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DI SERA IN RIVA AL MARE

     

  Dalla capanna dei pescatori  
  guardavamo verso il mare.  
  Le nebbie della sera erano chiare  
  e si alzavano in celesti vapori.  
   
  Era l'ora delle luci misteriose  
  e stavamo seduti li davanti  
  ragazzi dallo sguardo pensieroso  
  e ragazze dagli occhi sognanti  
   
  Si accendevano i lumi della riva  
  a uno a uno e sul mare lontano  
  vedemmo i lampi di un uragano  
e un veliero che andava alla deriva.

 
  parlavamo di tempeste e naufragi  
  della vita che fanno i marinai  
  sempre tra mare e cielo e rischi e guai,  
  gioie e paure, bonacce e nubifragi.  
 

 
  Parlavamo delle navi oceaniche  
  tra le onde in furia, bianche e tenebrose,  
  dei gorghi intorno alle scogliere nebbiose,  

dei muri d'acqua delle ondate vulcaniche.

 

 
  Parlavamo delle foreste nere  
  dove vagano gli orsi bruni e i lupi,  
  della neve sui grandi alberi cupi,  
  dei cacciatori intorno al fuoco a bere.  
 

 
  Parlavamo delle isole perdute,  
  delle giungle fiorite e rugiadose,  
  di fatine volanti e dispettose,  
  di elfi, briganti, ondine e streghe astute.  

  Parlavamo dei fiumi profumati,  
dai grandi fiori in grappoli turchini,
  di viole mammole e freschi ciclamini  
  che si baciano nei giardini incantati.  
 

 
  Le ragazze ora ascoltavano in silenzio  
  e poi nessuno parlo' piu'. Lontano  
  il veliero in mezzo all'uragano  
  era scomparso nell'oscurita'.  
   
 

Pinin Carpi

 
 

(Nel bosco del mistero, Einaudi)