Musei cremonesi e dintorni
Museo Civico "Ala Ponzone" (Pinacoteca Sezione Archeologia)
Museo Stradivariano via Ugolani Dati,
Via Ugolani dati,4
4 Sale espositive - Tel: 0372/407770
Collezione "Gli archi di Palazzo Comunale" Palazzo Comunale
Piazza del Comune, 8 - Tel: 0372/407033
Museo Civico di Storia Naturale Parco del Vecchio Passeggio
viale Trento e Trieste 35/b - Tel. 0372/23766
Museo Berenziano seminario vescovile
via milano , 5 - Tel:0372/202667
Museo della Civiltà Contadina Cascina "Il Cambonino Vecchio"
via Castelleone, 51 - Tel. e fax 0372/560025
Archivio Storico Camerale Camera di Commercio I.A.A. di Cremona
piazza Stradivari - Tel. 0372/28301
http://www.musei.comune.cremona.it/
Musei Vari, Cremona - Como - Torino
Museo Civico Ala Ponzone
Il Museo Civico "Ala Ponzone"
(una struttura che, a tutt'oggi, occupa il vasto complesso monumentale di Palazzo Affaitati) certamente simboleggia il maggiore "nucleo" dell'intera provincia di Cremona, come del resto riportano tutti i testi relativi all'attuale sistema museale cremonese: nel medesimo edificio, peraltro, hanno sede sia la Biblioteca Statale sia la Libreria Civica. L'origine del suddetto museo risale alla donazione delle collezioni artistiche, naturalistiche, archeologiche oltreché di oggetti di arte cosiddetta "minore" da parte del marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone, il quale, nel testamento che lasciò nella seconda metà dell'Ottocento, donò tutti i materiali della propria raccolta a profitto degli studiosi cremonesi.
Con l'istituzione, avvenuta nel 1877 in relazione all'iniziativa dell'allora Commissione
Provinciale per i Monumenti, del Museo Provinciale, per la custodia dei reperti archeologici e dei dipinti provenienti da chiese e da istituzioni religiose soppresse del Cremonese in seguito alle leggi "di eversione dell'asse ecclesiastico",
fu progettata la sua "fusione" con il sopra citato lascito, fintantoché (siamo nel 1888) si arrivò alla costituzione del Museo Civico Ala Ponzone nella sua prima sede presso il Palazzo Ala Ponzone.
I materiali del nuovo museo furono trasferiti nel 1928 nell'attuale sede di Palazzo Affaitati, acquistato dal Comune
appena qualche anno prima. In seguito, donazioni, acquisti e materiali provenienti da scavi archeologici arricchirono il museo che, oggi,comprende una vasta pinacoteca con dipinti in prevalenza cremonesi, lombardi, veneti, toscani ed un significativo nucleo di dipinti fiamminghi; una sezione archeologica che raccoglie testimonianze preistoriche, protostoriche e romane provenienti in gran parte dalla città e dal territorio; una sezione risorgimentale con
documenti e numerosi cimeli relativi alla storia della città in questo periodo; un medagliere composto da più di ventitremila pezzi tra monete, medaglie, punzoni; le raccolte d'arte con terrecotte,sculture, ferri battuti, mobili, porcellane, smalti, disegni. Fa parte del Museo Civico anche la Sezione Stradivariana, a cui si accede dal numero 17 di via Palestro.
Nell'immagine : Michelangelo Merisi detto "Caravaggio" San Francesco in preghiera - olio su tela
Fotografie tratte dal volume "Guida ai Musei nella provincia di Cremona" a cura di Francesco Pagliari
Museo Archeologico
Museo Archeologico
Sono ben undici le sale del Museo Civico "Ala Ponzone" che completano quella che viene comunemente definita la sezione Archelogica, oggi composta di materiali di provenienza eterogenea, acquisiti
con diverse modalità nel corso degli ultimi due secoli.
Il "nucleo" originario, costituito dalla parte archeologica della collezione del nobile cremonese marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone (donata alla sua morte, avvenuta nella seconda metà dell'Ottocento), si articola in ceramiche etrusche, greche, dell'Italia meridionale e della
Sicilia, oltreché di un gruppo di sculture in marmo
(si tratta di teste e di busti) risalenti all'epoca romana.
Sono presenti, inoltre, nella collezione numismatica, alcune migliaia di monete, soprattutto appartenenti all'età romana imperiale.
In seguito all'apertura del museo, avvenuta al termine di travagliate vicende, diverse furono le
donazioni di oggetti archeologici, tra cui particolare importanza rivestono la collezione "Fontana-Crippa", costituita da reperti forse in parte provenienti da una stipe votiva del territorio agrigentino, e il gruppo di materiali dagli scavi accaduti presso l'odierna Calvatone, l'antico vicus romano di Bedriacum.
Con l'unificazione delle raccolte civiche con quelle del Museo Provinciale, entrarono a far parte del patrimonio museale materiali provenienti da rinvenimenti urbani, effettuati in seguito alla demolizione di chiese e di altri edifici cittadini. L'incremento maggiore delle raccolte, per quanto riguarda la provenienza territoriale, si è avuto nel XX secolo, grazie all'atto di deposito al museo, da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici, del materiale che si andava rinvenendo nel sottosuolo cittadino, tra cui i venticinque lacerti di pavimenti a mosaico che costituiscono la testimonianza per molti versi più significativa di Cremona romana.
E' del 1972, poi, l'ultima donazione di materiale di provenienza non locale, costituita dalla cosiddetta raccolta "Dordoni", comprendente ceramiche greche e apule di straordinario pregio. Il patrimonio così formatosi venne esposto nelle sale di Palazzo Affaitati nell'allestimento curato intorno al 1960
dall'allora Soprintendente alle Antichità della Lombardia Mario Mirabella Roberti e da Giuseppe Pontiroli, in qualità di Conservatore del Museo.
Il Museo, quindi, a tutt'oggi garantisce ai visitatori e agli studiosi un'informazione completa, racchiudendo dentro di sé oggetti di grande valore e significato appartenenti - come in precedenza
si è visto - alle più differenti categorie
(lucerne, laterizi ed elementi architettonici, epigrafi, sculture, terrecotte, ceramiche, vetri, oreficeria, monete e medaglie...), permettendo in questa maniera un percorso di visita che si distingue certamente per la compattezza e per la specificità della sua odierna conformazione.
Nell' immagine, un opera oggi in esposizione presso le sale della sezione Archelogica del Museo Civico "Ala Ponzone".
Le fotografie sono tratte dal volume , "Guida ai musei nella provincia di Cremona a cura di Francesco Pagliari
e dal sito Internet: www.musei.comune. cremona.it
Museo Civico di Storia Naturale
Museo Civico di Storia Naturale
Considerato, a buon diritto, una fra le più importanti sezioni del Museo
Civico "Ala Ponzone", il Museo Civico di Storia Naturale vuole documentare la forma storica del collezionismo naturalistico come i caratteri evolutivi della natura e dell'ambiente cosiddetto "antropizzato", ponendosi dunque
come un vero e proprio punto di riferimento per la comprensione dei fenomeni che avvengono o sono avvenuti nel mondo della natura. Il nucleo originario della sezione scientifica, come per altre sezioni del Sistema Museale della Città di Cremona, è costituito dal lascito Ala Ponzone, di particolare interesse giacché Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone, ancor prima che collezionista, fu naturalista e preparatore.
A questo primo nucleo si sono aggiunte, in tempi successivi, altre piccole raccolte donate prevalentemente da naturalisti locali.
Le raccolte scientifiche hanno seguito le vicissitudini del Museo Civico "Ala Ponzone" fino agli anni Cinquanta, momento in cui fu deciso di trasportarle nella sede di Palazzo dell'Arte (pregevole architettura di Carlo Cocchia, situata in piazza Marconi) dove veniva inaugurato, in concomitanza con la Settimana dei Musei il 30 ottobre 1958, il "rinnovato"
Museo Civico di Storia Naturale di Cremona. Infine nel giugno del 1995, il trasferimento nell'attuale sede presso il Parco del Vecchio Passeggio.
Il percorso proposto è articolato in differenti sezioni, il cui "filo conduttore" è rappresentato dalla trasformazione delle funzioni, da collezione naturalistica a istituzione che
oggi si occupa della conoscenza e della conservazione del proprio territorio, maturata nel corso del tempo.
Il "viaggio" dei vistatori dentro il Museo inizia, quindi, con la sezione storica (costituita prevalentemente
dal nucleo originario Ala Ponzone), prosegue con un passaggio attraverso le singole discipline (mineralogia, petrografia, paleontologia e zoologia, con sezione botanica nel parco), per arrivare, infine, alla lettura del nostro territorio. L'ambiente naturale, e in particolare quello urbano, permettono di introdurre un tema di grande attualità applicato alla situazione locale, ovvero una riflessione sulla conservazione della biodiversità
negli spazi del Museo Civico di Storia Naturale, inoltre, sono allestite due sale dentro le quali vengono presentati gli arredi di tre antiche farmacie "storiche" della realtà cremonese.
Due provengono dalla città di Cremona: si
tratta della Farmacia Comunale numero 7, prima situata in via Robolotti e successivamente trasferita in via Manzoni, e la Farmacia Comunale numero 6 prima situata in via XX Settembre ed in seguito trasferita in piazza IV Novembre. E', poi, visibile la Farmacia soncinese "Erba", una struttura del Settecento che, per merito del dottor Tito Erba, ha arricchito il primo nucleo di farmacie storiche della città.
Fotografia : due delle sale del Museo Civico di Storia Naturale
Le fotografie sono tratte dal sito Internet: www.musei.comune.cremona.it
Museo Stradivariano
Museo Stradivariano
Il tema dell'arte e della produzione liutaria, nella città di Cremona, è ben testimoniato da una sontuosa presenza espositiva e museale, di cui il Museo Civico Stradivariano si offre come una realtà informativa degna di nota, a livello sia nazionale sia internazionale.
Nato come sezione specialistica, e dunque dotato di un'immagine di "autonomia", il Museo presenta uno spaccato sull'attività del celebberimo liutaio d'origine cremonese, seguendo una tradizione che risale alla fine dell'Ottocento, allorché veniva accettata dal Comune di Cremona la donazione di Giovanni Battista Cerani, contenente alcuni reperti appartenuti proprio ad Antonio Stradivari.
La parte più rilevante del Museo è, ad ogni modo, come indicano gli studiosi, quella costituita dal
materiale proveniente dal laboratorio del grande liutaio cremonese, venduto dagli eredi di Stradivari a Ignazio Alessandro Cozio conte di Salabue, considerato, a quel tempo, il maggiore collezionista di strumenti ad arco ed esperto in questo campo, e rilevato nel 1920 dal liutaio bolognese Giuseppe Fiorini che lo donò, nel 1930, al Museo Civico di Cremona.
Anche in seguito, questa istituzione museale si arricchirà esclusivamente tramite donazioni private e depositi in comodato. L'attuale sede del Museo Stradivariano è stata inaugurata il 13 dicembre 2001, ed è oggi sita nel suggestivo Palazzo Affaitati in via Ugolani Dati, al numero 4.
Le Sezioni
Reperti In esposizione materiale proveniente dal laboratorio di Antonio Stradivari. Trattasi di un "corpus", unico al mondo, costituito da forme in legno, modelli cartacei e attrezzi vari.
Collezione di strumenti ad arco
Oltre 60 strumenti suddivisi tra violini, viole, violoncelli, contrabbassi e viole d'amore sono esposti nelle sale del Museo, per la maggior parte costruiti da liutai italiani dalla seconda meta' dell'Ottocento alla prima meta' del Novecento.
Itinerario didattico
Una serie di pannelli evidenzia, in tutte le sue fasi, il modo di costruire la viola contralto secondo la tradizione della scuola classica cremonese. E' stata scelta la viola contralto in quanto il corredo per la costruzione di questo strumento, esposto nella bacheca numero 4, e' uno dei piu' completi fra quelli appartenenti alla collezione Salabue-Fiorini.
Palazzo Comunale, mostra permanente
Palazzo Comunale, mostra permanente degli strumenti storici della liuteria cremonese
Il "necessario" completamento del Museo Stradivariano è rappresentato dall'esposizione degli
strumenti storici riuniti nelle apposite sale di Palazzo Comunale, all'interno del quale si può
peraltro accedere alle grandiose sale di rappresentanza, gettare uno sguardo sulla piazza del Duomo e i suoi monumenti.
Un'intera sala è, nel Palazzo, dedicata ai celeberrimi violini storici, in parte di proprietà
pubblica e in parte in deposito, in una conformazione dell'ambiente luminosa e ricca di arredi storici, nonché decisamente "intima" che permette di ammirare da vicino gli strumenti, conservati in trasparenti bacheche.
Gli strumenti conservati nella sala di Palazzo Comunale sono:
Violino: "Il Carlo IX di Francia"
costruito da Andrea Amati nel 1566
Viola: "La Stauffer" costruita da Gerolamo Amati nel 1615
Violino: "L'Hammerle" costruito da Nicola' Amati nel 1658
Violino: "Il disbee" costruito da Antonio Stradivari nel 1669
Violino: "il Quarestani" costruito da Giuseppe Guarneri figlio di Andrea nel 1689
Violoncello: "Ex Cristiani" costruito da Antonio Stradivari nel 1700
Violino: "il Cremonese 1715" costruito da Antonio Stradivari nel 1715
Violino: "Vesuvius" costruito da Antonio Stradivari nel 1724-28
Violino: "Lo Stauffer"
costruito da Giuseppe Guarneri, detto del Gesti', nel 1734
Violino: "Lo Stauffer" costruito da Enrico Ceruti nel 1868 costruito da Simone Fernando Sacconi nel 1941
Museo della Civiltà Contadina
Museo della Civiltà Contadina Cascina
"Il Cambonino Vecchio"
Inaugurato nella seconda metà degli anni Settanta con l'obiettivo preciso di porsi come un
bell'esempio di tipica cascina padana a testimonianza delle forme di vita e di produzione nella
Pianura Padana cremonese, all'incirca durante gli ultimi due secoli, il Museo della Civiltà
Contadina - situato oggi nella cascina "Il Cambonino Vecchio" - da sempre costituisce un elemento
fondamentale nella scelta della tipologia delle collezioni esposte e dell'ordinamento seguito nel
loro allestimento.
La testimonianza offerta dal Museo è, quindi, piuttosto eterogena, giacché gli
ambienti della cascina recuperata, di vita e di lavoro nella loro forma storica, contengono oggetti
che offrono una sorta di "viaggio" sul filo della memoria, mostrando gli attrezzi del lavoro e gli
oggetti d'uso quotidiano, proposti
in un "prezioso" rapporto con le epoche interessate dalle trasformazioni. La stalla antica è la
testimonianza più remota della cascina.
Essa è costituita da sei campate sostenute da archi a tutto
sesto e da cinque colonnine centrali, con il pavimento in mattoni di cotto e con le mangiatoie
ricostruite sulle lettiere originali. Annesse vi sono le porcilaie di allevamento, e tre porcili da
ingrasso, con sovrapposti tre pollai. L'allestimento proposto presenta
oggetti relativi ai lavori legati all'allevamento.
La "bugadeera" (locale adibito a lavanderia)
presenta all'interno due fornelli in muratura, entro cui erano poste le caldaie metalliche per la
bollitura dell'acqua. L'annerimento del soffitto e delle pareti, conservato nell'allestimento,
deriva dal fumo dei fornelli. In una delle case dei contadini è stato ricreato l'ambiente
domestico, mentre un'altra ospita la sede della "Cucina cremonese".
Museo della Civiltà Contadina Cascina "II Cambonino Vecchio"
La casa del fattore si riconosce dal campaniletto posto in cima al tetto.
Il primo piano ospita la sede de "El Zaac".
La stanza a piano terra è, invece, adibita a laboratorio didattico. La casa padronale ha la porta centrale che immette nel bocchirale, un ampio corridoio adibito a "sala di
rappresentanza" che oggi, con le stanze limitrofe, viene utilizzato per attività didattiche e mostre temporanee.
Il barchessale presenta la tipica grigliatura a gelosia, che consentiva la perfetta areazione della corte, in mezzo alla quale si trovava l'aia, utilizzata per l'essicazione dei cereali.
Sotto i portici, da un lato sono esposti i mezzi di trasporto, dall'altro le macchine agricole.
La stalla nuova, il cui accesso è consentito attraverso un vano adibito al ricovero dei cavalli, è costituita da sette campate, con volte a padiglione
formanti anche il pavimento del fienile soprastante.
L'allestimento proposto presenta oggetti
relativi alla cura dei cavalli, ed una sequenza di attrezzi utilizzati per il lavoro nei campi, in tutte le fasi dall' aratura alla cernita delle sementi.
L'Oratorio della Beata Vergine di Caravaggio presenta due ingressi, uno accessibile dall'interno, l'altro esterno attiguo al portone principale della cascina ed ospita ancora oggi alcune delle tradizionali funzioni mariane serali del "Mese di Maggio". Nelle immagini, alcuni significativi scorci del Museo
della Civiltà Contadina di Cremona.
Fotografie : tratte dal volume "Guida ai Musei nella
provincia di Cremona" di Francesco Pagliari
Museo Berenziano
Museo Berenziano
La piccola raccolta di oggetti artistici del Seminario Vescovile prende il proprio nome da Monsignor Angelo Berenzi, insegnante presso il Seminario stesso e già autore di diversi saggi di storia locale.
Dell'origine del Museo, avvenuta nel 1913, parla il fondatore medesimo nella sua
"Storia del Seminari() Vescovile di Cremona", data alle stampe nel 1925: "
Convien pur che lo dica... formato dallo scrivente con materiale raccolto a poco a poco fin dalla sua prima giovinezza e acquistato poi man mano da varie parti nel periodo di oltre cinquant'anni, il Museo fu da lui aperto in Seminario nel 1913 e dedicato alla sua veneranda madre Caterina Gorno...
Quindi da lui stesso fornito pure di una piccola dote, allo scopo di poter onorare per essa anche la memoria del padre suo Giovanni Battista Berenzi".
La raccolta che Monsignor Berenzi legava al Seminario Vescovile comprendeva dipinti, disegni e incisioni, lavori in legno e in terracotta, pietre dure, oggetti di scavo, monete e medaglie, autografi e oggetti commemorativi di grande interesse e significato storico.
In seguito nuovi pezzi entrarono nel museo per donazione o per deposito da enti cittadini.
Tra le realtà di maggior interesse vanno citate, oltre alla raccolta numismatica e agli oggetti di scavo d'epoca preistorica, alcuni dipinti tra cui una natività di Altobello Melone, tre tavolette da soffitto di Bonifacio Bembo e due piccole tele del Genovesino.
H Museo Berenziano, benché escluso da un "giro turistico" rapido nella città di Cremona e dunque non aperto al pubblico, è accessibile agli studiosi che ne facciano richiesta alla Direzione del Seminario.
Di grande interesse, oltre alla sezione artistica, risulta la sezione storico-naturalistica, che rende testimonianza di un'attività scientifica e didattica, integrata dalla presenza di preziose opere a stampa d'argomento naturalistico, conservate dentro la Biblioteca del Seminario.
Nella fotografia in alto, Giacomo Bertesi - Cristo Risorto (scultura in legno, policromata e dorata).
La fotografia è tratta dal volume "Guida ai Musei nella provincia di Cremona" di Francesco Pagliari
Archivio Storico Camerale
Archivio Storico Camerale - Camera di Commercio di Cremona
I cimeli storici oggi conservati nell'Archivio della Camera di Commercio svolgono un'importante funzione museografica, oltre ad essere fonte indiscussa per lo studio delle attività mercantili, di commercio ed economiche in
senso lato, dal Medioevo ai giorni nostri, nella comunità cremonese.
Il valore storico-archivistico si unisce ai valo
ri comuni ad oggetti che hanno posseduto una funzione d'uso, una funzione di "rappresentanza", una funzione di segno distintivo, interessando anche la sfera della cultura materiale e la sfera della comunicazione attraverso segni e disegni: gli oggetti conservati nell ' Archivio Camerale e in parte esposti in vetrine sono, infatti, collegati alle attività mercantili, in quanto pesi e misure, monete, sigilli, oggetti d'uso e di lavoro, marchi di fabbrica e di commercio per le varie attività, libri delle matricole per contrassegnare gli aderenti e praticanti determinate arti e attività in particolari corporazioni.
Non di rado si ritrova anche l'oggetto fornito di una propria conformazione rilevante in senso estetico, come nelle rilegature preziose per i "libri" che conservano appunti statuti e matricole, o nei tratti essenziali dei marchi distintivi, che rappresentano attraverso un rapido ed efficace disegno una sorta
di "riconoscimento" estetico Per l'attività praticata.
Questa importanza per la ricostruzione dell' identità nel lavoro nei confronti della comunità era ben chiara anche all'atto di costituzione dell'Archivio Museo della Camera di Commercio, nel 1953: studi e ricerche storiche erano auspicate - dando alle stampe l'Inventario dell'Archivio storico Camerale (a cura di U.Gualazzini, 1955) - al pari di più rapide visioni per i "codici e gli oggetti più significativi" esposti nelle vetrine.
In questo senso, se non si può parlare di Museo propriamente detto, si deve certamente riconoscere l'implicita funzione museale, che si collega agli oggetti storici e d'arte conservati negli istituti museali civici ed è supportata dalla possibilità di spiegazioni didattiche anche per le scolaresche, in continuazione delle esperienze effettuate con esposizioni tematiche e pubblicazioni (scientifiche e divulgative) a proposito dei "marchi di fabbrica" e delle corporazioni d'Arte a Cremona.
Nella fotografia in alto, "Liber sive Matricula Mercatorum Civitatis Cremonae" del 1389.
Le fotografie sono tratte ambedue dal volume "Guida ai Musei nella provincia di Cremona", a cura di Francesco Pagliari.
Musei vari ( Milano - Como - Torino)
L'Acquario civico di Milano svolge un ruolo fondamentale nella divulgazione e nella didattica nel campo scolastico con molteplici itinerari rivolti alle scuole di ogni ordine e grado. Si occupa principalmente di questo aspetto la Cooperativa Verdeacqua che, con una convenzione con l'Acquario, da anni opera presso l'Istituto.
http://www.acquariocivicomilano.eu/cms/
I sei musei si trovano in pieno centro a Milano, nell’area compresa fra piazza Scala, via Borgonuovo e via Montenapoleone, oggi famosa in tutto il mondo per i suoi eleganti negozi e per gli atelier della moda.
È una zona ricca di storia e di tradizioni culturali, nella quale si aprivano i salotti e i circoli dell’aristocrazia colta e liberale e dove hanno abitato artisti, letterati e intellettuali animati da ideali patriottici come Manzoni, Stendhal, Verdi, Puccini, Carlo Cattaneo e Federico Confalonieri.
Museo del Risorgimento, Milano
Museo di Milano, Milano
Museo di Storia Contemporanea, Milano
Casa del Manzoni, Milano
Il Museo Teatrale alla Scala, Milano
Museo Bagatti Valsecchi, Milano
http://www.museidelcentro.mi.it/
Museo del Duomo, Milano
Nel 1386 l’arcivescovo Antonio da Saluzzo avviò la costruzione del Duomo di Milano. Alle iniziali forme gotico-lombarde nel 1387 il duca Gian Galeazzo Visconti preferì una decisa impronta gotica fornendo il marmo di Candoglia.
http://www.duomomilano.com/
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano
Situato in un monastero olivetano costruito agli inizi del '500 nel cuore della città di Milano, si estende su 40.000 mq ed è il più grande museo tecnico-scientifico in Italia.
Le sue collezioni, che ospitano circa 10.000 oggetti, presentano l'evoluzione scientifica e tecnologica ed esplorano il complesso rapporto uomo-macchina a partire dalla figura di Leonardo da Vinci.
http://www.museoscienza.org/
Il Museo Popoli e Culture, Milano
è un museo di arte estremo-orientale e di etnografia fondato nel 1910.
Fra le sue collezioni sono presenti numerosi oggetti legati al mondo religioso dell'Asia. Non sono semplicemente opere di valore storico o artistico, ma anche preziose testimonianze dell'anelito religioso di popoli di antica cultura.
Le raccolte offrono inoltre una visione della vita e delle tradizioni di vari popoli.
http://www.pimemilano.com/index.php?l=it&idn=24
ll Museo Poldi Pezzoli , Milano
è un ente non lucrativo fondato nel 1881 dal collezionista Gian Giacomo Poldi Pezzoli. E'una delle più importanti case museo in Europa, esemplare del gusto di una tra le più raffinate collezioni artistiche del XIX secolo. La dimora aristocratica del nobile Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822-1879) è la cornice di una eccezionale raccolta di dipinti italiani del Rinascimento e anche di una collezione davvero unica di arti decorative: armi, porcellane, vetri, tessili, orologi e oreficerie.
http://www.museopoldipezzoli.it/
Accademia Ambrosiana, Milano
Situata nel cuore di Milano e dell' Europa, l' Accademia Ambrosiana è l' ultimo e neonato erede del lungimirante progetto di Federico Borromeo: essa è stata infatti costituita dal cardinale Dionigi Tettamanzi con l' approvazione del nuovo Statuto il 20 marzo 2008. Coordinata dal Collegio dei Dottori, ha come scopo di fare
dell' Ambrosiana una agorà, un luogo dedicato a promuovere l' incontro e il dialogo tra diversi popoli e culture eterogenee, un crocevia tra Nord e Sud, tra Est ed Ovest.
http://www.ambrosiana.it/
Accademia di Belle Arti , Milano
Il Palazzo dove ha sede l'Accademia di Belle Arti deve il suo nome, Brera, al termine di origine germanica "braida" indicante uno spiazzo erboso. Sorto sul luogo di un convento dell'ordine degli Umiliati, il palazzo passò ai Gesuiti (1572) che nel secolo successivo ne affidarono la radicale ristrutturazione a Francesco Maria Richini (dal 1627-28). Soppressa nel 1772 la Compagnia di Gesù, il palazzo ricevette un nuovo assetto istituzionale in cui, accanto all'Osservatorio Astronomico e alla Biblioteca già fondata dai Gesuiti vennero aggiunti nel 1774 l'Orto Botanico e nel 1776 l'Accademia di Belle Arti.
http://www.accademiadibrera.milano.it/rita_vo1_fr.htm
Bambini
Il Civico Planetario "Ulrico Hoepli" di Milano
è un istituto per la divulgazione e la didattica dell'astronomia e delle scienze collegate (fisica, astronautica, scienze della Terra, ecc.). È il più grande in Italia e prende il nome dallo strumento "planetario" che vi è installato. Un planetario è un sistema di proiezione che riproduce, con grande realismo e suggestione, l'aspetto del cielo stellato e i fenomeni astronomici osservabili da qualunque luogo della Terra nel passato, nel presente e nel futuro.
Situato nei Giardini Pubblici "Indro Montanelli" presso Porta Venezia, il Planetario è a poca distanza, negli stessi giardini, da altri luoghi di ritrovo per gli appassionati di scienza e natura di ogni età: il Museo Civico di Storia Naturale, il PaleoLab e il BioLab.
http://www.comunedimilano.it/dseserver/webcity/Documenti.nsf/webHomePage?OpenForm&settore=SVIY-5HNGA3_HP
Museo dei bambini a Milano
MUBA nasce nel 1995 con l'obiettivo della realizzazione di un Museo dei bambini a Milano, ed Ë il primo gruppo che ha proposto con successo mostre di grande rilievo per bambini, in Italia e all'estero, uniche per ampiezza e numero di visitatori. Dal 1998 MUBA presenta le proprie mostre presso la Triennale di Milano, tappa di partenza per la successiva itineranza in altri musei italiani. Muba opera, dunque, in modo continuativo su un territorio non solo locale, con proposte culturali ed educative fortemente caratterizzate. Si propone come l'unica struttura in Italia specializzata nella realizzazione di percorsi di gioco e mostre interattive per bambini. Da febbraio 2007 MUBA Ë anche una Fondazione e ospita la sede dell'associazione europea dei musei dei bambini, Hands On! Europe
http://www.muba.it/php/mostre.php
Museo del Cavallo Giocattolo, Grandate - Como
Il 14 Aprile 2000 si apre al pubblico il primo museo al mondo del Cavallo Giocattolo.
Il museo è per tutti, grandi e piccini: scoprite il mondo del caro, vecchio cavallo giocattolo.
Il Museo del Cavallo Giocattolo espone al pubblico 535 cavalli, fabbricati tra il 1700 ai giorni nostri. I pezzi sono stati collezionati in tanti anni di ricerca, e selezionati uno per uno, tenendo conto non solo del loro valore estetico, evocativo e materiale, ma soprattutto, di quello affettivo.
Sono piccole grandi sculture, opere d'arte, anche perché il cavallo giocattolo ha sempre occupato il primo posto nella predilezione dei bambini.
http://www.museodelcavallogiocattolo.it/
Il Museo Egizio di Torino
è, come quello del Cairo, dedicato esclusivamente all’arte e alla cultura dell’Egitto antico. Molti studiosi di fama internazionale, il primo dei quali fu il decifratore dei geroglifici egizi, Jean-François Champollion, che giunse a Torino nel 1824, si dedicano allo studio delle sue collezioni, confermando così quanto scrisse Champollion: «La strada per Menfi e Tebe passa da Torino».
http://www.museoegizio.it/index.jsp