INTERNATIONAL LIGHTHOUSE / LIGHTSHIP WEEKEND 

 
 

 18-19 AUGUST 2007

 
 

 
   AN ANNUAL AMATEUR RADIO EVENT  
  ORGANISED AND CONTROLLED SOLELY BY THE AYR AMATEUR RADIO GROUP, SCOTLAND  
 

 
 

2° ATTIVAZIONE FARO DI PEDASO

 
  Ref. A.R.L.H.S.   ITA 112  -  I.L.L.W. IT 0008  
     
  Lat.  43° 05' 4"Nord         Long. 13° 50' 8"Est  - Altezza slm 51 metri    Portata 16 mn  
 
 
 
 
 
 
 

STORIA

 
 

 

 
 

Il faro di PEDASO e’ il simbolo della Pedaso marinara, costruito a picco sul mare intorno al 1200, era adibito a  punto d’osservazione sul mare Adriatico. Fu distrutto e ripristinato nel 1255 sotto il dominio dei Veneziani. Raso al suolo piu’ volte fu sempre ricostruito nella stessa area ed riadibito a faro nel 1877. Bombardato durante l’ultima guerra fu riedificato subito dopo la fine della stessa.

 
 
 
 
     
   
 
 
 
 

Valutando le passate esperienze radioamatoriali sulle attivazioni annuali del nostro faro di San Benedetto del Tronto nonche’ l’ultima del faro di Pedaso avvenuta nel 2006 al di fuori del consueto appuntamento dell’International Lighthouse-Lightship Weekend, quest’anno, ho deciso di attivare il faro di PEDASO in solitario. Da tempo questa idea mi frullava in testa, pertanto con largo anticipo, ho provveduto a stilare un elenco di quello che mi sarebbe tornato utile una volta sul posto. Certi preparativi che all’apparenza sembrano di poco conto e potrebbe far sorridere qualcuno, in realta’ sono da non prendere sottogamba, pena sgradite sorprese, (io ne so qualcosa) specialmente quando ci si sposta di 30 km, in zona ad alta densita’ turistica, in pieno Agosto, con un traffico indescrivibile, etc. etc..  

 
 
 
 
 
 
 
 

La zona del faro di Pedaso e’ da me conosciuta bene, ma a Maggio di quest’anno ho ritenuto opportuno fare una veloce ricognizione per vedere se vi erano stati cambiamenti nell’area interessata ed alla fine di Luglio un ulteriore sopralluogo per  verificare se tutto era ok  considerato che la collina circostante ha bruciato per una intera giornata richiedendo l’intervento di un Canadair. Immerso nel verde e’ facilmente raggiungibile dalla S.S.16. L’unico spazio utile per sistemare la stazione radio e’ l’ampio ingresso, ma per logici motivi non ho ritenuto opportuno sostare in quel tratto ed ho preferito allontanarmi di un centinaio di metri da dove ho potuto godere di uno stupendo panorama a volo di gabbiano. (vedi foto)

 
 
 
 
     
   
 
 
 
 

Tutti i fari hanno qualcosa di misterioso, sono avvolti da un alone  impenetrabile,  emanano un particolare fascino che attrae quelli come me che hanno vissuto gran parte della vita a strettissimo contatto con il mare e con i “marinai”. Guardando la candida costruzione che contrasta con la rigogliosa vegetazione che lo circonda, non ho potuto fare a meno di pensare a tutti quei naviganti che hanno transitato nel corso dei secoli alla portata di esso ed a cui e’ stata indicata la via e la posizione togliendo loro ogni dubbio. Questo splendido faro, oggi trascurato e’ stato quasi abbandonato “grazie” alle sofisticate apparecchiature elettroniche di cui oggi sono dotate le navi  ed i natanti in genere.

 
 
 
 
 
 
 
 

Ritorniamo all’argomento principale, l’attivazione  del faro. Due splendide giornate hanno fatto da cornice all’evento accompagnate da una moderata brezza che mi ha salvato dall’insolazione a causa della mia dimenticanza a casa di alcuni attrezzi per montare la tenda parasole. Fortunatamente un cappellino ha risolto in parte il problema difendendomi alla meglio dai raggi roventi del sole dalle ore 0900 alle ore 1900. A parte il generatore che inizialmente non voleva saperne di partire, forse a causa della brezza mattutina (hi), tutto e’ filato liscio e senza intoppi. L’850 della KWD, sotto il sole e sotto pressione per tante ore ha funzionato egregiamente senza accusare colpi con un risultato finale di  233 QSO messi a log.

 
 
 
 
     
   
 
 
 
 

Alcuni curiosi  si sono avvicinati e qualcuno  vedendomi manipolare con il bug  ne ha sparate delle grosse tipo…..” sta facendo il richiamo per i gabbiani”…..La vera protagonista e’ stata la mia antenna  “CANNA DA PESCA”,  usata per la prima volta in loco,  mi ha regalato grande soddisfazione. L’antenna in questione, prima di essere usata per  l’evento, e’ stata oggetto di collaudo per tre giorni, provando e riprovando le varie lunghezze del radiatore  fino a trovare la misura ottimale ma con una piccola modifica fatta per caso e che descrivero’ a parte fornendo misure e foto. Tutto sommato sono stati due giorni dedicati esclusivamente al faro ed alla radio, solo in compagnia dei gabbiani che ogni tanto  sfrecciavano bassi richiamati forse dalle note telegrafiche.

 
     
 

 
     
 

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   Domenico Caselli - I6HWD