Attentati in Arabia Saudita: il principe reggente accusa Israele
Nonostante Osam Bin Laden abbia rivendicato tutti gli attentati avvenuti in Arabia Saudita, la reazione alla sparatoria del 1° maggio 2004, avvenuta negli uffici di un contraente petrolifero a Yunbu - tra i sette uccisi due erano americani - del principe reggente saudita, Abdallah ibn Abd Al-'Aziz, è stata l'affermazione che la colpa è dei "sionisti", durante un incontro tra dignitari sauditi, capi religiosi e sacerdoti musulmani.
L'agenzia di stampa ufficiale de governo Saudi Press Agency (SPA) ha diffuso il seguente titolo: "SPA – Il principe reggente afferma che il sionismo è dietro alle azioni contro il regno." Il sito della SPA ha riportato inoltre che il principe Abdallah ha dichiarato di fronte alla riunione del 2 maggio degli ufficiali e membri della famiglia reale saudita: "E' ormai chiaro che ora il sionismo è dietro alle azioni terroristiche contro il regno. Posso dire di essere sicuro di ciò al 95%."
L'edizione del 2 maggio 2004 del quotidiano di Londra in lingua araba Al-Hayat ha citato il principe reggente Abdallah che ha affermato, "siate certi che i sionisti sono dietro a tutto. Questo è sicuro. Non dico questo con una certezza del 100%, ma del 95%."
Segue alcuni tratti del discorso del principe reggente Abdallah all'incontro del 2 maggio, trasmesso alla prima rete televisiiva saudita, oltre ai resoconti del quotidiano saudita Okaz che incolpa i sionisti degli attacchi:
Il pricipe reggente Abdallah alla televisione saudita
"Questa è seduzione. Tutti sapete chi c'è dietro a tutto. Il sionismo è dietro. E' diventato chiaro ora. E' diventato chiaro a noi. Non lo dico, lo intendo … non è al 100%, ma al 95% sicuro che le mani sioniste sono dietro a ciò che è successo".
"Cosa possiamo fare, essi (i perpetratori) sono figli nostri. Sono stati sedotti e ci sono cascati".
"Ma per noi, la volontà di Allah è tutto. La volontà di Allah è tutto. Ma ciò che noi e voi dobbiamo fare è essere pazienti, riflettere e agire, perché ora anche il silenzio … anche chi rimane in silenzio sarà accusato di essere uno di loro. Pure chi tace…"
"In passato, abbiamo detto che forse gli stranieri li avevano sedotti, e così via. Ma stiamo parlando dei nostri figli che hanno ucciso i loro fratelli, ucciso coloro che vi proteggono. L'apparato di Sicurezza Generale protegge voi, le vostre famiglie e i vostri figli. Hanno preso coraggio da Satana. Sono gli aiutanti di Satana. Sono i tirapiedi di Satana e dell'imperialismo…"
"Ma potete star certi al 100% che, con il volere di Allah, questo paese ne uscirà vittorioso, qualunque sia la fazione nemica. Siamo convinti che il sionismo è dietro a tutto. Questo è stato dimostrato, non dico al 100%, ma al 95%".
Il quotidiano saudita incolpa il sionismo per gli attacchi terroristici
Nella sua edizione del 3 maggio, il quotidiano saudita Okaz ha pubblicato un articolo di Abd Al-Qadr Fares di Gaza, dal titolo 'Il sionismo è sorto, fondato sulla cospirazione, e vive solo della vista del sangue", nel quale incolpa il sionismo degli attacchi del 1 maggio a Yunbu. "E' il sionismo che ha allungato le sue mani distruttive due giorni fa (1 maggio), ha annunciato il principe reggente, sulle terre saudite, uccidendo e seminando morte, distruzione e aggressioni contro la dignità umana, nel tentativo di destabilizzare sia la sicurezza del regno che la sicurezza nella regione, al fine arrivare ai suoi scopi. Ha inviato elementi corrotti e incerti per svolgere queste operazioni che servono soltanto al sionismo e alle forze del mondo imperialista e arrogante."
A conferma di questa accusa, lo stesso giorno il giornale ha pubblicato un commento sulle affermazioni del principe Abdallah, dal titolo "Esperti e storici chiedono che i giovani siano avvertiti dei piani diretti contro la regione: il sionismo guida il terrore in modo da rendere il mondo ostile ai musulmani e agli arabi", nel quale tre esperti arabi affermano che è molto probabile che Israele sia dietro agli attacchi al regno.
L'esperto militare egiziano Generale Gamal Madhloum ha detto: "E' probabile che Israele sia dietro ai recenti episodi nel regno saudita, poiché la seduzione dei giovani e la dislocazione di elementi terroristici nella regione è diventata evidente per tutti, in particolare alla luce di ciò che sta succedendo in Iraq e nei territori palestinesi, e alla luce delle discussioni in merito all'ambiguo coinvolgimento di Israele nel continente africano".
Ha aggiunto: "Non dubito che Israele stia tentando di distorcere l'immagine del regno contribuendo a creare un divario tra esso e i paesi occidentali, perché Israele è l'unico a trarne beneficio."
Il Dr. Fayez Rashid di Amman, Giordania, direttore del centro arabo per lo studio del sionismo e di Israele, ha detto: "Le posizioni, la politica bilanciata e la moderazione del regno saudita gli ha procurato grande rispetto nella comunità internazionale. Questo non fa piacere al sionismo, i cui principali obiettivi sono di indebolire i paesi arabi, bloccando i suoi rapporti con il mondo esterno, spaccando le relazioni con la comunità internazionale e fomentando il conflitto civile. Non abbiamo, dunque, dubbi che l'Arabia Saudita sia uno dei principali obiettivi del sionismo,...
Il Dr. Ahmad Muslali, un professore in scienze politiche all'Università Americana, a Beirut, ha detto: "Il regno saudita è la spina dorsale dei paesi arabi e islamici. Inoltre, è alla base del trio che comprende Siria ed Egitto. Se la situazione in Arabia Saudita è compromessa, l'intero sistema del Golfo crolla e gli altri due fonti rimarranno senza sostegno reale. Il primo e l'ultimo a giovare di questa situazione è Israele. Quando ha incoraggiato il governo americano a invadere l'Iraq, ha scommesso sul completamento del piano in molti paesi arabi e islamici. Risulta quindi che i terroristi, che hanno attaccato le istituzioni di sicurezza ed economiche del regno, hanno eseguito il piano sionista nella sua interezza. La cosa più pericolosa è che questi giovani, che sono stati ingannati, pensano di aver fatto bene, mentre è vero il contrario e stanno servendo i migliori interessi dei nemici dell'Islam e della loro patria."