sulle orme dei grandi - progetto C.LEVI & I SASSI DI MATERA
La
Lettera di Giovanni Levi del 04/07/2008
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Nello spazio predisposto presso l’Associazione Italiana persone Down di Matera, denominato “laboratorio piccoli artisti” ( divenuti poi grandi artisti per un giorno) ho sviluppato il Progetto*: “Carlo Levi e i Sassi di Matera”. Si è cercato di creare un ambiente altamente stimolante, gratificante e rassicurante perché, come afferma il De Bartelomeis, “il bambino, in questo caso il ragazzo, non è spontaneamente spontaneo; lo è invece condizionatamente, ossia in situazioni favorevoli in fatto di stimoli, di guida, di materiali e quando questo, riesca a determinare in lui una franca accettazione della via espressiva con i problemi di rappresentazione che essa comporta”. Il progetto nasce dal desiderio di educare i ragazzi alla conoscenza del luogo in cui si vive, per meglio valorizzare gli elementi che lo caratterizzano e rispettarli. La scelta dell’artista Carlo Levi, le cui opere sono presenti nella collezione permanente di Palazzo Lanfranchi a Matera, è stata motivata dal fatto che egli, grazie al suo rapporto sempre vivo con la nostra gente e la nostra terra è diventato il simbolo costitutivo dell’identità lucana. A questo piemontese venuto da lontano va, infatti, il merito di aver rivalutato la nostra terra dal paesaggio così “serio e grave” e di aver considerato i Sassi, come lui stesso affermava, “non di minore importanza delle cose più celebrate nel mondo e in Europa e di aver sottolineato come “il problema Sassi doveva essere considerato fuori dell’ambiente degli interessi cittadini, e neanche provinciali e regionali ma un problema di carattere universale. Si tratta, sono sempre parole dell’artista, di difendere, tutelare un valore grandissimo e unico nella storia urbanistica, dell’architettura, della civiltà contadina, non solo, della civiltà del mondo”. Effettuare esperienze attive di riproduzione delle sue opere, è stato sicuramente un modo creativo, ricreativo e ludico di accompagnare i ragazzi a piccoli passi verso la sua arte, perché se ne potessero avvicinare con curiosità per poi innamorarsene.
Il progetto didattico è stato, inoltre, finalizzato alla divulgazione dell’arte contemporanea attraverso un approccio stimolante e formativo, studiato per avvicinare diverse fasce di pubblico (adulti, ragazzi e bambini diversamente abili) a questo periodo della storia dell’arte visto spesso con diffidenza. Esso è stato caratterizzato da un approccio di tipo conoscitivo, che esprime la capacità di entrare nel mondo degli altri e la disponibilità ad un incontro con l’altro. La coesistenza all’interno del gruppo di ragazzi con abilità diverse è stato, infatti, arricchente e ha avviato, all’interno dei normali scambi interattivi, processi di scoperta, di conoscenza, di comprensione, di contrapposizione. Il ragazzo con diverse abilità è stato sempre al centro dell’interesse. L’integrazione è stata favorita con ogni mezzo, in modo da rispondere a, specifici bisogni relazionali e svilupparne e rafforzarne le capacità individuali. Sono stati utilizzati tutti i linguaggi verbali e non verbali. I ragazzi, infatti, sono stati aiutati ad esprimersi e a comunicare, attraverso nuovi linguaggi fatti di forme, linee e superfici; il tutto per sentirsi, almeno per un giorno “grandi artisti”, scoprendo i meccanismi segreti che portano alla creazione di uno stile personale, provando a sentire le problematiche e tensioni del fare artistico. Solo così è stato possibile imparare a creare senza porre limiti alla fantasia, conducendo il ragazzo in un viaggio ideale alla scoperta del pianeta Arte. Il percorso didattico ha avuto una durata di circa due mesi: inizio marzo fine aprile e si è avvalso della collaborazione delle famiglie che con entusiasmo hanno contribuito alla realizzazione del progetto stesso. Il tutto ha avuto inizio con la visita alla “Casa-grotta”, antica abitazione tipicamente arredata con mobili e attrezzi d’epoca per meglio comprendere usi e costumi degli abitanti degli antichi rioni e per avere un’idea precisa di come era organizzata la vita familiare in molte case dei Sassi; per poi continuare con la conoscenza diretta delle opere di C. Levi esposte al Museo di Palazzo Lanfranchi e concludersi con gli elaborati realizzati in modo del tutto personale dai ragazzi. Sarebbe comunque, auspicabile, in avvenire, che nel caso dell’allestimento di un altro laboratorio legato ad esperienze con e sul colore, vi fosse una grande varietà di materiali ed attrezzi da catalogare, a disposizione dei ragazzi e a loro misura. Durante la serata-evento tenutasi il 20/04/2008 presso L’Auditorium di Matera sono stati presentati tutti gli elaborati realizzati dai piccoli artisti. Si è colta, infine l’occasione per consegnare gli attestati: “Tavolozza d’oro” ai giovani protagonisti della serata ed è seguito un dibattito tra i volontari delle Associazioni (Liberalia e AIPD) e i responsabili degli Enti pubblici: - Michele Plati, Assessore ai Servizi Sociali; - il responsabile del CSV; mirato a favorire la promozione e la diffusione della cultura, ad approfondire il dialogo e il confronto di strategie da utilizzare, nella consapevolezza che le generazioni future sono da considerare “CUSTODI DELL’IDENTITA’ ETNICA”. A queste è affidato, infatti, il compito di tenere vive le proprie radici e le proprie tradizioni ancestrali che costituiscono il patrimonio dell’intera umanità.
Katya Madio
*Il Progetto è stato ideato e realizzato dalla dott.ssa Gaetana Caterina Madio, storica e critica d’arte nonché volontaria dell’Associazione Culturale Liberalia. |
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