PER GUSTO..... E PER GUSTARE LE ABITUDINI ALIMENTARI dei NONNI delle classi IV A e IV A di GONARS |
| INTERVISTA
"AUTUNNALE" AI NONNI: "Cosa e come si mangiava una volta"
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...la polente de none….
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“Cumò o fasarai
une biele polentute su la piastre dal spoler”, a dis
la none di Nicol.
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Bulinte, grase, borbotante, sivilante fumante, morbide, dute circondade di crostis, buinis di roseà: a ie quasi pronte la POLENTE! “Cumò al’ è vigniut il moment di tirale iù su le bree …ce biele dute giale… gruese… fuarte … sbufante e cul spali si la tae par ben!”E la none e dis: “Se si viarz al ul dii che a je buine ,e senò al ul disi che a je triste !”.
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1)
Mamma ti
piace l’uovo?
2)
Ai
tuoi tempi
era importante
l’uovo? Perché?
3) Quante galline avevate?
4) Quante uova
raccoglievate al
giorno?
5) Le galline
vivevano chiuse o
libere all’aperto?
6)Cosa mangiavano
le galline?
7)
Ogni quanti
giorni le
galline facevano
le uova?
Le
galline facevano le uova ogni giorno
(Maria); le galline
facevano l’ uovo
quasi ogni
giorno (Eva).
8)
Come
si cucinava
l’ uovo? In
quanti modi?
L’uovo
si cucinava lesso,
strapazzato, sbattuto
(Maria);
l’ uovo si
cucinava in
vari modi: fritto,
sodo
e
molti altri modi (Eva).
Si
cucina in un pentolino con dell’acqua e allora diventa alla
coque
oppure sodo.
Se
lo cucini in una padella bassa senz’acqua e
con un po’ di burro diventa
all’occhio
di bue,
fritto.
Se
lo unisci allo zucchero in una grande tazza e lo scuoti con una
forchetta lo puoi fare sbattuto.
9) Che uso si poteva fare con l’ uovo oltre a quello commestibile?
Si
poteva mettere il bianco d’uovo sbattuto
sulle ferite (Maria);
da
noi l’uovo
si colorava in
occasione della Pasqua
(Eva).
Bisogna,
poi, ricordare che la
gallina non dava solo le uova:
oltre che come alimento consentiva di utilizzare anche le piume,
con le quali fare l’imbottitura dei cuscini o dei piumini. I
piumini erano molto importanti perché una volta si andava a dormire
in stanze molto fredde. Non esisteva il riscaldamento a metano in ogni
stanza come oggi e il fuoco del camino ad una certa ora veniva spento.
L’uovo
veniva utilizzato come forma di
baratto.
C’era
molta miseria, non avevamo molti soldi e così scambiavamo
le uova con sale, salame, formaggio che producevano le famiglie che vivevano vicino a noi.
Con
il bianco dell’uovo si rinforzava
i capelli e il guscio veniva usato come anche come contenitore
(nonno Italo e nonno Tullio).
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I commenti a caldo di un’avventura golosa |
Un
martedì di FEBBRAIO durante le ore di
laboratorio linguaggi abbiamo deciso di realizzare in AULA,
insieme alle nostre insegnanti, una ricetta:
Ognuno
ha portato GLI ingredienti e GLI strumenti necessari:
uova,
zucchero, scodelle,
posate e mestoli.
Sembrava di essere in una grande cucina
abbiamo usato penna e quaderno,ma gli attrezzi da cucina che di solito usa la mamma. All’inizio eravamo molto agitati perché non sapevamo se saremmo riusciti nell’impresa, ma poi ci siamo calmati. Non è stato facile rompere l’uovo nella scodella in modo tale che le due parti rimanessero separate, senza mescolarsi. Ma ce l’abbiamo fatta!!
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Ognuno di noi ha imparato a separare l’albume trasparente dal tuorlo arancione. E non è stato facile! Alcuni di noi non ce l’ hanno fatta! e alcuni pezzettini di guscio sono caduti nel tuorlo. Poi, con la propria forchetta, mentre la maestra aggiungeva un po’ alla volta lo zucchero al tuorlo, abbiamo preparato un impasto giallo chiaro. Che fatica!! Sembrava più facile. Chissà il pasticcere che fatica!| Ma, non è finita! Utilizzando uno sbattitore elettrico, che aveva portato la
maestra Nadia da casa, abbiamo creato una schiuma che aumentava
sempre più di Tutti hanno mangiato molto in fretta perché era
molto buono. Ci siamo accorti, però, di avere esagerato!!
L’uovo è veramente molto nutriente, come |
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Questa
esperienza mi è piaciuta molto perché….: |
Poi, l’impresa più difficile e faticosa: abbiamo montato con una forchetta solo l’albume che si è trasformato da liquido trasparente e viscido in una SCHIUMA bianca, morbida e soffice. Che male alle braccia! Per fortuna che ci hanno aiutato anche le maestre Alla fine non ci è rimasto che gustarcelo con un po’ di zucchero accompagnandolo con un po’ di pane. Ci siamo sentiti proprio soddisfatti di poter mangiare qualcosa che avevamo realizzato con le nostre mani anche se ad alcuni bambini non è piaciuto molto. Abbiamo trascorso una giornata insolita ! ciaooooooooooooo |