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Sul sufismo oggi
dalle lettere e conversazioni al
caravanserraglio (1998-2011) ultimo aggiornamento
13/8/2011
http://www.puntosufi.it
D) Ultimamente mi sono
trovato a leggere testi accademici o divulgativi sull'Islam, opera sia
di intellettuali musulmani che non. Ebbene c'è un tratto comune che li
lega un po' tutti, ossia il pressochè totale spregio per il sufismo in
generale. Riporto alcuni passi di "La religione del Corano" di Fazlur
Rahman (fu insegnante presso vari istituti e università di studi
islamici, nonché consigliere del dipartimento di stato americano per i
rapporti con i paesi musulmani): "...il sufismo è il solo responsabile
di aver portato, diffuso e perpetuato in tutto il mondo musulmano,
dilagandovi, le credenze più fantastiche e grottesche nei miracoli dei
santi. La rete di superstizioni che queste credenze andarono tessendo
ha paralizzato mente e spirito delle masse credule, invischiando anche
in gran numero le persone educate e colte." - "L'ideale spirituale
sufita offriva alle masse un mezzo di fuga dalle sgradevoli realtà della
vita... ma...a spese dell'ideale islamico di ordine sociale e morale"-
"[il sufismo] insegnava alle masse determinate tecniche di
auto-suggestione e di ipnotismo, educandole in un'eccessiva indulgenza
nell'ambito di una religione di carattere sostanzialmente emotivo, che
non può essere descritta altro che come isterismo spirituale di massa".-
"La società musulmana deve liberarsi degli "imponenti resti spirituali e
morali" del sufismo se si vuole redimerla all'Islam". "Anche
l'ortodossia [islamica] ha commesso degli errori e...si presenta come
fredda e razionale...e ciò ha permesso al sufismo di insinuarsi nella
società occupando un vuoto". L'altro libro di cui riporto i passi è
"L'Islam" del Bausani, uno dei pochi veri grandi islamisti italiani: "E'
certo che il sufismo si è particolarmente generalizzato nell'Islam
soprattutto dopo i disastri connessi con la decadenza del califfato
unitario abbaside e il suo crollo sotto l'ondata distruggitrice e
inaridente dei Mongoli, anche se è difficile stabilire un nesso di causa
e di effetto (del resto scambiabile a piacere!) fra i due fenomeni. Così
esso [il sufismo] ha finito per accompagnare, se non causare, la
decadenza dell'Islam, che è durata fino ai giorni nostri" - "La sua
inserzione [di al-Ghazzali] del sufismo nell'ortodossia, seppur
prudente, (unito alla sua mentalità reazionaria),...hanno finito per
esercitare un'azione addormentante e deleteria sullo sviluppo ulteriore
dell'Islam." Tutto ciò fa decisamente a cazzotti con quanto espresso dal
Mandel in "Storia del sufismo", dove si attribuisce ad esso non solo lo
sviluppo e le più alte manifestazioni dell'arte, della scienza e
dell'intellettualità islamiche, ma dove non si esita neppure a definire
il sufismo come unico "vero Islam" possibile anche, e questo è un mio
giudizio personale, in totale contrasto con la realtà e lo sviluppo
storico della tradizione islamica (pur con tutte le sue tare e
interpolazioni, necessarie alla formazione di una tradizione). Forse
anche in questo caso si tratta di distinguere tra sufismo illuminato dei
maestri e quel che, per sentito dire, è passato alle masse? Forse
l'etichetta generica di "sufismo" per descrivere le varie devianze è
stata usata un po' alla leggera? Certo però è che il generalizzato
giudizio negativo sul sufismo per una volta mette d'accordo
intellettuali (non si può certo parlare dei soliti ignoranti, almeno nei
casi che ho citato; sugli altri ho già fatto da filtro a modo mio) e
massa popolare (del mondo arabo: nei paesi che ho visitato, specie in
medioriente - e non solo paesi del golfo- , non è difficile notare come
il termine "sufi" sia utilizzato spesso come sinonimo di "kafir"!) Non
vorrei che il mio messaggio apparisse polemico, non lo è; anche perchè
il vostro è un sito cui sono affezionato e a cui spesso ricorro per
ottenere informazioni. Diciamo che sto piuttosto cercando il bandolo
della matassa, un'opinione che possa gettare un po' di luce, in sintesi,
almeno sul sufismo storico: che la conoscenza e le opinioni un po' alla
buona su di esso vadano per la maggior ahimè è indubbio, ma, in due
parole, ribattereste, e come, a quanto espresso da Rahman e Bausani?
R)
Lei mi chiede cosa risponderei al Bausani (che essendo un bahai ben
sapeva che i suoi fondatori si ispiravano a simbologie sufi) o a Rahman
che essendo uno studioso avrebbe dovuto considerare il fenomeno
obiettivamente da tutti i punti di vista. Non risponderei niente. Niente
perchè la discussione con chi ha già idee preconcette è sola perdita di
tempo. Le faccio un esempio immaginario. Arriva un primo extraterrestre
sulla terra per prendere informazioni sulla chiesa cattolica e
trova subito una rivista dedicata agli scandali sulla pedofilia: missione
compiuta! Da allora riterrà che la chiesa è un'associazione di pedofili
che si mascherano da religiosi per nascondere le loro devianze
psichiche. Ne arriva un'altro che reperendo un documentario sulle figure
magistrali della chiesa (Giovanni Bosco, don Orione, madre Teresa di
Calcutta, Papa Giovanni XXIII, san Francesco d'Assisi...) porterà
l'immagine di un mondo cristiano fatto di persone straordinarie di
apertura di mente e di cuore. Un terzo recupererà una inchiesta su
Vaticano e finanza con riferimenti storici sul potere temporale della
Chiesa e ne dedurrà che è un'organizzazione a fine di lucro. E così
avanti, nel bene e nel male, può continuare anche lei. Questo vale per ogni gruppo e
istituzione. Pensi alla massoneria. Ci sono state persone che hanno
perso tutto in nome degli ideali di libertà, uguaglianza e
fraternità, con una onestà integerrima, dedicandosi anima e corpo in
modo disinteressato agli ideali di giustizia, allo sviluppo delle arti e
delle scienze, altre invece hanno usato la massoneria per fini opposti,
per interessi egoistici, di gruppo mafioso e di potere. Ovviamente
i buoni sacerdoti e i buoni massoni faranno di tutto per neutralizzare
l'azione di queste persone che utilizzano l'organizzazione come cellule
tumorali parassitarie. Questo vale anche nel sufismo: c'è di tutto.
Mandel, come me e tanti altri hanno evidenziato il meglio senza
dimenticare il peggio. C'è un sufismo degenerato in pratiche
superstiziose e fachiriche dall'Africa all'Asia che conta centinaia di
migliaia di aderenti, un'altro troncone che definirei sclerotico, in cui
gli aderenti si distinguono per zelo e rigore nelle pratiche religiose e
rituali, esso si esaurisce in una sorta di super-islam. Tenga infine
presente che oltre questi due grossi blocchi dove il fanatismo e il
settarismo sono di casa, in Europa la maggior parte dei movimenti sufi
sono inventati e spesso solo per guadagnarci sopra, si fanno
perfino corsi a pagamento con iniziazione finale, ed è tutto detto. Se
il prof. Mandel ha puntato il riflettore sulle perle, non trascurando il
fango, ha fatto bene! Se ci sono persone che vedono solo fango in tutto,
evidentemente anche nella propria anima hanno poco da dare.
***
D) volevo sapere
un'informazione: la Tekke (...) in che via è? Inoltre se mi era
possibile volevo sapere come funziona l'avvicinamento al sufismo e cosa
si deve fare per diventare sufi. Grazie mille
R) La tekke
come tutte le tekke è aperta solo su invito personale. Ci sono
diverse opere che illustrano il sufismo e il suo avvicinamento come
quelle eccellenti di Gabriele Mandel: "la via al sufismo" ed.
Bompiani per iniziare. Lei saprà che il sufismo è composto da ordini
storici secolari come gli ordini cristiani con la differenza che in
Europa si stanno diffondendo movimenti o ordini definiti sufi che di
sufismo non hanno nulla a che fare ( a livello di base non esistono
corsi a pagamento per diventare sufi, in tal caso si ha la certezza
di trovarsi di fronte a parodie e a imbrogli). Anche internet non è
affidabile Altri ordini sono nascosti appunto perchè non
interessa il proselitismo e speculazioni di sorta.
prosegue D)
Ok molte grazie. Comunque per informazione come si fa a ricevere
l'invito personale?
R)
Quando la persona viene considerata idonea ad avere
detto invito.
prosegue D) : Ma per essere considerato idoneo devo
venire alla tekke oppure da un'altra parte? Comunque
volevo chiedere..la tariqa (...) è seria e tradizionale?
Grazie mille
R) Ha mai provato a chiedere a un rivenditore se
è più serio dell'altro? Dalle conoscenze
che lei ha può
stabilire se la mia risposta in un senso o
nell'altro è affidabile? Per questo ci vuole
studio, costanza, ricerca della verità e allora
si potrà valutare e percepire nel modo corretto.
In India si dice: "quando il discepolo è pronto
troverà il suo maestro". Per chi vuole tutto e
subito il mercato propone ogni soluzione
possibile. Ognuno sceglie quel che è adatto e
appagante per lui ma la strada dell'evoluzione
non è facile.
prosegue D)
Grazie per le risposte, però non ho ancora
capito se si deve fare domanda a qualcuno,ad
esempio al Kalifa, oppure bisogna già essere
mussulmani e quindi volgarmente parlando 'essere
nel giro' e quindi tramite conoscenze essere
'raccomandato' alla tekke.
R)
Vede, tolleri la mia franchezza, lei parla
secondo schemi inadeguati (essere nel giro,
raccomandazioni...). Provi a leggere
attentamente alcune opere sul sufismo, in
questo sito nella sezione libri
troverà ampie indicazioni., così tasterà
l'ambiente con cui cerca di entrare in
contatto e le modalità di linguaggio
precipue. Sicuramente è l'Islam
la base terrestre storica del sufismo.
Ogni cosa a suo tempo. Se lei ha fretta il
mercato le darà quanto chiede. Questo è
tutto.
* * *
D)(...) Ho cercato a
lungo un vero scheikh ma dopo l'esperienza che ho avuto
con (...) che mi risulta regolare ed ortodosso e di
(...) altrettanto regolare ed ortodosso ho capito che il
sufismo di Rumi, di kayam, di Alallaje, di Hafiz, Ibn
Arabi e Ghazali che avevo studiato è lettera morta.
Sentirmi dire che chi non è musulmano andrà all'inferno
da questi "Veri Scheikh" in queste "Vere Tekke" è stata
una esperienza decisamente sconfortante.
R)
Non è sufficiente che un ordine sia regolare ed
ortodosso nella continuità per garantire una realtà,
quella del sufismo, che essenzialmente è spirituale. In
questi ordini ormai sclerotici si tramandano riti e
dottrine senza che ci sia qualcuno capace di ritrovarne
il significato, la vita di tutto ciò. Probabilmente le
sue aspettative si fondavano su un idealismo che non
regge al confronto col principio di realtà. Tra questi
"veri" scheikh oggetto di culto da parte dei loro
discepoli e in queste "vere" tekke continuano gli stessi
meccanismi psicologici di ogni raggruppamento umano che
si chiude in se stesso in modo settario ed intransigente
in una sorta di caccia alle streghe a quanto è oltre la
loro orbita (invidie, maldicenze, fanatismi,
supestizione, carrierismo e la più squallida vanità
mondana). Ma non tutti gli ordini sono così, e comunque
potrebbe ritrovare in ognuno di essi il peggio ed il
meglio che lei conosce. Ringrazi il cielo di avere avuto
queste esperienze e di aver conosciuto persone di
saggezza e luminosità nella sua vita come il Mandel ed
Omar Shah.
D) (...) Insomma,
questo è il mio problema. Nel sufismo viene data
priorità alla figura del maestro o all'ordine?
R)
Nella letteratura sufi emerge l'essenzialità della
figura del maestro, la peculiarità di un rapporto non
può essere formalizzato. In altre parole se lei
frequenta quella tekke con quel maestro non è costretto
ad amarlo nè a sovrastimarlo, i sentimenti sono
irrazionali e non possono essere comandati, ci
mancherebbe. Deve a lui rispetto ed una ragionevole
obbedienza, questo si richiede nell'ordine. Se lei ha
avuto quel rapporto mistico col suo precedente maestro
di quell'ordine il fatto essenziale del collegamento si
è avverato. Se ci pensa bene ha perfino del ridicolo
pensare che una persona debba amare un'altra perchè
incarna un ruolo. Questo soprattutto nel sufismo: chi
intende il sufismo in modo settario, gerarchico e
militare con un culto irrazionale del capo non ha capito
niente del sufismo stesso ( se lei si accorge di una
simile deviazione meglio cambiar aria). In conclusione
non c'è da provare nessun senso di colpa sui propri
sentimenti, essi vanno solo gestiti per essere adeguati
alla vita.
D) E' da alcuni anni che mi interesso al sufismo , ma
come si fa a distinguere i sufi veri da quelli falsi ?
Nella chiesa cattolica gli ordini monastici sono ben
definiti ma nell'Islam tutto appare confuso. Quale è la
strada da seguire per trovare i giusti contatti ?
R)
Porsi il problema è già fare i primi
passi. Le organizzazioni sedicenti sufi ed i sedicenti sufi sono effettivamente di più rispetto alle catene
secolari che fanno capo a dergha (abbazie) centrali con
le loro trasmissioni alla cui origine c'è il maestro
fondatore dell'ordine. I sistemi imitativi sono spesso
contraddistinti da corsi a pagamento "per diventare sufi"
, oppure da una sterile ripetitività formale e rituale.
Ci sono in Italia anche saltimbanchi che si fanno
passare per dervisci danzanti per chi ama lo spettacolo
, altri che mescolano ideologie politiche estremistiche
con l'Islam ed il sufismo. Si oscilla dall'indifferenza
rispetto alla religione islamica a forme fanatiche di
islamizzazione. Spesso il capo si presenta vestito come
un guru- santone e trova conferma ( e reddito) dalla
quantità dei proseliti, può anche apparire come imam
(guida) di società islamiche approfittando
dell'ignoranza generale. Mitomane o affarista che sia
(caratteristiche che non si escludono a vicenda) trova
sempre chi lo segue. I contatti giusti bisogna prima
trovarli con se stessi, cercando la verità a qualunque
costo soprattutto del proprio sé, nell' avere fiducia
nei propri sentimenti, nella propria intuizione . Ognuno
poi finisce laddove la sua ricerca lo conduce, se è
illuso nelle illusioni, se è autentico
nell'autenticità. Il marchio d.o.c. si trova solo al
supermercato. Comunque sia esistono nel sufismo gli
stessi parametri degli ordini cristiani: un antico padre
fondatore, un ordine storico verificabile, una abbazia
centrale, un rigoroso rispetto verso le norme etiche
universali di tolleranza, onestà, fratellanza,
responsabilità- libertà. Ora a lei una domanda: se
cercasse uno psicoanalista andrebbe dal primo che si
dichiara tale? Quali passi di verifica farebbe? Ed anche
se lei avesse constatato che è iscritto all'ordine degli
psicologi o dei medici, che fa parte di associazioni con
autorizzazione ministeriale, che ha un buon curriculum,
che è ( dall'esperienza di altri ) un valido
psicoanalista , non è detto che sia quel che fa per lei:
ma forse saprebbe indirizzarla dalla persona giusta.
D) Contrariamente alle mie aspettative, sul vostro sito
http://www.puntosufi.it/ non ho trovato alcun
riferimento a G.I. Gurdjieff. Mi piacerebbe sapere qual
è la posizione della vostra Confraternita in merito a
Gurdjieff ed al suo insegnamento nonché ai testi scritti
da lui stesso e dai suoi allievi diretti più noti
(Ouspensky in particolare).
R)
Poiché non esiste un punto di vista
ufficiale della confraternita su questo o quell'autore
(ognuno di noi ha le sue idee) bisogna rivolgere la
domanda al khalyfa che rappresenta "il filo conduttore".
Comunque in linea di massima consideri questo: quanto è
adatto al tempo ed al luogo ha un valore. Il sufismo
inoltre è una realtà viva ed operante, storica nelle sue
secolari trasmissioni. Perché fermarsi sui suoi passaggi
di seconda mano e sulle alterazioni? Perchè fidarsi di
persone che non sono in grado di dare riferimenti certi
e verificabili della propria appartenenza al sufismo
storico, nè sanno specificare dove deriva il materiale
su cui si lavora e quando lo dichiarano errano? Poi
ognuno è libero di credere che questo o quell'autore o
movimento sia depositario della verità sufi (e c'è in
occidente materiale per tutti i gusti) , ma non è questo
il sufismo.
D) (...) benché sia certa del fatto che l'essenza delle
religioni è UNA, gradirei avere informazioni su
movimenti sufi cristiani. Potete aiutarmi?
R) Benché il sufismo sia universale "in quanto l'essenza
delle religioni è UNA" la sua base terrestre è l'Islam.
Non esistono movimenti sufi cristiani in quanto le
confraternite sufi sono come gli ordini storici
cristiani (francescani, domenicani...) che non sono
"fuori" dalla Chiesa, così i sufi non sono fuori
dell'Islam. Come non hanno valore improvvisati ordini
cristiani così anche quelli sufi nati in occidente,
cristiani o con altra etichetta. Gesù, comunque è un
polo di riferimento per i sufi come Maometto (sia lodato
il loro nome). Se il sufismo è imprescindibile
dall'Islam è altrettanto ineludibile il suo carattere
universalista : da secoli nelle tekke sufi hanno
partecipato come "compagni" anche cristiani, ebrei ed
altri di qualsiasi credo ed etnia.
D) (...) Quel che è
successo nella Massoneria, ossia il proliferare di logge
estranee ( in realtà associazioni mafiose denunciate
dagli stessi ordini principali massonici prima che dalle
indagini della procura) o deviate ( a fini di potere
politico ed economico come la p2) non sta succedendo nel
Sufismo? (...)
R)
Purtroppo non è solo una questione, quella che lei pone,
limitata geograficamente e nel tempo. Ogni
organizzazione religiosa o iniziatica , per quanto
nobile e elevata nell'ispirazione, ha subito nella
storia frammentazioni o distorsioni che ne hanno
alterato e confuso il senso originario. Non solo i rami
ma lo stesso tronco principale ne è stato affetto: dal
messaggio di amore e distacco dal potere mondano di Gesù
è nata l'inquisizione, l'opposto del vangelo nel vertice
di chi lo rappresentava. Il sufismo, soprattutto in
Africa, lamenta diverse degenerazioni di tipo magico (
in India ed in Iraq è talvolta ridotto a fachirismo o
covo di fanatici politici e religiosi) e alcuni ordini
si sono sclerotizzati nelle forme esteriori
(ritualistica e blasoni) o persi, simulacri ripresi da
occidentali che possono così far vanto di presunte
origini storiche. Insomma lo stesso bianco e nero che si
ritrova ovunque, ed in mezzo bisogna viverci cercando di
essere dalla parte giusta studiando, informandosi oltre
lo spirito fazioso, riflettendo, giorno dopo giorno
oltre le propagande dei poteri ufficiali di turno,
politici e religiosi. Che bello sarebbe trovare senza
sforzo un luogo dove ogni ben di Dio sta sempre sulla
tavola. Ma solo i bambini sognano così.
D) Ho trovato spesso
differenze sul concetto di tradizione tra i vari autori
che parlano di esoterismo come Schuon, Guenon, Evola,
Zolla, Omar Shah e pure in questo sito...
R) Prima di tutto bisogna cercare il significato
etimologico della parola sul vocabolario. Dal Palazzi
del 1939 leggiamo :" s.f.(dal latino
traditio) T.giur.consegna:
la tradizione della merce, del podere||com:
trasmissione orale, da generazione a generazione, di
antiche memorie, del racconto di avvenimenti e sim.:
per una tradizione antichissima giunta sino a noi||abitudine,costume
e sim.trasmessi da generazione a generazione:
bisogna rispettare le vecchie tradizioni di famiglia||V.A.tradimento||N.
ricordanza, memoria, usanza, esempio. costumanza,
costume, consuetudine |ciclo, leggenda, saga|curare,
rispettare, continuare, rompere." fin qui il
vocabolario. Poi ci sono stati autori che hanno ripreso
una filosofia nata in occidente nell'ottocento negli
ambienti teosofici ed occultistici in cui si cercava una
visione globale e assolutistica della realtà ispirata
appunto all'idea di tradizione. Questa visione è stata
seguita spesso da facinorosi estremisti bisognosi di
credenze intransigenti e genitorializzate per cui
combattere. Tenga presente che il "tramandato" può
portare cose giuste e sbagliate, non è sacro di per sè
nè tantomeno è intoccabile, sta all'intelligenza
filtrarlo. Tra gli autori che ha citato l'unico che non
si ispira a quel deviato concetto occidentale e
moderno di tradizione è Omar Shah.
D) Perché nel capitolo sull'islam e sui sufi non vi
riportate agli insegnamenti dei maestri sufi in
occidente Guénon e Gurdjeff? (...uno teorico l'altro
pratico...)
R) Guénon e Gurdjeff non erano maestri sufi. Riportiamo
due commenti su Gurjeff di Omar Shah in " La
tradizione sufi in occidente" ( pubblicato da Psiche
pag. 225-232 ): "in Afghanistan abbiamo un detto: un
medico a metà é una minaccia per la vita ,ma un imam a
metà (o qualunque insegnante religioso) é una minaccia
per la tua anima. Se provate a praticare e analizzare
alcune delle tecniche e delle tattiche usate da
Gurdjeff, vedrete che sono state imparate solo a metà" e
ancora "la quantità di confusione causata e che si sta
ancora causando dall'organizzazione Gurdjeff, è
misurabile in termini di umana sofferenza e dolore." A
Konia vicino al mausoleo di Rumi c'è una fontana la cui
fonte, scendendo si divide in due, quattro, otto
vaschette a significare la continuità dell'insegnamento.
Ricorstruire una di queste vaschette fuori dall'ambiente
ed utilizzare dell'altra acqua non equivale a portare un
insegnamento ma a simularlo vuoi intellettualmente vuoi
praticamente.
D) In riferimento
alla discussione sul sufismo e la tradizione trovo
inutile sollevare un problema risolto. Non importa
individuare se il più grande pataccaro di questo secolo
sia Rene Guenon o Gurdjeff giacchè tutto questo secolo e
quello precedente hanno visto un fiorire di figure nella
filosofia idealistica e nella psicologia del profondo
che volevano incarnare la verità di una dottrina.
R)Le faccio notare che la questione la riporta lei e non
altri. In ogni caso i campi vanno distinti, quello
teosofico tradizionalista (che si accetti o meno il
termine), quello filosofico idealistico e quello della
psicologia del profondo. Se l'idealismo riproponeva
razionalisticamente l'antichissimo mito del dio
dormiente , il sè che si riscopre nella storia
attraverso la nazione o il genio, la psicologia del
profondo , abbinandosi all'antropologia ed
all'etnologia, voleva e vuole solo ricercare il modo in
cui questi miti agiscono nella psiche umana senza la
pretesa di incarnare dottrine di qualsiasi tipo se no
nulla avrebbe di scientifico.
D) Nel libro "filosofia della massoneria" di De
Bernardo l'autore evidenzia come l'idea di tradizione
nasca nell'ambiente occultistico degli ultimi due secoli
mettendo insieme miti antichi in un sistema filosofico
che pretende di rappresentare la verità in assoluto.
Come i grandi maghi rinascimentali anche quelli
moderni metafisici vogliono arrivare all'età dell'oro
dei magici poteri o delle conoscenze perfette. Idee che
nel nazismo fiorivano. Autori come Guénon, Schuon,
Burckardt per citare i più conosciuti hanno collegato
questa idea di tradizione al sufismo da loro stessi
praticato. Se è' un'anomalia come si spiega?
R) Molte persone educate nel contesto europeo credono
di aver bisogno di una guida più teorica che pratica,
più di pensiero che di esperienza. Non vogliono mettersi
in gioco ma trovare un "sistema" che permetta loro di
leggere la realtà. Il pensiero di un'autore di libri
sostituisce il coinvolgimento diretto con un maestro. Se
poi questo autore è convinto che le proprie idee siano
verità matematiche e le presenta come tali (in nome
della tradizione, del sufismo o altro) può anche
inorgoglire il lettore : se io ho capito queste verità
appartengo alla élite. Fatto proprio un modello di
pensiero si giudica in base a questo piuttosto che
all'esperienza e alla verifica, ogni risposta sta già
nel modello genitorializzato a cui bisogna credere ed
obbedire e combattere per esso . In altri termini la
realtà si sostituisce con una sua rappresentazione
ritenuta indiscutibile. Ogni valore critico, dialogico e
di ricerca raccomandato dal Corano sarà invece
considerato nemico essendo ritenuto un prodotto del
condannato mondo moderno che tutto travisa.
D) Eppure mi è stato
detto da (...) che è un maestro sufi che bisogna
riferirsi all'autore Renè Guenon per un approccio sicuro
al sufismo e al mondo della Tradizione, contrariamente a
(...) che è considerato da facente parte della
controiniziazione per il valore dato alla psicoanalisi
(...)
R)
(...) non è un maestro sufi ed è documentabile (ho
conosciuto Tizio che era l'amico di Caio che ha iniziato
Sempronio cosa significa?) viceversa (...) lo è in
quanto si può accertarne il mandato . Faccia esattamente
come se volesse verificare se uno è un finto frate o
meno: il sufismo è un ordine secolare con tanto di
abbazie madri (dergha), altrettanto secolari , non una
new age dove tutti possono inventarsi qualcosa. Nel
clima di new age (dove sono stati ripescati simulacri
di ordini sufi, solo blasoni per ingenui turisti) si
iscrive anche il concetto di tradizione che viene
dall'alto (il sistema metafisico) e che darebbe il
diritto di pontificare "in verità in verità vi dico":
esso nasce nel mondo teosofico ed occultistico
ottocentesco con tanto di un re occulto che dominerebbe
tutta un'era dal suo regno al centro della terra (a
ispirarsi a questa idea di sacra tradizione anche il
nazismo che ha organizzato diverse ricerche per trovare
la terra primordiale). Questi miti all'interno di una
dottrina dogmatica ed esclusiva (chi la capisce e ci
crede è l'eletto gli altri sono spazzatura, o in non
o.k. i diavoli che non la condividono) costituiscono
l'edificio del mondo della Tradizione. Meglio, a mio
parere, rifarsi ai testi sufi antichi dove (si pensi a
Rumi ) ogni storia ha un valore psicoterapeutico
straordinario e non vuole irrigimentare nessuno in una
ideologia che pretende di essere unica e necessaria. E
solo Dio (l'Inconoscibile : sura 112) sa davvero ciò che
è Bene.
D) (...) eppure sia
nel sufismo sia nella massoneria ci sono logge che si
ispirano a figure fondamentaliste che al posto della
ricerca della verità impongono già una verità in nome
delle credenze religiose o metafisiche a cui tutti
devono conformarsi. E' insomma un vero e proprio plagio
della personalità che si compie in queste
organizzazioni. I danni psichici che arrecano
difficilmente sono reversibili in quanto il soggetto
crede di far parte di una elite che ha in mano la verità
ed il potere (...) quasi una mafia (...).
R)
Forse è solo una bella ingenuità credere che ci siano
istituzioni che rappresentino completamente un ideale.
Forse questa inesperienza si contrappone a chi ormai
scetticamente vede la corruzione in tutto. Forse la
verità sta nel mezzo. Certo è che le istituzioni saranno
sempre inadeguate ad un modello perfetto in quanto sono
fatte da uomini limitati. Che bello sarebbe se ci fosse
una giustizia composta da giudici infallibili, una
scuola con insegnanti preparatissimi ed eccellenti
educatori, politici tutti onesti e intelligenti,
psichiatri dall'equilibrio impeccabile eccetera. Anzi
ovunque ci sono anomalie e contraddizioni via via da
risolvere senza la pretesa di riuscirci una volta per
tutte, che è impossibile data la natura umana stessa .
Questo vale anche per le religioni e per le forme
organizzative iniziatiche pur storiche e regolari. Ci
sono antichi testi sufi che trattano come nella realtà,
anche di una "buona" confraternita, ci siano casi di
follie, invidie, fanatismi, paranoie di potere. Sono
tutti insegnamenti vivi e diretti. Per entrare nello
specifico stralcio questo brano dall'ottimo studio di Lo
Coco e Lo Verso sul pensiero mafioso (nel sito di
psichiatria forense "pol.it") << In questa
cultura psichica, come in tutti i sistemi
fondamentalisti (Lo Verso, 1998, cit.) regnano dicotomie
totalizzanti di pensiero, con il mondo degli affetti
scisso in maniera punitiva. Ci riferiamo qui con
l’espressione fondamentalismo a tutti quei processi di
costruzione dell’identità personale in cui l’Io
individuale è pienamente coincidente con il Noi
sovrapersonale e transpersonale. Il soggetto non può
essere diverso, altro, dal mondo che lo ha concepito
psichicamente (Napolitani, 1987). Nei sistemi
fondamentalisti l’identità psichica può essere legata a
strutture sovrapersonali: la nazione, la chiesa, il
partito, e/o essere all’interno di una omologazione che
non consente pensiero (ad es. l’attuale omogeneizzazione
televisiva). Fenomeni come le guerre a sfondo religioso,
i nazionalismi, il razzismo, le inquisizioni, si fondano
psicologicamente anche su questo.>> Il
fondamentalismo, insomma, è un fatto sociale, una
devianza che può emergere dovunque, comprese le
organizzazioni sviluppatesi per la libertà dello
spirito.
D) Ho letto un articolo su internet che dice di spiegare
con chiarezza l'Islam dove si dice che l'esperienza del
vino per i sufi è fondamentale. E' vero?
R) No. E' uno svarione classico in occidente, anche se
sempre meno frequente. Nasce dalla interpretazione
letterale del simbolo vino=ebbrezza utilizzato dai
poeti sufi. I sufi essendo musulmani non bevono
alcolici né si cibano di carne di porco. Che poi ci
siano imitatori sufi o gruppi dissociati che fanno uso
di droghe per arrivare a stati di trance ciò non
riguarda il sufismo.
D) Frequentando i sufi ho capito che solo attraverso il
libero pensiero è possibile cogliere le verità ed i
valori che costituiscono il nocciolo delle religioni. Ho
capito l'attenzione che si deve dare a se stessi
affinché il pensiero non sia contaminato da pregiudizi e
devianze ed allora, liberamente, più si evolve più si
coglie l'identità coi mistici di qualsiasi estrazione
civile e religiosa a conferma che la verità è una e che
non sono i dottrinari, i burocrati ed i carcerieri delle
ideologie, ma le menti ed i cuori liberi ad intenderla .
Possiamo dunque considerare i sufi promotori del libero
pensiero?
R) Intanto non si può fare catechismo con rispostine di
maniera. L'antico motto dell'illuminismo sufi "libertà,
uguaglianza, fraternità" non deve trarre in inganno.
Sono concetti da tradursi in vita assai preziosi che
hanno perso il loro significato come una cosa scontata
ma di cui non si ha consapevolezza. Il pensiero
difficilmente è libero frutto come è di condizionamenti
ambientali e soggettivi per cui la sbandierata libertà
di pensiero riguarda più un sentimento che un adulto
rapportarsi con la realtà . Diversi esperimenti
psicologici riproducibili hanno dimostrato che meno del
10% dei soggetti danno risposte autonome ed adeguate
alle circostanze, il resto è intrappolato dai
condizionamenti, automatismi e dai pregiudizi. Essere
padroni del tutto del proprio stato (al Allaje), quindi
liberi interiormente è il risultato, mai definitivo, che
si guadagna solo con uno sforzo a cui molti rinunciano
volentieri, il risultato sta nelle parole di Gesù: la
(ricerca della) verità vi farà liberi. Ma più facile è
farsi portare.
D) Il movimento sufi di Hinayat Khan è libero
dall'Islam. Se il sufismo gode di questa realizzazione
di libertà anche questo movimento è legittimo.
R) Un fiore coltivato con cura in un giardino non è
quello che nasce nella natura selvaggia pur essendo
pregevole. Il giardino, la terra del sufismo è l'Islam.
Fuori dall'islam ci può essere misticismo ma non
misticismo sufi.
D) Quindi il Sufismo è un frutto dell'Islam?
R) Il sufismo nasce con l'uomo, con le sue esigenze
spirituali ed evolutive, e specificamente nello
sciamanesimo. "Noi bevemmo vino prima che la vigna fosse
piantata" quando per vigna molti sufi intendono l'Islam.
Ed è nell'Islam che si è organizzato storicamente,
adattandosi ai tempi e agli spazi, poiché in esso ha
trovato la terrestrità , la base capace di appoggiare
l'universalità, l'evoluzione che caratterizza lo spirito
del sufismo. Il profeta è egli stesso il modello del
sufi perfetto. Peraltro il sufismo annovera tra i
maestri figure fuori dell'Islam come Plotino appunto
perchè, come dice il Corano, ogni terra ha avuto il suo
messaggero. L'amore per la scienza, per l'arte, per la
cultura che nutre il sufi non ha confini ed è lo stesso
Corano che incita a cercare il sapere fino in Cina,
ossia oltre tutti i confini.
D) Come si spiega oggi che ci siano musulmani che
criticano il sufismo e quali gruppi lo hanno avversato ?
R) L'aspetto mistico dell'Islam è il sufismo, ed il
misticismo in tutte le religioni è stato a volte
avversato da chi ha usato la religione politicamente e
buracraticamente o da chi non ha saputo andare aldilà
del fideismo. Mentre nel Cristianesimo i fondatori
mistici degli ordini come Francesco sono stati
accettati dal vertice della struttura quelli del'Islam
dalla base, dal consenso della comunità musulmana (la
umma) . Movimenti o gruppi dissidenti come ci sono nel
cristianesimo ci sono anche nell'Islam: fondamentalisti
e modernisti. I primi hanno preso anche il controllo di
uno stato come l'Arabia Saudita, sono i Wahbiti,
paragonabili ai Testimoni di Geova. Grazie alla
ricchezza petrolifera della penisola arabica molti fondi
sono destinati alla propaganda delle idee e delle
interpretazioni dell'Islam di questo movimento. Il suo
fondatore, Ibn'Abd al Wahab (1703-1792) dichiarava
eteredossi tutti coloro che non erano suoi discepoli,
musulmani in genere,sufi o non sufi, fino al punto di
considerare lecito ucciderli e confiscare i loro beni
come successe nella conquista saudita dello Hijaz. Tale
accanimento oggi si è pacato e i wahbiti, salvo le
frange fanatiche, non considerano più i musulmani non
wahbiti, ripeto sufi o non sufi, come nemici. I
modernisti fanno capo al movimento salafita (una sorta
di protestantesimo) che ha accusato i sufi di essere
imprigionati in pratiche superstiziose (da medioevo
diremmo qui) evidentemente dimenticando che tutti i
migliori scienziati , artisti e filosofi dell'Islam
erano sufi (e "sono" sufi) e inquadrando il sufismo
negli aspetti degenerati e popolari, presenti
soprattutto in Africa, criticati dagli stessi sufi. La
propaganda fondamentalista e modernista non ha comunque
, in genere, minato il consenso verso il sufismo sia a
livello popolare sia della intelligenza islamica. In
ogni caso il sufismo, in modo palese od in modo
nascosto, segue la sua strada realizzativa
indipendentemente da come va il mondo.
D) Vorrei sapere qualcosa sulla gerarchia sufi
R) Premesso che è necessario staccarsi dalla mentalità
infantile del club di topolino: si ricorda? Lo stemmino
di qui quo qua era del socio, di paperino con una stella
di ispettore,di paperone ispettore generale con due,e
via via con topolino consigliere, fino a governatore. La
carriera si sviluppava attraverso la quantità di bollini
ritagliati nei fumetti. Premesso che bisogna staccarsi
dal senso di gerarchia dei branchi di gorilla basata sul
senso del potere e del predominio e delle loro
sublimazioni militari umane si può considerare che
laddove esiste un gruppo umano, una società esistono
pure ruoli che sono convenzionali ed effettivi in base
alle varie abilità ed attitudini, almeno così dovrebbe
essere per il buon mantenimento degli interessi
collettivi. Questo vale ovunque. Il sufismo storico,
essendo grosso modo equiparabile agli ordini cristiani
(francescani, domenicani...), seppur non ascetico, ha le
sue regole ed una struttura. C'è un padre generale
nell'abbazia centrale e dei vicari o khalyfa nelle varie
regioni del mondo. Esistono poi rappresentanti che
compiono diverse funzioni e comunque tutti agiscono
all'interno della società come professionisti (nelle
università, negli ospedali,nelle arti e nei mestieri ed
ovunque). Maestri e allievi appartenenti
all'ordine,quindi gli iniziati, (in un certo senso
essendo l'evoluzione illimitata tutti siamo allievi e
solo Uno è il Maestro ) costituiscono la fratellanza del
sufismo storico , il quale, secondo le epoche e le
confraternite differenzia termini ed i segni distintivi
( casacche , pelli...). Per saperne di più veda "termini
sufi" in Islam.
D) Ho sentito spesso parlare nel sufismo e nella
massoneria di prove iniziatiche. Esattamente cosa sono?
R) Lei conoscerà dall'antropologia le prove a cui si
sottoponevano i fanciulli per dimostrare a se stessi e
al clan di essere adulti. Un classico: essi dovevano dar
prova di affrontare da soli la vita nei boschi,
procurandosi cibo e superando le ostilità dell'ambiente.
Ma la vita di ciascuno di noi è già costellata di prove
iniziatiche, la differenza è che un ricercatore le vive
in modo consapevole, gli altri no. La perdita di beni
materiali ed affettivi, della salute, del consenso
sociale richiedono per essere superati un risveglio di
fede (nella vita, in se stessi, nella forza operante del
divino) e di intelligenza. Uscir fuori dal dolore
paralizzante (questo è l'effetto della paura) significa
recuperare energie e consapevolezze prima neppure
immaginate. Così si evolve.
D) Secondo il mio
modesto punto di vista, non per offendervi, sufi e
asceti in generale vivono fuori dal mondo, invece credo
che Dio voglia che l'uomo combatta per la giustizia e
contro il male invece che di scappare incapaci di
servire a nulla (...)
R) Il sufismo non è ascetismo nè isolamento. Il sufi è
nel mondo ma non con il mondo: questo significa che è
una presenza attiva nella società, forse indispensabile
tanto che ci sarebbe da chiedersi se la sua assenza ( o
meglio della assenza della Via aldilà di una religione
specifica) coincida con la fine dell'umanità stessa. E
in ciò non v'è nulla di esoterico o magico: finirebbe
l'impulso evolutivo col crollo conseguente del civismo,
delle arti, della fede (non della sua burocratizzazione
che è la religione), il processo autodistruttivo
scatterebbe immediatamente. Le più grandi personalità
dell'Islam che hanno operato per il bene, per la pace,
per la giustizia, per la scienza e per le arti erano
sufi, sappia almeno questo prima di parlare senza
conoscenza.
D) Quale certezza offre il sufismo?
R) Che solo Dio conosce la verità di se stesso
(esperienza mistica di cui alAllaje ha lasciato
testimonianza) , che l'uomo è limitato ed in questo
limite c'è la sua bellezza e la sua evoluzione, che
tutto è qui, che ogni cosa verrà a suo tempo...e altre
risposte del genere, per quanto siano del sufismo non
sono il sufismo. Il sufismo è il sufismo.
D) (...) E allora mi
domando: perchè i sufi sembrano nascondersi o giocare
sulle apparenze? Perchè ancora sembra che non rispondano
e non siano disponibili alle richieste dei postulanti?
R) Complimenti leccati ed insulti nevrotici, minacce e
rassicurazioni sono roba che non interessa ai sufi e
neppure le discussioni. Nessun sufi le chiederà chi è,
cosa fa e cosa ha fatto e cosa farà perchè non è
interessato ai fatti esterni. Preferisce spesso evitare
importanze, titoli ,accademismi e codazzi, potrebbe
giochersene o servirsene secondo la situazione. Poichè è
consapevole dei suoi limiti accetta e medita ogni
insegnamento ed evita di imporre condizioni, così come
un buon allievo nei confronti del professore o di un
paziente nei confronti del medico. Non sono dunque i
sufi a non essere disponibili ma chi li contatta . Se
questi ultimi non sono disponibili egli non potrà fare
nulla poichè la loro libertà è sacra. Questa è la
chiarezza che è richiesta non quella che un postulante
ritiene che sia. Se non si capisce questo è meglio non
perdere tempo coi sufi.
D) (...) voglio
precisare che sono agnostico, ma vorrei sapere se dal
punto di vista sufi la religione islamica rappresenta un
fatto unico ed assoluto e se l'islam è d'accordo col
punto di vista sufi
R)
Lei pone una domanda solo per sentirsi esplicitare una
risposta che già presuppone. Di assoluto c'è solo Dio e
la religione islamica, come qualsiasi religione, ha
avuto una nascita, uno sviluppo ed
avrà una fine. Il Corano in più
punti sottolinea come le religioni siano adattamenti ai
luoghi ed ai tempi della stessa esigenza metafisica
umana, o se si vuole, dell'eterno richiamo del
principio. Non esiste dunque un punto di vista islamico
ed uno sufi come non esiste uno cristiano ed uno
francescano, la distinzione è solo qualitativa. Se i
rappresentanti di una religione ritenessero di essere
gli unici depositari della verità e che l'essenza del
loro credo sia unica ed irripetibile bloccherebbero il
dialogo con le altre religioni , la loro stessa
evoluzione interiore e soprattutto darebbero dei limiti
a Dio che è oltre la stessa infinità.(seconda
domanda)- Ma questo non significa fare di tutte le erbe
un mazzo tipo new age? Mi sembra giusto difendere la
propria religione dal livellamento con le altre-
Ma lei non si dichiarava agnostico? La sua è la classica
reazione dell'integralista. Accettare di essere parti di
un insieme laddove ogni parte ha la sua ben precisa
identità, come strumenti in una orchestra, non significa
confondersi. Questo vale per le religioni ed è un
obbligo per il
musulmano dato che egli è tenuto a seguire il Corano
(che non è un testo new age ma sigillo di tutti gli
insegnamenti precedenti ). L'alternativa è la guerra,
l'intolleranza, l'ignoranza e la follia di sentirsi gli
unici portatori della verità in nome del proprio modo di
concettualizzare Dio. Immagini una riunione di
rappresentanti delle varie religioni con ognuno in
testa, tipo fumetto, questo pensiero: " io ho la verità
e questi poveri disgaziati non lo sanno..." oppure :
"qui c'è chi crede di portare la verità e mi crede un
povero disgraziato". Ma il pensiero suggerito dai
fondatori delle religioni e non dalla codificazione
posteriore è sempre: "c'è del bene in me e negli altri,
c'è continuamente qualcosa da scoprire insieme e che ci
unisce, sopratutto il sentire qualcosa che trascende le
nostre religioni..."
D: Vorrei ringraziarvi per il Vostro sito, per il buon
senso e l'equilibrio che comunica, e per il contributo
che date a rasserenare e a fare chiarezza su questioni
su cui
oggi disinformazione e paura rischiano di prevalere
(...) Come non musulmano interessato al Sufismo, Vi
sarei grato se fosse possibile avere chiarimenti
sull'idea e sull'esperienza di "compagno di strada" a
cui il Vostro sito e il sito sufijerrahi.it dedicano
alcuni cenni. Le domande che mi pongo sono:
Concretamente cosa significa diventare "compagno di
strada" ?Cosa e' e cosa fa il "compagno di strada" ? E'
solo un "ospite" che partecipa ad alcune conferenze
"culturali" sul sufismo ? O invece e' anche una persona
che ha fatto una scelta molto piu' impegnativa di
crescita personale ? Se e' cosi', questo percorso di
crescita come differisce in essenza e nella pratica da
quello del musulmano che segue il cammino sufi ? In
altri termini: quando si e' non musulmani in cerca di un
cammino di crescita personale che signficato puo'
avere la partecipazione alle riunioni di un ordine Sufi
come il Vostro in qualita' di "compagno di strada" ?
Forse ad alcune di queste domande e' possibile dare un
risposta via e-mail, nella consapevolezza dell'inevitabilita'
che "solo chi assaggia sa".
R) Grazie per le belle parole. Come lei ha intuito solo
"assaggiando" di persona si può capire, poi ognuno ha il
suo metabolismo per cui la "risposta" è comunque
personale. La partecipazione alle riunioni avviene
previa richiesta al khalyfa che per l'italia è il prof.
Gabriele Mandel (http://www.gabrielemandel.net)
. Nella storia sono stati numerosi i "compagni di
viaggio" che non sono stati solo ospiti e spettatori ma
amici intimi e attivi collaboratori dei sufi. La
mediocrità e l'eccellenza non stanno nell'esser o meno
musulmani ma come musulmani , aperti all'universalismo
ed alla tolleranza come vuole il Corano e una condizione
di spirito evoluta, c'è l'alveo terrestre più idoneo ed
integrato per seguire il cammino sufi. E' stato scavato
da secoli oltre le ripetitività formali e i
condizionamenti coattivi diventando storia. In questa
storia anche i compagni, in modi diversi, hanno avuto
la loro funzione ed evoluzione.
D) In poche parole
cosa è questa Tradizione di cui parlano la Blawasky ,
Julius Evola e
Renè Guénon ? E la massoneria e il sufismo, poichè ho
trovato diverse persone di loro che li consigliano,
c'entrano con questa Tradizione dall'Alto? Scusate la
domanda diretta.
R)
Perchè mai scusarsi di domandare? Una serie di domande
e di risposte a tal proposito sono state raccolte
nell'articolo qui linkato:
http://www.puntosufi.it/59dist.htm .
Comunque, questo mito della Tradizione di moda nel 900
negli ambienti occultistici e teosofici, fatto proprio
dal nazismo e da settori del fascismo ( vedi gli scritti
dell'autore che lei cita con lo pseudonimo di ignitus
sulla rivista "il regime fascista" e del gruppo di magia
di Ur krur ) in poche e semplici parole ritiene che nel
centro della terra vi sia un re del mondo di tipo
spirituale che governa le epoche e legittima le
religioni, o meglio tradizioni sacre che nascono e
riportano a lui con determinati riti. I nazisti avevano
organizzato anche spedizioni in Tibet per ricevere dal
misterioso personaggio l'autorizzazione del potere.
Sempre secondo questo mito il mondo sarebbe in una
caduta dallo spirituale al materiale attraverso cicli
cosmici ben definiti .Adesso saremmo alla fine dell'età
più buia dove le forze del male, una sorta di
controiniziazione dove c'entrerebbe (almeno secondo i
più accaniti sostenitori del mito) il concorso della
psicoanalisi e della scienza moderna. Insomma,
reinterpretando i miti antichi della caduta spirituale
degli uomini e leggende fascinose come l'agarthi,
nell'ottocento e nelle sintesi ideologioche successive
nasce questo schema metafisico-mitologico che pone se
stesso come verità indiscutibile (se no si fa parte dei
cattivi e degli ignoranti). Chi segue fedelmente questo
pensiero sarebbe nella elite spirituale, con una
autorità speciale a lottare contro le forze del male
dove si crede alla democrazia e alla libertà (essendo
queste ultime sotto il controllo delle multinazionali e
delle lobby, comunque da interessi di potere di
qualsiasi area ideologica, questi demoni devono essere
veramente degli illusi, detto tra noi). Per il resto
veda il link.
D) (...) il zhikr
insegnatomi da Omar Shah era silenzioso, meditativo,
evitava proprio la sovraossigenizzione di cui parlate.
Perchè queste contraddizioni nel sufismo? (...)
R) E'
una domanda rivoltaci diverse volte e che dimostra non
tener conto delle differenze. Ciò non è sufi. L'unico
modo giusto è quello che ho imparato per primo...il papà
ha sempre ragione. In realtà i vari ordini sufi ( quelli
storici e regolari, per intenderci, non quelli
improvvisati in occidente) hanno dhikr diversi, non
tutti danzano come i Mevlevi e non tutti si raccolgono
in una sommessa recitazione dei nomi di Dio. Paesi
diversi e storie diverse. Vero è che ci sono state
degenerazioni come nel muraburtismo, uso di droghe e
spettacolarismo, devianze rispetto ai valori di
ispirazione del sufismo stesso.
D) E' vero che la risposta di un sufi è sempre
individuata ad un contesto ed alla persona che la
formula?
R) E perchè lei ha bisogno di sentirsi rispondere?
Nuraddin Murad
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