Cristiani per servire                                                                                                                                          Maggio 2015     

 

 

21/05/2015

Papa Francesco alla CEI “non siate timidi nel denunciare i corrotti “, mentre lancia un nuovo tweet dall’account  Pontifex “Dio sempre ci aspetta, sempre ci capisce, sempre ci perdona“.

 

 

 


Cristiani per servire
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Il Presidente

Singolare è la “informazione” che Papa Francesco ha “lanciato” ai Vescovi italiani riuniti nell’Aula Nuova del Sinodo in Vaticano in occasione della 68° Assemblea Generale incentrata nell'Esortazione Apostolica del Pontefice “Evangelii gaudium” destinata ai Presbiteri, alle persone consacrate, nel denunciare i corrotti e nel formulare nello specifico di non essere astratti nei Documenti Pastorali, anzi rafforzando il ruolo dei laici perché anch'essi siano responsabili senza bisogno di “un Vescovo pilota”.

Aprendo i “lavori“ della CEI con viva forza e coraggio Papa Francesco, con quell'aria semplice modesta e nel contempo sagace che ha cambiato di non poco, oserei dire, le sorti del mondo, ha messo le “mani” nella profonda ferita della corruzione pubblica e privata che è una delle cause di turbamento, ricordando quando l’uomo di Chiesa viene  messo a servizio della gente, dovrebbe essere sostenuto da laici responsabili e capaci e non circondandosi da automi che fanno solo quello che il Parroco dice.

In una parola essere tutti anche difensori della Fede, ma anche dei più deboli, soprattutto non emarginando i bisognosi, i poveri, gli ammalati a volte “usati” come merce di scambio o di baratto e questo lo deve fare un Vescovo che unisce alla Parola, in sintonia con quella del Signore, quella di avere umiltà, misericordia saggezza, virtù che Papa Francesco definisce “sensibilità ecclesiale” la quale “come buoni Pastori escono verso il popolo di Dio per difenderlo dalle ideologie moderne che gli tolgono la dignità umana.

Davvero nuova è la maniera di concepire il ruolo dei laici nella Chiesa definito “indispensabile” e “disposti ad assumersi le responsabilità che a loro competono”, mentre “i laici con una formazione cristiana autentica non dovrebbero aver bisogno del Vescovo pilota, o del Monsignore pilota o di un input clericale per assumersi le proprie responsabilità a tutti i livelli, da quello politico a quello sociale, da quello economico a quello legislativo! Hanno invece tutti la necessità del Vescovo Pastore!”.

Ci viene in mente quanto in tempi passati Papa Francesco disse: “pregate per i Vescovi ed i Preti perché siano Pastori e non lupi rapaci” (15 maggio 2013  Vaticano Chiesa Santa Marta), mentre decise coraggiose parole del Santo Padre furono molto significative, “Quando un Vescovo, un Prete va sulla strada della vanità, entra nello spirito del carrierismo e fa tanto male alla Chiesa: fa il ridicolo, si vanta, gli piace farsi vedere, tutto potente… E il popolo non ama quello!” Oggi viviamo, purtroppo, in una vita quotidiana piena di sorprese!

Quando quelli che sono nel Tempio, siano Sacerdoti, laici, segretari, ma che hanno da gestire nel Tempio la pastorale del Tempio, divengono affaristi, il popolo si scandalizza. E noi siamo responsabili di questo. Anche i laici, tutti”, ha avvertito Papa Francesco.

E nell'Omelia della Messa celebrata a Santa Marta il 21 novembre 2014 ancora una volta ammonisce: “Se io vedo che nella mia Parrocchia si fa questo, devo avere il coraggio di dirlo in faccia al Parroco”.

Queste parole molto significative di storia del giorno, ma maestre di vita, illustrano una cruda realtà quotidiana e di storia che per la Chiesa hanno valenza non solo in Italia, ma anche nel mondo, eppure rappresentano quei tasselli di quel grande quadro di cui è costituita la vita della Chiesa.

Sono parole e valori profondamente umani, frutto di un atteggiamento non di compassione sopportazione o di chiusura degli occhi di fronte al male, ma di contenuto che insistono nella realtà della vita quotidiana, sono e restano alla base del sistema formativo, espresse con quella tenerezza, franchezza e semplicità con la quale ci ha abituato Papa Francesco, soprattutto parole di misericordia, parole espresse con una certa notevole rudezza che dovrebbero cambiare il cuore di qualche vivace ed impertinente ecclesiastico, che rende molto caldo il clima della realtà quotidiana.

Quelle parole devono tendere alla rieducazione ed alla risocializzazione anche di fronte ad una realtà scomoda!

Il popolo di Dio sa perdonare i suoi Preti, quando hanno una debolezza, scivolano su un peccato”, ha spiegato Papa Francesco: “Ma ci sono due cose che il popolo di Dio non può perdonare: un Prete attaccato ai soldi ed un Prete che maltratta la gente“.

Una volta Papa Francesco disse “I soldi sono lo sterco del diavolo” e “quando la Chiesa o le Chiese diventano affariste, si dice che non è tanto gratuita, la salvezza”, continuando il suo dire “Penso allo scandalo che possiamo fare alla gente con il nostro atteggiamento”, sottolineando, “con le nostre abitudini non sacerdotali nel Tempio: lo scandalo del commercio, lo scandalo delle mondanità, entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi per il battesimo, la benedizione, le intenzioni per la Messa e il popolo si scandalizza”.

Altro che semplici “Osservazioni”, “Catechismo”, “Omelia”, ma una rinnovata Catechesi quella del Vescovo di Roma, come ama definirsi Papa Francesco, che ci porta alle sorgenti della Fede ed attuali nell'Anno dedicato alla Vita Consacrata, parole che illustrano una realtà a volte sconvolgente,  dure e coraggiose, parole che centrano uno dei malesseri che avviliscono quanti sono dentro e fuori della Chiesa e soffrono.

Il Prete, direi meglio, il Sacerdote che non fa il Prete, od il Prete che non fa il Sacerdote ma cede alla tentazione dei soldi e della vanità, secondo Papa Francesco non vuole essere una condanna, ma un richiamo amorevole (anche se duro!) affinché Sacerdoti e Presuli siano al servizio del popolo di Dio ed esso preghi per loro.

Le parole del Papa, sono una “raccomandazione”, non un rituale, anche se pieno di rimproveri o constatazioni,  ma di tenerezza, di amore Pastorale ribadendo l’invito ai cristiani a pregare per gli uomini di Chiesa, “perché siamo poveri, perché siamo umili, miti, al servizio del popolo”, e la parola del Papa è la via sicura per incamminarci da veri cristiani, come fecero gli Apostoli che seguirono Gesù sulla via della Croce.

Su alcuni aspetti della Fede, ritenuti ancora ambigui “per il cristiano legato a certe idee del mondo” dice Papa Francesco  “non si deve usare Cristo per fare carriera”, mettendo in guardia “dalle tentazioni di seguire Gesù per avere più potere” (Santa Marta 28 maggio 2013): una tentazione radicata, purtroppo, nel cuore di molti cristiani!

L’obiettivo dell’Anno della Vita Consacrata è quello di riscoprire la n/s Fede, della quale non solo attiene al  Sacerdote, ma deve essere di sprono per il cristiano e non solo e per tutto quel mondo che ha ed abbiamo tutti fortemente necessità della Fede, in cui contenuti, espressi dai Sacerdoti, sono nel Catechismo della Chiesa Cattolica, con l’intento quotidiano, specie dei credenti, di non dimenticare di affidare con Fede la loro esistenza al Signore ed alla Madonna della Misericordia.

Occorre nel momento molto delicato che i Sacerdoti impartiscono i principi della Fede e non nelle divagazioni del mondo contemporaneo.

Per noi cristiani è necessario chiedersi se nel n/s vivere quotidiano siamo in grado di poter essere con il Salvatore o si riduce tutto ad un momento celebrativo e non di riflessione e chi non si pente e ”fa finta di essere cristiano fa tanto male alla Chiesa“ (Papa Francesco 11 novembre 2013 Chiesa S. Marta Vaticano).

Dio sempre ci aspetta, sempre ci capisce, sempre ci perdona!

Con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II: “Andiamo avanti con speranza!

Previte

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Franco Previte

 

 




Preghiera dei disabili mentali

Padre della vita, che con infinito amore guardi e custodisci coloro che hai creato, ti ringraziamo per tutti i tuoi doni. Ascoltaci quando ti invochiamo. sostienici quando vacilliamo, perdona ogni nostro peccato. Signore Gesù, Salvatore del mondo, che hai preso su di te i pesi e i dolori dell’umanità, ti affidiamo ogni nostra sofferenza. Quando non siamo compresi, consolaci, nell’inquietudine donaci la pace, se siamo considerati ultimi, tu rendici primi. Spirito Santo, consolatore degli afflitti e forza di coloro che sono nella debolezza, ti imploriamo: scendi su di noi. Con il tuo conforto, il pellegrinaggio della nostra vita sia un cammino di speranza verso l’eternità beata del tuo Regno. Amen. (Card. Dionigi Tettamanzi Genova Giugno 2000)












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