebbe come un deltaplano e scenderebbe fino alla meta prefissata.

 

 

Data

ARGOMENTO

notizia

04.05.2005

Prototipi

Aerei sperimentali puri

Fonte della notizia: Centro ufologico ferrarese

Provenienza dell'immagine: dall'archivio del CUF e dal free web

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X_33.jpg (3197 byte) X-33

Progettato per sostituire lo Shuttle, ne è stato costruito un solo prototipo. La versione VENTURE STAR rappresentava l'aspetto commerciale ed era destinato al trasporto spaziale. Attualmente il progetto risulta interrotto nel 2002.

 

X_34.jpg (1887 byte) X-34

Progettato come "Aereo di lancio riutilizzabile", ne è stato costruito un solo prototipo, lungo circa 18 metri; potrebbe raggiungere la velocità di Mach 8 ma il progetto è stato bloccato nel 2001. Doveva provare materiali ultraleggeri e alta tecnologia. 

 

X_36.jpg (2697 byte)X-36

È destinato a cambiare i canoni classici di riferimento dell'avionica spaziale in quanto il compito di questo caccia supersonico invisibile è quello di provare a volare senza le classiche ali e la classica coda che, fino ad ora è stata come un timone.

 

X_37.jpg (2503 byte)X-37

È destinato ai test sulla resistenza dei materiali (scudi termici) alle alte velocità, al momento del rientro nell'atmosfera. Può raggiungere la velocità di Mach 25 (circa 30 mila km/h) ed è destinato alle altissime quote. 

 

X_38_C.jpg (2499 byte)X-38C

È una navicella spaziale, destinata a diventare il canotto di salvataggio della stazione spaziale: può contenere fino a 7 persone. Durante la fase di atterraggio, a 12 km di quota, apre un paracadute. Se ne prevedono 20 esemplari.

 

x-43A.jpg (5349 byte)X-43A

Aereo ipersonico senza pilota che fa parte del "Programma IPER-X" della NASA. È stato progettato per sperimentare motori scramjet, a propulsione supersonica. È in pratica un razzo dotato di ali che viene lanciato da un altro aereo, tipo il B-52. È lungo 3,65 m e pesa circa 1.300 kg. La versione A può raggiungere la velocità Mach 10 (circa 11.000 km/h) e può volare fino a 30 km di altezza. Ha la particolarità che si può utilizzare una volta sola. 

 

X-43C.jpg (2921 byte)X-43C

Aereo ipersonico ufficialmente mai realizzato. Sembra che il progetto di questa evoluzione più larga dell'X-43A, destinata ad utilizzare una propulsione ad idrocarburi sia stato definitivamente sospeso.

 

X-45A

Aereo da combattimento senza pilota (J-UCAS: Joint Unmanned Combat Air System) anche nella versione 45B. È specializzato in missioni SEAD (Suppression of Enemy Air Defence), ovvero di soppressione della difesa aerea del nemico e missioni di guerra elettronica. Attualmente esistono 2 prototipi X-45A e tre prototipi X-45B (Versione multiruolo), entrambi lunghi circa 10 m e con apertura alare di 13,40 m.

 

X_45_C.jpg (2453 byte)X-45C

Aereo da combattimento simile alla serie X-45 (J-UCAS), ma costruito con lo stile "arrowhead", cioè a punta di freccia. Si sa dell'esistenza di due prototipi e pensato per il controllo ed il supporto dalle grandi altitudini degli attacchi portati anche da altre forze. Si pensa che le prime dimostrazioni ufficiali possano aver luogo nel 2007.

 

X_47_pegasus.jpg (3224 byte)X-47A PEGASUS

Aereo da combattimento simile alla serie X-45 ( J-UCAS ).

Fa parte del progetto di difesa avanzata multiruolo ed è destinato sia alle forze terrestri che a quelle navali (UCAV-N: Naval Unmanned Combat Air Vehicle). Ha compiuto il primo volo nel febbraio 2003. Le ali sono del tipo "arrowhead", rivolte all'indietro di 55° nel modello 47A, mentre nel modello 47B hanno un'ulteriore prolungamento spinto in avanti di 35°. L'apertura alare e la lunghezza sono entrambe di 8,5 metri.

 

Spaceshipone.jpg (1467 byte)SPACESHIPONE

Viene lanciato dall'aereo madre (White Knight) da un'altezza di 15 km, poi vengono accesi i razzi per farlo volare oltre la quota di 100 km, alla velocità di Mach 3,5; infine, atterra come un aliante sfruttando la geometria variabile delle ali. Nato con l'obiettivo di vincere il premio da 10 milioni di dollari per il primo volo privato nello spazio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANNO

ARGOMENTO

NOTIZIA

201

Segnalazione OVNI

Avvistamenti del 20

Scheda della notizia

 Data                                - X

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 Argomenti  

 Capitolo 1                        - X

 Capitolo 2                        - X

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 Capitolo 7                        - X

 Capitolo 8                        - X

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 Capitolo 10                      - X

 

 

Cap. 1 - A

 

A

 

To be continued ...