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due parole con Le Mani

http://www.lemani.eu

http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=83330028

http://www.mtv.it/members/lemani.aspx

L’intervista che leggerete è stata fatta con il consenso del gruppo Le Mani che con la loro musica sta riscuotendo un grande successo. Abbiamo voluto intervistarli per conoscerli meglio, capire il  punto di vista dell’autore e “carpirne i segreti”. Inutile  dire che la disponibilità che ci hanno mostrato è stata disarmante pertanto a loro vanno tutti i nostri ringraziamenti per la disponibilità accordataci e un grosso in bocca al lupo per i loro successi presenti e futuri. - a cura di Katya Madio


A volte la casualità...  - file in formato .doc

gli appunti del pezzo in formato (.jpg): bozza1 bozza2


L’intervista che leggerete è stata fatta con il consenso del gruppo Le Mani che con la loro musica sta riscuotendo un grande successo. Abbiamo voluto intervistarli per conoscerli meglio, capire il  punto di vista dell’autore e “carpirne i segreti”. Inutile  dire che la disponibilità che ci hanno mostrato è stata disarmante pertanto a loro vanno tutti i nostri ringraziamenti per la disponibilità accordataci e un grosso in bocca al lupo per i loro successi presenti e futuri.

 

1)      Da quando tempo vi conoscete? Com’è nata l’idea di mettere su una band?

Ci conosciamo ufficialmente dal 2004, da quando abbiamo deciso di creare la famiglia Le Mani.
Fondamentalmente, provenendo tutti dalla stessa città, Matera, già ci conoscevamo a livello musicale, visto che suonavamo in due formazioni differenti, i No Men’s Code e gli Arcadia.
L’idea di mettere su una band è nata dall’esigenza di liberarci dai legami col presente, e continuare a sognare.

2)      Come mai avete deciso di chiamarvi Le Mani?

Da un’idea di Antonio, il chitarrista. Da subito ci è apparso intrigante, tangibile, essendo un mezzo diretto con cui si esprime il senso del tatto. Toccare ed essere toccati, graffiare ed accarezzare, un po’ come fa la nostra musica.

3)      Come nascono i vostri testi?

Da situazioni ed emozioni che ci colpiscono quotidianamente. Amore, odio, guerra, viaggio introspettivo, sono tutti temi universali, che accomunano tutti noi, e su cui spesso ci fermiamo a pensare.

4)      Qual'è la canzone che preferite e perché.

Non abbiamo una canzone preferita. Tutte le nostre canzoni hanno pari importanza per noi.

5)      All’interno del gruppo chi effettua scelte musicali?

Ogni scelta viene presa a maggioranza. In piena libertà e democrazia.

6)      Un genere il vostro in costante dialettica fra suono e rumore, fra melodia e (piccola) distorsione. Una formazione come la vostra può pertanto amare allo stesso modo i cantautori da un lato e l’hard evoluto dall’altro?

Assolutamente si. Le nostre canzoni nascono dalla dialettica musicale e di pensiero di ognuno di noi.
La sezione ritmica (Marco-batteria, Ciccio-basso, Antonio-chitarra) è ispirata al rock vero statunitense, sulla scia di Incubus, RHCP, Deftones, Pearl Jam, ecc.. Angelo-tastiere si muove sulle note dell’elettronica inglese e tedesca. Gigi-voce è legato al meraviglioso mondo cantautoriale italiano, del passato e del presente. Tutte queste influenze rendono viva la fase compositiva.

7)      C’è un genere al quale vi ispirate?

Rock, rock, e ancora rock.

8)      Le vostra canzoni sono sempre espressione di sentimenti: pensate che fare un certo tipo di musica permetta di capirli meglio?

Pensiamo che ognuno è libero di esprimersi, e noi lo facciamo attraverso la musica. I sentimenti sono universali, e come tali, vivono, ridono, piangono, come noi.

9)      Potete suggerirci un film o un libro per capire meglio la vostra musica?

Il film “Into The Wild”, perché esprime il senso di piena libertà verso cui noi tendiamo quotidianamente.

10)  Ve lo aspettavate tutto questo successo?

Assolutamente no. Viviamo le cose così come arrivano, lasciandoci inondare da ogni emozione, e cercando di tenere sempre i piedi piantati a terra.

11)  Qual è il vostro “sogno nel cassetto”?

Il nostro sogno è questo che stiamo vivendo, cioè, vivere di musica e per la musica. Lo abbiamo sempre avuto, e adesso che stiamo iniziando ad accarezzarlo, non permettiamo che nessuno ci svegli per portarcelo via.

12)  La Fanzine dei Giovani diventa indiscreta e curiosa…: quali sono i prossimi impegni de Le Mani? Dove vi vedremo protagonisti?

È uscito il primo singolo “Il Giorno Migliore”, a fine mese uscirà il nuovo album intitolate “Anno Luce”, stiamo partendo con la promozione, dopodiché, a dicembre inizierà il nostro tour nei locali di tutta Italia.

13)  Il nuovo video de “Il giorno migliore” è semplicemente fantastico. Quello che abbiamo notato nei vostri video è la continua volontà a non renderli statici ma ad inserire elementi che ne determinano il movimento, a volte la confusione come nel caso di “Stai bene come Stai”. E’ un caso o c’è una precisa volontà dietro questa scelta?

È una precisa volontà, quella di ricreare in immagini quello che noi esprimiamo sotto forma di musica. “Il Giorno Migliore” ha un taglio rock, con un inciso molto positivo e felice, ritmato, che ti porta a danzare con la testa e con tutto il corpo. Ecco. Il video esprime tutto questo.

14)  Il brano “l’ultima lettera” è girato in Basilicata: cosa vi lega a questa terra?

È la nostra terra. La Lucania è per noi un luogo magico, fatto di storia e segreti. Matera, soprattutto, è la città che ci ha visti nascere come musicisti, la città in cui abbiamo fatto le nostre prime esperienze, e la adoriamo per questo.

15)  Continuiamo a parlare di video. In “Stai bene come stai” sono protagonisti Alessandra Mastronardi e Matteo Branciamore. Come siete arrivati a loro?

Daniele, il nostro manager, ebbe l’idea di inserire entrambi perché ci sembravano adatti per il video. A loro è piaciuta da subito l’idea, e senza esitazioni, hanno accettato. Sono due persone magnifiche, due professionisti che dedicano tutto loro stessi in quello che fanno. È stata un’esperienza molto gratificante, tant’è che ancora adesso continuiamo a sentirci e a vederci.

16)  Potreste segnalarci un gruppo emergente che secondo voi vale la pena non perdere d’occhio?

Non sappiamo. I “divenere” ci piacciono tanto, sono nostri amici, e nel loro genere pensiamo siano davvero forti.

17)  Il vostro successo è molto legato a internet; come definireste il vostro rapporto con il virtuale? Non pensate che esso sia un’arma a doppio taglio soprattutto a causa della pirateria che, se da un lato consente ai piccoli gruppi di farsi conoscere, dall’altro ne limita il successo? Quale soluzione sarebbe per voi preferibile per il mercato discografico?

Non c’è soluzione purtroppo. Il web ci ha fatto conoscere al pubblico più ampio, lo sappiamo, e sappiamo anche che la pirateria influisce negativamente sulle vendite e sul mercato. Ma sappiamo anche che la musica è meravigliosa, e la sua forza va al di là delle vendite e del commercio. L’anima ha ancora la sua forza.

18)  I Radiohead hanno fatto un esperimento: far scaricare dal web il loro album chiedendo agli utenti quanto e se pagare. Cosa ne pensate?

Sono stati sempre avanti a tutti. Un connubio perfetto tra musica e marketing.

19)  Quasi sempre a fine intervista siamo soliti rifarci al pensiero di Franco Cassano e alle sue considerazioni circa il pensiero meridiano che concerne l’allontanamento dal fondamentalismo della modernità. Egli suggerisce, infatti, di riscoprire la dimensione alternativa alla velocità occidentale: quella della lentezza, l'unica che ci permette di osservare i particolari che solitamente sfuggono al nostro sguardo e di modificare il ritmo del nostro andare, procedendo lenti, per poter costruire insieme un pensiero nuovo, carico di buon senso. La vostra musica corre veloce, usate tecnologie legate alla simultaneità, crediamo che siate spesso, per motivi di lavoro, non legati ad un posto fisso sempre a contatto con la gente: in tutto questo marasma di situazioni e di eventi che significato date al tema della lentezza?

La vita è fatta per coglierne tutti i più piccoli segreti, e adesso siamo in piena fase di “corsa”. Non c’è tempo per rilassarsi, dobbiamo cavalcare l’onda per essere sempre pronti a tutto. Il tempo per rilassarsi e riflettere arriverà, c’è un tempo per tutto.

20)  La Fanzine dei Giovani vi ringrazia moltissimo per la vostra disponibilità, per aver trovato tra gli innumerevoli impegni un momentino anche per noi e vi augura un grande successo. Un’ultima battuta per lasciare i nostri lettori: cosa vorreste dire loro?

Innanzitutto grazie a tutti voi, siete stati gentilissimi e ci gratifica aver avuto la possibilità di parlare di noi. Ai lettori diciamo: seguiteci, insieme ci divertiremo! Sarà un 2009 pazzesco, sulle note del nuovo album de Le Mani, un anno fantastico, un “Anno Luce”. Grazie.

 

da

LE MANI, In Fondo, Febbraio 2007, Universal Music