CANZONI inserite nel CD
1. VERDE VALLE di L. Casanova Fuga; esegue
il Coro Comelico, diretto da L. Casanova Fuga
2. BUONANOTTE ANGELO MIO di Danpa Pallesi Mac Gillar; arm. L.
Casanova Fuga; esegue il Coro Comelico
3. IRMINA BELLA di L. Casanova Fuga; esegue il CORO GRAMOLON
di Montebello Vicentino (VI), diretto da Giuseppe Brunello
4. LONTANO ANDRO' parole e arm. L. Casanova Fuga; esegue il Coro
Comelico
5. I TRE ALPIN arm. L. Casanova Fuga; esegue il CORO A.N.A. di
Creazzo (VI), diretto da Antonio Piazza
6. IL TUO CANTICO di L. Casanova Fuga; esegue il Coro Comelico
7. SUI NOSTRI MONTI pop. arm. L. Casanova Fuga; esegue il CORO
ALPINO DI SAINT VINCENT (AO), diretto da Adolfo D'Aquino
8. PREGHIERA parole A. De Bettin e musica L. Casanova Fuga; esegue
il CORO SOLDANELLA di Adria (RO), diretto da Piero Barzan
9. CIMITERO DI ROSE parole e musica M. Piovano, arm. L. Casanova
Fuga; esegue il Coro Comelico
10. BIANCA SPOSA di L. Casanova Fuga; esegue il Coro Comelico
11. E MI LA DONNA MORA pop. arm. L. Casanova Fuga; esegue il
Coro Bianca Cima di Vipiteno (BZ), diretto da Gianfranco Bogana
12. BELLE ROSE DU PRINTEMPS pop. elab. Teo Usuelli; esegue il
Coro Comelico
13. SUL PONTE DI PERATI pop. arm. L. Casanova Fuga; esegue il
COLLICULUM CORO di Collecchio (PR), diretto da Roberto Fasano
14. CANTANO LE FATE di L. Casanova Fuga; esegue il Coro Comelico
15. VOGA, VOGA, COCOLA pop. arm. L. Casanova Fuga; esegue il
Coro Comelico
16. SIGNORE DELLE CIME di Bepi De Marzi; esegue il Coro Comelico
17. LODA IL SIGNORE di J. Sebastian Bach, trascr. L. Casanova
Fuga; esegue il CORO VOCE DEI COLLI di Colognola ai Colli (VR),
diretto da Zeno Castagnini
18. LA VALLE DELL'AMORE di L. Casanova Fuga; esegue il Coro Comelico. |
Così
Gianmartino Durighello, titolare della cattedra di Esercitazioni
corali presso il Conservatorio "A. Steffani" di Castelfranco
Veneto, presenta il CD...
"La celebrazione di un anniversario,
trentacinque anni... un disco. Verrebbe da chiedersi: "Ancora
un disco!?". Certamente oggi non è più né
raro né difficile per un coro produrre un CD; e sarebbe
insufficiente (seppur già in sé bello e ricco di
significato) considerare un lavoro come questo solo come "una
foto ricordo dei 35 anni di età di un coro". Ripeto:
tutto questo è importante, soprattutto per quanti riconoscono
nel suono del coro Comelico un anelito, un ricordo per ciò
che costituisce l'anima profonda della propria terra. Ma proprio
da qui parte ciò che può, a mio avviso, costituire
quel dono in più che questa raccolta sa offrire, e a tutti,
non solo ai Comelicesi o agli amanti del Comelico. Occorre lasciarsi
guidare dentro i silenzii e i suoni di queste montagne e della
gente che ne abita le valli, per poter cogliere i valori che
sembrano fin dai tempi più remoti essere stati affidati
alla custodia di queste montagne, di queste valli, e di questa
gente.
Nei canti che si ispirano al Comelico; come nelle armonizzazioni
di temi della tradizione veneta ("E mi la donna mora"
op. "Voga, voga, cocola"); o ancora nelle armonizzazioni-elaborazioni
su melodie d'autore, come "Buona notte, angelo mio"
di Mac Gillar; o ancora nelle trascrizioni per coro a voci virili
di corali di Bach, come è in "Loda il Signore"...);
o nelle composizioni originali, tutte a firma del M° Luciano
Casanova Fuga, è questa atavica, eterna Bellezza che vuol
essere cantata. Come è cantata dalle voci della natura,
così lo vuol essere dagli uomini che questa natura abitano.
E Bellezza non vuol dire ignorare le brutture che la vita ci
presenta; ma vuol dire affrontarle con la determinazione e la
forza, e con la viva speranza che il canto ed i silenzii della
montagna invitano ad avere.
Così sono i temi di sempre: l'amore per la donna, come
i guai dell'emigrazione e della guerra (dalla guerra di ieri
cantata in "Sul ponte di Perati" alla guerra di oggi
cantata in "Irmina bella")... E mentre "Sul ponte
di Perati" ci riporta per le sue scelte compositive quasi
al canto "nostro" di osteria (con la tipica proposta
del tema affidata alle sole voci gravi in unisono e la risposta
del plenum corale), "Irmina bella" ci riporta al sapore
dei suoni e delle danze dell'Est, martoriato dalla guerra più
recente, con la speranza che "tornerà la vita",
che "il sole splenderà".
Sono gli stessi elementi della natura (il sole...) e gli stessi
valori (la vita...) a costituire un fondo che lega assieme le
tematiche di ieri a quelle di oggi, quelle tristi a quelle liete.
E sempre è presente nei testi dello stesso Casanova Fuga
una incrollabile serenità che trova radici nella segreta
bellezza della propria terra e lo aiuta ad irrorare di speranza
il mondo circostante, per quanto buio e lontano possa essere.
Come può essere buio il cielo dei bimbi vittime della
violenza degli adulti ai quali Casanova Fuga dedica "Cantano
le fate". Ma la musica sa anelare all'infinito ed è
capace di luminose aperture, ricercate con la modulazione a un
tono sopra e con melodie che vogliono essere appunto "fresche
melodie portate dal vento sui bianchi sentieri dell'infinito".
E ancora nel cantare l'abbandono della propria terra in "Lontano"
andrò la tessitura corale è in grado di aprirsi-dilatarsi
quando il testo ci aiuta nuovamente a cogliere il nesso tra gli
elementi della natura ("montagna... cara terra mia... mia
valle"), e la "vita" come valore. E tutto sfocia
in un arcano sentimento religioso, in una preghiera a Dio affinché
vegli la notte sulla Montagna.
Il tema religioso è assai frequente nei testi di Casanova
Fuga ed è inseparabile dal sentimento della natura. Se
la Natura del Comelico, con le sue valli e le sue montagne, danno
bellezza e fortezza interiore cantando assieme ai suoi abitanti
e vegliando su loro la notte (cfr. Verde valle: fresche sorgenti
cantate con noi... monti che vegliate nella notte su di noi...);
su questa valle e su queste montagne c'è ancora Qualcuno
che veglia.
Il tuo cantico è un ispirato quadro di questo dialogo
mistico, che ci svela, forse meglio di ogni altro testo, la visione
profonda dell'autore, che ispira la sua estetica ed il suo impegno
di musicista. È il dialogo mistico tra Uomo e Dio attraverso
le voci del creato che trova nel verde Comelico lo scrigno prezioso
dove proteggere incontaminato questo universale messaggio di
bellezza e di amore. È il sentimento che nasce dall'amore
per la propria terra, che si scopre sentimento religioso, e vuole
che la vita canti, e canti "in coro".
Una lettera al Coro Comelico
Caro Coro Comelico,
ti ho visto nascere nel lontano 1966 e ti ho sempre ascoltato
durante questi primi tuoi 35 anni di vita.
Ho seguito il tuo singolare percorso; dapprima eri un timido
interprete di canti popolari tradizionali, via via hai proposto
un tuo repertorio originale.
Solo cinque anni fa, nel trentennale, hai pubblicato il volume
"L'invito dei monti", contenente 30 canti composti
ed armonizzati dal tuo direttore Luciano Casanova Fuga, con l'augurio
che quei canti non fossero solo tuo patrimonio ma che venissero
cantati ed ascoltati anche al di fuori della tua terra.
E così è stato. Ho sentito cantare le tue
melodie in più luoghi del vicentino, del veronese ed in
altre regioni italiane, perfino oltre le Alpi e ho scoperto che
altri cori cantavano le tue canzoni.
Infatti dal Veneto all'Emilia Romagna, dall'Alto Adige alla Val
d'Aosta, dalla Svizzera alla Slovenia, molti Cori hanno apprezzato
queste nuove armonie ed hanno provato ad interpretarle.
Non ti aspettavi tutto questo, vero?
Che da una piccola valle, all'estremo lembo della valle del Piave,
ultimo baluardo della Provincia di Belluno, del Veneto e d'Italia,
stretta tra l'Alto Adige ed il Friuli e chiusa in alto dalla
Carinzia e dal Tirolo, potesse partire una scintilla capace di
raggiungere luoghi così diversi e lontani ed emozionare
i cuori no, questo proprio non te lo aspettavi, vero?
In questo primo sospiro del terzo millennio dove le emozioni
sembrano non avere più spazio, dove tutti hanno fretta
di arrivare chissà dove, tu sei riuscito a commuovermi
ancora, mi hai fatto sentire dei brividi strani dentro e, a volte,
mi hai fatto piangere.
Questa volta non raccontare di te, lascia agli altri a parlare
di te, anzi a cantare di te.
A cantare quella musica che racconta sì la tua terra "il
Comelico", ma che racconta i sentimenti dell'uomo, quella
musica che, con un filo magico, ha unito molti Cori, creando
una stupenda "Armonia di Cori".
un'amica di sempre |