Cristiani per servire                                                                                                                                    Dicembre 2015 

 

 

27/12/2015

Suicidio assistito e eutanasia: un ritorno alla negazione della vita!

 

   

 


Cristiani per servire

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Il Presidente

“Un obiettivo per ogni giorno: trasmettere un po’ della tenerezza di Cristo a chi che ne ha più bisogno", è il tweet pubblicato da Papa Francesco sul suo account Twitter @Pontifex, seguito da oltre 25 milioni di followers.

Nella trasmissione della tenerezza di Cristo verso il bisognevole, ecco che si presenta un nuovo caso di eutanasia dove ora si tratta di una cittadina italiana in Svizzera, la quale ha riaperto nei giorni scorsi il dibattito sul fine vita, alimentato da un video della donna malata di tumore che annunciava in Tv la sua decisione, sostenuta, pare anche economicamente per i costi della trasferta a Berna dove ha posto fine alla sua vita, da un Partito che da molti anni è impegnato a promuovere il suicidio assistito, quale diritto della persona.

In realtà un diritto insostenibile nel suo complesso, in quanto si deve compiere una distinzione molto importante tra il suicidio assistito, il caso di cui stiamo parlando e l’eutanasia. Ma qual è la differenza ?

Il suicidio assistito viene compiuto di fatto con l’aiuto di un medico dallo stesso soggetto che vuole morire e di solito viene compiuto quando ancora non si è in una fase terminale.

Nell’esempio portato da quel Partito, pare, che la stessa persona abbia detto che facendo la chemio avrebbe potuto continuare a vivere due o tre anni, mentre si tratta di una situazione molto diversa da quella che solitamente è legata all’eutanasia, che viene compiuta nella fase terminale della vita.

Nella n/s civiltà oggi, fine 2015, l’opinione pubblica pensa che si debba dare un aiuto per vivere al malato in modo dignitoso senza accanimento terapeutico o quant’altro.

Non esiste propriamente un diritto a morire per il semplice fatto che la morte non è, né un diritto né un bene, tanto è vero che tutta la medicina combatte la morte e cerca di favorire e accompagnare la persona alla morte nel modo più adeguato, più consono, più civile.

Ma cose è l’eutanasia, l’accanimento terapeutico, il testamento biologico?

  1. Nell’antichità il vocabolo significava una morte dolce, senza sofferenze, oggi si interpreta quale intervento diretto ad attenuare il dolore della malattia e dell’agonia.

  2. Accanimento terapeutico. E’ una serie di interventi medici sul malato in sede terminale.

  3. Testamento biologico è la dichiarazione anticipata di volontà, cioè il consenso informato, l’autodeterminazione del paziente a garanzia di cure palliative e terapie del dolore.

Ai Politici diciamo molto chiaramente: finiamola di speculare sul dolore umano!

Ecco in breve una “visione” che l’uomo ha della sua persona, della vita, della sofferenza, della morte, mentre da tempo in Italia si registrano tentativi di legalizzare l’eutanasia!

Purtroppo c’è chi vorrebbe spingere la società ad essere selettiva sulla vita e sulla morte dei suoi membri, attraverso una, anche se impropria, “licenza di uccidere”, in contrasto con gli insegnamenti di Ippocrate, il padre della medicina che adottava il principio: “L’uomo è ministro ed interprete della natura, se ad essa non obbedisce, ad essa però non comanda” e “non darò a nessuno alcun farmaco mortale neppure se richiestone, né mai proporrò un tale consiglio”.

In parole povere ripeto con la pubblica opinione: la medicina ed il dovere del medico sono di proteggere la salute, guarire le malattie, alleviare le sofferenze, confortare nel rispetto della libertà la dignità della persona, impegno a favore della vita contro la morte.

Così come è stata presentata la “problematica” nella politica dai politicanti, si corre il rischio di considerare la cosiddetta pietà per le sofferenze insopportabili, come uno strumento che porta all’eliminazione della vita che non avrebbe più valore.

Si tratta di “considerazioni” molto pericolose perché potrebbero coinvolgere malati di Alzheimer, handicappati psichici, disabili fisici con gravi patologie, bambini anormali o, come in Gran Bretagna che è stato chiesto alla Suprema Corte il suicidio assistito per i depressi, un relativismo incosciente!

Il principio fondamentale di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, assieme a quello di libertà e solidarietà sociale, è affermato dall’art. 3 della Costituzione Italiana.

Sarebbero quindi contrarie alla stessa quelle eventuali norme che concedessero ad una categoria od a singoli individui particolari privilegi non riconosciuti alla generalità delle persone, perché ciò violerebbe il principio della uguaglianza di trattamento.

Al principio di eguaglianza si ricollega  il principio della pari “dignità sociale” affermata in linea generale dall’art. 3 della Costituzione dove trova esplicazione in numerose altre disposizioni, come l’art.13 (“è punita ogni violenza fisica o morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”); l’art. 32 (“rispetto della persona umana”); l’art. 36 (“esistenza libera e dignitosa”); l’art. 41 (“dignità umana”).

Alla pari “dignità sociale”, più volte richiamata dalla Costituzione, ne discendono i così detti diritti sociali, come il diritto ad ottenere dallo Stato determinate prestazioni a favore di bisognosi, di assistenza sanitaria, cure gratuite per gli indigenti, ri-addestramento professionale per gli invalidi (art. 38) la protezione della madre e del fanciullo (art. 31).

Un medico dell’antichità per convincere pazienti riluttanti suggeriva: “I medici che somministrano una medicina amara devono cospargere di dolce miele l’orlo del calice, in modo che il malato beva il farmaco”: ora Signori della Politica non si può più indorare la pillola come attualmente si “dice” con il presentare “casi”  dolorosi”.

Il valore della vita dipende per i cristiani dalla capacità di seguire il rapporto della persona indicato dalla Fede e per i non credenti dall'interpretazione del rispetto della dignità e della libertà umana.

La rigidità della nostra Costituzione non significa che essa debba rimanere immutata, può darsi che alcune norme, come si cerca ora , debbano essere riviste per adattarle a nuovi indirizzi che si vanno formando nelle coscienze dei cittadini.

Allora secondo l’art.138 della Costituzione due sono i sistemi di revisione, uno rientrante nelle competenze del Parlamento ed un altro alla decisione di tutto il popolo mediante il referendum. E’ il Parlamento che deve interpretare le esigenze della società!... e non le dispute o le recriminazioni ed il popolo è sovrano nelle sue decisioni!

Ancora una volta diciamo: finiamola di speculare sul dolore umano!

In un certo senso si stia, in qualche modo, speculando su alcuni casi molto particolari dimenticando che una risposta adeguata alla domanda di sostegno e di solidarietà delle persone non sia certo quella di procurare immediatamente la morte.  Non credo che nessuno abbia il potere di procurare la morte ad altre persone.

Togliere il divieto di uccidere significa entrare in un contesto culturale che è lesivo dei diritti della persona e non è credibile la battaglia di quel Partito sia una battaglia capace di rispondere all'esigenza del nostro tempo, siamo in un’epoca nella quale dovremmo tornare a pensare che l’eutanasia e le pratiche dell’eutanasia sono sempre state legate a un modello di barbarie e di inutili soppressioni di persone. La vita è sacra per i cristiani, da vivere intensamente da quelli non cristiani.

E’ pur vero che dobbiamo anche lottare contro le pratiche di accanimento terapeutico che sono state sicuramente esasperate dall'evoluzione della tecnologia medica.-Credo che la battaglia di quel Partito faccia male a tutte le questioni e a tutte le impostazioni che hanno a cura un’assistenza reale delle persone che sono sofferenti.

Con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con fiducia!“.

Previte

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La nostra Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.


Franco Previte

 

 




Preghiera dei disabili mentali

Padre della vita, che con infinito amore guardi e custodisci coloro che hai creato, ti ringraziamo per tutti i tuoi doni. Ascoltaci quando ti invochiamo. sostienici quando vacilliamo, perdona ogni nostro peccato. Signore Gesù, Salvatore del mondo, che hai preso su di te i pesi e i dolori dell’umanità, ti affidiamo ogni nostra sofferenza. Quando non siamo compresi, consolaci, nell’inquietudine donaci la pace, se siamo considerati ultimi, tu rendici primi. Spirito Santo, consolatore degli afflitti e forza di coloro che sono nella debolezza, ti imploriamo: scendi su di noi. Con il tuo conforto, il pellegrinaggio della nostra vita sia un cammino di speranza verso l’eternità beata del tuo Regno. Amen. (Card. Dionigi Tettamanzi Genova Giugno 2000)












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