SETTEMBRE
2002... ......................www.caserta24ore.it
Archeologia: Abbandonato, rischi di crollare lo
storico Casino Reale
In completo abbandono il Casino reale nel demanio di Calvi, qui
Ferdinando IV di Borbone scriveva alla seconda moglie
Demanio
di Calvi Risorta 07.09.2002 (Paolo Mesolella). Sono rimasti
i ruderi abbandonati: le galitte, le scuderie, gli alloggiamenti
dei soldati, la Cappella Reale sfondata. Una parte del Casino
è stata demolita per far passare la strada, un'altra
parte è diventata una grande discarica. Eppure cinquant'anni
fa Il Casino Reale del Demanio di Calvi era completamente integro.
Poi nel 1943, i tedeschi, durante la ritirata lo hanno bombardato.
"Misero delle bombe sotto i pini che fiancheggiano la strada
e sotto la galleria al centro dell'edificio che attraversava da
un lato all'altro la tenuta di caccia", diceva a Pasquale
Gravina il nonno che abitava lì vicino. Dopo il bombardamento
rimasero, a sinistra l'alloggiamento dei soldati trasformato col
tempo in caserma dei carabinieri (ci sono ancora dentro i
resti di un archivio), a destra la scuderia utilizzata per i cavalli,
al centro la Cappella Reale e due altri locali utilizzati come scuola
elementare fino ad una ventina d'anni fa. Oggi non c'è quasi più
nulla, la stessa Cappella Reale, nonostante sia rimasto qualche
stucco, presenta delle crepe che tra qualche anno la spezzeranno
in due. Eppure il casino di caccia borbonico del Demanio di Calvi
è sicuramente il monumento storico più importante
che c'è nel Comune di Sparanise. Dalle Piante della Tenuta
e del Casino reale di Calvi prodotte dall'arch. Angelo Notarangelo
nel dicembre 1910, si può ben capire la vastità del
complesso: 3.869.000 mq di superficie, la Torre d'Occidente 608
mq, il Casino Reale 1248 mq (con 12 stanze e due saloni al primo
piano, 14 stanze, la cappella, il fienile e due stanze al pianterreno).
Poi un casone di 2174 mq ed una casina di 176 mq, per un totale
di 4485 mq di superficie abitativa. Davanti al casino, invece, c'erano
uno spiazzo ellittico per le corse dei cavalli, un bosco e 13 parchi:
a nord il parco Lanza, a est i due parchi Cignali e Faina,
a ovest i parchi Frassi e Pulledro, a sud i parchi Lenza della Pagliara,
Noce, Frattini, Carcere, Caccia grande del Rio e caccia Grande dell'altura.
Erano 3 le strade che portavano al sito (sono rimaste le garitte
in mattoni rossi) ed il fronte principale del casino ospitava il
circo dove avvenivano le corse dei cavalli. Dal Demanio di Calvi,
Ferdinando IV di Borbone Re delle Due Sicilie, di Gerusalemme,
infante di Spagna, Duca di Parma e Gran Principe ereditario di Toscana,
scriveva spesso alla sua seconda moglie Lucia Migliaccio, duchessa
di Floridia. Ci sono pervenute per esempio le lettere del 21 e del
22 gennaio 1822. Il re Ferdinando era legato a Lucia Migliaccio
dal 1811. Che non si trattasse di una semplice avventura fu provato
dal matrimonio morganatico tra i due (in cui la Migliaccio diveniva
moglie ma non regina), celebrato a soli due mesi dalla morte di
Maria Carolina. Il loro rapporto fu ottimo: re Ferdinando
apprezzava nella seconda moglie "lo starsene in disparte dagli
intrighi politici, il non aver pretese intellettuali, e di lasciarlo
vivere in pace, a modo suo (Coletti, p.304). Per lei Ferdinando
fece costruire nel 1817, una splendida villa con annesso parco sulla
collina del Vomero, la Floridiana, per ringraziarla della
serenità e della sicurezza affettiva che la duchessa gli
dava.