Figlio di due attori girovaghi, David, di origine irlandese, ed Elizabeth Arnold, di origine inglese, Edgar nacque a Boston nel 1809, e rimase orfano a
due anni. Il padre, alcoolizzato, sparì senza lasciare tracce; la madre morì giovanissima, uccisa dalla tubercolosi, a Richmond. Adottato da due ricchi mercanti di
Richmond, i signori Allan, dei quali assunse il nome, ricevette un'adeguata educazione, che proseguì, come raccontò in William Wilson, in Inghilterra, dove i
genitori adottivi si erano temporaneamente trasferiti, dal 1815 al 1820. Rientrato in patria, frequentò la scuola Clarke e si iscrisse all'università di Virginia, da
cui però venne allontanato dopo un anno, nel 1826, per indisciplina. Emerse in questo periodo di dissolutezza, durante il quale cominciò a bere, a giocare e a
indebitarsi, l'instabilità del carattere del futuro scrittore, le cui cause sono da ricercarsi nella mancanza di affetto e nella coscienza angosciosa di una
invincibile solitudine.
Nel marzo 1827 abbandonò la casa adottiva. Dopo qualche mese entrò nell'Accademia militare di West Point: l'ordine della vita militare, il lustro delle spalline
dorate lo attirarono, ma anche questa esperienza non durò molto: nel 1831 venne espulso per indisciplina. Trasferitosi prima a New York, dove pubblicò Poesie
(1831) [una prima raccolta di versi, Tamerlano e altre poesie, era già apparsa nel 1827], e poi a Baltimora presso la sorella del padre, Maria Clemm, che fu
per lui una nuova dolcissima madre, vinse i cento dollari del concorso indetto dal Baltimore Saturday Visitor con l'angosciante racconto marino Il manoscritto
trovato in una bottiglia: questo successo gli procurò nel 1835 la direzione del Southern Literary Messenger di Richmond, la cui tiratura, grazie a lui,
salì rapidamente da 700 a 15.000 copie. La sua attività diventò frenetica e senza requie, con alti e bassi paurosi; neppure il matrimonio con la cugina Virginia
Clemm, non ancora quattordicenne, riuscì a dargli un equilibrio e a fargli perdere il vizio di bere. Nel 1837 abbandonò la direzione del Messenger e si
trasferì a Filadelfia al Gentleman's Magazine.
Intanto apparvero su varie riviste i cosiddetti "racconti del terrore": Berenice (1835), Morella (1835), Ligeia (1835), La caduta della Casa Usher (1839), e il suo unico romanzo, Le avventure di Gordon Pym
(1837-1838), nel quale sono già presenti tutti i temi e i motivi della sua produzione successiva: il fascino del mare, l'incubo della morte, l'attrazione verso il
misterioso, l'inaccessibile, l'ignoto dell'Antartide, mentre la grandiosa visione finale sembra anticipare addirittura l'epica lotta di Achab e la balena bianca nel
Moby Dick di Melville; nel 1840 furono raccolti in volume i racconti già pubblicati (Racconti del grottesco e dell'arabesco). Rotti i rapporti con il
Gentleman's Magazine, dopo un periodo di miseria Poe prese a collaborare (1841) al Graham's Magazine, la cui tiratura salì, grazie ai suoi scritti, da
5.000 a 40.000 copie in due anni.
Abbandonata la rivista nel 1842, Poe visse gli anni più tragici della sua esistenza: la moglie gravemente affetta da tubercolosi e lui stesso ammalato, con l'alcool
unico rimedio alla miseria e alla disperazione. A questo periodo risalgono i cosiddetti "racconti del mistero" o del raziocinio: I delitti della via Morgue
(1841), Il mistero di Marie Roget (1842-1843), e La lettera rubata (1845): qui Poe applicò, sia nel ricostruire enigmi che affascinavano l'opinione
pubblica americana, sia nel creare perfetti meccanismi logici, un lucido e rigido metodo psicologico deduttivo, applicato dal personaggio di Dupin, che fu il modello
di tutta la successiva letteratura poliziesca. La lucidità, la vigorosa capacità di analisi, che toccano il culmine nell'ingegnosa e appassionante vicenda dello
Scarabeo d'oro (1843), considerato uno dei suoi capolavori, sono del resto prevalenti nell'opera di Poe, che ripercorre dall'interno le sensazioni, le
immagini, le allucinazioni, i dati offertigli dalla fantasia, secondo quella che lui stesso ebbe a definire "fantasia analitica".
Trasferitosi a New York pubblicò nel 1845 sull'Evening Mirror la lirica Il corvo, che, scandita da un desolante "Mai più!", gli procurò un immenso
successo; in quell'anno riuscì a diventare proprietario del Broadway Journal, ma fu costretto a cederlo nel 1846, per difficoltà finanziarie e per i soliti
eccessi alcoolici. Nel 1847 si spense la moglie Virginia, e la vita dello scrittore si fece frenetica fra viaggi, amicizie femminili e attacchi continui del male che
lo minacciava: il delirium tremens. Di questi anni sono le bellissime liriche: Ulalume, Annabel Lee, Il verme conquistatore, La città in
mezzo al mare e Per Anna; nel 1848 pubblicò Eureka, poema in prosa, una concezione del cosmo fra scienza e metafisica, ispirata dalle recenti
scoperte sull'elettricità e il magnetismo: un'pera sofisticata, nel quale Poe esalta le proprie capacità narrative e deduttive fornendo una "filosofia convincente"
sulla struttura e la storia dell'intero universo.
Se il tormento, il dolore, il senso angoscioso dell'esistenza, quello costante della morte, del disfacimento, del nulla, sembrano trasposti direttamente sulla sua
pagina da un impulso esistenziale, in realtà Poe ha dimostrato una lucida consapevolezza del processo creativo dell'artista e un'assoluta padronanza della parola. La
sua concezione estetica rifiuta il lirismo romantico, diffida dell'ispirazione e si fonda sulla ricerca del "bello", depurato da ogni intenzione didascalica.
Predilige il racconto, che gli consente di affrontare ed esaurire, con perfezione quasi da "meccanico", un assunto. Così Re Peste (1835), La caduta della Casa Usher (1839), forse il più famoso e il più rappresentativo della
sua arte, La maschera della morte rossa (1842), La verità sulla vicenda del signor Valdemar (1845) affrontano il tema della morte, uno dei temi
dominanti dello scrittore, giungendo per impercettibili mutazioni a una sorta di razionale delirio; nel Cuore rivelatore (1842), nel Gatto nero (1843),
nel Barile di Amontillado (1846), in Berenice, ecc., il tema è quello della malvagità e del crimine; la sopravvivenza dopo la dissoluzione quello di
Metzengerstein (1832), Ligeia, Morella; l'attrazione dei baratri, degli abissi senza fondo, dei corpi sepolti vivi è uno dei temi del
Manoscritto trovato in una bottiglia, di Una discesa nel Maelström (1841) e di Il pozzo e il pendolo (1843), uno dei suoi racconti più
allucinanti. Nello scrittore affiora spesso una sottile vena satirica (L'incomparabile avventura di un certo Hans Pfaal, 1835; Il sistema del dottor
Catrame e del professor Piuma, 1845), dando alla sua opera una completezza anche tematica per cui Poe è giustamente ritenuto uno dei massimi della letteratura
americana e mondiale.
Dopo un ultimo soggiorno a Richmond, mentre si accingeva a sposare una vecchia amica, la ricca Elmira Royster Shelton, fu trovato in gravi condizioni, e con addosso
abiti non suoi, davanti a una taverna di Baltimora il 3 ottobre 1849; quattro giorni dopo spirò, senza essere riuscito a spiegare che cosa gli fosse successo. Aveva
40 anni e nella corsia dell'ospedale nessuno sapeva che quel povero corpo apparteneva ad uno dei maggiori scrittori di tutti i tempi. Alcuni suoi "colleghi",
approfittando del suo decesso, si lasciarono andare a triviali e puerili considerazioni moralistiche; Griswold sostenne che non aveva amici, falsissimo. Altri si
rammaricarono del fatto che Poe non avesse scritto cose più "domestiche", poiché in quella maniera sarebbe stato davvero un grande. Va detto, però, che il genio di
Poe non ebbe nel mondo anglosassone a lui contemporaneo quei riconoscimenti che gli vennero soprattutto dalla Francia; da lui, dalla sua concezione della poesia come
attimo lirico, derivò, attraverso Baudelaire (suo entusiastico estimatore e traduttore), Mallarmé e Rimbaud, il concetto di poesia pura, mentre nella prosa fu un
indiscusso e ineguagliato maestro. E' il destino di sempre cui deve sottostare chi è troppo grande per la propria epoca.
Questa biografia è liberamente ispirata a "Enciclopedia Rizzoli Larousse 1999" e all'introduzione di Gabriele La Porta per il volume "E. A. Poe - Tutti i racconti del mistero, dell'incubo
e del terrore", Newton Compton.
Massime, aforismi e...
Un torto non può essere risarcito se il prezzo pagato ricade su chi si vendica. (Il Barile di Amontillado)
Vi sono due corpi... il rudimentale e il completo, che corrispondono alle due condizioni del bruco e della farfalla. Quella che chiamiamo "morte" è soltanto la
dolorosa metamorfosi. (Rivelazione mesmerica)
Ci sono dei segreti che non permettono di essere svelati.
Anche la sorte più ostinatamenet avversa deve, alla fine, cedere di fronte all'irriducibile coraggio della filosofia.
Nella maggioranza, i filosofi sono ancora tutt'altro che filosofi sumolti punti della filosofia.
Come nell'etica il male è conseguenza del bene, così nella realtà dalla gioia nasce il dolore.
Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell'intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto
ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell'intelletto in generale. (Eleonora)
Certamente esistono combinazioni di oggetti semplicissimi, naturali fino alla banalità, che hanno il potere d'impressionarci, ma che, nello stesso tempo, tale
potere resta per noi non analizzabile, superiore al potere della nostra mente. (La caduta della Casa Usher)
Stava in piedi, isolata. I suoi piccoli piedi argentei e nudi scintillavano nello specchio nero del marmo sotto di lei. I suoi capelli, non ancora del tutto
sciolti per la notte dall'acconciatura da ballo, s'ammassavano in un cascata di diamanti, tutto intorno alla sua testa di classica forma, in riccioli simili a quelli
di un acerbo giacinto appena sbocciato. Un tessuto bianco come la neve, quasi diafano, sembrava essere l'unica copertura alle sue forme delicate; ma nel pieno
dell'estate l'aria notturna era calda, cupa ed immobile, e nella forma simile ad una statua non si percepiva alcun movimento che agitasse le pieghe di quell'abito,
fatto quasi di vapore, che le stava sospeso intorno. (L'appuntamento)
Il ricordo di passati dolori non è forse una gioia presente? (Il colloquio di Monos e Una)
L'uomo cerca nella morte la definizione di quanto è indefinibile. (Il colloquio di Monos e Una)
L'importante è sapere "cosa" bisogna osservare. (I delitti della via Mourge) Siamo certo destinati per sempre a stare in equilibrio sul confine
dell'eternità senza il tuffo definitivo nell'abisso.
Un governo repubblicano non poteva essere altro che un governo di ladri.
La democrazia è la forma di governo ideale per cani.
Nulla di simile agli assiomi è mai esistito, o portà esistere mai. (Eureka)
Una cosa non può essere più impossibile di un'altra. (Eureka)
Dimostrare che una volta ammessi certi dati può, anzi deve, conseguire un certo risultato, non prova che tale risultato sia realmente scaturito da quei
dati, fino a che non si dimostri che non ci sono e non ci possono essere altri dati da cui potrebbe scaturire allo stesso modo il risultato in questione.
(Eureka)
Se la successione delle stelle fosse infinita, allora lo sfondo del cielo ci offrirebbe una luminosità uniforme [...] giacché non ci potrebbe essere
assolutamente nemmeno un punto, in tutto questo sfondo, senza una stella. (Eureka)
Ognuno esiste, separatamente ed indipendentemente, in seno al proprio e particolare dio. (Eureka)
Non c'è alcun essere pensante che, ad un certo luminoso punto della sua vita di pensiero, non si sia sentito perso in quel caos di futili sforzi di comprendere e
credere che esista qualcosa di più grande della sua anima. (Eureka)
Se Dio può essere tutto, ognuno dev'essere Dio. (Eureka)
Disegni di Manuel Gervasini
Molti libri su Poe sono accompagnati da alcuni dei 136 celebri disegni a penna di Alberto Martini liberamente
ispirati ai racconti del Maestro. Tra i nuovi talentuosi fans dell'horror, c'è chi ha saputo rendere visivo l'immaginario da incubo offerto dall'opera di Poe. Ecco,
a tal proposito, una piccola gallery di disegni realizzati da Manuel Gervasini gentilmente
concessi a "Casa Usher". Tutti i disegni dedicati ai racconti di Poe sono protetti da copyright e disponibili nel suo sito.
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