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IL SUFISMO

 

LINKS UFFICIALI

Per saperne di più sulla spiritualità islamica nel dialogo interreligioso. Tra i saggisti si sono succeduti Gianfranco Ravasi, Gabriele Mandel, Halil Chin, Syyed Hossein Nasr ... ed altri docenti universitari  tra i massimi esperti italiani e turchi... Prezzo 6 euri. In abbonamento (4 numeri) 24 euri. Sito intenet: http://www.rivistasufismo.it

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sito ufficiale dello zikir baschè fakhraddin Gafarov

http://www.fakhraddingafarov.com 

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sito internazionale dei sufi Jerrahi Halveti

http://www.jerrahi.org/

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Il sito ufficiale dei sufi Jerrahi alHalveti in Italia

http://www.sufijerrahi.it

 

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Khalyfa Gabriele Mandel Khan

http://www.gabrielemandel.net

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Ordine sufi Nematullay in Italia, guidato dallo psichiatra Nurkbasch:

http://www.nimatullahi.org/it/index.html

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sito de "le journal sufi" a cura della
confraternita sufiNematollay:
http://www.journalsoufi.com/

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order sufi Jerrahi di Spagna

http://www.yerrahi.es/

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la tomba ad Istanbul del fondatore dell'ordine

Pir Nurettin ( XVII sec)

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qualche blog non ufficiale sul sufismo ma degno di attenzione:

http://sufismo.leonardo.it/blog

http://sufismo.splinder.com/

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il sufismo consiste nel non possedere nulla e non lasciarsi possedere da nulla ( Sumnun )

il sufismo è lo stare con Dio Altissimo senza intermediari (Giunaid)

La via si perfeziona mediante la scienza e la pratica; i sufi sono uomini di esperienza non di parole (Al Ghazali)

il sufismo consiste che il servo di Dio si comporti in ogni momento nel modo più consono a quel momento (Amrù ibn Uthman al-Makki)

il sufismo sta nell'eliminare dalla mente quanto vi si trova: verità immaginarie, opinioni, condizionamenti; ed affrontare così tutto ciò che potrà accadere (Abu Sa'id ibn Abu alKhair )

Noi (sufi) siamo come delle bussole: un piede fermo nell'Islam e l'altro che percorre tutte le religioni (Sa'di)

il sufismo è il sufismo (enciclopedia iraniana)

 

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DAL CARAVANSERRAGLIO:

http://www.puntosufi.it

LA PRIMA COSA DA SAPERE SUL SUFISMO E SUI SUFI

...E' che la parola "sufismo" appare in Europa meno di due secoli fa. Che, come ogni termine, ha un valore simbolico e quindi serve per indicare una realtà,  ma la realtà non è la sua descrizione. "E' il profumo che ti porta verso la rosa, è la rosa che ti si rivela dal suo profumo." Nell'Islam esistono delle confraternite che si rifanno all'insegnamento di questo o di quel maestro capostipite. Abbiamo così la confraternita (ordine o tariqa, che significa via) Naqschbandy, Qadiri, Jerrahi, Nematollay etc. . . La via di ogni via (e le vie sono tante quante le anime umane) si chiama Tasawwuf (da cui la traduzione moderna "sufismo") ed i luoghi di riunione dergah. In essi i discepoli si raccolgono intorno ad un maestro autorizzato (colui che conosce la meta, e quindi anche le insidie del viaggio)  sia nei momenti dell'insegnamento come  nella recitazione o    rammemorazione divina  (zikr). L'importanza data al simbolo ed all'aspetto speculativo permette raffronti con le logge massoniche (anche sul piano delle interazioni storiche) ed a strutture come quelle  degli ordini cristiani: francescani, gesuiti, domenicani etc. che si rifanno ad un santo fondatore. I frati sono stati ordinati (iniziati), seguono certe regole, hanno una preghiera in comune e fanno riferimento ad un vicario generale ed a quelli provinciali che per il sufismo sono i khalifa. Come si dice frate si dice sufi con la differenza che il termine mutasawwuf significa "colui che si sforza di diventare sufi" cioè di rendere effettivo il senso della sua iniziazione. Ma i sufi soggiungono anche: "se non sei un sufi come puoi pretendere di diventarlo?" Come a dire che ciò che non è non può diventare ciò che non è, ed allora solo quanto è può svelarsi a se stesso. Ed il Sufismo è disvelamento, pulitura dello specchio dell'Anima divina. Poiché la via e la meta che hanno un nome non sono la verità (parafrasando l'apertura del Tao Te Ching) il sufismo non può essere ridotto ad un sistema logico concettuale o a ritualità. Ci sono scuole che hanno perso la realtà pur mantenendo inalterata la forma confondendo il nettare col bicchiere. Altre l'hanno travisata o imitata ed in Occidente scuole e maestri pseudosufi (cioè senza autorizzazione) non mancano e spesso si nascondono dietro uno scenario esotico (i sufi invece si adattano all'ambiente e si muovono secondo i linguaggi utili per i singoli individui e per la collettività). Via della Conoscenza e dell'Amore della Realtà , il sufismo insegna l'arte del  viaggio verso la realizzazione del Sè. Coi suoi scienziati e mistici anticipa il sapere ed è memoria del sapere, facendo splendere nelle arti  il ricordo della bellezza divina. Capaci di vivere di pane e d'acqua ma anche di godere di tutti i piaceri della vita, i sufi,   rinnovano sempre l'equilibrio, resi edotti dall'esperienza nel conoscere l'uomo realizzano la sincerità ma anche i modi per evolvere e far evolvere aldilà dell'empietà e del bene del senso comune. Propugnatori illuminati da sempre della libertà di pensiero hanno ravvivato il senso  della tolleranza, della fratellanza, dell'uguaglianza senza per questo portare sconvolgimento  se non nella mente dei fanatici e in chi intende la politica e la religione come veicolo di oppressione e di privilegi. Mistici dell'Islam, accettato nella sua terrestrità , ma abili nel parlare ad ogni fede avendo colto l'essenziale, l'unità, sono persone come tutte le altre ma con un segreto diseppellito nel loro cuore.    Dove per gli altri è il vuoto loro contemplano l'infinità del creare, l'essere non li conclude. Sarà per questo che il sufi è attratto da quel che non sa e non ha orgoglio per quel che sa. Attende l'ora della sua morte ( già prefigurata nelle morti e resurrezioni iniziatiche)  perché ha fede  percettiva che  saprà, ma vive la vita nella sua pienezza senza per questo diventarne vittima. Filtrato da mille prove è rimasta la trasparenza elevante verso l'Infinito, ma anche l'esperienza disillusoria e la saggezza del come esistere nel mondo.  Accettati gli opposti e le opposizioni nel fluire  della vita ma come espressione del Principio, la sua unica dottrina è quella dell'Unità. Pensiero sentimento ed azione ritrovano così l'Armonia. Se il termine sufismo e sufi ti è di ingombro sappi che anche il sufi ne può fare a meno. Lo mantiene perché a lui non ingombra più.

N.Nurettin alJerrahi (2001)

 

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* L'AMICO DI PIERGIORGIO VINCI

* DEDICATO AI FRATELLI EBREI QUESTO RICORDO AFFINCHE' MAI DEBBA RIPETERSI

* BIBLIOGRAFIA DEI TESTI SUL SUFISMO A CURA DEI JERRAHI IN ITALIA ( la bibliografia inserita da http://www.sufi.it a nome dei Jerrahi non è quella corretta presente invece sul sito ufficiale dei Jerrahi:  http://www.sufijerrahi.it

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sito dedicato a Idries Shah

http://www.idriesshah.com/

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l'arte simbolica di Piero Crida

http://www.pierocrida.net

 

sito ufficiale di Genova

http://www.puntosufi.it

 

 

Tugrul Efendi è la guida generale dell'ordine sufi Jerrahi con sede ad Istanbul. Nella foto con Gabriele Mandel

Shaykh Gabriele Mandel, khalyfa per l'Italia dell'ordine sufi Jerrahi Halveti, docente universitario, medico e psicologo, qui con  il cantautore franco Battiato

Shaykha Fariha al-Jerrahi

 

 Shaykha Fariha al-Jerrahi is the spiritual guide of the Nur Askhi Jerrahi Sufi Order in New York City. She received direct transmission from Grand Shaykh Muzaffer Ozak of Istanbul in 1980, and is a successor of Lex Hixon (Nur al-Jerrahi). She guides communities throughout the United States and in Mexico City.

In 1970 Bayrak met Muzaffer Ozak Ashki al-Jerrahi who became his teacher. Bayrak is now a Sheikh of the Helveti-Jerrahi order residing near the Jerrahi Order of America mosque in Spring Valley, New York.[5] He has been spiritual guide of the Jerrahi Order of the Americas, (the primary Western branch of the Halveti-Jerrahi Order of Dervishes) since 1977.

 

 

 

 

Lex Hixon (Islam:Nur al-Anwar al-Jerrahi) (1941-1995) born Alexander Paul Hixon was an accomplished poet, philosopher and spiritual practitioner and teacher. He extensively explored the truth of the great religious traditions.

Sheikh in the Halveti-Jerrahi Sufi Order  . Robert Frager, Ph.D., is a founder and past President of the Institute of Transpersonal Psychology and is the Director of the Spiritual Guidance program at the Institute. He has taught psychology and religious studies at the University of California (Santa Cruz and Berkeley).

   

 


Piccola oasi  dei sufi Genoa-italy fondata dal khalyfa Gabriele Mandel con l'antico rito afgano dei naqschbandi e temporaneamente affilata anche all'ordine jerrahi (2005-2010), lasciata alla guida dello scheikh Nuraddin Murad

 

 

Sul sufismo oggi

dalle lettere e conversazioni al caravanserraglio (1998-2011) ultimo aggiornamento 13/8/2011

http://www.puntosufi.it

D) Ultimamente mi sono trovato a leggere testi accademici o divulgativi sull'Islam, opera sia di intellettuali musulmani che non. Ebbene c'è un tratto comune che li lega un po' tutti, ossia il pressochè totale spregio per il sufismo in generale. Riporto alcuni passi di "La religione del Corano" di Fazlur Rahman (fu insegnante presso vari istituti e università di studi islamici, nonché consigliere del dipartimento di stato americano per i rapporti con i paesi musulmani): "...il sufismo è il solo responsabile di aver portato, diffuso e perpetuato in tutto il mondo musulmano, dilagandovi, le credenze più fantastiche e grottesche nei miracoli dei santi. La rete di superstizioni che queste credenze andarono tessendo ha paralizzato mente e spirito delle masse credule, invischiando anche in gran numero le persone educate e colte." - "L'ideale spirituale sufita offriva alle masse un mezzo di fuga dalle sgradevoli realtà della vita... ma...a spese dell'ideale islamico di ordine sociale e morale"- "[il sufismo] insegnava alle masse determinate tecniche di auto-suggestione e di ipnotismo, educandole in un'eccessiva indulgenza nell'ambito di una religione di carattere sostanzialmente emotivo, che non può essere descritta altro che come isterismo spirituale di massa".- "La società musulmana deve liberarsi degli "imponenti resti spirituali e morali" del sufismo se si vuole redimerla all'Islam". "Anche l'ortodossia [islamica] ha commesso degli errori e...si presenta come fredda e razionale...e ciò ha permesso al sufismo di insinuarsi nella società occupando un vuoto".  L'altro libro di cui riporto i passi è "L'Islam" del Bausani, uno dei pochi veri grandi islamisti italiani: "E' certo che il sufismo si è particolarmente generalizzato nell'Islam soprattutto dopo i disastri connessi con la decadenza del califfato unitario abbaside e il suo crollo sotto l'ondata distruggitrice e inaridente dei Mongoli, anche se è difficile stabilire un nesso di causa e di effetto (del resto scambiabile a piacere!) fra i due fenomeni. Così esso [il sufismo] ha finito per accompagnare, se non causare, la decadenza dell'Islam, che è durata fino ai giorni nostri" - "La sua inserzione [di al-Ghazzali] del sufismo nell'ortodossia, seppur prudente, (unito alla sua mentalità reazionaria),...hanno finito per esercitare un'azione addormentante e deleteria sullo sviluppo ulteriore dell'Islam." Tutto ciò fa decisamente a cazzotti con quanto espresso dal Mandel in "Storia del sufismo", dove si attribuisce ad esso non solo lo sviluppo e le più alte manifestazioni dell'arte, della scienza e dell'intellettualità islamiche, ma dove non si esita neppure a definire il sufismo come unico "vero Islam" possibile anche, e questo è un mio giudizio personale, in totale contrasto con la realtà e lo sviluppo storico della tradizione islamica (pur con tutte le sue tare e interpolazioni, necessarie alla formazione di una tradizione). Forse anche in questo caso si tratta di distinguere tra sufismo illuminato dei maestri e quel che, per sentito dire, è passato alle masse? Forse l'etichetta generica di "sufismo" per descrivere le varie devianze è stata usata un po' alla leggera? Certo però è che il generalizzato giudizio negativo sul sufismo per una volta mette d'accordo intellettuali (non si può certo parlare dei soliti ignoranti, almeno nei casi che ho citato; sugli altri ho già fatto da filtro a modo mio) e massa popolare (del mondo arabo: nei paesi che ho visitato, specie in medioriente - e non solo paesi del golfo- , non è difficile notare come il termine "sufi" sia utilizzato spesso come sinonimo di "kafir"!) Non vorrei che il mio messaggio apparisse polemico, non lo è; anche perchè il vostro è un sito cui sono affezionato e a cui spesso ricorro per ottenere informazioni. Diciamo che sto piuttosto cercando il bandolo della matassa, un'opinione che possa gettare un po' di luce, in sintesi, almeno sul sufismo storico: che la conoscenza e le opinioni un po' alla buona su di esso vadano per la maggior ahimè è indubbio, ma, in due parole, ribattereste, e come, a quanto espresso da Rahman e Bausani?
 

R) Lei mi chiede cosa risponderei al Bausani (che essendo un bahai  ben sapeva che i suoi fondatori si ispiravano a simbologie sufi) o a Rahman che essendo uno studioso avrebbe dovuto considerare il fenomeno obiettivamente da tutti i punti di vista. Non risponderei niente. Niente perchè la discussione con chi ha già idee preconcette è sola perdita di tempo. Le faccio un esempio immaginario. Arriva un primo extraterrestre sulla terra per prendere informazioni sulla chiesa cattolica e trova subito una rivista dedicata agli scandali sulla pedofilia: missione compiuta! Da allora riterrà che la chiesa è un'associazione di pedofili che si mascherano da religiosi per nascondere le loro devianze psichiche. Ne arriva un'altro che reperendo un documentario sulle figure magistrali della chiesa (Giovanni Bosco, don Orione, madre Teresa di Calcutta, Papa Giovanni XXIII, san Francesco d'Assisi...) porterà l'immagine di un mondo cristiano fatto di persone straordinarie di apertura di mente e di cuore. Un terzo recupererà una inchiesta su Vaticano e finanza con riferimenti storici sul potere temporale della Chiesa e ne dedurrà che è un'organizzazione a fine di lucro. E così avanti, nel bene e nel male, può continuare anche lei. Questo vale per ogni gruppo e istituzione. Pensi alla massoneria. Ci sono state persone che hanno perso tutto in nome degli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità, con una onestà integerrima, dedicandosi anima e corpo in modo disinteressato agli ideali di giustizia, allo sviluppo delle arti e delle scienze, altre invece hanno usato la massoneria per fini opposti, per interessi egoistici, di gruppo mafioso e di potere. Ovviamente i buoni sacerdoti e i buoni massoni faranno di tutto per neutralizzare l'azione di queste persone che utilizzano l'organizzazione come cellule tumorali parassitarie. Questo vale anche nel sufismo: c'è di tutto. Mandel, come me e tanti altri hanno evidenziato il meglio senza dimenticare il peggio. C'è un sufismo degenerato in pratiche superstiziose e fachiriche dall'Africa all'Asia che conta centinaia di migliaia di aderenti, un'altro troncone che definirei sclerotico, in cui gli aderenti si distinguono per zelo e rigore nelle pratiche religiose e rituali, esso si esaurisce in una sorta di super-islam. Tenga infine presente che oltre questi due grossi blocchi dove il fanatismo e il settarismo sono di casa, in Europa la maggior parte dei movimenti sufi sono inventati e spesso solo per guadagnarci sopra, si  fanno perfino corsi a pagamento con iniziazione finale, ed è tutto detto. Se il prof. Mandel ha puntato il riflettore sulle perle, non trascurando il fango, ha fatto bene! Se ci sono persone che vedono solo fango in tutto, evidentemente anche nella propria anima hanno poco da dare.

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D) volevo sapere un'informazione: la Tekke (...) in che via è? Inoltre se mi era possibile volevo sapere come funziona l'avvicinamento al sufismo e cosa si deve fare per diventare sufi. Grazie mille

R) La tekke  come tutte le tekke è aperta solo su invito personale. Ci sono diverse opere che illustrano il sufismo e il suo avvicinamento come quelle eccellenti di Gabriele Mandel: "la via al sufismo" ed. Bompiani per iniziare. Lei saprà che il sufismo è composto da ordini storici secolari come gli ordini cristiani con la differenza che in Europa si stanno diffondendo movimenti o ordini definiti sufi che di sufismo non hanno nulla a che fare ( a livello di base non esistono corsi a pagamento per diventare sufi, in tal caso si ha la certezza di trovarsi di fronte a parodie e a imbrogli). Anche internet non è affidabile  Altri ordini sono nascosti appunto perchè non interessa il proselitismo e speculazioni di sorta.

prosegue D) Ok molte grazie. Comunque per informazione come si fa a ricevere l'invito personale?

R) Quando la persona viene considerata idonea ad avere detto invito.

prosegue D) : Ma per essere considerato idoneo devo venire alla tekke oppure da un'altra parte? Comunque volevo chiedere..la tariqa (...) è seria e tradizionale? Grazie mille

R) Ha mai provato a chiedere a un rivenditore se è più serio dell'altro? Dalle  conoscenze che lei ha può stabilire se la mia risposta in un senso o nell'altro è affidabile? Per questo  ci vuole studio, costanza, ricerca della verità e allora si potrà valutare e percepire nel modo corretto. In India si dice: "quando il discepolo è pronto troverà il suo maestro". Per chi vuole tutto e subito il mercato propone ogni soluzione possibile. Ognuno sceglie quel che è adatto e appagante per  lui ma la strada dell'evoluzione non è facile.

prosegue D) Grazie per le risposte, però non ho ancora capito se si deve fare domanda a qualcuno,ad esempio al Kalifa, oppure bisogna già essere mussulmani e quindi volgarmente parlando 'essere nel giro' e quindi tramite conoscenze essere 'raccomandato' alla tekke.

 

R) Vede, tolleri la mia franchezza, lei parla secondo schemi inadeguati (essere nel giro, raccomandazioni...). Provi a leggere attentamente alcune opere sul sufismo, in questo sito  nella sezione libri troverà ampie indicazioni., così tasterà l'ambiente con cui cerca di entrare in contatto e le modalità di  linguaggio precipue. Sicuramente è l'Islam la base terrestre storica del sufismo. Ogni cosa a suo tempo. Se lei ha fretta il mercato le darà quanto chiede. Questo è tutto.

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D)(...) Ho cercato a lungo un vero scheikh ma dopo l'esperienza che ho avuto con (...) che mi risulta regolare ed ortodosso e di (...) altrettanto regolare ed ortodosso ho capito che il sufismo di Rumi, di kayam, di Alallaje, di Hafiz, Ibn Arabi e Ghazali che avevo studiato è lettera morta. Sentirmi dire che chi non è musulmano andrà all'inferno da questi "Veri Scheikh" in queste "Vere Tekke" è stata una esperienza decisamente sconfortante. 

R) Non è sufficiente che un ordine sia regolare ed ortodosso nella continuità per garantire una realtà, quella del sufismo, che essenzialmente è spirituale. In questi ordini ormai sclerotici si tramandano riti e dottrine senza che ci sia qualcuno capace di ritrovarne il significato, la vita di tutto ciò. Probabilmente le sue aspettative si fondavano su un idealismo che non regge al confronto col principio di realtà. Tra questi "veri" scheikh oggetto di culto da parte dei loro discepoli e in queste "vere" tekke continuano gli stessi meccanismi psicologici di ogni raggruppamento umano che si chiude in se stesso in modo settario ed intransigente in una sorta di caccia alle streghe a quanto è oltre la loro orbita (invidie, maldicenze, fanatismi, supestizione, carrierismo e la più squallida vanità mondana). Ma non tutti gli ordini sono così, e comunque potrebbe ritrovare in ognuno di  essi il peggio ed il meglio che lei conosce. Ringrazi il cielo di avere avuto queste esperienze e di aver conosciuto persone di saggezza e luminosità nella sua vita come il Mandel ed Omar Shah.

D) (...) Insomma, questo è il mio problema. Nel sufismo viene data priorità alla figura del maestro o all'ordine?

R) Nella letteratura sufi emerge l'essenzialità della figura del maestro, la peculiarità di un rapporto non può essere formalizzato. In altre parole se lei frequenta quella tekke con quel maestro non è costretto ad amarlo nè a sovrastimarlo, i sentimenti sono irrazionali e non possono essere comandati, ci mancherebbe. Deve a lui rispetto ed una ragionevole obbedienza, questo si richiede nell'ordine. Se lei ha avuto quel rapporto mistico col suo precedente maestro di quell'ordine il fatto essenziale del collegamento si è avverato. Se ci pensa bene ha perfino del ridicolo pensare che una persona debba amare un'altra perchè incarna un ruolo. Questo soprattutto nel sufismo: chi intende il sufismo in modo settario, gerarchico e militare con un culto irrazionale del capo non ha capito niente del sufismo stesso ( se lei si accorge di una simile deviazione meglio cambiar aria). In conclusione non c'è da provare nessun senso di colpa sui propri sentimenti, essi vanno solo gestiti per essere adeguati alla vita.

D) E' da alcuni anni che mi interesso al sufismo , ma come si fa a distinguere i sufi veri da quelli falsi ? Nella chiesa cattolica gli ordini monastici sono ben definiti ma nell'Islam tutto appare confuso. Quale è la strada da seguire per trovare i giusti contatti ?

R) Porsi il problema è già fare i primi passi. Le organizzazioni sedicenti sufi ed i sedicenti sufi sono effettivamente di più rispetto alle catene secolari che fanno capo a dergha (abbazie) centrali con le loro  trasmissioni alla cui origine c'è il maestro fondatore dell'ordine. I sistemi imitativi sono spesso contraddistinti da corsi a pagamento "per diventare sufi" , oppure da una sterile ripetitività formale e rituale. Ci sono in Italia anche saltimbanchi che si fanno passare per dervisci danzanti per chi ama lo spettacolo , altri che mescolano ideologie politiche estremistiche con l'Islam ed il sufismo. Si oscilla dall'indifferenza rispetto alla religione islamica a forme fanatiche di islamizzazione. Spesso il capo si presenta vestito come un guru- santone e trova conferma ( e reddito) dalla quantità dei proseliti, può anche apparire come imam (guida) di società islamiche approfittando dell'ignoranza generale. Mitomane o affarista che sia (caratteristiche che non si escludono a vicenda) trova sempre chi lo segue. I contatti giusti bisogna prima trovarli con se stessi, cercando la verità a qualunque costo soprattutto del proprio sé, nell' avere fiducia nei propri sentimenti, nella propria intuizione . Ognuno poi finisce laddove la sua ricerca lo conduce, se è illuso   nelle illusioni, se è autentico nell'autenticità. Il marchio d.o.c. si trova solo al supermercato. Comunque sia esistono nel sufismo gli stessi parametri degli ordini cristiani: un antico padre fondatore, un ordine storico verificabile, una abbazia centrale, un rigoroso rispetto verso le norme etiche universali di tolleranza, onestà, fratellanza, responsabilità- libertà. Ora a lei una domanda: se cercasse uno psicoanalista andrebbe dal primo che si dichiara tale? Quali passi di verifica farebbe? Ed anche se lei avesse constatato che è iscritto all'ordine degli psicologi o dei medici, che fa parte di associazioni con autorizzazione ministeriale, che ha un buon curriculum, che è ( dall'esperienza di altri ) un valido psicoanalista , non è detto che sia quel che fa per lei: ma forse saprebbe indirizzarla dalla persona giusta.

D) Contrariamente alle mie aspettative, sul vostro sito http://www.puntosufi.it/ non ho trovato alcun riferimento a G.I. Gurdjieff.  Mi piacerebbe sapere qual è la posizione della vostra Confraternita in merito a Gurdjieff ed al suo insegnamento nonché ai testi scritti da lui stesso e dai suoi allievi diretti più noti (Ouspensky in particolare).

R) Poiché non esiste un punto di vista ufficiale della confraternita su questo o quell'autore (ognuno di noi ha le sue idee) bisogna rivolgere la domanda al khalyfa che rappresenta "il filo conduttore". Comunque in linea di massima consideri questo: quanto è adatto al tempo ed al luogo ha un valore. Il sufismo inoltre è una realtà viva ed operante, storica nelle sue secolari trasmissioni. Perché fermarsi sui suoi passaggi di seconda mano e sulle alterazioni? Perchè fidarsi di persone che non sono in grado di dare riferimenti certi e verificabili della propria appartenenza al sufismo storico, nè sanno specificare dove deriva il materiale su cui si lavora e quando lo dichiarano errano?    Poi ognuno è libero di credere che questo o quell'autore o movimento sia depositario della verità sufi (e c'è in occidente materiale per tutti i gusti) , ma non è questo il sufismo.

D) (...) benché sia certa del fatto che l'essenza delle religioni è UNA, gradirei avere informazioni su movimenti sufi cristiani. Potete aiutarmi?

R) Benché il sufismo sia universale "in quanto l'essenza delle religioni è UNA" la sua base terrestre è l'Islam. Non esistono movimenti sufi cristiani in quanto le confraternite sufi sono come gli ordini storici cristiani (francescani, domenicani...) che non sono "fuori" dalla Chiesa, così i sufi non sono fuori dell'Islam. Come non hanno valore improvvisati ordini cristiani così anche quelli sufi nati in occidente, cristiani o con altra etichetta. Gesù, comunque è un polo di riferimento per i sufi come Maometto (sia lodato il loro nome). Se il sufismo è imprescindibile dall'Islam è altrettanto ineludibile il suo carattere universalista  : da secoli nelle tekke sufi  hanno partecipato come "compagni" anche cristiani, ebrei ed altri di qualsiasi credo ed etnia.

D) (...) Quel che è successo nella Massoneria, ossia il proliferare di logge estranee ( in realtà associazioni mafiose denunciate dagli stessi ordini principali massonici prima che dalle indagini della procura) o deviate ( a fini di potere politico ed economico come la p2) non sta succedendo nel Sufismo? (...)

R) Purtroppo non è solo una questione, quella che lei pone, limitata geograficamente e nel tempo. Ogni organizzazione religiosa o iniziatica , per quanto nobile e elevata nell'ispirazione, ha subito nella storia frammentazioni o distorsioni che ne hanno alterato e confuso il senso originario. Non solo i rami ma lo stesso tronco principale ne è stato affetto: dal messaggio di amore e distacco dal potere mondano di Gesù è nata l'inquisizione, l'opposto del vangelo nel vertice di chi lo rappresentava. Il sufismo, soprattutto in Africa, lamenta diverse degenerazioni di tipo magico ( in India ed in Iraq  è talvolta ridotto a fachirismo o covo di fanatici politici e religiosi) e alcuni ordini si sono sclerotizzati nelle forme esteriori (ritualistica e blasoni) o persi, simulacri ripresi da occidentali che possono così far vanto di presunte origini storiche. Insomma lo stesso bianco e nero che si ritrova ovunque, ed in mezzo bisogna viverci cercando di essere dalla parte giusta studiando, informandosi oltre lo spirito fazioso, riflettendo, giorno dopo giorno oltre le propagande dei poteri ufficiali di turno, politici e religiosi. Che bello sarebbe trovare senza sforzo un luogo dove ogni ben di Dio sta sempre sulla tavola. Ma solo i bambini sognano così.

D) Ho trovato spesso differenze sul concetto di tradizione tra i vari autori che parlano di esoterismo come Schuon, Guenon, Evola, Zolla, Omar Shah e pure in questo sito...

R) Prima di tutto bisogna cercare il significato etimologico della parola sul vocabolario. Dal  Palazzi del 1939 leggiamo :" s.f.(dal latino traditio) T.giur.consegna: la tradizione della merce, del podere||com: trasmissione orale, da generazione a generazione, di antiche memorie, del racconto di avvenimenti e sim.: per una tradizione antichissima giunta sino a noi||abitudine,costume e sim.trasmessi da generazione a generazione: bisogna rispettare le vecchie tradizioni di famiglia||V.A.tradimento||N. ricordanza, memoria, usanza, esempio. costumanza, costume, consuetudine |ciclo, leggenda, saga|curare, rispettare, continuare, rompere." fin qui il vocabolario. Poi ci sono stati autori che hanno ripreso una filosofia nata in occidente nell'ottocento negli ambienti teosofici ed occultistici in cui si cercava una visione globale e assolutistica della realtà ispirata appunto all'idea di tradizione. Questa visione è stata seguita spesso da facinorosi estremisti bisognosi di credenze intransigenti e genitorializzate per cui combattere. Tenga presente che il "tramandato" può portare cose giuste e sbagliate, non è sacro di per sè nè tantomeno è intoccabile, sta all'intelligenza filtrarlo. Tra gli autori che ha citato l'unico  che non si ispira a quel deviato concetto   occidentale e moderno di tradizione è Omar Shah.

D) Perché nel capitolo sull'islam e sui sufi non vi riportate agli insegnamenti dei maestri sufi in occidente Guénon e Gurdjeff? (...uno teorico l'altro pratico...)

R) Guénon e Gurdjeff non erano maestri sufi. Riportiamo due  commenti su Gurjeff  di Omar Shah in " La tradizione sufi in occidente" ( pubblicato da Psiche pag. 225-232 ): "in Afghanistan abbiamo un detto: un medico a metà é una minaccia per la vita ,ma un imam a metà (o qualunque insegnante religioso) é una minaccia per la tua anima. Se provate a praticare e analizzare alcune delle tecniche e delle tattiche usate da Gurdjeff, vedrete che sono state imparate solo a metà" e ancora "la quantità di confusione causata e che si sta ancora causando dall'organizzazione Gurdjeff, è misurabile in termini di umana sofferenza e dolore." A Konia vicino al mausoleo di Rumi c'è una fontana  la cui fonte, scendendo  si divide in due, quattro, otto vaschette a significare la continuità dell'insegnamento. Ricorstruire una di queste vaschette fuori dall'ambiente ed utilizzare dell'altra acqua non equivale a portare un insegnamento ma a simularlo vuoi intellettualmente vuoi praticamente.

D) In riferimento alla   discussione sul sufismo e la tradizione trovo inutile sollevare un problema risolto. Non importa individuare se il più grande pataccaro di questo secolo sia Rene Guenon o Gurdjeff giacchè tutto questo secolo e quello precedente hanno visto un fiorire di figure nella filosofia idealistica e nella psicologia del profondo che volevano incarnare la verità di una dottrina.

R)Le faccio notare che la questione la riporta lei e non altri. In ogni caso i campi vanno distinti, quello teosofico tradizionalista (che si accetti o meno il termine), quello filosofico idealistico e quello della psicologia del profondo. Se l'idealismo riproponeva razionalisticamente  l'antichissimo mito del dio dormiente , il sè che si riscopre nella storia attraverso la nazione o il genio, la psicologia del profondo , abbinandosi all'antropologia ed all'etnologia, voleva e  vuole solo ricercare il modo in cui questi miti agiscono nella psiche umana  senza la pretesa di incarnare dottrine di qualsiasi tipo se no nulla avrebbe di scientifico.

D) Nel  libro "filosofia della massoneria" di De Bernardo l'autore evidenzia  come l'idea di tradizione nasca nell'ambiente occultistico degli ultimi due secoli mettendo insieme miti antichi in un sistema filosofico che pretende di rappresentare la verità in assoluto. Come i grandi maghi rinascimentali  anche  quelli moderni metafisici vogliono arrivare all'età dell'oro dei magici poteri o delle conoscenze perfette. Idee che nel nazismo fiorivano. Autori come Guénon, Schuon, Burckardt per citare i più conosciuti hanno collegato questa idea di tradizione al sufismo da loro stessi praticato. Se è' un'anomalia come si spiega?

R) Molte persone educate nel contesto  europeo credono di aver bisogno di una guida più teorica che pratica, più di pensiero che di esperienza. Non vogliono mettersi in gioco ma trovare un "sistema" che permetta loro di leggere la realtà. Il pensiero di un'autore di libri sostituisce il coinvolgimento diretto con un maestro. Se poi questo autore è convinto che le proprie idee siano verità matematiche e le presenta come tali (in nome della tradizione, del sufismo o altro) può anche inorgoglire il lettore : se io ho capito queste verità appartengo alla élite. Fatto proprio un modello di pensiero si giudica in base a questo piuttosto che all'esperienza e alla verifica, ogni risposta sta già nel modello genitorializzato a cui bisogna credere ed obbedire e combattere per esso . In altri termini la realtà si sostituisce con una sua rappresentazione ritenuta indiscutibile. Ogni valore critico, dialogico e di ricerca raccomandato dal Corano sarà invece considerato nemico essendo ritenuto un prodotto del condannato mondo moderno che tutto travisa. 

D) Eppure mi è stato detto da (...) che è un maestro sufi che bisogna riferirsi all'autore Renè Guenon per un approccio sicuro al sufismo e al mondo della Tradizione, contrariamente a (...) che è considerato da  facente parte della controiniziazione per il valore dato alla psicoanalisi (...)

R) (...) non è un maestro sufi ed è documentabile (ho conosciuto Tizio che era l'amico di Caio che ha iniziato Sempronio cosa significa?) viceversa (...) lo è  in quanto si può accertarne il mandato . Faccia esattamente come se volesse verificare se uno è un finto frate o meno: il sufismo è un ordine secolare con tanto di abbazie  madri (dergha), altrettanto secolari  , non una new age dove tutti possono inventarsi qualcosa. Nel clima di new age (dove sono stati  ripescati simulacri di ordini sufi, solo blasoni per ingenui turisti) si iscrive anche il concetto di tradizione che viene dall'alto (il sistema metafisico)  e che darebbe il diritto di pontificare "in verità in verità vi dico": esso nasce nel mondo teosofico ed occultistico ottocentesco con tanto di un re occulto che dominerebbe tutta un'era dal suo regno al centro della terra (a ispirarsi a questa idea di sacra tradizione anche il nazismo che ha organizzato diverse ricerche per trovare la terra primordiale). Questi miti all'interno di una dottrina dogmatica ed esclusiva (chi la capisce e ci crede è l'eletto gli altri sono spazzatura, o in non o.k. i diavoli che non la condividono) costituiscono l'edificio del mondo della Tradizione. Meglio, a mio parere, rifarsi ai testi sufi antichi dove (si pensi a Rumi ) ogni storia ha un valore psicoterapeutico straordinario e non vuole irrigimentare nessuno in una ideologia che pretende di essere unica e necessaria. E solo Dio (l'Inconoscibile : sura 112) sa davvero ciò che è Bene.

D) (...) eppure sia nel sufismo sia nella massoneria ci sono logge che si ispirano a figure fondamentaliste che al posto della ricerca della verità impongono già una verità in nome delle credenze religiose o metafisiche a cui tutti devono conformarsi. E' insomma un vero e proprio plagio della personalità che si compie in queste organizzazioni. I danni psichici che arrecano difficilmente sono reversibili in quanto il soggetto crede di far parte di una elite che ha in mano la verità ed il potere (...) quasi una mafia (...).

R) Forse è solo una bella ingenuità credere che ci siano istituzioni che rappresentino completamente un ideale. Forse questa inesperienza si contrappone a chi ormai  scetticamente vede la corruzione in tutto. Forse la verità sta nel mezzo. Certo è che le istituzioni saranno sempre inadeguate ad un modello perfetto in quanto sono fatte da uomini limitati. Che bello sarebbe se ci fosse una giustizia composta da giudici infallibili, una scuola con insegnanti preparatissimi ed eccellenti educatori, politici tutti onesti e intelligenti, psichiatri dall'equilibrio impeccabile eccetera. Anzi ovunque ci sono anomalie e contraddizioni via via da risolvere senza la pretesa di riuscirci una volta per tutte, che è impossibile data la natura umana stessa . Questo vale anche per le religioni e per le forme organizzative iniziatiche pur storiche e regolari. Ci sono antichi testi sufi che trattano  come nella realtà, anche di una "buona"  confraternita, ci siano casi di follie, invidie, fanatismi, paranoie di potere.  Sono tutti insegnamenti vivi e diretti. Per entrare nello specifico stralcio questo brano dall'ottimo studio di Lo Coco e Lo Verso sul pensiero mafioso (nel sito di psichiatria forense "pol.it") << In questa cultura psichica, come in tutti i sistemi fondamentalisti (Lo Verso, 1998, cit.) regnano dicotomie totalizzanti di pensiero, con il mondo degli affetti scisso in maniera punitiva. Ci riferiamo qui con l’espressione fondamentalismo a tutti quei processi di costruzione dell’identità personale in cui l’Io individuale è pienamente coincidente con il Noi sovrapersonale e transpersonale. Il soggetto non può essere diverso, altro, dal mondo che lo ha concepito psichicamente (Napolitani, 1987). Nei sistemi fondamentalisti l’identità psichica può essere legata a strutture sovrapersonali: la nazione, la chiesa, il partito, e/o essere all’interno di una omologazione che non consente pensiero (ad es. l’attuale omogeneizzazione televisiva). Fenomeni come le guerre a sfondo religioso, i nazionalismi, il razzismo, le inquisizioni, si fondano psicologicamente anche su questo.>> Il fondamentalismo, insomma, è un fatto sociale, una devianza che può emergere dovunque, comprese le organizzazioni  sviluppatesi  per la libertà dello spirito.

D) Ho letto un articolo su internet che dice di spiegare con chiarezza l'Islam dove si dice che l'esperienza del vino per i sufi è fondamentale. E' vero?

R) No. E' uno svarione classico in occidente, anche se sempre meno frequente. Nasce dalla interpretazione letterale del simbolo vino=ebbrezza utilizzato dai poeti  sufi. I sufi essendo musulmani non bevono alcolici né si cibano di carne di porco. Che poi ci siano   imitatori sufi o gruppi dissociati che fanno uso di droghe per arrivare a stati di trance ciò non riguarda il sufismo.

D) Frequentando i sufi ho capito che solo attraverso il libero pensiero è possibile cogliere le verità ed i valori che costituiscono il nocciolo delle religioni. Ho capito l'attenzione che si deve dare a se stessi affinché il pensiero non sia contaminato da pregiudizi e devianze ed allora, liberamente, più si evolve più si coglie l'identità coi mistici di qualsiasi estrazione civile e religiosa a conferma che la verità è una e che non sono i dottrinari, i burocrati ed i carcerieri delle ideologie, ma le menti ed i cuori liberi ad intenderla . Possiamo dunque considerare i sufi promotori del libero pensiero?

R) Intanto non si può fare catechismo con rispostine di maniera. L'antico motto dell'illuminismo sufi "libertà, uguaglianza, fraternità" non deve trarre in inganno. Sono concetti da tradursi in vita assai preziosi che  hanno perso il loro significato come una cosa scontata ma di cui non si ha consapevolezza. Il pensiero difficilmente è libero frutto come è di condizionamenti ambientali e soggettivi per cui la sbandierata libertà di pensiero riguarda più un sentimento che un  adulto  rapportarsi con la realtà . Diversi esperimenti psicologici riproducibili hanno dimostrato che meno del 10%  dei soggetti danno risposte autonome ed adeguate alle circostanze, il resto è intrappolato dai condizionamenti, automatismi e dai pregiudizi.  Essere  padroni del tutto del proprio stato (al Allaje), quindi liberi interiormente è il risultato, mai definitivo, che si guadagna solo con uno sforzo a cui molti rinunciano volentieri, il risultato sta nelle parole di Gesù: la (ricerca della) verità vi farà liberi. Ma più facile è farsi portare.

D) Il movimento sufi di Hinayat Khan è libero dall'Islam. Se il sufismo gode di questa realizzazione di libertà anche questo movimento è legittimo.

R) Un fiore coltivato con cura in un giardino non è quello che nasce nella natura selvaggia pur essendo pregevole. Il giardino, la terra del sufismo è l'Islam. Fuori dall'islam ci può  essere misticismo ma non misticismo sufi.

D) Quindi il Sufismo è un frutto dell'Islam?

R) Il sufismo nasce con l'uomo, con le sue esigenze spirituali ed evolutive, e specificamente nello sciamanesimo. "Noi bevemmo vino prima che la vigna fosse piantata" quando per vigna molti sufi intendono l'Islam. Ed è nell'Islam che si è organizzato storicamente, adattandosi ai tempi e agli spazi, poiché in esso ha trovato la terrestrità , la base capace di appoggiare l'universalità, l'evoluzione che caratterizza lo spirito del sufismo. Il profeta è egli stesso il modello del sufi perfetto. Peraltro il sufismo annovera tra i maestri figure fuori dell'Islam come Plotino appunto perchè, come dice il Corano, ogni terra ha avuto il suo messaggero. L'amore per la scienza, per l'arte, per la cultura che nutre il sufi non ha confini ed è lo stesso Corano che incita a cercare il sapere fino in Cina, ossia oltre tutti i confini.

D) Come si spiega oggi che ci siano musulmani che criticano il sufismo e quali gruppi lo hanno avversato ?

R) L'aspetto mistico dell'Islam è il sufismo, ed il misticismo in tutte le religioni è stato a volte avversato da chi ha usato la religione  politicamente e buracraticamente o da chi non ha saputo andare aldilà del fideismo. Mentre nel Cristianesimo i fondatori mistici degli ordini  come Francesco sono stati accettati dal vertice della struttura quelli del'Islam dalla base, dal consenso della comunità musulmana (la umma) . Movimenti o gruppi dissidenti come ci sono nel cristianesimo  ci sono anche nell'Islam: fondamentalisti e modernisti. I primi hanno preso anche il controllo di uno stato come l'Arabia Saudita, sono i Wahbiti, paragonabili ai Testimoni di Geova. Grazie alla ricchezza petrolifera della penisola arabica molti fondi sono destinati alla propaganda delle idee e delle interpretazioni dell'Islam di questo movimento. Il suo fondatore, Ibn'Abd al Wahab (1703-1792) dichiarava eteredossi tutti coloro che non erano suoi discepoli,  musulmani in genere,sufi o non sufi, fino al punto di considerare lecito ucciderli e confiscare i loro beni come successe nella conquista saudita dello Hijaz. Tale accanimento oggi si è pacato e i wahbiti, salvo le frange fanatiche, non considerano più i musulmani non wahbiti, ripeto sufi o non sufi, come nemici. I modernisti fanno capo al movimento salafita (una sorta di protestantesimo) che ha accusato i sufi di essere imprigionati in pratiche superstiziose (da medioevo diremmo qui) evidentemente dimenticando che tutti i migliori scienziati , artisti e filosofi dell'Islam erano sufi (e  "sono" sufi) e inquadrando il sufismo negli aspetti degenerati e popolari, presenti soprattutto in Africa, criticati dagli stessi sufi. La propaganda fondamentalista e modernista non ha comunque , in genere, minato il consenso verso il sufismo sia a livello popolare sia della intelligenza islamica. In ogni caso il sufismo,  in modo palese od in modo nascosto, segue la sua strada realizzativa indipendentemente da come va il mondo.

D) Vorrei sapere qualcosa sulla gerarchia sufi

R) Premesso che è necessario staccarsi dalla mentalità infantile del club di topolino: si ricorda? Lo stemmino di qui quo qua era del socio, di paperino con una stella di ispettore,di paperone ispettore generale con due,e via via con topolino consigliere, fino a governatore. La carriera si sviluppava attraverso la quantità di bollini ritagliati nei fumetti. Premesso che bisogna staccarsi dal senso di gerarchia dei branchi di gorilla basata sul senso del potere e del predominio e delle loro sublimazioni militari umane si può considerare che laddove esiste un gruppo umano, una società esistono pure ruoli che sono convenzionali ed effettivi in base alle varie abilità ed attitudini, almeno così dovrebbe essere per il buon mantenimento degli interessi collettivi. Questo vale ovunque. Il sufismo storico, essendo grosso modo equiparabile agli ordini cristiani (francescani, domenicani...), seppur non ascetico, ha le sue regole ed una struttura. C'è un padre generale nell'abbazia centrale e dei vicari o khalyfa nelle varie regioni del mondo. Esistono poi rappresentanti che compiono diverse funzioni e comunque tutti agiscono all'interno della società come professionisti (nelle università, negli ospedali,nelle arti e nei mestieri ed ovunque). Maestri e allievi appartenenti all'ordine,quindi gli iniziati, (in un certo senso essendo l'evoluzione illimitata tutti siamo allievi e solo Uno è il Maestro ) costituiscono la fratellanza del sufismo storico , il quale, secondo le epoche e le confraternite differenzia termini ed i segni distintivi ( casacche , pelli...). Per saperne di più veda "termini sufi" in Islam.

D) Ho sentito spesso parlare nel sufismo e nella massoneria di prove iniziatiche. Esattamente cosa sono?

R) Lei conoscerà dall'antropologia le prove a cui si sottoponevano i fanciulli per dimostrare a se stessi e al clan di essere adulti. Un classico: essi dovevano dar prova di affrontare da soli la vita nei boschi, procurandosi cibo e superando le ostilità dell'ambiente. Ma la vita di ciascuno di noi è già costellata di prove iniziatiche, la differenza è che un ricercatore le vive in modo consapevole, gli altri no. La perdita  di beni materiali ed affettivi, della salute, del consenso sociale richiedono per essere superati un risveglio di fede (nella vita, in se stessi, nella forza operante del divino) e di intelligenza. Uscir fuori dal dolore  paralizzante (questo è l'effetto della paura) significa recuperare energie e consapevolezze prima neppure immaginate. Così si evolve.

D) Secondo il mio modesto punto di vista, non per offendervi, sufi e asceti in generale vivono fuori dal mondo, invece credo che Dio voglia che l'uomo combatta per la giustizia e contro il male invece che di scappare incapaci di servire a nulla  (...)

R) Il sufismo non è ascetismo nè isolamento. Il sufi è nel mondo ma non con il mondo: questo significa che è una presenza attiva nella società, forse indispensabile tanto che ci sarebbe da chiedersi se la sua assenza ( o meglio della assenza della Via aldilà di una religione specifica) coincida con la fine dell'umanità stessa. E in ciò non v'è nulla di esoterico o magico: finirebbe l'impulso evolutivo col crollo conseguente del civismo, delle arti, della fede (non della sua burocratizzazione che è la religione), il processo autodistruttivo scatterebbe immediatamente. Le più grandi personalità dell'Islam che hanno operato per il bene, per la pace, per la giustizia, per la scienza e per le arti erano sufi, sappia almeno questo prima di parlare senza conoscenza.

D) Quale certezza offre il sufismo?

R) Che solo Dio conosce la verità di se stesso (esperienza mistica di cui alAllaje ha lasciato testimonianza) , che l'uomo è limitato ed in questo limite c'è la sua bellezza e la sua evoluzione, che tutto è qui, che ogni cosa verrà a suo tempo...e altre risposte del genere, per quanto siano del sufismo non sono il sufismo. Il sufismo è il sufismo.

D) (...) E allora mi domando: perchè i sufi sembrano nascondersi o giocare sulle apparenze? Perchè ancora sembra che non rispondano e non siano disponibili alle richieste dei postulanti?

R) Complimenti leccati ed insulti nevrotici, minacce e rassicurazioni sono roba che non interessa ai sufi e neppure le discussioni. Nessun sufi le chiederà chi è, cosa fa e cosa ha fatto e cosa farà perchè non è interessato ai fatti esterni.  Preferisce spesso evitare importanze, titoli ,accademismi e codazzi, potrebbe giochersene o servirsene secondo la situazione. Poichè è consapevole dei suoi limiti accetta e medita ogni insegnamento ed evita di imporre condizioni, così come un buon allievo nei confronti del professore o di un paziente nei confronti del medico. Non sono dunque i sufi a non essere disponibili ma chi li contatta . Se questi ultimi non sono disponibili egli non potrà fare nulla poichè la loro libertà è sacra. Questa è la chiarezza che è richiesta non quella che un postulante ritiene che sia. Se non si capisce questo è meglio non perdere tempo coi sufi.

D) (...) voglio precisare che sono agnostico, ma vorrei sapere se dal punto di vista sufi la religione islamica rappresenta un fatto unico ed assoluto e se l'islam è d'accordo col punto di vista sufi

R) Lei pone una domanda solo per sentirsi esplicitare una risposta che già presuppone. Di assoluto c'è solo Dio e la religione islamica, come qualsiasi religione, ha avuto una nascita, uno sviluppo ed avrà una fine. Il Corano in più punti sottolinea come le religioni siano adattamenti ai luoghi ed ai tempi della stessa esigenza metafisica umana, o se si vuole, dell'eterno richiamo del principio. Non esiste dunque un punto di vista islamico ed uno sufi come non esiste uno cristiano ed uno francescano, la distinzione è solo qualitativa. Se i rappresentanti di una religione ritenessero di essere gli unici depositari della verità e che l'essenza del loro credo sia unica ed irripetibile  bloccherebbero il dialogo con le altre religioni ,  la loro stessa evoluzione interiore e soprattutto darebbero dei limiti a Dio che è oltre la stessa infinità.(seconda domanda)- Ma questo non significa fare di tutte le erbe un   mazzo tipo new age? Mi sembra giusto difendere la propria religione dal livellamento con le altre- Ma lei non si dichiarava agnostico? La sua è la classica reazione dell'integralista. Accettare di essere parti di un insieme laddove ogni parte ha la sua ben precisa identità, come strumenti in una orchestra, non significa confondersi. Questo vale per le religioni ed è un obbligo per il musulmano dato che egli è tenuto a seguire il Corano (che non è un testo new age ma  sigillo di tutti gli insegnamenti precedenti ). L'alternativa è la guerra, l'intolleranza, l'ignoranza e la follia di sentirsi gli unici portatori della verità in nome del proprio modo di concettualizzare Dio. Immagini una riunione di rappresentanti delle varie religioni con ognuno in testa, tipo fumetto, questo pensiero: " io ho la verità e questi poveri disgaziati non lo sanno..." oppure : "qui c'è chi crede di portare la verità e mi crede un povero disgraziato". Ma il pensiero suggerito dai fondatori delle religioni e non dalla codificazione posteriore è sempre: "c'è del bene in me e negli altri, c'è continuamente qualcosa da scoprire insieme e che ci unisce, sopratutto il sentire qualcosa che trascende le nostre religioni..."

D: Vorrei ringraziarvi per il Vostro sito, per il buon senso e l'equilibrio che comunica, e per il contributo che date a rasserenare e a fare chiarezza su questioni su cui oggi disinformazione e paura rischiano di prevalere (...) Come non musulmano interessato al Sufismo, Vi sarei grato se fosse possibile avere chiarimenti sull'idea e sull'esperienza di "compagno di strada" a cui il Vostro sito e il sito sufijerrahi.it dedicano alcuni cenni. Le domande che mi pongo sono: Concretamente cosa significa diventare "compagno di strada" ?Cosa e' e cosa fa il "compagno di strada" ? E' solo un "ospite" che partecipa ad alcune conferenze "culturali" sul sufismo ? O invece e' anche una persona che ha fatto una scelta molto piu' impegnativa di crescita personale ? Se e' cosi', questo percorso di crescita come differisce in essenza e nella pratica da quello del musulmano che segue il cammino sufi ? In altri termini: quando si e' non musulmani in cerca di un cammino di crescita personale che signficato puo' avere la partecipazione alle riunioni di un ordine Sufi come il Vostro in qualita' di "compagno di strada" ? Forse ad alcune di queste domande e' possibile dare un risposta via e-mail, nella consapevolezza dell'inevitabilita' che "solo chi assaggia sa".

R) Grazie per le belle parole. Come lei ha intuito solo "assaggiando" di persona si può capire, poi ognuno ha il suo metabolismo per cui la "risposta" è comunque personale. La partecipazione alle riunioni avviene previa richiesta al khalyfa che per l'italia è il prof. Gabriele Mandel (http://www.gabrielemandel.net) . Nella storia sono stati numerosi i "compagni di viaggio" che non sono stati solo ospiti e spettatori ma amici intimi e attivi collaboratori dei sufi. La mediocrità e l'eccellenza non stanno nell'esser o meno musulmani ma come musulmani , aperti all'universalismo ed alla tolleranza come vuole il Corano e una condizione di spirito evoluta, c'è l'alveo terrestre più idoneo ed integrato per seguire il cammino sufi. E' stato scavato da secoli oltre le ripetitività formali e i condizionamenti coattivi diventando storia. In questa storia  anche i compagni, in modi diversi, hanno avuto la loro funzione ed evoluzione.

D) In poche parole cosa è questa Tradizione di cui parlano la Blawasky , Julius Evola e Renè Guénon ? E la massoneria e il sufismo, poichè ho trovato diverse persone di loro che li consigliano, c'entrano con questa Tradizione dall'Alto? Scusate la domanda diretta.

R) Perchè mai scusarsi di domandare?   Una serie di domande e di risposte a tal proposito sono state raccolte nell'articolo qui linkato:  http://www.puntosufi.it/59dist.htm . Comunque, questo mito della Tradizione di moda nel 900 negli ambienti occultistici e teosofici,  fatto proprio dal nazismo e da settori del fascismo ( vedi gli scritti dell'autore che lei cita con lo pseudonimo di ignitus sulla rivista "il regime fascista" e del gruppo di magia di Ur krur ) in poche e semplici parole ritiene che nel centro della terra vi sia un re del mondo di tipo spirituale che governa le epoche e legittima le religioni, o meglio tradizioni sacre che nascono e riportano a lui con determinati riti. I nazisti avevano organizzato anche spedizioni in Tibet per ricevere dal misterioso personaggio l'autorizzazione del potere. Sempre secondo questo mito il mondo  sarebbe in una caduta dallo spirituale al materiale attraverso cicli cosmici ben definiti .Adesso saremmo alla fine dell'età più buia dove le forze del male, una sorta di controiniziazione dove c'entrerebbe (almeno secondo i più accaniti sostenitori del mito) il concorso della psicoanalisi e della scienza moderna. Insomma, reinterpretando i miti antichi della caduta spirituale degli uomini  e leggende fascinose come l'agarthi, nell'ottocento e nelle sintesi ideologioche successive nasce questo schema metafisico-mitologico che pone se stesso come verità indiscutibile (se no si fa parte dei cattivi e degli ignoranti). Chi segue fedelmente questo pensiero sarebbe nella elite spirituale, con una autorità speciale a lottare contro le forze del male dove  si crede alla democrazia e alla libertà (essendo queste ultime sotto il controllo delle multinazionali e delle lobby, comunque da interessi di potere di qualsiasi area ideologica, questi demoni devono essere veramente degli illusi, detto tra noi). Per il resto veda il link.

D) (...) il zhikr insegnatomi da Omar Shah era silenzioso, meditativo, evitava proprio la sovraossigenizzione di cui parlate. Perchè queste contraddizioni nel sufismo? (...)

R) E' una domanda rivoltaci diverse volte e che dimostra non tener conto delle differenze. Ciò non è sufi. L'unico modo giusto è quello che ho imparato per primo...il papà ha sempre ragione. In realtà i vari ordini sufi ( quelli storici e regolari, per intenderci, non quelli improvvisati in occidente) hanno dhikr diversi, non tutti danzano come i Mevlevi e non tutti si raccolgono in una sommessa recitazione dei nomi di Dio. Paesi diversi e storie diverse. Vero è che ci sono state degenerazioni come nel muraburtismo, uso di droghe e spettacolarismo, devianze rispetto ai valori di ispirazione del sufismo stesso.

D) E' vero che la risposta di un sufi è sempre individuata ad un contesto ed alla persona che la formula?

R) E perchè lei ha bisogno di sentirsi rispondere?

Nuraddin Murad