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note di fine anno

Difendiamo il Craguenza
comitato contro le cave

 

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La situazione generale non è buona. La crisi economica e le incetezze della situazione politica generale non fanno prestare molta attenzione alle problematiche ambientali. Molti vedono nelle grandi opere pubbliche la via d'uscita dalla grave situazione economica che sta investendo anche la nostra Regione e l'impatto che queste possono avere sull'ambiente è per molti l'ultima delle preoccupazioni. In Regione l'iter della nuova legge sulle attività estrattive ha subito a fine novembre uno nuovo stop che probabilmente sarà temporaneo, ma che è anche frutto delle contraddizioni di una maggioranza che, mentre strombazza a destra e a manca le virtù del federalismo e del decentramento, vuole ridurre al minimo il ruolo dei Comuni nella programmazione dell'uso del territorio, accentrando in sede regionale le decisioni circa l'avvio di nuove attività estrattive.
E' poi di pochi giorni fa la notizia dell'assoluzione della ditta Rossi dall'accusa di irregolarità nella gestione della cava sita a Clastra. Una assoluzione accolta con soddisfazione dai proprietari della ditta che non hanno esitato a manifestare anche con una certa rudezza (si è parlato di una discussione vivace nella locale caserma della forestale) il rammarico per i 3 anni di "calvario" che avrebbero attraversato per il fermo della cava. Naturalmente rispettiamo la sentenza della magistratura e attendiamo la conclusione di un procedimento penale ancora in atto per esprimere un giudizio sull'intera vicenda. Certo alcune affermazioni presenti nell'articolo del MV del 19 novembre ci inducono a porre alcune domande. E' possibile che la chiusura di una cava possa bloccare di per sè anche l'attività di lavorazione della pietra? Non ci sono altre cave in esercizio nel territorio da cui comprare la pietra per soddisfare le richieste del mercato? Il Consorzio fra i produttori ha un qualche ruolo nella messa a disposizione della risorsa pietra per gli operatori del settore? C'è forse qualche operatore che occupa una posizione dominante nell'attività estrattiva e condizione il mercato? E' possibile che il corpo forestale e il Servizio Geologico Regionale abbiano eseguito delle rilevazioni sulla cava Rossi in mala fede allo scopo di punire un'azienda? Ci piacerebbe capire meglio l'intera questione.
Infine concludiamo questa pagina segnalando che nei giorni scorsi è uscito sul MV un articoletto che riporta le dichiarazioni di un abitante di Tarpezzo (San Pietro al Natisone) circa l'impatto sulla vita quotidiana delle attività estrattive site in loco (vedi rassegna stampa). Nell'articolo si smentiscono le dichiarazioni del Comitato "Difendiamo il Craguenza" pubblicate lo scorso mese di novembre sui giornali locali. A parere del cittadino i problemi sarebbero insignificanti e interesserebbero solo un abitante della piccola comunità.
Saranno eventualmente gli abitanti della frazione a chiarire le loro posizioni in merito alla attività della cava di Tarpezzo. Ci colpisce il senso di solidarietà dell'autore della lettera verso la persona che abita vicino alla cava da decenni e che lamenta le difficoltà del vivere quotidiano e ci colpisce ancora di più la manifestazione di vicinanza ai cavatori che il buon cittadino manifesta. Sicuramente paga di più correre in soccorso del padrone specie se ci si accontenta di un piatto di lenticchie; i problemi delle persone che vivono vicino alle cave sono cose che non lo riguardano.

San Pietro al Natisone, 18 dicembre 2010

Comitato "Difendiamo il Craguenza"