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                   RECENSIONI

RIZZI CARLO : INTERPRETE DELLA TRADIZIONE
CON SENSIBILITA' CONTEMPORANEA.

Le sculture di Carlo Rizzi rivelano una duplice matrice: da un lato quella dell'interesse per le forme d'arte contemporanea ad iniziare dal cubismo e dalle tendenze che da esso hanno avuto origine ;dall'altro quella di una sapiente manualità artigiana che conosce e valorizza le possibilità espressive dell'intaglio, del legno, delle lucidature.

[La rivista AD ,nella rubrica AD-PROMOTION , ARTIGIANATO D'AUTORE]

RIZZI CARLO : ALCHIMISTA DOMENICANO

Ricordo con grande simpatia un personaggio fantastico inventato da non so chi che appariva sul corriere dei piccoli, nella mia fanciullezza. Si chiamava Professor Arcilambicchi. Era uno scopritore geniale che aveva inventato una vernice magica con la quale faceva vivere tutto ciò che aveva disegnato. Arcilambicchi prendeva un disegno ci passava sopra la sua vernice ed ecco apparire, una barca, un’automobile, una freccia e così via. Entrando, come spesso faccio nella “bottega” di Carlo Rizzi sempre mi appare anche il Professor Arcilambicchi. A volte penso che il geniale inventore dalla vernice magica si sia incarnato in Carlo. Rizzi, forse ha rubato l’idea al mio magnifico inventore. Le sue opere partono sempre da un disegno originario che miracolosamente un’esplosione interna costringe ad uscire. Il disegno, l’idea, è tracciato sul legno e soltanto dopo che l’artista vi ha lavorato, a volte, per giorni o mesi, la figura prende vita, si rianima, o meglio, acquista un’anima, si muove. La magia che Rizzi chiede al legno è quella di non rimanere inerte. Carlo Rizzi, in questo senso non è un’artista ma un profeta che ordina alle sue figure magiche: “Venite fuori”.
Non a caso ho parlato di “ BOTTEGA” di Carlo Rizzi perché in quel laboratorio, pensatoio, officina caotica, come le botteghe del Rinascimento, sembra di vedere sornioni e curiosi una marea di artisti che hanno osato tramutare le cose.
Carlo Rizzi come laico domenicano appartiene a quella categoria di Alchimisti che ha formato tanti figli di San Domenico. Maestri dell’alchimia del pensiero, da Alberto Magno a Tommaso D’Aquino ad Enrico Susone; e maestri per le arti visive, dal Beato Angelico a Damiano da Bergamo. C’è in tutti come un filo conduttore che è proprio di ogni alchimista: trarre da una materia povera un qualcosa di prezioso, quasi una trasfigurazione che porta l’artista, il predicatore, il santo, ad andare oltre il segno e guardare nel profondo. Nella sua essenza formale la “Magia” di Carlo Rizzi è dunque la raffigurazione “mistica, speculare” e nello stesso tempo concreta “maieutica” di un tirar fuori, per far nascere la poesia che è racchiusa nell’elemento povero del legno. E’ pittura, è scultura, è segno, è poesia visibile, da toccare, da godere non solo con gli occhi, ma con l’anima.
Gli studiosi della chimica sostengono che: “Nulla si crea e nulla si distrugge. Il creato è soggetto a continui cambiamenti”. Dio ha creato il mondo ma poi lo ha messo nelle mani dell’uomo che può, come gli alchimisti, renderlo ancora più bello, trasmutarlo.
Conosco da tanti anni questo novarese sognatore. Da anni lo stimolo a farsi conoscere, soprattutto a far conoscere la sua opera, che deve essere messa sopra il lucerniere, affinché illumini chi non ha il dono dell’arte e ne possa godere la fruizione.

Novara 9 giugno 2003 -Ennio Staid

Ennio Staid è nato a Civitavecchia il 30 luglio 1930.
Dopo studi ed esperienze nel mondo del lavoro, dopo essersi laureato in Economia e Commercio, a trentatré anni entra nell’Ordine dei Domenicani e si laurea in Teologia.
Già docente nelle Facoltà teologiche di Bologna è attualmente impegnato in una comunità sperimentale di predicazione itinerante con sede in Novara.
Un’altra sua grande passione l’Arte moderna e antica di cui è un grande conoscitore.