Chuck Palahniuk

 

Invisible monsters
2000 - Mondadori, Strade Blu, pag.250


 

Shannon McFarland, si ritrova mutilata della mascella in seguito a una fucilata in pieno volto mentre guidava la sua macchina. Il suo partner, il poliziotto Manus, la lascia per mettersi con la bambolona texana Evie. Allora Shannon, insieme alla Principessa Brandy Alexander, inizia un folle viaggio, mossa dall'intento di vendicarsi.

 

l'inizio...

Ecco dove dovresti essere, a un grande ricevimento di nozze in una enorme villa di West Hills, composizioni floreali e funghi farciti sparsi per tutta la casa. Questa si chiama ambientazione di scena: dove ci sono tutti, chi è vivo, chi è morto. Questo è il grande momento di Evie Cottrell al suo ricevimento nuziale. Evie è in piedi a metà della grande scalinata nell'atrio della villa, nuda dentro quel che rimane del suo vestito da sposa, col fucile ancora in mano.
Quanto a me, io sono in piedi, ma solo fisicamente, in fondo alle scale. La mia mente chissà dove.
Nessuno è ancora morto del tutto; diciamo soltanto che le lancette corrono.
Non che qualcuno in questo enorme dramma sia veramente una persona viva e reale. Puoi scoprire tutto dello sguardo di Evie Cottrell in qualche pubblicità televisiva per uno shampoo organico, solo che adesso il vestito da sposa di Evie è bruciato fino ai fili metallici che orbitano attorno ai suoi fianchi, scheletro della gonna del vestito di nozze, e fino ai piccoli fili di ferro di tutti i fiori di seta che c'erano nei suoi capelli. E i capelli biondi di Evie, i suoi grandi capelli, tirati su, pettinati all'indietro, arcobaleno di ogni possibile variazione di biondo, gonfiati dalla lacca, be', anche i capelli di Evie sono bruciati.
L'unico altro personaggio qui è Brandy Alexander, che è distesa, colpita da un colpo di fucile, ai piedi della scalinata, e sanguina a morte.

***

frammenti..

2

Non vi aspettate che questa sia una di quelle storie che fanno: e poi, e poi, e poi.
Quello che succede qui avrà più un sapore da fashion magazine, un caos stile «Vogue» o «Glamour» , con una pagina numerata ogni due o cinque o tre. Pagine con cartoncini profumati, e donne nude che spuntano chissà da dove per vendervi cosmetici.
Non cercate un indice, seppellito, come nelle riviste, venti pagine dopo la copertina. Non vi aspettate di trovare subito qualcosa. Non c'è nemmeno una struttura organizzata. Cominceranno delle storie e poi, dopo tre paragrafi:
Vai a pagina tale.
Poi, torna indietro.
Saranno diecimila stili distinti che, mescolati e abbinati, forse daranno vita a cinque abbigliamenti raffinati. Un milione di accessori trendy, sciarpe e cinture, scarpe e cappelli e guanti, e nemmeno un vestito vero e proprio da abbinarci.
E davvero, ma davvero, devi abituarti a quella sensazione, qui, in autostrada, al lavoro, nel tuo matrimonio. Questo è il mondo in cui viviamo. Limitati a seguire le indicazioni.

Vai indietro di vent'anni alla casa bianca dove sono cresciuta, mio padre che con la super8 gira filmini di me e mio fratello mentre corriamo nel giardino.

Torna al presente, di sera, con i miei genitori seduti su sedie da giardino, mentre guardano quegli stessi filmini in super8 proiettati sulla stessa parete bianca della stessa casa bianca, vent'anni pin tardi. La casa la stessa, il giardino lo stesso, le finestre proiettate nei filmini perfettamente in riga con le finestre vere, l'erbetta del filmino allineata con l'erba vera, e mio fratello filmato e io che siamo marmocchi e che corriamo dappertutto, scatenati dalla presenza della cinepresa.

Vai al mio fratellone che è tutto triste e morto per la grande piaga dell'AIDS.
Torna a me cresciuta e innamorata di un investigatore della polizia e trasferita per diventare una famosa supermodella. Ricorda solo, proprio come una spettacolare rivista «Vogue», ricorda che sebbene tu segua le istruzioni alla lettera:
Continua a pagina tale.
Non importa con quanto scrupolo seguirai le indicazioni: avrai sempre l'impressione di aver perso qualcosa, la sensazione sprofondata sotto la tua pelle di non aver vissuto tutto. C'è quel sentimento di caduta nel cuore, per essere andato troppo in fretta nei momenti in cui avresti dovuto fare attenzione.
Be', abituati a quella sensazione. E’ così che un giorno sentirai tutta la tua vita.
E’ solo questione di abitudine. Niente di tutto ciò ha importanza. Ci stiamo solo scaldando.

Salta al qui e ora, Brandy Alexander sta sanguinando a morte sul pavimento con me in ginocchio accanto a lei, che racconto questa storia prima che entrino in scena i gli infermieri.

***


20

A proposito di chirurgia plastica, ho passato un'estate intera come una proprietà del La Paloma Memorial Hospital che esaminava cosa potesse fare per me la chirurgia plastica.
C'erano chirurghi plastici, tanti, e c'erano i libri che mi portavano i chirurghi. Corredati di foto. Le foto che vedevo io erano in bianco e nero, grazie a Dio, e i chirurghi mi hanno detto come sarei potuta diventare dopo anni di sofferenze.
Quasi ogni chirurgia plastica comincia con qualcosa chiamato pedicelli. Segui le prescrizioni.
Poi la cosa si fa macabra. Persino in bianco e nero.
Con tutto quello che ho imparato, potrei essere un dottore. Scusa, Mamma. Scusa, Dio.
Manus una volta ha detto che i tuoi genitori sono Dio. Gli vuoi bene e li vuoi fare felici, ma vuoi sempre seguire le tue regole.
I chirurghi hanno detto, non basta tagliare via un pezzo di pelle da una parte e incerottarlo su un'altra. Non si tratta di innestare un albero. L'afflusso sanguigno, le vene e i capillari, non basta semplicemente attaccarli per mantenere vivo l'innesto. La parte morirebbe e cadrebbe giù.
Fa paura, ma adesso, quando vedo qualcuno arrossire, la mia reazione non è: oh, che carino; mi ricorda solo che il sangue è proprio sotto la superficie di ogni cosa.
Fare la dermoabrasione, mi ha detto questo chirurgo plastico, è un po' come spremere un pomodoro maturo contro una levigatrice. Paghi di più solo per il disastro che ne viene fuori.
Per riposizionare un pezzo di pelle, per ricostruire una mascella, bisogna scorticare una lunga striscia di pelle dal collo. Incisa dalla base del collo ma senza che sia staccata.
Immagina una specie di stendardo o di striscia di pelle che ti pende dal collo ma è ancora attaccata in fondo alla tua faccia. La pelle è ancora attaccata a te, così riceve ancora sangue. Questa striscia di pelle è ancora viva. Prendi la striscia di pelle e arrotolala a forma di tubo o di colonna. Lasciala arrotolata fino a che guarisce e diventa un lungo grumo di pelle penzolante dalla tua faccia. Tessuto vivo. Pieno di sangue fresco e sano, che svolazza e ciondola caldo contro il collo. Questo è un pedicello.
Solo che il tempo di guarigione può durare dei mesi.

 

 

 

il prossimo libro è  Soffocare


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