RICORDO
di Madio Vincenzo

Poco pił che un cortile vuoto,
trecento metri quadrati di bianco su
cemento, lasciati a raffreddare nella
nebbia. Un lungo cordone di ferro,
e un cartello, di fredda placca d'acciaio su strada scoscesa.
La notte č stata qui, l'ha raggiunto:
ha fatto silenzi, strazi e assenze.
Una mondanitą, un modo di vivere a se'
mai visto prima.
Un pensiero corre veloce, e un camminarci vicino,
poi pił niente: come un terreno senza padrone.
Sasso senza polvere, pianta senza motivo.
Teatro di quartiere, vivere nella mente e in altra cittą.
Soltanto qualche metro pił in lą, il viale alberato,
le panchine, i portoni antichi e i saggi bastioni, fissati con l'argento.
I resti di una giornata vissuta, sfruttata
chiacchierata: nel quadrato senza senso,
nella terra di nessuno, nel profilo di un muto
contrito, costruito, tormento
solo la rotonditą di un pallone dimenticato
impolverato e sgonfiato... che sussurra al vento.
Sono le tre di notte e sulla cittą
annoiata e deserta
č sceso un cielo arancione cerume
che
non ci sente pił bene.
A volte, sai, le immagini sono meglio del sonoro.
A volte.