il carnevale in basilicata
di Katya Madio
Il Carnevale nella tradizione lucana.
“…venivano a grandi salti, e urlavano come animali
inferociti, esaltandosi delle loro stesse grida. Erano le
maschere contadine. Portavano in mano delle pelli di
pecora secche, arrotolate come bastoni, e bandivano
minacciosi, e battevano con esse sulla schiena e sul capo
tutti quelli che non si scansavano in tempo…”
(tratto da “Cristo si è fermato ad Eboli”, di Carlo Levi)
Ho scelto di usare il titolo che l’APT di Basilicata utilizza per pubblicizzare le manifestazioni carnevalesche che a partire da oggi avranno inizio nella nostra regione perché mi è sembrato il più consono, grazie alla semplicità ed immediatezza con il quale riesce a definire perfettamente il vero significato legato a questo nuovo periodo che ci accingiamo a trascorrere.
A chi dovesse pensare di assistere a sfilate colorate di mascherine nei paesini lucani, infatti, ci affrettiamo a dire che sbaglia di grosso; certo si darà sfogo anche a queste ultime ma il vero carnevale lucano è una festa antropica e a volte propiziatoria che si svolge in piccoli borghi legati al ricordo di un mondo lontano, arcaico in cui la vita degli uomini era connessa al ciclo naturale ed animale ed i miti e le leggende popolavano il vissuto comune. Il popolo lucano, infatti, pur accogliendo le novità del “progresso” conserva gelosamente le sue tradizioni, il ché evidenzia il tenace amore per i ricordi del passato.
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