ANDROGINA MESTIZIA DELL'ASSURDO ...pensando al futurismo di Madio Vincenzo Anatomia del pensiero? No. Piego lentamente una caviglia all'indietro. Ne eseguo il movimento e casco indietro. Sorrido. Mi rialzo, lo faccio un'altra volta, con l'altra gamba. Sfortuna che incanta: ricasco e non mi inganno. Ora c'č da eseguire una torsione lenta, ditiramba. Movimento del busto, pressione sulle gambe e sul collo. Sono a terra, in una stanza buia, illuminata solo dai neon della strada. Mi dico: <>. Barcollo, tentenno, satireggio. Poggio una mano al pavimento, rada. Un'altra invisibile mi spinge in avanti. Involontaria, quasi scollata. Devo abbandonarmi cosė, per tutta la notte? Il tempo č mio nemico; l'attesa, un ballerino.