p
Con la pubblicazione
sul Messaggero Veneto di alcune settimane fa di un trafiletto,
abbiamo appreso che la SAPPT di Torreano ha avviato l'iter per
l'apertura di una cava a Clastra (Comune di San Leonardo) che,
su una superficie di circa 1,3 ettari, movimenterà almeno
80 mila mcubi di materiale.
Non è certo
una bella notizia per chi, come noi, ha particolarmente a cuore
la tutela dell'ambiente e del paesaggio e non è nemmeno
una bella notizia per gli abitanti di una località, Clastra,
che con ogni probabilità, si troverà a sostenere
l'impatto di questa attività estrattiva.
Cosa
significhi avere un cava "vicino" a casa lo abbiamo
già segnalato numerose volte e in molte occasioni abbiamo
riportato le testimonianze dei disagi di chi, ogni giorno, ha
a che fare con rumori, polveri, traffico pesante, vibrazioni,
...
Ci
colpisce, però, il fatto che si continuino ad aprire cave
nel territorio attorno a Clastra (con questa saremo a quota 5)
e il fatto che la nuova cava vada ad insediarsi fra 2 cave già
esistenti (Julia Marmi e Rossi) aumenta le nostre preoccupazioni
per l'impatto che la nuova cava avrà sul territorio. Troppe
cave a Clastra quasi che si voglia punire una delle poche località
delle Valli del Natisone dove non si sono registrati quei fenomeni
di spopolamento e abbandono che in altri piccoli paesi delle
Valli sono il dato costante. Punire chi ha scelto di vivere in
montagna e scoraggiare chi, solo per un attimo, prendesse in
considerazione la possibilità di farlo. Ci si dirà,
naturalmente, che la cava è una attività economica
che va sostenuta, specie ora che la crisi attanaglia il nostro
Paese e colpisce pesantemente anche il nostro territorio. Una
cava produce ricchezza che rimane quasi tutta in mano ai pochi
"signori della pietra", ma la presenza di una cava
ostacola la possibilità di uno sviluppo economico basato
sulla valorizzazione delle risorse paesaggistiche e ambientali
e condanna i territori che ospitano queste attività alla
marginalità.
Infine ci colpisce il silenzio
delle istituzioni locali, sempre più indifferenti ai problemi
dell'ambiente e, almeno così ci sembra, senza nemmeno
seri progetti per il futuro che valorizzino la risorse paesaggistiche
dei loro Comuni. Ci sembra che si stiano limitando a gestire
un tracollo, ora che c'è anche una crisi durissima, dato
per inevitabile.
|
Pulfero, 25 novembre 2011 |
comitato "Difendiamo
il Craguenza" |