Somalia, il dramma ignorato

In Somalia, la guerra civile scatenata dai fondamentalisti islamici ha provocato, dall’inizio del 2007, 10.000 vittime tra i civili e oltre 3 milioni di profughi. Un dramma, però, che non ha sostanzialmente attirato l’attenzione di nessuno, men che meno da parte delle associazioni pacifiste, evidentemente troppo prese a criticare l’ “occupazione” sponsorizzata dall’Onu in Iraq.

Tratto da IlVelino.it del 21/10/2008

L’immagine più eclatante del dominio delle Corti islamiche in Somalia è stato il recente abbattimento della vecchia chiesa cattolica di Chisimaio. È avvenuto al grido di “Allah è grande” nell’importante porto nel sud della Somalia in mano agli integralisti islamici. L’operazione è stata compiuta per “festeggiare” la fine del Ramadan, il mese santo dei musulmani.

Gli integralisti islamici di al Shabaab, collegati ad al Qaeda, controllano Chisimaio e tutto il sud della Somalia, fino ai confini con il Kenya, dalla seconda metà di agosto. Quel che si ignora è che dai primi mesi del 2007 fino al settembre scorso, fonti umanitarie concordi hanno calcolato che circa diecimila civili somali sono stati uccisi nei combattimenti. Nello stesso periodo, e stavolta sono fonti Onu, si valuta che i profughi abbiano superato i tre milioni di persone, quasi la metà dell’intera popolazione somala. Si tratta di uno dei più grandi massacri della storia recente. I jihadisti che oggi controllano gran parte del territorio hanno creato reti assistenziali, preso in mano le università e le associazioni del lavoro, hanno poi minacciato e ucciso gli oppositori.

I miliziani delle corti shariache hanno compiuto numerosi attacchi intimidatori contro Ong e loro operatori, il che ha spinto molti volontari occidentali a lasciare il paese. Nelle città e nei villaggi sotto il controllo delle Corti islamiche sono state vietate tutte le forme di divertimento. I fondamentalisti islamici somali hanno inoltre minacciato di lanciare il jihad, la guerra santa, in Kenya se il governo di Nairobi confermerà l’intenzione di addestrare diecimila soldati fedeli al governo Federale di Transizione della Somalia.

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