speciale ARCADE FIRE
di Madio Vincenzo

arcade fire su rumore
Rumore Magazine n.225, ottobre 2010, edizioni Apache, pagg.18-21:

the SUBURBS
http://www.motor.de/motormeinung/motor.de/arcade_fire_the_suburbs.html?sc=dGVhc2VyX3N0YXJ0c2VpdGVfb2Jlbl8y
http://onethirtybpm.com/2010/08/03/packaging-review-arcade-fire-the-suburbs/

2003-2010: forse sì, forse è davvero
questa la decade degli Arcade Fire, come cosi non si sprecano in titoli e
complimenti le testate, e le radio di tutto il mondo e i servizi accreditati della
BBC e di KRoq America. Dopo aver composto l'elegia di "Funeral"
e il delirio folk-blues di "Neon Bible", "Houston",
"sembrava davvero che qui ci fossero dei problemi!". "The Suburbs",
invece, è un piccolo grande capolavoro di 64 minuti, 16 traccie e già per me,
disco dell'anno. Win Butler si è messo a comporre da solo (sembra) e
Régine Chassagne, adesso, non fa più soltanto la polistrumentista - insieme
al resto della band. Con impegno e fatica, dopo aver dato la carica anche agli
U2 dicendogli "Wake Up", dovunque in composizione,
dappertutto fuorchè... a Montreal, pubblicano in agosto per Merge Records, un
album in tre tempi. Concept album sulla realtà suburbana degli
agglomerati umani, le loro evoluzioni e le loro storie: già proprio tutto
questo. Ma anche diario intimo di stati d'animo; ricerca di amicizia e ricordo.
Amore, melanconia, lettere di vanità e sterzate elettro-clash alle
calende greche, in perenne quest musicale. Conquista di popolarità (come
Siouxsie and the Banshees) o individualismo sonoro che sia (come i Sonic Youth), poco importa: gli Arcade Fire sono gli Arcade Fire.
1. "The Suburbs"
2. "Ready To Start"
3. "Modern Man"
4. "Rococo"
Approccio fulmicotone dell'album in maniera scomposto, insieme di brani
disordinato e disorientante, traccie alla David Bowie: "un ragazzo alla
ricerca di sè stesso", buttato dentro una macchina con al volante una pazza
scatenata e senza mèta. Città grigie e piene di nebbia, città di ragazzini e
città riscoperte. In meglio. E mentre sul fondo del lago di Ottawa risuonano le
note di "Ok Computer" (secondo me più che altro "Hail To The
Thief") dei Radiohead, eccole loro:
5. "Empty Room"
6. "City With No Children"
7. "Half Light I"
8. "Half Light II (No Celebration)"
9. "Suburban War"
10. "Month of May"
11. "Wasted Hours"
introspettive, scapigliate e nostalgiche.
Arcade Fire "ancora un giorno in paradiso" come direbbe il buon
vecchio Phil Collins, a fare gli ABBA di tanto in tanto, e anche
gli U2 di "October" e perchè no, quegli Avion Travel
sempre buoni in un imbarcadero ambient. Rock garage, elettronica
sopraffatta dal rumore, incazzatissime ore di takes in sala prove alla
ricerca del tempo e dell'alternative perduta.
12. "Deep Blue"
13. "We Used to Wait"
14. "Sprawl I (Flatland)"
15. "Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)"
16. "The Suburbs (Continued)"
No, non è ancora il momento dei saluti (o dei commiati, come nel loro caso): il
sentimento, la gioia di vivere, lo sprezzo del pericolo dell'acustica e del
folk mescolato a momenti teatrali e di drammatica rappresentazione
operettistica, lasciano il tempo che trovano e anche trascendere il disco verso
la quasi assoluta perfezione. Specchio dei tempi e foto ingiallite, il disco si
chiude in maniera adulta e persuasiva, forse con un forte senso di attesa.
Attesa di qualcosa, o di qualcuno: forse di uno skill successivo. Un
lavoro che a mio parere lascia senza fiato, con margini lacunosi di profonda
riflessione e cambio di opinione: così come la pioggia d'autunno a Vancouver che
si fa foresta pluviale; acida e incompleta, ahimé!
Tutto, proprio tutto quello che non ti aspetti.
il CONCERTO
http://www.indipendente.com/iday/iday1festival2010.html
http://www.xtm.it/DettaglioConcerti.aspx?ID=10548
http://www.youtube.com/watch?v=NBq_AVOssIg
...Virgo, Bilancia, Leone: la luna in trigono e il cuore in bilico...
02 settembre 2010 arena parco nord bologna


Ore 21,30: scende la sera sui nostalgici tramonti bolognesi alla Dozza. Via
Stalingrado è un via-vai di compagni dell'Unità, ma anche di giostre e concerti.
E di buskers travestiti da spie dell'U-571. A migliaia sono scesi qui a
Bologna (anche dall'estero) per vedere il riporto aquilino di Win e il volo di
farfalla di Régine. Una unione artistico-sentimentale powerpop che negli
anni è cresciuta sempre più. Non ci sono, pero', soltanto loro due. C'è da
ballare al suono di tanti strumenti, arpeggiare sull'invito di suadenti
danzatrici nordiche, fracassare il folk partigiano nel prog dei
proto elettro-protoni delle tempestose suites musicali di Power
Out, Mounth of May, ...il lavoro più difficile del resto
della band. C'è la novità dei tamburelli regalati al pubblico, la visione di
insieme di lettere mai spedite, amori possibili, periferie di città invase dalla
biciclette, la pietas di sorelle in carità, palm-beach e una Haiti
spensierata solo in musica...
Da raccontare c'è molto poco; dopo un concerto cosi' non ti resta più molto fiato da sprecare. Unica tappa italiana 2010 per i canadesi più bravi e più giovani a cui il mondo concorda il diritto di affidare il destino del rock degli anni a venire. E allora vai (hey!) con Rebellion (Lies), No Cars Go, e Wake Up (per i cori trascendentali, prego rivolgersi alla comitiva dietro - alla mia di comitiva -, please!). Cantatissime dal nuovo album sono Modern Man, The Suburban War (dal sapore commercial-celluloide), The Suburbs e il corettino felice di Sprawl II. Musica tesa, impetuosa, fisica e dolce, con il leader della band più volte preso dalla voglia di gettare il microfono e tuffarsi sulle prime file. No, stavolta io non c'ero: ero un po' più indietro, attento affinché anche io potessi Keep The Car Running (Dio come la adoro! :-))... e invece niente. 2 ore e mezzo dopo, si spengono le immagini dai videowall e si torna in strada per un attimo, lungo le gallerie rossoblu di città. Mezzanotte ed è tutto finito: si ammainano le bandiere bianche e rosse, e si va a dormire ancora una volta con l'orso Yoghi in tenda. Canadese, appunto. Questo viaggio "nei luoghi dell'infanzia" (come molti lo hanno definito) mi è stato gentilmente offerto da Radio Deejay, Indipendente.com e Becks. Grazie a loro per l'opportunità, ancora una volta!





la RASSEGNA STAMPA
Rimpiccioliti in .jpg, da Il Resto del Carlino, Bologna, del 02 Settembre 2010, anno 125, n.206, pag.30 (Spettacoli) / Il Resto del Carlino, Bologna, del 03 Settembre 2010, anno 125, n.207, pag.33 (Spettacoli):
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