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PER GUSTO..... E PER GUSTARE UN MONDO DI ETICHETTE |
Ogni prodotto alimentare, deve
essere accompagnato da un’ etichetta, una specie di carta
d’identità del prodotto.
Essa deve essere scritta dalla
ditta produttrice del prodotto, in lingua italiana, in forma corretta
e comprensibile per chi legge.
Essa non deve trarre in inganno
l’acquirente dando all’alimento proprietà che non ha, non deve
utilizzare frasi pubblicitarie ingannevoli, esagerate o ambigue.
L’etichetta informa il
consumatore e lo mette in grado di conoscere esattamente ciò che
compera.
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La prima, delle indicazioni obbligatorie, deve rendere possibile il riconoscimento del prodotto al di là delle immagini; deve essere visibile anche il nome del prodotto. Il nome di vendita può anche essere un nome da tempo consacrato per quell’uso: ad esempio "panettone", "patatine fritte".
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Le indicazioni che informano quando avverrà la scadenza del prodotto possono essere di due tipi: nei prodotti freschi troviamo la scritta: "da consumarsi entro il …"; invece, se si tratta di prodotti conservabili, troviamo la scritta:"da consumarsi preferibilmente entro il…". Importantissimo, quando si acquista un prodotto confezionato, è verificare che la confezione sia integra e ben chiusa, altrimenti la data di scadenza può non esser più valida.
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E’ formato da una serie di numeri e barre di diverso spessore, leggibili da un rilevatore a fibre ottiche. Sta ad indicare la provenienza, il tipo di prodotto e il relativo costo.
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Gli ingredienti sono tutte le sostanze utilizzate per preparare un prodotto. Ogni componente deve essere chiamato con il suo nome preciso. L’ elenco degli ingredienti è ordinato in base al peso, cioè il primo componente dell’elenco è presente in maggior percentuale. In quasi tutti i prodotti si trovano delle sostanze un po’ particolari:gli ADDITIVI.
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IL RICONOSCIMENTO DEL PRODUTTORE Il produttore che ha confezionato l’alimento, né è responsabile. L’etichetta del prodotto deve indicare il nome, o il marchio della sede del fabbricante.
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Esistono diversi tipi di tabelle nutrizionali. Il modello più semplice è quello che riporta il contenuto di proteine, carboidrati e lipidi. I modelli più complessi possono specificare anche il tipo di grassi o carboidrati, la presenza di fibre e di sodio, quella di vitamine e di sali minerali. Queste informazioni sono riferite a 100 grammi o 100 millilitri di prodotto
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Il peso netto o il volume viene indicato in base al sistema metrico decimale.
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I coloranti sono tra tutti gli additivi quelli meno utili, in quanto servono solo a dare agli alimenti un particolare colore. Essi possono essere di origine naturale (vegetale o animale) o di origine sintetica. |
Gli
aromi vengono utilizzati per rafforzare o caratterizzare il gusto degli
alimenti. |
I conservanti servono a prolungare il periodo di conservazione del prodotto, prevenendo la diffusione di micro organismi ( batteri, muffe, funghi). I nitriti (E249, E250) e i nitrati (E251, E252) sono usati per la carne; ne è consigliato un uso limitato, in quanto possono provocare malattie serie. |
Accrescono il gusto sapido e la fragranza di conserve di carne, dadi da brodo, salse, purea di fiocchi, mais soffiato; il più noto è il glutammato monosodico (E621), che se usato in dosi eccessive può portare alla cosidetta "sindrome da ristorante cinese" (reazioni allergiche, calore al volto, formicolio, dolore toracico, …) |
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Servono a legare acqua e grassi per dare uniformità e cremosità a gelati, maionese, merendine, dolci. Si ricavano da scarti animali o da olii di bassa qualità come quelli di cocco e di palma (E 471 e 472 ), oppure dalla soia (lecitina, E 322 ).
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Rendono il prodotto spalmabile e pastoso, amalgamano e danno consistenza a gelati, budini, caramelle gommose, dessert in genere, formaggi freschi. I più usati sono di origine naturale: l’agar agar (E406), un estratto da alga, la gomma arabica (E414), la farina di semi di carruba (E410), le pectine contenute nella frutta (E440)
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Mantengono stabile la consistenza del prodotto, trattenendo l’ acqua, ma evitando che questa favorisca lo sviluppo di micro-organismi, si tratta di polifosfati, fosfati e sali. Se consumati in eccesso possono favorire l’osteoporosi e la formazione di calcoli renali.
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Gli antiossidanti sono sostanze che prolungano il periodo di validità dei prodotti, impedendo che questi si ossidino imbrunendosi o irrancidiscano. Il più usato è l’ acido ascorbico e i suoi sali, che in dosi elevate può favorire la formazione di calcoli renali. Sono usati per bibite, insaccati, funghi secchi, vegetali per sottaceti, patate crude sbucciate.
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