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Io glielo dicevo, vuoi fare il sindacalista? Ma tu non lo
sai fare come quelli che ci campano sopra. Chi te lo fa fare? Fatti
i fatti tuoi, a te ti ammazzano.
CASAL
DI PRINCIPE
21 Febbraio, 2003
(Pasquale Paciello) - Un convegno sulla lotta al racket, per non
dimenticare il sindacalista Federico Del Prete. Liniziativa
è stata organizzata in tandem dalla Casa della Solidarietà
e dal consorzio Agrorinasce. Giusto ad un anno dalla
sua uccisione, il 18 febbraio 2003, presso luniversità
per la legalità e lo sviluppo si sono trattati temi inerenti
lusura. Presenti il prefetto di Caserta, Carlo Schilardi;
il commissario nazionale antiracket, Rino Monaco; la moglie di Del
Prete, Maria Cafiero; il responsabile di Agrorinasce,
Gianni Allucci e Amleto Frosio, responsabile della casa solidarietà
antiracket.
Un piccolo passo per riconoscere il
prezioso lavoro svolto dal sindacalista di Frattamaggiore, forse
lasciato troppo solo. Infatti il suo orribile omicidio destò
sensazione nellaversano. Passò quasi sotto silenzio.
Nemmeno la stampa nazionale ritenne giusto spendere qualche
riga per il Libero Grassi campano. Lavorava nel sindacato
venditori ambulanti, in una città difficile. Purtroppo un
lunedì sera, nel suo ufficio, alcune persone lo crivellarono
di colpi. Mettendo fine al suo efficace impegno in favore degli
ambulanti, senza nemmeno il contributo fattivo dei sindacati confederali.
Momenti di emozione forte si sono avuti durante la manifestazione.
Una sua sorella, vedendo il manifesto ideato per loccasione,
è scoppiata in lacrime. Lhanno dovuta portare fuori
dalla sala. E la moglie non si è ancora, del tutto ripresa,
da quel triste giorno. La figlia Teresa ha letto una lettera indirizzata
al padre, molto suggestiva. Sono soltanto brevi stralci: Ci
hai lasciato come un vero eroe! Per noi sei sempre presente nella
nostra mente e nel nostro cuore ed è proprio la tua presenza
che nel silenzio riesce a farci stare ben con noi stessi
Solo
il tuo ricordo può farci vivere ancora attimi insieme a te.
Un sacco di belle parole dai vari intervenuti,
che volano via rapidamente. Cè un detto valido: prevenire
è meglio che curare. Dove erano quando, Del Prete,
da solo, denunciava le estorsioni contro gli ambulanti fatte dal
clan La Torre di Mondragone? E lo Stato fa ed è
fatto per intero la sua parte, in questa vicenda? Intanto hanno
dato un piccolo contentino alla moglie. La signora Cafiero ha avuto
una casa nella città di Frattamaggiore, grazie allimpegno
del commissario prefettizio del paese napoletano. Comunque è
dura sbarcare il lunario. Allo Stato fa una precisa richiesta: un
lavoro subito per mantenere la sua famiglia. Da rilevare che studenti
dellItc Carli, di Casal di Principe, sotto la
guida della prof.ssa Maria Luisa Corso hanno fondato un piccolo
giornalino. La menzionata iniziativa finirà sulla copertina
di Il mio compagno.
Una delle sue vittorie, Federico Del Prete lottenne presso
il mercato di Taverna del Ferro a Napoli. Si oppose alla richiesta
del pizzo, mettendo in azione molti ambulanti e organizzando
una manifestazione contro la camorra, come al solito dimenticata.
A Mondragone denunciò il vigile urbano Mattia Sorrentino.
Lo fece pure arrestare. Il suddetto vigile riscuoteva tangenti per
il clan della zona: i La Torre. In seguito a ciò, la
politica ha avuto diversi sommovimenti tellurici. Lonorevole
dei Ds, Lorenzo Diana, ha chiesto una commissione di indagine,
che dovrebbe portare allo scioglimento del Comune domizio per infiltrazioni
camorristiche. Guarda caso, il Sorrentino è il padre di un
consigliere di maggioranza in quota Forza Italia. Addirittura il
presidente della provincia di Napoli, Amato Lamberti venne affrontato
in unassemblea pubblica da parenti della suindicata famiglia.
Ha sostenuto che, a Mondragone, se vuoi essere eletto devi chiedere
il sostegno della criminalità organizzata. Parlando di Del
Prete, qualcuno ha fatto il paragone con un altro scomodo sindacalista,
ucciso in Sicilia: Placido Rizzotto. Gli è stato dedicato
un film ottimo, troppo presto buttato nel dimenticatoio.
La Campania e la Sicilia, è indubbio, oltre ai brutali omicidi
commessi, cercano di cancellare la memoria di questi uomini. Alcune
parole del fratello di Federico Del Prete sono esplicative di un
certo andazzo: Io glielo dicevo, vuoi fare il
sindacalista? Ma tu non lo sai fare come quelli che ci campano sopra.
Chi te lo fa fare? Fatti i fatti tuoi, a te ti ammazzano.
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