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07/09/2000   Parlamento Europeo. Concluso l’esame della petizione!
08/09/2000   Commissione Europea. Politiche sanitarie…
09/09/2000   3 Dicembre 2000: Giornata Giubilare del disabile.
29/09/2000   RAI, pedofilia, malattia mentale ...

 

 

07/09/2000   Parlamento Europeo. Concluso l’esame della petizione!

Commissione per le Petizioni                                                  Lussemburgo,

IL PRESIDENTE                                                                     EB/fp

                                 120359      05.09.2000

                     Sig. Francesco PREVITE

                                                                       Via A. Coniglio, 62

                                                                       I-95012 CASTIGLIONE DI SICILIA

Oggetto: Petizione n. 146/99

Egregio Signore, con riferimento alla mia lettera del 11.04.2000, mi pregio comunicarLe che la commissione per le petizioni ha proseguito l’esame della Sua petizione nella sua riunione del 10 luglio 2000, basandosi in particolare sulle informazioni complementari della Commissione europea.

Le trasmetto in allegato, a titolo informativo, la risposta della Commissione europea. Sulla base di tali informazioni la commissione per le petizioni ha deciso di concludere l’esame della Sua petizione.

L’esame della Sua petizione è in tal modo concluso. La prego di gradire i miei più distinti saluti.

                                                                                                           Nino Gemelli

Allegato: Risposta della Commissione (PE 290.531)

 

III. Risposta della Commissione, ricevuta il 12 aprile 2000.

Conformemente all’ambito d’azione nel settore della sanità pubblica, l’organizzazione e il sistema sanitario, l’assistenza e il finanziamento sono di competenza degli Stati membri. Quindi non spetta alla Commissione formulare osservazioni sulla situazione prevalente in Italia in questo settore.

 

Ciò nonostante, i problemi relativi alla salute mentale acquistano un’importanza crescente nelle discussioni al vertice delle istituzioni europee a causa delle loro ripercussioni economiche sul tessuto economico e sociale della società. In effetti, per sottolineare l’importanza della salute mentale e la necessità di agire nel quadro della strategia comunitaria di salute pubblica, il 18 novembre scorso il Consiglio “Sanità” ha approvato una risoluzione sulla promozione della salute mentale in Europa. A tale proposito, il Consiglio ritiene necessario:

-        attribuire alla salute mentale una maggiore importanza, metterla più in rilievo, e promuovere la buona salute mentale, in particolare presso i bambini, i giovani, le persone anziane, nonché sul luogo di lavoro;

-        stimolare e sostenere la ricerca sulla salute mentale e la sua promozione, avvalendosi anche delle possibilità offerte dal Quinto programma quadro della Comunità europea per le azioni di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (1998-2002);

-        prevedere l’integrazione delle attività in tema di salute mentale nel programma d’azione futuro nel settore della sanità pubblica, ad esempio, lo scambio di informazioni e buone pratiche o la creazione di reti (l’attuale programma di promozione della salute scade nel dicembre 2000);

-        esaminare, una volta consultati gli Stati membri, la necessità di elaborare una proposta di raccomandazione del Consiglio sulla promozione della salute mentale.

 

29 maggio 2000

CM\4125541T.doc                                                                            PE 290.531

G

 

 

 

08/09/2000   Commissione Europea. Politiche sanitarie…

 “Nel settore della Sanità Pubblica le politiche sanitarie ed economiche devono essere sostenute dagli Stati membri della Comunità Europea.” Così si è espressa la Commissione Europea con la Risoluzione PE 290.531 in risposta alla nostra Petizione n. 146/99, evidenziando, comunque, che “i problemi relativi alla salute mentale acquistano un’importanza crescente nelle Istituzioni Europee”. Le motivazioni che abbiano voluto sostenere sono state dettate da considerazioni umanitarie, etiche, sanitarie e sociali che coinvolgono, anche, l’intera nostra società. La risposta della Comunità Europea, anche se ci gratifica dei nostri sforzi, non ci può ritenere soddisfatti finché non si passerà dalle burocratiche parole a fatti concreti che diano una speranza ed una certezza alle migliaia di famiglie interessate a questo disagio ed al futuro incombente in ciascuna di esse. Fra i tanti problemi tutti importanti e necessari che sono sul tappeto e pertanto oggetto di attenzione e preoccupazione (terremotati – disoccupati – nuovi poveri per citarne alcuni), ribadiamo ancora una volta che non può essere dimenticata dalle Istituzioni italiane quella realtà sociale nella quale “convivono” i disabili mentali. La Comunità Europea propone una dettagliata precisa linea da seguire, che riteniamo necessaria ed urgente, lasciando alle nostre Istituzioni, tutte, il compito di dare le giuste risposte alle molteplici domande ed aspirazioni dell’opinione pubblica fondamentalmente in diritto di richiedere quelle garanzie più volte richiamate dalla Costituzione Italiana.

G

 

 

 

 

09/09/2000   3 Dicembre 2000: Giornata Giubilare del disabile.

Nello stesso giorno in cui l’ONU celebra la Giornata Mondiale dell’ handicappato, la comunità cristiana ricorda il Giubileo dei disabili e fra questi non si può non ricordare anche quelli psichici e mentali.

Scaricati dalle strutture pubbliche, anche perché il vuoto legislativo ostacola qualsiasi iniziativa, il carico assistenziale è “piombato” sulle famiglie, sul volontariato, sulle Opere Caritative Cattoliche e non. Quindi la comunità nel suo insieme e nelle sue diverse competenze si p fatta carico della sofferenza psichica.

Se quella legge, la 180/1978, ha ridotto al minimo il trattamento psichiatrico in regime ospedaliero ed ha impedito il ripetersi del “manicomio”, non ha alimentato certamente l’attuazione dei servizi previsti sul territorio.

Non vogliamo entrare nel merito di questa anomala situazione, ma dal punto di vista etico esaminiamo il comportamento che dovrebbe assumere il cristiano – cittadino.

La cristianità può far osservare, nella sua duplice funzione, alle Istituzioni questo disagio sociale attivandosi per promuovere, difendere e diffondere la cultura del rispetto della dignità di ogni uomo o donna anche di quello il cui stato di salute fisico – psichico è carente, rimettendolo al centro delle attenzioni quale persona bisognevole di solidarietà e di accoglienza secondo i canoni della Costituzione.

E’ pur vero che può avvenire l’integrazione dei disabili mentali nella vita della comunità, specie cristiana, come il Signore insegna “camminando” accanto ai più emarginati.

Ma essendo in gioco la dignità della persona, il cristiano deve invocare non assistenzialismo “guidato”, ma assistenza “dignitosa” considerando il disabile mentale un cittadino, un uomo, un malato bisognevole.

Se il sostegno alle famiglie loro è carente (com’è pur vero), se il calvario dei familiari è di sofferenza e di dolore che dura spesso una vita (e dopo?), ai cristiani il compito di sollecitare le Istituzioni a “cancellare” condizioni di silenzio e disinteresse.

Anche la Commissione Europea con nota PE 290.531 afferma “nel quadro della strategia comunitaria di salute pubblica, il 18 novembre scorso il Consiglio ‘Sanità’ ha approvato una risoluzione sulla promozione della salute mentale in Europa, ritenendo necessario promuovere la buona salute mentale, in particolare, presso i bambini, giovani, persone anziane”.

I guasti profondi dell’essere umano nella società, stante le quotidiane tragedie dettate da lucide follie, costituiscono un disagio sociale di vaste proporzioni che necessitano di urgentissime valutazioni che per converso sono frequentemente compromesse dalle litigiosità delle Istituzioni troppo occupate a far apparire efficientismo, addossando ad altri responsabilità remote consequenziali, mentre la situazione langue nella solitudine e nella sofferenza delle famiglie e di questi “sventurati della vita”.

E’ perfetta utopia, stando così le cose, continuare a sperare che dalle tante manchevolezze si passi a fatti concreti che diano tranquillità e sicurezza a tutti i cittadini. Il cittadino, soprattutto cattolico, deve aprire ampi varchi di solidarietà, non esteriore, in modo da camminare sul passo degli ultimi fra gli ultimi.

… Quando non siamo compresi, consolaci (o Gesù), nell’inquietudine donaci la pace, se siamo considerati ultimi, Tu rendici primi”,

come recita la Preghiera del Card. Dionigi Tettamanzi.

Non osiamo pensare che le Istituzioni (tutte!) siano disattente, per quanto “sorde” alle quotidiane tragedie dettate da menti malate, ma si deve ricordare che questi soggetti deboli vanno protetti e difesi nei termini etici e giuridici di persone umane.

Tesi ribadite nei tempi moderni dalla “Dichiarazione dei diritti dell’ handicappato mentale” proclamata dall’ONU il 20/12/1971 dove si afferma che “l’ handicappato mentale deve godere in tutte le misure possibili degli stessi diritti degli altri esseri umani”.

La storia dell’umanità è segnata da circostanze, da tappe e da influssi di idee e dottrine tese a garantire la dignità degli esseri umani, soprattutto da quella immensa Rivoluzione Storica che è stato il cristianesimo con la fraternità universale basata sulla comune appartenenza all’unica famiglia dei figli di Dio.

Il Giubileo, Anno di grazia del Signore, Anno dell’Uomo, Anno di Carità, è un importante evento di riflessione, di sensibilità e di verifica della cultura sociale, che deve tendere una mano solidale anche verso questi cristiani in difficoltà.

Se la Chiesa spalanca le sue braccia ad accogliere l’umanità sofferente nel corpo e nello spirito, il cittadino – cristiano deve continuare ad operare con fede viva e concreta solidarietà a servizio del bene comune.

Per dare una speranza alle famiglie di questi “sventurati” ad al loro futuro incerto ed incombente ed una risposta alle molteplici domande ad una opinione pubblica frastornata.

G

 

 

 

 

 

29/09/2000   RAI, pedofilia, malattia mentale...

L’increscioso e grave episodio delle immagini di pedofilia irradiate dalla RAI, ci sconcertano e ci lasciano attoniti.

Questi avvenimenti di grande rilievo etico – sociali, nei quali le Istituzioni hanno decisamente preso una “posizione di routine”, necessitano di una seria ponderazione, quella stessa che manca nella valutazione di un altro problema sociale: la malattia mentale, che, forse, è la diretta causa di quella devianza che genera, anche, un permissivismo imperante e dilagante.

Questo grande disagio sociale giace nella più assoluta indifferenza e nel disinteresse delle Istituzioni, tutte, che certamente ignorandolo relegano nel profondo oblio un patrimonio di umanesimo e di civiltà di cui è fiera la nostra Nazione.

Nel momento in cui la disabilità mentale è ritenuta esautorata dalle istituzioni, perché nessuna voce si leva a difesa di questi “cenerentoli della sanità”?

Abbiamo sempre espresso perplessità sulla chiusura degli ex – o. p. (ospedali psichiatrici) normali o giudiziari, senza provvedere ad attuare adeguate strutture offrendo solo soluzioni precarie, rilevando il superamento del “manicomio” senza porre in essere la pianificazione della salute mentale!

Ripetendoci diciamo che lo scandalo dei “manicomi” prima, la mancata risoluzione di questo disagio socio – sanitario dopo, costituiscono la vergogna del secolo scorso e la diretta continuazione in questo inizio 2000.

La nostra Associazione esprime una forte preoccupazione per l’estendersi di questi atti che riguardano l’infanzia violentata e si unisce alla mobilitazione, ma eleva un grido di forte protesta perché se è giusto porre un argine al fenomeno della pedofilia, è altrettanto giusto porre da parte di tutti maggiore attenzione alla malattia mentale le cui conseguenze nefaste angosciano e distruggono le famiglie che hanno la sventura di avere nell’ambito delle stesse questa disgrazia che nel contempo mortifica ed avvilisce la dimensione etica della vita.

G

Franco Previte

Ringraziamo l'agenzia di stampa SIR per avere segnalato questo sito