- 72 Titolo: La prima volta in tre
 
Era da tempo che le facevo capire che mi sarebbe piaciuto vederla fare sesso con un altro uomo. Lei mi faceva fantasticare sulla presenza di altri mentre facevamo l’amore ma, quando il momento finiva, anche le fantasie finivano lì.
Avevo un amico che gestiva un bar ed avevo pensato che proprio lui poteva essere il primo protagonista di questo affascinante e trasgressivo percorso che desideravo compiere con la mia donna. prendemmo l’abitudine di finire lì le nostre serate. Quando arrivavamo era sempre tardi ed ormai il bar restava aperto solo per atto di presenza, l’estate era ormai finita e si era in autunno inoltrato e gli avventori scarseggiavano. questo ci dava la possibilità di essere pressochè soli. Ogni sera dopo diversi bicchierini della staffa, i discorsi si facevano sempre più piccanti, finchè una sera, un bicchierino di troppo la fece decidere di chiedere al nostro amico di passare a prendere l’ultimo sorso della serata da noi.
Arrivati a casa ci buttammo sul letto t tramortiti dal liquore e eccitati per quello che sarebbe potuto accadere da lì a poco. Iniziammo a baciarla ed accarezzarla, lei aveva ripreso un pò di lucidità nel percorso dal bar a casa e era un pò indecisa. Il mi amico stava quasi per andarsene dicendole “ Se non sei convinta lascia stare, non fa niente”. Forse furono proprio quelle parole a farle decidere invece il contrario. Lo attirò su di se ed inizio a baciarlo e strusciarsi sotto di lui, poi gli apri i pantaloni toccandogli il cazzo dicendogli “ ...e dai spogliati”, lui si alzo togliendosi la camicia e tutto il resto per adagiarsi nuovamente su di lei che nel frattempo si era sfilata gli slip. Io ero all’altezza delle loro teste dall’altro lato del letto e li guardavo in preda ad una profonda eccitazione, ero talmente eccitato che non riuscivo ad avere l’erezione, cosa che mi capita quando inizia qualcosa che trovo super eccitante. Il nostro amico invece era eccitatissimo.
Guardavo lei che lo spompinava, vedevo il cazzo sparire nella bocca della mia donna e la mia eccitazione era alle stelle.
Poco dopo lei lo tirò su di se e per la prima volta guardandola negli occhi capiii che un altro cazzo, un altro maschio era appena entrato nella fica della mia donna. non venni fisicamente ma mi si sbrololarono i neuroni. Lui iniziò a pomparla, i miei ricordi confusi dall’eccitazione non mi permettono di raccontare tutto quanto accadde, posso solo dire che fu meraviglioso. Ad un certo punto, mentre lui continuava a scoparla lei a gesti mi fece capire che voleva il mio cazzo in bocca mentre si stava facendo scopare, mi spostai sul letto e lei me lo prese in bocca. A quel punto il nostro amico alla vista della mia donan che mi spompinava e con le sensazioni che stava provando nel scoparsela non resse più e me la riempi di sborro facendomi eccitare ancor di più, Dopo ci accasciammo sul letto stremati dal sesso fatto e dall’alcool ingerito. Poco dopo il nostro amico si rivestì ed andò via. Restammo soli e solo allora, dopo un pò la mia eccitazione riuscì a sfocare tutta la sua voglia. Lei mi chiese “ti è piaciuto?” io la strinsi facendole sentire la mia eccitazione, facemmo l’amore due volte quella notte, per due volte la riempii nella sua fica ancora piena dello sborro di un altro.
L’indomani decidemmo di andare a pranzare in un ristorantino in montagna, eravamo un pò sfatti, sull’autostrada ci fermammo, lei sembrava ancora dubbiosa su quanto avevamo fatto quella notte, io invece ero ancora eccitatissimo e mi chiedevo affermandomelo “è la donna che volevo?!”, la stavo baciando quando sentii qualcosa sulla sua guancia, era lo sborro rappreso, non si era tolto con la veloce lavata di faccia che ci eravamo fatti prima di uscire, la cosa mi eccitò di nuovo da pazzi e non potei fare a mano di segarmi mentre lei si toccava e ricordavamo a voce alta i momenti vissuti quella notte,
Stavamo iniziando un percorso che mi auguravo ricco di continui incontri ed esperienze sessuali da vivere con la mia compagna, un percorso dove avrei potuto godere della sua femminilità espressa giornalmente sia con me che con il resto del mondo? Nel venire segandomi godevo anche per questo.

Con i miei occhi....

Fu difficile svestirmi della mia mimetica e dei miei anfibi, per indossare i panni di un’affascinante e sensuale donna dalle minigonne vertiginose pronta a sedurre con uno sguardo ed un accavallamento di coscia. Ricordo, con un sorriso, i miei primi passi claudicanti su tacchi troppo alti e il mio viso d’un tratto modificato da trucchi mai usati, se non indosso alle mie bambole.
“L’adolescenza è ormai finita”...mi ripetevo con tristezza, ma quello che doveva arrivare mi affascinava più di quello che stavo lasciando! Le proposte di quello che sarebbe stato il “compagno della mia vita” da un canto mi spaventavano e dall’altro mi attraevano come una falena da una fonte di luce. Mi chiedeva un cambiamento netto, una drasticità che io stessa ignoravo di poter affrontare.
“E se non fossi in grado, se l’imbarazzo superasse di gran lunga il piacere....e se ..... e se.... e se...” e per la paura di trovarmi vecchia nel pormi tutti questi interrogativi e dal momento che non amo vivere di rimpianti, un bel giorno (all’improvviso) decisi di ALZAREILVELO della lussuria e di abbandonarmi ai piaceri del mio corpo. Un corpo che reclamava disinibizione, trasgressione e fantasie...di ogni genere. La mia natura diffidente fece ricadere la scelta, ovviamente, su una persona (che ritenevo di fiducia) un caro amico del mio uomo. Le nostre frequentazioni con lui iniziarono a farsi più assidue, dopo la sua decisione di rilevare un piccolo locale che ci forniva la scusa di vedersi anche di sera....così tr un panino, una birra ed un Fuoco del Diablo... la moralità fu accantonata per dare spazio ad una serie di “giochini” che si consumavano spudoratamente lì sotto gli occhi di tutti!
I nostri piedi si intrecciavano sotto il tavolo, le mie mani finirono inaspettatamente sull’interno della sua coscia e i pantaloni non riuscivano più a contenere il suo sesso eretto che altro non chiedeva che scoppiare lì nella mia mano. Il mio compagno impazziva di piacere e di risate, forse dettate da troppi bicchierini ingeriti. Mi chiedeva di non smettere, era tutto così eccitante e quella sala, all’improvviso, odorava di sesso. Quella sera dissi addio definitivamente al mio pudore per lasciar prendere vita dentro di me ad una libidine che trovò sfogo di lì a poco sul divano di casa mia.
Decidemmo di avviarci, io e il mio uomo, il nostro amico intanto avrebbe provveduto a chiudere il locale. Una volta giunti a casa, corsi al bagno e cominciai a buttarmi acqua sul viso....i fumi dell’alcool mi aveva del tutto inebriata! Poi salii al piano di sopra, entrai nella camera da letto, feci scorrere la porta dell’armadio e tirai fuori il mio pigiama di seta blu (regalo del mio compagno) cominciai a spogliarmi, barcollando sulle mie gambe incerte, sotto gli occhi di lui che aveva ormai il fiato corto per l’emozione di quello che ci stavamo apprestando a vivere.
“Togliti il reggiseno e lascia le calze indosso” ...mi sussurò. Obbedii come una geisha fà col suo padrone e vestita di solo collant e giacca semiaperta scesi giù ad accogliere il nostro “ospite”. Ci guardammo negli occhi e capimmo che l’imbarazzo era di entrambi come la VOGLIA.
Fu quest’ultima a guidare le nostre mani, le mie sulla cinta dei suoi pantaloni, le sue nella giacca del mio pigiama a cercare i miei seni...una volta afferrati cominciò a stuzzicare i miei capezzoli, che esplosero tra le sue dita con la forza di due chiodi, mentre mi abbandonavo con languidità a stringergli quel cazzo così rigido. Con la coda dell’occhio intravidi il mio uomo seduto sulle scale, intento a guardarci e a....toccarselo; non appena mi voltai a guardarlo cominciò a tirarlo fuori dai pantaloni e a menarselo, mentre la testa gli scivolava all’indietro abbandonata al piacere. Le mani del nostro amico, intanto, erano scese sui miei fianchi carezzandoli con un interesse enorme tradito dai rantoli che uscivano dalla sua bocca. A malapena riusciva a tenersi in piedi: “ubriaco anche lui o dilaniato dall’eccitazione”...mi chiedevo.
Non aveva più importanza..in quell’attimo c’erano solo tre corpi desiderosi di prendersi, succhiarsi e disfarsi fino all’ultima goccia di libidine. Non erano più le nostre teste a dirigerci, ma i nostri sessi in fiamme...la mia fica completamente bagnata, quei due cazzi duri e gonfi di uno sperma che aveva tutta la voglia di esplodermi ...in faccia, nel mio culo, sulla mia pancia.
Così mi diedi coraggio, gli presi la mano e gli feci cenno di seguirmi sopra...sul letto! Lì lo feci sdraiare, mentre il mio uomo, rimase in piedi a guardarci (ormai nudo) e ancora con il cazzo tra le mani che stentava a crescere; forse a causa della troppa voglia....io, con fare sinuoso, aprii le gambe e mi sedetti sul sesso del nostro amico intrappolato ancora da quel paio di slip...così cominciai a fargli scivolare il mio seno nella sua bocca, sollevandogli di poco la nuca....
Dalla mia bocca uscivano preghiere infuocate: “SUCCHIAMI! Non fermarti, succhiami i capezzoli, mordili..così...bravo...ora quest’altro...Mi stai facendo bagnare tutta, cattivo”. I mei sensi erano ormai persi, come impazzita di piacere, con violenza gli tirai fuori quell’enorme cazzo dagli slip e me lo infilai con forza nella mia fica, ormai inzuppata....e cominciai a montarlo come una forsennata. Non riusciva a sostenere il mio ritmo, il mio calore eccessivo...mi allontanò per evitare di venirsene come un adolescente alle prime armi.
“Non ho mai provato nulla del genere”....gli sentiì dire a lui, come a molti altri che vennero in futuro.
“Facciamo al contrario, mi stendo io e tu mi vieni sopra...dai...giuro che non mi muovo”...lo imploravo di continuare senza alcun pudore.
Lui obbedì, evitando ancora di rimetterlo nella mia caverna che gli prosciugava il pene senza alcuna pietà, senza un attimo di respiro.
Lo volevo dentro, tutto, e a lungo, sperando non finisse più... Giocava coi miei seni, li mordicchiava, baciava la mia pancia mentre io con le mani spingevo delicatamente la sua testa in mezzo alle mie gambe. Lui cominciò ad annusarmi, ficcò il naso tra le mie grandi labbra e si perse di piacere, sussurava: “Hmmm...odori di femmina. Sei proprio una puttana” ...a quelle parole ficcai, violentemente, la sua testa nella mia fica e gli ordinai: “E Adesso Leccami e bevimi”.
Il mio compagno, sdraiato accanto a noi, dinanzi quella scena si abbandonò completamente a quell’onda di perversione, si alzò sulle ginocchia, mi apriì la bocca e mi ficcò dentro il suo uccello. Allora l’altro, nel vedere la mia lingua esperta nel succhiargli il glande infuocato, non pote fare a meno di infilarmelo dentro e dopo tre botte decise, di inondarmi di sborro....bollente e copioso.
Era la prima volta che un altro uomo veniva dentro di me...ed era la prima volta che scoprivo quanto mi piacesse. Quanto fosse eccitante sentire un corpo nuovo dimenarsi tra le tue cosce fino a scoppiare di piacere.
Ne volevo ancora...ancora. Il mio corpo stentava a saziarsi di cazzi e di goduria.
Mi voltai verso il mio uomo e gli dissi: “Adesso tocca a te”.
Ma il suo cazzo, stordito da quell’esplosione di istinti, non ne voleva sapere.
Rimanemmo sdraiati, sfatti, in quel letto, scenario di perversioni e libero da freni inibitori, tutti e tre stretti, io nel mezzo ...e con le mie mani che stringevano i loro cazzi distrutti...in una complicità inverosimile.
Il nostro amico poco dopo si rivestì, si chinò sulle mie labbra, baciandole delicatamente e sussurandomi “Mi sa che dobbiamo rivederci?!”....per forza pensai, dal momento che nella penombra, offuscato, dallo stordimento, lo avevo visto infilarsi gli slip del mio uomo al posto dei suoi!!!

 
 

 

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