Passeggiate nella campagna soresinese
Passeggiando in bicicletta accanto a te, pedalare senza fretta la
domenica mattina, fra i capelli una goccia di brina, ma che faccia rossa
da bambina, fai un fumetto respirando, mentre io mi sto innamorando.
Lungo i vialetti silenziosi insieme a te, con quegli occhi allegri e
accessi d'entusiasmo ragazzino, che ne dici, ci mangiamo un panino,
c'é un baretto proprio qui vicino ..
La campagna soresinese ben si presta a passeggiate più
o meno lunghe, con i mezzi più svariati, alla scoperta di un
paesaggio che non ha nulla di eclatante ma che indubbiamente riserva
notevoli sorprese con angoli suggestivi e qualche particolare località
misconosciuta agli stessi suoi abitanti. Il territorio che si estende
oltre l'abitato cittadino, ricco di canali, rogge, fossi, fontanili;
é per la maggior parte percorribile con sentieri e non é
stato ancora scoperto appieno dai visitatori forestieri.
Anche le cascine meritano attenzione per l'interessante e alquanto svariata tipologia costruttiva ora pressoché abbandonate e fatiscenti ma ricche di storia, di civiltà, di valori e tradizioni in parte scomparsi. I percorsi che illustreremo possono essere fatti a piedi, in moto, alcuni tratti in macchina, ma soprattutto in sella.
In sella?.... Sì, a cavallo o semplicemente in bicicletta,
per godere appieno della natura che ci circonda, senza rumori e gas inquinanti,
senza fretta, magari con gli amici per trascorrere una simpatica e rilassante
giornata di svago e di turismo per brevi distanze. Fare del turismo in bicicletta
vuol dire pedalare tranquillamente in libertà, senza competizione
agonistica, su percorsi lontani dal traffico ed in ambienti non contaminati
dove poter gustare, da soli o con gli amici, le bellezze del paesaggio e
di tutta la natura intorno.
Facendo del sano esercizio fisico, possiamo osservare
tutto ciò che ci circonda e guardando con occhio più attento
ci accorgeremo della bellezza e della ricchezza della natura in tutta la
sua semplicità e grandezza, potremo scorgere le varie specie di animali
che popolano i prati o solo sentire i profumi dei fiori o dell'erba appena
tagliata. Potremo costeggiando uno stagno sentire il gracidare delle rane,
vedere fra i rami : i passeri, il pettirosso, il picchio, le rondini, i
merli e sul manto erboso molti altri animali quali fagiani, quaglie, lepri,
tassi, ricci, lumache, coccinelle, grilli, ecc...
I sentieri, indispensabili per il passaggio di carri e trattori da sempre
collegano le proprietà degli agricoltori unendo le cascine sparse
e i vari paesi tra di loro e sono un'ottima pista ciclabile per le scorribande
domenicali, avendo comunque sempre rispetto delle cose, animali, colture
presenti sugli altrui possedimenti.
Evitiamo ogni danno alle piante, agli animali, al suolo,
alle acque.
Attenzione a non gettare mozziconi accesi, a spegnere
bene il fuoco acceso, a non abbandonare rifiuti e cartacce. Chi é
un appassionato della bicicletta già conosce l'equipaggiamento necessario
per non avere brutte sorprese : un cappellino, occhiali da sole, un kwey
in caso dipioggia improvvisa, necessario per riparare le forature, bottiglietta
d'acqua e volendo macchina fotografica. Bene, ora c'è solo l'imbarazzo
della scelta sulla meta da raggiungere.
1) Un sentiero molto frequentato dai soresinese
è quello che partendo da via Lazzaretto passando davanti alla
cappelletta volitiva della " Madonnina della Rosa ", lasciando
sulla sinistra la cascina Viole, la cascina Rosario e la cascina Mares
fiancheggiando per un buon tratto la Roggia Cavallina porta al Santuario
di Ariadello, luogo di sosta, di relax, di preghiera al centro del parco
"Valle dei Navigli"..
Nella
zona ci sono numerose risorgive incanalate in appositi cavi, interessante
è la vegetazione e la piccola fauna abbastanza prolifica. Proseguendo
per il sentiero dirimpetto al prato del Santuario costeggiando il canale
artificiale in direzione nord-est ci avviciniamo alla località
chiamata " Tomba Morta " meglio conosciuta come " Tredici
Ponti " dove il Canale Vacchelli o Marzano costruito nel 1890 prendendo
le acque del fiume Adda termina e si divide in varie rogge.
Da qui nasce la roggia Geronda che però esisteva già diversi
secoli prima che fosse costruito il canale
, derivata dalla Roggia Calciana formata dalle acque del fiume Oglio.
La " Tomba Morta " è una meta frequentatissima da giovani
e meno giovani, per chi vuol pescare, fare un pic-nic, prendere la tintarella,
portare a spasso il cane, respirare aria ossigenata dalla abbondante
vegetazione e purificata dallo scorrere dei molteplici corsi d'acqua.
A ) Se non siamo ancora stanchi :
possiamo continuare la nostra passeggiata in direzione Genivolta, attraversata
la statale percorrendo una vecchia strada comunale si raggiungono le
cascine " Valle " e " Bonanome " proseguendo in
direzione del fiume Oglio è possibile visitare interessanti riserve
naturali quali "Isola Uccelanda ", " Bosco Marisa ",
" bosco di Barco ". Arrivati alla cascina con i due silos
si svolta a sinistra e poco dopo si entra a Soncino.
In alternativa sempre a Genivolta imboccando la strada
che fiancheggia il cimitero possiamo arrivare fino ad Azzanello e raggiungere
direttamente il fiume Oglio in prossimità del locale "Oasi"
dove potremo sostare per dissetarci, gustare un buon gelato artigianale
o mangiare una pizza. Le sponde del fiume sono meta preferita da amanti
della tintarella, della pesca e non è insolito vedere famiglie intere
cucinare e gustare il pesce appena pescato.

Percorsi Scalaquaranta
SCALAQUARANTA IN BICI ( 2007 )
La collaborazione tra l'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "A.Ponzini" e l'Amministrazione dell'Unione dei Comuni del Soresinese, ha dato impulso allo sviluppo di questo piccolo ma significativo progetto.
Quattro studenti, collegati ai quattro Assi, presentano quattro diverse passeggiate cicloturistiche che attraversano e si spingono oltre i dieci Comuni dell'Unione. La progressione, da 10 a 40 Km, rappresenta la scala di difficoltà dei vari itinerari.
I semi delle carte assumono un significato simbolico nel contesto della proposta: l'Asse di Cuori è un percorso che, da generazioni, avvicina il cuore di tutti i Soresinesi; l'Asse di Fiori è un circuito immerso nei colori e nei profumi di una Natura che ancora può conquistare; l'Asse di Quadri incornicia l'unicità della storia dei numerosi paesi attraversati; l'Asse di Picche, diversamente dal due dello stesso seme, rappresenta un viaggio di valore per durata ed
impegno.
Dentro e fuori Soresina sono state costruite km e km di piste ciclabili grazie anche alla lungimiranza delle precedenti coalizioni amministrative ed alla ferma convinzione da parte dell'Amministrazione Provinciale di valorizzare la bellezza della nostra campagna.
La Classe 4AB Igea del "Ponzini" ha raccolto questi segnali ed ha voluto dare il suo contributo per incoraggiare la conoscenza di alcuni percorsi ciclabili recentemente realizzati. L'offerta è rivolta soprattutto ai coetanei degli studenti delle Scuole Medie Superiori della Provincia, ha lo scopo di esplorare territori per alcuni ancora sconosciuti, saggiare la suggestione di una sana passeggiata in bicicletta e sperimentare spazi inconsueti per conoscersi e socializzare .
Giangi
La gioia e la fatica di queste escursioni, le dedico a Giuseppe Ghidoni, per la grande amicizia e disponibilità che ha dimostrato nei confronti della Nostra Scuola, in ricordo dei tanti chilometri percorsi insieme pedalando.
"A.Ghisleri" CR
Sez. associata I.T.C.G. "A.Ponzini" Soresina
Via Zucchi Falcina n.1 26015 Soresina CR
Tel 0374 342258
Fax 0374 340318
a-mail: segreteria@ponzini.net
1) CRETA E L'ASSE DI CUORI
Se c'è un luogo caro al CUORE di tutti i Soresinesi, questo è il Santuario di Ariadello, da tempo immemorabile legato alla devozione per un'antica immagine della Madonna, ritenuta miracolosa e identificato da molti con tradizionel scampagnate e momenti conviviali.
La sua costruzione fu iniziata nel 1663, a testimonianza della restituzione dell'udito e della parola alla figlia sordomuta del marchese Garbò, mentre stava offrendo un mazzolino di
fiori ali' immagine della Madonna.
Ogni seconda domenica di Maggio, si ricorda e si festeggia
l'evento miracoloso con celebrazione sacre e con una tradizionale fiera paesana.. Pedalando lungo
via Lazzaretto, si percorre un tratto della pista ciclabile delle Città Murate e dopo 500 metri
raggiungiamo la Cappelletta volitiva della" Madonnina della Rosa ".
Lasciando sulla sinistra la
cascina Viole, la cascina Rosario e la cascina Mares, fiancheggiamo per un buon tratto la Roggia
Cavallina e giungiamo al Santuario di Ariadello. Nei pressi del Santuario ci sono numerose
risorgive di acque limpide, incanalate in appositi cavi.
E' quindi interessante osservare la
vegetazione e la piccola fauna che prolifica in questo meraviglioso ambiente. La fermata è d'obbligo e, chi lo desidera,può visitare la chiesetta per ammirare l'immagine venerata della Madonna con bambino, pregevoli tele e, particolare interessante, i numerosi ex voto, testimonianza ed espressione di antica arte popolare.
Proseguendo per il sentiero, dirimpetto al prato del Santuario, costeggiando il canale artificiale in direzione nord-est ci avviciniamo alla località chiamata " Tombe Morte ".
Le " Tombe Morte " sono una meta
frequentatissima da giovani e meno giovani, per chi vuol pescare, fare un pic-nic, prendere la
tintarella, portare a spasso il cane, respirare aria ossigenata dalla abbondante vegetazione e
purificata dallo scorrere dei molteplici corsi d'acqua.
Svoltando a sinistra per il canale
Vacchelli che, i più preparati ciclisticamente parlando, sanno portare sino a Crema, arriviamo alla cascina del Castelletto. Percorriamo ora la strada comunale verso Trigolo che superiamo in direzione Moscone.
Per strade di campagna se transitabili o per la comunale, in 10 minuti ritorniamo davanti al piazzale della scuola.
2) CAMILLA E L'ASSE DI FIORI
Il nostro percorso prende il via e si snoda su un lungo tratto dalla pista ciclabile Antica Strada
Regina, recentemente ristrutturata dell' Amministrazione Provinciale di Cremona.
Il proprio
toponimo deriva
da quello di una strada romana che dal Castrum Cremonese collegava 1-4
Milano.
Dalla cascina Peschiere proseguiamo per la campestre che diviene asfaltata dopo aver
superato la provinciale che collega Soresina
con Annicco.
E una zona meritevole d'attenzione per la sua caratteristica di ambiente naturale
ricco di vegetazione molto folta.

Si è subito colpiti dalla grande varietà di FIORI ed erbe
campestri
(viole, vinche, margherite, ginestre selvatiche, saponaria, menta, erba cipollina, malva ecc.) che
3 danno a questa passeggiata un sapore molto romantico.
Percorsi circa 600 m, giriamo a sinistra e giungiamo sulle
rive dei laghetti situati ai piedi della ferrovia .
Conviene qui abbandonare qualche attimo la
bicicletta ed avventurarsi intorno ad essi. "I laghetti" ebbero origine dagli scavi per il
recupero del terriccio necessario alla
costruzione della ferrovia.Sono due specchi d'acqua, prevalentemente sorgiva, collegati tra di
loro da una strozzatura. Alberi e ceppi tutto intorno, molte specie di erbe e di fiori sulle rive
contribuiscono a rendere questo luogo un angolo veramente interessante, suggestivo e piacevole.
Qui la flora e la fauna sono tipicamente lacustri.
Nel fondale di acqua limpida non è difficile
intravedere talvolta qualche gruppo di pesci o di gamberi di fiume.
Proseguendo per la pista
ciclabile raggiungiamo in poco tempo Grontorto, dove non possiamo che ammirare una antica cascina
finemente
ire
ristrutturata. La cascina tipica del cremonese, è nell'esempio classico, un quadrilatero chiuso, i
cui lati sono costituiti da fabbricati destinati ad usi specifici e diversificati: la casa
padronale, la casa del fattore, le case dei contadini, le stalle con sopra i fienili, i magazzini,
i portici per gli attrezzi, le stalle per i cavalli e i buoi, il porcile pollaio e la legnaia ad
uso dei contadini.
Al centro l'elemento principale: l'aia.
Superato il paese riprendiamo il
percorso sempre suggestivo sino ad Annicco che superiamo raggiungendo per strade provinciali e
comunali Paderno. Arrivati ad Acqualunga rimaniamo colpiti dal
sapore medioevale della maestosa Cascina Grande Mulino , e per la strada comunale, raggiungiamo
Barzaniga.
Tornati a Grontorto, ripercorriamo la strada dei Terranelli, (i più temerari potrnno
transitare sopra l'argine omonimo che scorre parallelo sulla sinistra), per raggiungere il
piazzale antistante la scuola dopo altri 20 minuti di piacevole biciclettata.
3) CHIARA E L'ASSE DI QUADRI
Il tragitto che, come tutti, prende il via dal cortile della nostra scuola , si snoda per
i primi 15 Km sino al Porto dell'Adda di Formigara lungo il percorso ciclabile delle
Città Murate che collega la rocca di Soncino alla fortezza di Pizzighettone.
Superato
Cornaleto, pedalando su strade bianche campestri e raccordi stradali, arriviamo a
San Latino per una breve sosta con merenda offerta dai ragazzi dell'oratorio. Prendiamo
il sentiero della Valle Morta del Serio e puntiamo Castelleone.
Per la strada comunale
Terra di Casso, (che strano nome), giungiamo alla Pellegra.
Dopo 15 minuti in sella ritorniamo a
Soresina per i saluti e gli abbracci finali dopo 2 ore e mezza di biciclettata.
Vi propongo ora
sfiziosi QUADRI che si riferiscono ai toponimi di alcuni paesi attraversati, ringraziando per il
prezioso contributo alla ricerca storica il Sign Alberto Previ dell'ufficio Anagrafe del Comune di
Soresina. SORESINA: Una leggenda suggerisce che il nulle deriva dalla esclamazione di una donna
unica scampata ad una terribile pestilenza che,in preda alla pazzia, si è proclamata regina della
città. Questa versione, tradizionale e popolare, trova espressione grafica nello stemma comunale,
in cui è ritratta una figura femminile e un'iscrizione che recita: "Sol Regina".
CAPPELLA CANTONE: Il toponimo "Cappella" è frequente in Lombardia anche in provincia di Cremona,
come Cappella Cantone, nome ufficiale del Comune in cui si ri,:hiama la vicina cascina Cantone dei
Frati che sorge sulla 5Anistra del Serio Morto e le cascine Cappelle.
OSCASALE: Chiamasi in antico Arsone Casale e dalla
voce Casale introdotta in Italia sullo scorcio del secolo V, con l'invasione dei barbari.
SAN
BASSANO: Deriva da San Bassiano Vescovo di Lodi (319-402) patrono del paese e titolare della sua
parrocchiale ricostruita nel 1560.
REGONA: balla voce lombarda "regona" terreno soggetto agli straripamenti di corsi d'acqua o terra
paludosa "gora"
FERIE: Il toponimo derivante dal latino medievale "feria" luogo di traghettamento e dal verbo
latino "f erre" portare e trasportare che potrebbe appunto adattarsi ad un luogo di passaggio tra
una sponda e l'altra del fiume Adda.
FORMIGARA: Comune del Cremonese nella Regona D'Adda; già curtis Formigaria" 1202: da formica
(insetto).
CORNALETO: La toponomastica indica la derivazione da "corniolo" ma ci suggestiona maggiormente la
leggenda che indica l'origine del paese nel punto in cui si sono depositate le corna di un bue,
trasportate dal "letto" di un fiume.
SAN LATINO: I pellegrini di 5.Gincomo, (patrono di Brescia)
arrivati vicino a Castelleone decidono di fondare un ospedale e di chiamarlo San Latino,come il
paese che si è sviluppato attorno.
CASTELLEONE: Una ipotesi suggestiva fa risalire il toponimo a Papa Leone, che fortificò con un
castello il paese, per scongiurare il pericolo dell'invasione degli Unni, capeggiati da Attila,
giunta in Italia nel 460 d.c.
4) LUCA E L'ASSE DI PICCHE
Se hai fiato e buone gambe non puoi mancare a questa passeggiata! 40 Km tosti tra piste ciclabili, sentieri nel parco dell'Oglio ed asfalto... Ci vuole una buona mountain bike, un discreto allenamento ma soprattutto tanto coraggio per lasciarvi guidare da me e da Pietro.
In effetti, saremmo potuti sbucare entrambi dal due di PICCHE poiché siamo gli unici maschi della Classe. Respira profondamente e prova pronunciare in un solo fiato l'intero tragitto...pronti...I.T.C.G. "A.Ponzini" Soresina, Ariadello, Azzanello, Castelvisconti, Acqualunga, Villagana, Villachiara, Villabuona, Martinenghe, Barco, Orzinuovi, Soncino, Villa Campagna, Cumignano Sul Naviglio,
Castelletto, Canale Vacchelli, Tombe Morte, Ariadello, Soresina, Scuola.
Ci sei riuscito/a? Ti sei assicurato/a della buona tenuta dei tuoi polmoni e puoi partecipare alla scampagnata. Dopo aver raggiunto Acqualunga il percorso si fa duro. C'inoltriamo nell'alveo dell'Oglio su sterrati fatti per emozionare gli amanti della mountain bike. L'ambiente è meraviglioso.
Se la comitiva desidera raggiungere il fiume, possiamo cogliere il contrasto tra litorali fortemente antropizzati ed angoli ancora incontaminati. Tra le specie vegetali presenti nel parco, troviamo l'acero, il carpino bianco e nero, la fornia, la robinia, il salice e la canna palustre.
Nelle aree golenali, spiccano spesso grosse macchie verdi: le boscate dei pioppeti. Uno sguardo attento può cogliere il volo d'uccelli tra i quali la garzetta, l'airone celerino, la cornacchia, il merlo, la rondine e ancora il picchio, il gufo e la civetta e il fagiano (rincorso per 15 minuti
prima di riuscire a fotografarlo). Con un po' di "fortuna" raggiungiamo Cumignano sul Naviglio e per il canale Naviglio Grande oppure per il Canale Vacchelli arriviamo alle Tombe Morte.Le Tombe Morte sono un importante nodo idraulico situato nel territorio comunale di Genivolta, nel settore centro-settentrionale della Provincia di Cremona.
In poche centinaia di metri quadrati s'intersecano, scambiandosi reciprocamente le acque grazie ad un ingegnoso sistema di chiuse, tre corsi d'acqua di una certa importanza à (Naviglio Civico di Cremona, Naviglio Grande Pallavicino e Canale Vacchelli).Per chi si occupa d'idraulica, il termine "tomba" è sinonimo di sifone, ossia quell'artefatto che permette ad un corso d'acqua di sottopassarne un altro in base al principio dei vasi comunicanti. Probabilmente alcuni di questi manufatti sarebbero caduti in disuso, da qui l'aggettivo "morte".
Per la ciclabile delle Città Murate passando da Ariadello, arriviamo a Soresina in 15 minuti..
La valle del Serio Morto
La valle del Serio morto è un'importante morfostruttura ad andamento meridiano, incisa nel livello
fondamentale della pianura cremonese e molto ben riconoscibile nel paesaggio locale grazie a
diversi elementi di ordine sia geografico sia naturalistico.
Le scarpate morfologiche che la delimitano appaiono ben scolpite nei depositi alluvionali del
piano generale di campagna e mostrano un caratteristico sviluppo a festoni che rappresenta una
traccia delle erosioni attuate dalle antiche anse fluviali del fiume Serio, quando il suo corso si
svolgeva in questa sede. Ampi tratti delle stesse scarpate morfologiche ospitano lembi boschivi
che a loro volta contribuiscono ad evidenziare la fisionomia della valle relitta, distinguendola
di primo acchito dalla restante campagna coltivata.
Sulle sue sponde sorgono alcuni interessanti centri abitati la cui posizione geografica deve
essere considerata come originariamente connessa con il corso fluviale vivo, con cui ogni nucleo
insediativo ebbe storicamente stretti rapporti funzionali, sia di ordine strategico o difensivo
sia di ordine politico amministrativo, economico e viabilistico.
Certamente fino al secolo XII il
fiume Serio occupava questa sua valle di pianura in forma esclusiva: qui cadeva parte del confine
tra il Cremasco e il Cremonese e qui sorse nel 1188 Castelleone, con funzione di avamposto
fortificato a controllo delle azioni militari cremasche.
Sin dai tempi più antichi il Serio costituì linea di confine tra territori diversi: il differente
orientamento della maglia centuriale romana a destra e a sinistra della valle in argomento indica
la stessa come elemento
di demarcazione tra l'ager cremonensis e l'ager bergomensis. Sappiamo che
ancora nell'anno 960 il nostro fiume andava a sfociare in Adda nel punto dove più tardi (1133)
sarebbe sorto l'abitato di Pizzighettone.
Sennonché un documento del 1361 ci avverte che, nel
frattempo, il fiume aveva cambiato percorso, andando ad occupare la sede che ancor oggi gli è
propria e che lo porta a confluire con l'Adda nei pressi di Montodine, abbreviando, cosi, il suo
tracciato di una ventina di chilometri almeno. L'originaria valle, ormai abbandonata, rimase
percorsa dai residui rami del corso fluviale ora alimentati per lo più da acque sorgive mentre
paludi e acquitrini occuparono per diversi secoli queste terre, contrastati solamente dalla
limitata azione di bonifica dei coloni locali che andavano via via strappando coltivi al dominio
delle acque.
La situazione non era completamente cambiata ancora all'inizio del nostro secolo e fintanto che, a
cavallo degli anni Trenta, non venne scavato l'attuale canale di bonifica che finì per drenare
ogni ristagno d'acqua, rendendo sfruttabile la gran parte delle terre estese nel fondovalle.
Questo canale, realizzato tra Madignano e Pizzighettone, intersecando le complicatissime
circonvoluzioni dell'antico corso fluviale di cui si riconoscono ancora molte tracce residue
sfoga il suo carico idrico in Adda a Pizzighettone, coadiuvato da un diramatore che da
Castelleone, seguendo un tracciato rettifilo decorrente per un certo tratto in galleria, convoglia
una consistente frazione idrica sempre nell'Adda, ma in corrispondenza dell'abitato di Gombito.
Aggiornamenti sulla valle del serio Morto