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Per ulteriori informazioni l'indirizzo di posta elettronica è antiusura@mclink.it


L'usura ai raggi x, in una ricerca del Centro studi TEMI della Confesercenti

La ricerca presentata dal Centro Studi TEMI consente di sviluppare una serie di proiezioni per comprendere la vastità del fenomeno usura.

I commercianti coinvolti sono circa 120.000 per oltre 350.000 posizioni debitorie di cui almeno 20.000 con associazioni per delinquere inquadrate nel 416bis finalizzate all’usura.

Un tributo per i commercianti si aggira in non meno di 8,5 miliardi di euro.

Il totale delle persone che intrattengono rapporti usurai sono circa 500.000, compresi i commercianti, a cui vanno aggiunte circa 6000 persone immigrate costrette a patti usurari

La massa globale di denaro movimentata (interessi ed altre utilità) da tutti i soggetti in rapporti usurari, è stimabile in più di 25 miliardi di euro, gestiti da circa 25.000 strozzini professionisti, quasi tutti noti alle autorità giudiziarie.

Nelle quattro regioni sottoposte alla presenza della criminalità mafiosa, si concentra il 39% delle denunce e (secondo la stima suindicata) il 50% dei commercianti coinvolti che rappresentano, a loro volta,  il 30% del totale dei commercianti attivi in Italia.

Se il numero delle persone coinvolte è sostanzialmente stabile il tasso di interesse medio praticato mensile è cresciuto mediamente di almeno tre punti. Al nord.si è quasi raddoppiato

  Ciò testimonia di organizzazioni usuraie più efficienti e sicure. Il tasso medio mensile è intorno al 12,8% che su proiezione annua da il 150%

Anche il prestito medio iniziale è aumentato passando dai 5mila euro, di qualche anno fa, ai circa 10mila, ma alla fine del rapporto usuraio gli interessi versati nelle tasche degli usurai si aggirano intorno ai 60/65.000 euro.

 Più alti i costi delle transazioni usuraie al nord, più polverizzata l’usura nel centro-sud.

Ogni anno sono tra i 25000 e i 30000 gli esercenti  che cessano l’attività perché sotto “strozzo”. Di questi almeno 20000 falliscono o chiudono definitivamente mentre gli altri continuano l’attività cambiando ragione sociale all’azienda.

L’andamento delle denunce

Dal 1996 anno di approvazione della legge antiusura il numero delle denunce è stato continuamente in calo. Nel 2000 ( ultimo anno di cui possediamo i dati completi) si è in qualche modo toccato il fondo: le persone denunciate sono state 852 a fronte delle 1115 del 1999 e delle 1185 del 1998 (-5,9%), dato che già era contrassegnato da un calo del 27% rispetto al 1997. Il calo risulta costante e generalizzato: basti considerare che rispetto al 1994 supera il 80%.

La lettura dei dati del 2000 va anche interpretata alla luce della tenuta delle denunce nelle  regioni del centro e del nord del paese. Si evidenzia in modo preoccupante il crollo delle denunce in Campania e Sicilia, regioni nelle quali l’usura a caratteristiche diffuse e pervasive. Roma si conferma la capitale d’Italia dell’usura.

Analizzando la serie storica delle graduatorie delle città    nelle quali   si è denunciato di più      si può ragionevolmente  affermare che l’usura è un fenomeno pervasivo e stabile  a Roma, Napoli, Catania e Taranto. E’ una pratica molto diffusa a Palermo, Messina, Catanzaro, Bari, Frosinone e Pescara, ed in rapporto al numero degli abitanti si evidenziano le province di Latina, Avellino e L’Aquila.

Al nord il fenomeno non ha le caratteristiche e le dimensioni che al centro-sud, comunque oltre che a Torino, Milano e Genova, anche per la vastità delle province, una particolare presenza reti usurarie si registra a Varese e Bergamo.

La presenza ai “ primi posti”  in questa speciale classifica di Roma, Latina e Frosinone rende il Lazio la regione più esposta al rischio usura. Per l’altro le reti   usuraie romane sono attive in Umbria ed in Abruzzo. In quest’ultima regione e nel Molise va segnalata la presenza organizzata  di alcune famiglie di nomadi dedite all’usura. Al nord sono numerose le denunce a società finanziarie. Mentre la Calabria è la regione in cui è più evidente la presenza della criminalità organizzata di stampo mafioso nell’usura.

I dati provvisori delle denunce forniti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale, relativi al primo semestre del 2001, consentono di rilevare un incremento significativo rispetto al corrispondente periodo del decorso anno (con 576 denunce rispetto alle 474 del 2000), con una accentuazione progressiva dell’andamento, atteso che dai 199 casi del primo trimestre si è passati ai 377 del secondo trimestre 2001, a dimostrazione del consolidamento, sia pure provvisorio, della tendenza.

L’esame di tale dato nella sua articolazione regionale, fa registrare:

1.     .     la conferma, come per l’anno decorso, della presenza del fenomeno in tutte le regioni, comprese quelle di tradizionale esposizione a fenomeni di criminalità mafiosa, a comprova che il fenomeno usurario convive con quello estorsivo, talvolta si interseca con esso e molto più spesso ne prescinde;

2.     .     la conferma, anche per l’anno in corso, della sensibilità sviluppatasi nelle regioni meridionali, sui temi in questione, considerato che la somma delle denunzie relative alle cosiddette regioni a rischio risulta superare il 50% del dato nazionale;

3.     .     la rilevazione che in Campania (nr. 94 rispetto alle 63 del precedente anno), Calabria (nr. 113, a fronte delle 54 precedenti) Sicilia (nr.88, rispetto alle 42 del 2000), ma altresì in  Umbria (nr. 8, rispetto all’assenza di casi dell’anno precedente) ed in Emilia Romagna (nr. 41, rispetto alle 15 del precedente anno) il ricorso alla denunzia degli usurai ha conseguito un “salto” che lascia ben sperare, per consistenza, ampiezza e contestualità, su un possibile avvio di inversione della  tendenza negativa emersa dal 1994 in poi;

4.     .     la conferma del livello stazionario di incidenza del fenomeno nel Lazio; ma, altresì, della capacità di risposta delle vittime: il dato si attesta sempre su livelli di necessaria attenzione (71 denunce nel 2001 a fronte delle 66 del 2000).

Per ultimo giova ricordare l’impatto evidente che sull’aumento del numero delle denunce haavuto la campagna di informazione ad opera del Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura alla fine del 2000 e agli inizi del 2001.

Per saperne di più:

TEMI
Via Nazionale, 60
00184 ROMA
Tel. 06/47251
fax. 06/4746556

temi@confesercenti.it

 

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Aggiornato il: 05 febbraio 2003
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