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LUCERTOLA


Liquido secreto, velo umido,
da determinate ghiandole (detto sudoripare) che,
disseminate praticamente in tutti i distretti cutanei,
lo riversano sulla superficie della cute.


IX*.

 

Ssh… silenzio!

Tende le orecchie… oddio! Le orecchie proprio no! I suoi specialissimi sensori uditivi sono pronti a percepire la realtà circostante…

Ssh… silenzio!

Corpo agile, pelle verde, squame…c’è tutto. Agile centometrista all’ascolto…

Asfalto cocente… La terra è un fuoco, la campagna un deserto!

Immagini poco cristalline all’orizzonte: selciato tirato a nuovo e nudo…

Non un’auto in lontananza ma il sole cocente fa evaporare quell’impasto di catrame e colla… ed è solo strada.

Tensione, calore sofferenza, staticità.

Palmipede penta-protagonista è li, la lucertola, pronta a varcare la soglia del ciglio del fondo stradale…

Via, … veloce… uno scatto senza vento a favore…

Il vento è lei, lucertola sei vento!

In un zZAP…

Un attraversamento al fulmicotone, a bruciapelo.

Mozza il fiato.

Non una goccia di sudore sul suo corpo sinuoso: quattro zampe e una coda lunga, accarezzano soavemente la segnaletica stradale in un primo, dieci secondi e 30 centesimi di secondo.

Sembra non staccare zampe da terra: più che zampettare, sembra che voli!

Ssh… silenzio!

Lucertola: tende i sensori, solleva il collo e resta in ascolto…

Ssh… silenzio!

E ancora un altro scatto sul selciato di quel mondo che chiamano fatto apposta per le automobili.

Primo piano su quel faccino, minuscolo rispetto al resto di quello che fa tanto “essere lucertola”…

Tanto…

…tanto essere intelligente? Chi può dirlo?

Ce lo dici tu, lucertola?

Ssh… silenzio!

No?

Non risponde, ma riprende lo scatto dall’altra parte, ancora più rapida, ancora più concentrata su quella distanza che ha da coprire.

L’asfalto da lontano brilla sotto il sole…

Onde tremolanti, fanali accesi di giorno, danno un barlume di esistenza considerevole che rischiara l’esistenza di quel tratto di stradale deserta…

Ssh…silenzio!

Lucertola: immobile! Resta in attesa.

Qualcosa in bianco e nero l’ha percepita in lontananza, ma non ha ancora la dimensione (nella sua coscienza) del pericolo che incorrerebbe qualora perdesse la coda…

Che cada?! Non sia mai!

La coda è potere.

La coda è sacra.

Vero, lucertola?

Ssh…silenzio!

Scusa lucertola.

Ciciah, Cichack, cichack!

Ssssshh… ruote a-termiche sull’asfalto di una berlina lanciata a centoottanta km/h, su una strada che al massimo ne consente novanta…

Ciciah, Cichack, cichack!... si approssima, si avvicina…

Il driver ha messo su un disco…

Un disco dei Verve[1] e con le mani picchietta con i polpastrelli il volante della sua auto…

Accelera progressivamente al canto di “I’ll  take you down on the only road…” arriva ai 160…

“Have you ever been down?...”… 180!

L’auto è un razzo lanciato contro le buche dell’asfalto…

Pericolo.

Ssshhh…CIACK!

!!! Guarda la lucertola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lucertola: ovvero “Dello scrivere di getto”.


 

[1] The Verve, Bitter Sweet Symphony, un brano tratto dall’album Urban Hymns, etichetta EMI, 1997

*dal volumetto di short stories "SUDORE" di Madio Vincenzo