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Vincenzo De Waure

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È ARRIVATA LA RIFORMA…

SI SALVI CHI PUÒ!!

 

CREDITI FORMATIVI

Un "credito formativo" equivale a 25 ore di studio.
Per ottenere la "laurea di base" triennale occorre conseguire 180 crediti.
Il Consiglio di Facoltà stabilisce, inoltre, un'equivalenza fissa tra il numero di pagine da studiare, e il numero di ore di lavoro necessarie all'ottenimento dei "crediti".
Da tutto ciò si ricava che i "crediti formativi" sono, di fatto, una retribuzione per la quantità di lavoro svolto, e non la valutazione della qualità dello studio.
Infatti il numero di crediti assegnato è proporzionale alla difficoltà presunta dell'esame affrontato, e, indipendentemente dal voto e dal livello di preparazione, tutti coloro che lo superano ottengono lo stesso numero di crediti prefissato per quel determinato esame.
Ora, per ottenere laurea, rinvio militare, borse di studio, non è più richiesto un certo numero di esami, bensì un determinato numero di crediti.
Di conseguenza, l'importanza dei singoli esami, ai fini della laurea così come di tutti i benefici concessi agli studenti, è prefissata dalla facoltà e dai decreti ministeriali senza che gli studenti abbiano voce in capitolo.
Già il sistema precedente offriva poche possibilità di scelta del percorso di studio. Quello attuale, in questo modo, di fatto lo esclude quasi del tutto: lo studente è costretto a dedicare un impegno maggiore agli esami che danno più crediti, senza poter approfondire le materie che più lo interessano.
In questo contesto che peso ha la valutazione qualitativa, che il voto d'esame dovrebbe esprimere?
E qual è il rapporto tra il voto e la possibilità di iscriversi al corso di "laurea specialistica"?

 

SBARRAMENTI ALL'ACCESSO DEI CORSI E AL PROSEGUIMENTO DEGLI STUDI

Per superare l'Anno Accademico il nostro Consiglio di Facoltà chiede ad ogni studente l'ottenimento di almeno 48 crediti: chi non li ottiene, sarà obbligato a iscriversi nuovamente al 1° anno, e non potrà sostenere gli esami del 2°. Basta rifiutare una sola volta un esame, prendere un solo credito in meno, e si è costretti a riscriversi al primo anno, a fare gli esami senza poi far più niente fino al nuovo anno accademico, col rischio di non conseguire i crediti richiesti per il rinvio militare o la borsa di studio. E si va avanti così anche gli anni successivi.
Con il passaggio da 4 a 3 anni i programmi d'esame avrebbero dovuto essere ridotti in proporzione (il numero d'esami è rimasto più o meno lo stesso). Così non è stato per quasi tutti gli esami.
Meno male che con la riforma i tempi per conseguire la laurea dovevano ridursi!

 

OBBLIGO DI FREQUENZA DI FATTO. INSUFFICIENZA DELLE STRUTTURE

In tutto ciò, nemmeno i docenti sanno dirci se la frequenza ai corsi e ai seminari è o meno condizione per l'assegnazione dei crediti: se ciò fosse vero, sarebbero fortemente discriminati tutti gli studenti impossibilitati a frequentare, come gli studenti-lavoratori e i fuori-sede che non hanno né le risorse economiche per potersi permettere i salatissimi affitti napoletani né la fortuna di accedere ai pochissimi posti-letto offerti dall'EDiSU (per 100.000 iscritti ci sono 230 posti, di cui solo 77 sono stati assegnati). Nell'incertezza, un numero di studenti molto maggiore degli anni scorsi si è riversato in un'università impreparata ad accoglierli: le aule sono state tutte requisite per corsi seminari ed esami, e non ci sono più spazi dove svolgere una qualsiasi attività culturale, mentre nelle aule-studio non si trova più un solo posto libero.

 

  • Combattiamo l'obbligo di frequenza, sotto qualsiasi forma, di diritto o di fatto!
  • Combattiamo lo sbarramento dei 48 crediti e tutti i limiti per l'accesso ai corsi!
  • Combattiamo il sistema dei crediti formativi!
  • Pretendiamo l'acquisto e la destinazione ad aule di nuove strutture!

 

Napoli, 12 marzo 2002 

 

COLLETTIVO “STUDENTI DI GIURISPRUDENZA IN LOTTA”

 

Per partecipare, o chiedere informazioni:

tel. 328.3863982

e-mail: collettivo@collettivo.cjb.net

 

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