Sicurezza e libertà...
La sicurezza è di destra o di sinistra? L'interrogativo me lo ha posto, sia
pure indirettamente, una persona che divide ancora il mondo con l'accetta
degli schemi politici e ideologici in voga nel XX secolo. Non sono fra i
nostalgici di quel vecchio modo di pensare, tuttavia una risposta la dovevo
trovare: se non altro, per me stesso. Allora ho cominciato a riflettere.
La destra, sia nelle sue versioni parlamentari e liberali che in quelle
dittatoriali, ha sempre mostrato di tenere molto alla sicurezza. Per non
turbare gli equilibri economici che le stavano a cuore o per cercare un alibi
ai regimi autoritari. La sinistra, un po' per reazione nei confronti
dell'impostazione dello schieramento avverso, un po' per convinzione, ha
dondolato a lungo fra l'ordine delle sue dittature del proletariato e la
libertà di una visione romantica del socialismo che è vissuta finchè la
sinistra è stata all'opposizione e si è fortemente ridimensionata quando è
stata al potere. Non so fino a che punto, tirando le conclusioni di questa
analisi, è possibile dire che la sicurezza è di destra e la libertà è di
sinistra.
La realtà, a mio avviso, è un'altra: nè la destra, nè la sinistra possono
essere se stesse, esprimendo il meglio dei valori di cui sono portatrici,
senza che la società disponga, contemporaneamente e sostanzialmente, di questi
due beni indispensabili per il proprio sviluppo e per la sua stessa
sopravvivenza. Mettendo, infine, da parte sia la destra che la sinistra, si
può dire che sicurezza e libertà devono essere necessariamente le due facce
della stessa medaglia. Senza la sicurezza nessuno può oggettivamente
considerarsi libero.
Senza la libertà nessuno, altrettanto oggettivamente, può considerarsi al
sicuro. Nel primo caso, sono le forze del crimine a minare dalle fondamenta
sia le basi della convivenza civile, sia quelle dello sviluppo economico. Nel
secondo caso, sarebbe l'arbitrio di un potere assoluto a togliere la sicurezza
ai cittadini che non potrebbero avvalersi di quella risorsa essenziale che è
la certezza del diritto. Allora, la sicurezza può e deve essere considerata
come un valore fondamentale e prioritario per tutte le componenti di qualsiasi
società che voglia vivere e svilupparsi liberamente.
Se questo è vero, si deve concludere che la battaglia per la legalità, la
sicurezza e la libertà che la Feder Mediterraneo, assieme a molti altri, è
impegnata a combattere deve vedere il coinvolgimento attivo, convinto e
determinato di tutti, al di là delle appartenenze politiche e delle visioni
culturali. Sicurezza e libertà, insieme. Per poter vivere e prosperare in un
ordine vero, che non nasce dalla forza di un potere arbitrario, ma si fonda -
e si rinnova quotidianamente - attraverso l'armonia e la capacità di
organizzarsi saggiamente di una società che tiene conto dei diritti e degli
interessi di tutti e di ciascuno.