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SaNTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE

VITA

Nata a Breslavia nel 1891, ultima di 11 figli, da famiglia di ebrei ortodossi, tenera e appassionata, dotata di una natura ardente e leale, di una sensibilità ricca, di un’intelligenza sempre all’erta, Edith Stein si mostra avida di conoscenze sin dalla più tenera età. Terminati gli studi secondari, si iscrive all’Università, frequentando i corsi di tedesco, storia, psicologia sperimentale e filosofia. Ben presto scopre la figura di Edmund Husserl, 

eminente fenomenologo di Göttingen, che le apparve come “il maestro indiscutibile del nostro tempo”. Grazie all’aiuto di un suo cugino, Edith si trasferisce a Göttingen e riesce ad ottenere di frequentare i corsi del prof. Husserl.
Davvero “adottata” dagli Husserl, ella diventa un’amica, una persona di casa; può così bere alla sorgente; ma la sua sete di sapere resta inappagata e lei stessa scrive: “Mia sola preghiera è la sete di verità”.
Un’amica sua e del professore scrive: “Malgrado la sua fama di grandissima intelligenza, Edith passava fra noi completamente inosservata… ma in quel viso dalla fronte alta, pieno di saggezza, dai lineamenti infantili meravigliosamente espressivi, vi era qualcosa di incomparabile, una radiosità tranquilla, che non ti stancavi di contemplare”

Nei suoi anni di studi e di ricerca, Edith conosce Hedwig Conrad-Martius, destinata a divenire sua grande amica. È proprio a casa sua che, in una sola notte, la Stein legge tutta la vita di S. Teresa d’Avila e pare sia proprio questa lettura a farle chiedere il Battesimo. Da quel giorno, Edith cambia profondamente: la conversione al cattolicesimo sancisce per lei la rottura con parte della sua famiglia e con il prof. Husserl.
Edith Stein possiede uno spirito duplice: una comprensione illimitata degli esseri e delle cose, una ricettività tutta femminile e, insieme, un’intelligenza obiettiva e virile. 

Non di rado si può vedere questo secondo aspetto della sua personalità prendere il sopravvento nella discussione; si assiste allora ad un vero e proprio duello fra lei ed il suo interlocutore, senza che più nulla lascia trasparire l’estrema delicatezza della sua sensibilità. Il suo stile è chiaro ed armonioso, come il suo aspetto. Prova immensa gioia nello scoprire l’universo mirabile del pensiero di S. Tommaso; ha per la lingua pura del santo lo stesso amore che porta alla musica di Bach, al canto gregoriano ed ai disegni di Rembrandt.
Si va intanto approfondendo l’attrazione di Edith per il chiostro. Tuttavia, non è ancora il tempo di cedere a un tale desiderio, ma piuttosto di combatterlo, per far fronte a molteplici doveri e rispondere all’aspettativa di innumerevoli amici.

La vita di Edith appare profondamente segnata dalla luce della Croce. È a questa luce, intravista nel mistero di una sofferenza cristiana intrisa di amore divino, che si opera la conversione di Edith Stein al Cristo: lunghe ore passate in contemplazione silenziosa nutrono la sua vita interiore…. Ella si sente chiamata a soffrire per il suo popolo, che non riconosce la Croce del Salvatore, a portare entro la sua preghiera quelli fra i suoi amici che cercano il vero Dio, a opporre alle bestemmie dei torturatori la muta supplica del suo cuore spezzato.

Un’amica, che la vede il giorno della sua professione temporanea, dice così: “La sua espressione radiosa e la grande giovinezza del suo aspetto rimangono per me un ricordo indimenticabile. Sembra ringiovanita di vent’anni e la sua felicità mi sconvolge. Tuttavia, come le dico la mia gioia di saperla al riparo nel segreto del Carmelo, mi risponde vivacemente: Non ci far conto! Verranno sicuramente a cercarmi fin qui; in ogni modo, non conto di essere risparmiata. Le appare chiaro che dovrà soffrire per il suo popolo, per adempiere alla missione di ricondurre a Casa i suoi”. Lo sa, le grate del Carmelo ci sono non per proteggere dal mondo, ma per attirare i dolori e i bisogni del mondo nella solitudine dell’anima con Dio.

La persecuzione nazista procede inarrestabile e, nel tentativo di proteggere sr. Benedetta della Croce (questo il nome che Edith Stein sceglie per sé), ella viene trasferita nel convento di Echt in Olanda, dove la raggiunge la sorella Rosa, anche lei carmelitana. Sr. Benedetta scrive: “Da mesi porto sul cuore un versetto del Vangelo: Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo (Mt 10,23)”. Il 9 Agosto 1943, con il numero 44074, sr. Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, ebrea, convertitasi al cattolicesimo e divenuta suora carmelitana, muore nel forno crematorio di Auschwitz.

Uno dei suoi ultimi scritti dice così: “Il matrimonio spirituale dell’anima con Dio, scopo per il quale l’anima è stata creata, viene comprato dalla Croce, consumato sulla Croce e per tutta l’eternità suggellato con il sigillo della Croce”.

OPERE

Dato l'interdetto vigente in Germania per tutte le opere di origine ebraica, le opere principali di Edith Stien non poterono uscire durante la sua vita (avrebbero potuto uscire con uno pseudonimo, ma la Santa si rifiutò a questo). Fu nel 1950-51 che gli editori herder a Friburgo-in-Brisgovia e Nauwelaerts a Lovanio decisero unitamente di pubblicare in 5 volumi le sue opere maggiori e cioè:

Kreuzeswissenschaft (La scienza della Croce)- 1 volume; Endliches und Ewiges Sein (Essere finito ed Essere eterno)- 2 volumi;
Untersuchungen uber die Wahrheit (traduzione in lingua tedesca del "De veritate" di S.Tommaso)- 1 volume;
Padagogische Studien (Raccolta di saggi pedagogici diversi)- 1 volume.
Salvo la traduzione del "De veritate", pubblicata nel 1931 e 1932 ed alcuni saggi pedagogici, tutti i testi sono comparsi postumi, ad opera della professoressa Lucy Gelber, incaricata degli Archivi Husserl a Lovanio e dal R.P.Romaeus Leve, OCD, in collaborazione con gli editori.
Ecco l'ordine in cui sono stati composti i suddetti scritti di minore importanza:
vari studi usciti negli Annali di Husserl (1922-29);
la traduzione di una raccolta delle prime opere di Newman, "Briefe & Tagebucher bis zum Ubertritt zur Kirche" (1928);
"Dalla fenomenologia di Husserl alla filosofia di S.Tommaso" (1929);
la traduzione del "De veritate" (1931-35);
"Das Ethos der Frauenberufe" (Etica della vocazione femminile) - opera riedita, con aggiunte, con il titolo "Frauenbildung und Frauenberufe" (1931);
"Die ontische Struktur der Person und ihre erkenntnis-theoretische Problmatik", che rimarrà inedito, ma servirà di base alle sue lezioni di Munster (1932-33);
"Akt und Potenz", incompiuto, che darà origine alla sua opera principale: "Endliches und Ewiges Sein" (1933-36);
"Vita di S.Teresa"; "Vita di S.Teresa Redi"; "Storia della famiglia Stein" (1934);
"Das Gebet der Kirche" (La preghiera della Chiesa) (1936);
"Das Weihnachtsgeheimnis" (Il mistero del Natale) (1936, ma pubblicato nel 1948);
"Kreuzeswissenschaft", il saggio su S.Giovanni della Croce (1941-42).
Gli Archivi Husserl a Lovanio posseggono i manoscritti di molte sue opere, come pure lettere inedite e l'originale della storia della sua famiglia. Purtroppo, ottenere l'autorizzazione di consultare questi testi è impossibile.

 

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