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Già fanno poco… e scioperano pure!

Giovanni Morstabilini

Il 26 ottobre scorso, i dipendenti statali si sono astenuti dal lavoro: sciopero generale contro la Finanziaria.

Riguardo ai dipendenti statali, vi invito a leggere l’articolo di Alberto Statera, apparso su La Repubblica del 4 ottobre 2007 intitolato “Dove lo Stato non produce”. Si legge, tra l’altro: “In Italia vige la regola del tre: uno lavora, uno fa il minimo indispensabile, il terzo fa nulla”. Il che, tradotto in numeri arrotondati, significa: un milione e duecentomila sono incollati alla scrivania, salvo la pausa caffè e la pausa spesa; un altro milione e duecentomila sta un po’ sulle scartoffie, salvo “du spaghi, qualche sigarettina, qualche imboscamento e poi chiaccherate e tante risate; l’ultimo milione e duecentomila è quello dei fannulloni totali, scientifici, indefessi, quelli che – annidati soprattutto negli enti pubblici non economici e nelle agenzie fiscali, rispettivamente con 31 e 27 giorni di assenza all’anno, oltre le ferie – quando ci sono si rendono invisibili, quando non ci sono fanno schizzare a quasi due mesi la statistica delle assenze in tutta la pubblica amministrazione. Un corpaccione di 9.811 “enti” di pubblico impiego con 3.592.887 dipendenti”.

Ancora: “Ci confida, al bar, un funzionario di buon livello – camicia, cravatta, la giacca è rimasta “in stanza” ben visibile sull’attaccapanni – del ministero dei Lavori Pubblici: “sa qual è l’ufficio pubblico dove c’è non solo il bar, ma un vero e proprio suk? Indovini: è la Corte dei Conti. Ora, la Corte dei Conti non è l’organo dello Stato che dovrebbe controllare i numeri, anche quelli dell’improduttività dell’impiego statale? I dipendenti statali sono troppi e sono anche mal distribuiti: il rapporto tra statali e occupati è al 25% in Calabria e al 10% in Lombardia”.

A me questo articolo di Statera fa bollire il sangue nelle vene: la partitocrazia al potere, con gli studi di settore, costringe ditte sane a chiudere per colpa della oppressione fiscale e continua a incrementare la classe parassitaria per assicurarsi una clientela elettorale!

Perchè non applichiamo gli studi di settore ai dipendenti statali? Ne vedremmo delle belle!

Basta fare due conti e subito si capisce che se venissero licenziati i dipendenti statali nullafacenti lo Stato risparmierebbe 40 miliardi di euro ogni anno. Si potrebbe abolire una imposta cretina come l’Irap, imposta calcolata anche sul costo del personale. E avanzerebbero ancora 7 miliardi di euro!

L’abolizione dell’Irap sarebbe una salutare boccata d’ossigeno per le nostre aziende, si favorirebbe non poco la ripresa. Potrebbero venire retribuiti un po’ meglio i nostri collaboratori. Tutti sappiamo che gli stipendi dei dipendenti italiani del settore privato sono tra i più bassi in Europa. Dietro di noi, solo il Portogallo.

Vogliamo dare una spinta alla competitività delle nostre aziende? Cosa aspettiamo a far tagliare immediatamente le migliaia di auto blu? Loro scorazzano per Roma con suv da 60.000 euro a nostre spese e noi non diciamo niente? Lo sapete quanto si risparmierebbe se ai nostri politici pagassimo la spesa del taxi invece di mantenere la più grande flotta di auto blu tra i paesi più industrializzati? Non lo sapete?

Mi chiedo: perchè gli imprenditori non si ribellano a questi soprusi? Sperano sempre che tocchi a qualcun altro, ma ogni anno gli studi di settore vengono peggiorati, ogni anno sempre più imprenditori non sono congrui: cosa aspettano a farsi sentire?

Non basta lavorare bene, essere competitivi, pagare le tasse, cercare sempre di migliorare il nostro prodotto e/o servizio. Non dobbiamo essere esigenti solo con noi stessi, dobbiamo essere esigenti anche con i nostri politici.

Smettiamola di pensare che se torna al governo Berlusconi tutti i problemi si risolvono. Ricordatevi che nei cinque anni dell’ultimo governo del cavaliere le spese correnti sono aumentate del 25 per cento!!!

Smettetela di sperare nei miracoli. Siete bravi a fare gli imprenditori? Cosa aspettate a pretendere che siano bravi anche i politici?

Il 26 ottobre i dipendenti statali hanno fatto sciopero? Io comincerei a licenziare il milione e duecentomila dipendenti che Alberto Statera oggi e il professor Pietro Ichino ieri chiamano “nullafacenti”.