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"Folklore, leggende, miti e fiabe hanno seguito l'infanzia nel corso dei tempi, giacché ogni sano adolescente ha un naturale e istintivo amore per le storie fantastiche, meravigliose e evidentemente irreali. Le suggestive fiabe di Grimm e Andersen hanno dato ai cuori dei bambini più felicità di qualsiasi altra creazione umana. Eppure le fiabe vecchio stile, utilizzate per generazioni, possono ora essere considerate «storiche» nella biblioteca dei ragazzi; è ormai venuto il tempo per una serie di più nuove «fiabe meravigliose» nelle quali lo stereotipo del genietto, del nano e delle fate siano eliminati insieme a tutti gli episodi orribili e raccapriccianti inventati dai loro autori per sottolineare in ogni racconto una morale che spaventi. La moderna educazione include l'insegnamento morale, per cui il bambino moderno cerca nei suoi racconti straordinari soltanto lo svago e fa con piacere a meno di tutti gli episodi sgradevoli. Con questo pensiero ben presente in mente, ho scritto la storia del «Meraviglioso Mago di Oz» solo con l'intento di far piacere ai bambini di oggi. Esso aspira a essere una fiaba modernizzata nella quale sono stati conservati la meraviglia e la gioia e sono stati eliminati angoscie e incubi.".
L.Frank Baum, introduzione a pag. 23, de Il Mago di Oz, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1982
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"Mostro, l'Ade è un colossale archivio. Qui si accumulano le idee, le storie raccontate e mai concluse, e con esse i personaggi di cui narrano. Alle volte, complice il tempo, alcuni si dimenticano della loro vita passata. [...] Lo senti questo vociare sommesso? Non sono anime, ma idee. Parlano migliaia di lingue, a volte antichissime, in attesa che qualcuno le noti. Allora fuoriescono dai sogni e tornano sulla Terra. Altrimenti, Pazienza".
Alberto Corradi, suo il fumetto a pag.67 del numero di Agosto 2008 di XL de La Repubblica, Anno 4 Numero 36
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"E' nel Signore degli Anelli, mi pare, che un personaggio dice <<si va di sentiero in sentiero>>; che cioè si può partire da un posto non più fantastico della porta di casa propria per raggiungere il marciapiede e da lì si può andare... beh, ovunque. Lo stesso è per le storie. Una storia porta ad un'altra e poi a un'altra ancora e cosi via e forse si procede nella direzione desiderata, ma forse no. Forse alla fine conta più la voce che narra delle storie in sè".
Stephen King, IT, Sperling & Kupfer, Milano 1987, pag. 494
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