Reazioni arabe e musulmane all’attacco terrorista a Beslan
L'attacco alla scuola numero uno in Ossezia, Russia, dove sono morti centinaia di bambini, ha suscitato un diluvio di reazioni nei media arabi e musulmani. Alcuni articolisti hanno condannato l'uso del terrore e della sofferenza di civili innocenti, altri hanno criticato il fallito tentativo di soccorrerli delle forze russe e altri ancora hanno incolpato elementi ebraici di essere coinvolti nella vicenda. Inoltre, molti articoli sostengono che i terroristi non rappresentano l'Islam e che l'Islam non appoggia la violenza. Essi hanno anche rivolto aspre critiche a leader e religiosi musulmani che aizzano contro i civili in nome dell'Islam. Ecco alcune reazioni all'attacco
Gli ebrei sono dietro agli attacchi
George Haddad ha scritto sul quotidiano governativo giordano Al-Dustour: «Parecchi commentatori russi e giornalisti, sui canali satellitari, hanno fatto notare che l'intelligence russa aveva informazioni circa "contributi" che alcuni gruppi ceceni hanno ricevuto da oligarchi ebrei della finanza, delle comunicazioni e del petrolio [...]. Sono i padroni di multinazionali e di miliardi rubati al popolo russo che, dopo l'ascesa di Putin al potere e la costituzione del suo governo, sono diventati dei ricercati per imbrogli, frode ed evasione fiscale [...].
Lo scopo principale della gang ebraica più indagata era di distorcere l'immagine [pubblica] di Putin e di farlo apparire come uno che non ha la situazione in mano, [incapace] di contenere l'anarchia e che sta portando il paese e i suoi cittadini ai giorni della dittatura repressiva e del controllo di stato».
L'editorialista Ghassan Makhal, del quotidiano del Qatar Al-Sharq,ha scritto: «Chi c'è dietro alla presa di ostaggi? Il governo russo ha dato la colpa ai ceceni ma, fino ad oggi, non ha reso noto un solo nome dei partecipanti all'operazione, nonostante abbia ammesso di averne recuperato trenta corpi. Il presidente ceceno e il ribelle Aslan Maskhadov hanno anche dichiarato che i ceceni non hanno nulla a che fare con la vicenda [...].
E' probabile che l'abbattimento degli aerei a Mosca e l'assalto alla scuola di Beslan faccesero parte di una battaglia che il governo di Putin sta portando avanti contro la mafia russa, che ha legami con Israele. E' dunque possibile che il ministro degli Esteri russo sia a Gerusalemme per negoziare, trovare un accordo o perlomeno ottenere una promessa da Sharon che medierà [tra il governo] e la sua mafia».
Ali Abdullah, uno studioso islamico del Bahrein di scuola salafita (ultraconservatori), ha condannato l'attacco come “non islamico” affermando: «Non ho nessun dubbio che tutto ciò è opera degli israeliani, che vogliono infangare l'immagine dei musulmani e operano d'intesa coi russi che hanno un programma anti-musulmano in Cecenia».
Omar Bakri, rappresentante islamico di origine siriana residente in Gran Bretagna e leader del gruppo radicale Al Muhajiroun, ha dichiarato in un’intervista al Daily Telegraph: «Se un musulmano irakeno compisse un attacco come quello di Beslan in Gran Bretagna, sarebbe giustificato, perché i britannici hanno compiuto atti terroristici in Irak. Purchè non uccida intenzionalmente le donne e i bambini. E se questi restassero colpiti nel fuoco incrociato, non ci sarebbe colpa da parte sua». Inoltre secondo Bakri «I mujaheddin (cioè i ribelli ceceni, ndr) non avrebbero voluto uccidere quelle persone, perché ai musulmani è strettamente vietato uccidere donne e bambini. È colpa dei russi».
In data 17/9/04 il leader ceceno Basayev ha rivendicato la strage di Beslan.