Dall'11 settembre un coro assordante di voci disparate salmodia ininterrottamente: «l'Islam non è un unico blocco monolitico», «la cultura islamica è un prisma pieno di sfaccettature», «il terrorismo non è l'Islam», «guai a cedere alle semplificazioni», «guai a parlare di guerra di religione e scontro di civiltà». Anche don Gianni Baget Bozzo, che pure non è mai indulgente con i musulmani, crede nell'esistenza di un «islam del silenzio» (Il giornale, 1\11\01) che prende le distanze dalla minoranza fondamentalista ed è desideroso di fare la pace con i cristiani. La testimonianza sempre preziosa di Salman Rushdie ci fa ben sperare in tal senso: «Ovunque nelle ultime settimane, si sono sollevate voci musulmane contro il sequestro oscurantista della loro religione.
Molti commentatori hanno parlato della necessità di una riforma del mondo musulmano. Se l'islam si deve riconciliare con la modernità, allora quelle voci devono essere incoraggiate finché diventeranno un boato» (I paranoici guerriglieri dell'islam, Repubblica, 5\11\01). Come testimonia Khalida Messaoudi, leader storica del movimento femminista algerino intervistata la scorsa settimana su Tempi, l'Algeria è il teatro principale di questo scontro decennale fra l'islam moderato e il fondamentalismo. Vista l'entità considerevole della presenza musulmana in Occidente, è chiaro che dobbiamo fare di tutto per avvicinarci a questo islam moderato. Per mezzo di un dialogo inesausto dobbiamo incoraggiare i musulmani occidentali ad abbracciare posizioni moderate e ad isolare i fondamentalisti che circolano per le loro comunità. Altrimenti è guerra civile. Molto bene, valorizziamolo questo Islam moderato. Ma dove si è andato a rintanare? Quanti sono e dove abitano questi islamici moderati? Che dicono? Che pensano? In Algeria ci sono sicuramente; ma in Occidente ce ne sono di moderati? E se ci sono, perché non parlano? Finora sui giornali e sulle televisioni non ho trovato un solo musulmano disposto a condannare senza tanti distinguo il fondamentalismo e il terrorismo. Tutti a tirare fuori il discorso delle prove che mancano per incriminare Bin Laden e delle colpe degli ebrei, carnefici in Palestina e registi occulti del terrorismo finalizzato a screditare l'islam.
Finora non ho visto nessuna manifestazione di musulmani moderati ansiosi di protestare contro «il sequestro oscurantista della loro religione». Di manifestazioni ne abbiamo viste di altro tipo: una a Torino in cui si inneggiava a Bin Laden - vittima innocente di una congiura di crociati e sionisti - e una a Milano in cui si insultava la Chiesa, si paragonava l'Eucarestia cristiana ad antropofagia ed ematofagia, si sventolavano cartelli con su scritto «L'islam sempre più su cristianesimo sempre più giù». Ora mi direte: ma costoro sono solo una minoranza che non può rappresentare il vasto, pluralista e democratico mondo dell'islam. Io non credo. Dopo avere definito il crocifisso «cadavere in miniatura» e avere proclamato che è giusto por fine ai giorni di chi lascia Maometto per Cristo, Adel Smith (capo dell'Unione musulmana d'Italia invitato a Porta a porta del 5 novembre) ci ha rilasciato questa preziosa dichiarazione: «i miei fratelli non dicono ciò che io invece dico perché tengono al quieto vivere».
Personalmente non ho mai avuto dubbi: ci sono più seguaci del fondamentalismo fra gli immigrati in Occidente che nei paesi musulmani. E chiaramente non te lo vengono a dire in faccia di essere fondamentalisti, sennò anche i loro amici di sinistra potrebbero cominciare a prendere in considerazione gli appelli del card. Biffi. Intanto i musulmani moderati che fanno? Che fanno mentre gli integralisti prendono il controllo delle loro comunità? Quanto ancora dovremo attendere di sentire il boato delle loro voci? Se tarderanno ancora, mi confermeranno nella mia convinzione: che un islam moderato esiste solo nell'immaginazione dei nostri dialoganti preti post-conciliari e dei nostri sinistresi che attendono il voto dai musulmani. La moderazione è solo una maschera di carnevale che i musulmani indossano quando conviene farsi degli amici nella comunità di Sant'Egidio e alle Feste dell'Unità. Un islam moderato autentico esiste solo in Algeria, nelle carceri dei paesi islamici (dove vengono rinchiusi tutti gli intellettuali musulmani impazienti di riconciliarsi con la modernità) e nel luogo segreto in cui vive rifugiato Salman Rushdie.
D'altra parte non è forse un caso che i due campioni del modernismo e della moderazione, Khalida Messaoudi e Salman Rushdie, sono stati entrambi condannati a morte dai loro correligionari. Salman Rushdie - giova ricordarlo - non è sotto il tiro di qualche fondamentalista arabo o afgano, ma sotto il tiro di tutti i credenti in Allah integrati del Regno Unito. Quelli cui Blair elargisce instancabilmente dichiarazioni di stima e affetto. Conclusione. Se la stragrande maggioranza dei musulmani non è terrorista (ci mancherebbe solo), tuttavia la stragrande maggioranza dei musulmani è solidale con i terroristi. Non lo dico io, ce lo dicono loro quando difendono Bin Laden e negano risolutamente che le decine di terroristi catturati nei centri culturali islamici d'Italia abbiano davvero potuto fare qualche cosa di male. Come dice sempre l'imam Shaari Hamid, i servizi segreti di mezzo mondo sono vittime di un malinteso quando pensano che nella sua moschea di viale Jenner a Milano non ci siano dei terroristi? Adesso voglio proprio dirla questa cosa politically uncorrect che tutti pensano (anche Massimo Cacciari, che non a caso si scalda quando la verità è lì per venire a galla) ma nessuno dice: il vero problema non è il terrorismo ma l'islam. Ragazzi, ma quando saremo finalmente liberi di denunciare ad alta voce il pericolo mortale che incombe sul nostro paese? Perché solo Oriana Fallaci ha voluto o potuto dire la verità: che è in atto un tentativo di trasformare l'Europa e l'America in terre dell'islam? Davvero credete che lo sceicco più amato dagli italiani d'Allah si sia preso il disturbo di organizzare una rete terroristica ramificata in tutto l'Occidente solo per farci un poco di paura e ottenere così da noi impauriti il via libera ad instaurare la famosa potenza petrolifera anti- americana in Arabia? Davvero credete che attacca l'America e l'Europa a colpi di aerei- bomba, antrace, gas nervino e Dio sa cos'altro per prendersi un paese che non è l'America e non è l'Europa? Come a dire che io attacco la Francia per prendermi la Germania? Suvvia, signori. Dobbiamo cominciare a dire ad alta voce la verità prima che sia troppo tardi. La verità è che l'islam non è un culto religioso come un altro al quale fare spazio nella pacifica società multietnica e multiculturale di Veltroni e Cacciari.
L'islam è un progetto ideologico totalitario, più violento e liberticida dello stalinismo. I musulmani non vengono in Europa e in America per sfuggire alla miseria e sopperire alla carenza di manodopera locale, ma per colonizzarci. Quando saranno abbastanza numerosi, potranno instaurare la società della shari'a, i cui pilastri sono: 1 la disuguaglianza fra uomo e donna, 2 la disuguaglianza fra musulmano e non- musulmano, 3 la disuguaglianza fra uomo libero e schiavo. Fosse tra un anno tra dieci anni o tra cinquant'anni, ci riusciranno perché fanno più figli di noi e noi siamo troppo pacifisti per volerci opporre al loro piano di occupazione. Preferiamo continuare a dialogare con quelli che insultano il cadaverino in croce, mentre aspettiamo che il fantasma dell'islam moderato venga a liberarci dalle nostre paure sempre immotivate e inconsce (come si dice a sinistra). Mi immagino un futuro in cui occidentali vili e rammolliti, senz'altro ideale che quello di arrivare a godere della pensione, faranno tutte le più umilianti concessioni a questi barbari per amore del quieto vivere. Essendovi già presi Torino e Genova, volete i centri storici di tutte le altre città? Prego, accomodatevi; tanto noi abitiamo tutti nell'hinterland e alla pretesa di camminare senza rischi in molte zone delle nostre città abbiamo rinunciato da tempo. Volete che nella città eterna abbattiamo un po' di quelle vecchie chiese e basiliche del cadavere in croce per farvi sorgere delle belle moschee? Prego, accomodatevi. Tanto a noi di Cristo non ce ne frega più niente, anzi - già che ci siete - liberateci pure del papa e del suo esercito di porporati. Emma Bonino ringrazia. Volete che al posto delle campane cristiane per le strade si sentano solo le urla dei muezzin che invitano per ben cinque volte al giorno alle preghiere? Prego, fate pure. Basta che a noi ci lasciate il Grande Fratello, i film pornografici e, già che ci siamo, droghe liberalizzate. O se volete rinunciamo anche a queste cose basta che non ci buttate addosso l'ebola, l'antrace e il gas nervino.
E concludo questa lettera troppo lunga e troppo politically uncorrect ricordando l'esempio di una grande santa: Giovanna d'Arco. Cosa fece quando la sua Francia venne occupata dagli inglesi? Si comportò in una maniera che di certo ripugna a molti catto-pacifisti dialoganti del ventunesimo secolo. La santa non si mise a dialogare con gli inglesi, non si mise a studiare la loro cultura, non organizzò congressi per vincere la paura inconscia dei francesi nei confronti della cultura altra (come dice Eco, l'antropologia ci insegna che tutte le culture si equivalgono) per costruire una pacifica società multiculturale. Nient'affatto. Impugnò le armi e combatté. Perché non si dialoga con gli invasori.