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arcevia  brevi note storiche

 

CENTRO STUDI ARCEVIESI “A.Anselmi-C.Severini”

                            di documentazione e ricerca per le Marche

                                                          

                       sede sociale :        60011 Arcevia (AN) , corso Mazzini 75

                       indirizzo     :         casella postale 38 –60011 Arcevia (AN)

                       e-mail        :         centrostudiarceviesi@libero.it

                       presidente :         dott. Paolo Santini

 

          

                                             

L’Associazione, costituita nel 1994, si propone di promuovere e coordinare lo studio dei processi storici e delle manifestazioni artistiche che hanno interessato ed interessano le Marche in generale, la provincia di Ancona ed il territorio arceviese in particolare, non tralasciando i connessi aspetti sociali, economici e culturali (art. 2 dell’atto costitutivo). L’Associazione persegue il suo scopo principale nella promozione di studi e ricerche, nella catalogazione, raccolta e conservazione di materiale bibliografico, artistico e documentario in genere, nella istituzione ed organizzazione di musei e convegni, nella pubblicazione e nella organizzazione di ogni altra iniziativa, tutte attinenti allo scopo sociale. L’Associazione è apolitica (art.1 dello statuto sociale ).

 

           

           E. Ramazzani, pianta di Roccacontrada oggi Arcevia (1594) incisa da G.Lauro

 

 

Roccacontrada è castello ai confini della Marca, di mura, di torri e di natura di luogo munitissimo e in quello è la rocca per sito e per mura fortissima. Questo ha il passo per via diretta in Toscana,nel Ducato e nella Marca. Non era speranza di poterla per forza avere ; ma per assedio o per carestia d’acqua.

( G. Simonetta, Rerum Gestarum Francisci Sfortiae Commentarii, ca. 1434 )

Rocca Contrada, overo Contraria,come scrive il Biondo, è antichissimo castello nella Marca Anconetana, posto su la costa de’ Monti, che da una banda riguardano il mare, verso il territorio di Sinigaglia ,d’onde ha una vista così singolare che si chiama quella parte la Veduta o come altrove si direbbe, Belvedere: è luogo fortissimo per natura e per arte; si chiama Rocca da certa fortezza che ora è quasi rovinata e si dice cassaro: Contrada, perché da principio ebbe forma tale… Il sito è tanto piacevole e ameno ch’è cosa da non credere; imperocché è posta in un colle aprico spiccato da ogni banda ;ma però agevole per ascendere e discendere così per i forestieri come per gli abitanti.

(P.Bertelli, Teatro delle città d’Italia,1616 )

 

Arcevia, la medievale Rocca Contrada, sorge a 535 m. sul livello del mare, alla latitudine: 43° 30’ 05” e longitudine 0° 31’ 40” or., lungo la direttrice Senigallia - Passo della Scheggia, al Km. 38 della strada statale che prende il suo nome. Appollaiata sul sasso Cischiano, lambisce le ultime propaggini dell’Appennino marchigiano dominando l’ampia vallata che, solcata da ameni colli, da campi arati, punteggiata di ridenti paesi, si perde a vista d’occhio giù fino al mare.

 

Ề luogo ricercato di soggiorno estivo conosciuto ed apprezzato già nel XVI sec. Il Biondo[1] ne fa menzione come antichissimo castello nella Marca Anconetana posto sulla costa dei monti, luogo fortissimo per natura e per arte. “L’amenità del luogo e del paese è singolare et invita la State molti uomini grandi a dimorarci, l’aria c’è purgata, l’acque fresche, i vini generosi”.  

 

 
          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                Arcevia, panorama

 

 

Immersa nel ridente e dolce paesaggio marchigiano, tra fitti boschi di conifere, Arcevia con il suo territorio conta 5325 (2004) abitanti. Famosa sin dal medioevo per la sua inespugnabile fortezza e per la sua posizione strategica, offre  al visitatore notevoli testimonianze del suo passato: l’impianto urbanistico medievale; la possente cinta muraria estesa per un miglio e mezzo, interrotta da ben muniti bastioni in parte ancora visibili;  tre delle quattro porte di accesso ben conservate; il Palazzo comunale e quello dei priori, risalenti alla fine del XIII° secolo, sedi delle magistrature municipali; il teatro Misa, gioiello ottocentesco, decorato da L. Mancini di Jesi; numerosi palazzi patrizi ricchi di storia e di opere d’arte; e sparsi nel territorio nove stupendi castelli medievali, tutti ben conservati e gelosi custodi di preziosi tesori artistici. Essi conservano la magica e silente atmosfera di tempi trascorsi e  testimonianze evocanti eroiche gesta. Della famosa rocca o cassero che sorgeva maestosa sulla sommità del sito del Girone, nel giardino Leopardi, rimangono pochi tratti di mura.

 

Numerose sono ancora le chiese officiate, anche monumentali, sia nel capoluogo che in tutto il territorio comunale, a testimonianza del fervore religioso della popolazione sin dai tempi più antichi. E di ciò Arcevia ne può andare fiera, perché oggi può vantare il possesso di numerosi capolavori artistici, a pari dignità con città assai più importanti, commissionati nel tempo dai maggiorenti e dalla stessa cittadinanza per devozione, ma anche per arricchire questi edifici sacri.

 

La collegiata di S. Medardo, monumento nazionale,  ha tra i suoi gioielli opere di Luca Signorelli, uno dei massimi artisti italiani del Rinascimento, di Andrea, Giovanni e fra Mattia della Robbia, famosissimi plasticatori fiorentini, ed inoltre di Corrado teutonico, di Leonardo Scaglia, di Cesarino Rossetti, di Simone Cantarini, di Claudio Ridolfi il Veronese, di Giambattista Salvi il Sassoferrato, di Piergentile da Matelica e Venanzo da Camerino…Opere di alcuni di questi artisti sono conservate anche in altre chiese insieme a quelle degli arceviesi  Francesco di Gentile,  Ramazzani Ercole e Giampaolo, Lelio Leoncini,  Cesare Conti, Gaspare Ottaviani…

 

Nel complesso di S. Francesco il Museo Archeologico Statale presenta inoltre una ricca esposizione di reperti preistorici, celtici e romani provenienti dal territorio comunale. Nei locali adiacenti, poi, si può ammirare l’Esposizione permanente di opere di Mannucci, Ruggeri, d’Arcevia, tre artisti “arceviesi” contemporanei di livello internazionale.

 

 

            (da “Arcevia. Nuovo itinerario nella Storia e nell’Arte” di Paolo Santini , ed. 2005 )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


                        Arcevia, il palazzo comunale ( foto degli anni Venti del 1900)

 

 



[1] Italia Illustrata, Basilea 1531. La prima edizione è del 1451.