IL R. Smg "TEMBIEN"

classe 600 - serie "ADUA" (17 unità)

Sigla: TE

Questa pagina è dedicata alla Memoria

del nostro Concittadino

Tommaso MAGNANI

Sottotenente di Vascello

decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare,

Ufficiale in 2a. del Regio Sommergibile "TEMBIEN",

scomparso il 2 agosto 1941 nell'affondamento dell'unità

Il Regio Sommergibile TEMBIEN

Il Regio Smg. TEMBIEN mimetizzato e con la torretta modificata, ripreso nel 1941

 

 Impostato il 06/02/1937 nei Cantieri O.T.O. di La Spezia;

 Varato il 06/02/1938 ed in servizio il 01/07/1938;

 AFFONDATO il 2/8/1941 nelle prime ore del mattino, nelle acque ad ovest di Malta, dopo aver attaccato l'incrociatore britannico "Hermione".

 Dislocamento 697,254 t. in superficie e 856,397 t. in immersione

 Lunghezza 60,18 m. - Larghezza 6,45 m. - Immersione 4,70 m

 Apparato motore composto da 2 motori Diesel FIAT per 1400 hp tot. (capaci di sviluppare in superficie una velocità di 14 nodi) e da 2 motori elettrici Marelli per 800 hp tot. (capaci di sviluppare in immersione una velocità di 7,5 nodi) - 1 batteria di accumulatori al piombo composta da 104 elementi

 Combustibile: 47 t. nafta

 Autonomia: 3180 mg a 10,5 nodi (propulsione Diesel) e 74 mg a 4 nodi (propulsione elettrica)

 Armamento: 6 tubi lanciasiluri da 533 mm. (4 AV e 2 AD); 1 cannone da 100/47 mm.; 2 mitragliere singole da 13,2 mm.; n 6 siluri da 533 mm. e n 152 proiettili per il cannone

 Equipaggio: 42 uomini, dei quali 5 ufficiali.

 Profondità di collaudo: 80 - 100 metri.

Sommergibile di medio dislocamento, classe "600" serie "Adua". Tipo Bernardis a semplice scafo con doppi fondi centrali resistenti e controcarene esterne.

 

ATTIVITA' E OPERAZIONI BELLICHE:

Varato a La Spezia il 6 febbraio 1938, fu consegnato alla Regia Marina il 1 luglio dello stesso anno. Il 10 agosto passò alle dipendenze di Maricosom che lo dislocò a Lero nell'ambito del V Gruppo, dove effettuò crociere di addestramento e di resistenza..

Il 10/6/1940 è dislocato a Messina (35a. sq. III gruppo).

Dall'1 al 5/7/1940, pattuglia al largo di Malta. Una successiva missione nello stesso mese viene annullata per sopravvenuta avaria mentre il battello è già in navigazione verso la zona di agguato. 

Dall'1 al 6/8/1940 - Agguato al largo di Creta. 

Dal 23/9 al 6/10/1940 - Agguato al largo di Tobruk. Prima della successiva missione, ne assume il comando il T.V. (poi Capitano di Corvetta) Guido Gozzi che affonderà col battello. 

Il 21/11/1940 - Breve agguato notturno al largo di Malta. 

Il 22/11/1940 - Breve agguato notturno ad W di Malta. 

Dal 26 al 30/11/1940 - Agguato a ponente di Malta. Il 27, alle ore 23.24, avvista una formazione navale nemica composta di tre unità di elevato dislocamento contro le quali alle 23.28 lancia due siluri che falliscono il bersaglio. Alle 23.33, lancia una seconda coppiola da meno di 1000 mt, udendo dopo 45 secondi una forte esplosione. (La documentazione inglese del dopoguerra non fa cenno a questo attacco). 

Dall'1 al 12/1/1941 - Agguato al largo di Sollum. Nella notte tra il 7 e l'8 alle 00.45 al largo di Bardia avvista un grosso piroscafo contro il quale lancia in rapida successione tre coppiole di siluri che non colpiscono per corsa irregolare. 

Dal 3 al 12/2/1941 - Agguato al largo di Malta. Al rientro da questa missione, sosta circa quattro mesi in arsenale per turno di lavori. 

Dal 26/6 al 3/7/1941 - Agguato lungo le coste cirenaiche. Il 29/6 alle ore 20.41, avvistata una formazione navale nemica, lancia una coppiola di siluri contro un Ct inglese. Sottoposto a caccia a.s. dall'altro Ct che faceva parte della formazione, deve disimpegnarsi in immersione senza poter accertare i risultati del lancio. L'azione, che si svolge al largo di Ras Azzaz, non viene confermata dalle fonti inglesi le quali, nel dopoguerra, pur confermando la perdita del caccia "Waterhen", in quell'ora ed in quella zona, la attribuiscono a bombe di aereo. La causa dell'affondamento del "Waterhen" fu attribuita all'allagamento dei locali caldaie e non si può escludere che tale allagamento, dopo aver determinato prima il capovolgimento e poi l'affondamento dell'unità, possa essere essere attribuito proprio ad un siluro del Tembien.

Il 31/7/1941 partì da Messina per la sua ultima missione di guerra. Dall'1/8 è schierato a ponente di Malta, in catena con altre unità subacquee, nel tentativo di intercettare forze navali nemiche segnalate in transito nel canale di Sicilia. Il gruppo navale inglese attraversò la zona insidiata dai nostri sommergibili nella parte più meridionale in quanto solo il Tembien, in agguato sulla linea sud dello sbarramento, effettuò l'avvistamento e l'attacco del gruppo nemico.

Dalla documentazione inglese risulta infatti che nelle prime ore del 2 agosto l'incrociatore Hermione, mentre procedeva ad alta velocità per Malta, fu attaccato dal Tembien in latitudine 3631' N e longitudine 1240' E. L'incrociatore riuscì tuttavia a contromanovrare arrivando allo speronamento del sommergibile, determinandone l'affondamento e rimanendo leggermente danneggiato. Non è possibile ricostruire più compiutamente l'azione condotta dalla nostra unità in quanto nessun membro dell'equipaggio sopravvisse all'affondamento.

L'affondamento del TEMBIEN in un manifesto britannico di propaganda bellica

Un manifesto britannico di propaganda bellica che ricorda l'affondamento del Regio Smg. TEMBIEN, speronato dall'incrociatore HERMIONE

L'incrociatore britannico HERMIONE

L'incrociatore britannico HERMIONE

 

SCOMPARVERO CON IL BATTELLO:

Ufficiali:

C.C. Guido Gozzi, Comandante;

S.T.V. Tommaso Magnani, Comandante in 2a;

T.G.N. Enrico Conte, Direttore di macchina;

S.T.V. Vincenzo Bozzo, Ufficiale di Rotta;

G.M. Luigi Lanfranchi, Ufficiale alle Armi.

 

37 sottufficiali, sottocapi e comuni:

C 2a cl. Giuseppe Esposito - C 2a cl. Mario Orru - C 2a cl. Umberto Venturi - C 3a cl. Onorio Fanzini - C 3a cl. Carlo Pedicini - 2 C. Salvatore Buscemi - 2 C. Venanzio Di Giulio - 2 C. Mario Nardini - 2 C. Carlo Vassena - Sgt. Michele Toccarino - Sgt. Herve Introini - Sgt. Francesco Paolantonio - Sc. Egidio Argentini - Sc. Luigi Arpaia - Sc. Camillo Cornia - Sc. Vincenzo Di Gelido - Sc. Eugenio Ferrari - Se. Franco Gambi - Sc. Francesco Ladisa - Sc. Silverio Mazzella - Sc. Gabriele Pedicini - Sc. Fernando Siroti - Com. Carlo Bottazzi - Com. Gaspare Della Valle - Com. Adolfo Pietro Fabbri - Com. Paolino Gaia - Com. Emilio Giagnacovo -Com. Giannino Giannini - Com. Raffaele Lettieri - Com. Giovanni Lucchetti - Com. Romeo Moto - Com. Raffaele Pisini - Com. Federico Ritonnato - Com. Salvatore Salatino - Com. Benedetto Tarrana - Com. Giuseppe Ugolini - Com. Renato Viesti.

S.T.V. Tommaso MAGNANI, Medaglia di Bronzo al Valor Militare

S.T.V. Tommaso MAGNANI

(foto gentilmente concessa dalla Famiglia MAGNANI)

 

DECORAZIONI CONFERITE

AL S.T.V. TOMMASO MAGNANI Comandante in 2a del Regio Smg. TEMBIEN

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

"Ufficiale in 2a. di un sommergibile, che in un'ardita azione di guerra silurava l'unità maggiore di una formazione navale nemica, coadiuvava con perizia e sereno coraggio il Comandante, contribuendo efficacemente al buon esito dell'attacco" (Canale di Sicilia, notte sul 28 novembre 1940)

Croce di Guerra al Valor Militare

"sul campo a Disperso"

"Ufficiale in 2a. di Sommergibile nel secondo anno della guerra 1940 - 43 partecipava a numerose missioni di guerra in acque contrastate dal nemico. Nel corso di missione di guerra scompariva in mare con il Sommergibile, offrendo alla Patria la propria esistenza tutta dedicata al dovere" (Mediterraneo, 10.6.1941 - 2.8.1941)

Croce al Merito di Guerra

"alla Memoria"

"Imbarcato su Sommergibile prendeva parte ad aspre missioni di guerra. Cadeva combattendo sul mare per la grandezza della Patria" (Acque del Mediterraneo, 2.8.1941)

 

Il R. Smg. "Tembien" aveva effettuato 16 uscite operative:

10 offensive e/o esplorative in Mediterraneo,

6 per esercitazione o trasferimento. 

Furono percorse complessivamente 11.687 miglia.

L'Unità venne radiata ufficialmente dai ruoli del Naviglio Militare il 18/10/1946

Distintivo per lunga navigazione in guerra sui sommergibili

 

 Bibliografia essenziale:

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