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GAZZETTA DI PARMAAndrea Campanini di 37 anni e Mario Rossi di 36
Due vittime parmigiane
PARMA - C'erano anche due parmigiani sul volo Sas: Andrea Campanini, 37 anni, e Mario Rossi, di 36. Campanini, marketing manager della linea di prodotti da forno Barilla, era diretto in Svezia. Rossi, professionista nel campo del software applicato alla tecnologia alimentare, doveva recarsi a Copenaghen.
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Due parmigiani nel tragico rogo
Morti un dirigente della Barilla e il titolare di un'azienda di informatica
C'erano anche due parmigiani sull'aereo MD80, diretto a Copenaghen, che ieri mattina si è scontrato con un Cessna sulla pista poco prima del decollo: Andrea Campanini, 37 anni, dirigente della Barilla, e Mario Rossi, 36 anni, titolare di un'azienda di informatica e professionista nel campo del software applicato alla tecnologia alimentare.
Erano entrambi su quel volo per motivi di lavoro, divisi l'uno dall'altro da poche file di poltrone - Campanini aveva preso posto nella 7d, mentre Rossi era seduto al posto numero 14a - ma uniti da un destino atroce che ha bruciato via in un lampo le loro giovani vite.
Andrea Campanini era marketing manager della linea prodotti da forno della Barilla-France. Viveva tra Parigi, nel quartiere della «Defence» e Malandriano, dove trascorreva i fine settimana con la famiglia, il padre Giorgio, geometra in pensione, la madre Maria Ludovica Orcesi, ex insegnante di inglese al Melloni e la sorella Giulia, designer di mobili e oggetti di arredamento.
Stava recandosi in Svezia, via Copenaghen, e da lì avrebbe dovuto raggiungere a Stoccolma la sede della Wasa, l'azienda di proprietà del gruppo di Pedrignano: un viaggio che compiva spesso almeno ogni quindici giorni.
Mario Rossi, 36 anni originario di Neviano Arduini, sposato con Elisabetta Calestani, con la quale abitava in via Raffaello, titolare della «Bierre automazione» (la ditta ha sede in via Benedetta) era diretto a Copenaghen per una «trasferta» di lavoro.
Una sorte terribile ha unito i due professionisti in viaggio per lavoro e, qualche ora dopo, anche le loro famiglie: la madre e la sorella di Campanini, la moglie e il cognato di Rossi sono accorsi a Linate per il riconoscimento delle salme. Una processione dolorosa: i familiari hanno dovuto attendere che i soccorritori recuperassero le salme, il cui riconoscimento però non è ancora stato possibile.
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