Personaggi, artisti soresinesi
Soresinesi conosciuti nel mondo intero.
Francesco Genala
(Soresina, 1843 – Roma, 1893), politico e primo ministro
ai Lavori pubblici del Regno d'Italia.
Emilio Caldara
(Soresina, 1868 – 1942), avvocato e primo sindaco socialista di Milano.
Giacomo Ponzini
inventore della macchina del caffé espresso e di brevetti innovativi
di depuratori d'acqua.
Leone Lodi
(Soresina, 1900 – 1974), scultore.
Arnaldo Bera
(Soresina, 1915 – 1999), partigiano e politico
Maurizio Galli
(Soresina, 1936 – Cremona, 2008), è stato un vescovo cattolico italiano.
Artisti
Leone Lodi
nacque a Soresina in provincia di Cremona il 14 ottobre del 1900. Il padre, artigiano del marmo, si era sposato
con una insegnante originaria di Biasca nel Canton Ticino, dove Lodi trascorse parte della sua infanzia.
A nove anni venne affidato dai genitori ai cugini di Soresina, affinché lo avviassero alla professione di scalpellino.
Giovanissimo, nel 1914, iniziò ad esercitare a Milano, dove nel frattempo si era stabilito abitando prima in Corso Sempione,
poi in via Alzaia Naviglio.
Gianfranco Paulli
nasce a Soresina il 14 febbraio 1948. Già da giovinetto frequenta lo studio dello scultore
LEONE LODI a Soresina, negli anni 1960 e 1961 segue i corsi di Disegno e Pittura presso la scuola d’Arte di Soncino (CR)
sotto la guida del Prof. Enea Ferrari. Nel 1973 s’iscrive all’istituto d’Arte Stagi di Pietrasanta (LU), diplomandosi
“MAESTRO D’ARTE “. Nel 1980 entra a far parte, a Roma dello staff di restauratori in marmi antichi presso la Santa Sede;
contemporaneamente svolge l’attività di scultore, con mostre, lavori su commissione, tra i quali spiccano le medaglie d’argento,
fuse a cera persa, dei Papi Roncalli, Lucani e Giovanni Paolo II
1932 Federica Galli
nasce a Soresina, paese della campagna cremonese. Fin dall'infanzia manifesta attitudine al disegno.
1946 I genitori decidono di farle frequentare il liceo artistico di Brera. Federica Galli è dunque a Milano durante il difficile
periodo del dopoguerra, nella città sventrata dai bombardamenti.
Marco Belotti
Nato a Vimercate, provincia di Milano, il 14 agosto 1980, si diploma presso
il Liceo artistico statale di Bergamo nel 1998 e presso l’Accademia
di Belle Arti di Brera (Mi), corso di scultura del prof. Nicola Zamboni,
nel 2005.
Francesco Bissolotti
nato a Soresina il 2 di Aprile 1929.
Noto costruttore e restauratore di strumenti ad arco, tuttora attivo a Cremona, Francesco Bissolotti ha
intrapreso l'attività di liutaio dopo aver approfondito le tecniche dell'ebanisteria e dell'intarsio.
I suoi strumenti vengono venduti in diverse parti del mondo. Bissolotti è stato pure docente
(per ventisei anni) presso la "Scuola di Liuteria di Cremona" ed ha avuto una parte importante nella
ristrutturazione del Museo Stradivariano nella stessa città.
Francesco Bissolotti, nato appunto a Soresina il 2 di Aprile 1929. Sin da bambino si è sentito attratto dal
legno e dalle sue trasformazioni. Dopo aver frequentato ,durante l'infanzia, la bottega di uno zio ebanista,
da adolescente durante gli anni '40, si reca a Castelleone presso un intagliatore,imparando così le tecniche
della scultura lignea e dell' intaglio. Con un maestro ebanista di Cantù apprende le tecniche dell'ebanisteria e
dell'intarsio di cui diviene, ancor giovanissimo, un ottimo interprete. La passione per la musica e sopratutto lo
studio del violino, lo avvicinano sempre più all'arte della liuteria.
Nel 1957 si iscrive alla Scuola di liuteria
di Cremona dove si diploma nel 1961, con una altissima votazione. E' stato allievo di alcuni dei più grandi e
celebrati liutaio del '900 come Sgarabotto,Ornati.Garimberti e Sacconi con il quale ha intrattenuto un fittissimo
rapporto per più di 10 anni. Con Sacconi ha riordinato i cimeli stradivariani del Museo di Organologia di Cremona ,
ora Museo Stradivariano. Nel 1965 gli viene conferito,dal sindaco di Cremona Vernaschi l'incarico di conservatore
del museo stesso e dal 1961 al 1982 è stato insegnante presso la Scuola Internazionale di liuteria, scuola ove ha
formato moltissimi allievi, per lo più stranieri.
Nel 1973 ha fondato l'Aclap., Associazione Liutai Artigiani
Professionisti. Questa metodologia costruttiva, patrimonio degli antichi liutai di Cremona, era andata dispersa,
ma il Maestro Sacconi l'aveva recuperata e con l'aiuto del suo discepolo Bissolotti l'ha riportata in primo
piano sulla scena liutaria. Bissolotti ha costruito e costruisce tutte le tipologie di strumenti a corda ,
sia ad arco che a pizzico. Da sempre lavora in collaborazione con i suoi quattro figli e qualche fidato allievo.
Tra i vari musicisti che utilizzano le sue creazioni vi sono i violisti Dov Scheindlin e Kim Kaskashan ed i
violinisti Uto Ughi e Salvatore Accardo, per quest'ultimo Bissolotti ha espressamente costruito una "controviola"
a cinque corde che Accardo ha utilizzato nella sua registrazione della Sonata per la gran viola di Niccolò Paganini
per la EMI.
fonte : Wikipedia, l'enciclopedia libera.
fonte : Gulio Zignani
Andrea Inzani
scomparso prematuramente a trent' anni, come del resto l' altro artista di pari valore
Antonio Biaini che però ne aveva 44.
Andrea Inzani è ancor oggi visto come una luce che si accende nel mondo artistico soresinese, sia che si parli di
paesaggi, nature morte, oli o disegni che siano. Fu un vero talento naturale, allievo come l' amico Biasini del grande
scultore Leone Lodi, si segnalò ben presto fra i giovani artisti più promettenti, volando alto con giovanile entusiasmo,
talchè prendendo parte a mostre collettive e personali, incuriosì sempre molti visitatori, atturati dalle sue scelte
a sfondo paesaggistico: ed erano casolari inconfondibili, campi sterminati, filari di gelsi, rogge , insomma una
natura semplice ma fortemente prospettica e ricca di colori esternanti una lieve ma dolce malinconia.
Le sue opere si trovano un pò ovunque e presero anche il volo verso la Svizzera, la Francia, la Germania, gli
Stati Uniti per la padronanza tecnica e contenutistica della sua tavolozza, spesso inquieta ma anelante ad un arte che
non sta in superficie ma per la sua sensibilità va oltre lo schermo della realtà.
fonte : Giulio Zignani
Roberto della noce
Roberto Dellanoce, coordinatore degli artisti soresinesi
Soresina- Roberto Dellanoce non è un artista esploso nella prima giovinezza, ma dopo aver frequentato,
dal 1978 al 1983 a Castelleone la Scuola di Pittura col maestro Gino Antonini.
La prima personale è del 1983, nelle sale del Comune di Soresina. Segue un’intensa attività produttiva ed espositiva
che lo vede protagonista non solo nella località in cui abita (si ricordano, infatti, diverse partecipazioni alle
collettive dell’Anspi), ma anche in altri centri, non solo del cremonese, come Padenghe del Garda e Salsomaggiore
Terme. Negli ultimi anni ha tenuto mostre personali in luoghi molto suggestivi: nella Sale della Pro Loco
di Crema, presso Sala Rocca a Vescovato, alle Case Matte di Pizzighettone, nelle Sale del Comune di Grumello
e nella Sala del Podestà di Soresina.
ed è a questo punto che i continui progressi fanno di Roberto un artista vero, maturo, versatile. Gli vengono così
commissionate, tra l' altro, le scenografie per la Compagnia Filodrammatica "Sorini", realizzata per la scena del
Teatro Sociale di Soresina, e quella per la cerimonia in onore dei Campioni del Mondo di Pesca Sportiva della
società "Ravanelli di Soresina". Ora ha raggiunto traguardi ragguardevoli, dopo le prime esperienza in fatto di
personali , dove già si notano i toni brillanti e vivaci con cui sono resi i brani di natura morta e la serica
morbidezza con cui si dispiegano le figure femminili dai contorni appena sfumati.
C’è nell’artista un mediato accostamento al vero naturale, ma con un’inclinazione all’improvvisazione estrosa,
che si colora di accenti quasi romantici, frutto di una sensibilità interiore che rielabora, in chiave interpretativa,
il soggetto. Ne scaturiscono opere che hanno per supporto l’immediatezza contenutistica, senza indulgere in effetti
pittorici inutili, capace di suscitare sentimenti e immagini rivissute in forme non estranee ad un’appassionata
indagine sulla realtà naturale. Ora Roberto è ormai un artista consacrato al successo, per cui gli vengono
riconosciuti compiti importanti, come organizzatore di mostre e coordinatore degli artisti soresinesi per la giornata
dell' associazionismo e del volontariato fissata per il 2 settembre prossimo presso la Fondazione Zucchi Falcina.
fonte : Giulio Zignani
Antonio biasini
ANTONIO BIASINI Soresina - Aveva 44 anni quando è morto uno degli artisti più originali ed apprezzati di Soresina.
Parliamo di Antonio Biasini, venuto ad abitare nella nostra città nel 1952 alla cascina Sentieri, dove morì nel
1983. Il comune gliene riconobbe i meriti, dedicando una via al suo nome. Senonchè, ironia della sorte, quella via
ora è tutta circondata da capannoni e fabbricati per la grande distribuzione. E' finito nella zona industriale
colui che amò follemente la semplicità e la purezza dell' arte, dove i suoi personaggi da taverna palpitano e
vivono in un dolore acre, quasi una ribellione contro la vita frenetica della civiltà dei consumi.
Antonio era un artista isolato, ora lo si vuol ricordare, a 25 anni dalla sua morte, con una mostra postuma che
verrà allestita nella sala del podestà. Un omaggio dovuto ad un grande artista, che tutti hanno conosciuto quasi
rapito nel suo dolore dolce e sognante, ansia di vivere i suoi tormenti interiori contro un mondo che esalta
l'effimero. Ne soffriva e trovava il modo più rapido, con le rasoiate d' un carboncino e la chiazza dì un caffè,
a tradurre sulla tavolozza immagini d' una forza espressiva inconfondibile. A volte non firrmava i suoi quadri:
la firma era il suo disegno, inimitabile, perfetto nella sua estrema sintesi. Contrasto dei toni, fumosità
ombreggianti, compressione di personaggi raggruppati in angusti spazi: solitudine, la solitudine del gruppo che
non comunica, che soffre di un dolore non suo. Voleva riscattare il mondo e se stesso con i più umili mezzi
coloristici: carboncino e acqua tinta con caffè.
Dentro quei quadri, una vita infinita, cioè arte vera.
La mostra postuma dedicata alle opere di Antonio Biasini, uno degli artisti di maggior spicco della fertile terra
soresinese, scomparso il 20.11.1983 a soli 44 anni, ha avuto un successo come raramente ci è capitato di verificare
nelle mostre allestite alla galleria d' arte della sala del podestà.
C' è nel Biasini il rifiuto del falso, l' odio per ciò che sta alla superficie. Qui appare il lato genuino della
sua arte, da qui egli ne trae il contenuto. L' abbiamo v isto per anni vivere così, nel suo mondo staccato,
impossibile, fuori dalla realtà, senza compromessi col contingente, in un delirio artistico dove le cellule
cerebrali vengono portate all' eccesso. Un' arte quasi allucinante, gelo del pensiero nella sua antitesi espressiva,
perchè calore e sentimento dolci si leggono nei suoi quadri, rapimento ed estasi di un atto fideistico, che solo
dall' umiltà può raggiungere certe vette. In una parola, un' arte concepita sì dalla fantasia poetica, ma approvata
dal gusto di vivere non in superficie. Biasini si è espresso con una notevole varietà espressiva, passando dal
sacro al profano con uguale sentimento di profondo rispetto.
Fonte : Giulio Zignani
Dott. Ing. Alfredo Ponzini Spa, Soresina (Cremona), 1946 - 1999
Nel 1910 l'ingegnere Alfredo Ponzini fonda a Soresina, la società in nome collettivo «Ing. A. Ponzini e C.»,
con lo scopo di «sfruttare gli attestati di privativa industriale rilasciati dal Regio Ministero di agricoltura,
industria e commercio ['] nonché qualsiasi altra applicazione elettrica inerente al riscaldamento».
Nominato direttore tecnico dell'azienda amministrata dal Della Corna, il Ponzini aveva svolto nei primi anni
della sua carriera un'importante esperienza di lavoro in Germania presso la Brown-Boveri di Baden, dalla quale,
in qualità di ingegnere collaudatore, era stato mandato in Egitto per progettare e realizzare l'impianto di
illuminazione e la linea tranviaria del Cairo. Rientrato in Italia dopo due proficui soggiorni in Polonia e
Lussemburgo come installatore e collaudatore delle prime pompe elettriche per estrarre l'acqua dalle miniere,
era stato chiamato dalla Società italiana per l'utilizzazione delle forze idrauliche di Venezia in qualità di
direttore dell'Ufficio progetti e lavori, riuscendo a dare impulso allo sviluppo delle centrali elettriche
della Società. Il tentativo di avviare un'attività in proprio è animato da un forte spirito di indipendenza,
che lo aveva spinto a licenziarsi e ricercare un socio facoltoso al fine di utilizzare i diversi brevetti che
gli erano stati riconosciuti.
Nello stesso 1910 quest'ultimo ottiene dal ministero il riconoscimento di un nuovo brevetto per un 'convertitore
dell'energia elettrica in calore, specialmente atto al riscaldamento dei liquidi ed alla produzione di vapore',
progetto poi sviluppato nella macchina per il caffè espresso.
Nel luglio 1930, cessata la società anonima, la ditta prosegue in forma individuale, recuperando la vecchia
posizione aperta nel 1925 alla Camera di commercio di Cremona al numero 7499 e l'anno successivo inizia la
costruzione di apparecchi e distillatori concentratori a riscaldamento elettrico. La ricca corrispondenza che
ancora si conserva nell'archivio privato dell'industria a Soresina, divenuta nel 1936 «Ponzini dott. ing.
Alfredo», testimonia la fama che i progetti e le realizzazioni di Ponzini riscuotono all'estero, in particolare
in Germania. A metà degli anni Trenta costui entra in contatto con la Siemens, alla quale invia regolarmente i
disegni e le relazioni tecniche riguardanti gli impianti di dissalazione dell'acqua di mare da lui progettati
per la Marina militare italiana e tedesca: l'invenzione che lo consacra tra i grandi tecnici del sec. XX.
Alla morte di Ponzini nel 1957, la società passa nelle mani dei nipoti Pietro e Guido Riva, che proseguono, con
alterne vicende, la conduzione dell'azienda, ben presto affiancati e quindi sostituiti dalla generazione successiva,
rappresentata da Giuseppe, figlio di Pietro, e Alfredo e Luciano, figli di Guido. Nel novembre 1991 problemi di
natura economica costringono i Riva a cedere il 60 per cento delle azioni ai Bonaldi della Tecnogroup Beco,
ditta specializzata in centrali termoelettriche, che di lì a poco acquisiscono l'intero capitale.
Fonti : Doneda Cristina, 2006/03/01, prima redazione
Morandi Matteo, 2003/11/03, raccolta delle informazioni
http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=31589#inizio