Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

chi siamo

iniziative

diario

rassegna stampa

contatti

immagini e ...

Pegliano

documentazione

archivio

iniziative
del comitato

Difendiamo il Craguenza
comitato contro le cave

 

n°6


Comitato "Difendiamo il Craguenza"
via Cedermas, 238 - Pulfero

 

Alla associazione in indirizzo

 

Oggetto: presentazione del documento sulle attività estrattive nelle Valli del Natisone

 

Le attività estrattive presenti nelle Valli del Natisone sono un problema non irrilevante per il nostro territorio sia per l’impatto che hanno sul paesaggio, sull’ambiente e sulla vita dei cittadini, che per l'oggettivo ostacolo che esse rappresentano per la possibilità di valorizzare il nostro territorio con iniziative nuove che possano attenuare le difficoltà che interessano la nostra realtà.
Il Comitato “Difendiamo il Craguenza”, sorto circa un anno fa, si è particolarmente impegnato sul fronte delle cave di pietra piacentina e si sta battendo, oltre che per impedire l’apertura di una nuova cava in Comune di Pulfero, anche per far sì che il rapporto fra le attività estrattive e il nostro territorio sia rivisto in termini più equi per chi abita e vive nelle Valli.
A fine gennaio il Comitato ha presentato al Presidente del Regione un documento in cui si esaminano le problematiche più stringenti legate alle cave e in cui forniamo alcune indicazioni per limitarne gli effetti, nella speranza che questo e altri problemi ambientali siano oggetto di una riflessione seria nel corso della prossima campagna elettorale e della prossima legislatura.

Riteniamo importante incontrare le associazioni presenti sul nostro territorio per illustrare l’attività svolta dal nostro comitato, per presentare il documento recentemente inviato in Regione e per verificare la possibilità di collaborazioni nel settore della difesa delle peculiarità del nostro territorio.

A tal fine Invitiamo l’associazione che Lei rappresenta a un incontro che si terrà il prossimo

3 marzo alle ore 20.30

presso la sala del Kulturni Dom (g.c.) di San Pietro al Natisone

Confidando nella sua partecipazione, Le porgiamo distinti saluti.

 

Pulfero, 20 febbraio 2008

Comitato "Difendiamo Il Craguenza"

 

n°5

amiamo la nostra terra,
difendiamo la nostra terra!

non vogliamo più cave

Nelle Valli del Natisone le cave stanno fiorendo in ogni angolo (un vero e proprio assalto al territorio) e quotidianamente grandi quantità di pietra piasentina vengono portate via per costruire scogliere e ricavare materiali per l'edilizia, lasciando in cambio al territorio ferite difficili da rimarginare, molti problemi pratici (viabilità sconnessa dal transito di camion stracarichi, rumori, dissesti ambientali, ...) e qualche spicciolo di "elemosina" alle amministrazioni comunali.
Dopo le devastazioni prodotte a Clastra, Altovizza, Tarpezzo, Vernasso oggi si parla di aprire una nuova cava a Cedarmas di Pulfero e anche in questo caso non mancherà chi parlerà di una nuova opportunità di crescita per un territorio, le Valli del Natisone, in difficoltà economica, sociale e demografica.

La devastazione dell'ambiente non produce sviluppo economico, ma prepara nuova marginalità e nuova povertà.

Il comitato "Difendiamo il Craguenza" si batte perché non vengano aperte nuove cave, perché l'attività estrattiva in atto venga controllata e limitata, perché non si devasti più il nostro territorio e perché si promuovano attività a basso impatto ambientale. Se c'è una speranza per le Valli del Natisone questa è rappresentata soprattutto dalla valorizzazione dell'ambiente, della sua storia e della sua cultura e dall'essere ponte fra popoli e culture diverse.

La nostra terra, la nostra cultura, il nostro ambiente sono dei beni preziosi che abbiamo ricevuto dai nostri antenati e che vogliamo lasciare ai nostri discendenti il più integri possibili. L'estrazione "selvaggia" di pietra piasentina che sta avendo luogo nel nostro territorio rappresenta un ostacolo a tutto questo.

Comitato "Difendiamo il Craguenza"
http://digilander.libero.it/cedarmas
Sip.: via Cedermas, 238 - Pulfero

 

n°4

Comitato "Difendiamo il Craguenza"
via Cedermas, 238 - 33046 Pulfero (UD)

 

 

alla cortese attenzione del Presidente
della Regione Friuli Venezia Giulia
Riccardo ILLY

 

Siamo spettatori di un vivace dibattito sul tema della difesa dell'ambiente, abbiamo avuto modo di leggere numerose prese di posizione sul Cementificio della Bassa, sulla TAV, sulle casse di espansione e siamo consapevoli che le decisioni prese (o che verranno prese) avranno una notevole incidenza sull'ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini della nostra Regione.
Ci permettiamo però di segnalarLe, come componenti di un comitato ambientalista del Comune di Pulfero (Comitato "Difendiamo il Craguenza") un altro problema ambientale rilevante: le cave di pietra piasentina presenti nei Comuni delle Valli del Natisone.
Ci siamo costituiti a Pulfero all'incirca un mese fa a seguito di un articolo apparso sul Messaggero Veneto in cui il Sindaco di Pulfero segnalava di aver chiesto alla Regione una proroga (poi non concessa) dei termini per esprimere il parere sulla valutazione di impatto ambientale della cava.
Tutti ci aspettavamo che l'Amministrazione comunale esprimesse un parere negativo sulla v.i.a. e tutti ci aspettavano, come d'altronde preannunciato dal Sindaco due anni fa alle prime notizie di una possibile apertura di una nuova cava, che il Comune esprimesse un deciso NO all'estrazione di pietra piasentina nel suo territorio.
Ci saremmo aspettati una decisione negativa perché la montagna che dovrebbe ospitare la cava ha nel suo ventre le Grotte di San Giovanni d'Antro, ci saremmo aspettati un NO alla nuova cava perché il nostro territorio (le Valli del Natisone) è saturo di cave, ci saremmo aspettati un NO perché riteniamo che il turismo consapevole possa essere l'unica risorsa in grado di risollevare la difficile situazione di questa fascia della nostra Regione, ...
La richiesta di rinvio del Sindaco forse poteva essere corretta dal punto di vista formale, ma di fatto, per noi, ha rappresentato una specie di via libera ai cavatori.
Il Comitato ha cominciato a raccogliere firme contro l'apertura della cava, abbiamo prodotto alcuni comunicati e volantini, ma siamo consapevoli anche che i cavatori sono un potentato economico-politico molto forte.
Certo non mancano alcune incongruenze: ci chiediamo se la Regione abbia davvero interesse a pianificare le attività estrattive e ci sembra che oggi chiunque voglia aprire una cava lo possa fare dove e come gli pare, basta avere un terreno "produttivo" e rispettare alcuni requisiti di buon senso. E non capiamo nemmeno che progetti si abbiano per una zona in difficoltà demografica ed economica quale le Valli del Natisone: si parla di turismo, di albergo diffuso: si promuovono dibattiti e convegni sulla valorizzazione in chiave turistica del nostro territorio, poi basta venire nella zona di San Pietro al Natisone e vedere i danni prodotti dalle cave a Clastra, Altovizza, Vernasso, ... per chiedersi se la contraddizione fra parole e fatti non sia troppo stridente.
Nelle Valli del Natisone le cave stanno fiorendo in ogni angolo (un vero e proprio assalto) e le stesse ditte si comportano da veri e propri predatori di un prodotto, la pietra piasentina, che viene portata via lasciando al territorio pochi spiccioli di "elemosina".
Non c'è poi solo il problema ambientale e paesaggistico, ma c'è anche un rapporto difficile coni cavatori che spesso si comportano in modo "arrogante" (rumori, macchine e esplosioni a tutte le ore), danneggiano con camion stracarichi le vie di comunicazione in montagna, lavorano troppo spesso in modo da danneggiare la montagna e fondati sono i timori di cedimenti dei fianchi delle montagne per lavori non fatti in modo corretto ...
E non c'è nemmeno il lavoro, perché l'occupazione nelle cave è ridotta, i cavatori operano con poco personale, le pietre in gran parte vengono usate per scogliere e quindi non richiedono grandi rifiniture, ...
Di queste cose il Comitato vorrebbe parlare con Lei e ci piacerebbe incontrarla e accompagnarLa nelle nostre Valli per spiegarLe le nostre ragioni e farle prendere visione della situazione ambientale del nostro territorio
Ci permettiamo di darLe l'indirizzo web del sito del comitato:

http://digilander.libero.it/cedarmas.

Qui troverà un po' di materiale relativo al problema delle cave che spero possa esserLe utile per inquadrare meglio la situazione.
La ringraziamo per la cortese attenzione e rimaniamo a disposizione per ulteriori informazioni.

Pulfero, 19 maggio 2007 per il Comitato "Difendiamo il Craguenza"

Nota redazionale: lettere analoghe sono state inviate anche ad alcuni Consiglieri regionali.

 

n°3

ancora una cava

nella nostra terra?

 

Basta fare una passeggiata e guardarsi intorno per vedere le montagne delle Valli del Natisone squarciate da buchi e vuoti a volte giganteschi. Basta vivere un po' più in alto del fondo valle per sentire in lontananza i rumori delle scavatrici e i botti della cariche di esplosivo. Se poi abiti vicino a una cava il quadro può essere ancora peggiore: rumori, devastazione del paesaggio, traffico, dissesto delle strade e forse anche di peggio. Quella che qualcuno chiama "coltivazione delle cave" in realtà produce frutti ben diversi da quelli che si cerca di far credere.

- le cave non valorizzano-------- --l'ambiente

- le cave non danno ricchezza al territorio

- le cave non producono sviluppo

- le cave non creano nuove grandi opportunità di lavoro

Le cave lasciano invece ferite difficili da rimarginare, alterano quel bene comune che è il paesaggio, arricchiscono pochissime persone e lasciano ai cittadini e alle amministrazioni pochi spiccioli a fronte dei numerosi problemi che creano.

Non vogliamo la cava a Cedarmas (Pulfero), non vogliamo nuove cave nel nostro territorio, non vogliamo più cave. Non le vogliamo perché devastano quel bene prezioso che sono la pace e il silenzio, "rubano" quella ricchezza a disposizione di tutti che è il paesaggio, compromettono quell'ultima risorsa che può aiutare lo sviluppo delle nostre Valli quale il turismo consapevole.

Per parlare delle cave e dei problemi che creano
invitiamo tutti i cittadini a un incontro pubblico

che si terrà

giovedì 24 maggio alle ore 20.30

presso la sala consiliare di Pulfero.

 

Comitato "Difendiamo il Craguenza"
http://digilander.libero.it/cedarmas
Sip.: via Cedermas, 238 - Pulfero

 

n°2

I maggio - difendere il lavoro
I maggio - difendere l'ambiente

Lavoro precario, lavoro a termine, lavoro a progetto, lavoro sottopagato, lavoro pericoloso, lavoro nero, …
Dietro questi termini si nascondono le condizioni difficili di persone e di famiglie che non trovano molto spazio sui i normali mezzi di comunicazione. E' più facile dedicare pagine intere alle operazioni finanziarie di questo o quel padrone, è più facile attribuire tutti i mali allo sviluppo economico di una qualche potenza emergente.

Anche nelle nostre zone il lavoro non è in buone condizioni: il triangolo della sedia attraversa un momento difficile, la zona industriale di Cividale sale all'onore della cronaca solo per i licenziamenti, i trasferimenti degli operai e i problemi ambientali.

Quando si parla di rimedi a questo stato di cose saltano immancabilmente fuori le grandi opere e gli assalti all'ambiente che vengono presentati sempre come occasioni di sviluppo economico o inevitabili conseguenze del "progresso". Poco importa se poi il benessere interesserà i soliti noti e i problemi ambientali e di salute ricadranno su tutti gli altri.
Alta velocità e cementificio nella Bassa Friulana, le discariche e, qui da noi, le cave di pietra piacentina non sono che alcuni esempi di questo modo di intendere lo sviluppo.

Oggi nel nostro territorio le cave sono presentate come occasione di sviluppo, di crescita economica e addirittura di riqualificazione ambientale. La nostra esperienza quotidiana di cittadini che risiedono nelle Valli del Natisone dimostra che le cave non creano nuovo lavoro perché il personale che vi opera è spesso terzista che ruota da cava a cava, gli scalpellini non servono perché la pietra, che in gran parte è utilizzata precostruire scogliere, non richiede particolari lavori di "modellatura".
Le cave
non danno ricchezza ai Comuni a cui arriva un equivalente in denaro nemmeno sufficiente per risistemare la viabilità danneggiata dal passaggio di camion stracarichi e non sono nemmeno "ecocompatibili" perché le scorie non utilizzabili rappresentano anche il 70% del lavorato.

Le cave lasciano invece nel territorio ferite difficili da rimarginare, minano quel bene comune che è il paesaggio, arricchiscono pochissime persone e lasciano pochi spiccioli a fronte dei numerosi problemi creati (rumori, danni alla viabilità, traffico di mezzi pesanti, solo per citarne alcuni).

Non vogliamo più le cave né a Pulfero, dove se ne aprirà una in località Cedarmas, né altrove. Non le vogliamo perché "rubano" quel bene a disposizione di tutti che è l'ambiente, compromettono quell'ultima risorsa che può aiutare lo sviluppo delle nostre Valli quale il turismo consapevole.

Per il nostro territorio immaginiamo lavori diversi e uno sviluppo diverso: ci sono località suggestive di notevole richiamo, ci sono circuiti per mountain bike e per escursionisti molto belli, ci sono chiesette antiche da valorizzare e recuperare in chiave storica e turistica, si possono promuovere piccole iniziative economiche rurali e artigianali, la cultura può essere occasione per uno sviluppo diffuso del nostro territorio.
Le cava e la loro presenza massiccia sul territorio sono un ostacolo a ogni prospettiva che vada in questa direzione.

Creare buon lavoro, difendere il lavoro;
difendere l'ambiente e tutti i beni comuni.

 

Comitato "Difendiamo il Craguenza"
http://digilander.libero.it/cedarmas
Sip.: via Cedermas, 238 - Pulfero

 

n°1

no alla cava di Cedarmas
petizione popolare

 

La nostra esperienza quotidiana di cittadini che risiedono nelle Valli del Natisone dimostra ancora una volta, se ce ne fosse davvero bisogno, che le cave lasciano ferite difficili da rimarginare, minano quel bene comune che è il paesaggio, arricchiscono pochissime persone e lasciano pochi spiccioli a fronte dei numerosi problemi creati.

Cosa sono in realtà queste cave? Sono un vero affare per i cavatori che, con costi modesti, si arricchiscono estraendo pietra che, in grande parte, viene usata per la costruzione di scogliere a rinforzo degli argini dei fiumi. Le cave non creano nuovo lavoro perché il personale che vi opera è spesso terzista che ruota da cava a cava, gli scalpellini non servono perché la pietra da scogliera non richiede particolari lavori di "modellatura"; non è "ecocompatibile" perché le scorie non utilizzabili rappresentano anche il 70% del lavorato; non dà ricchezza ai Comuni a cui arriva un equivalente in denaro nemmeno sufficiente per risistemare la viabilità danneggiata dal passaggio di camion stracarichi. Sperare poi di trarre vantaggio a livello amministrativo da una trattativa con chi, i cavatori, da anni sono abituati ad avere in mano "le carte più forti" ci sembra francamente illusorio.

Oggi tocca a Pegliano! Qui, con ogni probabilità, nei prossimi mesi verrà aperta una nuova cava, l'ennesima nelle Valli del Natisone.

La cava verrà aperta sul monte Craguenza, in prossimità della borgata di Cedarmas, in un'area già sede in passato di piccole attività estrattive per l'edificazione delle case del paese e della chiesa, la stessa che, da alcuni anni con grande sforzo, gli abitanti di Pegliano stanno da soli cercando di ripristinare.
Non vogliamo la cava né qui ne altrove. Non le vogliamo perché devastano quel bene prezioso che sono la pace e il silenzio, "rubano" quel bene a disposizione di tutti che è il paesaggio, compromettono quell'ultima risorsa che può aiutare lo sviluppo delle nostre Valli quale il turismo consapevole.

Per il nostro territorio immaginiamo qualcosa di diverso: ci sono le Grotte d'Antro, ci sono circuiti per mountain bike e per escursionisti molto belli (due passano anche per Pegliano), ci sono piccole chiese antiche da valorizzare e recuperare in chiave storica e turistica, si possono promuovere piccole iniziative economiche rurali e artigianali, …
La cava per un bel po' di anni rappresenterà un ostacolo a ogni prospettiva che vada in questa direzione.

Per questo chiediamo che le autorità competenti non autorizzino la ditta ALSAF di Faedis ad avviare l'impianto di estrazione di pietra piasentina in località Cedarmas a Pulfero.
Per questo chiediamo ai cittadini di firmare la nostra petizione.

 

Comitato "Difendiamo il Craguenza"
http://digilander.libero.it/cedarmas
Sip.: via Cedermas, 238 - Pulfero