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Il prossimo mese di febbraio,
a meno di improbabili nuovi rinvii, verrà discussa in
Consiglio regionale la nuova legge sulle attività estrattive.
C'è bisogno di questa legge perché le grandi opere
che si vanno pianificando per il nostro territorio (alta velocità/capacità
per le ferrovie, terza corsia per l'autostrada, ...) richiedono
grandi quantità di materiale da costruzione che è
necessario prelevare il più possibile vicino ai cantieri.
Sappiamo che ci sono grandi interessi dietro questi interventi
e molti li ritengono indispensabili per le ricadute economiche
che, nell'immediato e nel futuro, potrebbero avere nella nostra
Regione.
Sul Gazzettino di pochi giorni fa è
apparso un articolo anticipatore di quello che verrà discusso
in aula e ci hanno molto colpito alcune dichiarazioni di un autorevole
esponente del PdL regionale.
Il consigliere Sandro
Colautti, in alcuni passaggi dell'intervista, sottolinea co
n enfasi che le
norme quadro sulle attività estrattive "costituiranno
una legge in negativo" perché "tutto ciò
che non vi sarà proibito sarà lecito". Naturalmente
l'intervistato, nel magnificare questo tipo di approccio a un
problema spinoso quale quello delle cave, non dimentica di ribadire
che la nuova legge non sarà "una norma-tampone, ma
un intervento strategico" che affronterà il tema
delle cave in "chiave globale con un occhio non soltanto
allimpresa ma anche alla difesa dellambiente".
Con la nuova legge, la Regione indicherà i tipi di aree
dove potrà essere esercitata l'attività estrattive
per genere di cava e materiale e si prevede l'eliminazione di
tutta una serie di vincoli burocratici all'attività dei
cavatori. I Comuni non potranno opporsi alle previsioni di legge
e Piano pena la nomina di un commissario che "provveda allesercizio
del diritto". In attesa che l'aula discuta e decida possiamo
dire alcune cose su quello che si preannuncia. L'idea di una
normativa che renda possibile fare tutto ciò che non è
proibito ci preoccupa perché finirà per avvallare
arbitri e interpretazioni personali, tanto più se l'elenco
delle cose proibite, come immaginiamo, non sarà completo
e i controlli ambientali, come spesso succede, non saranno attenti
e puntuali. Prepariamoci a vedere di tutto. Naturalmente non
ci rassicurano i richiami alla difesa dell'ambiente perché
sono di routine e perché la nostra esperienza quotidiana
ci mostra come l'attenzione a queste tematiche sia quasi nulla.
Le recenti inondazioni in Veneto e in alcune zone del Friuli
la dicono lunga sulla situazione ambientale del Nord Est e sui
dissesti idrogeologici, favoriti dall'incuria, dall'abbandono
della montagna, dalla cementificazione selvaggia della pianura,
...
Non è stato fatto molto per l'ambiente quando l'economia
"tirava", possiamo immaginare cosa si farà adesso
che la crisi economica attanaglia la nostra Regione e non ci
sono più i soldi. Nulla.
L'ultima chicca
è rappresentata dalla proposta di commissariare i Comuni
che si oppongono a cave e attività estrattive. Avevamo
immaginato che devolution e federalismo fossero qualcosa di altro,
che dessero spazio alle comunità locali, le sole che conoscono
il territorio e le sue problematiche, che coinvolgessero nella
gestione dei beni ambientali le popolazioni, ... Ci eravamo sbagliati.
Ancora una volta non siamo al passo con i tempi.
Mentre
aspettiamo la discussione in aula e speriamo, come al solito,
nel meglio, possiamo solo notare il silenzio di molti Comuni
e Sindaci del nostro territorio. Forse un po' più di coraggio
nel chiedere un ruolo nelle scelte decisionali in tema di attività
estrattive (pietra piasentina) era lecito aspettarselo. Anche
qui il nulla. L'ultimo intervento pubblico in tema di cave da
parte di un nostro sindaco lo abbiamo sentito, se non ricordiamo
male, alla conferenza sulle attività estrattive svoltasi
a Cervignano ancora 2 anni fa. Con nostra grande sorpresa, complice
forse anche il tempo contingentato per gli interventi, di significativo
abbiamo sentito dire che le attività estrattive attuali,
in fondo, impattano sull'ambiente meno di quelle di 20-30 anni
fa. Nche la Vispa Teresa avrebbe osato di più.
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Pulfero, 27 gennaio
2011 |
Comitato
"Difendiamo il Craguenza" |